Trasporto urna

Tutti i trasporti funebri di salme, cadaveri, parti anatomiche riconoscibili, resti mortali, ossa e ceneri sono sempre sottoposti al regime autorizzatorio da parte dell’autorità amministrativa del comune da cui muoverà il trasporto stesso.

 

Per il rilascio della relativa autorizzazione si procede su istanza di parte attraverso la presentazione di una richiesta di autorizzazione al trasporto soggetta, ovviamente ad imposta di bollo.
Per il trasporto internazionale o nazionale delle urne cinerarie il cosiddetto decreto di trasporto dovrà recare le generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), e la destinazione ossia il comune o lo Stato estero di arrivo.
Il trasporto dell’urna (o della cassetta di resti) non è, comunque, mai soggetto ad alcuna delle misure precauzionali igieniche o di profilassi stabilite per il trasporto delle salme e dei cadaveri (veicoli speciali con vani impermeabili e facilmente disinfettabili, contenitori metallici e sigillati in cui racchiudere i corpi…) in quanto le ceneri, a differenza dei cadaveri, sono costituite da sostanza inorganica ed asettica che non rilascia liquami oppure ammorbanti esalazioni. Tale indicazione opera sia con riguardo agli Stati aderenti alla Convenzione di Berlino, sia con riguardo agli altri Stati, fermo restando che, in caso di estradizione, dovrà comunque essere sempre indefettibilmente acquisito il nulla-osta di cui all’art. 29, comma 1, lettera a) D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285.
L’unica ragionevole eccezione potrebbe esser rappresentata dal caso piuttosto remoto di ceneri contenenti nuclidi radioattivi.
Non si fa cenno all’ipotesi dei cadaveri cui siano stati somministrati nuclidi radioattivi per le numerose variazioni che la materia ha subito (da ultimo, D.Lgs. 9/5/2001, n. 257) in relazione alla rarità del fenomeno, ci limitiamo ad osservare come, anche in tale frangente, l’ASL sia tenuta ad impartire le disposizioni da osservare.
L’urna dovrà essere opportunamente identificabile, riportando gli estremi anagrafici del de cuius, e sigillata, così da esser preservata da profanazione o accidentale sversamento, In effetti secondo l’Art. 411 comma 2 del Codice Penale la dispersione non autorizzata dall’Ufficiale di Stato Civile (laddove sia già possibile consentire detta dispersione) costituisce pur sempre un comportamento antigiuridico soggetto a sanzione penale.
Solo se la dispersione avverrà nello stesso cimitero su cui insiste l’impianto di cremazione la sigillatura del coperchio potrebbe risultare superflua.
La chiusura non deve esser a tenuta stagna, come, invece, accade per le bare usate nei lunghi trasporti da comune a comune, poichè essa dovrà solo reggere allo stress meccanico di eventuali scossoni, urti o scuotimenti durante la movimentazione dell’urna, non c’è, infatti, il rischio di percolazioni cadaveriche.
Titolare del trasporto potrà, così, essere non necessariamente un’impresa funebre, ma anche il comune cittadino che si avvale dei normali mezzi di trasporto.
L’urna cineraria è generalmente costituita da due componenti (si veda a tal proposito anche l’Art. 2 comma 1 lettera (3 e comma 2 Decreto Ministeriale 1 luglio 2002).

  • la parte interna di metallo (come in Germania) o materia plastica (secondo la consuetudine inglese) che racchiude le ceneri e viene sigillata dal gestore dell’impianto crematorio alla fine del processo di cremazione, ovvero quando i resti siano stati polverizzati. Essa deve riportare necessariamente gli estremi identificativi del de cuius.
  • l’involucro rigido esterno, spesso realizzato con materiali pregiati (cristallo, marmo, argento, ceramica, legno scolpito), in cui è apposta solo una targhetta identificativa.

Il contenitore interno è il cosiddetto sistema di raccolta delle ceneri, previsto in fase di formazione della tariffa ministeriale.
Esso è compreso nel prezzo del servizio.
Non è, invece, contemplato nella tariffa il costo:

  • per il trasferimento del feretro verso il crematorio.
  • per la spedizione dell’urna.

Secondo la Legge Italiana le ceneri di un cadavere contenute in un’urna costituiscono un’unità inscindibile, non possono, quindi, esser ripartite in più contenitori oppure esser solo parzialmente tumulate o disperse (laddove la dispersione sia lecita).
I trasporti funebri o, meglio, i luoghi (il cimitero, l’ara crematoria, un sepolcro privato posto fuori del recinto cimiteriale, una tumulazione privilegiata) in cui sia possibile trasferire un feretro, un’urna, una cassetta ossario presentano la caratteristica della tipicità, perchè preventivamente debbono esser individuati: dalla Legge in modo generale ed astratto oppure, di volta in volta con apposita autorizzazione per casi particolarissimi (si pensi alla collocazione atipica di un’urna presso un domicilio privato oppure un tempietto appositamente edificato fuori del perimetro cimiteriale presso la sede di un morale).
In Italia per consentire l’entrata nel territorio nazionale di un feretro, di un’urna, una cassetta ossario provenienti dall’Estero non viene richiesta la conferma al gestore del cimitero competente circa il loro legittimo accoglimento per la sepoltura, solamente quando il de cuius, in vita, avesse avuto residenza nel Comune di sepoltura (o di sistemazione delle ceneri) oppure avesse vantato il diritto ad essere sepolto in una tomba (sepoltura privata) in un qualunque cimitero italiano.
Detta autorizzazione è, invece, necessaria in ogni altra situazione.

253 thoughts on “Trasporto urna

  1. Mio fratello è sepolto dal 2018 in un comune in provincia di Monza Brianza(è stato cremato) vorrei riportarlo nel cimitero vicino ai nostri genitori in provincia di Lecco,non era sposato e per la sua cremazione abbiamo firmato io e mia sorella,il posto al cimitero (dove c è l urna)però è intestato alla sua compagna che da il consenso a portarlo vicino a noi….ci saranno problemi per i comuni oppure si potrà fare?Grazie per la risposta

    1. X Roberta,

      Per assurdo: la “compagna” potrebbe crearvi crearvi problemi ostativi non tanto come concessionaria, ma appunto quale… “compagna del de cujus”, cioè persona forse affettivamente più vicina agli intimi desideri di Vostro fratello, qualora tra voi sorgesse aspro dissidio sulla stabile collocazione delle ceneri e sulla loro preventiva traslazione dal cimitero di prima sepoltura. Una giurisprudenza alquanto pionieristica, infatti, proprio su questi temi dei diritti di famiglia (ed ante Legge “Cirinnà n. 76/2016) già da quasi un decennio inizia ad ampliare, proprio in materia di diritti del post mortem, il concetto di famiglia, quindi non solo quella propriamente giuridica e codificata dalla Legge, estendendo determinate titolarità a disporre, non solo ai famigliari – diciamo-… ufficiali, ma anche ai conviventi more uxorio. Ipotesi pessimistica, questa; però se siete tutti d’accordo alla fine: nulla osta e si proceda pure!

  2. Devo portare le ceneri di mia madre poste in una urna funeraria da Roma ad altro comune posta al nord. Per tale operazione ci sono problemi di tempistica ovvero entro quanti giorni dalla data di presa in possesso dell’urna funeraria deve essere portata al cimitero di tumulazione

    1. X Roberto,

      un possibile termine potrebbe esser inserito nel titolo di viaggio (Es. Giorno, mese, anno, ore…) o da questi esser desunto abbastanza agevolmente, in carenza di quest’elemento sarebbe opportuno stabilire tra il comune di partenza che autorizza e quello di nuova sistemazione dell’urna un proficuo feed-back giusto per sapere e far sapere quando le ceneri saranno effettivamente giunte a destinazione ultima. Ad ogli modo sarebbe fortemente auspicabile – nel (?) consapevole forse silenzio del legislatore, condurre a compimento il trasporto funebre nel più breve tempo possibile, da quando le relative autorizzazioni abbiano acquisito la loro efficacia, pur non avendo, nominalmente almeno, una scadenza prefissata per legge.

  3. Mia mamma si trasferira’ a breve ma all’interno dello stesso comune e porterà con sé anche l’urna con le ceneri di mia sorella. Deve comunque chiedere il permesso al comune?
    Grazie.

    1. X Rino,

      mestamente qui si impone sovrano, come convitato di pietra, il caos generato da una regolamentazione prettamente locale, dell’istituto “AFFIDO CENERI”, di per sè assai critica, specie se affrontata da prospettive del tutto deformanti.
      Comunque: dipende innanzi tutto da:

      1) Legge Regionale.
      2) Eventuale regolamento regionale di dettaglio
      3) Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria
      4) Norme speciali e ad hoc, contenute nell’atto di affido.

      Di rigore un qualsiasi trasporto mortuario, quindi anche di ceneri, dovrebbe pur sempre disporre di idoneo titolo di viaggio, da intendersi nel caleidoscopio delle visioni amministrative più fantasmagoriche, nel panorama della polizia mortuaria.

      Dopo tanto astrologare, fors’anche vacuo, direi che per correttezza formale sarebbe bene “informare” del trasferimento urna (una P.E.C., con tutta la sua economicissima ed efficiente ufficialità, sarebbe la forma ideale di questa notizia) preventivamente l’ufficio della polizia mortuaria sempre dello stesso Comune al fine di ottenere la necessaria documentazione, se richiesta. In effetti con la digitalizzazione progressiva del circuito informativo della polizia mortuaria, tutta la querelle potrebbe risolversi in:

      a) un nulla di fatto, perchè in base alla normativa locale la comunicazione alla polizia mortuaria è, magari, già titolo giustificativo del trasporto ceneri
      b) rilascio diretto dell’autorizzazione al trasferimento.

  4. Chiedo se possibile inviare un’urna contenente le ceneri per corriere espresso, opportunamente confezionata e autorizzata con passaporto mortuario, grazie

    1. Sì, è concretamente possibile. Il corriere espresso fungerà da semplice “Vettore”, figura espressamente prevista dal regolamento nazionale di polizia mortuaria (D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, art. 34 comma 2) cui consegnare il decreto di trasporto internazionale di ceneri, poichè il titolo di viaggio e di destinazione debbono sempre accompagnare fisicamente l’oggetto del trasporto mortuario, urne comprese.

  5. Le chiedo se corrisponde al vero che, per trasportare l’urna con le ceneri del famigliare dalla propria abitazione alla tomba di famiglia sita in altro comune della stessa provincia, si debbano pagare delle tasse ad ogni comune attraversato durante il trasporto. Il de cuius non ha mai tenuto la residenza nel comune dove si trova la tomba di famiglia, ma ha espresso la volontà che le sue ceneri fossero poste lì

    1. x Sandro
      Il trasporto di un’urna cineraria (ma ogni trasporto funebre, in realtà) è soggetto ad autorizzazione al trasporto emessa dal Comune di partenza. E questa è a pagamento. Nulla è dovuto pe ril passaggio tra Comuni intermedi.
      La maggior parte dei Comuni prevede inoltre un diritto di ingresso nel cimitero, in relazione al tipo di sepoltura (nel suo caso in tomba privata) per l’accoglienza (prenotazione) e per le registrazioni obbligatorie di legge (art. 52 DPR 285/1990).
      Per cui è falso che si debba pagare una sorta di ticket per ogni comune attraversato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.