Torino: rappresentazione teatrale nel cimitero

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Domenica 29 ottobre 2017 e mercoledì primo novembre (ore 11.00 e ore 15.30) la compagnia teatrale «I Lunatici» propone all’interno del Cimitero Municipale di Torino «Dante 7×7, Discesa agli Inferi», un viaggio tra le anime dell’inferno dantesco reinterpretato in chiave teatrale dall’attore Alessandro Tampieri. Un’iniziativa organizzata dalla Città di Torino attraverso Afc spa, la società che cura i servizi cimiteriali torinesi nell’ambito del programma di iniziative della Giornata per la Commemorazione dei Defunti ispirate al tema della memoria collettiva e personale e all’elaborazione del dolore nel rispetto della sacralità del luogo. Il monologo ha già circuitato nei cimiteri di diverse città italiane (Bologna, Trento, Genova) e ora giunge a Torino. L’ingresso è libero.

Teramo: protesta di alcune imprese funebri

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Circa una quindicina di carri funebri ha sfilato a Teramo sotto alla sede della Azienda sanitaria, per protestare contro l’affidamento della gestione dei servizi cimiteriali e delle camere mortuarie con procedure in contrasto con la normativa regionale.
Secondo Paolo Di Berardino, segretario regionale Federcofit, la Federazione comparto funerario, ”molte delle ditte che hanno la gestione di questi servizi sono esercenti attività funebre disgiunta, equiparabile a quella funebre a tutti gli effetti: quindi per ovvi motivi di opportunità come recita anche l’articolo 35 della legge regionale e il parere dell’Autorità dei garanti, non possono risultare affidatarie”.
La protesta delle imprese funebri è rivolta soprattutto nei confronti dei Comuni di Notaresco e Campli che hanno affidato la gestione dei cimiteri alla stessa impresa funebre che è anche quella che effettua il servizio negli obitori della Asl di Teramo, e che si trova – secondo Federcofit – in posizione dominante e dunque irregolare.

Civitavecchia mette in mostra il suo cimitero monumentale

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L’assessorato alla Cultura del Comune di Civitavecchia, la Civitavecchia Servizi Pubblici, la società municipalizzata che ha fra i suoi compiti anche la gestione dei due cimiteri cittadini, e la Società Storica Civitavecchiese, organizzano, per il prossimo mercoledì 1° novembre 2017 in occasione dei giorni dedicati al ricordo di tutti i Santi e dei defunti, una visita guidata nel Cimitero Monumentale di Civitavecchia.

Il cimitero ebraico, il cimitero francese, l’emiciclo degli uomini illustri, il colombaio dei Vigili del Fuoco e tanti altri monumenti nascosti e presenti nel cimitero di Civitavecchia saranno al centro della interessante visita guidata condotta da Enrico Ciancarini e Roberta Galletta che permetterà di poter vedere il cimitero monumentale con altri occhi.

Il ritrovo è previsto alle ore 15.00 e la partecipazione è libera e gratuita.

Quanto possono essere retroattive le norme in materia di polizia mortuaria.

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Il fatto che le diverse norme di settore abbiano, nel tempo, talora anche innovato, porta dover affrontare la questione della loro efficacia nel tempo, in particolare se, e in tal caso, quanto possa aversi una qualche retroattività.
Per molti versi, le normative di settore presentano la caratteristica di essere state reiterative, riproduttive proponendo i medesimi istituti, spesso anche con le medesime formulazioni testuali, altre volte mutando il testo, ma conservandone la sostanza di fondo. Altre volte, esse hanno veramente innovato.

Proprio in relazione a queste ultime si pone la problematica su di una loro (eventuale) retroattività.
Va subito detto come il riferimento alle “norme di settore” non possa che riguardare sia le norme di rango primario (leggi o atti normativi aventi forza di legge) quanto le norme di rango secondario (regolamenti, siano essi statali, regionali e, più spesso, comunali, riferimento questo ultimo del tutto importante alla luce dell’art. 117, comma 6, 3° periodo Cost. (che, come noto, attribuisce a livelli di governo sprovvisti di potestà legislativa una potestà regolamentare)).
Il thema si pone considerando quanto spesso, in particolare in ambito cimiteriale, si abbiano rapporti giuridici, come le concessioni cimiteriali, che attribuiscono diritti particolari ai concessionari su beni pertinenti alla collettività locale (demanio cimiteriale), diritti particolari che, nei riguardi dei soggetti terzi, assumono la veste di diritti reali, che, come tali, sono/possono essere oggetto di tutela in sede giudiziale da parte dell’A.G.O., in sede civile.
Al contrario, nei rapporti tra comune, soggetto esponenziale della collettività locale, e concessionari non possono andare oltre alla posizione dell’interesse legittimo, eventualmente oggetto di tutela avanti al giudice amministrativo.
Il fatto di dover fare i conti con rapporti giuridici sorti nel tempo, fa sì che venga a porsi la questione: ad es.:  quid iuris  se l’imprescindibile regolare atto di concessione presenti, al momento della sua formazione, statuizioni o “elementi” non coerenti con le norme (quale ne sia il rango e quale ne sia l’ambito territoriale di vigenza) vigenti in un dato, successivo, momento? Di tale questione si trova traccia (es.), nella parte finale dell’art. 98, comma 2 dPR 10 settembre 1990, n. 285, laddove è presente la salvaguardia: “…  salvo i patti speciali stabiliti prima della data in vigore  …”.
Una delle questioni maggiormente diffuse riguarda l’innovazione introdotta con l’art. 93 dPR 21 ottobre 1975, n. 803 (e corrispondente norma successiva contenuta nell’art. 92 dPR 10 settembre 1990, n. 285), con cui è venuta meno la possibilità che i comuni concedessero aree cimiteriali per l’erezione di sepolcri privati nei cimiteri tanto in perpetuità quanto a tempo determinato (oltretutto, si fa notare: senza particolari limitazioni temporali nella durata delle concessioni), prevedendo, espressamente (comma 1): “… Le concessioni previste dall’art. 91,  rilasciate dopo l’entrata in vigore del presente regolamento, sono a tempo determinato, e di durata non superiore a 99 anni, salvo rinnovo.  …”
Tali norme hanno visto, qui o là, applicazioni che non tenevano conto di questo aspetto, cioè del fatto che esse – esplicitamente – non potevano che avere applicazione per il futuro, cioè per le concessioni sorte successivamente. In proposito, ex plurimis  ed anche intendendo citare solo pronunce recenti, potrebbe ricordarsi la sentenza del TAR Veneto, Sez. I, 12 dicembre 2016, n. 1350, con cui si afferma, o ri-afferma, come la “durata” originariamente fissata persista, anche sulla considerazione del fatto che per intaccare posizioni giuridiche in loro stesso perfette occorrerebbe norma di rango primario, cioè di legge (e, vertendosi in materia di ordinamento civile, rientrante nella competenza legislativa – esclusiva – dello Stato).
Per altro, altri TAR non hanno mancato di formulare un approccio diverso, quello che una durata illimitata (perpetuità) rischia di celare, negli effetti, una potenziale “alienabilità” dei sepolcri, non compatibile con la loro natura di beni talora insistenti sul demanio cimiteriale, altre volte appartenenti al demanio cimiteriale, approccio che, sembra, stia trovando sempre più aderenti.

Oltretutto, coeva e contestuale alla questione della durata delle concessioni cimiteriali è stata quella concernente la loro “cedibilità”, in termini di diritto privato, poiché le norme antecedenti l’ammettevano, per quanto in via subordinata e richiedendo predeterminati procedimenti per quanto riguarda la produzione degli effetti. Si veda, es., Consiglio di Stato, Sez. V, 28 ottobre 2015, n. 4943
Anche qui si registrano situazioni non uniformi, avendosi, in alcune aree (abbastanza ben individuabili), orientamenti tali da ammettere, a certe condizioni, la persistenza, anche in termini di legittimità, di pratiche fondate su di una tale “cedibilità”, per quanto relativamente alle concessioni sorte in precedenza.

Tali questioni possono interessare, come in parte già enunciato, anche le disposizioni dei Regolamenti comunali di polizia mortuaria, per i quali è quanto meno opportuno suggerire, in sede di eventuale modifica, una norma, indicativamente tra le norme finali e transitorie, in cui si affrontino tali aspetti, ad es., prevedendo che le norme “nuove” si applichino anche alla concessioni pregresse, opzione che richiederebbe, per difetto di legge (dello Stato!) come visto, essere corredata da una sorta di clausola di salvaguardia. Ad es.: prevedendo che chi vanti posizioni sorte antecedentemente, possa richiedere di conservarle, entro un certo tempo (osservando che quanto maggiore sia il termine per attivare una tale salvaguardia, tanto minore diventa l’esposizione a possibili contenziosi).
Tanto più che in ben pochi casi (e non per scarsa diligenza), gli stessi comuni conservano accessibili i testi, variamente succedutisi e modificatisi, dei propri Regolamenti comunali di polizia mortuaria.

Il principio di fondo da tenere presente è quello per cui i rapporti giuridici sorti in un dato momento sono tendenzialmente destinati a produrre i propri effetti anche quando vengano a mutare le norme che avevano efficacia nel momento “fondativo” ( tempus regit actum ), salvo – solo – che non intervenga una legge (dello Stato) che modifichi il contesto normativo.

Cimitero monumentale di Milano, tutto da scoprire

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Ultimo appuntamento con la rassegna Museo a Cielo Aperto domenica 29 ottobre 2017 dalle ore 10.00 alle ore 18.00, teatro, musica, cinema, passeggiate tematiche e visite guidate per conoscere e scoprire il Cimitero Monumentale.

Dal piazzale centrale passeggiate tematiche nei viali dell’eternità in compagnia di protagonisti della Milano di oggi curate da Ettore Miraglia, Adriano Scudieri, Paola Redemagni e Felice Cappa con partenza alle ore 10.00/11.00/11.30/12.00 e 15.00.
per maggiori informazioni clicca su:
Programma iniziative
Programma passeggiate

Venaria Reale: cimiteri che hanno bisogno di manutenzione

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“Stiamo gestendo la situazione dei cimiteri di Venaria dopo quarant’anni di incuria”.

A dirlo è il sindaco Roberto Falcone, che spiega:
“Già questa primavera alcune aree sono state transennate ed è stato vietato l’ingresso. Questo perché a seguito di un esposto fatto ai vigili del fuoco, gli stessi vigili hanno evidenziato che alcune strutture presentano rischi di crolli e sono pericolose per i cittadini”. “Purtroppo”, prosegue il primo cittadino, “sarà così anche l’1 novembre. E mi rendo conto che sia estremamente impopolare, ma per un sindaco la sicurezza dei propri concittadini viene prima di tutto. Per quarant’anni si è ignorata la necessità di fare manutenzioni ordinarie e straordinarie”.

“E ora noi stiamo gestendo la situazione: in sei mesi quest’amministrazione ha reperito circa 780mila euro e ha già avviato l’iter per ripristinare lo stato e la fruibilità dei luoghi. Non si tratta di nulla di speciale, ma solo di responsabilità.”, conclude Falcone.

Fermo: esumazioni massive da gennaio 2018

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Il Comune di Fermo rende noto che essendo decorso il prescritto periodo minimo decennale dalla data di inumazione, si procederà, trascorsi 60 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso all’albo pretorio comunale, all’avvio nel mese di gennaio 2018 delle operazioni di esumazione ordinaria delle salme sepolte nel campo d’inumazione n. 1 Lattanzi 82 B/Sottostrada del cimitero civico del capoluogo.
I familiari dei defunti inumati possono presentare agli uffici del cimitero la richiesta di presenziare all’esumazione entro il 1 gennaio 2018.
Gli elenchi delle salme da esumare, con indicata la data prevista per le operazioni di esumazione, saranno pubblicati per almeno 60 giorni e saranno consultabili presso:
– gli ingressi dei cimiteri comunali di Fermo, Capodarco e Torre di Palme,
– l’albo pretorio on line del Comune,
– il sito www.comune.fermo.it,
– l’Ufficio di Stato Civile del Comune di Fermo,
– l’ingresso del campo d’inumazione n. 1 Lattanzi 82 B/sottostrada.
Per informazioni: Uffici Cimiteriali tel. 0734.227232 (e-mail: william.marziali@comune.fermo.it) dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle ore 13.00.

“Devotio” esposizione di arte sacra ed arredo liturgico

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Si è tenuta nel quartiere fieristico di Bologna, al padiglione n. 33 la prima edizione di “Devotio”, mostra di articoli, accessori votivi, arredi liturgici e servizi avanzati per il mondo religioso.

La rassegna, articolata su quattro intensi giorni di apertura al pubblico, si è chiusa l’11 ottobre 2017 con un bilancio estremamente positivo per questo settore così atipico e di nicchia.

Hanno partecipato all’evento 123 espositori, con 1600 presenze totalizzate in quattro giorni: questa prima esperienza ha già evidenziato il carattere internazionale dell’iniziativa e l’attenzione verso il made in Italy e il prodotto di qualità da parte principalmente del mondo ecclesiastico (ma anche laico e civile) di tutto il mondo con la partecipazione di 36 Paesi visitanti, Italia compresa.

La manifestazione ha proposto diversi momenti di riflessione e dibattito a tutto tondo sul tema che ha caratterizzato e dominato tutto il cammino didattico di questa nuova sfida, “I cinque sensi nella liturgia”, tra particolari allestimenti artistici dal percorso sensoriale, con un davvero riuscito mix tra musica ed iconografia sacra, e convegni di approfondimento culturale.

Valentina Zattini, responsabile di Devotio, sottolinea come “i convegni si sono principalmente orientati alla formazione dei sacerdoti che spesso non hanno le stesse occasioni dei professionisti di poter praticare con regolarità un accrescimento continuo e dedicato. È stato incoraggiante aver visto già da questa prima edizione una buona risposta di presenze”.

Fra gli incontri più attesi si segnala quello su Chiese cimiteriali e liturgia delle esequie in occasione della cremazione, con un par terre d’eccezione, si annoveravano, infatti, tra il pubblico in sala diversi esponenti dell’imprenditoria funebre e cimiteriale, sia privata sia pubblica, senza poi contare il prezioso contributo di diverse società cremazioniste.

“Significati antropologici del trattamento dei defunti: morte e riti funerari nella preistoria e nell’antichità” è stato il tema sviluppato da don Fiorenzo Facchini, professore emerito di Antropologia presso l’Università di Bologna. l’argomento della cura del corpo umano nel post mortem, secondo il pensiero cristiano ( tra naturale disgregazione ed afflati di conservazione sine die) è stato trattato nelle relazioni unitarie “L’ultima Pasqua del cristiano: significato delle esequie e della sepoltura” e “Tradizione della sepoltura e pratica della cremazione: l’attuale normativa canonica” esposte da don Amilcare Zuffi, direttore Ufficio Liturgico Diocesi di Bologna e segretario della Commissione Regionale Emilia-Romagna per la Liturgia.

L’aspetto della progressiva cancellazione della morte e del morire, quasi a volerli negare, così da esorcizzarli nella loro tragica ineluttabilità, dai cardini valoriali della società contemporanea, sempre più secolarizzata, è stato ben illustrato da Claudia Manenti, architetto, con l’intervento “Rimozione della morte e luoghi della memoria”; l’Arch. Manenti ha anche proposto un esempio concreto del Nord Europa, laddove si fondono culture diverse e differenti sensibilità, frutto della pacifica convivenza tra cattolicesimo e dottrina delle chiese riformate, nell’approfondimento ”Sepoltura delle ceneri e liturgia battesimale nelle chiese cimiteriali della Germania”.

Considerazione a latere e molto personale: ad una precisa domanda sulla legittimità della pratica dispersionista per le ceneri, seppur in giardino delle rimembranze, ossia in luogo confinato ed interno al cimitero, la risposta, ai sensi del punto 7 dell’istruzione “Ad Resurgendum cum Christo” la risposta delle autorità ecclesiastiche, è stata negativa e tranchant: essa non è ammessa, punto!

Capiamo la ragioni anche profonde di Santa Romana Chiesa sullo sversamento delle ceneri in natura (concezioni panteistiche, materialistiche o pervase da nichilismo del post mortem, le quali lasciano perplesso anche i più convinti dispersionisti…ma in terra consacrata), ma nel nostro ordinamento di polizia mortuaria (quando scade la concessione, ad esempio, e nessuno la rinnova) anche le ceneri tumulate in sepolcro privato sono irrimediabilmente destinate allo sparpagliamento in forma massiva, promiscua, anonima ed indistinta in cinerario comune.

Ci chiediamo provocatoriamente: ll D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 all’art. 80 comma 6 è forse sotteso da una velata blasfemia o da indomito spirto anticristiano? E le ceneri non richieste provenienti da cremazione di resti mortali non richiesti non sono forse avviate, quali res nullius, alla medesima sistemazione irreversibile? Non parliamo poi della calcinazione delle ossa contenute in ossario comune.

La singolarità della sepoltura privata e dedicata è uno status privilegiato a tempo determinato, per definizione; altrimenti i nostri già tentacolari cimiteri strariperebbero e deborderebbero, oltre il limite della saturazione di per sè pure gravemente patologica essendo l’attività cimiteriale, per sua intima natura ciclica e senza soluzione di continuità.

Abbiamo come la strana sensazione che ai piani alti delle gerarchie ecclesiastiche non abbiano contezza del problemi, molto terreni, insiti della gestione del fenomeno funerario, da uno come Papa Francesco ci saremmo aspettati un’apertura più coraggiosa, tuttavia chi vi scrive da cattolico, con un malcelato dispiacere nel veder frustrate le sue speranzose attese di accoglimento di questa forma di trattamento delle ceneri, si adeguerà alla normativa canonica condita e condenda (del doman non v’è certezza, men che meno nell’ambito del diritto funerario!). Tanto la fine è già segnata: cinerario comune e chi sì è visto s’è visto….

E se poi, nel corso dei secoli, sopprimono in cimitero? Dove saranno custodite le intangibili urne cinerarie….Mah, per adesso ci fermiamo qui!

Allah si è fermato ad Eboli

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Qualche giorno fa muore una donna musulmana. Il suo volere era quello di essere sepolta nella città dove aveva vissuto per tanti anni e secondo le usanze della propria religione.
Il sindaco di Eboli, facendo diversi strappi alle regole sanitarie e cimiteriali si è assunto la responsabilità di dare sepoltura a questa persona, in un’area confinante col cimitero, recintata, ma esterna al vero e proprio cimitero.
Dopo questo gesto si sta assistendo sul web e sulla stampa locale ad una serie di prese di posizione che è doveroso riportare:

Da ilgiornale.it, il contenuto delle prese di posizione del senatore di FI Franco Cardiello:

Il provvedimento del Comune, però, ha fatto esplodere la polemica. Il senatore di Forza Italia Franco Cardiello è pronto a ricorrere al ministro degli Interni contro una decisione che, secondo lui, è discriminatoria: “Quanto sta accadendo ad Eboli non ha precedenti in Italia. La morte, come scriveva Totò nella celebre poesia de ” ‘A livella”, dovrebbe sanare tutte le diversità. Contraddicendo questo assunto, e in nome di un politicamente corretto che spesso cede il passo a ogni richiesta di chi liberamente professa in Italia la sua fede religiosa, senza che vi sia alcuna reciprocità nel suo Stato di origine, il sindaco di Eboli ha accolto il reclamo di chi non voleva confondere la propria defunta con i cristiani”.

Per il parlamentare azzurro il caso è serio: “Seppellire un corpo in un’ aiuola comunale, in nome della diversità religiosa, è una scelta che lede i principi costituzionali oltre che configurare una condotta perseguibile sotto altri aspetti. È stato creato un precedente pericoloso tale che in tutta Italia gli appartenenti a religione diverse da quella cristiana potranno decidere con discrezionalità di essere seppelliti in giardini pubblici oppure sotto il proprio condomino. Vorrei capire cosa ne pensano Ministro degli Interni, della Salute, Prefetto e forze dell’ordine. Quella tomba andava sistemata all’interno del cimitero comunale, in un’area sconsacrata oppure delimitata con apposita delibera di consiglio comunale”.

Riportiamo ora integralmente il comunicato stampa del Vice Presidente della Consulta per gli Immigrati Chakir Fatiha.

«Non è nostra intenzione non è nostra competenza entrare in questioni di carattere burocratico- politico, ma non possiamo tacere il nostro dispiacere dinanzi alle affermazioni del Sen. Franco Cardiello, che pur di entrare in polemica con l’amministrazione comunale di Eboli, non si tira indietro nello strumentalizzare la morte di una donna, una moglie una mamma.

Il Senatore nel comunicato stampa, cita una delle più belle poesie di Totò, “La Livella”, dimenticandone però la morale: “Siamo tutti uguali dinanzi alla morte”. Si, siamo tutti uguali qualunque sia l’origine la tradizione o la cultura di appartenenza. In accordo con tale assunto, la laicità dello stato e la Costituzione, garantiscono a noi tutti la libertà di professare liberamente il culto ed il diritto di essere accompagnati all’eternità, nel rispetto dei precetti del culto di appartenenza.

Il Senatore Cardiello, ha illustrato una vicenda lontana dalla realtà dei fatti, realtà che ha doverosamente piegato alle sue necessità politiche, per portare avanti una “crociata” senza quartiere che diverge con valori cristiani di cui lui, si fa portavoce.

Allora ci domandiamo, una donna musulmana che ha vissuto in un paese laico dalle forti radici cristiane, onorando e rispettando chiunque avesse posizioni divergenti dalle sue, affrontando la vita con estremo sacrificio ed immenso amore per il prossimo, vivendo le problematiche e le controversie della nostra contemporaneità, merita davvero di essere usata per dar luogo a polemiche sterili e strumentali?

Diversamente da quanto riportato nel favolistico comunicato stampa del Senatore Cardiello, la nostra congiunta desiderava semplicemente essere sepolta nella propria città, nel rispetto dei precetti musulmani, (ovvero, tumulata direttamente nel terreno, in un luogo ove riposano altri fratelli musulmani, all’esterno delle mura cimiteriali).

La nostra concittadina, attendeva da 4 giorni di essere tumulata in un luogo che si confacesse, ai dettami della sua religione. La nostra mamma attendeva di trovare un luogo consono alla sua spiritualità, che le permettesse di riposare in pace. Sino ad allora un luogo simile non c’era. Non esisteva un luogo che potesse accogliere i cittadini musulmani vissuti nella nostra città, che desideravano riposare nella stessa.

Grazie alla lungimiranza del primo cittadino Massimo Cariello, del dott. Damiano Bruno e del dott. Fausto Vecchio, è stato creato un precedente, un precedente che va nella direzione del dialogo e della tolleranza reciproca. Un precedente che non nuoce a nessuno, se non a chi intende oltraggiare una vita umana che termina, pur di portare avanti le proprie ideologie politiche.

L’amministrazione Comunale di Eboli nella persona del Sindaco, ha accolto legittimamente la richiesta di una cittadina italiana residente ad Eboli, che amando immensamente il nostro paese – che generosamente la accolse 36 anni fa – ha scelto l’Italia come paese in cui vivere, crescere i suoi figli e riposare in pace.

Gli amministratori locali della nostra città, manifestando estrema tolleranza ed incondizionato rispetto per le diverse professioni di fede, hanno accolto le istanze della sempre più numerosa comunità musulmana che vive nella città di Eboli, che sceglie la nostra città come “casa” in cui costruire un avvenire e che decide di essere sepolta vicina all’affetto dei propri cari.

Il Senatore Cardiello prenuncia interrogazioni parlamentari ed il coinvolgimento dei diversi rappresentanti delle istituzioni ai livelli più alti, ma mi domando cosa penserebbe il Santo Padre di un politico, un parlamentare, che si professa cattolico e non perde l’occasione di, strumentalizzare la morte di una persona pur di entrare in contrasto con l’avversario politico.

In accordo con il rispetto e la tolleranza reciproca fra le diverse religioni, ci sentiamo in obbligo di portare a conoscenza di questa vicenda il Santo Padre, e per questo scriveremo a Papa Francesco per metterlo a conoscenza dell’assurda crociata di questo Senatore della Repubblica che, in nome della difesa dei valori cristiani, pratica disuguaglianza nei confronti di una povera defunta, tradendo tutto ciò che il cristianesimo e la chiesa cattolica insegnano.

Confidiamo nella bontà d’animo delle persone, nel catechismo della chiesa cattolica, negli insegnamenti del Santo Padre che ogni giorno, con ogni suo gesto, testimonia i valori evangelici della pace, della fratellanza, della tolleranza e del dialogo tra i popoli di religioni diverse».

Visto che ad Eboli pare si fosse fermato anche Cristo, i due stanno facendo amabilmente 4 chiacchiere sul come si riesca a perdere tempo nel nostro Paese, senza risolvere le cose.

Firmato a Palermo protocollo tra Policlinico e Comunità islamica per celebrazione di riti funebri per islamici deceduti nell’ospedale

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Si è tenuto qualche giorno or sono presso l’Accademia delle Scienze Mediche di Palermo, la Tavola rotonda su “Salute e identità religiose” conclusasi con la firma tra il Commissario del Policlinico Fabrizio De Nicola e il presidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana Yahya Pallavicini, del protocollo d’intesa, che offre la possibilità ai cittadini di fede musulmana di celebrare il rito funebre islamico, in caso di decesso avvenuto all’interno dell’ospedale universitario.
“Una pratica già in uso da tempo all’interno della nostra struttura sanitaria – ha detto Mario Affronti, responsabile della Medicina delle migrazioni e promotore dell’iniziativa – che oggi viene ufficializzata come buona prassi da proporre alle altre strutture sanitarie, sia a livello regionale che nazionale, a conferma dell’attenzione all’utenza straniera che storicamente ha sempre dimostrato il Policlinico di Palermo”.

“Il Policlinico, come tutte le aziende sanitarie, è una struttura complessa, con ritmi e procedure precise e sempre più serrate – aggiunge il Commissario del Policlinico, Fabrizio De Nicola – ma consentire ai familiari, agli Imam o a persone appartenenti ad associazioni di fede musulmana di celebrare il rito funebre islamico, è un atto di sensibilità che si inserisce nel solco del processo di umanizzazione che questa Azienda persegue da anni. Con la medicina transculturale, l’attenzione massima è per la persona nel suo complesso, finalizzata a realizzare nella pratica quotidiana una medicina più vicina all’uomo che alla tecnologia, una medicina per così dire normale perché pone al centro della sua attenzione l’uomo visto non come una macchina da aggiustare di volta in volta nei suoi pezzi consumati ma come persona, relazione di soma e psiche, di anima e corpo che nella malattia esprime tutta questa complessità esistenziale”.

Alla firma del protocollo d’intesa anche il sindaco Leoluca Orlando: “Questa iniziativa del Commissario del Policlinico, Fabrizio De Nicola, insieme con l’Imam della CO.RE.IS, Yahya Pallavicini, costituisce la conferma di una cultura dell’accoglienza, la conferma della comunità palermitana, la conferma di una realtà che rispetta i diversi e li considera eguali. Credo che questa cura dedicata ai defunti di religione musulmana, perché possano, morendo, essere trattati secondo il rito della loro fede religiosa, rafforza ancora una volta la cultura dell’accoglienza di questa città che è ormai punto di riferimento nel mondo di una globalizzazione umana a dispetto degli egoismi statali e di una globalizzazione finanziaria”.

All’incontro, oltre ai vertici dell’Azienda e dell’Università, rappresentanti delle Istituzioni locali e il sindaco Leoluca Orlando ha partecipato anche don Pietro Magro, direttore dell’Ufficio Pastorale per l’Ecumenismo e per il Dialogo Interreligioso, Francesco Bongiorno dell’Assessorato Regionale della Salute e rappresentanti delle comunità islamiche, della chiesa valdese e della comunità ebraica.

Proteste a Losanna per atti vandalici su reparto islamico del cimitero

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Oltre 500 persone hanno manifestato il 18 ottobre 2017 a Losanna (Svizzera) per dire “Stop all’islamofobia”.
I dimostranti intendevano protestare per gli atti di vandalismo che hanno preso di mira nel fine settimana l’area musulmana del cimitero di Bois-de-Vaux nel capoluogo vodese.
Nell’area riservata alle tombe dei musulmani, probabilmente nella notte tra venerdì e sabato, sono state rovinate lapidi e dispersi fiori. Sono inoltre apparse ai visitatori scritte ostili, in parte con errori ortografici, come “Musulmani fuori dalla Svizzera” e “No alla mafia municipale corrotta. No ai cimiteri comunitaristi”.

Imola: inaugurazione dei lavori di restauro del cimitero del Piratello

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Sabato 21 ottobre 2017, alle ore 11, presso il Famedio, al cimitero del Piratello di Imola, si terrà una breve cerimonia nel corso della quale verranno presentati al pubblico i lavori effettuati nel primo lotto del restauro dell’area monumentale del cimitero.
Saranno presenti, Sindaco di Imola e Vescovo di Imola, unitamente ad altre personalità.
Nel corso della cerimonia si potrà assistere anche ad un momento musicale a cura del dipartimento archi dell’Accademia pianistica “Incontri col maestro”.
In particolare il gestore cimiteriale (Area blu) evidenzia che si è predisposto un percorso della memoria che evidenzia ben 23 luoghi di interesse per i visitatori, luoghi di particolare importanza nello sviluppo architettonico e storico del cimitero.
Per chi fosse interessato ad ulteriori informazioni ci si può rivolgere a: tel 0542 689719 o x mail a daniela.martelli@areablu.com

Regione Veneto: si possono “inumare” le urne cinerarie e se sì, con quale tecnica?

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Il disposto dell’art. 49, comma 4, primo periodo (seconda ipotesi) L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18 contempla una possibilità, in termini di conservazione dell’urna cineraria, la quale non appare costituire un obbligo per i Comuni, in quanto non annoverata tra i requisiti minimi di cui al precedente art. 30.

Per altro, (pur essendo, allo stato attuale, già emanati gli atti (amministrativi) considerati dall’art. 2, comma 2, lett, .a) L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18), tali modalità possono essere disciplinate dal Regolamento comunale di polizia mortuaria, ai sensi dell’ art. 3, comma 2, lett. a), b) e c), nonché, a valle, dal piano regolatore cimiteriale, che rimane in ogni caso strumento indispensabile e necessario ai sensi dell’art. 91 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285. Il regolamento nazionale di polizia mortuaria, seppur residualmente e con andamento “carsico” ed “a scomparsa” rimane il corpus normativo di riferimento, per effetto dell’art. 54, comma 6 L. R. (Veneto) 4 marzo 2010,n. 18, ovviamente per le parti non novellate.

In tale frangente, dovrà tenersene altresì conto, soprattutto in relazione all’art. 27, comma 2 della prefata legge regionale.

L’ art. 49, comma 2 L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18 parlando, tanto al primo periodo quanto al secondo di “conservazione”, esclude la destinazione di apposite aree in funzione di una peculiare e velata modalità di dispersione sotterranea nel tempo, anche considerando come questa sia esaminata dal successivo art. 50, comma 1, lett. a): ne consegue che, in sede di redazione del piano regolatore cimiteriale, dovrebbero essere previste , distintamente e separatamente, sia le aree (spazi, destinate per l’interramento delle urne cinerarie (ai fini della conservazione), sia le aree per la dispersione delle ceneri. (Incidentalmente, si osserva come in relazione all’ipotesi di cui all’art. 50, comma 1, lett. a) L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18, non risultino segni di consapevolezza da parte del Legislatore Veneto di questo problema tecnico: bisogna, infatti, ricordare la difficoltà che sorge nello spargimento massivo delle ceneri, in quanto la composizione chimica di quest’ultime è tale da generare, oltre la soglia di una certa concentrazione, in relazione alla superficie impiegata, una situazione di sterilità vegetativa del terreno, cui potrebbe, però, farsi fronte attraverso la predisposizione di appositi manufatti, che già di per sé stessi, precludono la piantumazione del verde decorativo.

1254494Va decisamente negata la possibilità di collocamento dell’urna (sia ai fini di una sua conservazione sia ai fini della dispersione delle ceneri), in una fossa (considerando l’inumazione nei campi di cui all’art. 58 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285) in cui sia già stato inumato un feretro, poichè questo espediente confliggerebbe con il principio di individualità ed individuabilità della sepoltura, stabilito dall’art. 74 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, ripreso all’art. 35, comma 1 legge regionale (norma che, per inciso, implicitamente abroga l’unica eccezione al regime della singolarità dell’inumazione rappresentata dall’art. 74 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, citato, ma quest’aspetto di grande delicatezza emotiva ed etica, probabilmente, in sede redazionale non è stato neppure colto).

Le sepolture a terra potrebbero essere tanto tumulazioni ipogee, quanto semplici inumazioni. In tal caso, potrebbero aversi due ipotesi, quella delle sepolture ad inumazione considerate dall’art. 58 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 (cioè le c.d. inumazioni in campo comune), oppure inumazioni in aree già oggetto di concessione e, per quanto, aventi natura di sepolcri privati nei cimiteri (Capo XVIIID.P.R. 10 settembre 1990, n. 285).

 

A rigore, solamente in queste seconde potrebbero aversi lapidi, copri tomba ed altri manufatti (art. 62 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285), per cui ben potrebbe aversi la previa realizzazione di un manufatto che consenta di ricavare uno o più vani idonei alla conservazione di urna cineraria, ciò consentirebbe di fare riferimento all’art. 49, comma 4, ultimo periodo L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18 (non trascurando quanto previsto dall’art. 94 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, che permane vigente ai sensi dell’art. 54, comma 6 legge regionale).

 

Si osserva, tra l’altro, come questo secondo periodo sia formulato in termini di pura ammissibilità, quasi come fosse un’eccezione calcolata e ben tollerata, ai due sistemi conservazione del primo periodo, quando potrebbe, invece, costituire un’idea di abbastanza ampio utilizzo, oltretutto maggiormente ragionata (consentendo la fruizione di spazi presenti e già in concessione) e che risponderebbe ad una logica di “familiarità” del sepolcro.

Tuttavia, è ben noto come in numerose realtà locali, anche nei campi ad inumazione comune, molti Regolamenti comunale di polizia mortuaria consentano l’installazione di lapidi copri-fossa (anzi, non mancano casi in cui tali pratiche non sono neppure prefigurate dai Regolamenti comunali, ma sono legittimate – di fatto – per lontana prassi sorta nel passato).

 

In tale evenienza, che può essere anche frequente, la realizzazione nel manufatto copri-fossa di uno o più vani atti, per dimensioni e caratteristiche costruttive, alla conservazione di urna cineraria, contrasterebbe con l’essenza dell’inumazione in campo comune, ma anche “trasformerebbe” questa in una sorta di “entità promiscua”, tra solo diritto d’uso della fossa e diritti scaturenti da un rapporto concessorio, dove l’inumazione vera e propria mantiene la propria qualità, mentre ad essa si aggiunge e si sovrappone una sepoltura a tumulazione (il vano destinato all’urna cineraria), il quale altro non può essere se non un sepolcro privato nei cimiteri, oggetto di previa previsione da parte del piano regolatore cimiteriale (art. 91 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285), ma tale escamotage contrasterebbe nettamente con quanto stabilito dall’art. 59 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, nonché con l’art. 30, commi 1 e 2, da ponderare distintamente, L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18.

Le incoerenze ed improprietà redazionali della legge regionale, presumibilmente riferibili ad un non elevato grado di conoscenza della materia funeraria, sono tali da porre in forte imbarazzo i Comuni: essi, per loro natura e storia, invece, ben hanno conoscenza dei temi da affrontare e degli impasse da risolvere, e tentano, sempre più “disperatamente” di sviluppare (o…inventarsi???) soluzioni che, pur superando lo stesso impianto della legge regionale, almeno nel suo dettato formale, cerchino, in ogni caso, di offrire una risposta in termini di funzionalità, di razionalità e di servizio per i cittadini colpiti da un lutto.

Papa Francesco oggi ha parlato della morte

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Di fronte alla morte, una realtà che la nostra civiltà moderna “tende sempre più a cancellare”, dobbiamo comprendere che “per chi crede” essa è una “porta che si spalanca completamente”.
Per chi dubita, invece, è uno “spiraglio di luce” che filtra da un uscio non chiuso “del tutto”. Comunque, per tutti, “sarà una grazia, quando questa luce ci illuminerà”.
Così Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì 18 ottobre 2017, dedicando la catechesi alla speranza cristiana e soffermandosi in particolare sul tema: “Beati i morti che muoiono nel Signore”.
Parlando a braccio, ha invitato i presenti in Piazza San Pietro (e non solo) a pensare al momento della morte:
“Ognuno di noi pensi alla propria morte e si immagini quel momento che – spiega – avverrà, quando Gesù ci prenderà per mano e ci dirà: “Vieni, vieni con me, alzati”. Lì finirà la speranza e sarà la realtà, la realtà della vita. Pensate bene: Gesù stesso verrà a ognuno di noi e ci prenderà per mano, con la sua tenerezza, la sua mitezza, il suo amore. E ognuno ripeta nel suo cuore la parola di Gesù: “Alzati, vieni. Alzati, vieni. Alzati, risorgi!”.
Spesso, riflette il Pontefice, quando la morte arriva “ci troviamo impreparati, privi anche di un ‘alfabeto’ adatto per abbozzare parole di senso intorno al suo mistero, che comunque rimane”.
Eppure l’uomo è nato con il culto dei morti, con tale “enigma”. Alcune civiltà, “prima della nostra”, hanno avuto il coraggio – riflette il Papa – di guardare la morte “in faccia”, un avvenimento raccontato “dai vecchi alle nuove generazioni”, come realtà ineludibile che “obbligava l’uomo a vivere per qualcosa di assoluto”. Perché “contare i propri giorni” – che scorrono via “veloci” – fa sì che il cuore divenga “saggio”. Il Papa racconta di aver ascoltato “tante volte” gli anziani dire: “La vita mi è passata come un soffio”.
“La morte – aggiunge – mette a nudo la nostra vita. Ci fa scoprire che i nostri atti di orgoglio, di ira e di odio erano vanità: pura vanità. Ci accorgiamo con rammarico di non aver amato abbastanza e di non aver cercato ciò che era essenziale. E, al contrario, vediamo quello che di veramente buono abbiamo seminato: gli affetti per i quali ci siamo sacrificati, e che ora ci tengono la mano”.
Gesù ha illuminato il “mistero della nostra morte”, prosegue Francesco citando il turbamento di Cristo davanti alla tomba dell’amico Lazzaro: “pianse per il suo amico”. Allora pregò il Padre, “sorgente della vita”, e ordinò a Lazzaro di uscire dal sepolcro. E così avvenne. La speranza cristiana, osserva il Pontefice, “attinge” da questo atteggiamento che Gesù assume contro la morte umana: “se essa è presente nella creazione, essa è però uno sfregio che deturpa il disegno di amore di Dio, e il Salvatore vuole guarircene”.
Quindi cita il racconto evangelico di un padre, Giairo, che ha la figlia molto malata, e si rivolge con fede a Gesù perché la salvi. E, riflette Francesco, “non c’è figura più commovente di quella di un padre o di una madre con un figlio malato”. Di fronte alla morte della piccola, Gesù esorta il padre a non temere ma avere fede:
“Gesù – sottolinea – sa che quell’uomo è tentato di reagire con rabbia e disperazione, perché è morta la bambina, e gli raccomanda di custodire la piccola fiamma che è accesa nel suo cuore: fede. ‘Non temere, soltanto abbi fede’. ‘Non avere paura, continua solo a tenere accesa quella fiamma’. E poi, arrivati a casa, risveglierà la bambina dalla morte e la restituirà viva ai suoi cari”.
Gesù ci mette su questo ‘crinale’ della fede. Ogni volta che la morte viene a “strappare il tessuto della vita e degli affetti”, come a Marta, la sorella di Lazzaro che piange per la morte del fratello, Gesù è una certezza:
“Tutta la nostra esistenza – mette in evidenza – si gioca qui, tra il versante della fede e il precipizio della paura. ‘Io non sono la morte, dice Gesù, io sono la risurrezione e la vita, credi tu questo?, credi tu questo’? Noi, che oggi siamo qui in Piazza, crediamo questo? Siamo tutti piccoli e indifesi davanti al mistero della morte.
Però, che grazia se in quel momento custodiamo nel cuore la fiammella della fede! Gesù ci prenderà per mano, come prese per mano la figlia di Giairo, e ripeterà ancora una volta: ‘Talità kum’, ‘Fanciulla, alzati’. Lo dirà a noi, a ciascuno di noi: ‘Rialzati, risorgi’”.
(Tratto da www.radiovaticana.va)

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GM di Bari decide di istituire nel cimitero cittadino un reparto per sepoltura di defunti di fede islamica

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Su proposta dell’assessore al Patrimonio di Bari, la giunta comunale del capoluogo pugliese ha approvato la delibera per l’istituzione, nel cimitero monumentale di Bari, di un reparto destinato ad accogliere i defunti di fede islamica.
Secondo il regolamento di Polizia mortuaria (art. 100 D.P.R. n.285/1990), infatti, i piani regolatori dei cimiteri possono prevedere reparti speciali e separati per la sepoltura di persone di religione diversa da quella cattolica.
È dello scorso mese di luglio 2017, inoltre, la nota con cui il presidente della Comunità Islamica d’Italia (CIDI) ha segnalato all’amministrazione comunale la necessità di individuare delle aree da destinare a cimitero islamico, considerata l’assenza di luoghi di sepoltura per i fedeli musulmani sul territorio cittadino.
Dal momento che i principi religiosi dell’Islam non pongono problemi di coesistenza di un cimitero islamico con cimiteri di altre religioni ma si limitano a prescrivere solo alcune regole inderogabili, quali ad esempio il divieto di edificare luoghi di sepoltura fuori terra (tipo loculi e cappelle), la cremazione e altre pratiche, gli spazi a tal fine individuati nel cimitero monumentale sono due campi compresi tra le sezioni 33,34,32 e Esedra C.
Si tratta di un provvedimento dovuto, considerato che nel territorio di Bari vivono circa 10.000 persone di fede musulmana – l’assessore – Pierluigi Introna.
Un atto concreto, adottato nel rispetto delle normative vigenti e sulla scia di analoghe iniziative adottate da altre città italiane, che va nella direzione di una sempre maggiore integrazione tra cittadini di diverse culture e religioni.
Sarà ora cura degli uffici della ripartizione Patrimonio procedere a delimitare le due zone individuate, coinvolgendo la Comunità Islamica d’Italia per definire le modalità di sepoltura dei fedeli

Anche Savona si avvia ad un project finanzino per il crematorio

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La giunta comunale di Savona ha votato la scorsa settimana la delibera di rescissione del contratto con l’Ata per la gestione dell’impianto di cremazione.
Ata continuerà, in via provvisoria, la gestione del servizio fino a che il Comune non realizzerà il nuovo polo crematorio.
All’origine dell’atto il mancato rispetto da parte di Ata di alcuni patti contrattuali col Comune.
Per la realizzazione del nuovo polo, il Comune non dispone delle risorse economiche per assumere personale e affrontare i costi dell’operazione, per cui si pensa ad una gestione privata del servizio.

Studenti romani alla scoperta del Verano

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In occasione della ricorrenza della Commemorazione dei Defunti, AMA Roma ha proposto alle classi terze delle Scuole Secondarie di Primo grado di Roma l’iniziativa Verano 2.0. Studenti alla scoperta dei tesori del Verano. Un gioco di squadra che, al piacere del gioco, unisce la conoscenza di quello straordinario “museo a cielo aperto” che è lo storico Cimitero Monumentale di Roma.

La metodologia è quella dello Urban Game, un’attività innovativa per vivere i siti artistici – culturali in modo diverso, coinvolgente e partecipativo, ma soprattutto con finalità culturali, educative e motivazionali. Lo strumento utilizzato è una applicazione informatica per IPad, appositamente sviluppata per questo scopo, che guiderà 10 squadre di studenti in specifiche “tappe” geo-referenziate del territorio cimiteriale, sottoponendo loro prove da superare e enigmi da risolvere: risposte a domande, dettagli da trovare, recitazione di testi di personaggi illustri sepolti al Verano, registrazione di video, foto, etc.
Per ogni prova superata, la squadra acquisirà un punteggio. Al termine del gioco è previsto il momento di condivisione dell’esperienza vissuta in cui saranno resi noti i punteggi delle 10 squadre e comunicata la squadra che avrà totalizzato il punteggio maggiore.

Verano 2.0 è per AMA Roma una iniziativa “pilota”: in questa edizione, infatti, sarà possibile coinvolgere fino al massimo di 100 studenti provenienti da 4 diversi Istituti scolastici di Roma, ciascuno dei quali potrà partecipare con una sola classe, di massimo 25 studenti.

L’iniziativa è a titolo gratuito, ad eccezione dei trasferimenti Scuola-Verano-Scuola che sono a carico dell’Istituto scolastico partecipante.
Data dell’evento: giovedì 2 novembre 2017
Orario: dalle ore 9.00 alle ore 14.00
Punto di incontro e di uscita: Ingresso Monumentale del Verano,
Piazzale del Verano 1
Destinatari: classi terze delle Scuole Secondarie di Primo grado di Roma

Scadenza per la richiesta di partecipazione: entro il 20 ottobre 2017, tramite invio con posta certificata dell’Istituto scolastico richiedente del “Modulo richiesta di partecipazione” all’ indirizzo di posta elettronica certificata di AMA amaroma@pec.amaroma.org, seguendo tutte le indicazioni contenute in Progetto e modalità di partecipazione.

Selezione delle scuole partecipanti: Ama selezionerà le prime 4 scuole in possesso dei requisiti che invieranno la richiesta. Sarà rispettato l’ordine di arrivo delle email.

Egitto: ritrovato antichissimo cimitero di gatti

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Uno dei più antichi cimiteri per animali domestici è stato rinvenuto a Berenice, in Egitto. Gli archeologi hanno trovato più di cento scheletri completi di gatti, risalenti approssimativamente al primo secolo dopo Cristo. Un ritrovamento più unico che raro: non si tratta semplicemente di “mummie” ma di vere e proprie tombe per felini.

Nel cimitero sono stati rinvenuti anche qualche scheletro di cane e di scimmia, precisa la rivista Antiquity su cui è stata pubblicata la scoperta. Inoltre due gatti e un primate sono stati seppelliti con dei collari di ferro al collo, mentre a due gattini fu pure posta un una perla di ostrica vicino al collo.

I felini erano considerati sacri nell’antica società egizia, la dea-gatta Bast (o Bastet) era una figura protettiva e rassicurante, patrona della fertilità, della maternità e della vita domestica.

Trento: ULTIMA VISIONE, brevi riflessioni sulla fine di un viaggio

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“Ultima visione” è il titolo di una mini rassegna con proiezione di film, organizzata dal Comune di Trento sul tema della morte e dell’elaborazione del lutto.
L’idea nasce dal dirigente dei servizi funerari di Trento Carmelo Passalacqua e le proiezioni sono a prezzi veramente popolari (5 euro).
Tre sono le pellicole in programma, proiettate il lunedì alle 21 al cinema Astra.
Affrontano l’argomento sotto vari aspetti, dalla percezione del ruolo dell’operatore cimiteriale alla morte in solitudine, per finire con il grande tema dell’elaborazione del lutto:
Il primo film è stato già proiettato il 9 ottobre 2017 e si tratta di Departures di Yojiro Takita (Giappone 2008, 130′). Seguirà il 16 ottobre 2017 Still life di Uberto Pasolini (Gran Bretagna-Italia 2013, 87′). La rassegna termina il 23 ottobre 2017 con la protezione di L’attesa di Piero Messina (Italia-Francia 2015, 100′), sarà presente il regista.
Al termine di ogni proiezione ci sarà la possibilità, per chi lo desidera, di condividere un approfondimento e una riflessione.
L’iniziativa rientra nell’ambito del percorso, avviato ormai da qualche anno dal servizio servizi funerari, di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale presente nel cimitero monumentale, riprendendo una tradizione che rischia di essere dimenticata.
Nelle guide turistiche di fine ottocento il cimitero monumentale veniva infatti segnalato come luogo da visitare proprio per la grande bellezza architettonica e per il patrimonio artistico in esso presente: «L’allontanamento dell’idea di cimitero quale luogo, oltre che dei ricordi individuali, della memoria collettiva di una comunità, rispecchia l’approccio verso l’evento morte che si è sviluppato in questi ultimi decenni dove il fine vita non viene più considerato come la normale conclusione del nostro cammino terreno, ma vissuto come una sorta di tabù sociale» nota Passalacqua.

Niente accattonaggio al cimitero

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No all’accattonaggio al cimitero centrale e all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno: lo prevede un’ordinanza, che ha valore per un anno, firmata dal sindaco della città, Nando Mismetti. Nel documento si sottolinea che nelle aree in questione ci sono spesso minori e anziani, o persone che simulano disabilità per chiedere denaro “talvolta in forma invasiva o molesta ed anche insistente o minacciosa, turbando la tranquillità e la sicurezza dei cittadini”. Situazioni di disagio – spiega una nota del Comune – che vengono segnalate di frequente dai cittadini “con sentimenti di marcata apprensione ed inquietudine, spesso esasperati anche da una percezione di pericolo”. Per i trasgressori ci saranno sanzioni amministrative (da 40 a 500 euro oltre alla confisca del denaro proveniente dalla condotta illecita).