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234 thoughts on “Chiedi alla Redazione

  1. Gentili membri della Redazione,

    Mi rivolgo a voi per richiedere chiarimenti in merito a una situazione relativa alla concessione di un’area cimiteriale, che recentemente ha sollevato alcune questioni nel mio contesto familiare.

    Nel dettaglio, la situazione è la seguente: un padre ottenne in concessione un’area cimiteriale per la costruzione di una cappella, ma successivamente trasferì il diritto della concessione a quattro dei suoi figli con l’accordo del Comune. Questi figli, a proprie spese, hanno costruito la cappella. Tuttavia, non esiste un atto di divisione formale tra i quattro figli, pertanto, ai fini del comune, la concessione è considerata un’unica entità.

    Recentemente, sia il padre che i figli sono deceduti, e la cappella è ora di proprietà degli eredi legittimi. Due discendenti dei concessionari originali hanno chiesto il trasferimento dell’intestazione della concessione a loro favore per la propria quota parte, e il comune ha concesso tale trasferimento. Di conseguenza, uno dei discendenti, diventato titolare della concessione, ha fatto seppellire un proprio affine nella cappella ma che rispetto ai concessionari originari non ha alcun rapporto di parentela.

    In questo contesto, vorrei gentilmente chiedere dei chiarimenti riguardo alle seguenti questioni:

    Qual è la procedura standard per il trasferimento dell’intestazione della concessione in casi simili?
    Quali sono i requisiti legali e amministrativi che devono essere soddisfatti per ottenere tale trasferimento?
    Esistono delle normative o delle linee guida specifiche riguardanti la gestione delle concessioni cimiteriali in situazioni di questo tipo?
    Quali sono i diritti e le responsabilità degli eredi legittimi quando si tratta di gestire una concessione cimiteriale ereditata?
    Vi sarei estremamente grato se poteste fornirmi queste informazioni al più presto possibile, in modo da poter affrontare la situazione con maggiore chiarezza e consapevolezza.

    Ringraziandovi anticipatamente per la vostra cortese attenzione, resto in attesa di una vostra gentile risposta.

    1. X Giuseppina,

      Bisogna necessariamente muovere da un preliminare inquadramento dogmatico dei vari istituti anche civilistici coinvolti. Subentro (e come, poi? A Concessionario fisso o scorrevole?) successione mortis causa negli aspetti patrimonialistici dei sepolcri privati nei cimiteri, comunione sul bene sepolcro attorno cui gravitano diritti personalissimi e di gestione, legittime aspettative proiettate nell’oscuro post mortem. Ci sarebbe molto materiale da scrutinare prima di addivenire ad una soluzione ragionevole al caso da Lei proposto.
      Le dico solo, per incuriosirLa ulteriormente, che il trasferimento per atti inter vivos, cioè a contenuto privatistico, dell’intestazione in una concessione cimiteriale è VIETATO almeno a far data dal 10 febbraio 1976, quindi non proprio l’altro ieri. Si tratterrebbe, quindi, di ricostruire tutti i titoli di sepoltura vantati dalle persone effettivamente coinvolte nella lite (o presunta tale) sulla tomba, vagliarne la legittimità in una lettura a rime parallele tra regolamento comunale di polizia mortuaria ed atto concessorio. Non è semplice, nè – capiamoci subito – può essere gratuito. Istruire questa pratica, affinchè vi siano finalmente chiarezza di ruoli, limiti e responsabilità nei co-titolari e consapevolezza dei diritti da esercitare, comporta un costo economico. C’è un preciso tariffario cui fare riferimento (https://www.funerali.org/Down/funerali.org_servizi-sito.pdf). Se si vuole il parere motivato di un professionista si deve anche accettare l’onere corrispondente. I quesiti on demand a prescindere dalle Sue personali urgenze di solerzia e rapidità vengono evasi solitamente entro tre giorni lavorativi. Ci pare un tempo ragionevole e breve.

  2. Buongiorno, il Comune mi ha inviato una comunicazione di revoca del loculo dove, in forza di concessione perpetua è sepolto mio nonno dal 1967. Ovvero di poter prorogare/rinnovare la concessione per altri 50 anni al costo pari o maggiore dei nuovi loculi, “motivando” che ricorrono le condizioni di cui:
    >>> ….che ai sensi dell’art. 92, comma 2, del D.P.R. 10 settembre 1990,
    n. 285 e dell’art. 44, comma 3, del Regolamento dei servizi cimiteriali e di polizia mortuaria del
    29 aprile 2023, le concessioni a tempo determinato di durata eventualmente eccedente i 99 anni
    (rilasciate anteriormente alla data di entrata in vigore del D.P.R. N. 803/1975), sono revocate
    quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell’ultima salma, in quanto si è in presenza di
    una grave situazione di insufficienza del cimitero comunale rispetto al presunto
    fabbisogno del Comune di Micigliano e, attualmente, non è possibile provvedere tempestivamente
    all’ampliamento del cimitero stesso<<<<<:
    A mio parere delle tre condizioni richieste per poter revocare il loculo, ne esiste soltanto una: """non utilizzo da oltre 50 anni"". Infatti: 1) nell'area cimiteriale esiste una ampia area di terreno libera; 2) ci sono alcuni loculi disponibili per le esigenze istituzionali del Comune.
    Gentilmente chiedo: In caso di ricorso al TAR come posso dimostrare la mancanza delle altre due condizioni? e soprattutto, mi conviene? Ringrazio, resto in attesa e saluto. Carlo M.

    1. X Carlo,

      si consiglia preliminarmente di consultare questa reading list che Le propongo. La consulti con calma, prima di intraprendere ogni possibile azione legale.

      La revoca delle concessioni – funerali.org
      Istituto della “Revoca”, una mission impossible – 2/2 – funerali.org
      https://www.funerali.org/giurisprudenza/le-risalenti-concessioni-perpetue-possono-essere-oggetto-di-revoca-69211.html

      Lei, gentile Carlo, formula un quesito molto circostanziato e preciso, citando sequenze di fatti, atti e relative norme giuridiche succedutesi nel tempo.
      Occorre inquadrare bene diversi istituti, il loro perimetro di azione temporale, gli ambiti di competenza ed i rimedi anche extra giudiziali che la Legge pone a difesa del cittadino, quando il potere amministrativo ecceda dai suoi naturali limiti costituzionali.
      Le consigliamo di rivolgersi ad un legale e valutare se sussistano o meno gli estremi per un ricorso, i tempi e i costi del ricorso, in relazione al valore dell’uso del manufatto.
      La situazione da lei illustrata configura una effettiva consulenza legale.
      La invito a valutare i pro e i contro prima di decidere se fare acquiescenza (ossia accettare la Decisione del Comune, senz’altro ben articolata e supportata in diritto) o resistere, nelle opportune sedi.
      La P.A. di solito è ben accorta nell’impostare provvedimenti ablativi (ossia capaci di incidere negativamente nella sfera giuridica del privato cittadino) come la REVOCA, anche per la sua intrinseca gravità, spesso foriera di prevedibili liti avanti il TAR.
      Se Lei decidesse, preliminarmente al fatto di rivolgersi ad un legale, di chiedere a questa redazione una ricognizione anche dogmatica dei principali sistemi di norme coinvolti e la elencazione delle sentenze in materia, quale materiale specifico ad uso suo e del professionista da Lei incaricato, dovrà seguire le procedure a titolo oneroso, indicate al seguente link https://www.funerali.org/Down/funerali.org_servizi-sito.pdf

  3. Buongiorno, alla morte di un figlio maggiorenne e successiva richiesta di cremazione, ci viene giustamente richiesta la firma di entrambi i genitori. In questo caso però la madre del defunto è invalida al 100% e il padre ha la sua tutela per decreto di Amministratore di sostegno dal tribunale ordinario. Quali norme regolano un caso di questo tipo, visto che non può firmare per lei per autorizzare la cremazione?
    Grazie Manila

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