Palermo: il cimitero dei Rotoli torna accessibile; dopo 5 anni riapre la zona interdetta

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Dopo i lavori di consolidamento del costone roccioso di Monte Pellegrino, costati complessivamente 5 milioni, tornano fruibili i campi di inumazione del cimitero di Vergine Maria. Aperte anche le nuove aree. Oltre 3 mila i posti a disposizione.
L’assessore Giusto Catania: “Oggi abbiamo dato un contributo fondamentale per porre fine all’emergenza cimiteriale della città”. Il vicesindaco Arcuri: “C’è ancora una piccola parte del cimitero inibita ma presto sarà fruibile anche quella. Quella inaugurata oggi è la parte più consistente”
La chiusura dell’area, a seguito del crollo di un masso dal costone roccioso, aveva in questi anni impedito l’accesso a centinaia di sepolture gentilizie e fosse nei campi d’inumazione. Dopo i lavori, durati quasi cinque anni, l’area è tornata fruibile e nelle prossime settimane potranno riprendervi le sepolture.
“Con l’ultimazione dei lavori – ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando – restituiamo alla cittadinanza la possibilità di offrire una degna sepoltura ai propri cari e di poter pregare o rendere omaggio ai propri defunti in piena sicurezza. Questa è occasione per ringraziare gli assessori e gli Uffici Infrastrutture e Servizi cimiteriali e tutto il personale che ha garantito questi necessari lavori che continueranno per rendere fruibili circa 3.000 sepolture nella nuda terra”.

C’è chi si occupa della tomba di Totò

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La tomba di Totò si trova a Napoli, nel cimitero di Santa Maria del Pianto, nel quartiere di Poggioreale.
Essa è meta di visitatori e ammiratori del grande artista.
Giornalmente una famiglia napoletana si occupa della manutenzione della tomba da oltre 35 anni.
Lo riporta il CorrieredelMezzogiorno.it.
Pulizia e fiori portati iniziante dal sig. Murasso, estimatore del grande artista napoletano e poi da altri membri della famiglia
I Murasso sono del quartiere Sanità, dove nacque Totò e abitano nei pressi della sua casa natia.

Ferrara: riapertura straordinaria pasquale di parte del cimitero ancora interdetta per lavori post terremoto

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In occasione delle Festività Pasquali, da venerdì 14 a lunedì 17 aprile è stato consentito l’accesso a gran parte del porticato del primo Gran Claustro all’interno del cimitero monumentale della Certosa a Ferrara, attualmente inagibile poiché interessato dagli interventi di restauro post sisma programmati dall’Amministrazione comunale di Ferrara. L’orario di accesso al cimitero della Certosa è dalle 7 alle 19.

Anche i cimiteri sorvegliati speciali nel periodo pasquale, in funzione anti attentati ISIS

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Le forze dell’ordine, per le festività pasquali, hanno così deciso di controllare non solo i porti, gli aeroporti, le stazioni e le metropolitane ma anche i cimiteri, uno dei simboli della cristianità.
Giovedì scorso la circolare del Viminale, ha previsto ulteriori forme di controllo del territorio.
Le indicazioni principali del piano di sicurezza sono sei:
Implementare l’attività formativa per un costante flusso di coscienze; incrementare al massimo le attività di prevenzione e di controllo del territorio; aumentare la visibilità delle Forze di polizia, rimodulando quella in atto, se necessario, con la predisposizione di servizi riservati con l’utilizzo di personale in abiti civili; più controlli negli ambienti più sospetti, e poi negli alberghi e negli esercizi ricettivi; attuare una mirata attività info-investigativa nei riguardi di elementi indicati come continui a formazioni terroristiche, anche attraverso il continuo monitoraggio delle vie telematiche di largo e recente utilizzo“.

Scicli: Sindaco precisa intervento del Comune per sistemazione tombe cimiteriali annacquate

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In ordine a notizie di agenzia circa una ispezione dei Nas al cimitero di Scicli, il sindaco Enzo Giannone precisa: “L’amministrazione comunale ha avviato sin dal suo insediamento una forte azione circa il problema della infiltrazione di acque nella sede di monumentini funebri in alcune aree del cimitero di Scicli, problema di cui da anni si rinviava ogni tentativo di soluzione.

E’ stato definito con urgenza un progetto per la bonifica e la captazione delle acque che permeano il sito di contrada Mendolilli e quindi i monumentini. In data 30 dicembre 2016, ad appena un mese dall’insediamento della nuova giunta comunale, è stata emanato il relativo bando di gara. Il progetto prevede la sistemazione di 135 monumentini che verranno impermeabilizzati per evitare ingressi dell’acqua e la realizzazione di canali di drenaggio per evitare fenomeni di allagamenti futuri. L’aggiudicazione dei lavori, tenuto conto dei tempi tecnici di gara, avrà luogo l’11 aprile 2017.

Al fine della realizzazione di quanto indicato nel progetto, esso prevede anche la estumulazione temporanea delle salme tumulate nei monumentini dei settori 16, 25 e 26 del cimitero. Si tratta appunto dei settori visionati nel corso dell’ispezione dei Nas, che ha riguardato chiaramente alcuni monumentini ancora non utilizzati.

Si è ritenuto pertanto di ordinare l’estumulazione temporanea e programmata di 112 salme tumulate nei settori di cui sopra, previo accertamento di presenza di acque all’interno dei singoli monumentini, al fine di ripristinare lo stato di usabilità appunto di ogni singolo monumentino.
Siamo consapevoli che si tratta di una decisione importante e di grande impatto morale anche sulle famiglie dei defunti, ma ci ha mossi il sentimento di “pietas” proprio verso i defunti tanto nel predisporre, dopo anni di inazione, un intervento che si ritiene risolutore quanto nell’ordinare l’estumulazione temporanea delle salme”.

Sarno: oltre due milioni di investimenti per ampliare il cimitero

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È stato pubblicato sul sito del Comune di Sarno il bando di gara per i lavori di ampliamento del cimitero comunale. L’importo dei lavori è di Euro 2.247.256,59. Le offerte dovranno pervenire al SUA (Servizio Stazione Unica Appaltante) della Provincia di Salerno, entro le ore 13.00 del 3 maggio 2017.
Per maggiori informazioni consultare i siti istituzionali del Comune di Sarno e della Provincia di Salerno.
“L’ampliamento del cimitero di Sarno – spiega il sindaco di Sarno – è in cima alle priorità dell’Amministrazione Comunale da me guidata. Nel ribadire l’impegno della giunta e della maggioranza ci siamo assunti la responsabilità di far proseguire il progetto avviato anni addietro, nella consapevolezza di realizzare al più presto nuovi loculi. Manteniamo, dunque, l’impegno con i cittadini”.

Parma: trasporto gratuito su vettura elettrica nel cimitero della Villetta

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Ade S.p.A. informa che per il 2017 è stato ampliato il servizio di trasporto gratuito all’interno del cimitero della Villetta, effettuato su vetture elettriche noleggiate da ditta specializzata e condotte da volontari del CRAL TEP.
Tale servizio, attivato per la prima volta nel 2006 e da allora ad oggi effettuato ogni anno nel periodo della commemorazione dei defunti, ha riscosso il gradimento dei visitatori, molti dei quali hanno richiesto la possibilità di usufruirne anche in altri periodi dell’anno.
La Società pertanto, in accordo con l’Amministrazione Comunale ha recepito le richieste dei visitatori ed ha predisposto, insieme al CRAL TEP, che l’ha affiancata fin dal principio grazie all’impegno dei suoi volontari, il calendario ove sono riportati i periodi in cui funzionerà il servizio:
In occasione delle festività pasquali nei giorni 14-15-16 e 17 Aprile dalle ore 8.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.00

A partire dal mese di Maggio fino ad Ottobre ogni primo mercoledì del mese nei seguenti orari:

Mercoledì 3 Maggio 2017
Dalle 08.30 alle 12.30. Dalle 14.30 alle 17.00

Mercoledì 7 Giugno 2017
Dalle 08.30 alle 12.30. Dalle 14.30 alle 17.00

Mercoledì 5 Luglio 2017
Dalle ore 08.30 alle ore 12.30

Mercoledì 2 Agosto 2017
Dalle ore 08.30 alle ore 12.30

Mercoledì 6 Settembre 2017
Dalle ore 08.30 alle ore 12.30. Dalle 14.30 alle 17.00

Mercoledì 4 Ottobre 2017
Dalle ore 08.30 alle ore 12.30 Dalle 14.30 alle 17.00

Nel periodo della Commemorazione dei defunti dal giorno 22 Ottobre al giorno 2 Novembre ore 08.30 / 12.30 – 14.30 / 17.00

Nel mese di Dicembre, ore 08.30 / 12.30 – 14.30 / 17.00 nelle date:
Mercoledì 6 Dicembre
20-21-22-23 Dicembre

Aspettativa di vita: cala nel 2015 rispetto all’anno precedente

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In Italia, al 2015, la speranza di vita alla nascita è più bassa di 0,2 anni negli uomini e di 0,4 anni nelle donne rispetto al 2014, attestandosi, rispettivamente, a 80,1 anni e a 84,6 anni. La diminuzione dell’aspettativa di vita degli italiani è registrata dal Rapporto Osservasalute 2016. “La distanza della durata media della vita di donne e uomini si sta sempre più riducendo anche se, comunque, è ancora fortemente a favore delle donne (+4,5 anni nel 2015 contro +4,9 anni nel 2011).
Aumenta il divario tra Nord e Sud dell’Italia rispetto alla salute dei cittadini: al Sud, e in particolare in Campania, infatti, si muore di più ed il Sud dispone di minori risorse economiche, è gravato dalla scarsa disponibilità di servizi sanitari e di efficaci politiche di prevenzione.
Al Sud è molto più alta la mortalità prematura sotto i 70 anni di vita. Alcuni esempi: nel 2015, in Italia, ogni cittadino può sperare di vivere mediamente 82,3 anni, ma mentre nella PA di Trento la sopravvivenza sale a 83,5 anni, un cittadino che risiede in Campania ha un’aspettativa di vita di soli 80,5 anni. La riduzione della mortalità negli ultimi 15 anni è stata del 27% al Nord, del 22% al Centro e del 20% al Sud e Isole.

A Trieste si discute in città sulla possibilità di portare gli animali al cimitero

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A Trieste si è aperta una discussione, per ora molto animata sui social media, sulla opportunità o meno di vietare l’ingresso di animali nel cimitero cittadino di S.Anna.
Tutto nasce dal rifiuto opposto da un custode cimiteriale all’ingresso di una signora che portava al guinzaglio il proprio cane.

La popolazione si è divisa tra favorevoli e contrari.
Ma c’è chi, codice alla mano, è in pervenuto per fare chiarezza sull’argomento:
‘La legge regionale (la 5/2015 che “liberalizza” l’accesso dei cani ai luoghi pubblici) parla chiaro’, dice l’avvocato Patrizia Di Lorenzo, dal 2015 assistente zoofilo del Comune: «I cimiteri sono aree pubbliche, che, come i giardini ed alcuni parchi, possono avere degli orari di apertura. La legge 20/12 ha annullato implicitamente ogni norma antecedente che conteneva limitazioni agli accessi degli animali. Pertanto non può essere vietato ad un cittadino di entrare nel cimitero con il proprio cane».“
Ma sono in tanti a non essere convinti.

Vicenza avrà nel cimitero monumentale un campo dedicato a sepolture islamiche

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Il cimitero maggiore monumentale di Vicenza avrà un’area destinata alla sepoltura di persone di religione musulmana.
Lo ha stabilito, con una delibera, la giunta comunale di Vicenza.
L’ampia zona verde individuata sarà adatta ad ospitare più di cinquanta inumazioni. L’area necessita di un intervento di innalzamento della superficie e della fornitura di un terreno idoneo, che sarà eseguito a spese e a cura di Aim Amcps, come previsto dal contratto per la gestione dei servizi funebri e cimiteriali. La manutenzione ordinaria sarà, invece, a carico del Centro islamico di Vicenza Ettawba.
“La conclusione di questo percorso – ha precisato il presidente del Centro ecumenico Eugenio IV, monsignor Giuseppe Dal Ferro – è frutto di un dialogo costante che da vent’anni esiste a Vicenza tra i cristiani e il mondo islamico. Il dialogo che si instaura non solo tra le persone ma tra gli stessi luoghi, che si mescolano e accomunano, permette di arrivare a una convivenza pacifica, che già c’è a Vicenza e che ci auguriamo si mantenga anche per il futuro”.
“A nome della comunità islamica di Vicenza – ha sottolineato il presidente del Centro islamico di Vicenza Ettawba, Abderrahime Rom – ringrazio l’amministrazione comunale, monsignor Dal Ferro e i cittadini per aver accolto la nostra richiesta. Quella di oggi è per noi una grande vittoria che ci permetterà, oltre ad una maggiore integrazione nella comunità, anche di far fronte agli oneri, a livello economico e burocratico, che derivano dalla procedura necessaria al rimpatrio delle salme”.

A Roma è necessario ampliare cimiteri e potenziare l’offerta di cremazione

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A fronte dei 30 mila decessi che avvengono ogni anno nella Capitale si rendono necessari degli ampliamenti strutturali negli 11 cimiteri di Roma gestiti da Ama Spa.
Il primo ampliamento interesserà il cimitero Laurentino, ormai saturo.
La proposta, presentata il 27 gennaio 2017 all’amministrazione Capitolina, prevede l’ampliamento del cimitero di 35 ettari, raggiungibile espropriando 15 ettari di aree limitrofe.
Ma anche nel cimitero monumentale del Verano si stanno pianificando attività idonee a creare nuovi spazi. La soluzione è stata trovata con la vendita di 1000 nuovi loculi che porteranno nelle casse del Comune introiti capaci di coprire le ingenti spese di gestione e manutenzione cimiteriale romane.
Manca solo la decisione della gIunta Capitolina per dare il via all’operazione.
Ma anche il crematorio ha necessità di amplaimento.
Nei tre cimiteri più grandi di Roma per il 2019 è stato progettato di aggiungere tre linee di cremazione a Flaminio, dove ne sono già presenti sei, e altre due a Laurentino.
Sono da ultimo state acquistate da Ama Spa 800 nuove celle frigorifere per far fronte a un contratto di servizio che registra 7 mila cremazioni l’anno di cui Ama ne gestisce invece 15 mila l’anno.

Altro project financing per costruire un crematorio che rischia di bloccarsi per le proteste cittadine

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Cittadini contro il forno crematorio a Casciana Terme Lari (Pisa). E’ un altro episodio della insofferenza alla costruzione di nuovi crematori. Insofferenza alimentata da timori di chissà quale inquinamento e con esponenti politici che, è il caso di dire, soffiano sul fuoco!
La protesta usa i social network per alimentarsi e diversi abitanti di Lavaiano, la frazione interessata dal progetto di realizzazione del crematorio, si sono organizzati contro il progetto dell’amministrazione comunale.
La protesta montante ha già ottenuto un grosso risultato, visto che sono state raccolte e depositare 1.037 firme contrarie, poste in calce ad una petizione al Comune.
Ed è il Comitato del No che si fa sentire sulla stampa locale:
«Avevamo tempi stretti – dicono dal comitato – Trenta giorni per presentare la petizione. Perché il Comune sta predisponendo la gara».
I cittadini avrebbero voluto parlare di nuovo col sindaco, ma non è stato possibile.
«È stato contattato per telefono – aggiungono dal comitato – ma ha risposto che, dopo l’assemblea pubblica di qualche settimana fa, non è più possibile incontrarlo».
L’Amministrazione comunale, nel frattempo, sta lavorando per l’assegnazione della gestione degli undici cimiteri comunali a un privato, al quale sarebbe anche permesso di costruire un forno crematorio.

Decine di tombe razziate al cimitero di Paratico, nel bresciano

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Ignoti si sono introdotti nel cimitero di Paratico, nel bresciano, e hanno rubato vasetti porta-fiori, statuette, bassorilievi, fregi, tutto ciò che era in bronzo, rame o zinco.
Sono decine le tombe devastate.
ne del camposanto non copre questo tipo di problemi. Il sindaco del Comune ha stigmatizzato la razzia:
«È una vergogna inaccettabile la violenza contro i nostri defunti. È capitato che rubassero i canali in rame, ma mai che demolissero le lapidi delle persone per rubare pochi euro di rame o di bronzo. Siamo ben oltre l’“homo homini lupus” di Hobbes, l’oltraggio alla “pietas“, fondamento della nostra civiltà sembra non avere limiti. Ci siamo messi a disposizione cittadini per la stesura delle denunce, per legge sporte dai proprietari della lapide, per la dovuta pietas per chi ha costruito la nostra comunità. Questa settimana vedremo di stanziare, nel limite del possibile, un contributo per il restauro delle lapidi, specialmente per quelle di chi non ha più eredi che possano provvedere».

Concerto di marce funebri a Ruvo di Puglia

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Si è svolta, a Ruvo di Puglia, nella serata del 5 aprile 2017 la 35esima edizione di “Sub umbra crucis”.
La serata, organizzata dalla confraternita Purificazione Addolorata e dal complesso bandistico “Basilio Giandonato – Città di Ruvo di Puglia” ha permesso di far ascoltare alla cittadinanza intervenuta un Concerto di marce funebri, nella chiesa di San Domenico.
Per Ruvo di Puglia è un appuntamento fisso che avvìa i riti della settimana santa rubastina.
Tema del 2017 è stato “Sub umbra crucis”, all’ombra della croce, il simbolo cristiano guardando il quale ogni uomo affronta le quotidiane difficoltà della vita, traendovi la forza per proseguire il suo cammino e trovandovi “protezione”.
Per gli appassionati, di seguito riportiamo il programma eseguito, che ha ricevuto il plauso del numeroso pubblico intervenuto:
“Vivo cordoglio” (“numero 22”) di Alessandro Amenduni; “Una lacrima sulla tomba di mia madre” (“numero 16”) di Amedeo Vella; “Pietà Signore” di Alessandro Stradella (arrangiamento per banda di Rocco Di Rella); ”Sub umbra crucis” e “Preghiera alla Vergine Addolorata” di Rocco di Rella; “Triste ricordo” (“numero 27”) di Alessandro Amenduni e “La Desolata” di Basilio Giandonato.

Varese: successo per il concorso di idee per realizzare il giardino del ricordo nel cimitero

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Sono ben 44 i progetti giunti entro la metà di marzo 2017 alla sede della Socrem di Varese su come sistemare il locale giardino del ricordo in cimitero.
«E viste le visite al nostro sito web e la documentazione scaricata, è facile immaginare che si tratti di professionisti di diverse città italiane che hanno aderito al bando», dice il presidente della Socrem Ivo Bressan.
I prossimi passi stanno i seguenti:
nominare la commissione giudicatrice (che sarà costituita da tre componenti effettivi, due della Socrem e uno del Comune e da due supplenti) e procedere con la scelta dei tre migliori progetti (ai loro autori verrà consegnato un premio di 5.000, 3.000 e 2.000 euro).
I progetti migliori verranno dunque consegnati al Comune, regalati dalla Socrem.
«La Socrem auspica che l’amministrazione comunale trovi le risorse economiche per la realizzazione del giardino delle rimembranze – dice Bressan – per il quale è stato ipotizzato un costo massimo dell’opera di 300.000 euro».
Il Giardino del ricordo verrebbe costruito a Belforte, in un’area adiacente al cimitero già esistente: 4.000 metri quadrati, una struttura dove effettuare la dispersione attraverso l’elemento acqua e l’elemento terra. Un’area con panchine, con alberi e prato verde dove parenti e amici potranno recarsi per ricordare il proprio caro scomparso.

Pubblicato ISF172, il numero di Aprile-Giugno 2017 di I Servizi Funerari

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I principali contenuti di questo numero sono:
EDITORIALE
La ricostruzione cimiteriale post terremoto
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La ricostruzione cimiteriale post terremoto

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La ricostruzione cimiteriale post terremoto


Mi è capitato di visionare alcuni video di cimiteri dopo il recente terremoto in Centro Italia. Video da terra e video da drone in volo.
Gli effetti del terremoto sono devastanti. Il motivo è che quei cimiteri sono costruiti spesso a mezza costa, talvolta fuori del paese sotto incombenti pareti rocciose, le quali in diverse occasioni sono franate.
Situazione profondamente diversa dal terremoto in pianura padana di pochi anni or sono, dove le condizioni orografiche hanno attenuato il pur forte impatto.
Altro motivo della devastazione dei cimiteri di montagna è la quantità di manufatti costruiti in muratura danneggiati profondamente o proprio crollati. Le stesse cappelle familiari di costruzione più recente hanno riportato danni tali da considerarle inagibili non nella parte di loculi in cemento armato, ma nelle parti di ingresso, disimpegno tra le pareti a loculi, che ordinariamente sono in laterizio.
Le poche costruzioni che hanno riportato lievi danni sono quelle, spesso discutibili dal punto di vista architettonico, che noi tutti gestori di cimiteri chiamiamo “batterie di loculi”, costruite recentemente con il rispetto della normativa antisismica.
Come dire che sono crollati i centri storici cimiteriali e si sono salvate le periferie cimiteriali!
In molti altri casi lo spettacolo che si presenta ancor oggi alle popolazioni interessate ed ai soccorritori è macabro, con franamenti di costoni di ala laterale di cimitero, dove generalmente venivano costruite tombe familiari a sistema di tumulazione o anche inumazione a terra, che presentano in bella evidenza bare nuove e vecchie, talvolta aperte.
O proprio crolli totali di vecchie cappelle in muratura con bare miste a mattoni.
O, ancora, scheletri disturbati nel loro sonno eterno ora in bella vista all’interno di nicchie in muratura, frutto di sepolture secolari che, improvvisamente, sono state portate alla luce dal terremoto.
Certo, sto parlando delle situazioni peggiori solo in parte in via di superamento grazie all’opera delle squadre della Protezione Civile, la quale con enormi gru e persone sospese sulle macerie sta imbragando le bare ancora solide per collocarle in altro luogo.
Temo però che l’emergenza non sia ancora finita in questi cimiteri!
Gli scuotimenti tellurici ripetuti, di notevole e media magnitudine, potrebbero aver fessurato molteplici bare di zinco usate in recenti tumulazioni, con effetti percepibili dal classico e nauseabondo odore quando la stagione invernale cederà il passo a quella estiva.
E, infine, la questione sociale.
Come permettere alla popolazione terremotata, ora e nel tempo, di accedere in sicurezza ai luoghi dove sono conservati memoria e affetti della propria vita e le radici della propria famiglia?
Un compito che fa tremare le vene ai polsi a chi dovrà assumere decisioni in proposito.
Si tratta di situazioni che vanno talvolta a confliggere con scelte razionali, come quella di spostamento del cimitero in area più sicura, ma di cui in qualche modo occorre tener conto. Il difficile sarà il giusto compromesso tra la scelta di razionalità e quella di attaccamento ai ricordi e valori di queste popolazioni, che pervicacemente insistono nel rimanere in questi luoghi.
Penso che il Commissario Straordinario Errani abbia dato, in questa situazione disperata, la precedenza alla soluzione abitativa dei vivi.
Presto, anzi prestissimo, occorrerà però prestare adeguata attenzione anche alla situazione dei cimiteri.
Mi permetterei di suggerire l’adozione da parte del Governo di un testo di polizia mortuaria in caso di catastrofi, aggiornato alle tecniche e soluzioni attuali, con soluzioni pratiche, anche amministrative, e norme speciali per affrontare situazioni simili.
Probabilmente la soluzione, per queste dimensioni di disastro, sta nella riduzione numerica delle situazioni per cui provvedere a dotare il cimitero di posti feretro.
Come noto le norme vigenti prevedono che, passati 10 anni dalla inumazione e 20 anni dalla tumulazione stagna, non ci si trovi più di fronte ad un cadavere, ma ad una fattispecie trasformativa che va dalle ossa perfettamente scheletrizzate a resti mortali di incompleta scheletrizzazione.
Sarà quindi prioritario, per pianificare gli interventi, svolgere rapidamente un censimento della situazione delle sepolture di ogni cimitero. A partire dal campo comune di ogni cimitero di zone terremotate, con la individuazione planimetrica delle sepolture e la data di singola inumazione.
In tutti i casi di superamento dei 10 anni di sepoltura già ora la legge ordinariamente prevede la esumazione ordinaria e conseguentemente la possibilità di riduzione in ossa, con la collocazione a rinfusa nell’ossario comune o – a richiesta – in singole cassette di ossa da tumulare poi in tomba di cui i familiari dispongano.
Anzi, la eccezionalità del terremoto, potrebbe consigliare, ove gli spazi recuperati non siano elevati, di effettuare esumazioni solo dopo 5 anni, da ritenersi obbligatorie.
Una siffatta operazione di esumazioni massive potrebbe consentire di recuperare ampi spazi cimiteriali prima destinati a inumazione e di progettare gli interventi necessari su aree finalmente disponibili.
Ma occorrono, prima dell’inizio delle operazioni, sia posti feretro, sia posti ossarietto/nicchie cinerarie in quantità almeno necessaria per seppellire i defunti del passato e garantire, al tempo stesso, sepolture anche per i prossimi (almeno) 5 anni. Cioè del periodo minimo ipotizzato per la ricostruzione.
E, con la stessa logica, operare nell’ambito di estumulazioni massive di manufatti a sistema di tumulazione.
È infatti preferibile applicare soluzioni amministrative che consentano la riduzione volumetrica delle necessità di sepoltura.
Laddove vi siano le condizioni è necessario incentivare sia la riduzione in resti ossei, sia la cremazione di resti mortali, riducendo così la necessità di loculi feretro e sostituendola con quella di ossarietti (nicchie cinerarie).
Il terremoto andrà quindi ad incidere profondamente nelle politiche cimiteriali e negli usi e costumi di quelle popolazioni.
E, infine, occorrerà che i Comuni procedano ad una valutazione dei propri antichi e moderni cimiteri in funzione delle norme antisismiche. Meglio non mettere la testa sotto la sabbia!

Editoriale di Daniele Fogli, pubblicato su I Servizi Funerari 2/2017.
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Offida: manutenzione del cimitero

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Entro breve tempo si provvederà al ripristino delle Sezioni 12° e 13° del Blocco “D”. Partono infatti i lavori di manutenzione straordinaria del Civico Cimitero di Offida (Ascoli Piceno).
Si andranno a realizzare sistemi di impermeabilizzazione delle coperture, si esegurà il rifacimento delle pareti laterali e verranno realizzati nuovi impianti di canalizzazione delle acque, perché quelli presenti non sono più in grado di contenere e allontanare l’acqua piovana.
“I lavori previsti sul Cimitero avevano subito uno stop a causa della emergenza terremoto – ha ricordato l’assessore all’Operatività e al Territorio – ora è arrivato il momento di agire e lo facciamo con la prima tranche di riqualificazione per le sezioni 12° e 13°”.
Le scosse sismiche di cui ha parlato l’Assessore hanno di fatto peggiorato lo stato del Cimitero, a causa di ulteriori danni che di fatto ne hanno aggravato le criticità. Si è per questo reso necessario un intervento urgente, per garantire la tenuta dei loculi cimiteriali.

Lucca: partono i lavori per il restauro della arcate del cimitero monumentale

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E’ stata aggiudicata in via definitiva la gara per il restauro delle arcate al cimitero monumentale di Lucca. Adesso i lavori, per i quali sono stati stanziati 500mila euro, possono partire con l’obiettivo di mettere in sicurezza le strutture, lasciate per anni al degrado.
Il progetto approvato dalla giunta comunale sarà realizzato da una ditta che ha offerto il ribasso del 21,66% sul totale dell’importo dei lavori.