Abbandona in discarica abusiva lapidi cimiteriali con scritte e foto: identificato e denunciato

A seguito della segnalazione di alcuni cittadini sul rinvenimento in una discarica abusiva di alcune parti di tombe e lapidi con fotografie ed iscrizioni dei defunti, in via Prenestina, all’altezza di Rocca Cencia, a Roma sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale del Gruppo Torri, in collaborazione con la Polizia Locale di Montecompatri.
I Vigili, sottoponendo dapprima a sequestro il materiale, hanno subito iniziato le indagini: contattati i vari cimiteri di Roma si è scoperto che le lapidi provenivano dal cimitero Verano.
Dagli archivi dell’AMA servizi cimiteriali si è poi risalito alle persone incaricate dello smaltimento delle tombe e delle lapidi dismesse: il regolamento dice che, al momento dell’invio in discarica le tombe, considerate rifiuti speciali, dovrebbero subire un processo di decontaminazione igienica e l’asportazione delle effigi e dei nominativi.
Il responsabile, un cinquantenne italiano, è stato ascoltato dagli inquirenti e denunciato per “vilipendio alla pietà dei defunti”.

Si va verso un crematorio anche a Campobasso

A fine febbraio 2015 il Comune di Campobasso ha pubblicato un bando, con scadenza 18 maggio 2015, per la realizzazione del forno crematorio a San Giovanni dei Gelsi.
Martedì 24 marzo 2015 presso il centro di volontariato Terzo Spazio di via Mazzini si è parlato di questa opportunità di cui intendono usufruire sempre più molisani.
Da qualche anno, infatti, la cremazione non è più un tabù, cresce ogni anno e la tendenza, seppur con maggiori difficoltà al sud, si va diffondendo anche in Molise.
Una associazione molisana per la cremazione esiste già dal 2009 a Campobasso ed è nata proprio per diffondere questo tipo di cultura favorendo, in primis, la nascita di strutture ad hoc.
Oltre che per la cremazione, l’associazione che conta 118 iscritti lavora anche per «favorire la costruzione di locali e spazi da dedicare alle cerimonie funebri non confessionali e per parificare le diverse forme di sepoltura». Il bando dell’Amministrazione comunale prevede un investimento in project financing (comprensivo di progettazione, esecuzione, oneri finanziari, spese tecniche ed altri oneri accessori) di poco più di 1 milione e 800 mila euro.
La concessione durerà 30 anni e sarà affidata al gestore che realizzerà l’opera pubblica di cremazione nel cimitero comunale col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Sorso (Sassari): conflitto di interesse tra impresario funebre e una sorta di previdenza funebre fatta in casa

La “Libera associazione pensionati di Sorso”: organizzazione di “mutuo soccorso funerario” dalle antiche tradizioni ha fatto una triste scoperta: mancano all’appello dei soldi del sodalizio, circa centomila euro.
Il conto corrente del sodalizio è stato prosciugato.
E ora della vicenda si stanno occupando i carabinieri.
L’ammanco non è stato preso bene dai circa 450 aderenti che, anno dopo anno, hanno messo i loro risparmi nell’associazione, contando poi di pagarsi in quella maniera, al momento in cui sarebbe arrivata la loro ora, le spese funebri.
Il nuovo direttivo dell’associazione, insediato nei giorni scorsi, ha scoperto l’ammanco.
Oggi nelle casse sociali dell’associazione ci sono circa 800 euro.
Al centro della bufera è finito il titolare di una nota agenzia funebre di Sorso, convenzionata da anni con la associazione.
Secondo gli accordi, per ogni funerale di un affiliato Lap, l’agenzia avrebbe incassato 800 euro.
Nel 2013 ci fu il passaggio di consegne tra l’allora presidente, oggi ultra novantenne, e l’imprenditore funebre.
Nella denuncia presentata dal neo presidente Piero Piana, si afferma che lo scambio di ruoli tra un presidente e l’altro sarebbe avvenuto alla presenza di una ventina di soci, a fronte di oltre 450 iscritti e – soprattutto – all’insaputa di tutti gli altri.
Negli ultimi 12 mesi dalle casse del sodalizio sono usciti circa 70mila euro, a fronte di nuove quote per 20.000 euro.
L’assemblea dei soci della Lap si è riunita nel palazzo Baronale di via Convento il 12 marzo scorso (oltre un centinaio i presenti).
Il mandato dei nuovi vertici dell’associazione è di fare luce sulle sorti dell’associazione e indagare sull’operato della precedente gestione.
Fra i soci del paese del sassarese, infatti, figurano persone che hanno versato il contributo volontario per oltre 30 anni e che ora rischiano di vederlo vanificato.

Necroforo sospeso dal servizio: beccava soldi da imprese funebri

I Carabinieri del Nas di Udine hanno denunciato e sospeso dal servizio un necroforo, dipendente di una cooperativa di Pordenone appaltatrice dei servizi mortuari dei nosocomi di Tolmezzo e Gemona, che chiedeva denaro per favorire ditte di pompe funebri compiacenti a scapito di altre.
Avrebbe ottenuto un profitto di migliaia di euro l’anno.
I Carabinieri hanno accertato innumerevoli episodi corruttivi tra il 2014 e il 2015, periodo in cui è stata condotta l’indagine ”Morgue”, sotto il coordinamento del pm Claudia Danelon.
Il necroforo è stato denunciato per corruzione ed è stato sospeso dal servizio in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip del tribunale di Udine, Emanuele Lazzaro.

[Fun.News 2775] Riforma del Terzo settore fa passo avanti sostanziale alla Camera

La Commissione Affari Sociali della Camera ha licenziato la riforma del Terzo Settore: Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale
(C. 2617 Governo, C. 2071 Maestri, C. 2095 Bobba e C. 2791 Capone).
Il provvedimento nei prossimi giorni sarà trasmesso alle altre commissioni della Camera competenti (Giustizia, Affari costituzionali, Finanza, Bilancio e Lavoro) le quali dovranno esprimere parere favorevole oppure un via libera condizionato.
Spetterà infine alla Commissione Affari Sociali vagliare queste indicazioni per poi redigere il testo della delega da portare in Aula. Il voto sarà calendarizzato dopo Pasqua.

Il testo è di forte rilevo anche nel campo funebre e cimiteriale poiché il terzo settore incide con le Pubbliche Assistenze, le Misericordie ed Enti similari in attività funebri (trasporto e onoranze) in diverse regioni italiane.
Inoltre, attraverso società di cremazione opera appunto in tale settore.
E da ultimo per il cimiteriale: sia la gestione di cimiteri particolari, come di Cappelle di Confraternita (anch’esse fortemente diffuse in diverse regioni, particolarmente nel Sud Italia).

Il sottosegretario al Welfare Luigi Bobba, che per conto del Governo ha seguito passo dopo passo l’iter della riforma, si è così espresso:
«Rispetto alla formulazione iniziale», esordisce Bobba, «il testo ne esce arricchito, pur mantenendo la direzione e la prospettiva che ci eravamo dati». Ecco dunque i punti qualificanti, secondo Bobba:
Codice civile. «Il testo rispetto alla generalità degli enti del Libro primo del codice civile definisce finalmente il perimetro degli enti del Terzo settore superando il regime concesso».
Codice del Terzo settore. «Finalmente al posto di 25 normative diverse avremo un Codice unico per gli enti non profit»
Registro unico. «La norma dà forma al Registro unico del Terzo settore, che sarà tenuto presso il ministero del Welfare».
Il Consiglio permamente degli enti. «L’attività di vigilanza, indirizzo e monitoraggio un tempo in campo all’Agenzia per il Terzo settore rimarrà di competenza del ministero del Lavoro, che però sarà affiancato da una sorta di Consiglio permanente del Terzo settore.
I Csv. «La loro funzione viene riformulata e allargata a tutti gli enti non profit, quindi non più limitata al volontariato. Avranno però anche un ruolo simile a quello delle centrali per le cooperative a livello di vigilanza. È importante poi che dedichino una specifica attenzione alle realtà più piccole, non dimentichiamo che i 2/3 del soggetti non profit hanno bilanci sotto i 30mila euro».
Impresa sociale. «L’impianto rimane quello iniziale. Due le novità più importanti. Da una parte ci si allinea anche a livello lessicale alle indicazioni dell’Unione europea, dall’altro, rispetto alla remunerazione del capitale, prende come modello le cooperative a mutualità prevalente, ma prevede condizioni differenziabili anche in base alla forma giuridica adottata dall’impresa».