Non ci sono scorciatoie

Non ci sono scorciatoie

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 180 di quest’anno, ha chiarito definitivamente la questione della ripartizione di competenze e responsabilità, in tema di ordinamento mortuario e dei rapporti tra il regolamento nazionale e norme regionali.
Il tema, negli ultimi anni, è stato parecchio controverso: da una parte le Regioni, che, via via, hanno rivendicato un sempre maggiore spazio di manovra nell’ambito della facoltà legislativa concorrente, conferita loro dalla Costituzione, in materia di tutela della salute; dall’altra lo Stato che recentemente alle normative regionali ha opposto l’invalicabilità sic et simpliciter dei disposti del Regolamento di Polizia Mortuaria.
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Tempo sospeso

Tempo sospeso


Da febbraio di quest’anno, il tempo di questo Paese si è fermato nell’infuriare della pandemia Covid-19. Abbiamo assistito a situazioni eccezionali e che sembravano provenire dagli annali della storia della medicina. Confinamenti di massa, blocco dei viaggi e delle attività economiche, ospedali al collasso, creazione di lazzaretti, decine e decine di migliaia di morti con centinaia di migliaia di contagiati sicuri e qualche altro milione di probabili.
La comunità scientifica e le istituzioni preposte alla salute pubblica e dei luoghi di lavoro, dopo un iniziale periodo di generiche rassicurazioni, hanno scelto la strada della chiusura totale delle scuole e delle fabbriche, salvando poche filiere considerate essenziali.
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Beati gli ultimi

Beati gli ultimi


Da mesi sono all’esame, presso la XII Commissione della Camera dei deputati, molteplici disegni di disciplina delle attività funerarie. Appare una giusta attenzione verso una non residuale parte dei diritti fondamentali di cittadinanza, quelli della libertà di scelta, nei riti funebri e nelle destinazioni di sé o dei propri defunti.
I ‘I Servizi funerari’ ha già dato conto di quanto emerso nelle audizioni tenute presso la Commissione. Dato condiviso è quanto le attuali normative risultino carenti e su come diventi necessario ed urgente armonizzare il concorso dei soggetti pubblici e privati che costituiscono, a vario titolo nelle diversità locali, il “sistema funerario italiano”.
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Caveat auctoritatis

Caveat auctoritatis


Il ciclo di audizioni, avviato in quest’ultimo scorcio dell’anno, dalla XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati – dove è iniziato l’esame delle proposte di legge n. 1143, nota ai lettori de: “ISF”, n. 1618 “Disciplina dell’attività funeraria” e n. 928 “Introduzione dell’articolo 4-bis della legge 14 agosto 1991, n. 281, in materia di cimiteri, servizi di cremazione e sepoltura degli animali di affezione” – ha offerto, ad ogni associazione rappresentativa del settore, l’occasione di palesare i propri intendimenti, riguardo ai percorsi di riforma dell’attività funeraria.
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Ripartire dalle basi

Ripartire dalle basi

E’ prevedibile che le vicende, che hanno portato alla caduta del governo Conte, possano avere tra gli effetti collaterali anche quello di mettere in crisi l’iter del disegno di legge AC 1143.
Per il momento sono state rinviate sine die le audizioni delle associazioni di categoria calendarizzate a settembre presso la XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.
È altrettanto auspicabile che l’ultima maggioranza politica e la compagine governativa rinnovata instradino su un ‘binario morto’ un provvedimento fortemente voluto da una forza ‘sovranista’ che, paradossalmente, da una parte non faceva altro che importare in modo superficiale modelli e assetti di impresa da ben diversi ordinamenti funerari, mentre, dall’altra, lacerava, fino a renderle inconoscibili, le nozioni stesse di polizia mortuaria e di universalità del cimitero pubblico.
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Global warming

Global warming

Da un punto di vista, come dire, ‘climatologico’ gli assetti del comparto funebre e cimiteriale, sostanzialmente stabili fino a poco tempo fa, sono entrati in una fase di surriscaldamento. Alcune Regioni hanno rivisto le loro leggi di settore.
In altre si sta discutendo se procedere o meno. Che vi sia una sorta di coordinamento informale di queste iniziative da parte di talune associazioni funebri è cosa evidente a molti osservatori, così come trasparenti sono i propositi di ritorno a misure protezioniste nel mercato funebre, accompagnate da compressioni più o meno vigorose del perimetro delle funzioni pubbliche cimiteriali.
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Il malaffare che si annida in camera mortuaria ospedaliera

Il malaffare che si annida in camera mortuaria ospedaliera

Lo scorso mese di gennaio, a Bologna, è scattata un’imponente operazione dei carabinieri contro il malaffare delle imprese funebri nelle camere mortuarie di alcuni ospedali. Sulla scorta delle prime risultanze delle indagini la Regione Emilia-Romagna, titolare di una delle più avanzate legislazioni sulla materia, ha istituito un Nucleo Ispettivo, con il compito di coordinare le aziende ospedaliere nelle attività di verifica (anche con controlli diretti e senza preavviso), revisione e valutazione delle procedure adottate.
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Times are changing – I tempi stanno cambiando

Times are changing – I tempi stanno cambiando

Il 2018, come lo si voglia giudicare indipendentemente dai propri orientamenti, è stato un anno sotto il segno della discontinuità. Il quadro politico è uscito mutato dalle elezioni di primavera. Assetti politici e prospettive dello sviluppo del Paese che sembravano consolidati sono stati stravolti dal voto. La stessa collocazione internazionale dell’Italia sembra aver perso i propri ancoraggi tradizionali, guardiamo sempre meno all’Europa e più altrove.
Alcune cose paiono invece essere rimaste immutate.
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Ha senso consentire cimiteri islamici in Italia?

Ha senso consentire cimiteri islamici in Italia?

È all’inizio di agosto 2018 che appare su una nota testata giornalistica italiana la notizia che Bachcu Bachcu, presidente dell’Associazione Dhuumcatu, che riunisce la comunità bengalese di Roma, ha inviato una richiesta al Campidoglio per poter realizzare un nuovo cimitero romano, con una capienza di 50 mila posti, riservato alla sepoltura di persone di fede islamica.
Nella Capitale gli islamici sono 100mila: nel 99% dei casi, finora, alla morte tornano nel Paese d’origine.
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La cremazione ha cambiato e cambierà ancor più i cimiteri

La cremazione ha cambiato e cambierà ancor più i cimiteri

Il ruolo del cimitero, nella maggior parte dei Paesi europei, è stato, per l’intero Ottocento e Novecento, di opera pubblica sanitaria. Di luogo in cui confinare e controllare i processi di decomposizione cadaverica. E, al tempo stesso, luogo di memoria collettiva di una popolazione, confronto continuo e visibile, pur se a debita distanza dai centri abitati, perché alla fine della vita c’è pur sempre la morte.
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L’attività funebre può essere un SIEG

L’attività funebre può essere un SIEG

A Sefit10, svoltosi a Roma il 15 dicembre 2017, uno degli argomenti che hanno destato maggiore interesse, tra i presenti, è stato quello della possibilità o meno di gestione pubblica di una impresa funebre.
Venivano evidenziate due distinte linee:
1.    L’attività funebre è attività libera, composta da una pluralità di forniture di beni e servizi, da rendere in regime di libero mercato;
2.    L’attività funebre può essere svolta anche dal settore pubblico, a certe condizioni.
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Una riforma che perde pezzi per strada

Una riforma che perde pezzi per strada

A Caserta, nel corso di SEFIT10 2016, l’anno passato, intervenne – tra gli altri – la re-latrice al Senato del provvedimento di riforma dei servizi funerari, senatrice Maturani, che spiegò ai presenti i motivi dei cambiamenti fatti in commissione sanità all’AS1611, a prima firma del Sen. Vaccari, tra i quali principalmente l’abbinamento di tre distinti PDL e quindi la necessità di contemperare diverse visioni politiche.
Il risultato, già allora, era la perdita di alcune delle principali innovazioni contenute nel cosiddetto DDL Vaccari:
1)    In primo luogo l’eliminazione del concetto di ATOC, cioè di consorzio obbligatorio di servizi cimiteriali su un bacino ottimale, a favore di una formula legislativa meno diretta.… ... Leggi il resto

Le feuilles mortes

Le feuilles mortes

Quest’anno, in Italia e non solo, il caldo (e l’umidità) hanno veramente picchiato duro! Sui media hanno continuato a martellarci con notizie che sembrerebbero confortare la tesi secondo cui questo livello di calore diventerà permanente nel tempo, anzi incrementerà. Colpa dell’effetto serra, dicono. Colpa del progresso, dicono.

Era pertanto da attendersi anche nel 2017 un alto livello di mortalità estivo, conseguente all’ondata di calore. Invece no. Perché?

È importante per chi gestisce una impresa funebre, un crematorio o un cimitero, ma anche per chi fabbrica bare, dimensionare il servizio (o la produzione, nel caso dei “cofanari”) considerando i picchi attesi di mortalità.... Leggi il resto

Gestione cimiteriale sovracomunale

Gestione cimiteriale sovracomunale

In un’Italia che sta faticosamente cercando di ridurre gli sprechi e al tempo stesso mantenere, se non migliorare, la qualità dei servizi, non ci si può sottrarre alla valutazione se sia ora di pensare al servizio cimiteriale come servizio di area vasta.
Cosa intendo con il termine “servizio di area vasta”? Vediamo insieme di analizzarne le caratteristiche.
La materia della gestione sovracomunale di un cimitero è trattata, con norme sostanzialmente arcaiche, nel D.P.R.… ... Leggi il resto

La ricostruzione cimiteriale post terremoto

La ricostruzione cimiteriale post terremoto


Mi è capitato di visionare alcuni video di cimiteri dopo il recente terremoto in Centro Italia. Video da terra e video da drone in volo.
Gli effetti del terremoto sono devastanti. Il motivo è che quei cimiteri sono costruiti spesso a mezza costa, talvolta fuori del paese sotto incombenti pareti rocciose, le quali in diverse occasioni sono franate.
Situazione profondamente diversa dal terremoto in pianura padana di pochi anni or sono, dove le condizioni orografiche hanno attenuato il pur forte impatto.
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In Italia siamo terribilmente indietro in ricerca e sviluppo

In Italia siamo terribilmente indietro in ricerca e sviluppo


La quasi totalità delle norme esistenti in vari Paesi del mondo si preoccupa di garantire che il trasporto funebre avvenga con garanzie per la igiene e sanità pubblica e per evitare, durante il tragitto, percolazioni dal cadavere.
Inoltre è importante che il cadavere sia opportunamente protetto all’interno dell’imballo utilizzato nel trasporto.
E, infine, quando sia possibile, è rilevante consentire a parenti di poter vedere il corpo, giunto a destinazione.
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