Dove si arriva partendo dall’art. 456 C.C.?

L’art. 456 C.C. L’art. 456 C.C. prevede, testualmente, che La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto. Si trascura, ora, ogni considerazione circa il “luogo” di apertura della successione, aspetto per cui si sottolinea solo il rinvio al domicilio del defunto (art. 43, comma 1, C.C., nonché successivi artt. 44 e 45), e non alla sua residenza (art. 43, comma 2 C.C.). Interessa qui maggiormente il “momento” dell’apertura della

Breve nota sull’amministrazione di sostegno

Partendo dalla previsione dell’art. 2 C.C., occorre considerare come vi possano essere persone che, pur avendo compiuto l’età in cui sorge, normalmente, la capacità d’agire, si trovino in condizioni di non poterla, in tutto o solo in parte, esercitare, situazioni che sono riconducibili ai quelli che sono gli istituti di protezione degli incapaci maggiori di età. In primis va considerata l’interdizione (artt. 414 e ss. C.C., che porta all’esercizio della tutela. In secundis va considerata

Le norme che non sono norme, ma sono norme. Quali possibili rapporti tra norme tecniche e norme giuridiche

Premessa In un precedente intervento è stato affrontato il tema delle c.d. norme tecniche. Pare opportuno integrare quelle note col tentativo di vedere quali siano, se vi siano, i possibili rapporti tra queste tipologie di “nome”, anche tenendo ben conto del fatto che le c.d. norme tecniche non sono norme in senso giuridico. La sinonimia del nomen espone, o può esporre, del tutto comprensibilmente ad equivocità. Già vi sono equivocità tra norme di rango primario

Duplice cassa e materiali

Come noto l’art. 30 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e s.m. prevede che, in determinati casi, vi sia l’impiego di una duplice cassa, l’una di metallo e l’altra di tavole di legno massiccio e che la cassa metallica, o che racchiuda quella di legno o che sia da questa contenuta, deve essere ermeticamente chiusa mediante saldatura (…) e che le saldature debbano essere continue ed estese su tutta la periferia della zona di contatto

Come si può praticare la “caccia” al concessionario? – 2/2

Che fare dopo l’individuazione del momento del sorgere della concessione e del concessionario/fondatore del sepolcro ….… Una volta che si disponga del momento in cui la concessione cimiteriale è sorta, in sostanza la sua data (anche se approssimativa) si ha (o, si dovrebbe avere) anche il nominativo del concessionario/fondatore del sepolcro, magari solo il nominativo (spesso corredato da, ormai, poco utili, titoli di varia natura), o anche il nominativo riportante non solo il prenome e

Come si può praticare la “caccia” al concessionario? – 1/2

Introduzione Una delle situazioni di maggiore complessità, cui possono trovarsi di fronte i gestori di cimiteri, è quella che riguarda l’individuazione degli (attuali) aventi titolo sulle concessioni cimiteriali, complessità che si aggrava ed accresce via via che le concessioni cimiteriali risalgano nel tempo. Infatti, nelle concessioni cimiteriali, spesso, si dispone di pochi elementi, magari il nominativo del c.d. fondatore del sepolcro, oltre che dei nominativi dei defunti accoltivi (non sempre documentati in via amministrativa, ma

Legge sulla cremazione: modifiche introdotte e modifiche subite

Alcune premesse Allorquando si considera la L. 30 marzo 2001, n. 130, una delle innovazioni di maggiore pregio è quella di avere dato legittimazione all’istituto della dispersione delle ceneri, nonché di avere ammesso la possibilità di affidamento ai familiari dell’urna cineraria, ma vi sono state anche altre disposizioni, così come non può trascurarsi che alcune delle disposizioni della stessa legge siano state oggetto di implicita abrogazione. Di seguito affronteremo alcuni di questi aspetti, anche senza

Lo “ius eligendi sepulcrum” non è trasmissibile per causa di morte: meglio precisare

Scorrendo la pronuncia del TAR Lazio, Roma, Sez. II-bis, 20 aprile 2021, n. 4597 (accessibile per gli Abbonati PREMIUM alla Sezione SENTENZE) è possibile leggere un passaggio, che si riporta: “… dopo aver riepilogato i principi di giurisprudenza (da ultimo Cass. Civ. Sez. VI-2 Ord. 14/11/2019 n. 29548) che riconducono lo jus eligendi alla categoria dei diritti della personalità, non suscettibili di trasferimento mortis causa (non senza precisare che, ove tale diritto non sia esercitato

Le norme, che non sono norme, ma sono norme

Non si tratta di uno scioglilingua, ma, posta così, la questione appare maggiormente “veicolabile”, il senso da dare a quanto si andrà a vedere. Generalmente, quando si usa la parola norme ci si riferisce a quelle che sono tali giuridicamente, cioè alle c.d. fonti del diritto, richiamate dall’art. 1 Disposizioni generali sulla legge (c.d., in forma abbreviata, Preleggi, fonti tra le quali sussiste una gerarchia, principalmente data dalle norme di rango primario (leggi propriamente dette

Quali sanzioni, qualora ve ne siano, per il caso di “auto-affidamento” di urna cineraria?

Si prenda il caso di persona coniugata (o interessata ad istituto giuridico assimilabile, negli effetti), che rimanga in stato di vedovanza, provvedendo a dichiarare la propria volontà alla cremazione del coniuge defunto, tanto più che questi, in vita, aveva in plurime occasioni manifestata una volontà in questo senso. Contestualmente, richiede (ed ottiene) la concessione di nicchia cineraria, per collocarvi l’urna cineraria contenente le ceneri del coniuge defunto, magari considerando che il Regolamento comunale di polizia

Diritto di sepolcro: linee rette, linee collaterali e spizzichi di affinità – 2/2

La parentela La relazione di parentela è definita dall’art. 74 C.C. come il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo. Il vincolo di parentela non sorge nei casi di adozione di persone maggiori di età, di cui agli articoli

Diritto di sepolcro: linee rette, linee collaterali e spizzichi di affinità – 1/2

A volte, specie nelle concessioni cimiteriali maggiormente risalenti nel tempo, si rende necessario esaminare le relazioni di parentela, con la loro distinzione tra linee rette e linee collaterali (si dovrebbero considerare anche quelle ascendenti e discendenti, anche se in materia di ius sepulchri rileva il c.d. fondatore del sepolcro, per cui è maggiormente frequente che rilevino le linee discendenti) e, in alcuni casi, vanno considerate anche le relazioni di affinità. Per fare riferimento ad un

Unioni civili e convivenze di fatto: non confluiscono in medesimi effetti

Premessa d’inquadramento A tutti può essere più o meno nota la L. 20 maggio 2016, n. 76 o, almeno, è nota per avere affrontato materie in precedenza non regolate. Non interessa illustrarla, ma solo cercare di “mettere a fuoco” gli effetti che possano aversi nel contesto funebre, cimiteriale e di cremazione. Il primo aspetto, che si vuole mettere in evidenza, è il fatto che l’unione civile tra persone dello stesso sesso e la convivenza di

Quando la somma di frazioni porta all’unità

Non si tratta di aritmetica. Si tratta di una situazione che, per i diversi e plurimi risvolti che la riguardano, può essere riconducibile alla tipologia del “più unico che raro”. Un comune ha autorizzato la cremazione di un defunto richiedendo, espressamente, che essa avvenisse congiuntamente con quella di un arto (inferiore), precedentemente amputato al medesimo defunto. Tra l’altro, è emerso che, in occasione dell’apertura del loculo di pregressa tumulazione, era stata, per l’appunto reperita una

Interessarsi del “disinteresse” – 3/3

§ 8.- La situazione apparentemente “insoddisfacente” del 3° periodo Questo ultimo cenno permette di affrontare un aspetto, anche questo a volte poco considerato, che è quello che si ricava dal 3° periodo dell’art. 1, comma 7-bis D.-L. 27 dicembre 2000, n. 392, convertito nella L. 26 febbraio 2001, n. 26. Come ricordato (Cfr.: § 1) la norma è stata introdotta per chiarire (…) la questione dell’onerosità del trasporto del feretro, quando la cremazione debba avvenire

Interessarsi del “disinteresse” – 2/3

§ 5.- Quale è il significato del “disinteresse”? Una volta assodato che la condizione di “disinteresse” deve necessariamente sussistere al momento della morte, una delle conseguenze consiste nel fatto che il “disinteresse” non è, né può essere, rimesso ai soggetti tenuti (familiari). Non si entra, intenzionalmente, nella tematica che comporterebbe l’individuazione di quali siano le persone così onerate, trattandosi di aspetti che trovano regolazione nel Regolamento comunale di polizia mortuaria, ma si cerca, magari anche