Stato Civile & Polizia Mortuaria: il problema e la procedura del “Giunto Cadavere” alla luce del D.P.R. n.396/2000: quali le competenze?

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L’art. 1 della Legge 29/12/1993 n. 578 (Norme per l’accertamento e la certificazione di morte), recita: “la morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo”, tale legge stabilisce inoltre i metodi per l’accertamento di morte, gli obblighi per i sanitari, i tempi di osservazione dei cadaveri e le sanzioni inflitte nel caso in cui non venga rispettata la suddetta normativa.

 

Il permesso/licenza di seppellimento… non esiste più, almeno dal 30 marzo 2001, quando, cioè entra in vigore il D.P.R. n.396/2000.

Esso, infatti, ha, semplicemente, mutato denominazione e natura: oggi si dovrebbe parlare di autorizzazione all’inumazione. oppure di autorizzazione alla tumulazione (art. 74 D.P.R. n.396/2000).

recuperoLa concessione di una tra queste autorizzazioni spetta all’Ufficiale di Stato Civile del comune di decesso (salvo solo il caso in cui non sia noto il luogo di decesso, eventualità nella quale competerebbe all’Ufficiale di Stato Civile del comune in cui il corpo e’ deposto (= giunto cadavere) (art. 72 D.P.R. n. 396/2000).

L’autorizzazione al trasporto concerne, anche quando il cadavere sia stato trasferito altrove (ad es. per disposizione (scritta) della c.d. pubblica autorità) al comune di decesso (vedi, anche, punto 2, 2. lett. b) circolare Min.Sanita’ n. 24 del 24/6/1993).

Nell’ipotesi in cui l’evento della decesso si sia consumato in circostanze particolari, quasi “estreme”, e non sia possibile individuare esattamente il luogo dell’exitus (rinvenimento di persona già cadavere, o sopravvenuto decesso durante il trasporto presso una struttura ospedaliera), il Massimario per l’ufficiale dello stato civile, nell’edizione dell’anno 2011, si è pronunciato ritenendo che l’Autorità sanitaria debba procedere a trasmettere l’avviso di morte all’ufficiale dello stato civile del Comune sede dell’istituto ospedaliero in cui la morte è stata certificata.

Come, infatti è stato rilevato in dottrina solo nelle situazioni più estreme quali decapitazione, maciullamento, avanzata decomposizione la dottrina (M. Cingolani, L. Leone, R. Penna,Problemi medico-legali, La guardia Medica 2004, Menarini edizioni) sarebbe ammissibile la l’eventualità che l’assoluta certezza della morte sia attestata non già dal necroscopo, ma anche dal medico che per primo esamina il cadavere, nel luogo in cui quest’ultimo si trova.

Tale avviso, prosegue il Massimario, qualora non siano note tutte le doverose e puntuali indicazioni di cui all’art. 73 del Regolamento dello Stato Civile di cui al D.P.R. n.396/2000, deve riportare solamente la circostanza effettuale che il defunto è «giunto già cadavere in ospedale” o è stato «rinvenuto cadavere». Conseguentemente, l’ufficiale dello stato civile che riceve questa trasmissione deve formare l’atto di morte civile e riportare sugli appositi fascicoli tutte le annotazioni di rito, nonché rilasciare le relative autorizzazioni all’inumazione o tumulazione, riportando i dati così come indicati nella comunicazione del decesso recapitata dalla struttura sanitaria, stante, in ogni caso, la necessità di registrare tempestivamente il fatto luttuoso anche quando non siano noti alcuni degli elementi previsti dal citato art. 73 per la stesura dell’atto di morte.

È ovvio, conclude il Massimario, che l’atto di morte così redatto potrà essere successivamente integrato tramite l’ordinaria procedura di rettificazione (o di correzione di errore materiale, nei casi in cui questa sia possibile ai sensi della Circolare F/397 – prot. 5999 del 4 giugno 2008) qualora vengano acquisiti e accertati ulteriori elementi di conoscenza riguardo anche al luogo ove è avvenuto il decesso nelle circostanze prospettate.

In Emilia-Romagna, ad esempio, nel frangente di “giunto cadavere al Pronto Soccorso”, di morte improvvisa e/o non spiegabile, di decesso senza assistenza medica, di decesso sulla pubblica via o comunque fuori dall’ospedale, come previsto dall’art. 8, comma 1, della Legge Regionale. n. 19/2004, in assenza di ipotesi di reato, occorre compilare la ML M/P02/14 “Scheda per istruttoria decessi nel territorio in applicazione della L.R. 19/2004” da parte del medico necroscopo che procederà ad una istruttoria raccogliendo gli elementi necessari ai fini valutativi per definire la causa di decesso.

Qualora questa non sia definibile dopo l’istruttoria effettuata, il medico necroscopo chiederà la valutazione medico legale (riscontro diagnostico?) per ulteriori approfondimenti ( Il certificato necroscopico non deve contenere la causa di morte (art. 74 del D.P.R. 396/2000 e art. 4 del D.P.R. 285/1990) che deve, invece, essere riportata nella scheda ISTAT prevista e disciplinata dai commi 6 e 7 dell’art. 1 del D.P.R. n. 285/1990).

Il problema “Concessione Cimiteriale” in dottrina e giurisprudenza: natura e forma dell’atto.

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Piglio l’abbrivo, nella stesura di questo breve saggio, con una citazione d’autore, traendo esplicitamente spunto dalle note di Paolo Richter ne: “Il diritto al sepolcro tra normativa statale, regolamenti comunali e clausole contrattuali”, testo liberamente reperibile on line.

“Il vocabolo “concessione” è di derivazione settecentesca, ante rivoluzione francese, siamo, dunque, in piena epoca di assolutismo monarchico, e indicava gli atti di benevolenza sovrana – fons honorum – con i quali si attribuiva un privilegio nel senso che si riconosceva “al beneficiario una condizione particolare [di vantaggio] , di cui altri non godeva”; si pensi, in proposito, alle materie di prerogativa della Corona, quale quella dei titoli nobiliari e degli ordini cavallereschi. La moderna legislazione democratica degli Stati, succedutasi nel tempo, ha conservato il termine solo come struttura logica, cambiandone tuttavia il significato semantico, il quale oggi si estende a materie che un tempo erano rette dal diritto privato. Il primo assetto teorico dei procedimenti concessori (e autorizzatori) si deve agli studi di O. Ranelletti (in Rivista italiana per le scienza giuridiche anni 1894, 1895, 1896), secondo cui l’effetto principale di tali procedimenti consiste nel conferire nuovi diritti in capo a soggetti estranei alla P.A. (M.S. Giannini, Diritto Amministrativo, vol. II, Giuffrè, 1993, 652 ss.)”.

Secondo il più tradizionale dibattito giuridico (Romano e Sandulli), la concessione è la manifestazione di volontà, avente rilevanza esterna, con il quale la Pubblica Amministrazione (P.A.) conferisce ex novo posizioni giuridiche attive, nella sfera del destinatario, di cui egli non era precedentemente titolare, ampliandone in tal modo la sfera d’azione nel mondo del diritto.

La concessione, ad avviso della dottrina più recente, è altresì definita come il provvedimento amministrativo tramite il quale la P.A. attribuisce ai concessionari diritti di cui essa stessa è titolare (c.d. concessioni traslative) o che sorgono con la concessione (c.d. concessioni costitutive): Mattarella, voce Atto amministrativo, tipologia, in Dizionario di diritto amministrativo, a cura di Clarich e Fonderico, Milano, 2007, 82.

Si coglie così la divaricazione semantica e funzionale con l’autorizzazione intesa, secondo la definizione della dogmatica più risalente (O. Ranelletti) come l’atto della P.A. che rimuove gli impedimenti giuridici posti all’esercizio di un diritto o potere che già esiste in capo al privato. Più precisamente, secondo l’impostazione della dottrina dominante, l’autorizzazione si distingue dalla concessione poiché nella prima si rimuove un limite legale generale che inibisce lo svolgimento di un’attività riguardante un preesistente diritto soggettivo, potere o facoltà i quali – invece – nella concessione, non esisterebbero già prima nella sfera giuridica del privato, tant’è che a fronte del potere concessorio della P.A., il privato vanta un mero interesse legittimo pretensivo al provvedimento.
Oltre che dal punto di vista strutturale, attenta dottrina (R. Garofoli – G. Ferrari, Manuale di diritto Amministrativo, Nel diritto Editore, 2012, 931) ha osservato come concessione e autorizzazione differiscano tra loro anche per la fisionomia dei rispettivi procedimenti: la legge sul procedimento amministrativo ha infatti sostituito l’autorizzazione necessariamente espressa con l’istituto del silenzio-assenso (art. 20 L. 7 agosto 1990, n. 241: per i provvedimenti autorizzatori a limitato tasso di discrezionalità) e con la segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A.) – già denuncia di inizio attività (D.I.A. – art. 19 L. 241/1990: per i provvedimenti autorizzatori impropri, stante la natura vincolata dell’azione amministrativa che li riguarda, oggi questi due istituti, tra l’altro sono stati profondamente riformati dalla recentissima “Legge Madia”: L. n.124/2015 sotto l’impulso di una certa spinta liberalizzatrice).

La concessione di aree cimiteriali rientra nel novero della concessioni c.d. traslative , atteso che – a differenza di quelle c.d. costitutive – il diritto sussista in capo alla P.A., sicché si può addivenire a questa asseverazione: in capo al privato passa, tramite un provvedimento esplicito (= il famoso ed aulico “regolare atto di concessione” ex Art. 98 comma 1 D.P.R. 285/90 quale condicio sine qua non per poter vantare diritti sul bene cimiteriale) l’esercizio di un diritto ravvisabile, nel caso di specie, nella possibilità di sfruttare le utilitates connesse al bene pubblico identificato nello spazio cimiteriale, oggetto di concessione (in tal senso, E. Casetta, Manuale di diritto amministrativo, Giuffrè editore, 2006, 320).

La concessione a privati delle utilità, derivanti dall’utilizzo beni pubblici, produce fenomeni giuridici di carattere patrimoniale i quali possono essere semplici, ma anche molto articolati. Nel primo caso tali rapporti sono regolati dalle clausole della concessione o del “disciplinare”, allegate al provvedimento di concessione, predisposte unilateralmente dalla P.A., ma ad effetti bilaterali. Gli esiti, cui s’addiviene, diventano invece complessi quando in capo ad entrambe le parti del rapporto concessorio sussistano obblighi patrimoniali con le caratteristiche proprie dell’obbligazione; in tale evenienza, al provvedimento concessorio si collega un contratto negoziato tra le parti (c.d. contratto accessivo della concessione); in certi frangenti, tuttavia, si segue la pratica degli atti c.d. di sottomissione, in cui il privato dichiara in via preventiva che accetterà certe clausole (M. S. Giannini, Diritto Amministrativo, cit., 431 ss.). La dottrina, per lungo tempo, ha seguito la tesi di O. Ranelletti, secondo cui le concessioni sarebbero state da reputare quali atti amministrativi ad effetti bilaterali. La giurisprudenza, invece, ha da subito preferito applicare al rapporto patrimoniale le norme sulle obbligazioni e, poi, quelle sui contratti, delineando così la figura della “concessione-contratto” (Corte Cass., 12 gennaio 1910 in Riv. Dir. Comm., 1910, 248, ove si afferma che la concessione o, meglio, il procedimento concessorio consta di due momenti giuridici distinti e precisamente: a) un “atto di sovranità”; b) una “vera e propria stipulazione di contratto” di diritto privato, per la disciplina degli aspetti di carattere patrimoniale).

Anche la dottrina più evoluta ha finito col rigettare la teoria del Ranelletti e, trovando più convincente l’approccio metodologico giurisprudenziale, ha, così, sviluppato una dogmatica degli atti negoziali della pubblica amministrazione e della relazione tra l’atto amministrativo e il contratto. In buona sostanza, i due atti sono strettamente collegati, atteso che l’annullamento del provvedimento concessorio a monte produca riflessi sulla concessione-contratto a valle che diviene inefficace e non viceversa, si motiva così la scelta di devolvere alla giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo le controversie tra concedente e concessionario, ex art. 5 L. 6 dicembre 1971, n. 1034, ora art. 133, comma 1, lett. b) Codice del Processo Amministrativo approvato con D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104.

In materia di contenziosi concessori, si segnala l’orientamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (formatosi prevalentemente in relazione a controversie possessorie) secondo cui, nelle liti tra privati, in cui il rapporto concessorio di una delle parti con la Pubblica Amministrazione costituirebbe il semplice presupposto storico della controversia tra i privati senza che il rapporto concessorio sia in alcun modo coinvolto o ne sia minimamente intaccato, un problema di difetto di giurisdizione del giudice ordinario non si può neppure porre (cfr. in tal senso, in generale, Cass. Sez. Un. n. 1392 del 4 febbraio 1993; n. 114 dell’8 gennaio 1992, n. 3269 del 19 aprile 1990, Ord. n. 404 del 22 giugno 1989, sent. n. 5769 del 22 dicembre 1989).

A rischio per mancanza di soldi i Servizi cimiteriali a Trapani

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Stato di agitazione a Trapani per i lavoratori del cimitero comunale e dell’isola ecologica del Lungomare Dante Alighieri. I sindacati Fp Cgil, Filt Cisl, Uiltucs, Usae e Usb hanno deciso di riunirsi per fare il punto sulla situazione ieri.
Con gli equilibri di bilancio approvati dal consiglio i due servizi si sono ritrovati senza un euro in bilancio.
L’amministrazione comunale li ha prorogati per un mese, coprendo per intero quello di gennaio, ma dal primo di febbraio i lavoratori della “Trapani Servizi” – società del Comune – che si occupa della pulizia del cimitero e dell’isola ecologica potrebbero fare i conti con la revoca dei due servizi.
“Quello che ci preoccupa – affermano alcuni sindacalisti – è che i tagli alla partecipata possano causare esuberi di personale. C’è stato un vertice con “Trapani Servizi”ed è stato comunicato informalmente l’intendimento del Comune di adottare una variazione di bilancio per recuperare una cifra da destinare a cimitero e isola ecologica, somma che tuttavia non basterebbe a coprire tutti i costi, mettendo a rischio il futuro occupazionale di parte dei 20 dipendenti attualmente impiegati.

Genova: aggressione al cimitero di Sestri Ponente

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Potrebbero essere le telecamere del circuito di sorveglianza del cimitero di Sant’Alberto o quelle delle case vicine, a fornire elementi utili ad individuare il rapinatore che ha aggredito e rapinato un’anziana 70enne mentre portava fiori sulla tomba della sorella al cimitero di Sestri Ponente a Genova.
Le forze dell’ordine che indagano sulla violenta aggressione visioneranno le immagini registrate alla ricerca di tracce dell’uomo sui 35-40 anni che ha assalito l’anziana pensionata alle spalle e l’ha costretta a consegnare l’orologio, collana d’oro e orecchini e la borsa contenente circa 300 euro in contanti.

Raggio verde al servizio del cimitero

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Al cimitero di Sant’Angelo lodigiano è stato sperimentato un nuovo sistema di allontanamento dei piccioni che imbrattavano l e tombe e originavano molte proteste da parte della popolazione.
Si tratta di un metodo pare inventato in Olanda: Si proietta un laser verde nell’area in cui si concentrano i volatili, con un dispositivo concesso in gestione solo ad agronomi e ad aziende specializzate in disinfestazione.
Il raggio viene percepito dai volatili come un ostacolo gigantesco che si muove a velocità elevata- Gli animali si spaventano e volano lontano anche chilometri.

Riaperti alcuni cimiteri a Norcia dopo il terremoto

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Riaperti a Norcia, il 12 gennaio 2017, il cimitero del capoluogo e quelli delle frazioni di Biselli, Forsivo e Cortigno, chiusi dopo le forti scosse di terremoto del 26 e 30 ottobre 2016. Il cimitero di Norcia, dopo gli interventi di messa in sicurezza, è riaperto per la sola parte nuova; la vecchia, infatti, è ancora in fase di sistemazione.
Nei prossimi mesi verranno riaperti anche i cimiteri di Serravalle, Ospedaletto, Nottoria, Pescia, Frascaro, Capo al Campo ed Agriano, previa realizzazione di alcune opere di messa in sicurezza e manutenzione.

Cagliari: sospesa temporaneamente l’accettazione di salme da cremare

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A causa di un «ingente numero di salme pervenute e in attesa di cremazione» nel cimitero di San Michele a Cagliari, «per garantire il rispetto delle norme igienico sanitarie non sarà possibile accogliere ulteriori salme per la cremazione sino a domenica 15 gennaio 2017».
L’accoglienza (sospesa da venerdì 6 gennaio 2017) riprenderà «a partire da lunedì 16 gennaio».

Ghiaccio e neve nei cimiteri. Chiusi alcuni per precauzione

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Questa mattina sono stati chiusi a Bologna, causa neve e lastre di ghiaccio, i cimiteri della Certosa e di Borgo Panigale, restano garantiti i riti funebri. Le previsioni meteo di Arpa segnalano per oggi la presenza di pioggia che gela al suolo e la possibilità di deboli nevicate in serata.L’amministrazione comunale raccomanda dunque la massima prudenza ai cittadini.

Influenza: un primo bilancio per la stagione 2016-2017

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Riportiamo l’articolo a firma di Caterina Rizzo e Antonino Bella – Istituto superiore di sanità, pubblicato il 5 gennaio scorso, su epicentro.iss.it, dal titolo: Influenza: un primo bilancio per la stagione 2016-2017.

Grazie al contributo della Rete InfluNet e della Sorveglianza integrata dell’Influenza anche nella stagione 2016/2017 è possibile descrivere l’andamento dell’influenza in Italia.

Questa stagione presenta alcune peculiarità: è caratterizzata da un anticipo di circa 3 settimane, da una rapida impennata dell’incidenza delle sindromi simil influenzali e da un elevato numero di casi nei soggetti di età ≥ 65 anni rispetto alle scorse stagioni (esclusa la stagione pandemica 2009/2010). Infatti, in tutte le Regioni italiane il periodo epidemico è iniziato nell’ultima settimana del 2016, ovvero in largo anticipo rispetto agli anni passati, quando veniva raggiunto tra fine gennaio e inizio febbraio.

Nello specifico dall’inizio della sorveglianza sono stati registrati 1.947.000 casi in tutta Italia. Il livello di incidenza, dal 26 dicembre 2016 al 1 gennaio 2017, è stato pari a 10,12 casi per mille assistiti: nello stesso periodo della passata stagione influenzale raggiungevano a malapena i 2 casi per mille assistiti. Ad alimentare la crescita, come ogni anno, i contagi tra i bimbi sotto i cinque anni, tra cui si sono registrati 27,6 casi per mille assistiti. Ma l’incidenza aumenta soprattutto tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni, tra cui ci sono stati 6,34 casi per mille assistiti, il doppio rispetto alla settimana precedente (quando erano 3,32).

La quasi totalità dei virus influenzali antigenicamente caratterizzati è simile ai ceppi contenuti nel vaccino (96% dei virus A/H3N2 e 100% dell’AH1N1) per la stagione 2016/2017 sottolineando che ad oggi non vi è mismatch dei ceppi circolanti rispetto a quelli contenuti nel vaccino.

Dall’inizio della sorveglianza sono 31 i casi gravi di influenza confermata, 4 dei quali deceduti, riportati al sistema di sorveglianza da 10 Regioni e Province Autonome. L’età mediana dei casi segnalati è di 67 anni (range 3-88) e il 61% ha più di 65 anni. L’83% dei casi gravi e dei decessi di influenza confermata segnalati al sistema, presenta almeno una patologia cronica preesistente. Nella maggior parte dei casi gravi è stato isolato il virus A/H3N2 (58%) seguito dal virus A/H1N1pdm09 (16%) e tutti i decessi sono stati causati dal virus A/H3N2. I dati relativi all’eccesso di mortalità in Italia per tutte le cause rientrano nell’atteso e non mostrano fino ad ora il superamento delle soglie di allerta.

È molto importante ricordare che durante le stagioni influenzali dominate dal virus A/H3N2 vengono colpiti da forme severe di influenza soprattutto gli anziani e i soggetti con condizione di rischio, pertanto questi soggetti se non vaccinati, devono mettere in atto misure di protezione personali (misure non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza applicando le seguenti azioni:
lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici)
buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani)
isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale
uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali).

Costa caro al custode del cimitero di Arienzo assentarsi durante l’orario di lavoro

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Succede ad Arienzo (Caserta). Restano chiusi dentro al cimitero. parte una richiesta d’aiuto. Arrivano i carabinieri.
I carabinieri accertano l’assenza del custode sul luogo di lavoro, senza alcuna autorizzazione, il quale avrebbe dovuto espletare il turno dalle ore 8 alle 14.

I militari quando si sono recati via Cappuccini hanno constatato la chiusura del cancello d’ingresso del cimitero e la presenza di alcuni cittadini all’interno, impossibilitati ad uscire.
E così parte pure la denuncia per assenteismo e interruzione di pubblico servizio: sono queste le accuse ca carico del custode del cimitero di Arienzo.
Sono in corso le procedure per la quantificazione e la restituzione della somma illecitamente percepita.

A Bologna un funerale solenne per un mito del calcio morto nei giorni scorsi

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La tribuna centrale dello stadio Dall’Ara di Bologna porterà il nome di Ezio Pascutti. Lo ha deciso il sindaco di Bologna Virginio Merola, per onorare la memoria dell’attaccante rossoblù scomparso a 79 anni nei giorni scorsi.
La città ha salutato Pascutti (una vera istituzione per il calcio bolognese e non solo) con una giornata di lutto cittadino, in occasione del funerale che si è svolto nella Cattedrale di San Pietro.
I rintocchi della campana dell’Arengo hanno accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa, e la bandiera comunale è stata esposta a lutto.
Imponente la folla presente.
L’Amministrazione comunale ha concesso anche alla famiglia, a titolo gratuito, un’urna cineraria di pregio su supporto marmoreo, al cimitero della Certosa di Bologna, e l’esonero delle spese della cremazione.

E’ polemica a Savona per il forte aumento delle tariffe cimiteriali

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Il Comune di Savona cerca di arginare la situazione di bilancio intervenendo massicciamente sul sistema tariffario di cremazioni e servizi cimiteriali, scatenando la forte reazione delle opposizioni.
Nel giro di due mesi la GM ha aumentato le tariffe di cremazioni e servizi cimiteriali.
Le tumulazioni provvisorie sono passate da 88 a 200 euro per ogni anno di occupazione in colombari del Comune in attesa di tumulazione definitiva della salma, da 37 a 100 euro per la posa di ornamenti funebri.
L’apertura o chiusura di tombe e colombari sale da 151 a 250 euro o ancora l’esumazione ordinaria delle salme passa da 166 a 200 euro.
La dispersione delle ceneri in area cimiteriale dedicata è passata da 58 euro a 200 euro. Mentre conservare le ceneri nel cinerario del Comune costerà da 27 euro a 150 euro. E ancora l’affidamento delle ceneri ai familiari che prima costava 32 euro sale a 150 euro.
E, parallelamente il Consiglio comunale ha deliberato di ridurre la durata delle concessioni cimiteriali per colombari, loculi e cellette ossari, ma con le tariffe aumentate un mese prima dalla giunta.
Gli aumenti, a durata più bassa, sono dell’ordine di circa 100 euro per loculi e ossarietti.
E la protesta monta, visto che se prima si pagavano 4 mila 400 euro per un loculo in prima fila e per 50 anni, oggi se ne pagano 4 mila 500 e con la durata della concessione abbassata a 30 anni.
Aumentate anche le esumazioni e le raccolte dei resti di salme tumulate ma, sottolinea il Comune, nei 500 euro (prima erano 366) è compresa la fornitura della cassetta.

Meno sceriffi e più posti letto

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Il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, dopo aver convocato tutti i responsabili delle Asl e delle aziende ospedaliere della Campania, ha chiesto di ”avviare immediatamente le procedure di licenziamento dei responsabili del pronto Soccorso e del presidio ospedaliero di Nola” in riferimento alla situazione del nosocomio dove malati sono stati adagiati a terra in assenza di letti e barelle.
I carabinieri del Nas sono stati inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin all’ospedale civile ‘Santa Maria la Pietà’ di Nola (Napoli), dove i pazienti del pronto soccorso sono curati a terra, senza barelle, separati dal pavimento solo da copertine. I Nas dalle ore 10 di questa mattina sono nel nosocomio a controllare quanto accaduto.
”Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza. In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo ‘sequestrate’ due alle autoambulanze per far fronte all’emergenza venutasi a creare”. Così Andreo De Stefano, direttore sanitario dell’ospedale. Una situazione “eccezionale” provocata, secondo De Stefano, dall’afflusso di utenti nel pronto soccorso tra sabato e domenica, e che – sostiene – va tornando verso la normalità, senza più pazienti disposti sul pavimento. ”Tra sabato e domenica sono arrivate 265 persone – ha spiegato – a fronte delle 150 circa che arrivano in media, complice anche il freddo che ha gelato le strade, e che ha costretto molte persone della provincia di Avellino a venire a Nola anziché andare altrove. E quando qualcuno giunge al pronto soccorso non possiamo certo mandarlo via, abbiamo preferito mettere a terra le persone piuttosto che non prestare loro assistenza”.

De Stefano descrive poi lo stato delle due persone ritratte nella foto che ha fatto il giro dei social. “Una di quelle persone era in arresto cardiaco, ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto”, spiega. A suo giudizio le immagini mostrate in tv ”non hanno dato una bella immagine dell’ospedale, ma era l’unica soluzione per far fronte all’emergenza”. ”L’altra persona ritratta a terra – ha raccontato – era stata messa in posizione antisoffocamento perché era in preda al vomito”.

Commento:
Pur riservandoci la lettura della relazione dei NAS, meglio salvare qualche persona distesa per terra, che farla morite girando tra gli ospedali.
Sempre più complicato lavorare in Italia! Ci sentiamo, anche contro il sentimento comune, di comprendere chi lavora in stato di difficoltà. meno sceriffi e più posti letto!

Fiorista di cimitero gambizzato

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il 31 dicembre 2016, a pochi metri dall’ingresso del cimitero di Uboldo (Varese), un giovane venditore di fiori originario del Bangladesh è stato ferito alla caviglia da uno sconosciuto che ha esploso contro di lui alcuni colpi di pistola.
Sull’episodio indagano i Carabinieri di Saronno che hanno avviato ricerche in tutto il saronnese per individuare l’uomo che avrebbe sparato.
Il giovane da qualche tempo vendeva fiori nella zona del cimitero.
L’uomo che avrebbe sparato secondo alcune testimonianze era a volto coperto ed è fuggito facendo perdere le sue tracce.
Fortunatamente il ferito non ha riportato gravi lesioni.
Già era stato oggetto di atti intimidatori per la vendita di fiori. Saranno le indagini dei militari a fare chiarezza sull’episodio.

Morto in casa: il medico non può constatare il decesso causa neve

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Succede a Fraine, comune in provincia di Chieti, di 337 (-1) abitanti perché la tormenta di neve ha reso irraggiungibile il paese.

E poco distante, a Schiavi di Abruzzo, sempre nel chietino, due carri funebri sono rimasti bloccati per ore in mezzo alla tormenta.

Una persona anziana deceduta a Fraine è rimasta senza constatazione del decesso da parte del medico. E anche l’arrivo delle pompe funebri è stato …. ritardato a tempi migliori!

La forte bufera di neve di qualche giorno ors sono su tutto l’Alto Vastese ha reso nulla la visibilità. E’ quindi impossibile percorrere le strade interpoderali che da Castiglione Messer Marino conducono a Fraine.

E due carri funebri, che trasportavano il feretro, sono rimasti bloccati per ore in mezzo alla tormenta di neve sulla provinciale che risale verso l’abitato. I due mezzi sono rimasti nella neve a pochi chilometri di distanza dal paese e dal cimitero. Un trattore è intervenuto per soccorrere i due carri e permettere loro di raggiungere il cimitero di Schiavi.

Fidenza, cimitero del capoluogo: si rifanno 5000 metri quadri di coperto

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Via dal tetto del cimitero di Fidenza 5 mila metri quadrati di pannelli di eternit, sostituiti da un moderno sistema fotovoltaico che produrrà con l’energia solare circa 100 kw. E’ questo l’importante intervento che è previsto nei primi mesi del 2017 a Parma.
sarà necessario un investimento di 330 mila euro da parte dell’amministrazione comunale. Cifra che, sommata ai precedenti investimenti, fa raggiungere quasi 800 mila euro, investiti in 12 mesi per ammodernare l’intera struttura.
Sulla copertura sarà infine installata una linea vita, necessaria per effettuare future manutenzioni in piena sicurezza.
Giancarlo Castellani, vice sindaco con delega all’Ambiente, si dice molto soddisfatto di questo intervento. «Perché conferma ancora una volta l’attenzione concreta dell’amministrazione ai temi ambientali e, in particolare, al tema della rimozione dell’amianto da tutto il territorio. Amianto contro il quale, non a caso, ci ha dato una solida base il censimento a tappeto che abbiamo effettuato coi droni, diventando un Comune d’avanguardia in questo settore. L’azione sul tetto del cimitero era, poi, un obiettivo in linea col nostro Paes (Piano d’azione per l’energia sostenibile), nel quale figurava proprio una scheda specifica relativa all’intervento di rimozione dell’eternit e di riconversione della copertura a luogo di produzione di energia rinnovabile. Da un problema consistente, abbiamo ricavato una soluzione pulita e moderna. Esattamente il modello che da amministratore della Provincia di Parma, negli anni scorsi, ho sostenuto e visto applicare su più parti del territorio».

Macomer. Il TAR dà ragione al Comune per annullamento in autotutela di gara per project financing cimiteriale

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Il Tar Sardegna ha confermato le ragioni dell’annullamento in autotutela della gara per la realizzazione del nuovo cimitero di Macomer.
I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso del consorzio di imprese Ciro Menotti, il quale nel novembre del 2015 si era aggiudicato la gara bandita dal comune, per la realizzazione del nuovo cimitero nella zona di S’erbagusa, nonchè la gestione dello stesso assieme a quello vecchio di Santa Maria.
Ora si sta procedendo a fare una nuova gara.
I lavori per la realizzazione del nuovo cimitero inizieranno comunque entro il mese di gennaio 2017, perché gli spazi disponibili nel vecchio cimitero sono esauriti.

Al via project financing per realizzare il crematorio di Conegliano

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Presentato in Municipio a Conegliano il programma economico di interventi del nuovo crematorio di Conegliano (TV), che sarà realizzato all’interno dell’ambito del cimitero maggiore cittadino, grazie ad un project financing gestito dalla società Vertitas Conegliano.
La procedura da parte del Comune era stata avviata nel 2013, con l’invito a presentare manifestazioni di interesse.
A seguire nel 2015 la deliberazione del consiglio comunale cittadino che valutava il progetto di pubblico interesse.
La gara nel 2016 e a fine anno l’aggiudicazione.

Pubblicato ISF171, il numero di Gennaio-Marzo 2017 di I Servizi Funerari

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I principali contenuti di questo numero sono:
EDITORIALE
In Italia siamo terribilmente indietro in ricerca e sviluppo
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In Italia siamo terribilmente indietro in ricerca e sviluppo

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In Italia siamo terribilmente indietro in ricerca e sviluppo


La quasi totalità delle norme esistenti in vari Paesi del mondo si preoccupa di garantire che il trasporto funebre avvenga con garanzie per la igiene e sanità pubblica e per evitare, durante il tragitto, percolazioni dal cadavere.
Inoltre è importante che il cadavere sia opportunamente protetto all’interno dell’imballo utilizzato nel trasporto.
E, infine, quando sia possibile, è rilevante consentire a parenti di poter vedere il corpo, giunto a destinazione.
Sono diverse le tecniche utilizzate in Europa per ottenere questi risultati:
a) Il contenitore esterno (bara), che ha anche funzioni estetiche e di prestigio durante il funerale. Ordinariamente è di legno massiccio, ma talvolta anche di altri materiali generalmente a base di legno, più raramente di altro materiale.
b) Ritardare i processi putrefattivi, in caso di trasporti di lunga durata, con funzioni anche protettive dal punto di vista igienico-sanitario. Le tecniche utilizzate sono essenzialmente tre:
1. Uso di contenitore stagno interno alla bara: di materiali come lo zinco, il piombo, in epoche passate; di materiali plastici o compositi, spesso flessibili, in tempi moderni. Spesso è richiesta la ermeticità del contenitore, se non inficia la scheletrizzazione.
2. Uso del freddo, ottenuto sia con mezzi di refrigerazione del vano dell’auto-funebre o del contenitore raffreddato per trasporto, oppure col ricorso a ghiaccio secco nelle vicinanze del corpo, o ancora con sistema di ventilazione / condizionamento sotto o sopra la bara o, infine, a serpentina fredda sottostante il corpo.
3. Uso di tecniche di tanatoprassi (embalming, tanatopraxis), con la aspirazione del sangue dal sistema venoso/arterioso del corpo del defunto e sostituzione con miscele di liquidi conservanti.
c) Evitare la percolazione di liquidi cadaverici, soprattutto nell’immediatezza del decesso e per evitare che nel periodo di cerimonia funebre e fino alla sepoltura si determinino perdite di liquidi cadaverici dalla bara. Le tecniche utilizzate sono principalmente:
1. Uso di un lenzuolino sul fondo della bara, che possa ricoprire anche parte delle pareti verticali (liner). Può essere di materiale biodegradabile o meno.
2. Uso di un elemento assorbi-liquidi, in genere si tratta di uno strato di cotone naturale, talvolta impregnato di sostanze antisettiche.
3. Uso di materiale assorbente. Dai materiali storici, quali segatura di legno, torba carbone di legna polverizzato, fino ad arrivare a quelli più recenti quali i SAP (super assorbenti), anch’essi biodegradabili o non biodegradabili. Per facilitare la degradazione dei liquidi e per favorire i processi scheletrizzanti sono ora usate anche sostanze a base batterico enzimatica, talvolta anche assorbenti.
d) Garantire che non si abbiano cattivi odori cadaverici: situazione in genere risolta dalla combinazione delle tecniche precedenti. Talvolta con l’aggiunta, specie in caso di variazione di pressione per tragitti lunghi o per tragitti aerei, di appositi sistemi equilibratori di pressione (valvole).
e) La visione del corpo giunto a destinazione, è favorita con l’uso di tecniche conservative (in particolare la tanatoprassi) o di veri e propri artifizi (come l’apposizione di oblò ad una controcassa di zinco) o l’uso di contenitori flessibili trasparenti o semi trasparenti, o ancora contenitori flessibili facilmente asportabili.

Non è solamente il tipo di trasporto che determina la natura del contenitore, ma anche la destinazione del defunto (inumazione, tumulazione stagna e areata, cremazione o suoi recenti e moderni succedanei).
Difatti, in funzione della destinazione, è necessario prevedere specifiche tipologie di contenitore (facilmente degradabile se inumato, facilmente combustibile se cremato, con garanzie di mantenimento nel tempo se tumulato in forma stagna, con garanzie di aerazione del corpo se tumulato in forma areata, con facilità di estrazione del corpo per resomation e ecolation).
Sottolineo che la attuale normativa italiana è stata profondamente influenzata dalla Convenzione di Berlino (1937) e che da allora non sono stati apportati cambiamenti sostanziali, sia per effetto della introduzione di materiali innovativi o alternativi, sia per metodiche.
Inoltre è rilevabile che la rigidità delle norme italiane, contrariamente a quanto avviene in taluni altri Paesi, non consente di modernizzare adeguatamente il settore, che vive per lo più in forma difensiva del mercato domestico e non si apre all’innovazione.
Ogni innovazione ha bisogno di investimenti in ricerca, studi, prove.
E l’Italia non brilla certo per questo, sia nel complesso della propria industria, sia – in particolare – nel settore funerario.

Editoriale di Daniele Fogli, pubblicato su I Servizi Funerari 1/2017.
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