Fra trasporto salma “dilatato” e ragioni di mero businness

Nota di Redazione del 4 settembre 2020: “questo testo non vuole esser una volgare intemerata contro la filosofia funeraria della Regione Emilia-Romagna, che semmai, al contrario assurge ad exemplum, perché la L.R. n. 19/2004,  con i relativi provvedimenti d’implementazione, spesso e volentieri si presta ad un esame “a rime parallele” con altre realtà giuridiche ed operative, sul territorio. Nulla quaestio per le case funerarie, le quali, tra l’altro, hanno ricevuto una forte legittimazione in diritto

Covid-19: trasporto a cassa aperta sì o no? Precisazioni.

Come sfortunato autore dell’articolo pubblicato su questo blog in data 10 aprile 2020, a commento della nuova Circ. Min. Salute del 8 aprile 2020 n. 12302, con molto tuziorismo interpretativo mi avvalgo, per non ingenerare inutile confusione aggiuntiva di un (parziale) diritto di rettifica, anche a seguito di una specifica circolare esplicativa emanata da Sefit cui, volentieri, soggiaccio, per il noto principio di gerarchia! Allora: l’assunto da cui muovevo nella mia analisi ermeneutica era il

COVID-19 : Indicazioni operative per personale necroforo sul confezionamento del feretro (parte I)

Mentre ribadiamo che il quadro normativo applicabile è quello rappresentato dalle norme del D.P.R. 285/1990 e da quelle specifiche regionali in tema, in coordinamento con le indicazioni delle A.usl, si sono voluti rendere edotti i nostri Lettori di alcune considerazioni emerse a seguito dell’emergenza e che richiederebbero un intervento da parte del Governo onde evitare disomogeneità regionali, ma pur sempre nel rispetto delle diverse situazioni locali con riferimento ai tassi di mortalità, alla disponibilità di

L’impresa funebre in solo regime di D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285: profili normativi

Nell’inerzia colpevole del Parlamento, quasi tutte le Leggi Regionali, forse anche illegittimamente, dettano ormai precisi standards gestionali e formativi, per il personale necroforo in servizio presso le imprese di estreme onoranze, al fine dell’esercizio dell’attività funebre, di solito declinata in cinque grandi filoni:   1) disbrigo pratiche amministrative (richiesta delle necessarie autorizzazioni, e interfaccia tecnico-strumentale con gli organi pubblici di polizia mortuaria) 2) somministrazione di casse funebri in primis, ma anche di altri prodotti ad

Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 14 gennaio 2020, n. 8

Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 14 gennaio 2020, n. 8 MASSIMA Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 14 gennaio 2020, n. 8 Dall’analisi testuale dell”art. 19 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 emerge chiaramente che, in materia di trasporto funebre, essa non ha introdotto alcun formale divieto o alcun obbligo a carico delle confraternite (nella specie: né il divieto di utilizzare mezzi altrui, né l’obbligo di utilizzare mezzi propri</i>, ma

Box o autolavaggio per le autofunebri?

Cara Redazione,   scrivo dalla Regione Campania. A chi, quale soggetto istituzionale, spetta la verifica igienico-sanitaria sui locali adibiti a rimesse per i veicoli funebri ex Art. 21 DPR 10 settembre 1990 n. 285? Forse ancora al coordinatore sanitario?   Lettera Firmata Risposta: si evita qui la questione del “coordinatore sanitario” che è stata oggetto di pronuncia da parte della Corte Costituzionale con la sentenza n. 174/1991, mentre la relativa figura operativa e e professionale

Cosa prevede per essere definita impresa funebre la nuova normativa in discussione al Senato

Riportiamo un estratto dal testo di DDL unificato per la riforma dei servizi funerari, e precisamente l’articolo 8 e l’art. 23, nel quale sono contenuti i nuovi criteri per poter operare come impresa funebre: Articolo 8 (Introduzione dell’articolo 341-bis del testo unico delle leggi sanitarie) 1. Dopo l’articolo 341 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, come sostituito dall’articolo 6 della presente legge, è inserito il