TAR Toscana su deposito temporaneo di rifiuti cimiteriali in locale del cimitero

Pubblicato da

La vicenda nasce da contestazione della polizia provinciale di Lucca sul comportamento di un appaltatore di servizi cimiteriali (ditta Samarcanda) da parte dell’Ente GESAM spa.
Su quella contestazione si era innescata un ricorso del secondo classificato nella gara per la gestione cimiteriale (SO&CO) che ravvisava un comportamento grave (illegittimo deposito temporaneo dei rifiuti cimiteriali in locali non autorizzati) e quindi riteneva di aver titolo all’affidamento dell’appalto. Sulla querelle si è pronunciato il TAR territorialmente competente, che ha dato ragione a GESAM e Samarcanda. Di seguito la sintesi del provvedimento:
E’ legittima l’aggiudicazione definitiva del servizio di manutenzione ordinaria dei cimiteri comunali, da parte di Gesam Spa alla Rti Samarcanda, per gli anni dal 2016 al 2019.
Questo, secondo la sentenza del Tar che ha respinto, nel merito, il ricorso presentato da So&Co che aveva messo nel mirino la procedura di affidamento.
Che aveva portato alla vittoria la stessa rete temporanea d’impresa che si era conquistata l’appalto precedente, finito tuttavia all’epoca nel mirino di un’indagine condotta dalla polizia provinciale e che aveva ipotizzato violazioni di tipo documentale, nella compilazione di alcune parti dei parti dei formulari rifiuti, e solo in alcuni casi “l’illegittimo deposito temporaneo dei rifiuti cimiteriali in locali non autorizzati”.
Dalle indagini al cimitero di Porcari in Lucca i rifiuti cimiteriali erano stati sistemati in un locale prima di essere smaltiti.
“E’ accertato – scrivono i giudici del Tar nella sentenza – che il comportamento della società controinteressata è stato circoscritto a depositare temporaneamente in una stanza del cimitero di Porcari i rifiuti cimiteriali, prima che gli stessi fossero avviati a smaltimento presso gli impianti autorizzati e, ciò, per un periodo di tempo variabile pari tra 11 giorni e 42 giorni”.
Secondo il tribunale amministrativo regionale, infatti, le contestazioni fatte alla Samarcanda dalla polizia provinciale non avevano la caratteristica di “gravità”, ma si era trattato di episodi “minori”, su cui tra l’altro Gesam, ricevendo la relazione degli investigatori, aveva aperto immediatamente un’istruttoria, escludendo i presupposti della “grave negligenza” che avrebbero potuto rendere nullo il successivo affidamento dello stesso servizio al medesimo soggetto.
Per il TAR Toscana sia la dichiarazione presentata da Samarcanda per l’accesso alla selezione che le valutazioni della stazione appaltante, in questo caso di Gesam Spa, sono conformi e l’aggiudicazione definitiva non può essere dunque contestata.
Forse un tantinino eccessiva la contestazione della polizia provinciale …. da cui ha preso il via tutto.

Ondata di caldo in arrivo. Probabile aumento della mortalità di periodo

Pubblicato da

Arriva l’ondata di caldo più intensa del 2017 con il termometro che supererà in alcuni casi i 40 gradi.
Tra martedì 1/8 e mercoledì 2/8/2017 saranno 16 le città contrassegnate dal Bollino rosso del Ministero della Salute per il caldo eccessivo, praticamente l’intera penisola dal Nord al Sud.
In coincidenza dell’arrivo della quinta ondata di caldo africano, si comincerà domani con Roma, Frosinone, Pescara e Campobasso, alle quali dopodomani si aggiungeranno altre 12 citta’: Bari; Bologna; Bolzano; Brescia; Cagliari; Firenze; Latina; Milano; Napoli; Perugia; Rieti e Viterbo.
Conseguentemente saranno in aumento i ricoveri in Pronto soccorso e pure la numerosità dei decessi.

Trapani: superata l’emergenza sepolture

Pubblicato da

Non ci sono più salme in attesa di sepoltura al Cimitero di Trapani. Lo rende noto in Comune specificando come “l’emergenza che ha caratterizzato i mesi scorsi è stata superata con un attento e puntuale uso delle estumulazioni di salme nei casi previsti dalla legge”.
In tal modo è stato possibile liberare numerosi loculi e tumulare tutte le salme ancora collocate in temporaneo deposito, eliminando una dolorosa situazione per i familiari dei defunti.

Nubifragio a Instabul: crolla muro di un cimitero. … niente morti, solo feriti!

Pubblicato da

Almeno 2 persone sono rimaste ferite nel crollo di un muro di un cimitero a Istanbul, nel quartiere centrale di Sisli, a seguito del violento nubifragio che si è abbattuto sulla citta’, accompagnato da grandinate e forte vento. Sul posto sono giunte diverse ambulanze e squadre d’emergenza. Crolli sono segnalati in varie zone della città, ma non risultano al momento altri feriti.

Truffa funebre

Pubblicato da

Il titolare di una agenzia funebre con sede a Vibo Valentia è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione di Vibo Marina poiché ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Dopo un sopralluogo presso il cimitero di Bivona, eseguito dai militari e dai Nas, successivo ad una segnalazione di strane esalazioni nelle vicinanze dei loculi ospitanti le salme dei profughi giunti cadaveri negli ultimi sbarchi, 31 loculi sono stati ispezionati e in due di questi è stata accertata la presenza della sola copertura interna in zinco senza la bara in legno.

Gli accertamenti hanno permesso di appurare come, per quei due loculi, la ditta fosse stata incaricata e regolarmente pagata dal Comune di Vibo Valentia. Altre 3 bare sigillate, con all’interno cadaveri di migranti, sono state trovate ancora da tumulare.

Strane tumulazioni

Pubblicato da

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, in base a un decreto di estumulazione straordinaria di cadavere emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia, hanno trovato una pistola a tamburo nella bara di Agostino Badalamenti, reggente del mandamento di Porta Nuova, morto il primo giugno del 2005.
Alla scoperta hanno contribuito le dichiarazioni del neo collaboratore di giustizia Salvatore Bonomolo.
Oltre all’arma, di fabbricazione italiana, gli investigatori hanno recuperato all’interno del feretro, tumulato nel cimitero di Santa Maria di Gesù, anche una borsa con vari oggetti.
Badalamenti era stato arrestato in flagranza di reato per l’omicidio di Michele Lipari il 22 agosto 1979, si era finto pazzo riuscendo ad ottenere la semi infermità mentale e ad evitare l’ergastolo facendosi rinchiudere nel manicomio giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto per 18 anni.

La dispersione delle ceneri nell’Isonzo

Pubblicato da

In Cina la dispersione delle ceneri si fa in mare e a Gorizia?
A quanto riferiscono gli uffici comunali del Comune di Gorizia sempre più goriziani manifestano ai congiunti la volontà che le proprie ceneri siano disperse nell’Isonzo, il fiume sacro alla patria.
Nel primo semestre 2017 sono stati fatti a Gorizia circa 130 funerali, di cui circa 20 con dispersione ceneri nell’Isonzo.
Per ora sono pratiche da evadere perché il Comune prima di autorizzare l’attuazione della volontà testamentaria deve effettuare una serie di valutazioni. Un solo caso, per ora, ha avuto “buon” esito. Si tratta della dispersione di ceneri di un goriziano nel comune di Duino Aurisina, probabilmente in mare.

Cimitero monumentale di Milano: concerto con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado

Pubblicato da

Secondo appuntamento con la rassegna Museo a Cielo Aperto per conoscere e scoprire il Cimitero Monumentale di Milano la prossima domenica 30 luglio 2017 dalle ore 10.00 alle ore 13.00

Dal piazzale centrale partiranno, alle ore 10.00, ore 10.30 e ore 11.00, visite guidate in compagnia dei volontari del Servizio Civile e del personale dipendente del Cimitero Monumentale con i seguenti percorsi tematici::
“Gli Scapigliati”
“Carlo Maciachini al Monumentale”
“I grandi editori”.

Nella Sala Conferenze proiezioni realizzate dagli allievi della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e nella Galleria di levante il corto teatrale “Toscanini e i coristi” interpretato da diplomati della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.
Alle ore 12.15 il concerto con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado concluderà la giornata.

Sciopero seppellitori del cimitero di Poggioreale a napoli

Pubblicato da

A Napoli, i ventiquattro seppellitori del cimitero di Poggioreale hanno occupato gli uffici del Comune che si trovano all’interno dell’area del camposanto.
Ma prima, all’ingresso della struttura, hanno esposto uno striscione eloquente: «Scusate per il disagio ai defunti».
Perché la manifestazione di protesta, causata dal mancato pagamento degli stipendi da diversi mesi, ha di fatto bloccato le sepolture. I problemi per i lavoratori sono iniziati dopo la decisione dell’amministrazione di privatizzare il servizio, affidando a una ditta questo tipo di attività.

I morti nudi di Lampedusa e il doloroso canto delle tombe

Pubblicato da

Merita di essere letto questo articolo recensione di Pietrangelo Buttafuoco, sotto riportato, ma ritrovabile in originale su livesicilia.it.

Lampedusa – I naufraghi che arrivano morti a Lampedusa sono nudi. I lampedusani li vestono coi propri abiti e danno loro una tomba.

Lo ius soli che tutti cercano è qui, nel cimitero dell’isola dove questi scappati per mare trovano una zolla e qualcuno anche un nome.

Il naufrago che arriva a Lampedusa quando sta per annegare urla il proprio nome per sapersi presentare perché solo in questo modo, galleggiando – pur sbocconcellato dalle spigole – riafferma l’essere lui una persona e non lo “zero, virgola” di un calcolo.

Il naufrago è recuperato in acqua dalla Guardia Costiera e da lì, insaccato, approda allo stanzone dei morti nudi di tutto, pure di bara, con il custode che corre portando pantaloncini, magliette e legname, tanto legno con cui chiuderli – i morti, i naufraghi – per sorvegliarli nella pietà della terra che tutti ci fa uguali.

La Guardia costiera “che esce quando tutti rientrano” trova al largo una barca. Vi dondola dentro un liquame ustionante di benzina, urina e acqua di mare: una catasta di cadaveri putrefatti.

Solo il custode del cimitero sa come metterci mano, e quindi Compassione, su quella pappa informe. Il fetore della carne squagliata artiglia il blu incantevole del mare e del cielo.

Il custode, allora, alza l’ingegno: strappa dall’orto di casa sua le foglie d’alloro, le raduna in un fazzolettone che s’annoda in faccia al modo dei banditi del West e così coperto – proteggendo il proprio respiro – procede col da fare. Dal suo fagotto prende gli abiti asciutti con cui vestire i profughi, quindi scava, li seppellisce e poi vi mette sopra la croce.

“Come, la croce?” gli dicono tutti. “Non sono cristiani come noi, saranno di certo musulmani, dovevi metterci una cosa loro in segno di rispetto, una Mezzaluna”.

Ma solo il custode del cimitero, con l’alloro in faccia, conosce la parola giusta: “Se li avessi seppelliti sotto un altro segno li avrei fatti diversi da noi, il vero rispetto è farli uguali a noi”.

È come attraversare una dolorosa canzone a due voci trovarsi qua, a Lampedusa, e leggere Appunti per un naufragio di Davide Enia (edizioni Sellerio). Questo è lo scoglio dove si registra il numero più alto di riconoscimenti di cadaveri in una zona non di guerra. E così, sfogliare quelle pagine di realtà e camminarci dentro – con la cautela propria dello stare in un camposanto, tra le tombe – fa scoppiare in petto la verità.

Una granata che scoppia nel cuore è Lampedusa. I lampedusani si fanno in quattro per capire come aiutarli, i naufraghi – i sopravvisuti, e le salme – e il medico, presente da sempre, non ha certo fatto il callo alla fatica dei mangiamorte.

Ed è sempre come la prima volta. Poco prima di aprire il sacco necroforo supplica Dio mormorando “fa che non sia un bambino” – fa-che-non-sia-un-bambino! – poi va a spalancare quella borsa e vi trova proprio un bambino: “Era”, scrive Enia, “una cosuzza così.”

Enia nel suo libro descrive Pietro Bartolo – lui è il medico – mentre rivive lo sconforto di quella autopsia: “Le mani del dottore erano ferme nell’indicarne la statura. Non più di quaranta centimetri. Il bambino poteva avere un paio d’anni.”

E chissà adesso – in quale fossa, sotto quale lastra – è finito questo piccolino. Chiunque arrivi qui, tra le tombe di questo cimitero, scruta ogni placca – ogni buca – e s’interroga: “Dove l’avranno messo quel pesciolino?”

Chi legge Enia non può che andare a vedere e capire. Ecco qua, dunque, il pezzo di terra dove il mare, la benzina e l’urina hanno trovato tomba. Eccolo: un cespuglio fiorito, i lumini e “l’arriverò” di Cesare Pavese tra le croci. Così si legge: “Quale mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha un’altra riva e arriverò”.

Tra le cale ricche di memoria, come nella grotta dedicata alla Madonna di Porto Salvo, c’è il segnale che da secoli, ormai, marchia l’isola. Al tempo in cui parlavano le armi dell’Orlando Furioso, come nella battaglia di Lampedusa – tre cavalieri mori e tre crociati – descritta da Ludovico Ariosto, coi cristiani hanno trovato sosta anche i musulmani fino a farne un porto franco.

Un segnale che fa stare insieme tutti, oggi, comunque c’è: un timone conficcato sul terreno. Lo stesso legno delle barche usate nelle traversate indica il luogo del qui riposano “musulmani e cattolici, vecchi e giovani, neri e bianchi…”

Un altro segnale scavato nella viva carne dei popoli è nella tela nella grotta che raffigura la Madonna, il Bambino e Santa Caterina. Il quadro, oggetto di infiammata devozione, nell’incastro dei dettagli e delle affinità svela un’intimità con il Monastero di Santa Caterina di Alessandria, in Egitto, da sempre collegato con questa isola che è ancora Africa quando Linosa, invece, è già Europa. E’ il monastero dove Muhammad il Profeta accordò la sua protezione e dove i cristiani vollero erigere una moschea che purtroppo non poté mai accogliere la preghiera per via di un errore di costruzione: non era orientata a Mecca.

Ogni indizio rivela l’imprinting. Una tomba antica e senza nome, addobbata di piastrelle color turchese, svela all’occhio una suggestione più che una data: quell’anno mille in cui erano appunto solo mille gli abitanti dell’isola di Lampedusa e tutt’e mille saraceni.

La prova Qibla con l’I-phone, l’applicazione dello smartphone che indica la direzione di Mecca, conferma: l’elegante fossa è correttamente rivolta verso la preghiera. Tutto il resto, no. Tutto è confusione nel segno di fare presto e fare al meglio. I fiori sono scelti finti apposta per restare lungo a sulle pietre, ancora più duraturi delle lapidi di plexiglass del “Qui riposa”.

Ecco, se non un nome, la storia: “Il corpo di una donna di età compresa tra i 30 e i 40 anni viene rinvenuto dagli uomini della Guardia di Finanza a circa 5 miglia da Capo Ponente” La data, quindi: il 7 giugno 2008.

Ancora una data: 26/02/1973 –21/01/2009. E’ la tomba di Eze Chidi: “Nato in Nigeria è stato ritrovato senza vita in un’imbarcazione a bordo della quale tentava di raggiungere l’Europa”

Sono più di vent’anni che dura, la storia. Paola e Melo dicono che è la tomba a segnare l’appartenenza. E’ la tesi dell’antropologo Marco Aime, loro amico, un tema fatto proprio dal Forum Lampedusa Solidale che non è un’associazione, ma solo un gruppo di persone che in questo punto sul mare – il più vicino all’altro oceano, quello di sabbia – trova un bandolo alle esistenze venute a morire nel Mediterraneo dopo essersi lasciate alle spalle il Sahara.

Un ragazzo somalo che muore e fa sapere chi è – racconta Paola – rinuncia allo ius soli di qua perché la famiglia, nell’urgente richiamo dello ius sanguinis di là, in Somalia, viene a Lampedusa e se lo riporta a casa.

Per marocchini, tunisini, eritrei e nigeriani capitati qui è il tumulo a stabilire il domicilio. E mentre i sopravvissuti – indiscutibilmente vivi – diventano cifre di statistiche, i morti sono uomini e donne anche a dispetto del “pare che…”

Ed ecco il sepolcro di Yassin: “Pare che si chiamasse Yassin. Pare che Yassin venisse dall’Eritrea, che fosse stato arrestato senza motivo e chiuso in uno dei tanti lager libici. Pare che avesse un bimbo e una moglie in un centro di accoglienza in Svezia e che volesse raggiungerli. Quello che è certo, è che è arrivato a senza vita a Lampedusa.”

Paola e Melo gestiscono un B&b a Lampedusa che è come una camera di compensazione tra l’incontrovertibile fatto della bellezza assoluta e l’epica di Lampedusa. Enia vi ha scorto il genius loci in quella residenza e sono loro, personaggi della realtà trasferiti nella verità di sguardo e parola, a dare testimonianza. Nel libro, e poi ancora dopo, quando le pagine sono state chiuse: “I veri soggetti di questa storia, quelli che andrebbero ascoltati per comprendere i tanti perché di questo esodo di massa vengono rinchiusi nei Centri e zittiti nei loro diritti e nelle loro ragioni.”

Un libro che si legge coi piedi, questo di Enia detto Davidù nella realtà eclatante di una storia – quella del confine estremo d’Italia – diventata epica. Un libro da inghiottire trovando nomi. E tombe.

Condannata a Torino coop che svolgeva anche trasporto salme

Pubblicato da

Si è concluso con una condanna a un anno di reclusione e al pagamento di 500 euro di multa per frode in pubbliche forniture il processo a carico di S.P., legale rappresentante della cooperativa sociale Sanital Servizi. La società aveva l’appalto per il trasporto salme per la Città di Torino e per il trasporto di materiale sanitario (in particolare campioni di sangue) per l’Asl Torino 4, ma le prestazioni venivano svolte in locali inadeguati dal punto di vista igienico, non attrezzati per il lavaggio e la disinfezione dei mezzi di trasporto, e i veicoli non erano idonei.
Le ambulanze e i carri funebri venivano tenuti nello stesso cortile in via Orbetello, a Torino, contravvenendo alle norme sanitarie. Le circostanze contestate risalgono al 2012. Il giudice ha rinviato in sede civile per la quantificazione del danno procurato all’Asl, che si è costituita parte civile.

Feniof e Federcofit scrivono al presidente della Regione Lazio

Pubblicato da

Due associazioni di categoria del settore funebre, Feniof e Federcofit, hanno pubblicato pochi giorni or sono un avviso a pagamento sul quotidiano Il Messaggero per protestare contro l’appalto per la gestione delle camere mortuarie del Santo Spirito e del San Filippo Neri, che potrebbe diventare, secondo loro, “un tragico mercanteggio di salme” (puntini puntini puntini).
Di seguito l’appello:

A Candelara il cimitero si apre alla città

Pubblicato da

“Il cimitero, da luogo dell’oblio a luogo di memoria e arte”: è il titolo, e il senso, di un’iniziativa organizzata dalla Pro Loco di Candelara (Pesaro Urbino), in collaborazione con Aspes spa, domenica 23 luglio alle 21 nel cimitero cittadino, nell’ambito di CandelarArte Festival. L’appuntamento, che si snoda in tre momenti, vuole ricostruire la storia del cimitero della comunità – spiegano gli organizzatori – e, in qualche modo, “allontanare i pregiudizi del vivere la città dei morti”. Durante la serata, Alberto Roscetti ricostruirà la legislazione che ha portato al divieto della sepoltura dei morti all’interno delle chiese e quindi alla nascita dei cimiteri. Valentina D’Aloia parlerà dell’arte cimiteriale e infine, nella terza parte, la compagnia teatrale ‘Skenexodia’ proporrà alcune scene tratte dall’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, per la regia di Luca Guerini.
CandelarArte Festival ha il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro.

Pubblicato ISF173, il numero di Luglio-Settembre 2017 di I Servizi Funerari

Pubblicato da

Gli abbonati alla versione cartacea riceveranno il numero ISF 173 per posta.
Se il servizio postale non ha ancora recapitato la copia cartacea è possibile leggersi la versione digitale on-line con i parametri di collegamento al sito comunicati.
Se sei abbonato PREMIUM leggi e stampa la versione digitale cliccando su RIVISTA
Usa tua User-id e password.

Se non sei ancora abbonato, valuta uno dei numeri digitali passati per capire se la rivista ti interessa: Clicca VEDO
I principali contenuti di questo numero sono:
EDITORIALE
Gestione cimiteriale sovracomunale
RUBRICHE
Brevi dall’Italia e dall’estero
Quesiti e lettere
Chiedilo a www.funerali.org
per leggere le sintesi degli ARTICOLI, in italiano, clicca
Leggi in ITALIANO

Dispersione delle ceneri in mare per Liu Xiabo

Pubblicato da

Le ceneri del Nobel per la Pace Liu Xiaobo sono state disperse in mare “secondo una usanza locale comune”. Lo ha annunciato un funzionario della municipalità di Shenyang, in una conferenza stampa in streaming alla quale partecipa Liu Xiaoguang, fratello maggiore del dissidente morto giovedì per un cancro al fegato. Il funerale e la cremazione di Liu si erano svolte poche ore prima.
Intanto si e’ appreso che sua moglie, Liu Xia, “potrebbe essere ricoverata” a causa della debolezza del suo stato fisico.
In realtà non si tratta, la dispersione in mare di una prassi molto comune, anche se incentivata dalle Autorità locali (VEDI).
Sembra piuttosto che le Autorità abbiano voluto evitare di consentire una sepoltura delle ceneri (tra l’altro costosissima in Cina) per togliere un punto di riferimento per coloro che avessero voluto commemorare il defunto.

Gestione cimiteriale sovracomunale

Pubblicato da

Gestione cimiteriale sovracomunale

In un’Italia che sta faticosamente cercando di ridurre gli sprechi e al tempo stesso mantenere, se non migliorare, la qualità dei servizi, non ci si può sottrarre alla valutazione se sia ora di pensare al servizio cimiteriale come servizio di area vasta.
Cosa intendo con il termine “servizio di area vasta”? Vediamo insieme di analizzarne le caratteristiche.
La materia della gestione sovracomunale di un cimitero è trattata, con norme sostanzialmente arcaiche, nel D.P.R. 285/1990. Le definisco arcaiche, anche se onestamente sono pochi criteri semplici e applicabili, perché scritte in epoca in cui non erano presenti gli strumenti intervenuti con le leggi T.U. 267/2000 e s.m.i. e le norme di razionalizzazione della gestione dei servizi fondamentali (tra cui ricordo sono compresi i servizi necroscopici e cimiteriali).
Il D.P.R. 285/1990 (e prima il T.U. delle leggi sanitarie) prevede che ogni Comune si doti di almeno un cimitero, la cui modalità di gestione è lasciata alla scelta propria di ogni Comune.
Non è citata la gestione associata di più cimiteri, ma unicamente la gestione consorziale di un cimitero a servizio di più Comuni.
Ricorrendo particolari condizioni (occorre che i Comuni siano piccoli e contermini) più Enti Locali possono realizzare e gestire un unico cimitero consorziale per i diversi territori serviti.
Ma non vi sono attualmente impedimenti, anzi, in taluni casi è favorita, la gestione di uno o più cimiteri appartenenti ad un Comune assieme ad altri di altri Comuni.
Valgono in questi casi le usuali forme di gestione associata per realizzare e gestire una qualsiasi opera pubblica e ovviamente il servizio pubblico che è collegato ad essa.
Si applicano quindi ai servizi cimiteriali (intesi in senso lato e cioè cimiteriali, di cremazione e di illuminazione elettrica votiva) le norme per i SIEG (servizi di interesse generale di rilevanza economica).
In ultima analisi questo significa che è ogni Comune di un determinato territorio che sceglie volontariamente una gestione associata integrata, condividendo le scelte che ciò comporta ed assumendo gli atti propedeutici o conseguenti a tale scelta.
Tra questi atti vi può essere l’armonizzazione dei regolamenti di polizia mortuaria, delle tariffe, delle durate delle concessioni cimiteriali, ecc., dei sistemi di vigilanza e sanzionatori.
E, chiarendo ulteriormente.
La gestione associata può approvare un regolamento di polizia mortuaria “standard”, anche con piccole parti variabili in relazione alla natura dei vari Comuni (come la dimensione demografica, i condizionamenti orografici, e altri aspetti), cioè un regolamento standard ad assetto variabile.
L’adesione di un Comune alla gestione associata comporta o la contemporanea approvazione del nuovo regolamento di polizia mortuaria “standard” o un periodo limitato transitorio in cui dar corso alla modifica del regolamento comunale vigente per adeguarlo allo “standard”.
Il recepimento del regolamento “standard” e delle tariffe, calibrate per la situazione di quel Comune, come delle durate delle concessioni cimiteriali di quel Comune, e anche dei giorni ed orari di apertura del cimitero, comporta modalità e costi predeterminati del servizio, compensati da ricavi corrispondenti alle valutazioni fatte.
Ove un Comune non intenda adeguare le tariffe e le durate delle concessioni ai valori standard di riferimento, o applicare un livello di fruizione dei servizi maggiorato (con ad es. giorni e orari di apertura maggiori di quelli ordinari), assumerà a proprio carico i maggiori oneri relativi. E, viceversa.
La uniformità regolamentare (di polizia mortuaria) su più Comuni aderenti alla gestione cimiteriale associata integrata, vista la competenza regolamentare propria di ciascun consiglio comunale, può ottenersi condizionando l’accesso ai servizi associati ad approvazione, da parte del Consiglio del Comune candidato all’ingresso (che è anche competente circa la forma associativa da scegliere e la modalità di gestione dei servizi pubblici locali), di regolamento di polizia mortuaria comunale coincidente, o almeno coerente, con quello “standard” sovracomunale.
Sorge spontanea la seguente domanda:
Si possono delegare compiti cimiteriali di livello comunale alla gestione associata sovracomunale?
È utile chiarire che alcune funzioni cimiteriali possono qualificarsi come organizzative e/o gestionali, ben risultando ammissibile che il loro esercizio venga attribuito, attraverso un contratto di servizio, ad un soggetto “terzo” cui il Comune affidi il servizio cimiteriale.
Ad es., gli atti di cui agli artt. 83 ed 86 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 286 (atti di regolazione delle esumazioni o delle estumulazioni c.d. “ordinarie”) altro non sono se non atti di gestione cimiteriale, che, come tali, possono essere attribuiti al soggetto gestore del servizio pubblico.
Del tutto analoga la regolazione degli accoglimenti nei cimiteri, mentre una diversa valutazione potrebbe argomentarsi sugli orari di apertura/chiusura dei cimiteri, cioè in relazione dell’art. 50, comma 7 T.U.E.L. (competenza questa sindacale e non dirigenziale).


Editoriale di Daniele Fogli, pubblicato su I Servizi Funerari 3/2017.
Altri editoriali dello stesso autore, pubblicati su questo sito, sono visionabili cliccando EDITORIALI
Per ricevere con e-mail 1 copia omaggio della rivista clicca OMAGGIO.
Per conoscere le condizioni di abbonamento e il modulo d’ordine clicca MODULO.

SEFIT: chiede alla presidente Serracchiani di riconsiderare gli effetti di una recente norma friulana che permette i cimiteri privati di urne

Pubblicato da

La recente emanazione di una norma regionale friulana che legittima i cimiteri privati di urne cinerarie, in violazione dello stesso Codice Civile, ha indotto la Sefit a prendere posizione contaria e a scrivere, a firma del Responsabile Dr. Pietro Barrera, una lettera aperta alla Presidente della Regione, On.le Serracchiani.
Il contenuto della lettera aperta è il seguente:

Gentile presidente,
abbiamo seguito con sincero interesse il percorso che ha portato alla recente approvazione della legge regionale 9 giugno 2017, n.22, sull’ordinamento delle attività funerarie.
Siamo lieti che la Regione abbia dedicato tanta attenzione a temi troppo spesso sottovalutati nell’agenda politica e istituzionale, e che invece toccano valori e interessi profondi di ogni famiglia, ogni persona, ogni comunità locale. Da anni si attende una legge dello Stato che modernizzi il sistema dei servizi funebri e cimiteriali: questa legislatura sembrava quella giusta, anche grazie alle sollecitazioni dell’Autorità anticorruzione per i troppi casi di malcostume diffusi in questo delicatissimo settore. Pare proprio che dovremo attendere ancora. Ben venga dunque l’attenzione e l’iniziativa dei legislatori regionali.
C’è un aspetto, però, nella legge della Sua Regione che ci preoccupa molto, riguardo all’inedita previsione di “cimiteri d’urne” (cinerarie) anche in spazi privati. È evidente che la diffusione crescente della cremazione, come scelta libera da parte di moltissimi cittadini, ha pressoché azzerato le esigenze igienico-sanitarie che avevano condizionato la legislazione cimiteriale in Italia, fondata sulla demanialità e, dunque, sulla esclusività della responsabilità comunale, salvo rarissime e specifiche eccezioni. C’è un’altra ragione però, a nostro avviso, che giustifica oggi più che mai lo status del cimitero come “bene pubblico collettivo”.
Da due secoli i cimiteri comunali sono il luogo della “memoria condivisa” delle comunità locali, dove riposano insieme, nel rispetto reciproco, defunti di diversa religione, diverse convinzioni filosofiche, diversa estrazione sociale o culturale. Cosa accadrebbe se, con la diffusione dei cimiteri privati, ogni gruppo sociale decidesse di separarsi dagli altri? Nella Sua regione potrebbe tornare la separazione per gruppi linguistici; altrove potrebbe emergere la tentazione dei cimiteri confessionali, con i cattolici ben lontani dagli ebrei, o dai mussulmani, o dalle altre fedi cristiane; e magari potremmo cominciare a sperimentare i cimiteri “eleganti”, lasciando il “cimitero pubblico” come spazio residuale per i poveri e gli emarginati …
Temiamo insomma che la privatizzazione dei cimiteri (cosa ben diversa, ovviamente, dal pieno coinvolgimento di imprese ed energie private nella gestione dei cimiteri pubblici) apra la porta a divisioni drammatiche nella comunità: il cimitero dei “miei amici” (dei miei simili) contrapposto ai cimiteri degli “altri”. La storia del resto ci insegna quanto sia facile il passaggio successivo, con il vandalismo e il dileggio verso le tombe, la memoria, la sacralità degli altri.
Non è insomma un problema di tecnica legislativa, ma piuttosto lo spiraglio in cui – certamente non nelle intenzioni del legislatore regionale – può farsi spazio un imbarbarimento della nostra società, che rinuncerebbe al valore della memoria condivisa per ridursi ad un aggregato di tribù. Prospettiva triste e pericolosa, nel momento in cui l’Italia e l’Europa hanno l’urgenza di ritrovare ragioni di unità, di civile convivenza e di integrazione tra diversi.
Non sappiamo se lo Stato intenderà porre la questione di legittima costituzionale della legge regionale. Confidiamo però nella Sua sensibilità perché una questione così delicata possa essere affrontata con la ponderazione che forse è finora mancata (anche per nostra colpa, per non essere stati tempestivi a segnalarne i rischi), e possa essere rapidamente corretta.
Con stima e fiducia

Taranto avrà un nuovo cimitero con crematorio

Pubblicato da

Dopo un iter durato sette anni, il Comune di Taranto ha pubblicato il bando di gara per la costruzione del nuovo cimitero cittadino, che sorgerà in contrada Masserotti, in un’area di circa 107mila metri quadrati tra la Salina Piccola e la Salina Grande, individuata dal piano regolatore proprio per interventi di questo tipo.
L’importo previsto è di 9.382.389,98 euro.
Ora ci vorranno sessanta giorni per attendere le offerte e poi si procederà all’aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, secondo un project financing che prevede, oltre alla costruzione, anche la gestione del cimitero che prenderà il nome di “Parco Cimiteriale Leonida di Taranto”.
Diritto di prelazione alla società che ha proposto il progetto, la Parco Leonida di Taranto srl, che nel lontano 31 gennaio 2011 propose l’intervento in linea con il bando comunale del 2010, aperto proprio per ricevere proposte di lavori pubblici da realizzarsi con capitali privati.
La grande novità di questo project financing è la possibilità di cremare i defunti, grazie ad un impianto di cremazione che oggi non esiste a Taranto.
Vista la posizione geografica della città, il Parco Leonida può rendere un servizio funzionale ed efficace per un’ampia area territoriale del Sud Italia.
«Si tratterà di un impianto – è scritto nella relazione illustrativa del gruppo progettuale coordinato dall’ingegner Orazio Carbotti – che, oltre alla funzionalità tecnico-operativa anche per quanto riguarda la tutela dell’ambiente, garantirà anche la possibilità di effettuare al suo interno le cerimonie religiose secondo i diversi riti».
Ma vi è un altro aspetto particolarmente interessante: al Parco Leonida potranno essere cremati gli animali d’affezione ai quali sarà dedicato anche un apposito spazio per la dispersione delle ceneri.
Il Parco Leonida sarà un cimitero particolarmente green: previsti 3.886 metri quadri di aree verdi e 513 metri quadri di aree verdi attrezzate con fontane e sedute.
Alcune cifre: 27.792 sono i metri quadrati destinati a campi di inumazione per umani; 5.094 destinati ad area spargimento ceneri e parco rimembranze; 5.461 destinati a campi di inumazione animali da compagnia.
Infine, di 12.500 metri quadri è la superficie destinata a parcheggio pubblico.

Carro funebre senza assicurazione: viene fatto proseguire il funerale con scorta della polizia

Pubblicato da

Nei giorni scorsi, durante l’operazione “Mercurio Eye Insurance” condotta su tutto il territorio nazionale dalla polizia in collaborazione con l’Ania, è stato fermato anche un carro funebre, privo di assicurazione.
L’operazione di controllo è avvenuta contemporaneamente su 103 province italiane, dal 3 all’8 luglio. Sono stati controllati 419.612 veicoli. Lo 0,6 per cento è risultato privo di assicurazione. Sono state sequestrate 2.419 auto con cilindrata compresa tra i 1000 e i 5mila centimetri cubi, mentre sono state arrestate 12 persone e 45 denunciate.
Nel 90 per cento dei casi i mezzi erano guidati da cittadini italiani, con età sopra i 50 anni e per il 40 per cento con precedenti penali.
Tornando al carro funebre, la vicenda si è svolta a Nuoro.
Il carro funebre, che stava trasportando una salma per il funerale, è stato intercettato da una pattuglia della stradale, che dopo la verifica della documentazione, ha scortato il carro per permettere la conclusione del funerale. Successivamente il mezzo è stato posto in stato di fermo.

Funerali a prezzo calmierato anche a Messina

Pubblicato da

Dopo Milano, Roma, Bergamo e Novara, arriva anche a Messina il funerale low cost.
La Giunta comunale di Messina ha appena approvato la delibera sul «funerale calmierato».
«In tempi di crisi anche le spese funerarie, così come si ricava da indagini campionarie di associazioni consumeristiche, possono pesare in maniera significativa sui bilanci delle famiglie. È necessario dunque provare ad individuare soluzioni che possano andare incontro ai cittadini in un momento economico così difficile, garantendo a costi contenuti funerali dignitosi».
Questa è la dichiarazione dell’assessore comunale all’ambiente con delega ai cimiteri, Daniele Ialacqua, che nei mesi scorsi aveva avviato il lungo iter che si è concluso lo scorso 6 luglio 2017.
Alla proposta di delibera si è arrivati dopo vari incontri con il dirigente del dipartimento cimiteri, le imprese funebri, il forum cimiteri.
Alla fine è stato condiviso il testo di un protocollo d’intesa che prevedere il funerale calmierato, garantendo soltanto servizi essenziali: cassa con targhetta anagrafica, imbottitura interna e cuscino, preparazione e vestizione del cadavere, disbrigo delle pratiche amministrative e trasporto funebre. Non sono compresi gli addobbi floreali, le necrologie, la concessione delle sepolture e le marche da bollo.
«Questi servizi possono essere richiesti solo per le inumazioni a terra e per le cremazioni, e ciò per orientare i cittadini verso forme di seppellimento poco richieste rispetto alla tradizionale tumulazionale, consentendo così di alleggerire la pressione su alcuni servizi cimiteriali comunali ed evitare e ridurre ulteriori previsioni di allargamenti degli attuali cimiteri», spiega Ialacqua.
Il costo del funerale calmierato previsto per il comune di Messina è di circa 1.500 euro più Iva, «ponendosi tra i costi medi previsti per i funerali calmierati in Italia che vanno dai 1.300 ai 2mila euro».