Comune di Amatrice chiama operatori del settore funerario per risolvere i problemi più urgenti dei cimiteri terremotati

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E’ online sempre sito internet del Comune di Amatrice l’AVVISO DI INDAGINE DI MERCATO finalizzata all’individuazione di operatori cui affidare i Servizi di rifasciatura e movimentazione feretri in taluno dei cimiteri frazionali o porzione del cimitero capoluogo del Comune di Amatrice.
Il Comune vuole così coinvolgere gli operatori del settore funebre e cimiteriale a manifestare il proprio interesse per i lavori urgentissimi di protezione e movimentazione dei feretri che devono essere eseguiti nei cimiteri comunali di Amatrice danneggiati dai terremoti del 2016 e 2017.
Gli interessati potranno leggere le condizioni per presentare la propria candidatura alla successiva indagine di mercato al cliccando BANDO AMATRICE

Ad Amatrice il comune mette on line la situazione dei 21 cimiteri terremotati

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Danni rilevanti in quasi tutte le 21 strutture comunali, dove sono centinaia i loculi e danneggiati e le cappelle crollate sotto i colpi del terremoto, prima quello del 24 agosto, poi i successivi fenomeni sismici di ottobre 2016 e gennaio 2017. E’ la fotografia scattata dal censimento dei cimiteri elaborato dal Comune di Amatrice e pubblicato in queste ore sul sito istituzionale del Municipio (www.comune.amatrice.rieti.it).
Nel lungo e dettagliato resoconto sullo stato in cui versano i luoghi di sepoltura del territorio, il quadro che emerge e’ allarmante: le porzioni “monumentali”, e cioe’ piu’ datate, sono quasi tutte danneggiate, anche seriamente, quando non addirittura irraggiungibili per via dei crolli, come nei casi delle frazioni di Sant’Angelo, San Tommaso, Retrosi e Sommati, dove l’accesso ai cimiteri e’ reso ancora impraticabile dalle macerie. In alcuni dei luoghi di sepoltura i crolli hanno portato alla luce la presenza di amianto: ne sono un esempio e il cimitero monumentale del capoluogo, uno dei piu’ danneggiati dal sisma, e quello della frazione di Torrita. Sul censimento sono elencati tutti i loculi danneggiati, riportando i nomi dei defunti per consentire a familiari e parenti di mettersi in contatto con il Comune di Amatrice.

Trapani: decadenza della concessione cimiteriale per stato di abbandono di 198 loculi

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Avviato dall’amministrazione comunale di Trapani il procedimento di decadenza della concessione di 198 loculi del cimitero comunale per stato di abbandono.
I loculi si trovano negli edifici sepolcrali 40 Pax, 42 Pax, 43 Pax, 44 Pax, 45 Pax, 45 bis Pax, 46 Pax, 47 Pax, 48 Pax, 49 Pax, 50 Pax, 51 Pax, 51/2 Pax, 51/3 Pax e 51/4 Pax situati dietro la statua della Madonna.
L’elenco delle salme tumulate nei loculi per cui è stata avviata la decadenza della concessione è stato pubblicato all’Albo pretorio sul sito web e all’Albo cimiteriale del Comune di Trapani.
Per delucidazioni i cittadini interessati possono rivolgersi agli uffici dei Servizi cimiteriali in piazza Cimitero n. 37 o chiamando i numeri 0923-590266 o 0923-568500. Gli uffici sono aperti pubblico il lunedì e giovedì dalle 15 alle ore 17 e, il mercoledì, dalle ore 9 alle ore 13.

Castellammare di Stabia: cimiteri completamente allagati per le copiose piogge

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L’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Campania nei giorni passati ha interessato anche Castellamare di Stabia, dove le sono state invase dall’acqua che ha reso impraticabili le strade in via Fontanelle e via Petraro.
Drammatica la situazione cimiteriale.
Sia il vecchio che il nuovo cimitero sono completamente allagati e per gli stabiesi nei giorni di pioggia diventa estremamente problematico andare a trovare i propri defunti.
Nel nuovo cimitero, tra l’altro, destano preoccupazione gli alberi, mentre nel vecchio cimitero il degrado interessa i viali, le murature perimetrali, le cappelle private, gli immobili e le alberature.
Nelle scorse settimane si sono poi distaccati calcinacci dall’ingresso e solo la fortuna ha voluto che l’episodio sia avvenuto quando il cimitero era chiuso.
L’argomento è stato dibattuto in aula durante il question time dell’1 marzo 2017.

Arrestato ladro di metalli da cimitero del veronese

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Un 41enne romeno, residente a Roncoferraro (Mantova), è stato arrestato dai Carabinieri di Legnago, che lo hanno intercettato, dopo un furto.
A bordo della vettura i militari hanno trovato numerosi manufatti in rame (grondaie, tetti di cappelle, portafiori, accessori) e strumenti da scasso.
Ispezionato il cimitero, i carabinieri hanno appurato che il “bottino” proveniva da una delle cappelle del camposanto.
Dopo una notte trascorsa in camera di sicurezza, l’arresto è stato convalidato dal giudice del Tribunale di Verona che, in attesa del processo, ha imposto all’uomo l’obbligo di firma alla Polizia Giudiziaria nel comune di domicilio.

L’onerosità del servizio necroscopico a carico dell’erario comunale

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Prima di addentrarci in medias res, è consentanea ed opportuna una rapida classificazione del servizio necroscopico obbligatorio per ciascun comune (si vedano anche, tra l’altro, il D.M. 28 maggio 1993, l’Art. 3 comma 1 lett. a) n. 6 D.Lgs n.216 del 26 novembre 2010, l’Art. 21, comma 3 L. 5 maggio 2009, n. 42) :

pm-1Con tale termine, derivante dall’antica lingua greca, si contemplano, in genere, i servizi pubblici locali dovuti per compito istituzionale, quindi a carico del bilancio comunale (sulla loro contabilizzazione si veda il D.P.R. n.194/1996), nonché le pubbliche funzioni autorizzative, di supervisione, vigilanza, controllo, e pianificazione (cimiteriale), propriamente di polizia mortuaria, le quali qualche legislazione locale (esempio: Emilia-Romagna: art. 3, lett.) C. Legge Regionale 29 luglio 2004 n. 19) tende, per maggior completezza, a distinguere dai primi, più prettamente operativi.

Queste prestazioni vengono gestite nelle forme consentite dall’articolo 113 del T.U. – D.Lgs n.267/2000 con onere a totale carico dell’ente locale e sono:

a) indispensabile raccolta, su ordine della pubblica autorità, sulla pubblica via di salme, come del loro trasporto in obitorio/deposito d’osservazione ex paragrafo 5 Circ. Min. Sanità 24 giugno 1993 n. 24. A tal proposito, per la corretta imputazione dei costi si considerino: gli artt. 16 e 19 D.P.R. n.285/1990, [per esclusione] l’art. 69 comma 1 lett.c) D.P.R. n. 115/2002 recante l’approvazione del T.U. spese di giustizia cui è seguita la relativa risoluzione confermativa del Ministero prot. 4/2 – 780 del 14 dicembre 2007. In senso analogo si veda anche un simile risposta fornita dal Dicastero degli Interni con parere prot. n. 15900/1371/L.142/1Bis/31.f, rilasciato in data 13 febbraio 2007.

b) trasporto di cadaveri da casa inadatta al deposito di osservazione su disposizione dell’Autorità sanitaria;

c) deposito di osservazione ed obitorio di cui agli articoli da 12 a 15 del D.P.R. n. 285/90.

d) trasporto funebre e fornitura di feretro, inumazione, esumazione ordinaria, cremazione di persona indigente, appartenente a famiglia bisognosa o in caso di disinteresse dei familiari o per prevalente interesse pubblico; in questo frangente l’Ente Locale si attiva e procede ai sensi dell’art. 23 comma 1 D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616.

e) camera mortuaria e ossario o cinerario comune in cimitero ai sensi degli artt. 64 e 80 comma 6 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285

Secondo una filosofia più estensiva, meglio se tradotta in apposita norma regionale, rientrerebbero in questo novero (è numerus clausus, cioè un ambito non discrezionalmente ampliabile) anche l’attività di medicina necroscopica ed il servizio mortuario sanitario ex D.P.R. 14 gennaio 1997.

La pubblica funzione (concetto da ricavarsi “induttivamente” ed a contrariis, ex art. 347 Cod. Penale) è di competenza del comune, esso la esercita singolarmente, o in forma associata secondo quanto consentito dal capo V del Titolo II del T.U. 267/2000.

 

Soffermiamoci, ora, su singolo punto d):

La condizione d’indigenza o bisogno della famiglia del defunto va definita, ai sensi della legge 8 novembre 2000, n. 328, dai servizi sociali comunali sulla base della regolamentazione locale in materia di erogazione di prestazioni, servizi sociali ed assistenziali, con le modalità del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 109, quale modificato dal D.Lgs. 3 maggio 2000, n. 130 e relativi strumenti di attuazione. Ove detta regolamentazione non fosse ancora stata aggiornata a seguito delle norme suddette, si applicherebbe, in via resuduale, la vigente regolamentazione locale in materia di servizi sociali.

Il Comune, con proprio regolamento, può stabilire i casi in cui vi sia disinteresse dei familiari. In assenza di diversa disciplina di dettaglio, più capillare ed intrusiva, vale, pur sempre il criterio generale secondo cui si configura la fattispecie del disinteresse dei familiari quando:

a) non sussistano parenti del defunto oltre il 6° grado,

b) essi siano irreperibili,

c) per predominante interesse pubblico.

d) si sia attentamente verificato l’animus, ossia la pervicace volontà degli aventi titolo a non provvedere (spontaneamente?) Secondo un certo filone della dottrina per non incorrere nella responsabilità patrimoniale ex art. 93 D.Lgs n. 267/2000 la Pubblica Amministrazione dovrebbe ripetere le somme magari anticipate attraverso il recupero forzoso del credito, ai sensi della normativa civilistica (si potrebbe ipotizzare anche una “gestio negotii” ex artt. 2028- 2032 Cod. Civile?), o con l’iscrizione a ruolo di cui al D.Lgs. 13 aprile 1999, n. 112, come modificato con D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 326 e si veda, anche. il D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, come modificato dal già citato D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 326.

 

L’eccezione al postulato della generalizzata onerosità del servizio cimiteriale, ammessa dall’art. 1 comma 7-bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26, è limitata sotto un duplice profilo:polizia-mortuaria1

1) oggettivo, perché la gratuità è ristretta alle sole operazioni di cremazione, inumazione ed esumazione ordinaria;

2) soggettivo, siccome di tale gratuità beneficiano solo tre categorie di soggetti.

Per cogliere l’origine ed il senso profondo del comma 7-bis si apprezzi, ulteriormente, quanto evidenziato dalla manualistica specializzata[1]: l’inumazione è stata, per molto tempo, un sistema di sepoltura assicurato gratuitamente, a carico della collettività, così come il trasporto funebre in privativa (Art. 1 comma 1 punto 8 R. D. n.2578 del 15 ottobre 1925 ora abrogato con l’Art. 35, 12, lett. g) L. 28/12/2001, n. 448) e la stessa provvista dei feretri, oltre all’ovvia realizzazione e manutenzione dei cimiteri (Artt. 337, 343 comma 1 e 394 T.U.LL.SS; Art. 824 comma 2 Cod. Civile, Art. 51 comma 1 D.P.R 285/90, Art. 91 lett. f) punti 11 e 14 T.U.L.P.C. approvato con R. D. n. 383 del 3 marzo 1934[2], Capitolo IV R. D. n.2322/1865 e, soprattutto Allegato c L. n. 2248/1865) corrispondente ad una concezione reputata normale, per la quale la sepoltura dei cadaveri costituisce un incombente della comunità locale; così che anche lo stesso impianto ed esercizio dei cimiteri è stato elevato a dovere d’istituto, indispensabile per i Comuni, in tutta la legislazione italiana post unitaria, sino ai giorni nostri.

Con il comma 7-bis, tale schema concettuale è radicalmente stravolto e così, paradossalmente è il familiare, e non più la collettività, a riappropriarsi dello jus inferendi mortum in sepulchrum inteso come intimo atto di disposizione sulla salma del de cuius, ossia come obbligo non solo morale, ma anche legale a provvedere ad una degna sepoltura per un corpo umano esanime, il quale cessa di essere res nullius (…ma non è mai stato res derelicta, in quanto ogni persona è, pur sempre, portatrice dell’insopprimibile Jus Sepulchri!) per divenire oggetto di lutto individuale, secondo quella “corrispondenza d’amorosi sensi” di foscoliana memoria. Come sopra evidenziato, la stesura testuale della norma rende l’inumazione gratuita, cioè a carico del bilancio comunale, solo per le salme di persone indigenti, appartenenti a famiglie bisognose o per le quali vi sia il disinteresse da parte dei familiari.

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[1] Si legga Sereno Scolaro, ‘La polizia mortuaria’, terza edizione – Maggioli editore, pagg. 162-166.

[2] Abrogato in parte già dalla Legge n.142/1990 e integralmente dall’Art. 274 D.Lgs n.267/2000.

 

 

 

 

Finalmente partono i lavori per il crematorio di Trento

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Dopo alcuni anni di progettazione, di stop and go dovuti a ricorsi nelle aule dei tribunali, al termine della primavera 2017 potranno partire i lavori per la realizzazione del tempio crematorio di Trento.
Il progetto e l’intenzione da parte del Comune di dotarsi di questa struttura hanno fatto fin dall’inizio molto discutere. Dal punto di vista legale, lo scorso anno il Consiglio di Stato aveva dato ragione all’Amministrazione sulla gara per il tempio con una sentenza che confermava il pronunciamento del Tar, che già si era espresso riconoscendo la corretta assegnazione, da parte dell’Amministrazione comunale, del progetto definitivo e dei lavori del tempio.
L’obiettivo del Comune di Trento è quello di disporre del crematorio alla fine del 2018.
A portare avanti i lavori saranno DF Costruzioni, Nord Costruzioni e Officine Ciroldi e l’importo complessivo si aggira su 5 milioni e 500 mila euro.
“Per quanto riguarda il comune di Trento – spiega Carmelo Passalacqua, dirigente dei Servizi funerari – oltre il 50% di persone morte vengono cremate e su scala provinciale siamo al 33%. In numeri assoluti su 900 morti all’anno oltre il 450 oggi viene cremato e sono numero in continuo aumento. Di sicuro quando sarà operativo, considerando gli inconsunti, il tempio funzionerà a pieno ritmo”.
L’area individuata per la realizzazione del tempio crematorio ed delimitata a nord con la “barchessa” meridionale di Palazzo alle Albere; ad est con il braccio del porticato di delimitazione del quadrante sud del Cimitero Monumentale; a sud con l’Ossario per i caduti dell’esercito Austro – ungarico e, in secondo piano, con l’edificio per i loculi realizzato alla fine del Novecento; ad ovest l’area è delimitata da una siepe, oltre la quale si trova una via di servizio e la ferrovia del Brennero.
Nell’edificio ci sarà la sala di commiato, la sala dei due forni, due salette per l’attesa dei parenti ad altri locali di servizio. Dal punto di vista architettonico a caratterizzare il tempio saranno due grandi “lame” che hanno la funzione di contenere i camini di espulsione dei fumi che devono avere altezza di 15 metri.
L’unità filtrante assicura che le emissioni di polveri in atmosfera siano compatibili con i parametri normativi in materia di tutela della salute umana ed ambientale. I fumi trattati sono conferiti ad un camino per la corretta espulsione in atmosfera. La velocità d’uscita dei fumi dal camino è tale da garantirne la dispersione seconde le rigide normativi vigenti.

Rifacimento del forno crematorio a Perugia

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L’Amministrazione comunale di Perugia ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione del nuovo forno crematorio al cimitero monumentale di Perugia.
A breve, dunque, potranno partire i lavori per l’opera tanto attesa dalla cittadinanza, essendosi da tempo concluse le procedure per l’assegnazione dell’appalto.
“Rispettata – sottolinea il Comune di Perugia – la tempistica dettata dalla giunta nei mesi scorsi, secondo un crono programma che ha preso il via il 23 marzo dello scorso anno con l’approvazione del progetto preliminare.
Nel frattempo, tra Novembre 2016 e Gennaio 2017, sono arrivati anche i pareri richiesti a Vigili del Fuoco e Soprintendenza e l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). I lavori, già appaltati, dureranno circa tre mesi, oltre il collaudo”.
“Quello di Perugia è l’unico forno crematorio dell’Umbria, di cui si servono anche utenti provenienti dalle regioni limitrofe. Il nuovo forno crematorio avrà caratteristiche tecniche innovative, sia per quanto riguarda le emissioni ambientali, sia quanto a efficienza operativa, visto che potrà lavorare anche su tre turni, anziché su uno solo come il vecchio.”.
L’intervento complessivo è pari a 700mila euro dei quali 539mila per lavori (in virtù di ribasso d’asta rispetto ai 600mila originari) e 160mila per somme a disposizione (rispetto ai 100mila originari).

Nel pescarese: sospesa l’attività di una impresa funebre per cui erano assenti le autorizzazioni ad operare

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Scoperta dai Nas nel pescarese una impresa funebre del tutto abusiva.
la singolarità sta nel fatto che l’impresa funebre aveva più sedi, un sito web con informazioni chiare e sui funerali e addirittura dal quale si poteva scaricare modulistica.
Peccato che operasse in assenza dei requisiti che le norme regionali in materia prescrivono.
Lo hanno scoperto i NAS di Pescara, che hanno disposto, unitamente all’ASL di Pescara, la immediata sospensione della attività.
L’impresa funebre esercitava l’attività di onoranze funebri ed eseguiva servizi per riti, trasporti e tumulazioni, in totale assenza di autorizzazione e di pareri igienico sanitari della Asl competente.
La situazione ha consigliato di avviare, in collaborazione con il dipartimento di Prevenzione della Asl, numerose ispezioni in aziende della provincia di Pescara, per scoprire se esistono altre imprese funebri abusive, inquinato senza i titoli per esercitare l’attività.

Mesagne: sacerdoti chiedono di eliminare i cortei funebri e il sindaco non accetta

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I sacerdoti della città di Mesagne, in provincia di Brindisi, hanno chiesto al sindaco, attraverso una lettera aperta, di eliminare l’usanza dei cortei funebri.
I preti, si legge nella lettera, contestano la lunghezza del tragitto da fare a piedi.
E soprattutto, raccontano, gli automobilisti costretti a fermarsi sono troppo impazienti e disturbano la cerimonia con “suoni e parole sconvenienti”.
Il vescovo di Brindisi, monsignor Domenico Caliandro, aveva avallato la proposta.
Ma dal Comune è arrivato un no netto.
La tradizione dei cortei è centenaria, ha risposto il primo cittadino, e le persone devono essere libere “di scegliere il modo e la forma per celebrare degnamente il rito del trapasso dei propri cari”.
Il Comune ha promesso di migliorare la viabilità, mettendo a disposizione più vigili durante i cortei.

Commissario prefettizio autorizza la cremazione di 195 resti mortali a Guidonia

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Saranno cremati i 195 resti mortali derivanti da operazioni di estumulazione che si trovano nel deposito del cimitero di Guidonia Montecelio.
Si tratta di resti mortali che provengono da operazioni cimiteriali per le quali le ossa non sono state reclamate dai parenti allo scadere della concessione trentennale dei loculi.
La decisione è conseguente ad un’ordinanza del commissario prefettizio, che ne dispone la cremazione per ragioni di salute pubblica, in quanto i resti mortali non possono sostare nel deposito oltre un certo periodo, e per fronteggiare le criticità del camposanto a un passo dal tutto esaurito.

Piacenza: si propone di realizzare un cimitero per animali

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Creare a Piacenza un cimitero per gli animali d’affezione. E’ la proposta contenuta in una mozione presentata da Maria Lucia Girometta, capogruppo di Forza Italia.
“E’ innegabile – scrive Girometta – l’affezione verso un animale domestico, che viene spesso considerato un componente della famiglia; è molto importante, attuale e necessario consentire la continuità del rapporto affettivo tra i proprietari e i loro animali deceduti”.

“Occorre poi sottolineare il problema igienico e pratico, in quanto, in assenza di un cimitero, le spoglie dei nostri animali vengono incenerite insieme all’immondizia domestica alla stregua di un rifiuto o seppellite in luogo non propriamente idoneo”.

“E’ necessario – prosegue – un luogo di sepoltura per consentire la continuità del rapporto affettivo tra i proprietari e i loro animali deceduti e quindi un sistema cimiteriale idoneo a garantire la tutela dell’igiene pubblica, della salute della comunità, degli animali e dell’ambiente”.

Dal punto di vista amministrativo, spiega Girometta, è necessaria l’approvazione di un regolamento, così da permettere l’insediamento di un impianto di questo tipo, autorizzando, previo apposito iter, privati o associazioni, senza costi per il Comune:

Modena aggiorna le regole per le sepolture, adeguandole alle unioni civili

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L’amministrazione comunale di Modena ha recepito, con una delibera di giunta municipale, le recenti disposizioni sulle coppie di fatto estendendole anche al tema della sepoltura.
I defunti non sposati ma comunque legati da una unione civile saranno trattati come una coppia unita dal vincolo del matrimonio.
Ciò comporta che le due persone in questione potranno essere seppellite l’una accanto all’altra, mentre prima questo era possibile soltanto da sposati (o conviventi more uxorio).
«Il diritto ad essere vicini anche nella morte – spiega l’amministrazione della città emiliana – è ora esteso ai conviventi uniti civilmente, il tutto recependo le disposizioni sulle unioni civili».
Una coppia al centro di una unione civile potrà essere seppellita nello stesso cimitero anche se in vita una delle due persone abitava in un altro comune rispetto a quello dove si trova il cimitero.

Copertino: intimidazione a impresa funebre

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Attentato incendiario ai danni dell’agenzia funebre “Mosè” di Copertino (nel leccese).
Ignoti, qualche notte or sono, hanno lanciato una molotov contro la sede dell’agenzia di proprietà di un giovane imprenditore del posto.
I danni sono ingenti: le fiamme hanno riempito il locale distruggendo arredi e attrezzature.
Al lavoro per spegnere l’incendio i vigili del fuoco del distaccamento di Veglie richiamati sul posto insieme ai carabinieri della locale stazione e al proprietario.
Gli autori dell’attentato sono stati immortalati da alcune telecamere di sorveglianza: si tratta di due uomini che si sono avvicinati all’agenzia a bordo di uno scooter con i volti coperti da un casco. Uno di loro ha lanciato la bottiglia incendiaria e si è dato alla fuga.
L’atto intimidatorio è stato compiuto ai danni di un impresario di pompe funebri che nel 2012 denunciò e fece arrestare tre pregiudicati che lo avevano minacciato

24 persone indagate a Padova: metà dipendenti obitorio e metà impresari funebri. Indovinate perché

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Dodici dipendenti dell’Azienda ospedaliera di Padova addetti all’obitorio e dodici titolari di imprese funebri sarebbero tra i destinatari di avvisi di garanzia in quanto i protagonisti di favori per la spartizione del mercato locale dei defunti.
Secondo le prime notizie sulle indagini ogni segnalazione valeva dai 50 agli 80 euro.
Le accuse sono di concorso in corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, falso ideologico in atto pubblico e truffa ai danni dell’ospedale.
Con queste accuse è stato comunicato dal PM ai 24 interessati l’avviso di proroga delle indagini.

Voci di riduzione della convenienza a detrarre le spese funebri

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Secondo il Sole 24 Ore del 19 febbraio 2017, il Governo starebbe pensando, per far cassa, ad un intervento sulle detrazioni fiscali, in particolare se il contribuente ha un elevato reddito.
Sarebbero interessate anche le spese funebri.
Di seguito il testo della notizia, tratta da Il Sole 24 Ore:

… omissis …A via Venti settembre si è tornati, dunque, a valutare l’ipotesi di azzerare o ridurre i bonus fiscali in relazione al reddito del contribuente. In sostanza, oltre una determinata soglia l’agevolazione fiscale potrebbe essere anche azzerata. Fatta pari a 100mila questa soglia, solo per fare un esempio, il contribuente che dichiara 110mila euro si potrebbe veder cancellare la detrazione per spese veterinarie o quella per l’abbonamento dei figli ad associazioni sportive, palestre e piscine o ancora le detrazioni per le spese funebri. Si tratta comunque di alcune voci, del lungo elenco delle agevolazioni fiscali, che non intervengono nella formazione del reddito (reddito da lavoro dipendente, pensioni e redditi assimilati). …omissis ..Fonte: Sole 24 Ore

Le prime reazioni dal comparto funebre sono di incredulità, visto che il Governo intende far cassa anche con la emersione di aree di evasione e questa, invece, verrebbe vista esattamente come una manovra che aumenta l’evasione.
La cosa ridicola è che, a prima vista sembrerebbe un provvedimento di equità sociale (in questa maniera chi ha più soldi paga più tasse), ma è esattamente al contrario (e cioè aumentando la soglia dell’importo fiscalmente detraibile per spese funebri) che si otterrebbero significativi ritorni nella lotta all’evasione.
Chissà se i valenti (sic!) consulenti del Ministro dell’Economia riusciranno a capire una cosa semplice semplice …

Il cimitero monumentale di Trento si mette in mostra

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Il cimitero monumentale di Trento è stato realizzato nel 1826. Conta 47.060 metri quadrati e sculture di alto pregio e vere opere d’arte a cielo aperto.
La struttura storica è ricompresa in quadranti perimetrati da logge con colonne monolitiche in pietra bianca di Trento, di ordine dorico.
Nonostante contenga più di 150 tombe d’interesse culturale e molte opere di scultori trentini come Andrea Malfatti, Stefano Zuech e Othmar Winkler i cittadini non sembrano essere a conoscenza di tale ricchezza. Approfittando del progetto di alternanza scuola-lavoro, il dirigente dei servizi funerari del Comune Carmelo Passalacqua ha proposto ad un gruppo di ragazzi del Liceo Classico Prati un progetto che tenterà di promuovere il cimitero come meta turistica, organizzando visite guidate all’interno e serate aperte al pubblico.
“Il fine principale di questi eventi – afferma Passalacqua – è quello di cambiare l’idea di cimitero e tentare di far instaurare alla comunità un rapporto sereno con esso, per valorizzarlo”. Con la stessa intenzione due anni fa era stata messa in scena una recita teatrale itinerante nel cuore del camposanto e già da alcuni anni il conservatorio organizza un concerto i primi di novembre. Rappresentazioni molto suggestive realizzate, al calare delle tenebre, alla luce fioca di lumini e candele. Quel che gli studenti del Prati stanno facendo è approfondire storie e vicende legate a chi è seppellito e agli autori che hanno realizzato statue e lapidi funeree. Attualmente i ragazzi che hanno aderito a quest’iniziativa stanno organizzando una serata per la comunità (per il loro genitori in primis) in cui si cimenteranno come “ciceroni” per esporre la storia che si cela dietro ogni sepoltura.

Legge finanziaria della Regione Sardegna: chiesti soldi per ampliamenti cimiteriali

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Veniamo a conoscenza e volentieri pubblichiamo il seguente intervento di un consigliere della Regione Sardegna, che chiede di inserire dei finanziamenti per ampliare cimiteri solari, vista la carenza di posti.
“In Sardegna l’emergenza precariato si allarga anche ai posti in cimitero. Sembra un’assurdità, ma è la triste realtà. Perché in molti centri isolani le amministrazioni locali requisiscono i loculi già venduti, e non ancora occupati, per fronteggiare la carenza di spazi nei cimiteri”.
Così il capogruppo regionale Udc Gianluigi Rubiu che evidenzia la necessità di trovare nuove risorse nella Finanziaria in discussione in Consiglio. “E’ il caso di Iglesias dove la mancanza di nicchie per ospitare il caro estinto è diventata ormai cronica – osserva – Assemini segue lo stesso copione. In passato Macomer è stata costretta alla misura dei loculi in prestito.

Non bastano, quindi, i finanziamenti approvati la scorsa settimana con il piano delle infrastrutture. E’ una priorità per dare un segnale di civiltà e costruire opere pubbliche fondamentali in tutti i centri isolani. Non dobbiamo più rincorrere le emergenze ma dare agli enti locali gli strumenti necessari che evitino scelte drastiche anche nei confronti dei defunti, che rischiano di essere sfrattati dai siti funebri visto che in molti si va verso l’esaurimento dei loculi”.

Incontro a Parma su “il recinto del pensiero”

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Nell’ambito della mostra “Costruire con la Luce” di Marco Nereo Rotelli, curata da Gloria Bianchino, organizzata dall’Associazione Art Project con il sostegno di CePIM, il patrocinio e la collaborazione del Comune di Parma e il patrocinio della Provincia di Parma, sono stati programmati due incontri alla Galleria San Ludovico che sotto aspetti diversi affrontano il tema dell’arte fuori dai suoi stessi confini.
Nell’ambito della mostra il 23 febbraio 2017, alle ore 18, a Parma, interverrà il dr. Antonio Dieni, presentato da Gabriele Righi.
Dieni, dirigente di AFC Torino spa e Coordinatore del tavolo tecnico normative della SEFIT, terrà un incontro su “Il recinto del pensiero”: un intervento che fa seguito all’installazione che Rotelli realizzò a dicembre nel Cimitero della Villetta mettendo in luce la dimensione ulteriore che lo spazio cimiteriale rappresenta.
Un luogo della città che fa parte della vita e su cui è necessaria una continua riflessione.
Reciterà durante la serata l’attrice Sabina Borelli invitata a leggere alcune significative epigrafi, frammenti poetici, saluti estremi pieni di pathos e passione.

Modica: scambio di salme all’ospedale

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I familiari di due pazienti , uno di Modica e l’altro di Ispica, deceduti in ospedale a Modica attendevano in casa l’arrivo del feretro del loro caro, per porgergli l’estremo saluto.
Quando nelle rispettive abitazioni sono arrivate le bare, trasportate dai carri funebri delle agenzie scelte per espletare il servizio, si sono accorti che doveva essere avvenuto uno scambio di salma.

Come racconta il quotidiano online ragusanews.com i morti nell’obitorio del nosocomio modicano erano solo due.
Qualcuno, probabilmente la prima delle due imprese funebri sopraggiunte pe rio trasporto ha sbagliato morto e quella che è venuta dopo ha preso quello che era rimasto.