Giappone: calo della mortalità nel 2020, nonostante la pandemia

Il Giappone, Paese con la popolazione più anziana al mondo, ha registrato – nel 2020 – un numero di morti lievemente inferiore rispetto agli anni precedenti, nonostante la pandemia da Coronavirus. Era da almeno 11 anni che non si registrava un calo della mortalità e, proprio con la comparsa di una nuova infezione così aggressiva come il Covid19, tale dato è tornato a diminuire, in totale controtendenza rispetto ai numeri registrati nel resto del mondo.

Ad agosto mortalità al Sud in crescita sia per il calore che per il Covid

I dati relativi al periodo 1-15 agosto 2021 confermano che i valori di mortalità in Italia sono inferiori all’atteso al nord (-3%) mentre al centro-sud si osserva un eccesso (+16%). “A metà agosto si è verificata un’ondata di calore con picchi record di temperature nelle regioni del centro-sud, associabile ad un incremento della mortalità nei gruppi di popolazione più suscettibili” mentre “si evidenzia una mortalità stabile e in linea con l’atteso sia al nord che

Nuovo allarme OMS sulle previsioni di mortalità in Europa nei prossimi mesi

Nuove valutazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per l’Europa sono state espresse dopo la presentazione dei dati globali, all’1 settembre 2021, di casi confermati di Covid, pari a 217.558.771, inclusi 4.517.240 decessi. La suddivisione dei nuovi casi di Coronavirus nel mondo, alla data del report presentato, è la seguente: – Americhe: 83,970,406 – Europa: 65,308,941 – Sud-est asiatico: 41,334,012 – Mediterraneo orientale: 14,669,933 – Pacifico occidentale: 6,623,753 – Africa: 5,650,962. L’Europa ha registrato circa 1,3

ISTAT: ridotta nel 2020 la speranza di vita alla nascita

A causa della pandemia da Coronavirus, nel 2020 la speranza di vita alla nascita si è ridotta di 1,2 anni rispetto al 2019, attestandosi a 82 anni (nello specifico: 79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne) Secondo i dati Istat, nella rilevazione annuale sulle Misure del Benessere equo e sostenibile dei territori, a provocare l’abbassamento della speranza vita è stato proprio il rischio di mortalità connesso al Covid. Inoltre, in alcuni territori

Pubblicata la circolare Sefit con il rilevamento delle cremazioni per l’anno 2020

SEFIT, con propria circolare pn 1914 del 30/08/2021, ha pubblicato la raccolta sistematica dei dati statistici relativi allo sviluppo della cremazione in Italia nell’anno precedentemente trascorso. Il quadro emerso è risultato particolarmente interessante, anche in relazione alla situazione pandemica che avuto luogo – a più riprese – nel corso del 2020. I dati, recentemente diffusi dall’Istat, sulla mortalità 2020, hanno evidenziato n. 746.146 decessi, pari ad un tasso grezzo di mortalità riferito alla popolazione residente

ISS: nuovo confronto tra le caratteristiche dei decessi nei tre periodi pandemici

L’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’ISTAT, ha aggiornato i dati riassuntivi delle principali caratteristiche dei decessi da Covid19, avvenuti nel corso delle tre ondate pandemiche: marzo-maggio 2020, giugno-settembre 2020 e ottobre 2020-luglio 2021. Rispetto al periodo della prima ondata epidemica (marzo-maggio 2020), i deceduti assumono, progressivamente, una maggiore complessità clinica, come dimostrato dai numeri più alti di comorbosità e di compresenza di complicanze (soprattutto patologie renali acute e sovrainfezioni). Lo stesso utilizzo di

Ondata di calore in corso: atteso aumento estivo di mortalità

Nel mese di luglio 2021, nelle città italiane, si registra un andamento della mortalità inferiore o in linea alle attese. Lo evidenzia il documento “Andamento della mortalità giornaliera (SiSMG) nelle città italiane in relazione all’epidemia di Covid-19, 1 settembre 2020 – 27 luglio 2021” pubblicato dal Ministero della Salute, reperibile cliccando QUI. Include i dati sulla mortalità in generale di 33 Comuni italiani e confronta il trend settimana per settimana con quello osservato nei 5

Nuove stime sulla mortalità globale da Covid-19

Uno studio israeliano, condotto dalla Hebrew University, ha analizzato i dati mondiali delle statistiche ufficiali sulle morti imputabili al Covid-19. Globalmente, sono stati segnalati circa 4,22 milioni di decessi per coronavirus, ma, secondo i ricercatori, si è verificata una significativa sottostima della mortalità, sia per la minimizzazione volutamente effettuata da alcuni paesi, sia per l’incapacità di tenere traccia dei contatti. L’interrogativo di base ha portato prima di tutto a verificare di quanto fossero più alti

Svezia: lo strano caso del basso tasso di mortalità 2020

Un’analisi dell’Eurostat, pubblicata dall’agenzia Reuters, ha evidenziato che la Svezia ha registrato solo il 7,7% di morti in più nel 2020, rispetto alla media dei quattro anni precedenti, senza aver adottato lockdown restrittivi contro il Covid-19. Paesi – come Spagna o Belgio – che hanno invece optato per periodi di lockdown rigorosi, hanno registrato una media del 17%. Ben ventuno su trenta Paesi europei hanno certificato un tasso di mortalità in eccesso più alto della

Studio dei ricercatori del San Raffaele mostra una mortalità per Covid-19 più alta nei pazienti con disturbi mentali

Un team internazionale di studiosi, coordinato da ricercatori del San Raffaele, ha evidenziato come disturbi mentali preesistenti, quali alterazioni psicotiche ed umorali, disturbi indotti da uso di sostanze, disabilità intellettuali e disfunzioni nello sviluppo, possano costituire un fattore di rischio nel decorso più grave dell’infezione da Covid-19. La meta-analisi, recentemente pubblicata su The Lancet Psychiatry, ha analizzato il rischio di mortalità da Covid-19 unito ai tassi di ospedalizzazione e di ricovero in terapia intensiva, dei

Rapporto ISTAT 2021 sulla situazione del Paese: un estratto riguardante principalmente i dati di mortalità

Di seguito si riporta un estratto del Rapporto ISTAT 2021 sulla situazione del Paese nell’anno 2020. Il Rapporto in formato PDF è integralmente scaricabile al seguente link: ISTAT La crisi pandemica ha esercitato un forte impatto sui comportamenti demografici e causato un diffuso stress alle strutture sanitarie che si è riflesso sulla capacità di prevenzione e cura delle malattie. Il quadro demografico nel 2020 è contraddistinto dal nuovo minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia e

ISTAT: Attesa per il rapporto sulla situazione 2021 del Paese, che analizzerà, tra l’altro, gli effetti del Covid sulla demografia italiana

Venerdì 9 luglio alle ore 11.00 a Palazzo Montecitorio, il Presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo illustra il “Rapporto annuale 2021. La situazione del Paese”. La ventinovesima edizione del Rapporto Annuale analizza la situazione emersa dall’emergenza sanitaria e ne considera gli effetti sulla società e sull’economia italiana. La rapida evoluzione dei comportamenti è colta attraverso informazioni arricchite dalle indagini specifiche presso le famiglie e presso le imprese, condotte già nel corso della crisi. Il Rapporto dedica

Nel 2020 la mortalità in Italia è stata la più alta mai registrata dal Dopoguerra in poi

Nel 2020 la mortalità in Italia è stata la più alta mai registrata dal Dopoguerra in poi. Ad evidenziarlo è il rapporto Istat-Iss sull’impatto del Covid in Italia, secondo il quale nell’anno della pandemia sono stati registrati complessivamente 746.146 decessi, 100.526 in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso). Considerando le variazioni nei tassi standardizzati di mortalità, poi, la mortalità ha registrato nel 2020 un aumento del 9%, rispetto alla media del quinquennio 2015-2019;

Il Covid ha bruciato nel giro di 15 mesi la speranza di vita conquistata dagli italiani in 10 anni

Il Covid ha bruciato nel giro di 15 mesi la speranza di vita conquistata dagli italiani in 10 anni. Non solo, nel prezzo pagato dal Paese alla pandemia entrano pure l’aumentata mortalità per cause come demenze e diabete e il crollo del Pil di almeno 5 punti percentuali in un anno. E’ quanto emerge dal nuovo Rapporto curato dall’Osservatorio nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che opera nell’ambito di Vihtaly, spin off dell’Università Cattolica, presso

Report ISS sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia

Il report – redatto dall’Istituto superiore di Sanità – ha presentato le caratteristiche di 118.592 pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 in Italia – così come riportati dalla Sorveglianza Integrata COVID-19 coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) – nelle tre fasi che hanno caratterizzato la pandemia, dall’inizio al 28 aprile 2021: prima ondata (marzo-maggio 2020), fase di bassa incidenza (giugno-settembre 2020), seconda ondata (ottobre 2020-aprile 2021). L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2

Mortalità imputabile al Covid: le difficoltà nel conteggio e nella interpretazione dei dati statistici

Contestualizzare il tasso di mortalità da Covid-19 non è impresa semplice. Quando viene letto il numero decessi relativi al Coronavirus di un Paese, va tenuto presente che il numero assoluto può sembrare grande, ma anche che questo va rapportato, per esempio, alla popolazione. Lo studio della Johns Hopkins University – visibile cliccando su COVID-19 Data Explorer – Our World in Data – ha raccolto i numeri dei decessi da Covid-19 per ogni milione di abitanti,

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