Funerale con ricongiunzione di arti amputati in precedenza

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I carabinieri hanno denunciato per vilipendio di tombe cinque persone sorprese nella notte al cimitero di Gricignano d’Aversa (Caserta) poco dopo aver rimosso da una piccola bara gli arti inferiori di un’anziana donna morta qualche giorni or sono, e il cui cadavere era nella sala mortuaria di un ospedale; lo scopo era di ricongiungere gli arti, amputati nel 2013 e conservati in un loculo del cimitero, con il resto del corpo.
I militari sono intervenuti su segnalazione di alcuni passanti che hanno notato cinque persone introdursi nel cimitero; una volta giunti sul posto hanno accertato che tra i presenti c’erano due figli della donna e tre amici che li stavano aiutando a realizzare la macabra operazione.
Da successivi accertamenti è poi emerso che i cinque hanno trovato l’ingresso della struttura comunale “casualmente” aperto: sulla circostanza sono in corso indagini da parte degli investigatori.

In obitorio da oltre 15 giorni; salma in giacenza non richiesta: possibili conseguenze procedurali alla luce dell’art. 72 comma 3 D.P.R. n.396/2000

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Cara Redazione,

Scrivo dal Comune di… X.Y.Z.

Solo oggi ho appreso dalla Direzione Sanitaria del locale Ospedale che circa 15 gg. fa è deceduta una persona, residente in “carcere” di altro Comune, di cui nessuno reclama la salma. E’ un cittadino italiano. Non avendo la Direzione sanitaria denunciato il decesso tempestivamente, deve essere avvisata la Procura della Repubblica?
A chi compete fare accertamenti per ricercare eventuali parenti? Essendo costui materialmente “residente” in altro Comune, può il nostro Comune effettuare funerali di “povertà” attivando il servizio sociale?

Attendo, con ansia, la Vostra risposta.

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L’eventuale inadempimento degli obblighi di trasmissione, entro i termini perentori, dell’avviso di morte (art. 72 comma 3 Regolamento per la Revisione e la Semplificazione dell’Ordinamento di Stato Civile di cui al D.P.R. n.396/2000) non trova ormai alcuna obitorioconseguenza “punitiva” (il titolo XII R.D. n. 1238/1939 è stato formalmente abrogato e analoga misura non avrebbe potuto essere prevista nell’odierno Regolamento, essendo quest’ultimo normativa di rango secondario, inidonea, per sua stessa natura, ad introdurre sanzioni ex 23 Cost.).

La segnalazione al Pubblico Ministero (= Procuratore della Repubblica) va inoltrata, d’ufficio, solo nei casi dell’art. 75 D.P.R. n.396/2000, che non sembrano, qui, sussistere, anche se ripetuti ritardi o omissioni in grado di rallentare o, peggio, ancora bloccare tutto il procedimento di Stato Civile/Polizia Mortuaria potrebbe esser di qualche interesse per la Magistratura, presentando addirittura alcuni profili penali.

Data la particolare condizione del defunto, non va dimenticato l’Ordinamento Penitenziario, cioè il D.P.R. 30 giugno 2000, n.230 “Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà” (in S.O. alla G.U. n. 195 del 22/8/2000).

L’art. 92 disciplina le procedure del post mortem spettanti al sanitario ed alla direzione del carcere nel caso di decesso (in carcere) di un detenuto o di un internato.

Il medico dell’istituto deve provvedere alla denuncia della causa di morte (Scheda ISTAT) con le modalità dell’art. 103 T.U.LL.SS. e dell’art. 1 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285; nel caso di sospetto di malattia infettiva-diffusiva è tenuto anche a dare le relative e tempestive comunicazioni al Sindaco (autorità sanitaria locale) e all’AUSL di riferimento, secondo il consueto schema dettato dal Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria – D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285.

La direzione del carcere deve, poi, attivarsi nei termini dell’art. 138, comma 2 ordinamento dello stato civile (oggi, art. 72 D.P.R. n.396/2000), nonché informare l’autorità giudiziaria da cui il defunto dipendeva e il Ministero di Grazia e Giustizia (art. 44 legge 26 luglio 1975, n. 354) e il servizio del casellario giudiziale.

La salma è messa immediatamente a disposizione dei congiunti, con, ovviamente, oneri a loro carico; qualora essi appalesino disinteresse e non decidano autonomamente e di proprio impulso sulla destinazione della spaglia mortale, scegliendo luogo, tecnica e modalità della pratica funebre, la sepoltura, in forma semplice, cioè a sistema d’inumazione in campo comune, ha luogo a cura ed a spese dell’amministrazione penitenziaria (quindi è escluso che il costo dell’inumazione e dell’esumazione ordinaria, ai sensi dell’art. 1 comma 7-bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26, sia a carico del Comune, ma si ricorda come stante l’art. 69 D.P.R. n. 115/2002, tali incombente sia escluso dalle spese di giustizia in senso stretto; sembra un sofisma ma è importante, in tempi di spending review, focalizzarsi, con precisione, sulle competenze dei vari centri di spesa, nella complessa architettura degli apparati statali.)

Il cadavere è (di fatto, può essere …) riservato all’insegnamento e alle indagini scientifiche (art. 40 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e art. 32 R. D. 31 agosto 1933, n. 1592).

Considerazione – a latere – molto ed alquanto, generale: le norme, muovendo da una concezione assai pessimistica dei rapporti umani, intrinsecamente litigiosi, tendono a regolare le situazioni in cui si ritiene o si percepisca possano esservi conflitti (ne cives ad arma ruant, recita un antico brocardo latino!), ma non quelle in cui non si rinvenga, o riscontri il “FUMUS” di potenziali contenziosi.

La legislazione in materia funeraria é (ancora?) impostata sulla “normalità” del decesso in abitazione, e sull’eccezionalità della morte in nosocomio (o, strutture simili), anche se da tempo le frequenze “quantitative” sono a favore della seconda ipotesi.

Ma anche nel caso del ricovero o detenzione, si presume che i famigliari ne abbiano una qualche conoscenza di questo status, che vistino l’ammalato o il detenuto.

Oltretutto, in questi frangenti in sede di permanenza in istituti “totalizzanti”, come, appunto, le carceri, si tende preventivamente ad acquisire informazioni sui famigliari o altre persone con cui il soggetto sottoposto a misure restrittive sulla libertà personale, intrattenga relazioni significative, …

Ad ogni modo, non vi è una precisa norma che individui chi e soprattutto come debba occuparsi di un’informazione sul decesso: c’è, in effetti, una zona grigia di “cortesia istituzionale”, con cui anche il Legislatore più accorto, nell’impossibilità di normare capillarmente tutto, si affida alla diligenza, informale, di chi abbia notizia del decesso stesso, fatti salvi gli obblighi minimi contemplati dalla Legge, per improcrastinabili esigenze di ordine pubblico.

Dipendente infedele dei servizi cimiteriali di Fossombrone tratteneva i soldi del Comune

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Il responsabile dei servizi cimiteriali del Comune di Fossombrone (Urbino) incassava le somme versate dagli utenti ma non provvedeva a riversarle nelle casse comunali.
Il comando provinciale della Guardia di Finanza ha segnalato ch l’ammanco è un danno erariale di oltre 25 mila euro.
E’ però scattata una segnalazione a carico di altre sei persone.
Tra di loro un altro dipendente comunale.
Le restanti cinque persone sono indagate per non aver vigilato, perché quello era il loro compito, sul fenomeno che andava verificandosi e che si è protratto dal 2005 al 2013.
E’ stato assodato che nella vicenda nulla hanno a che fare gli amministratori comunali che si sono succeduti al governo cittadino.
Anzi nel mese di novembre 2013 la denuncia alla Procura della Repubblica di Urbino, nei confronti del dipendente comunale poi incriminato, veniva sottoscritta dall’allora vice sindaco in carica Michele Chiarabilli e dal caposettore competente.

Vescovo di Piacenza diffonde i contenuti della Istruzione vaticana su cremazione e ceneri

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Il vescovo di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, ha stilato, in collaborazione con l’Ufficio liturgico diocesano, un documento nel quale richiama e traduce per la sua Chiesa le norme contenute nel Rituale delle esequie e, soprattutto, nell’istruzione della Congregazione per la dottrina della fede Ad resurgendum cum Christo (25 ottobre 2016).
Il testo del vescovo è riportato dal settimanale diocesano Il Nuovo Giornale del 12 gennaio 2017. Il tema è la conservazione/dispersione delle ceneri.
L’istruzione vaticana ribadisce la sua predilezione per l’inumazione «come forma più idonea ad esprimere la fede e la speranza nella risurrezione corporale». Lo stile cristiano della sepoltura «porta in sé un’espressività simbolica insostituibile» e «i luoghi della sepoltura nella tradizione della fede si fanno luoghi di una memoria intensamente affettuosa… luoghi che diventano di speciale intensità e valore per le comunità quando custodiscono le spoglie di martiri e santi».
Tre sono i “no” pronunciati dall’istruzione:
– no alla conservazione delle ceneri in casa (anche se talune legislazioni lo permettono);
– no alla dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua e niente conversione delle ceneri in ricordi commemorativi (ad es., in pezzi di gioielleria);
– no alle esequie se il defunto avesse scelto la cremazione e la dispersione delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede.

I conigli del cimitero di Trento ispirano un libro

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‘Trento città del Coniglio’ di Giorgio Antoniacomi, edizioni Il Margine, 180 pagine, collana FuoriMargine.
Con questo volume Trento passa da città del Concilio a città del Coniglio.
Per quasi due anni infatti la vita politica della città di Trento è stata dominata dall’invasione dei conigli al cimitero e dalle conseguenti proteste popolari.
L’autore, oggi direttore della biblioteca comunale e già dirigente del servizio tributi, ha vissuto dall’interno la vicenda.

Monferrato chiede il rientro delle salme di deportati ancora sepolti in cimiteri tedeschi

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Il Monferrato rivuole le salme dei sui militari deportati in Germania dopo l’armistizio del 1943 per non aver aderito alla Repubblica di Salò o al Terzo Reich.
L’ Anpi di Casale, con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, Partigiani e Alpini, sta conducendo una serie di ricerche con l’obiettivo di individuare i parenti dei 31 deportati monferrini ancora sepolti nei cimiteri di Francoforte, Amburgo, Monaco di Baviera, Berlino e Mauthausen.
Dopo l’8 settembre furono oltre 600 mila i militari deportati in Germania. Il progetto rientro è nato dopo lo spettacolo curato dal Collettivo Teatrale Casalese, ‘NO! Storia di un internato militare’ incentrato sulla storia di Paolo Desana e la sua esperienza di oltre 22 mesi in 13 campi.

Richiesta di sala del commiato laico nel Municipio 7 di Milano

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Lorenzo Zacchetti, consigliere Pd del Municipio 7, a Milano, sta chiedendo a gran voce la realizzazione di una sala del commiato laico in quel Municipio. Ecco il testo del suo intervento:
«Il Municipio non è attrezzato per garantire» i funerali laici, «al contrario di quanto avviene per i matrimoni civili, che durante l’amministrazione Pisapia sono stati decentrati presso le sedi territoriali». E ancora: «E’ altamente opportuno che il processo di decentramento iniziato con l’istituzione delle Municipalità prosegua, garantendo anche la possibilità di celebrare riti funebri civili nelle sedi municipali».
La richiesta è quella di istituire una “stanza del commiato” in uno spazio del Muncipio.
La mozione è però stata respinta in commissione da parte della maggioranza di centrodestra, che si è appellata al fatto che questa tipologia di servizi è di competenza di Palazzo Marino e non del Municipio.
E siamo all’inizio di una polemica che non finirà presto!

Ancora inagibile la stragrande maggioranza dei cimiteri di Amatrice

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Sono ancora 20, su un totale di 21, i cimiteri comunali chiusi nel territorio di Amatrice, l’unica struttura agibile e sicura è situata nella frazione di Preta.
Un unico cimitero rimasto aperto quindi dopo le scosse di terremoto del 24 agosto 2016, dove al momento sono possibili, e autorizzate, le operazioni di sepoltura necessarie.
Questo quanto disposto dal sindaco Sergio Pirozzi con una nuova ordinanza, finalizzata proprio a ripristinare, dove possibile, la fruibilità dei cimiteri.
Una serie di interventi concordati con il Centro Operativo Intercomunale (Coi) della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, la Asl di Rieti e la Caritas, pianificati il 17, il 19 e il 21 gennaio scorsi, non sono mai attuati per le scosse succedutesi e per le forti nevicate.
Da qui la nuova ordinanza di chiusura di tutti i cimiteri, in merito ai quali l sindaco Pirozzi dispone la “predisposizione immediata di soluzioni temporanee per il ripristino del decoro, nonché l’esecuzione speditiva di verifiche al fine di procedere alla messa in sicurezza delle strutture”.

Paterno: il project financing cimiteriale sta incontrando forti resistenze nella popolazione

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Continua la raccolta di firme contrarie alla gestione privata dei cimiteri paternesi.
Sono addirittura due le petizioni per bloccare la proposta di 27 milioni di euro di project financing per ampliare e riqualificare i due cimiteri cittadini.
Una, indetta dai consiglieri comunali Ezio Messina, Salvatore Fallica e Ivan Furnari e sostenuta dal candidato sindaco Anthony Distefano.
L’altra promossa da Nino Naso ex consigliere comunale, che ancora non scioglie le riserve sulla sua possibile candidatura a primo cittadino.
Una campagna elettorale cimiteriale!>br>
L’Amministrazione comunale uscente difende la scelta e ritiene che col project financing si possa dare risposta celere alla richiesta attuale di circa 130 tumulazioni annue.

Trieste: avviate procedure di decadenza per 260 vecchie concessioni

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Il Comune di Trieste informa che, con apposita ordinanza, ai sensi dell’art. 40 del Regolamento dei cimiteri comunali, è stata avviata la procedura di decadenza della concessione per di 260 tombe di famiglia nel Cimitero di Sant’Anna, che risultano in stato di abbandono e non constano sull’esistenza di superstiti aventi diritto e la cui ultima sepoltura nelle stesse risale a oltre 50 anni.
Il provvedimento completo di elenco delle tombe per cui dar luogo a decadenza è pubblicato all’Albo Pretorio comunale dal 30 gennaio e fino al primo marzo.
Per informazioni: AcegasApsAmga Servizio Cimiteri tel.0407793845 – 821 – 802, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 12.30. Dal lunedì al giovedì anche il pomeriggio, dalle ore 14.00 alle ore 16.00.

Trascorsi i termini di affissione -se non saranno formalizzate richieste d’interruzione della decadenza dagli aventi titolo, procedendo al recupero dallo stato di abbandono della tomba entro 60 giorni dalla data di presentazione dell’istanza- sarà avviata la nuova concessione dei citati manufatti cimiteriali secondo i criteri e le modalità previste dai vigenti regolamenti di settore.

Modena: forum sul futuro delle attività funerarie, tra aspetti giuridici, senso etico e prospettive religiose.

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Modena, dinanzi ad un pubblico d’eccezione ( il parterre era formato dal gotha dell’imprenditoria funebre modenese) si è tenuto, lunedì scorso, 30 gennaio 2017, presso la Sala Arcelli della C.N.A. Provinciale di Modena, una partecipato forum sulle evoluzioni normative, religiose e etiche proprie del settore funebre e cimiteriale.

Di grande rilievo il tavolo dei relatori: si è infatti, spaziato dal Senatore Stefano Vaccari (primo firmatario dell’Atti Senato n. 1611 – riforma delle attività funerarie -) a Don Alberto Zironi (Vicario Episcopale della Diocesi di Modena/Nonantola), da Milvia Folegani (Direzione Generale Assessorato Sanità Regione Emilia Romagna), per chiudere con il pirotecnico intervento Gianni Gibellini (Presidente EFI – Eccellenza Funeraria Italiana).

il Sen. Vaccari ha aggiornato gli astanti sull’andamento dell’iter di approvazione della nuova legge in materia funeraria che qualche apprensione sta destando per la tempistica piuttosto dilatata e macchinosa, confermando, però, la concreta volontà espressa dal Governo e dal Parlamento per arrivare presto, dopo le opportune correzioni, al varo del testo.
Dopo tutto la Commissione Igiene e Sanità si è prefissata scadenze certe, seppur con qualche dilazione, funzionale alla discussione degli emendamenti presentati. Molto dipenderà dalla durata residua della Legislatura: certo, un improvviso scioglimento anticipato della Camere sovvertirebbe l’ordine dei lavori, con il concreto rischio di vanificare tutta la fase preparatoria di audizioni protrattasi per quasi due anni. Ad avviso del Senatore il tempo della discussione preliminare ed istruttoria volta ad ascoltare le composite voci di questo (dis-)articolato comparto, si è chiuso ed è il momento di “fare sintesi” per addivenire ad una positiva conclusione su cui possano convergere (come anticipato all’ultima edizione di Tanexpo), in una legge quasi bipartsan i contributi decisivi di maggioranza ed opposizione, per fornire alle onoranze funebri regole moderne e certe, in un quadro di ritrovata legalità.

Le profonde parole di Don Zironi hanno riguardato, soprattutto il tema della cremazione e del senso “sociale” e, dunque, comunitario delle esequie; il prelato ha illustrato la posizione ufficiale della Chiesa anche alla luce dell’ultimo istruzione, “Ad resurgendum cum Christo”, recentemente pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Secondo l’autorità ecclesiastica l’evento morte, nella contemporaneità di un mondo secolarizzato, produce inevitabilmente due rischi: il disinteresse (si delega in toto l’impresa funebre al fine di abbandonare al più presto dei morti, quasi che essi fossero un imbarazzante rifiuto, in una malcelata idea di immortalità terrena) e, per converso, l’estrema privatizzazione del fatto luttuoso con intenti, per così dire, possessori, in particolar modo verso le ceneri del defunto, atteggiamento psicologico di negazione, da cui originerebbero fenomeni quali la conservazione a domicilio delle urne, non certo idonei all’elaborazione della perdita e del distacco irreversibile da una persona cara, ormai scomparsa.

Milvia Folegani ha bene esplicato con un’ineccepibile relazione molto tecnica e taglio squisitamente giuridico, le disposizioni regionali sulla polizia mortuaria, con tutti i suoi limiti, quando, ad esempio, sussistano rapporti di extraterritorialità con realtà finitime che si siano, però, dotate di differenti assetti normativi, fornendo utili ragguagli i in merito ai requisiti formativi, gestionali ed operativi richiesti per lo svolgimento puntuale dell’attività funebre (il legislatore emiliano-romagnolo propende per la tipologia dell’impresa strutturata con propri mezzi e personale necroforo) e alle forme contrattuali da utilizzare per l’inquadramento dei lavoratori, dopo le recenti novelle legislative introdotte dal Job Act. Nell’azione dell’impresa funebre, infatti, coesistono elementi giuslavoristici, di diritto sanitario e commerciale.
Ha poi rimarcato come i rischi più comuni cui è soggetto l’addetto alle onoranze funebri (contaminazione biologica, movimentazione dei carichi e burn out, cioè stress emotivo), se non valutati attentamente entro la corniche della disciplina sulla sicurezza, espongano l’imprenditore a sanzioni elevatissime, addirittura di natura penale.

Gianni Gibellini, esuberante come sempre, ha espresso il pieno sostegno di E.F.I. al disegno di legge per un’unica normativa quadro nazionale, così da superare la cronica frammentazione di una polizia mortuaria ormai destrutturata su disomogenei e caotici livelli di governo ed ha ribadito la necessità di vedere posti in essere controlli più rigorosi e più efficaci sulle attività funerarie e cimiteriali in un momento storico in cui vuoi per gli effetti delle spending review vuoi per carenze di organico o risorse da investire i pubblici poteri sembrano in disordinata ritirata dalle loro storiche funzioni di indirizzo, pianificazione e, soprattutto, repressione degli illeciti che, come ci insegnano le frequenti corruttele scoperte dalla Magistratura in questo comparto, spesso assumono profili penali. Il presidente di E.F.I. lamentando un certo deprezzamento delle forniture, in forza delle recenti tendenze, quali la cremazione, scommette molto sui meccanismi di detrazione delle spese funebri previsti dall’Atti Senato n. 1611 per sconfiggere la piaga endemica del sommerso e dell’evasione fiscale o contributiva.

Dopo un avvio di dibattito a volte anche molto duro e teso, ma sempre corretto, con una platea numerosa e particolarmente coinvolta (c’è chi ha ruggito contro la liberalizzazione delle licenze di pubblica sicurezza o di commercio; altri, per converso, hanno positivamente salutato la deregulation, in particolar modo nei rapporti di lavoro) – presente in sala anche il segretario di FederCoFIt, a a rappresentare l’ala del dissenso più netto rispetto ai principi del DdL Vaccari, specie in tema di visione strategica dell’impresa funebre (quale mission in ultima istanza per queste aziende?) EFI e CNA Modena, nella persona dei Presidenti Gianni Gibellini e Roberto Masi, hanno firmato un protocollo di intesa che vedrà nei prossimi anni una intensa collaborazione fra i due Enti nel condurre progetti e iniziative condivisi.
La tavola rotonda è stata preceduta da un seminario sull’efficienza nell’attività funeraria alla luce delle sempre più frequenti richieste di certificazione di qualità ad opera delle Imprese che puntano ad una eccellenza competitiva.

Ravenna: mezzo milione di euro di lavori e opere cimiteriali

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Nell’ultima seduta della G.M. di Ravenna sono stati approvati cinque progetti preliminari, definitivi, esecutivi riguardanti lavori di costruzione di loculi, ossari e cellette nei cimiteri di Piangipane, Savio, San Bartolo, Gambellara e San Zaccaria in Ravenna, per un investimento complessivo di 482.900.
A Piangipane è prevista la realizzazione di 45 loculi e 120 ossari (lavori per 55.691 euro); a Savio di 30 loculi (50.148 euro); a San Bartolo di 165 loculi (216.004 euro); a Gambellara è prevista la costruzione di 40 loculi e ossari (61.085 euro); a San Zaccaria, infine, si costruiranno 100 loculi e 336 cellette (99.970 euro).
I progetti sono stati presentati al Comune da Azimut, la società che con l’ente ha assunto il contratto di servizio per la gestione dei servizi cimiteriali, che si farà carico della realizzazione dei lavori e delle relative spese.

Alife: beccato custode cimiteriale a spasso per la città, anziché al lavoro. Denunciato

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I Carabinieri del Comando Stazione di Alife (Ce), a seguito di specifico servizio volto al controllo del fenomeno dell’assenteismo, hanno denunciato in Stato di Libertà un 55enne del posto, dipendente presso il locale comune, con mansione di custode del cimitero, ritenuto responsabile del reato di truffa ai danni dello Stato.

L’uomo, a seguito di controllo, non è stato trovato sul luogo di lavoro.
Lo stesso è stato rintracciato a bordo del proprio autoveicolo fuori del centro urbano, in assenza di qualsivoglia autorizzazione per assentarsi dal posto di lavoro e non trovandosi in stato di necessità.

Il sindaco di San Severo scrive ai cittadini sulla situazione cimiteriale

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Sulla attuale situazione relativa al cimitero cittadino il Sindaco di San severo (Foggia), avv. Francesco Miglio, e l’Assessore con delega ai Lavori Pubblici e Servizi Cimiteriali, rag. Michele Del Sordo, hanno inteso indirizzare una lettera aperta ai cittadini di San Severo. Che di seguito si riporta integralmente.

Il Cimitero cittadino è da sempre, per differenti motivi, al centro dell’attenzione della nostra comunità. Spesso, però, sfugge ai molteplici esternatori che quando parliamo del Cimitero non stiamo discutendo solo dell’organizzazione di un servizio comunale con tutte le sue articolazioni e complessità, ma di un luogo simbolico e importante per la comunità nella sua dimensione collettiva ed individuale. Ogni civiltà e cultura umana è stata caratterizzata in modo specifico da riti, luoghi simbolici e allegorici che accompagnano il passaggio dalla vita alla morte degli individui e che hanno evidenziato la visione religiosa dei popoli. Il ruolo sacrale del mistero della vita e della morte caratterizza così la creazione di luoghi specifici, che riproducono in un modello ridotto, “traslato” su un piano trascendentale, la città dei vivi. Con l’eccezione dei mausolei isolati di personaggi eccezionali, i monumenti del ricordo sono riuniti in luoghi specifici: le necropoli, città dei morti, o cimiteri, luogo del riposo. Queste strutture hanno sempre assolto sia un ruolo cultuale che igienico-funzionale, garantendo, attraverso il rispetto dei morti, la salute dei vivi con l’applicazione di normative che hanno avuto un riflesso sull’architettura, caratterizzando i cimiteri in senso tecnico e per l’accumulo di oggetti di pregio, ricchi di riferimenti simbolici, che ancora oggi li caratterizzano come una sorta di museo all’aperto.
Il Cimitero di San Severo come e, per noi, più degli altri luoghi destinati a questa funzione, è dunque luogo sacro della memoria collettiva ed individuale della nostra Città che associa i valori laici e religiosi: è il contenitore eterno della Storia umana locale e delle storie familiari e individuali di chi ci ha preceduto, ma anche il luogo del ricongiungimento nella preghiera, nella riflessione e nel viaggio finale della nostra generazione e di quelle future con il proprio passato. A maggior ragione la sua tutela e conservazione dovrebbe essere un valore condiviso per il quale il legittimo dibattito e confronto dovrebbe essere sottratto ad ogni forma di strumentalizzazione politica. Su questo aspetto è opportuno che i vari livelli di amministrazione e rappresentatività politica e sociale si assumano la responsabilità di un qualificato contributo alla discussione, animata da un sincero interesse di salvaguardia del patrimonio locale. Se il cimitero costituisce un modello ridotto di città, riproducendo i processi di crescita e saturazione della città murata e presentando gli stessi problemi di gestione della città dei vivi, analoghi sono gli strumenti di conservazione e valorizzazione del loro patrimonio storico-artistico: la conoscenza che si esplica nel rilievo e una pianificazione finalizzata in primis al mantenimento della funzione, per la quale l’adeguamento normativo può contrastare con la conservazione delle strutture.
Ma le modalità del rilievo sono influenzate dalla complessità degli insediamenti, dove convivono costruzioni molto diverse nelle dimensioni, dalla scala urbana del recinto cimiteriale alla microarchitettura della singola tomba. Questa complessità ne rende difficoltosa la gestione, con un’inevitabile ricaduta sulla manutenzione generale del monumento. Obiettivo dell’Amministrazione Comunale è quello di raggiungere il delicato equilibrio tra tutela e conservazione del patrimonio materiale ed immateriale costituito dalla storia e dalla architettura del Cimitero con la garanzia di un servizio efficace ed efficiente necessario a soddisfare una esigenza fisiologicamente continua di adeguate risposte di fruizione, ma anche e soprattutto di nuove aree e spazi dignitosamente infrastrutturati dedicati a nuove sepolture. Pertanto non è assolutamente insolita la similitudine tra città dei vivi e città dei morti, in quanto entrambe necessitano di una pianificazione, regolamentazione e qualificazione dei servizi, perché entrambe, in modo diretto o indiretto, sono condizionanti ed emblematici del livello di qualità della vita locale: vanno fatte scelte strategiche sia sulla pianificazione territoriale, sia sul recupero, sia sulla organizzazione del sito. Di conseguenza va adottato un regolamento che detti regole certe rispetto a problemi che si sono accumulati nel corso di decenni, disciplinando anche la durata delle concessioni cimiteriali e valutando in maniera responsabile l’espansione dell’edificato. In quest’ottica un ruolo importante ricopre l’applicazione del termine di decadenza rispetto a loculi che hanno più di cento anni: dopo aver recuperato le lapidi che in alcuni casi rappresentano delle vere e proprie opere d’arte, infatti, si potrebbero applicare le norme vigenti in materia, liberando spazi e creando nuove possibilità di sepoltura. Con queste azioni, aumentando l’offerta, il prezzo dovrebbe necessariamente diminuire, in forza di un elementare principio economico. Anche per i servizi cimiteriali è necessario definire e attuare strategie sostenibili da un punto di vista sociale, economico e ambientale nell’ottica di quell’innovazione intelligente capace di garantire il massimo dell’efficacia amministrativa e di efficienza del servizio, capitalizzando le risorse disponibili e ottimizzando il loro utilizzo al fine di raggiungere risultati concreti atti a conservare e tutelare il patrimonio collettivo e ad aumentare la qualità e quantità dei servizi ai cittadini.
In questo contesto storico e sociale non è più possibile ricordarsi del cimitero solo nel mese della commemorazione dei defunti; la dignità degli spazi cimiteriali nella sua interezza deve essere una caratteristica permanente e comunque di base rispetto alle prospettive dell’azione amministrativa che deve puntare ad utilizzare tutte le risorse normative, finanziarie, tecnologiche e di pianificazione per rispondere in modo adeguato, moderno ed innovativo a fabbisogni rinnovati. Nel contesto di questo scenario complesso, quindi, nel mese di febbraio arriverà in consiglio comunale il nuovo regolamento cimiteriale, che rappresenta una disciplina certamente perfettibile ma che mira a porre ordine in un contesto che necessitava di riferimenti certi.
Il regolamento, ovviamente, non è un punto di arrivo, ma solo un punto di partenza che deve portare ad attivare una strategia a breve, medio e lungo termine per garantire nel tempo un cimitero in grado di assicurare spazi per nuove sepolture adeguatamente infrastrutturati con servizi di base, miglioramenti delle condizioni igieniche e del livello di valorizzazione estetica e conservativa degni della sacralità e della storia del luogo, incremento qualitativo del livello di fruizione.
E’ quindi opportuno porre come prossimi obiettivi la verifica di sepolture che hanno superato il termine previsto per legge, la redazione di un piano regolatore del cimitero e una pianificazione strategica atta a migliorare, ottimizzare e incrementare in termini quantitativi e qualitativi i servizi globali all’interno dell’area cimiteriale, recependo la necessità di superare la criticità rappresentata dalla scarsa disponibilità di loculi mediante la riduzione della durata delle concessioni dei loculi comunali sia per quelle già in essere, sia per quelle che si andranno a realizzare.
Le concessioni in perpetuo, infatti, possono essere riformulate in conformità alle norme statali, mediante la riformulazione dei termini della durata che consente all’Amministrazione Comunale di avere a disposizione nell’immediato e per il prossimo avvenire, un numero di loculi tali da dare un primo servizio ai cittadini che da anni sono in attesa di dare degno riposo ai propri cari. Tale intervento si inserisce in maniera mirata in sinergia con le previsioni di nuovi ampliamenti che vanno effettuati in maniera ponderata e razionale, senza consumo di altro terreno al di fuori di quello già presente all’interno del nostro cimitero, mirando a diminuire e controllare i costi di gestione.
Questa visione si pone l’ambizioso obiettivo di dare ordine e disciplina organica per recepire le istanze della comunità e dare risposte concrete ai cittadini che da tempo sono costretti a lamentare carenze e disservizi non più sostenibili. Nel rispetto dei ruoli e delle funzioni, infine, lasciano agli organi deputati la verifica di quanto successo in passato, confidando che ciascuno farà fino in fondo la propria parte per garantire trasparenza, efficienza e coerenza.
Senza sconti per nessuno.
(San Severo, 30 gennaio 2017)

Impresario funebre resiste alla richiesta di pizzo. Arrestati i 4 criminali che lo avevano bersagliato

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A Pomigliano (NA) sono stati arrestati i componenti di un gruppo criminale che tentava di imporre il pizzo a una ditta di onoranze funebri. I quattro arresti sono stati eseguiti a Pomigliano d’Arco e a Casalnuovo di Napoli, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa per il reato di tentata estorsione, aggravata dall’articolo 7 della Legge Falcone.
Si tratta di Giuseppe Mosti, detto “Nufriello”, Antonio di Chirivino, detenuti per altra vicenda, Federico Gallucci, libero vigilato, e Gianluca Granata. I primi tre, di Casalnuovo di Napoli, sono ritenuti affiliati al sodalizio Piscopo-Gallucci, il quarto risiede a Pomigliano d’Arco e gravita attorno alla criminalita’ organizzata locale.
Gli investigatori avevano accertato che i quattro avevano chiesto la tangente, in tre occasioni, tutte nell’agosto scorso.
Per primo si era presentato Granata, chiedendo il “regalo” di agosto, con una somma a piacere. Alcuni giorni dopo Gallucci, Mosti e Chirivino, si erano presentati per 2 volte, a nome dei “Nufriello”: la prima avevano chiesto di informare il titolare e la seconda avevano esordito con “siamo qui per la mazzetta. già abbiamo aspettato troppo!!!”.

Trasmissione annuale all’agenzia entrate dei dati sulle spese funebri per il 730 precompilato

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Riteniamo di far cosa utile il pubblicare anche sul blog il testo della Fun.News 3119, inviata a tutti coloro che sono registrati nella nostra mailing list tecnica., martedì 31 gennaio 2017

I soggetti che emettono fatture relative a spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente, con riferimento a ciascun decesso (articolo 2 del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 13 gennaio 2016).
Le comunicazioni sono effettuate, in via telematica e in unica soluzione, entro il 28 febbraio 2017 con riferimento ai dati dell’anno precedente (2016).
I soggetti tenuti alle comunicazioni devono utilizzare il servizio telematico Entratel e verificare la coerenza dei dati comunicati con le istruzioni dell’Agenzia. (specifiche tecniche allegate al provvedimento del 19/02/2016).
Mentre per le spese funebri del 2015 era prevista la comunicazione, in luogo del codice fiscale del defunto, di un codice identificativo dell’evento funebre, vista l’allora novità, da quest’anno la comunicazione del codice fiscale del defunto è obbligatoria in relazione agli eventi funebri avvenuti nell’anno 2016 (e, ovviamente, per il futuro). E’ stata ristretta la platea dei soggetti tenutio alla comunicazione, con una risposta ad una FAQ, che si riporta integralmente:
Spese da indicare nella comunicazione
D: Tra le spese funebri da comunicare all’Agenzia delle entrate in base a quanto previsto dal decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 13 gennaio 2016, oltre alle spese relative all’attività delle pompe funebri, rientrano anche le ulteriori spese sostenute in dipendenza del decesso, quali ad esempio le spese sostenute per l’acquisto di fiori o per la lavorazione di marmi e lapidi?
R: Al fine evitare che il nuovo adempimento riguardi una platea indefinita di soggetti, tenuto conto anche del limite di spesa detraibile pari a 1.550 euro e considerato che le ulteriori spese sostenute in dipendenza del decesso non potrebbero essere riportate automaticamente nella dichiarazione precompilata in quanto l’Agenzia delle entrate non è a conoscenza dell’effettivo collegamento tra la spesa e l’evento funebre, si ritiene che l’obbligo di comunicazione delle spese funebri all’Agenzia delle entrate riguardi esclusivamente i dati delle fatture emesse, in relazione all’evento funebre, dai soggetti esercenti l’attività di servizi di pompe funebri e attività connesse.
Informazioni, software, tracciati record e altro sono presenti sul sito dell’Agenzia delle Entrate a cui si diretti cliccando SPESE FUNEBRI.

Una non notizia: a Sarno il POS al cimitero

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A Sarno l’Assessore al Bilancio ha messo in funzione al cimitero un sistema di pagamento di servizi (come l’illuminazione votiva) e diritti cimiteriali tramite POS.
I soldi affluiranno direttamente sul conto corrente comunale dedicato.
, Verranno evitate, soprattutto a persone anziane i disagi del dover andare a ritirare i bollettini in un posto, pagare in un altro, riportare a ricevuta al cimitero.
Non possiamo che plaudire all’iniziativa, ma rendendoci conto che si tratta di una banalità: basta entrare in un qualunque negozio in cui si acquista dalla biancheria ad altre cose commerciali che ci si accorge di quanto il POS sia diffuso. Quindi ben vengano soluzioni come queste, ma che poi siano una notizia ce ne corre …. Semmai c’è da chiedersi come mai non lo si è fatto prima!

Reggio Calabria: NOE intervengono per contestare gestione impropria di rifiuti cimiteriali da esumazione ed estumulazione

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I carabinieri hanno sequestrato a Reggio Calabria una vasta area del cimitero comunale nel rione Condera
L’attività di indagine, secondo quanto hanno riferito i carabinieri, ha consentito di appurare che l’area sequestrata veniva utilizzata per lo stoccaggio di rifiuti cimiteriali, quali bare di zinco e residui in legno di bare in disuso, accatastati in modo improprio nonostante la normativa vigente preveda che il materiale proveniente da esumazioni ed estumulazioni debba essere raccolto separatamente e trasportato e depositato in appositi imballaggi in un’area ben individuata all’interno del cimitero.

Angri: proseguono gli accertamenti su possibili malversazioni cimiteriali

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La Guardia di finanza perquisisce la casa di due dipendenti della multiservizi e del comune di Angri. Si tratta di approfondimenti sulla gestione dei defunti nel cimitero di Angri.
L’ipotesi investigativa contempla appropriazioni indebite, peculato e cadaveri spariti dai loculi assegnati e sostituiti con altri defunti.
Già in passato erano stati indagati qualche tempo fa un dirigente, i necrofori e un titolare di impresa, con accuse di associazione a delinquere, illecita concorrenza, appropriazione indebita e peculato.
Nell’autunno scorso c’era stata la denuncia di una donna: l’indagine portò alla scoperta di decine di pratiche di esumazione sospette.
L’indagine cerca di appurare se sono stati versati soldi dalla gente direttamente dai dipendenti pubblici e mai consegnati al Comune.
L’attuale nuovo accertamento prosegue su questa strada cercando di provare il quadro d’accusa.