Aspettativa di vita: cala nel 2015 rispetto all’anno precedente

Pubblicato da

In Italia, al 2015, la speranza di vita alla nascita è più bassa di 0,2 anni negli uomini e di 0,4 anni nelle donne rispetto al 2014, attestandosi, rispettivamente, a 80,1 anni e a 84,6 anni. La diminuzione dell’aspettativa di vita degli italiani è registrata dal Rapporto Osservasalute 2016. “La distanza della durata media della vita di donne e uomini si sta sempre più riducendo anche se, comunque, è ancora fortemente a favore delle donne (+4,5 anni nel 2015 contro +4,9 anni nel 2011).
Aumenta il divario tra Nord e Sud dell’Italia rispetto alla salute dei cittadini: al Sud, e in particolare in Campania, infatti, si muore di più ed il Sud dispone di minori risorse economiche, è gravato dalla scarsa disponibilità di servizi sanitari e di efficaci politiche di prevenzione.
Al Sud è molto più alta la mortalità prematura sotto i 70 anni di vita. Alcuni esempi: nel 2015, in Italia, ogni cittadino può sperare di vivere mediamente 82,3 anni, ma mentre nella PA di Trento la sopravvivenza sale a 83,5 anni, un cittadino che risiede in Campania ha un’aspettativa di vita di soli 80,5 anni. La riduzione della mortalità negli ultimi 15 anni è stata del 27% al Nord, del 22% al Centro e del 20% al Sud e Isole.

A Trieste si discute in città sulla possibilità di portare gli animali al cimitero

Pubblicato da

A Trieste si è aperta una discussione, per ora molto animata sui social media, sulla opportunità o meno di vietare l’ingresso di animali nel cimitero cittadino di S.Anna.
Tutto nasce dal rifiuto opposto da un custode cimiteriale all’ingresso di una signora che portava al guinzaglio il proprio cane.

La popolazione si è divisa tra favorevoli e contrari.
Ma c’è chi, codice alla mano, è in pervenuto per fare chiarezza sull’argomento:
‘La legge regionale (la 5/2015 che “liberalizza” l’accesso dei cani ai luoghi pubblici) parla chiaro’, dice l’avvocato Patrizia Di Lorenzo, dal 2015 assistente zoofilo del Comune: «I cimiteri sono aree pubbliche, che, come i giardini ed alcuni parchi, possono avere degli orari di apertura. La legge 20/12 ha annullato implicitamente ogni norma antecedente che conteneva limitazioni agli accessi degli animali. Pertanto non può essere vietato ad un cittadino di entrare nel cimitero con il proprio cane».“
Ma sono in tanti a non essere convinti.

Vicenza avrà nel cimitero monumentale un campo dedicato a sepolture islamiche

Pubblicato da

Il cimitero maggiore monumentale di Vicenza avrà un’area destinata alla sepoltura di persone di religione musulmana.
Lo ha stabilito, con una delibera, la giunta comunale di Vicenza.
L’ampia zona verde individuata sarà adatta ad ospitare più di cinquanta inumazioni. L’area necessita di un intervento di innalzamento della superficie e della fornitura di un terreno idoneo, che sarà eseguito a spese e a cura di Aim Amcps, come previsto dal contratto per la gestione dei servizi funebri e cimiteriali. La manutenzione ordinaria sarà, invece, a carico del Centro islamico di Vicenza Ettawba.
“La conclusione di questo percorso – ha precisato il presidente del Centro ecumenico Eugenio IV, monsignor Giuseppe Dal Ferro – è frutto di un dialogo costante che da vent’anni esiste a Vicenza tra i cristiani e il mondo islamico. Il dialogo che si instaura non solo tra le persone ma tra gli stessi luoghi, che si mescolano e accomunano, permette di arrivare a una convivenza pacifica, che già c’è a Vicenza e che ci auguriamo si mantenga anche per il futuro”.
“A nome della comunità islamica di Vicenza – ha sottolineato il presidente del Centro islamico di Vicenza Ettawba, Abderrahime Rom – ringrazio l’amministrazione comunale, monsignor Dal Ferro e i cittadini per aver accolto la nostra richiesta. Quella di oggi è per noi una grande vittoria che ci permetterà, oltre ad una maggiore integrazione nella comunità, anche di far fronte agli oneri, a livello economico e burocratico, che derivano dalla procedura necessaria al rimpatrio delle salme”.

A Roma è necessario ampliare cimiteri e potenziare l’offerta di cremazione

Pubblicato da

A fronte dei 30 mila decessi che avvengono ogni anno nella Capitale si rendono necessari degli ampliamenti strutturali negli 11 cimiteri di Roma gestiti da Ama Spa.
Il primo ampliamento interesserà il cimitero Laurentino, ormai saturo.
La proposta, presentata il 27 gennaio 2017 all’amministrazione Capitolina, prevede l’ampliamento del cimitero di 35 ettari, raggiungibile espropriando 15 ettari di aree limitrofe.
Ma anche nel cimitero monumentale del Verano si stanno pianificando attività idonee a creare nuovi spazi. La soluzione è stata trovata con la vendita di 1000 nuovi loculi che porteranno nelle casse del Comune introiti capaci di coprire le ingenti spese di gestione e manutenzione cimiteriale romane.
Manca solo la decisione della gIunta Capitolina per dare il via all’operazione.
Ma anche il crematorio ha necessità di amplaimento.
Nei tre cimiteri più grandi di Roma per il 2019 è stato progettato di aggiungere tre linee di cremazione a Flaminio, dove ne sono già presenti sei, e altre due a Laurentino.
Sono da ultimo state acquistate da Ama Spa 800 nuove celle frigorifere per far fronte a un contratto di servizio che registra 7 mila cremazioni l’anno di cui Ama ne gestisce invece 15 mila l’anno.

Altro project financing per costruire un crematorio che rischia di bloccarsi per le proteste cittadine

Pubblicato da

Cittadini contro il forno crematorio a Casciana Terme Lari (Pisa). E’ un altro episodio della insofferenza alla costruzione di nuovi crematori. Insofferenza alimentata da timori di chissà quale inquinamento e con esponenti politici che, è il caso di dire, soffiano sul fuoco!
La protesta usa i social network per alimentarsi e diversi abitanti di Lavaiano, la frazione interessata dal progetto di realizzazione del crematorio, si sono organizzati contro il progetto dell’amministrazione comunale.
La protesta montante ha già ottenuto un grosso risultato, visto che sono state raccolte e depositare 1.037 firme contrarie, poste in calce ad una petizione al Comune.
Ed è il Comitato del No che si fa sentire sulla stampa locale:
«Avevamo tempi stretti – dicono dal comitato – Trenta giorni per presentare la petizione. Perché il Comune sta predisponendo la gara».
I cittadini avrebbero voluto parlare di nuovo col sindaco, ma non è stato possibile.
«È stato contattato per telefono – aggiungono dal comitato – ma ha risposto che, dopo l’assemblea pubblica di qualche settimana fa, non è più possibile incontrarlo».
L’Amministrazione comunale, nel frattempo, sta lavorando per l’assegnazione della gestione degli undici cimiteri comunali a un privato, al quale sarebbe anche permesso di costruire un forno crematorio.

Decine di tombe razziate al cimitero di Paratico, nel bresciano

Pubblicato da

Ignoti si sono introdotti nel cimitero di Paratico, nel bresciano, e hanno rubato vasetti porta-fiori, statuette, bassorilievi, fregi, tutto ciò che era in bronzo, rame o zinco.
Sono decine le tombe devastate.
ne del camposanto non copre questo tipo di problemi. Il sindaco del Comune ha stigmatizzato la razzia:
«È una vergogna inaccettabile la violenza contro i nostri defunti. È capitato che rubassero i canali in rame, ma mai che demolissero le lapidi delle persone per rubare pochi euro di rame o di bronzo. Siamo ben oltre l’“homo homini lupus” di Hobbes, l’oltraggio alla “pietas“, fondamento della nostra civiltà sembra non avere limiti. Ci siamo messi a disposizione cittadini per la stesura delle denunce, per legge sporte dai proprietari della lapide, per la dovuta pietas per chi ha costruito la nostra comunità. Questa settimana vedremo di stanziare, nel limite del possibile, un contributo per il restauro delle lapidi, specialmente per quelle di chi non ha più eredi che possano provvedere».

Concerto di marce funebri a Ruvo di Puglia

Pubblicato da

Si è svolta, a Ruvo di Puglia, nella serata del 5 aprile 2017 la 35esima edizione di “Sub umbra crucis”.
La serata, organizzata dalla confraternita Purificazione Addolorata e dal complesso bandistico “Basilio Giandonato – Città di Ruvo di Puglia” ha permesso di far ascoltare alla cittadinanza intervenuta un Concerto di marce funebri, nella chiesa di San Domenico.
Per Ruvo di Puglia è un appuntamento fisso che avvìa i riti della settimana santa rubastina.
Tema del 2017 è stato “Sub umbra crucis”, all’ombra della croce, il simbolo cristiano guardando il quale ogni uomo affronta le quotidiane difficoltà della vita, traendovi la forza per proseguire il suo cammino e trovandovi “protezione”.
Per gli appassionati, di seguito riportiamo il programma eseguito, che ha ricevuto il plauso del numeroso pubblico intervenuto:
“Vivo cordoglio” (“numero 22”) di Alessandro Amenduni; “Una lacrima sulla tomba di mia madre” (“numero 16”) di Amedeo Vella; “Pietà Signore” di Alessandro Stradella (arrangiamento per banda di Rocco Di Rella); ”Sub umbra crucis” e “Preghiera alla Vergine Addolorata” di Rocco di Rella; “Triste ricordo” (“numero 27”) di Alessandro Amenduni e “La Desolata” di Basilio Giandonato.

Varese: successo per il concorso di idee per realizzare il giardino del ricordo nel cimitero

Pubblicato da

Sono ben 44 i progetti giunti entro la metà di marzo 2017 alla sede della Socrem di Varese su come sistemare il locale giardino del ricordo in cimitero.
«E viste le visite al nostro sito web e la documentazione scaricata, è facile immaginare che si tratti di professionisti di diverse città italiane che hanno aderito al bando», dice il presidente della Socrem Ivo Bressan.
I prossimi passi stanno i seguenti:
nominare la commissione giudicatrice (che sarà costituita da tre componenti effettivi, due della Socrem e uno del Comune e da due supplenti) e procedere con la scelta dei tre migliori progetti (ai loro autori verrà consegnato un premio di 5.000, 3.000 e 2.000 euro).
I progetti migliori verranno dunque consegnati al Comune, regalati dalla Socrem.
«La Socrem auspica che l’amministrazione comunale trovi le risorse economiche per la realizzazione del giardino delle rimembranze – dice Bressan – per il quale è stato ipotizzato un costo massimo dell’opera di 300.000 euro».
Il Giardino del ricordo verrebbe costruito a Belforte, in un’area adiacente al cimitero già esistente: 4.000 metri quadrati, una struttura dove effettuare la dispersione attraverso l’elemento acqua e l’elemento terra. Un’area con panchine, con alberi e prato verde dove parenti e amici potranno recarsi per ricordare il proprio caro scomparso.

Pubblicato ISF172, il numero di Aprile-Giugno 2017 di I Servizi Funerari

Pubblicato da

Gli abbonati alla versione cartacea riceveranno il numero ISF 172 per posta.
Se il servizio postale non ha ancora recapitato la copia cartacea è possibile leggersi la versione digitale on-line con i parametri di collegamento al sito comunicati.
Se sei abbonato PREMIUM leggi e stampa la versione digitale cliccando su RIVISTA
Usa tua User-id e password.

Se non sei ancora abbonato, valuta uno dei numeri digitali passati per capire se la rivista ti interessa: Clicca VEDO
I principali contenuti di questo numero sono:
EDITORIALE
La ricostruzione cimiteriale post terremoto
RUBRICHE
Brevi dall’Italia e dall’estero
Quesiti e lettere
Chiedilo a www.funerali.org
per leggere le sintesi degli ARTICOLI, in italiano, clicca
Leggi in ITALIANO

La ricostruzione cimiteriale post terremoto

Pubblicato da

La ricostruzione cimiteriale post terremoto


Mi è capitato di visionare alcuni video di cimiteri dopo il recente terremoto in Centro Italia. Video da terra e video da drone in volo.
Gli effetti del terremoto sono devastanti. Il motivo è che quei cimiteri sono costruiti spesso a mezza costa, talvolta fuori del paese sotto incombenti pareti rocciose, le quali in diverse occasioni sono franate.
Situazione profondamente diversa dal terremoto in pianura padana di pochi anni or sono, dove le condizioni orografiche hanno attenuato il pur forte impatto.
Altro motivo della devastazione dei cimiteri di montagna è la quantità di manufatti costruiti in muratura danneggiati profondamente o proprio crollati. Le stesse cappelle familiari di costruzione più recente hanno riportato danni tali da considerarle inagibili non nella parte di loculi in cemento armato, ma nelle parti di ingresso, disimpegno tra le pareti a loculi, che ordinariamente sono in laterizio.
Le poche costruzioni che hanno riportato lievi danni sono quelle, spesso discutibili dal punto di vista architettonico, che noi tutti gestori di cimiteri chiamiamo “batterie di loculi”, costruite recentemente con il rispetto della normativa antisismica.
Come dire che sono crollati i centri storici cimiteriali e si sono salvate le periferie cimiteriali!
In molti altri casi lo spettacolo che si presenta ancor oggi alle popolazioni interessate ed ai soccorritori è macabro, con franamenti di costoni di ala laterale di cimitero, dove generalmente venivano costruite tombe familiari a sistema di tumulazione o anche inumazione a terra, che presentano in bella evidenza bare nuove e vecchie, talvolta aperte.
O proprio crolli totali di vecchie cappelle in muratura con bare miste a mattoni.
O, ancora, scheletri disturbati nel loro sonno eterno ora in bella vista all’interno di nicchie in muratura, frutto di sepolture secolari che, improvvisamente, sono state portate alla luce dal terremoto.
Certo, sto parlando delle situazioni peggiori solo in parte in via di superamento grazie all’opera delle squadre della Protezione Civile, la quale con enormi gru e persone sospese sulle macerie sta imbragando le bare ancora solide per collocarle in altro luogo.
Temo però che l’emergenza non sia ancora finita in questi cimiteri!
Gli scuotimenti tellurici ripetuti, di notevole e media magnitudine, potrebbero aver fessurato molteplici bare di zinco usate in recenti tumulazioni, con effetti percepibili dal classico e nauseabondo odore quando la stagione invernale cederà il passo a quella estiva.
E, infine, la questione sociale.
Come permettere alla popolazione terremotata, ora e nel tempo, di accedere in sicurezza ai luoghi dove sono conservati memoria e affetti della propria vita e le radici della propria famiglia?
Un compito che fa tremare le vene ai polsi a chi dovrà assumere decisioni in proposito.
Si tratta di situazioni che vanno talvolta a confliggere con scelte razionali, come quella di spostamento del cimitero in area più sicura, ma di cui in qualche modo occorre tener conto. Il difficile sarà il giusto compromesso tra la scelta di razionalità e quella di attaccamento ai ricordi e valori di queste popolazioni, che pervicacemente insistono nel rimanere in questi luoghi.
Penso che il Commissario Straordinario Errani abbia dato, in questa situazione disperata, la precedenza alla soluzione abitativa dei vivi.
Presto, anzi prestissimo, occorrerà però prestare adeguata attenzione anche alla situazione dei cimiteri.
Mi permetterei di suggerire l’adozione da parte del Governo di un testo di polizia mortuaria in caso di catastrofi, aggiornato alle tecniche e soluzioni attuali, con soluzioni pratiche, anche amministrative, e norme speciali per affrontare situazioni simili.
Probabilmente la soluzione, per queste dimensioni di disastro, sta nella riduzione numerica delle situazioni per cui provvedere a dotare il cimitero di posti feretro.
Come noto le norme vigenti prevedono che, passati 10 anni dalla inumazione e 20 anni dalla tumulazione stagna, non ci si trovi più di fronte ad un cadavere, ma ad una fattispecie trasformativa che va dalle ossa perfettamente scheletrizzate a resti mortali di incompleta scheletrizzazione.
Sarà quindi prioritario, per pianificare gli interventi, svolgere rapidamente un censimento della situazione delle sepolture di ogni cimitero. A partire dal campo comune di ogni cimitero di zone terremotate, con la individuazione planimetrica delle sepolture e la data di singola inumazione.
In tutti i casi di superamento dei 10 anni di sepoltura già ora la legge ordinariamente prevede la esumazione ordinaria e conseguentemente la possibilità di riduzione in ossa, con la collocazione a rinfusa nell’ossario comune o – a richiesta – in singole cassette di ossa da tumulare poi in tomba di cui i familiari dispongano.
Anzi, la eccezionalità del terremoto, potrebbe consigliare, ove gli spazi recuperati non siano elevati, di effettuare esumazioni solo dopo 5 anni, da ritenersi obbligatorie.
Una siffatta operazione di esumazioni massive potrebbe consentire di recuperare ampi spazi cimiteriali prima destinati a inumazione e di progettare gli interventi necessari su aree finalmente disponibili.
Ma occorrono, prima dell’inizio delle operazioni, sia posti feretro, sia posti ossarietto/nicchie cinerarie in quantità almeno necessaria per seppellire i defunti del passato e garantire, al tempo stesso, sepolture anche per i prossimi (almeno) 5 anni. Cioè del periodo minimo ipotizzato per la ricostruzione.
E, con la stessa logica, operare nell’ambito di estumulazioni massive di manufatti a sistema di tumulazione.
È infatti preferibile applicare soluzioni amministrative che consentano la riduzione volumetrica delle necessità di sepoltura.
Laddove vi siano le condizioni è necessario incentivare sia la riduzione in resti ossei, sia la cremazione di resti mortali, riducendo così la necessità di loculi feretro e sostituendola con quella di ossarietti (nicchie cinerarie).
Il terremoto andrà quindi ad incidere profondamente nelle politiche cimiteriali e negli usi e costumi di quelle popolazioni.
E, infine, occorrerà che i Comuni procedano ad una valutazione dei propri antichi e moderni cimiteri in funzione delle norme antisismiche. Meglio non mettere la testa sotto la sabbia!

Editoriale di Daniele Fogli, pubblicato su I Servizi Funerari 2/2017.
Altri editoriali dello stesso autore, pubblicati su questo sito, sono visionabili cliccando EDITORIALI
Per ricevere con e-mail 1 copia omaggio della rivista clicca OMAGGIO.
Per conoscere le condizioni di abbonamento e il modulo d’ordine clicca MODULO.

Offida: manutenzione del cimitero

Pubblicato da

Entro breve tempo si provvederà al ripristino delle Sezioni 12° e 13° del Blocco “D”. Partono infatti i lavori di manutenzione straordinaria del Civico Cimitero di Offida (Ascoli Piceno).
Si andranno a realizzare sistemi di impermeabilizzazione delle coperture, si esegurà il rifacimento delle pareti laterali e verranno realizzati nuovi impianti di canalizzazione delle acque, perché quelli presenti non sono più in grado di contenere e allontanare l’acqua piovana.
“I lavori previsti sul Cimitero avevano subito uno stop a causa della emergenza terremoto – ha ricordato l’assessore all’Operatività e al Territorio – ora è arrivato il momento di agire e lo facciamo con la prima tranche di riqualificazione per le sezioni 12° e 13°”.
Le scosse sismiche di cui ha parlato l’Assessore hanno di fatto peggiorato lo stato del Cimitero, a causa di ulteriori danni che di fatto ne hanno aggravato le criticità. Si è per questo reso necessario un intervento urgente, per garantire la tenuta dei loculi cimiteriali.

Lucca: partono i lavori per il restauro della arcate del cimitero monumentale

Pubblicato da

E’ stata aggiudicata in via definitiva la gara per il restauro delle arcate al cimitero monumentale di Lucca. Adesso i lavori, per i quali sono stati stanziati 500mila euro, possono partire con l’obiettivo di mettere in sicurezza le strutture, lasciate per anni al degrado.
Il progetto approvato dalla giunta comunale sarà realizzato da una ditta che ha offerto il ribasso del 21,66% sul totale dell’importo dei lavori.

Marsala: messe all’asta 10 concessioni di area cimiteriale

Pubblicato da

E’ stato pubblicato all’Albo Pretorio e sul sito istituzionale del Comune di Marsala, www.comune.marsala.tp.it, l’avviso pubblico per l’assegnazione in concessione di 10 lotti di terreno, all’interno del Cimitero urbano, per la costruzione di Cappelle Private.
L’avviso contiene una planimetria dove sono indicate le aree, di superficie variabile fra i 18 e i 23 metri quadrati, dove sarà possibile costruire le cappelle una volta soddisfatte tutte le condizioni preliminari.
Per l’aggiudicazione dei lotti gli interessati dovranno presentare domanda con offerta al rialzo partendo dalla base di 689,00 euro al m/q. La concessione del lotto sarà di 99 anni e non perpetua.
Per ogni area, in particolare, verrà stilata un’apposita graduatoria contenente i nominativi dei vari richiedenti e le offerte da loro proposte. Il termine ultimo per la presentazione delle istanze, il cui modello e la modulistica allegata sono direttamente scaricabili dal sito del Comune o ritirabili presso l’ufficio cimiteriale in piazzale Ugo Foscolo, è fissato nelle ore 12,00 del 2 maggio 2017, pena l’esclusione dalle procedure di aggiudicazione dei lotti.
Coloro i quali abbiano già presentato in passato domanda di assegnazione di area cimiteriale, sono tenuti a presentare nuova istanza , qualora mantengano l’interesse, con le modalità indicate nel bando. Sono ammessi a partecipare persone fisiche maggiorenni aventi residenza o nate a Marsala e associazioni religiose o enti morali aventi sede, anche periferica o secondaria, nel Comune. L’esame delle domande sarà effettuato da apposita commissione, la quale provvederà a redigere l’elenco degli aventi diritto.

Scherzi a parte da vigile urbano

Pubblicato da

Il comandante delle Polizia Locale di Milano Antonio Barbato ha disposto il richiamo disciplinare per i due vigili protagonisti di un video offensivo girato ad Amatrice, in cui si vede un agente uscire da una bara facendo finta di essere uno zombie.
L’agente fa parte della squadra inviata dal Comune ad Amatrice per aiutare le popolazioni colpite da sisma. Il procedimento implica la sospensione dal lavoro di 10 giorni. Successivamente entrambi saranno trasferiti a nuovi incarichi.
“Sono comportamenti indegni per chi indossa una divisa – ha commentato il comandante Barbato – e non fanno onore al corpo dei ghisa. Per questo è stata predisposta la massima sanzione possibile in questi casi”.
“Un atteggiamento inaccettabile – ha aggiunto l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza – perché danneggia il grande lavoro fatto dalla Polizia Locale ad Amatrice in tutti questi mesi. Mi scuso con i cittadini di Milano e Amatrice per questo gesto ingiustificabile”.
Aggiunta nel pomeriggio:
il vigile che viene ripreso nel filmato oggi dice:
«Vorrei chiedere scusa a tutti i colleghi, ai cittadini di Amatrice e ai cittadini di Milano. Non volevamo offendere nessuno. Abbiamo sbagliato, non so nemmeno io spiegarmi perché lo abbiamo fatto, ora me ne vergogno».

Sgominata banda di criminali che progettava il rapimento della salma di Enzo Ferrari

Pubblicato da

I carabinieri del Comando provinciale di Nuoro hanno sgominato una banda criminale dedita al traffico di droga e armi fra la Sardegna ed il nord Italia (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Toscana).
Gli inquirenti hanno accertato che la banda progettava anche il furto a scopo di estorsione della salma del costruttore automobilistico Enzo Ferrari.
E’ in corso l’esecuzione di 34 ordini di custodia cautelare assieme a numerose perquisizioni disposte dal gip di Cagliari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
L’associazione a delinquere sarebbe radicata ad Orgosolo (Nuoro) ed avrebbe compiuto reati anche nel nord Italia. Il sodalizio era dedito anche a reati contro il patrimonio.

A Roma conferenza stampa sul degrado cimiteriale

Pubblicato da

Oggi, martedì 28 marzo 2017, presso la Sala del Carroccio in Campidoglio, si è tenuta la conferenza stampa del “Comitato tutela cimiteri Flaminio-Prima Porta-Verano-Laurentino” con la presentazione di un dossier dal titolo ‘Il degrado dei cimiteri capitolini’ che illustra lo stato di questi luoghi della memoria di Roma.

Vescovo scrive una lettera aperta a Parroci e operatori del settore funerario

Pubblicato da

Lo scorso 20 marzo 2017 il Vescovo di Nocera Inferiore-Sarno Monsignor Giuseppe Giudice, ha inviato una lettera agli addetti alle opere funerarie, agli incaricati di polizia mortuaria e ai parroci in merito alla cremazione e alla sepoltura dei defunti.
Di seguito riportiamo il testo integrale del documento:
«Carissimi,
quale pastore di questa Chiesa locale mi rivolgo anzitutto a voi che vi adoperate ad esercitare una delle opere di misericordia corporali più delicate: seppellire i defunti. Il contatto con le famiglie in lutto e la mediazione spesso operata con i sacerdoti e le comunità religiose vi pongono al centro di una particolare attenzione da parte mia, soprattutto nel tempo in cui viviamo, ed è mio compito fare chiarezza su alcuni aspetti circa la cura dei defunti e delle loro famiglie. Come sapete con l’Istruzione Piam et constantem del 5 luglio 1963, l’allora Sant’Uffizio ha stabilito che «sia fedelmente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri dei fedeli», aggiungendo però che la cremazione non è «di per sé contraria alla religione cristiana» e che non siano più negati i sacramenti e le esequie a coloro che abbiano chiesto di farsi cremare, a condizione che tale scelta non sia voluta «come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario, o per odio contro la religione cattolica e la Chiesa». Questo cambiamento della disciplina ecclesiastica è stato poi recepito nel Codice di Diritto Canonico (1983) e nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (1990). Nel frattempo la pratica della cremazione si è notevolmente diffusa in non poche Nazioni, ma nel contempo si sono diffuse anche nuove idee in contrasto con la fede della Chiesa. Pertanto è bene che io ribadisca a voi, che ci aiuterete, sono certo, a chiarire le idee alle famiglie con cui entrate in contatto al momento di dovervi prendere cura dei loro cari defunti. Mi permetto ivi di ribadire alcuni principi e norme circa l’uso della cremazione e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione. Il primo elemento da considerare è che la Chiesa, per motivi dottrinali e pastorali, continua a preferire la sepoltura dei defunti e il rispetto del corpo mortale degli stessi che come la Liturgia ci ricorda è tempio dello Spirito del Signore. La Chiesa continuerà a consigliare in via preferenziale la tumulazione del corpo del defunto nel cimitero o in altro luogo sacro e si chiede ai cristiani di continuare in questa pia pratica. L’inumazione è la forma più idonea per esprimere la fede e la
speranza nella risurrezione corporale. In tal senso la Chiesa non può permettere atteggiamenti e riti che coinvolgono concezioni errate della morte, ritenuta sia come l’annullamento definitivo della persona, sia come il momento della sua fusione con la Madre natura o con l’universo, sia come una tappa nel processo della re–incarnazione, sia come la liberazione definitiva della “prigione” del corpo. Infine, la sepoltura dei corpi dei fedeli defunti nei cimiteri o in altri luoghi sacri favorisce il ricordo e la preghiera per i defunti da parte dei familiari e di tutta la comunità cristiana. Un secondo elemento riguarda invece proprio la cremazione. Laddove ragioni di tipo igienico, economico o sociale portino a scegliere la cremazione, scelta che non deve essere contraria alla volontà del fedele defunto, la Chiesa non ha motivi dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l’oggettiva negazione della dottrina cristiana sull’immortalità
dell’anima e la risurrezione dei corpi. Essa tuttavia non deve essere richiesta in contraddizione ai principi della Chiesa e in opposizione alla fede sulla resurrezione. Un terzo elemento riguarda il vostro specifico servizio. Vi chiedo fraternamente di informare i parroci tempestivamente della scelta della cremazione da parte dei fedeli o delle loro famiglie,
affinché gli stessi predispongano i riti liturgici in maniera adeguata a questa scelta, così come prevede l’appendice al nuovo rito delle Esequie in vigore presso la Chiesa italiana. Si chiarisca però alle famiglie che qualora per motivazioni legittime venga fatta la scelta della cremazione del cadavere, le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nel cimitero o, se è il caso, in una chiesa o in un’area appositamente dedicata a tale scopo dalla competente autorità ecclesiastica. In nessun caso la Chiesa potrà autorizzare la dispersione delle ceneri o la conservazione delle stesse in luoghi o abitazioni private (benché la legge civile dello Stato consenta entrambe queste possibilità) e meno che meno la creazione di gioielli o monili o altri oggetti dalle ceneri del defunto. Aiutateci a far capire che la scelta della cremazione non deve andare in contrasto con il rispetto per le spoglie mortali del defunto e con la possibilità che esse “riposino” in un luogo sacro pensato appositamente fino alla resurrezione, così come insegna la dottrina. La conservazione delle ceneri in un luogo sacro, inoltre, riduce il rischio di sottrarre i defunti alla preghiera e al ricordo dei parenti e della comunità cristiana. In tal modo, inoltre, si evita la possibilità di dimenticanze e mancanze di rispetto, che possono avvenire soprattutto una volta passata la prima generazione, nonché pratiche sconvenienti o superstiziose. Va assolutamente scoraggiata in tal senso l’uso di dividere le ceneri tra i familiari ancora viventi, che ancor più espone al rischio della dispersione o mancanza di rispetto per il defunto. Mi permetto, infine ricordare, che il mancato rispetto di tali indicazioni può, in casi estremi, portare, da parte dell’autorità ecclesiastica, a un diniego alla celebrazione delle esequie cristiane».

Intimidazione ad impresa funebre tarantina

Pubblicato da

Tre colpi di pistola di grosso calibro sono stati esplosi qualche giorno or sono per intimidazione di un’impresa funebre tarantina.
Nel mirino l’agenzia di onoranze funebri dei fratelli D’Alconzo, a Taranto, non lontano dall’ospedale “Santissima Annunziata”. I proiettili, perforata la saracinesca, hanno superato anche la vetrata e si sono conficcati nelle bare in esposizione.

Sconti sul prezzo del funerale: in Giappone succede che …

Pubblicato da

In Giappone gli incidenti causati da anziani al volante stanno diventando un problema serio. L’alta frequenza di casi in cui sono coinvolti persone di una certa età ha spinto la società Heiankaku, che gestisce 89 pompe funebri nella prefettura di Aichi, a lanciare una campagna promozionale, in accordo col comune, per ridurre gli incidenti provocati da anziani alla guida.
La proposta è semplice: sconto del 15% al proprio funerale per chi riconsegnerà la patente.
Per ora il numero delle patenti riconsegnate nella prefettura di Aichi non raggiunge il 3%, che la posiziona al 32esimo posto tra le 47 prefetture del Paese.
Osaka è messa meglio, infatti, oltre le detrazioni al costo del proprio funerale, gli anziani usufruiscono di sconti anche in determinate attività commerciali se restituisce la patente. In Giappone un cittadino su 4 supera i 65 anni di età.

Recupero di energia da crematori

Pubblicato da

Il crematorio di Redditch, nel Worcestershire, in Inghilterra, permette alla piscina del luogo di risparmiare circa quindicimila sterline l’anno reindirizzando il calore in eccesso verso un uso migliore.
A Durham, sempre in UK, invece hanno installato un paio di turbine nel crematorio, per da vendere l’energia in eccesso alla rete nazionale.
E a Stoccolma, Svezia, nel famoso cimitero nel bosco, patrimonio dell’umanità, il crematorio che è all’interno, con il recupero di calore alimenta una serpentina che mantiene puliti i dialetti di accesso da neve e ghiaccio.
Mentre il recupero di calore destinato a riscaldare gli ambienti del crematorio e gli uffici cimiteriali sono già una cosa del tutto normale in molte parti del mondo, Italia compresa.
In talune realtà, attraverso pompe di calore, si producono frigorie capaci di mantenere a bassa temperature le celle usate per tenere i feretri in attesa di essere cremati.