Seppellire le ceneri?

L’Art. 2 comma 4 della Legge regionale 31 ottobre 2007, n. 20, recentemente varata dal Piemonte, ammette l’inumazione delle urne cinerarie, ma unicamente nelle aree avute in concessione (Capo XVIII D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285), con ciò escludendosi l’ipotesi della conservazione nelle sepolture ad inumazione in campo comune, secondo il principio dell’individualità della sepoltura (art. 74 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285). L’art. 80 comma 3 del DPR 285/1990 prevede che l’ urna cineraria

Il trasporto necroscopico

ln caso di autorizzazione della Procura della Repubblica al trasporto della salma di persona, deceduta in seguito a reato, all’obitorio di altro comune (nel quale ha sede anche il Tribunale) chi paga gli oneri del trasporto, effettuato da una impresa di onoranze funebri individuata (per iscritto) dalla locale stazione dei carabinieri? I carabinieri? I familiari? l’ impresa di onoranze funebri? Premessa: I trasporti necroscopici constano in: 1) Raccolta di salme a seguito di incidenti sulla

Salme, cadaveri e resti mortali

In nuce, una distinzione operativa, se non ancora semantica tra salme e cadaveri è già contenuta nell’Art. 17 DPR 10 settembre 1990 n. 285, quando si prescrice il trasporto “a cassa aperta” per i corpi esanimi durante il periodo d’osservazione, per converso il trasporto a cassa aperta dopo il periodo d’osservazione si configura come una violazione all’Art. 30 DPR 10 settembre 1990 n. 285 ed è passibile di sanzione amministrativa ex Art. 358 Regio Decreto

il criterio cronologico nelle estumulazioni

Cara Redazione, Il problema riguarda una sacello gentilizio, al cui interno son presenti n°20 loculi tutti occupati, che con il decesso del fondatore e dei diretti discendenti dello stesso (fratelli, sorelle, nonchè la coniuge) s’è tramutata in cappella “ereditaria”. Oggi, v’è necessità di liberare almeno un loculo – per far posto ad una nipote da poco deceduta. Tra i vari discendenti (e son tanti), tutti di pari grado, s’è creata una disputa tra quanti sostiengono

l’uso delle casse mortuarie nel DPR 10 settembre 1990 n.285.

Nello spirito del DPR 10 settembre 1990 n.285, così come nei precedenti regolamenti nazionali di polizia mortuaria, la forma classica di sepoltura è l’inumazione ed essa deve, naturalmente, avvenire nel luogo di decesso (Art. 50 cit. e Art. 337 Regio Decreto n.1265/1934). Le casse, allora, sono considerate in funzione soprattutto del trasporto e non della destinazione finale. l’Art. 75 comma 2, però, affronta, prima in termini ablatori il problema della biodegradabilità, vietando l’immissione nelle quadre

Polizia mortuaria e spese di giustizia

Preliminarmente, va ricordato come l’attuale testo unico in materia di spese di giustizia (testo A), D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 e succ. modif.), innovando sulla c.d. “Tariffa penale” (Regio Decreto 23 dicembre 1865, n. 2701, così abrogata), escluda espressamente – art. 69 – dalle spese di giustizia quelle per la sepoltura dei defunti, che, secondo alcuni tribunali (si veda la circolare SEFIT n. 983/AG del 23 marzo 2007, Allegato 3) tendono a interpretare in

Le procedure di adozione ed omologazione per i regolamenti comunali di polizia mortuaria.

L’Art. 42 comma 2 lettera a) del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267, senza dimenticare la potestà regolamentare affidata ai comuni dall’Art. 117 Cost, attribuisce alla competenza del Consiglio Comunale la deliberazione dei regolamenti, fra i quali rientra anche quello locale di polizia mortuaria, regolamento previsto dagli Artt. 344 e 345 del T.U. Leggi sanitarie, RD 27 luglio 1934, n.1265 La polizia mortuaria, è infatti, materia comunale, ed a questa conclusione si addiviene attraverso

Reti contenitive per feretri da inumazione

Chi ha avuto l’amara occasione di assistere all’apertura di una tomba in campo di terra sa benissimo quale disgustoso spettacolo sia vedere gli operatori che, dalla terra smossa, quasi violentata dalla pala dell’escavatore, estraggono i miseri resti, spesso incrostati di fango assieme a brandelli di tessuti ormai laceri. In effetti, quando si arriva al coperchio della cassa è necessario calarsi direttamente nella fossa, muniti di calosce e guanti per rimuoverlo, anche se questo si presenta

La tutela penale del cadavere

I recenti scandali nei cimiteri dell’interland napoletano, in cui si sono consumati addirittura dei reati, rendono quanto mai opportuno un piccolo exursus sulla tutela penale del cadavere. Innanzi tutto si può meditare su questa massima: Corte di Cassazione – Penale, Sentenza 21 febbraio 2003, n.17050: “Il reato di vilipendio di cadavere è integrato da qualunque manipolazione di resti umani che consista in comportamenti idonei ad offendere il sentimento di pietà verso i defunti, non resi

Plastica biodegradabile e resti mortali

Di recente il Ministero della Sanità ha nuovamente autorizzato (D.M. 7 febbraio 2007 e D.M. 28 giugno 2007 ) l’uso del materiale biodegradabile in sostituzione della cassa di metallo. L’autorizzazione è limitata all’uso in ambito nazionale. La plastica biodegradabile si applica unicamente: – nei feretri, all’interno della cassa di legno, per cadaveri destinati alla inumazione purché non decedute per malattia infettiva-diffusiva e per cadaveri destinati alla cremazione quando vi sia trasporto superiore ai 100 Km

Paragrafo 9.6 Circ.Min. n.24/1993: quando chiudere la cassa?

Premessa: Cofani e recipienti per la movimentazione dei cadaveri nostro ordinamento nazionale di polizia mortuaria (eccetto la Regione Lombardia, per la quale valgono i criteri di cui all’Allegato 3 del Reg. Reg. 9 novembre 2004 n. 6) sono quelli descritti da: Art. 30 DPR 285/1990 Art. 75 commi 3 e seguenti DPR 285/1990 (bare di solo legno per inumazione o cremazione) D.M. 12 aprile 2007 (autorizzazione ministeriale ex Art. 31 e 75 comma 4 DPR

Osservazione, autorizzazioni ex Art. 74 DPR 396/2000 e scheda ISTAT

Due sono le condizioni costitutive per la formazione del permesso di seppellimento: una di ordine temporale e una di tipo operativo. La prima consiste nel decorso di un certo tempo (24 ore dalla morte), la seconda nell’accertamento della effettività; della morte, da effettuarsi, sotto il profilo “tecnico”, a mezzo del certificato di avvenuta visita necroscopica. E’da notare come per la Lombardia con l’Art. 4 comma 1 Legge Regionale 18 novembre 2003 n. 22 l’osservazione è

Doppia cassa ex Art. 30 DPR 285/1990 ed infetti

Per i cadaveri portatori di malattia infettivo-diffusiva compresa nell’elenco di cui al D.M. 15 dicembre 1990, ai sensi dell’Art. 25 DPR 285/90, è d’obbligo la duplice cassa, lignea e metallica, qualunque sia la destinazione finale del feretro. Solo in caso di incinerazione, secondo i decreti Ministeriali emanati dal Ministero della Salute in data 7 febbraio 2007 e 28 giugno 2007, vasca e coperchio metallici possono esser sostituiti da un dispositivo plastico ad effetto “diaframma impermeabilizzante”.

Il trattamento antiputrefattivo ex Artt. 32 e 48 DPR 285/1990

Allo stato della legislazione nazionale vigente (DPR 10 Settembre 1990 n. 285) la cosidetta puntura antiputrefattiva è obbligatoria, anche alla luce della circolare 24/93 del Ministero della Sanità, in forza degli Artt. 32 e 48 del D.P.R. 285/90. Il regolamento concede solo alcuni accenni all’imbalsamazione (Art. 46 DPR. 285/90), come metodo alternativo alla puntura, ma del tutto facoltativo (occorre un atto di disposizione in tal senso, da parte del de cuius o dei suoi famigliari)

Leggende del II Novembre

Sapete perché il fiore dedicato ai morti sia il crisantemo: se avete pazienza ed animo sensibile leggete questa storia, forse non vi arrecherà subito un guadagno ma vi spiegherà l’importanza del linguaggio floreale. C’era una volta, tanto tempo fa, in una terra lontana lontana una misera famigliola in cui il padre, morto da diversi anni e la madre, invece, era molto malata. La figlioletta, mentre sedeva dinnanzi al camino quasi spento pregava intensamente perché Dio

1^ Novembre; Festa di Tutti i Santi

Giovedì, primo novembre 2008: Ognissanti, solennità cattolica che si celebra, ogni primo giorno dell’undicesimo mese dell’anno, in onore di tutti i Santi, Martiri, Confessori della Fede e semplici cristiani morti in grazia di Dio e, di conseguenza, accolti nella beatitudine senza fine. Diverse testimonianze provano come, già in epoca paleocristiana, questa gloriosa ricorrenza fosse un consolidato costume nell’antichissima comunità ecclesiastica di Antiochia. Gregorio IV (827-824) la proclamò, allora, festa universale fissandone l’attuale data, siccome prima