Non accade di frequente che se ne debba prendere in esame la situazione, ma essa è tutto sommato possibile e potenzialmente diffusa e, quanto meno, non così astratta quanto possa apparire.
La questione riguarda edifici realizzati in quella che è, attualmente, la fascia di rispetto cimiteriale, insistenti entro il raggio di distanza dal perimetro cimiteriale stabilito dall’art. 338 T.U.LL.SS., R. D. 27 luglio 1934, n. 1265 e s.m.
Il Consiglio di Stato, Sez. VI, 30 settembre 2024, n.… ... Leggi il resto
Autore: Sereno Scolaro
Parentela ed adozioni
Si da per nota la previsione dell’art. 93, comma 1 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e s.m. (trascurandosi qui quanto disponga il suo comma 2 in quanto non rilevante).
Disposizione che regola la riserva del diritto di sepoltura nei sepolcri privati nei cimiteri a favore delle persone dei concessionari e dei loro familiari.
A qualche osservatore superficiale parrebbe che la disposizione sia in qualche modo carente, in particolare nel senso di non definire quali siano le persone dei familiari dei concessionari.… ... Leggi il resto
Impianti di cremazione come luoghi dei riti di commemorazione e dignitoso commiato
L’art. 3, comma 1, L. 30 marzo 2001, n. 130, alla lettera conclusiva i), prevede tra i principi volti ad apportare modifiche al Regolamento di polizia mortuaria:
“i) predisposizione di sale attigue ai crematori per consentire il rispetto dei riti di commemorazione del defunto e un dignitoso commiato”.
Si tratta di un segnale su come chi ha redatto (e non solo) il testo avesse ben presente l’importanza dei riti di commemorazione e la dignità del commiato.… ... Leggi il resto
Quali rimedi alla perpetuità di (pregresse) concessioni cimiteriali?
Il tema delle pregresse concessioni cimiteriali date in perpetuo, quando ciò era ammesso, continua a costituire un punto centrale nelle gestioni dei cimiteri.
Anzi le criticità che ne discendono sembrano perfino crescere con i mutamenti nelle tipologie delle pratiche funerarie.
E, rispetto al passato, portano ad una differente tipologia, anche qualitativa, della “domanda” di sepolture.
Tuttavia, le criticità che si possono lamentare non agiscono unicamente nell’ambito delle gestioni cimiteriali, ma soprattutto nei riguardi dei c.d. “aventi titolo”.… ... Leggi il resto
Ipotesi di … distrazione dei defunti
Si prega di non fraintendere. Non vi è alcuna ipotesi di “visione” poliziesca, ma un orientamento alla concretezza.
L’invito è a non fraintendere, in quanto si parte richiamando norme penali in materia di delitti contro la pietà dei defunti sottolineando proprio il richiamo alla “pietas”, che significa molte cose.
In primis il fatto che i defunti (nel senso di corpo delle persone decedute, nei vari stadi/stati – Artt. 410, 411 e 412 C.P.) non sono oggetti, ma qualcosa carico di valori e significati, sia individuali che per la società.… ... Leggi il resto
Il ruolo della sala del commiato
Pare interessante segnalare la pronuncia del TAR Puglia, Lecce, Sez. I, 25 luglio 2024, n. 99, reperibile, per gli Abbonati PREMIUM e LITE Norme nella Sezione SENTENZE.
Essa conferma propri precedenti orientamenti, intervenendo su un tema non sempre colto nella sua portata, cioè su quale natura abbia l’impianto ed esercizio di una sala del commiato.
Non si tratta di una pronuncia originata da vicini, che “non apprezzano” queste attività, ritenendo che apportando “mestizia” (sic!) alla zona d’insediamento, ne riducano il valore, anche commerciale.… ... Leggi il resto
Cremazione: quando c’è (ci sarebbe?) il coniuge, ma (sembra) “in difetto”
L’art. 3, comma 1, lett. b), n. 3) L. 30 marzo 2001, n. 130 prevede che, in assenza della manifestazione della volontà alla cremazione espressa dalla persona deceduta, intervenga la “volontà del coniuge o, in difetto, del parente più prossimo (ecc.).
Dove alla parola “coniuge” dovremmo apportare l’integrazione: “o persona a questi assimilata”, per effetto dell’art. 1, comma 20 L. 20 maggio 2016, n. 76.
Non si fa cenno ad altre figure presenti in quest’ultima, in quanto non pertinenti a questi fini, aggiungendo come di seguito si utilizzerà il solo termine “coniuge” per mere ragioni di brevità.… ... Leggi il resto
Cremazione e destinazioni delle ceneri: alcuni limiti dello strumento testamentario
La volontà della persona defunta è del tutto centrale nella L. 30 marzo 2001, n. 130.
Basterebbe considerare come il rispetto di questa sia presente fin dall’art. 1, proseguendo con l’art. 2 e specificandosi nell’art. 3.
In realtà, il ruolo della volontà della persona defunta opera in via più generale.
Ben al di là delle condizioni di accesso alla pratica funeraria della cremazione, estendendosi anche alle altre pratiche funerarie.
Per quanto una di queste si possa attivare quando non vi siano esplicite espressioni di volontà.… ... Leggi il resto
La delicatezza delle “sepolture” avvenute in applicazione dell’art. 7 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e s.m.
Ai primi di marzo si dava informazione di un Provvedimento del 19 dicembre 2024, su particolari sepolture, adottato dall’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali.
Un comune capoluogo di provincia lombarda era stato sanzionato per avere praticato erronee procedure, in relazione all’identificazione di operazioni cimiteriali di feti e nati morti.
Dal Provvedimento emergono anche alcune modalità adottate dalle locali ASL, cosa per altro poco colta.
Situazioni di anomalie che, nel passato, avevano, pur con differenti sfaccettature, interessato anche Roma Capitale.… ... Leggi il resto
Considerazioni su alcuni termini nella tempistica della dichiarazione di morte
Attorno alla “tempistica” delle differenti fasi di attività da porre in essere in occasione della morte di una persona, sussistono fasi che:
(i) operano in materie differenti e non tra loro permeabili,
(ii) coinvolgono figure differenti, spesso privi di fattori di sovrapposizione, meno ancora di promiscuità e
(iii) presentano indicazioni di ordine temporali che, per certi aspetti rischiano di essere oggetto di confusione, da quanti si sottraggano dal considerare gli elementi sostanziali.
La presenza di indicazioni temporali aventi la medesima dimensione quantitativa non comporta sovrapposizione.… ... Leggi il resto
Dalla (inesistente) “constatazione di morte” al “riscontro diagnostico”
Talora possono esservi in uso espressioni originate dalla prassi, ma che non trovano copertura (men che meno – a volte – definizione normativa), ma che sono utilizzate de facto per inerzia.
Al punto che si consolidano e, prima o poi, possono trovare accoglimento anche in testi normativi, specie quando redatti da soggetti cui sono estranei atteggiamenti di una qualche minima “pulizia” testuale.
Ne è esempio, anche frequente, l’espressione di constatazione di morte, che, per l’appunto non ha altra fonte se non l’uso materiale fattone.… ... Leggi il resto
Effetti “collaterali” dell’abrogazione del R.D. 21 dicembre 1942, n. 1880 sul diritto di sepolcro
Di tanto in tanto, e con criterio di geo-localizzazione, è possibile leggere pronunce della giustizia amministrativa che danno come fatto scontato che alcune disposizioni, abrogate dal 10 febbraio 1976, siano tuttora “praticabili”.
Si tratta, in particolare, dell’art. 71 R.D. 21 dicembre 1942, n. 1880, entrato in vigore il 1° luglio 1943, termini temporali comunque successivi all’entrata in vigore dell’attuale C.C.
Esso, tra le altre previsioni, ammetteva la possibilità che il diritto di sepolcro potesse essere oggetto di trasferimento a terzi sia con atti inter vivos sia mortis causa.… ... Leggi il resto
L’importanza dell’incaricato del trasporto funebre
La circolare del Ministero della sanità n. 24 del 24 giugno 1993 ebbe il dichiarato fine di uniformare su tutto il territorio nazionale l’applicazione del D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 fornendo chiarimenti, di concerto con il Consiglio superiore di sanità.
Il punto 5.4) considera la figura dell’incaricato del trasporto richiamato agli artt. 19 e 23 dell’anzidetto decreto del Presidente della Repubblica.
Ne precisa la figura ({1} dipendente o {2} persona fisica o {3} ditta a ciò commissionata, da (i)….,… ... Leggi il resto
Geometrie non-euclidee … e pianificazione delle inumazioni
È accessibile un interessante volume che raccoglie le “Opere complete” di Euclide, in versione bilingue (greco-italiano).
Per qualche giorno (usare altre denominazioni di unità di tempo parrebbe improprio rispetto alla perpetuità, tara che affligge il sistema cimiteriale) queste proposizioni hanno costituito un caposaldo, abbastanza indiscusso.
Poi lentamente qualcuno ha iniziato a metterle in discussione, ad iniziare da Saccheri (1667-1733), per proseguire con Bolyai, Lobachevsky, Riemann, Beltrami e molti altri (non dimentichiamo Gauss).
Nel contesto della materie afferenti alle gestioni cimiteriali, un qualche cosa assimilabile, negli effetti, alle preposizioni euclidee può essere individuato nell’art.… ... Leggi il resto
Casse mortuarie: evoluzioni sugli spessori
In linea di massima, allorquando si considerano le casse mortuarie, si individuano due grandi tipologie, quelle in legno e quelle, duplici, date da una parte in legno ed una parte in metallo. Quest’ultimo ristretto allo zinco oppure al piombo, con qualche deroga.
Oltretutto, poco si dice del legno, salvo ricordare come in molti Regolamenti comunali di polizia mortuaria del passato, spesso, si rinvenissero disposizioni per l’ordinaria inumazione.
In questo caso le casse dovevano essere in legno dolce, a volte indicando esemplificativamente alcune essenze vegetali.… ... Leggi il resto
I due livelli attivi nelle concessioni cimiteriali fatte ad “enti”
Negli artt. 90 e 93 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e s.m. si prendono in considerazione, in tema di concessioni cimiteriali e loro usi, gli “enti”.
Il termine è presente anche in altre disposizioni, quali gli artt. 80, 94 e 98, ma pur sempre nei contesti disegnati dai precedenti.
Nel primo quali possibili destinatari di concessioni cimiteriali (parallelamente ai “privati”), nel secondo in relazione alla regolazione del diritto d’uso.
Ciò osservando come queste concessioni possano riguardare sepolture a sistema di tumulazione:
(a) individuale,
(b) per famiglie e
(c) collettività),
oppure sepolture a sistema di inumazione:
(a) per famiglie e
(b) collettività).… ... Leggi il resto