Estumulazione

Per estumulazione si intende l’operazione con la quale si estrae un feretro (generalmente, ma è possibile con altre regole pure di contenitore di resti mortali, di una cassetta di resti ossei o di urna cineraria ) da un tumulo con l’intenzione di traslarlo ad altra sepoltura o avviarlo a cremazione o infine per valutare se si è avuta la scheletrizzazione del cadavere.
E nelle prossime righe potrete trovare i links ad alcuni articoli che trattano la materia, in ordine di data dal più recente al più vecchio come inserimento:


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17 thoughts on “Estumulazione

  1. Carlo

    X Rosa Maria,

    di norma (Art. 86 comma 1 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria – DPR 10 settembre 1990 n. 285) le estumulazioni se non per causa disfunzionale nel rapporto concessorio, si eseguono legittimamente alla naturale scadenza delle concessione, a prescindere dal fatto che il feretro ivi sepolto abbia completato o meno il periodo legale di sepoltura, pari ad ani 20 per la tumulazione in loculo stagno, per esser considerato resto mortale.
    Nel caso da Lei prospettato oggetto di estumulazione saranno indistintamente resti mortali (> 20 anni di tumulazione) o ancora cadaveri (< 20 anni di tumulazione anche considerata come permanenza in diversi segmenti temporali entro differenti sepolcri murari, a contare quindi, al netto di eventuali traslazioni avvenute in passato, sarà il tempo trascorso dal confezionamento ermetico del feretro!).

    L'Art. 40 della Legge Regione Veneto n. 18/2010 ci offre scarsi spunti di riflessione, in quanto piuttosto scarno lacunoso, così per uno strano giuoco di rimandi e simmetrie reviviscenti troverebbe pur sempre applicazione l'Art. 86 del DPR n. 285/1990 integrato dall'Art. 3 DPR n. 254/2003 sulla destinazione dei resti mortali che la regione Veneto, unica nel panorama legislativo italiano definisce esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo E conservativo con una propria formula specifica, ma nella sostanza, nulla cambia nel combinato disposto, forse folle, tra il quadro normativo statale e quello regionale.

    la materia delle estumulazioni in Veneto ha, pertanto, una disciplina ancipite, comunque, i cadaveri potranno esser cremati con ordinaria procedura aggravata di cui alla Legge n. 130/2001 (il Veneto la applica!) o sottostare ad un turno ordinario di rotazione in campo di terra della durata determinata dal comune. Idem per i resti mortali, ma secondo il dettato del DPR n. 254/2003 (non serve esclusione di morte dovuta a reato e basta un semplice assenso degli aventi diritto, mentre in caso di loro disinteresse si provvede d'ufficio, se la cremazione è il trattamento previsto in via generale).

    Ad ogni modo la durata certa delle concessioni cimiteriali (max. 99ennali!) è normata nel dettaglio, dal regolamento comunale di polizia mortuaria, ed in subordine dall'atto concessorio che dal regolamento comunale logicamente discende in una relazione di logica subordinazione, così come la facoltà di rinnovo o prolungamento del rapporto concessorio stesso, giunto a scadenza; pertanto nelle more di una modifica ad hoc dello strumento regolamentare comunale di cui si ricorda l'omologazione ministeriale come procedimento integrativo di efficacia ex Art. 345 TULLSS si ritiene illegittima in quanto viziata ab origine (violazione di legge, o, meglio, di regolamento comunale?) la decisione di prorogare caso per caso la durata delle singole concessioni, né è chiaro quale forma dovrebbe avere tale scelta dell'Amministrazione (ordinanza? determina dirigenziale?).

    Attenzione: vi sono norme regionali (ma non è il caso del Veneto) in cui si ammette un implicito rinnovo della concessione per un lasso temporale pari ad un nuovo periodo legale di sepoltura in loculo, a patto che si estumuli per lasciar spazio all'immissione di un nuovo feretro.

  2. Rosa Maria

    Scrivo da un Comune del Veneto.

    Dovremmo procedere alla estumulazione massiva di un’arcata del Cimitero data in concessione quarantennale per la quale non è ammessa la proroga della concessione, ma nel quale sono presenti anche salme tumulate da meno di 20 anni , e’ legittimo, allora prevedere un rinnovo della concessione solo per i loculi occupati da salme sepolte da meno di dieci anni, affinché si compia il periodo legale di sepoltura in loculo stagno, pari ad almeno anni 20?

  3. Carlo

    X Chiara,

    Il sepolcro è mio e lo gestisco io in piena autonomia? No, non credo proprio sia così, anche se sarebbe molto più comodo!

    Sui sepolcri è meglio ragionare in termini di titolarità di diritti e doveri e non di proprietà, nel senso pieno del vocabolo giuridico, perchè gli elementi di proprietà, seppur presenti, sono intermedi, dunque ontologicamente finalizzati e strumentali all’esercizio dello Jus Sepulchri che è diritto personale, forse anche personalissimo e non patrimoniale, cioè non è compiutamente disponibile jure privatorum, ad esempio sulle tombe sono inibiti gli tutti atti negoziali.

    Lo Jus Sepulchri non si compra, ma si acquisisce unicamente per il fatto di trovarsi con il concessionario primo in un rapporto di stretta parentela.

    Comunque , non è possibile sfrattare i morti, anche se fastidiosi o ingombranti…purtroppo per la Sua famiglia e per Lei, in quanto la rimozione forzata dei feretri “illegittimamente” tumulati sarebbe soluzione esperibile, per turbativa di possesso, con relativa azione giudiziale di tutela, solo se la tumulazione fosse avvenuta sine titulo.

    Qui, invece, il titolo di sepoltura si è formato ed è in sé perfetto ed opponibile a terzi in forza dell’istituto della benemerenza ex Art. 93 comma 2 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Suo Padre, infatti, 10 anni orsono, deve aver formalizzato al Comune la volontà di consentire la tumulazione di persona estranea al suo nucleo famigliare, in deroga alla cosiddetta “riserva”, cioè al novero di soggetti portatori, in prospettiva del proprio oscuro post mortem, dello Jus Sepulchri, così come statuito alla stipula dell’atto concessorio di quel particolare sepolcro privato.

    Vale a dire: i posti nel sacello gentilizio sono, di solito, nominativamente riservati, di norma quando si fonda il sepolcro, ma Suo padre, in perfetta buona fede, ha operato una forzatura alla famigliarità del diritto di sepolcro, ben inteso: ammessa dalla Legge e, quindi, inoppugnabile, quando ha autorizzato l’entrata nella tomba delle spoglie mortali ora ivi tumulate (= Jus Inferendi Mortuum in Sepulchrum) Ora quest’ultima non è reversibile, per il principio – anche – della stabilità delle sepolture.

    Bisogna sempre distinguere tra la semplice posizione del concessionario proprietario del solo manufatto funerario e la legittimazione a disporre dei defunti (ad esempio decidendone la traslazione in altro loco) che sorge solo per vincolo di consanguineità.

    E’, allora, solo Suo zio e non Lei, a poter decidere una nuova sistemazione per il feretro del figlio, cioè di Suo cugino.

  4. Chiara

    Salve,10 anni fa è venuto a mancare un mio cugino e successivamente mio nonno e mia nonna.
    Alla prima morte avvenuta come sopra indicato 10 anni fa,mio zio non preparato per la morte inprovvisa e prematura del figlio ha chiesto a mio padre il favore di seppellire il defunto nella tomba di famiglia,il quale mio zio non ha nessun diritto di proprietà.
    Mio padre allora acconsentì, e lo stesso fece per gli altri due defunti. Mio zio allora giuro che nel più breve tempo possibile avrebbe provveduto alla realizzazione della tomba della sua famiglia togliendo successivamente i defunti che si trovano nella tomba della mia famiglia.
    Ad oggi però tutto questo non è accaduto, la mia domanda è sapere io di proprietario ho diritto di obbligare alla spostamento dei defunti che non hanno nessun diritto di stare in questa tomba?in attesa di una vs riaposta porgo cordiali saluti

  5. Carlo

    X chi posta commenti complessi ,
    Sempre più spesso ci vengono poste domande complesse che necessitano di analisi lunghe e costose in termini di tempo, per dare risposte compiute.
    Tra queste rammento le domande sulla normativa, sempre più in evoluzione, sui servizi pubblici locali, gli appalti, ecc.
    In virtù della nostra nuova politica editoriale dal 1 gennaio 2016 tali domande complesse sono divenute a pagamento per l’utenza del blog.
    Vi invitiamo a consultare le rispettive sezioni esplicative del sito per sottoscrivere un vantaggioso abbonamento, comprensivo di soluzione al quesito formulato.
    Ad esempio: http://www.funerali.org/info-sul-sito/come-abbonarsi
    O contattare direttamente la redazione (redazione@euroact.net) chiedendo un preventivo per prezzi e tempi per la soluzione di casi specifici.

    1. ANTONIA

      x Carlo
      salve sig.Carlo siamo alle solite di inizio anno…..

      1) xun decesso avvenuto nell’ anno 2015 un nipote che paga il funerale della nonna puo detrarre ???

      2) se il decesso è avvenuto nel 2015 ma la fattura emessa e pagata nel 2016 ???
      grazie

      1. Redazione Autore articolo

        x Antonia
        a partire dal 1 gennaio 2016 si possono detrarre le spese funebri della nonna, come di chiunque altri, anche non legato da vincoli di parentela, purché si siano pagate e lo si possa provare. Resta il vecchio limite esistente come tetto di detraibilità.
        Lo ha stabilito la recente legge di stabilità. Siamo in attesa delle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, ma si ha ragione di interpretare la norma nel senso che essa vale non solo per i pagamenti effettuati dal 1 gennaio 2016 in poi, ma anche per i pagamenti effettuati nell’anno 2015 e che verranno posti in detrazione con la prossima dichiarazione dei redditi.

        1. ANTONIA

          quindi se il decesso è avvenuto nel 2015 e il pagamento nel 2016 si osservano le nuove regole ma si detrae nella dichiarazione 2016 x 2015????
          grazie

          1. Redazione Autore articolo

            Scusi, inizialmente era stata data una risposta imprecisa.
            A nostro avviso la norma si legge nel senso che la detrazione è ammessa sicuramente per i pagamenti effettuati dal 1/1/2016. Ma a nostro avviso anche per quelli svolti nel 2015.
            Difatti cambia la norma di legge a partire dal 1 gennaio 2016. Pertanto con effetti sui bilanci dello Stato (se vi fossero) dal 2016 in avanti. E quindi per le detrazioni relative al periodo d’imposta 2015, presentate nel 2016.
            Riteniamo inoltre che ove sia necessaria la interpretazione, poiché il servizio legislativo parlamentare e il MEF hanno argomentato che non vi sono cambiamenti di oneri per lo Stato, di fatto è possibile interpretarla in maniera estensiva da subito. Veda anche l’articolo che uscirà domattina su questo argomento.

          2. Redazione

            x Antonia
            Confermiamo che la detrazione delle spese funebri allargata a chiunque abbia pagato il funerale, pur nel tetto stabilito dalla legge è per pagamenti effettuati dal 1.1.2015 (cioé dal periodo d’imposta 2015 in avanti).
            Non solo vi si arrivava per interpretazione, ma anche per espressa scelta del legislatore, al comma 955, articolo 1 della legge di stabilità 2016:
            955. Le disposizioni di cui al comma 954, lettere a) e b), si applicano a partire dall’anno d’imposta 2015.
            … omissis…

  6. Claudio

    Buongiorno. vorrei fare 2 domande se mi è consentito.

    1: nel mio comune è stato deciso di dare la gestione del cimitero ad una ditta che non abbia l’agenzia funebre per non creare problemi tra le varie agenzie (però con tutti i requisiti per poter operare all’interno del cimitero anche auto funebre per traslazione di salme considerato che il cimitero è suddiviso in 2 zone distinte al quale si accedono passando per una strada comunale) ho richiesto al comune di dargli anche l’appalto per quanto riguarda anche i recuperi. Dato che fino ad ora chiamano per conoscenza sempre una sola ditta (al comune ci lavorano alcuni suoi parenti) e giustificandosi con la classica frase “lo ha chiamato la famiglia” “noi non ne sappiamo niente”.
    Il comune si è giustificato dicendo che sono 2 cose distinte e differenti anche dal punto di vista delle autorizzazioni e attrezzature.
    è giusta come giustificazione?

    2: nel 2012 è stata concessa un’area comunale per costruire un chiosco per la vendita di fiori. Io sono arrivato 3 in graduatoria al bando in quanto gli altri progetti secondo il comune erano fatti meglio del mio. (non voglio sindacalizzare una cosa soggettiva).
    il termine ultimo per costruire il chiosco era febbraio 2012.
    io a fine novembre facevo presente che il dei 2 chioschi solamente uno aveva completato i lavori mentre l’altro doveva ancora completare i lavori.
    il comune si giustifica dicendo che a causa della neve che c’è stata nel mese di febbraio non ha potuto andare avanti con i lavori; lui non ha chiesto proroghe ma il comune di sua iniziativa gli ha concesso una proroga fino a febbraio 2013 (solamente ad una ditta. l’altra nonostante la neve aveva completato i lavori) il tutto in una relazione di servizio del responsabile dell’ufficio tecnico datata 20 aprile 2012.
    io sono stato al comune a chiedere spiegazioni però non me le vogliono dare.
    la mia domanda è se non sono state chieste proroghe può il comune dare una proroga di sua iniziativa ad una sola ditta e dopo 2 mesi dall’accaduto? tra l’altro la relazione di servizio non reca il classico timbro del protocollo quindi si può intendere come un atto ufficiale? (per me è l’hanno fatta quando ho richiesto spiegazioni e non quando c’è stato il problema della neve) e come se non bastasse ancora ad oggi si devono completare i lavori alla struttura. l’ho fatto presente al nuovo segretario comunale e lui mi afferma che sono problemi interni che se ne deve occupare il comune e che io non ho diritto ne a vedere i progetti delle ditte ne ad averne delle copie, e che essendo passato più di un anno e mezzo il comune adesso non può più farci niente il bando non può essere annullato. è tutto esatto?

  7. Carlo

    X Andrea,

    Non esiste un numero minimo di operatori fissato dalla legge, per provvedere alle fasi di tumulazione o estumulazione, come invece accade per il trasporto funebre di feretro (almeno 4 necrofori)

    Si valuti, però, attentamente il piano di sicurezza predisposto dal gestore, della cui applicazione è responsabile, in ultima analisi…il responsabile del cimitero.

    Molto, infatti, dipende dalle condizioni operative e dai mezzi che si utilizzano, dal peso da sollevare o movimentare, dalle situazioni di angustia negli spazi di manovra.

    E poi, non dobbiamo dimenticare, se il servizio è affidato o appaltato, il capitolato che stabilisce come lavorare dentro il cimitero.

    Se si usano i montaferetri, i calaferetri, ossia sistemi comunque meccanizzati diminuisce il relativo fabbisogno di forza lavoro manuale.

    Dal punto di vista pratico in genere ci sono 2 persone, una a terra e una in altezza con montaferetri, per far “scivolare” la bara, con apposito rullo entro la cella muraria.

    Ma il conferimento del feretro sul montaferetri deve essere eseguito in maniera da osservare l enorme in materia di sicurezza del lavoro ex D.Lgs n.81/2008.

    Invece per la calata in buca in teoria dovrebbero essere (se non si usa in calaferetri meccanici) almeno 4 persone, tenendo conto delle difficoltà operative e dei carichi e della terra smossa su cui si poggia (necessità di assi di stabilizzazione).

  8. ANDREA

    Oggetto: Espletamento servizi cimiteriali con particolare riguardo alle operazione di tumulazione e estumulazione;

    Siamo a richiedere delucidazioni in ordine all’espletamento del servizio in oggetto. In particolare gradiremmo conoscere
    1) se la normativa di settore prevede un numero minimo di soggetti che debbano contemporaneamente partecipare alla singola operazione.
    2) se per espletare il servizio di tumulazione è sufficiente la presenza di un solo necroforo abilitato coadiuvato da un montaferetro e collaborato, all’esito dell’avvenuta deposizione della bara nel loculo, da personale che opera successivamente al fine di completare le mere opere edilizie non in possesso di alcun corso di formazione specifico
    3) Quale sia il numero di soggetti minimi eventualmente previsti dalla norma e quale siano le eventuali qualificazioni necessarie in capo a ciascun soggetto.

  9. Carlo

    X Paola Lorenzetto,

    La cosiddetta “sogliola” altro non è se non una comune cassa di zinco per tumulazione, solitamente non sagomata e con le pareti laterali, però, più basse. Non è quindi una semplice cassetta ossario, ma non è nemmeno un feretro nel senso proprio del termine: si tratta, in altre parole di un cofano funebre ibrido, non contemplato da nessuna norma positiva, ma presente, nei fatti, come prassi presso molti cimiteri italiani.

    Ma nella Sua Regione ed ancor più nel Suo comune, ai sensi del regolamento locale di polizia mortuaria e della stessa ordinanza sindacale con cui si disciplinano operativamente e nel dettaglio le estumulazioni, sono ammessi, per espressa previsione normativa, i feretrini “a sogliola” per ri-tumulare gli esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo conservativo, laddove sia già presente un feretro “intero”?

    Attenzione, questa materia molto delicata, spesso trascurata, dagli stessi impresari funebri, può avere risvolti e riflessi addirittura di natura penale.

    Questi articoli cimiteriali sono comunemente commercializzati, al dettaglio, dalle imprese funebri ed in stock dalle zincografie che li producono. Basta effettuare sul web una veloce ricerca o contattare l’impresa di pompe funebri di Sua fiducia.

    La cassa ” a sogliola”, con oneri, naturalmente a carico del richiedente, può esser somministrata anche dallo stesso gestore del cimitero, come spesso accade per le cassette ossario di cui i nostri cimiteri, di solito, hanno sempre una buona provvista in magazzino.

    Noi, per nostra esplicita scelta editoriale, non rilasciamo informazioni su fornitori, grossisti e costruttori del comparto funerario italiano, per questa forma di pubblicità esistono specifici siti, con inserzionisti a pagamento, mentre questo blog è al servizio della comunicazione istituzionale (leggi, atti normativi e procedure amministrative sulla polizia mortuaria).

    Consiglio, ad ogni modo, e prima di avventurarci in qualche tecnicismo manieristico, di consultare attentamente questo link: http://www.funerali.org/?p=7215, con relativi commennti esplicativi in merito alla liceità o meno della pratica funebre conosciuta come “ri-tumulazione del feretrino a sogliola”.

  10. Lorenzetto Paola

    Ho sentito in televisione che esistono sogliole di zinco in cui mettere il feretro se mummificato x far posto a una bara nella stessa nicchia muraria
    ma nessuno mi sa dire dove si acquistano.

  11. Carlo

    Per enucleare correttamente il problema da Lei posto non si può prescindere dall’aspetto giuridico insito in ogni operazione di polizia mortuaria, passo, pertanto, ad enumerare, qui di seguito, le fonti normative di riferimento che sono:

    DPR 285/90 (regolamento nazionale di polizia mortuaria)
    Circolare Ministeriale n. 10 del 31 luglio 1998
    DPR 254/03 (regolamento sulla gestione dei rifiuti a rilevanza sanitaria)

    La materia delle estumulazioni è disciplinata dagli Artt. 86, 87, 88, 89 del DPR 285/90, il fine ultimo di un’estumulazione può essere:

    trasferimento, o ancor meglio, traslazione verso altra sepoltura sita in diverso luogo oppure verso una differente destinazione del cadavere (cremazione oppure inumazione)
    apertura della nicchia muraria e della bara per una ricognizione sullo stato di mineralizzazione del cadavere volta a ridurre i resti ossei in cassetta ossario, così da liberare spazio per accogliere un nuovo feretro.

    I trattamenti consentiti sul feretro all’atto dell’estumulazione, invece, qualora non si rinvenga semplice ossame a causa di fenomeni cadaverici di tipo trasformativo conservativo, sono specificati dalla Circolare Ministeriale n. 10 del 31 luglio 1998

    La Legge (Art. 87 DPR 285/90) vieta tassativamente il ricorso a metodi violenti (frattura degli arti o di altre ossa) per costringere i cadaveri estumulati in casse dalle dimensioni minori di quella utilizzata per comporre la spoglia mortale il giorno della sepoltura.

    In altre parole è proibito spezzare i corpi ancora intatti, per ridurli in cassetta ossario, solo le ossa che naturalmente si siano distaccate le une dalle altre e, quindi, dalle articolazioni per effetto dei processi di scheletrizzazione possono esser racchiuse in cassetta ossario o se non richieste dagli aventi titolo a disporne debbono esser avviate in forma promiscua all’ossario comune.

    L’esecuzione delle estumulazioni è consentita esclusivamente al gestore del servizio cimiteriale.

    Sulla base di queste quattro condizioni:

    1) volontà degli aventi titolo, individuati secondo il criterio della consanguineità con il de cuius, a disporre del cadavere del de cuius dopo il primo periodo di sepoltura legale.
    2) naturale scadenza della concessione cimiteriale
    3) assenza di disposizioni contrarie del de cuius o del fondatore del sepolcro a che il feretro in questione possa esser rimosso dalle cella in cui fu murato (è il caso delle cosidette “tombe chiuse”, ossia di quei sepolcri nel cui atto di concessione siano specificati particolari obblighi a mentenere un determinato cadavere nell’avello in cui fu precedentemente tumulato sino alla scadenza della concessione)
    4) Titolo di trasferimento del cadavere o delle sue trasformazioni di stato (semplice ossame, esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo conservativo causato dall’insorgere di mummificazione, saponificazione o corificazione verso una nuova destinazione ritumulazione, inumazione in campo inconsunti per almeno 5 anni (bastano 2 anni se il prodotto da mummificazione, saponificazione o corificazione è addizionato con sostanze biodegradanti) oppure cremazione. Per il solo ossame vale quanto detto prima (ossario comune o raccolta delle ossa in cassetta ossario.
    Una volta accertato il sussistere delle condizioni ci cui sopra il comune autorizza l’estumulazione stabilendo giorno ed ora.

    All’operazione debbono assistere necessariamente due figure istituzionali:

    l’addetto al servizio di custodia che verifica preliminarmente se la tomba e la bara oggetto dell’operazione sia quelle giuste e procede alla rimozioner di lapide e tamponatura del loculo per estrarre il feretro ed aprirlo.
    Un operatore della locale AUSL che, invece, deve valutare se il feretro presenti le condizioni di legge (tenuta stagna della vasca zincata ed adeguata resistenza del cofano ligneo allo stress meccanico causato dal peso del cadavere) per il trasporto in altro luogo oppure se la spoglia mortale rinvenuta quando si scoperchia la bara sia ancora intatta oppure già riducibile in cassetta ossario, poichè completamente mineralizzata.
    In rapporto alla fattispecie effettuale rilevata (ossa, cadavere inconsunto, feretro da traslare…) debbono esser utilizzati sistemi di contenimento e trasferimento adeguati (asd esempio per neutralizzare la residua percolazione di liquidi post mortali) se si decide di effettuare il trasporto.

    Di solito è consuetudine emanare un’ordinanza del sindaco, di concerto con l’AUSL competente per territorio per regolare esumazioni ed estumulazioni in cui siano specificati i criteri da seguire nelle diverse situazioni che si potrebbero presentare.

    Questo provvedimento del sindaco assume maggior importanza e contralità se la funzione specifica svolta dall’autorità sanitaria viene delegata, con atto scritto, al personale necroforo in servizio presso il cimitero (in genere tale compito viene assunto dal responsabile del servizio di custodia).

    La responsabilità rivestita dall’addetto al servizio di custodia è quella di incaricato di pubblico servizio, si veda, a tal proposito anche l’Art. 17 del DPR 15 luglio 2003 n. 254.

    Dopo questa lunga ma indispensabile premessa posiamo trarre qualche conclusione:

    E’quanto mai opportuno procedere all’apertura delle bare solo quando quest’ultime siano state trasferite in camera mortuaria, lì, infatti, si potranno eseguire tutti gli interventi in condizione di maggior sicurezza, per tutelare l’igiene pubblica dai miasmi cadaverici che spesso si diffondono nell’ambiente circostante quando si taglia il coperchio di lamiera, con grave danno anche per l’immagine stessa del cimitero.

    L’accesso alla camera mortuaria sarà consentito solo ai diretti interessati (parenti del defunto, personale necroforo e sanitario) eliminando atteggiamenti voyeuristici di visitatori o passanti occasionali troppo morbosamente curiosi.

    Non occorre assolutamente sfasciare la bara con mosse o gesti chiassosi, del tutto superflui ed inutili, una volta svitato il coperchio di leglio, basterà incidere il nastro metallico lungo il bordo con un’apposita forbice.

    Ai sensi del DPR 254/03 che regolamenta lo smaltimento dei rifiuti provenienti da attività cimiteriale le ossa umane devvono esser accuratamente separate da altri avanzi come assi di legno, stracci, brandelli di vestiti oppure imbottiture, maniglie, rottami di lamiera…

    Non è quindi consentito lasciare ossa, ancorchè piccole, nella casse da avviare alla discarica.

    Per la riduzione dell’ossame in cassetta ossario di norma si segue questo criterio: le ossa costituenti il corpo umano, anche se non del tutto sciolte, debbono esser manipolate senza manovre brusche, torsioni oppure strappi per lacerare gli eventuali tessuti organici che potrebbero ancora ricoprirle.

    Le eventuali trasgressioni a questo protocollo operativo ai sensi dell’Art. 87 DPR 285/90 debbono esser segnalate al responsabile per il servizio di custodia, egli provvederà a denunciare al sindaco in quanto titolare dei poteri di controllo e vigilanza sui cimiteri ed all’autorità giudiziaria i casi che potrebbero configurarsi come il reato di vilipendio di cadavere.

    Occorre una precisazione: con la circolare n. 10 del 31 luglio 1998, la Legge 130 del 30 marzo 2001 ed il DPR 285/90 i cadaveri, cui il nostro ordinamento giuridico riconosce determinate protezioni, dopo il periodo legale di sepoltura (10 anni per i defunti inumati, 20, invece, per quelli tumulati) se incorrotti a causa di saponificazione mummificazione o corificazione sono considerati in via amministrativa resti mortali, ossia esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo/conservativo.

    L’esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo/conservativo è un’entità medico legale piuttosto complessa la cui posizione nel nostro ordinamento di polizia mortuaria è, in qualche modo, affievolita rispetto a quella prevista per i cadaveri umani, così, almeno è parsa orientarsi la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione che non condannò per vilipendio di cadavere un necroforo accusato di aver disciolto con l’acido non un cadavere, bensì un resto mortale (ovvero un cadavere umano saponificato, mummificato o corificato dopo il periodo legale di sepoltura).

    L’imputato, quindi, fu soggetto solo alle sanzioni amministrative contemplate dall’Art. 107 DPR 285/90.

    sarebbe interessante poter visionare direttamente la condizione in cui versavano i cadaveri dei suoi due famigliari, ma immagino non sussista alcuna prova fotografica.

    Conoscendo la malapianta della cattiva amministrazione dei nostri cimiteri (difficilmente il capo del personale denuncerà i suoi stessi necrofori che da lui prendono ordini per un comportamento da lui stesso autorizzato) l’unica vera soluzione per svegliare le coscienze assopite sarebbe una campagna d’informazione sulla stampa locale dotata di ricca documentazione fotografica per stigmatizzare l’assoluta illegalità di certe operazioni cimiteriali già di per sè piuttosto scabrose.

    Nella speranza di esserLe sttao di qualche aiuto Le formulo i miei più sinceri saluti

  12. Vincenzo

    Diversi giorni addietro mi recai a Trapani per l’estumulazione di due miei cari.
    Ebbene questo vi racconto e per questo chiedo il vostro consiglio su eventuali azioni realizzabili
    perchè quello che è successo non accada mai più.
    L’estumulazione è stata condotta con metodi violenti
    e senza alcun rispetto per i resti mortali che sono stati ritrovati “abbastanza” umidi.
    Le casse sono state “posate” a terra con violenza,aperte a calci e a colpi di spranga
    tra la comicità generale di chi ha eseguito il lavoro.
    Le ossa poi sono state raccolte grossolanamente e diverse (seppur piccole)
    sono state tralasciate nelle bare come rifiuti.
    Allora vi chiedo consiglio: è questa la normalità,profanare una sepoltura è divenuta una normalità?
    Cosa posso fare data la presenza di testimoni?
    Sia chiaro che non voglio punire nessuno ma solo evitare che episodi spiacevoli come questo si ripetano.
    Grazie anticipatamente per la vostra risposta,

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