Un servizio fotografico su un cimitero di campagna

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E’ di grande interesse il servizio fotografico effettuato con un drone da un team di eccezione (Matteo Postini producer, Michele Perletti photographer, Leone Belotti writer.) nel cimitero di Laorca, nel lecchese.
Riportiamo alcuni commenti che ritroverete nel servizio fotografico, visionario era link: http://www.ctrlmagazine.it/cimitero-laorca-lecco-drone-foto/

“Esperimento di aero-fotografia sacra: ascensione ab inferiis ad astra, dall’inferno alle stelle, con l’ausilio di una periferica-angelo (che i non credenti chiamano “drone”).
Location: un cimitero in costa di monte, a terrazzamenti, 30 km da Bergamo city, cioè nel cimitero di ….

Gela cimiteriale in affanno: mancano loculi

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Il consigliere comunale, capogruppo del Pd nel Comune di Gela, Vincenzo Cirignotta, è intervenuto sulla vicenda relativa alla continua requisizione da parte del Comune dei loculi cimiteriali delle Confraternite per affrontare l’emergenza di posti al cimitero.
“Tale situazione – ha detto il consigliere – trae origine da una mancata programmazione dell’edilizia cimiteriale da parte delle amministrazioni che si sono succedute nel tempo.
Ai cittadini il rimpallo di responsabilità da un’amministrazione ad un’altra e viceversa poco interessa, poiché vittime di inefficienze che impediscono una pronta e degna sepoltura dei cari estinti.”
“Più che cercare i responsabili e le responsabilità – continua il consigliere – suggerirei all’amministrazione comunale di pensare ad approntare nel breve periodo iniziative che diano soluzioni al problema della mancanza dei loculi, nonché al disagio patito dai nostri concittadini a seguito della mancanza di interventi di manutenzione e pulizia dei cimiteri, i quali dovrebbero essere maggiormente attenzionati al fine di renderli degni luoghi di sepoltura”.

Primo premio architettura Alto Adige ad un ampliamento cimiteriale

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Il Premio Architettura Alto Adige, bandito ogni due anni dalla Fondazione Architettura Alto Adige, ha come fine quello di selezionare e divulgare le opere di architettura realizzate in Alto Adige che si sono distinte per la qualità delle idee e la coerenza costruttiva, attraverso l’impiego di tecnologie, consolidate o innovative. Opere in grado di instaurare un rapporto fecondo con l’esistente costruito, il paesaggio, la committenza e la società.
La giuria dell’edizione 2015 ha selezionato 15 opere tra le 166 opere candidate. La giuria ha privilegiato le opere “…che rispondono alle necessità con discrezione, chiarezza e misura e che dimostrano di procedere nell’elaborazione del progetto, caso per caso, considerando la specificità dei luoghi, delle risorse, dei committenti evitando l’uso di repertori e schemi confezionati. Opere che danno vigore all’identità del luogo e nella collisione con l’esistente producono nuove relazioni spaziali e di uso….”
Ed è importante annotare che quest’anno il Primo Premio + Premio “Edifici pubblici” + Premio “Costruire nell’esistente” è stato assegnato all’Ampliamento del cimitero e risanamento della canonica, San Sigismondo (Val Pusteria) di EM2 Architekten.
“L’opera realizzata è l’esito felice di una strategia di trasformazione che non si impone, ma sollecita la partecipazione collettiva e solo attraverso un esame approfondito, la capacità di ascolto, la persuasione ed il confronto, riesce ad individuare una soluzione condivisa. “….si abbandona ogni atteggiamento aggressivo per intercettare segnali provenienti dalla topografia e dalla tessitura ambientale” (Bruno Zevi) Attraverso impercettibili segni impressi sul paesaggio trovato, l’opera riesce a raggiunge gli obiettivi prefissati e nello stesso tempo infonde nuova vita ad un edificio destinato alla demolizione: il Widum, assume il ruolo di punto di arrivo del percorso del corteo funebre, diventando luogo per celebrare la morte ma, nello stesso tempo accogliendo altre funzioni, luogo per accogliere la vita. L’ambiguità è il valore di questo progetto. L’ampliamento del cimitero è nello stesso tempo un progetto di mantenimento di spazi ed usi consolidati e di attivazione di nuovi ruoli e connessioni. L’ opera mantiene e rafforza le relazioni tra l’insediamento, il paesaggio e la preesistenza non erigendo confini certi, ma progettando sconfinamenti: il vecchio cimitero si perde nell’ampliamento, le lastre di granito nei pascoli, i pascoli nel paesaggio, la morte nella vita, il sacro nel profano…”

A Palermo si discute sulla realizzazione di un nuovo crematorio

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Consorzio onoranze funebri: “Cimiteri e forno crematorio, promesse mancate”
„Si apprezza la visione d’insieme del problema Cimiteriale del Consigliere Maurizio Li Muli presidente della esordiente Associazione So.Crem, società per la cremazione, ma ci corre obbligo fare alcune precisazioni che pervengono dalle Agenzie Funebri, da Tecnico funerario, ed in qualità di Presidente del Consorzio Siciliano Onoranze Funebri “SiC.O.F.” che rappresenta gli operatori e tante agenzie funebri della Sicilia.
Da anni ormai con assiduità abbiamo sollevato la problematica agli uffici ed alle Amministrazioni, che nel tempo non hanno nemmeno affrontato i problemi del cimiteri Palermitani e che pare adesso il Sindaco e questa Amministrazione sta’ mettendo in evidenza, ma senza coinvolgere quanti giornalmente vivono e denunciano agli uffici, i disagi e le carenze dei cimiteri Palermitani e del Forno Crematorio che comunque la settimana prossima dal 23/05/2016 in poi entrerà in funzione.
Il Consorzio ha visto bocciarsi in aula la proposta di realizzazione del Forno Crematorio con annessa Sala del Commiato ideato e progettato dagli operatori funebri del settore, proposta effettuata secondo le linee guida e le richieste dei familiari che giornalmente ci offrono possibilità di ampliare la gamma dei servizi da offrire che vanno dalla professionalizzazione degli operatori di settore attraverso la formazione, che il consorzio offre, alla regolamentazione attraverso un disegno di legge già presentato alla Regione Sicilia per normare il settore.
Mi corre obbligo per correttezza d’informazione, dissentire con il Consigliere Li Muli ch’è anche Presidente della So.Crem, che giustifichiamo in quanto non addetto ai lavori, sulla problematica relativa ai costi di cremazione che sostengono quanti optano per la stessa, i quali non sono da imputare alle Agenzie Funerarie o al costo irrisorio del trasporto, ma alla richiesta dei diritti di Cremazione del Comune di Messina. La realizzazione del nuovo forno consentirebbe di offrire ai Cittadini Palermitani e delle Provincie, che optano per la questa scelta, l’efficienza data un prodotto nuovo e una economicità.
Inoltre stante che la scelta della cremazione è sempre più presente nelle scelte offerte condividiamo appieno il parere del Presidente della So.Crem, che: “costruire un altro grandissimo cimitero sembra più un’operazione immobiliare che sociale”. “Ribadiamo inoltre, che i posti disponibili nei cimiteri non sono sufficienti per il fabbisogno e che anche la cremazione, per un fatto meramente culturale in crescita, diviene, per mancanza di una sistemazione idonea, la soluzione. I cittadini vogliono i loculi, la sepoltura, i campi d’inumazione e anche il forno crematorio, vogliono esaudire le volontà del defunto ed avere la possibilità di scelta dove seppellire i loro cari”.

Il Presidente del Consorzio imprese funebri di Palermo, Carmelo Serafino

Il monumentale di Milano ispira una famosa graphic designer americana

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Una famosa graphic designer americana sta raccontando Milano attraverso una serie di timbri ispirati ai caratteri delle iscrizioni che si possono trovare sulle tombe del cimitero Monumentale.
E’ questo uno degli ultimi progetti della newyorchese Carin Goldberg che, per le edizioni Corraini, ha firmato il set di timbrini chiamato proprio “Monumentale”.
“Io credo – ha detto l’artista – che si tratti di capire le forme, ma poi trovare qualcosa di nuovo in esse e talvolta si tratta solo del contesto. Le parole, le lettere, la tipografia li vediamo di solito sulla carta; i designer le usano come un modo per creare una sorta di illustrazione, un’emozione, una musicalità. Sono a tutti gli effetti degli strumenti”.
Secondo Goldberg il Monumentale è “un luogo di democrazia del design”, oltre che un spazio nel quale, attraverso la deferenza e la quiete, si manifesta in un certo senso l’identità milanese più profonda. Ma è anche un’opportunità di studio per chi si occupa di grafica. “La tipografia – ha aggiunto la designer – qui è incredibilmente diversa, se hai delle conoscenze minime puoi distinguere i diversi periodi e i diversi movimenti, dal XXVI secolo al Deco, all’Art Nouveau… Si possono fare considerazioni formali, ma anche considerazioni emotive… L’architettura, le statue, la tipografia: è come essere dentro una grande illustrazione. C’è tutto nel cimitero, ed è un luogo così accessibile”.

Rapallo: controlli Guardia finanza, lavoratori irregolari in agenzia pompe funebri

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La Guardia di Finanza di Genova nell’attività di contrasto al fenomeno del ‘lavoro nero’ nei confronti delle imprese che operano sul mercato in violazione delle regole di corretta concorrenza ha recentemente svolto ispezione in 12 imprese e in 8 di esse sono state riscontrate 20 posizioni non in regola con le normative previdenziali e assicurative.
I 20 lavoratori, tutti completamente ‘in nero’, sono stati scoperti in un’agenzia di pompe funebri (11), in due imprese edili (3), in due ristoranti (2), in un bar (2), in una falegnameria (1) e in un’attività di soccorso stradale (1).
Gli elementi acquisiti nel corso degli interventi operativi nei luoghi di lavoro saranno ora sviluppati, in modo integrato, ai fini previdenziali-assicurativi e contestualmente anche sotto il profilo strettamente tributario.

Denaro per rilasciare certificati di morte: licenziati 3 dipendenti dell’Anagrafe di Roma

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Il Campidoglio ha licenziato per “giusta causa” tre dipendenti del Comune per aver intascato denaro per fornire certificati di morte che avrebbero dovuto rilasciare gratuitamente. Il procedimento disciplinare a loro carico era stato aperto lo scorso gennaio: i tre lavoratori erano in organico alla Direzione Anagrafe di Roma Capitale.
Il procedimento disciplinare aperto lo scorso gennaio a loro carico, a quanto si apprende da Palazzo Senatorio, si è concluso con il licenziamento per “giusta causa” dei tre dipendenti. A sollevare il caso era stata ‘Striscia La Notizia’ che in un servizio denominato ‘Mors tua Mazzetta Mea’, partendo dalla denuncia di un ex dipendente di una agenzia funebre, aveva ‘pizzicato’ i lavoratori negli uffici del Comune a prender soldi agli sportelli. Alla fine del filmato nel programma di Canale 5 si spiegava che il giorno stesso del servizio i tre impiegati si erano autodenunciati al Comune di Roma.
La comunicazione ufficiale del Campidoglio alla redazione del programma recitava: “A seguito dell’autodenuncia dei dipendenti sono stati attivati provvedimenti disciplinari per illecito nell’ambito dell’amministrazione capitolina e sono stati inviati gli atti alla Procura della Repubblica”. Il commissario Straordinario, Francesco Paolo Tronca, quindi aveva disposto l’avvio immediato del procedimento disciplinare nei loro confronti, destinandoli ad altro incarico fino al termine dell’istruttoria procedimentale. Nel contempo ha inoltrato gli atti alla Procura della Repubblica per l’accertamento delle eventuali responsabilità penali.

Trapelano indiscrezioni sulla ragioni della maxi-rissa al cimitero più grande di Mosca

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In seguito ai violenti scontri di sabato al cimitero Khovanskoye di Mosca in cui sono rimasti uccisi tre tagiki e altre 30 persone sono state ferite, fra immigrati dei paesi dell’Asia centrale e nord caucasici, 14 persone sono state arrestate, fra cui il dirigente dell’agenzia per i servizi funebri Ritual Yuri Chabuyev e un poliziotto.
Il direttore del cimitero moscovita di Khovanskoye, Yury Chabuyev, è stato prima licenziato e poi sottoposto a fermo dalla polizia.
Lo riporta Interfax che cita una fonte interna alle forze dell’ordine. “Il tribunale di Mosca Presnensky vaglierà oggi la richiesta di detenzione”, ha aggiunto la fonte.
Gli inquirenti ipotizzano che a provocare la rissa siano stati più che la violenza interetnica interessi economici illeciti sulle attività dell’agenzia di stato che ha il monopolio delle cremazioni e delle sepolture, secondo quanto si legge in un comunicato della Commissione inquirente.
Tre tra i feriti sono in condizioni molto gravi. Diverse centinaia di persone, molte delle quali armate, hanno preso parte alla rissa. Una delegazione del Parlamento del Tagikistan si recherà a Mosca per discutere di quanto è accaduto, ha anticipato, di fronte alla Camera, il presidente Shukurjon Zuhurov.

La posizione della Feniof sui fatti di Cagliari

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Proseguono le indagini e gli interrogatori per chiarire le posizioni degli indagati nella maxi retata che ha coinvolto molte imprese funebri a Cagliari e una ventina di operatori sanitari delle camere mortuarie ospedaliere. Sull’argomento è intervenuta la Feniof (Federazione nazionale imprese onoranze funebri):
“Purtroppo il nostro settore non è nuovo a simili illeciti ed una delle attività della Federazione è da sempre la lotta a contrastare simili situazioni dannose per cittadini ed operatori onesti – hanno scritto in una nota – A tutela della parte virtuosa della categoria, che rappresenta la parte maggioritaria del settore, prendiamo formalmente le distanze dall’operato illecito di tutti quegli operatori che procacciano affari dentro gli ambienti necroscopici ed ospedali tessendo rapporti commerciali illegittimi al fine di ottenere l’esecuzione di funerali. Una impresa funebre che operi in modo serio, etico e professionale non procaccia affari al di fuori della propria sede autorizzata ma attende di essere contattata dai parenti del defunto presso i relativi uffici”.
Feniof evidenzia come chi “procaccia affari in modo illecito genera un danno al cittadino (che senza saperlo finisce per pagare il funerale più del dovuto) e a tutte le aziende funebri oneste”, evidenziando che “nessuna Impresa di onoranze Funebri ha accordi esclusivi o privilegiati con alcuna azienda ospedaliera; il personale delle aziende ospedaliere non è autorizzato o tenuto a raccomandare alcuna impresa funebre o procurarne i servizi; la scelta dell’impresa è di esclusiva ed insindacabile facoltà del cittadino; ogni attività commerciale e di propaganda all’interno delle aziende ospedaliere ad opera di imprese funebri è espressamente vietata e va prontamente denunciata alla Direzione Sanitaria”.

Carro funebre senza assicurazione: i fiori non vanno al cimitero

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A Sarno, in provincia di Salerno, i carabinieri hanno sequestrato per alcune irregolarità (mancanza dell’assicurazione) uno dei mezzi usati da un’impresa di pompe funebri durante un funerale. I parenti del defunto hanno dovuto accompagnare il loro caro in cimitero senza fiori, visto che il carro portacorone era stato posto immediatamente sotto sequestro.

Il trasporto del feretro al cimitero è, invece, stato consentito. Pubblicità negativa, in questo caso per l’impresa funebre. Che dire? Forse al momento del funerale, oltre al preventivo occorrerà chiedere pure in visione il bollo e l’assicurazione del carro funebre …

Trani: protesta del pastore al sindaco per le condizioni del reparto di sepoltura degli evangelici

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«L’area destinata all’inumazione dei credenti evangelici versa in una condizione di totale abbandono». Lo riferisce il pastore della Chiesa evangelica di Trani, Enzo Grande, in una nota al sindaco in cui fa sapere che «in questi ultimi tempi mi è stato sottoposto, da vari credenti, il disappunto nel vedere questa area come una “selva” indefinita ove cresce ogni genere di pianta, impedendo ai visitatori la ricognizione stessa delle tombe».

La comunità evangelica, pertanto, confida «nella preziosa attenzione che l’amministrazione comunale presterà al problema, da tempo esistente e, ormai, non più tollerabile».

Paterno: cocaina purissima nascosta al cimitero

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Avevano interrato, nei pressi del cimitero di Paterno, 75 grammi di cocaina, ad altissimo grado di purezza e pronta ad essere “tagliata” ed immessa sul mercato.
La droga era contenuta in un barattolo di vetro occultato insieme ad un bilancino di precisione. A scoprire il nascondiglio sono stati i Carabinieri locali. In manette sono finiti tre marocchini di 27, 29 e 41 anni, domiciliati ad Avezzano, accusati di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
L’operazione e’ stata frutto di acquisizioni info-investigative, appostamenti ed osservazioni.
Recuperata la droga, i militari l’hanno sostituita con delle pietre avvolte nella carta e si sono appostati, in attesa dell’arrivo dei proprietari. Dopo ore, nascosti tra la vegetazione, sono arrivati i tre stranieri che hanno proceduto a scavare per dissotterrare il barattolo e recuperare lo stupefacente: avuta quindi la certezza che la droga occultata e recuperata fosse effettivamente dei marocchini, i militari si sono svelati per procedere al controllo. Dopo un tentativo di fuga, sono stati bloccati e dichiarati in stato d’arresto.

Furgone funebre multato per eccesso di velocità

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Un furgone delle Onoranze funebri è stato multato dalla polizia municipale di Camaiore per aver superato un limite di velocità di 40 chilometri.

La pattuglia dei vigili stava effettuando un servizio con il telelaser, quando ha rilevato che il veicolo percorreva la strada a 69 chilometri orari e così l’ha bloccato per notificare la sanzione. Poco distante seguivano il carro funebre, partito poco prima dall’obitorio dell’Ospedale Versilia, e due auto con i parenti dell’anziana, diretti in chiesa per celebrare il rito funebre.
L’episodio ha generato un acceso diverbio tra gli occupanti del carro funebre e i parenti, che visto che erano diretti a un funerale si aspettavano dagli agenti meno intransigenza.
Il conducente del furgone non contesta la multa, ma la scarsa delicatezza delle Forze dell’Ordine: “Se ho sbagliato è giusto che paghi. Quello che ci aspettavamo era rispetto per la salma e per i parenti che si sono trovati coinvolti in questo spiacevole episodio in un giorno doloroso”. Il comandante della polizia municipale, messo al corrente dell’accaduto dai suoi agenti, tiene a precisare che non è stato bloccato un corteo funebre. “Abbiamo fermato solo il furgone, che non ha rispettato i limiti di velocità. Il carro funebre e le altre auto sono sopraggiunte dietro dopo”.

Termoli: aperta asta per l’assegnazione di 49 aree cimiteriali

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Il Comune di Termoli ha aperto un’asta pubblica per l’assegnazione in concessione d’uso per la durata di novantanove anni di quarantanove quote cimiteriali individuate per la costruzione di strutture private in cimitero.
Sono già diverse le famiglie interessate a rispondere a questa possibilità offerta dall’amministrazione che ha individuato un’apposita area all’interno del cimitero. Possono partecipare alla gara, e quindi ottenere la concessione del lotto di terreno per l‘edificazione di una «tomba di famiglia», i cittadini maggiorenni nati o residenti nel Comune di Termoli che non possiedono altre strutture analoghe nello stesso sito. Non é consentita la partecipazione a più componenti dello stesso nucleo familiare.
Per rispondere alla gara del Comune c’è quasi un mese di tempo.
Le persone interessate devono far pervenire, nelle modalità stabilite nel bando, entro l’otto giugno (un giorno prima della seduta delle operazioni di asta) un plico contenente l’offerta per la gara del nove giugno per «l’assegnazione in concessione di aree cimiteriali per la costruzione di tombe private di famiglia». Ai richiedenti verrà assegnato in concessione un lotto di terreno per I’edificazione di una «tomba privata di famiglia». Le aree sono posizionate nel Settore Sud del cimitero comunale e hanno tutte le dimensioni in pianta di ml 3.80 x 3.70. per una superficie di mq.14,06 e con capacita edificatoria come fissata dal Piano Regolatore Cimiteriale.
La realizzazione della tomba di famiglia sarà ad esclusivo carico dei richiedenti che dovranno acquisire, prima della costruzione, tutti i permessi necessari. Il prezzo base di concessione della singola quota cimiteriale é stato determinato in settemila e settecento euro, un prezzo sul quale si potrà fare l’offerta in aumento e verrà stilata una graduatoria.

SEFIT chiede a Governo e Parlamento di intervenire per riportare il settore funerario sotto controllo

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“La notizia di 168 persone indagate, con 20 arresti domiciliari finora effettuati, nel cagliaritano e nuorese, nell’ambito di una maxi operazione sul mercato dei servizi funebri in Sardegna, non ha che confermato quanto stiamo denunciando da anni.” – questo il commento dell’ing. Fogli della SEFIT. Secondo SEFIT, l’Associazione che rappresenta principalmente le gestioni pubbliche sia funebri che cimiteriali, “è l’ultimo episodio di una sequenza che periodicamente si ripete e che riporta necessariamente in primo piano la necessità di velocizzare l’iter per la disciplina del settore funebre e cimiteriale, sulla base dei contenuti dell’AS1611”.
“E’ da anni che sosteniamo che se si indagasse in ogni struttura sanitaria pubblica o privata italiana, si otterrebbero spesso analoghi risultati a quelli ottenuti in Sardegna.
In Italia vi è un sistema di accaparramento dei funerali che è, in molti casi, truffaldino per natura.” – prosegue Fogli. “Per la SEFIT, che ha scritto al sottosegretario Lotti e ad alcuni senatori maggiormente interessati ai lavori in Commissione sanità (la Presidente De Biasi, la relatrice Maturani, i 2 primi firmatari dell’AS1611 Vaccari e As447 Rizzotti), è fondamentale porre in campo una serie di misure rigorose, prime tra tutte quelle concernenti la notevole elevazione della detrazione per spese funebri e cimiteriali, accompagnate da una profonda riorganizzazione del settore e, infine, da controlli serrati da parte dei gestori delle strutture sanitarie, sulla base delle indicazioni dell’Autorità Anticorruzione.
Per ben altri motivi, connessi per lo più con la storia dei cimiteri italiani, è altrettanto importante rivedere il complesso delle regole cimiteriali e di cremazione, con moderne modalità gestionali che consentano di operare su bacini più ampi, con l’intento di portare economicità ed efficacia gestionale in questi servizi pubblici locali.”
E, ha concluso Fogli, “sta ora a Governo e Parlamento considerare questa una priorità nazionale, investendo in risorse, procedure e professionalità, capaci di riportare il settore funerario sotto controllo. E’ inconcepibile che l’imprenditoria sana debba essere tenuta in scacco da un manipolo di addetti alle camere mortuarie e da gruppi più o meno organizzati di agenzie funebri disoneste.”  

CODACONS, chiede “INDAGINI IN TUTTA ITALIA su camere mortuarie e attività funebre

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Non è la prima volta che viene scoperto un mercato sul caro estinto fatto di tangenti, il fenomeno è diffusissimo e riguarda molti ospedali italiani”. Lo afferma il Codacons, intervenendo sull’operazione condotta a Cagliari e che oggi ha fatto finire agli arresti domiciliari 20 necrofori, mentre sono stati 148 complessivamente gli indagati. “Fin dal 2001, quando lo scandalo scoppiò a Torino, il Codacons denunciò come le tangenti delle camere mortuarie riguardassero tutto il territorio nazionale – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Il business del caro estinto genera un giro d’affari annuo di oltre tre miliardi e mezzo di euro per più di 5.000 imprese funebri. Per questo chiediamo, alla luce degli ultimi avvenimenti, indagini a tutto campo negli ospedali italiani, allo scopo di accertare altri giri di tangenti a danno dei cittadini”.

Sardegna: 168 persone di imprese funebri e personale sanitario indagate per racket caro estinto, di cui 20 agli arresti

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Sono 168 le persone indagate e 20 gli arresti finora effettuati nell’ambito di una maxi operazione denominata “Caronte” che cerca di fare luce nel mercato dei servizi funebri in Sardegna.
Le indagini sono realizzate da circa 150 militari impegnati tra Cagliari, Quartu, Dolianova, Sanluri, Iglesias, Narcao e Isili (Nuoro), oltre al Comando provinciale dei Carabinieri.
Tra i reati contestati alle persone indagate c’è quello di occuparsi, senza averne alcun diritto, delle pratiche riguardanti le persone appena decedute presso gli ospedali di Cagliari.
Gli indagati inoltre consigliavano alle famiglie che avevano appena perso i propri cari alcune agenzie funebri e inoltre chiudevano le bare prima del tempo previsto per legge per l’osservazione del morto.
Tra le varie accuse a carico delle 168 persone indagate e dei 20 arrestati vi sono anche quelle di truffa aggravata, falso in atto pubblico, peculato e induzione indebita continuata in concorso.
Le indagini sono state condotte nel periodo tra il 2013 e il 2015 e hanno permesso di accertare i vari reati messi in atto all’interno del business dei servizi funebri.
Nel corso di questi due anni, il giro di affari illegali arriverebbe a un totale intorno ai 500 mila euro.
Come prove, i carabinieri hanno a loro disposizione numerosi video in cui i dipendenti delle agenzie funebri sono filmati mentre mettono in atto le loro attività illecite.
L’indagine ha avuto avvio a partire dall’esposto presentato dal titolare di un’agenzia funebre, che non avrebbe accettato le richieste di denaro che gli erano state fatte da alcuni necrofori delle strutture sanitarie e sarebbe quindi rimasto escluso dalla gestione dei servizi.
Tra le 148 persone indagate che sono ancora in libertà ci sarebbero i titolari di 11 imprese funebri e i dipendenti di più di quaranta agenzie funebri di Cagliari e della Sardegna

NECROFORI AI DOMICILIARI – Numerosi i necrofori arrestati questa mattina nell’ambito dell’operazione dei carabinieri della compagnia di Cagliati e della Stazione di Villanova, denominata “Caronte”, che ha portato alla luce il business del ‘caro estinto’ con agenzie funebri favorite dagli operatori funerari. Ai domiciliari sono finiti Andrea Vacca, Piero Spiga, Paolo Atzeni, Ivano Tullio Arangino, Bruno Carta, Pietro Murgia, Agostino Di Francesco, Mario Onnis, Romano Congiu, Giorgio Locci, Umberto Fanni, Gesuino Cocco, Antonello Melis, Piero Usai, Ignazio Puddu, Marco Putzu, Mario Pinna, Ignazio Pilloni, Mario Palmas, Salvatore Furcas.

A fronte di un a mancia nei cinque ospedali interessati dalle indagini gli addetti alle camere mortuarie passavano informazioni, vestivano le salme, snellivano (per così dire …) le procedure burocratiche.
Il tutto in cambio di un compenso in denaro variabile tra 20 e 200 euro per servizio funebre.
E’ un sistema in cui non i corrotti (addetti alle camere mortuarie) hanno sorpassato i corruttori (imprese funebri). E la cosa pazzesca è che si erano pure accorti di essere controllati e delle telecamere nascoste e hanno continuato egualmente. In più sono state contestate vere e proprie truffe come il timbrare il cartellino per conto di altri e così via.
Aumenta sempre più la necessità di por mano a questo settore non solo con leggi appropriate, ma anche con sistemi di controllo adeguati in tutte le strutture sanitarie.

Trapani: soluzione tampone per ovviare alla mancanza di posti salma

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Il Consiglio comunale di Trapani ha approvato il nuovo regolamento per l’edilizia privata nel cimitero comunale.
Il provvedimento darà la possibilità a tanti cittadini di potere effettuare la sopraelevazione di edicole funerarie anche in alcune aree monumentali del camposanto. Infatti, in base ad un emendamento dei consiglieri Salone e Fazio, pur nel rispetto della tipologia edilizia e con riguardo a monumenti funerari, tombe e cappelle di pregio architettonico, potranno essere attuati interventi di sostituzione edilizia o di ampliamento dei monumenti funerari esistenti al fine di attuare l’allineamento in pianta e l’ampliamento in alto fino all’altezza massima consentita.
«In pratica vuol dire – scrive Salone in un documento – permettere, nelle aree private date in concessione, la costruzione di nuove edicole sulle cosiddette propaggini ed autorizzare la sopraelevazione di quelle esistenti fino a 4 loculi fuori terra». «L’emendamento però – continua Salone – proprio nel rispetto delle aree monumentali pone come condizione che non vi siano nell’area circostante l’intervento monumenti funerari o cappelle di pregio architettonico, artistico e monumentale, e in ogni caso dovranno essere rispettate le caratteristiche tipologiche e morfologiche dei manufatti esistenti nel settore o nella sezione di riferimento».
In questa maniera si conta di attenuare la richiesta di nuovi manufatti quando gli spazi cimiteriali per nuove concessioni sono oramai terminati.

Beccati altri ladri di rame e bronzi cimiteriali

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I carabinieri del Comando Provinciale di Milano, impegnati nel contrasto del fenomeno dei furti nei cimiteri nelle province di Milano e Monza, hanno arrestato tre ladri, recuperato 70 statue e oltre 30 quintali di manufatti in bronzo, pronti per essere fusi.
I militari della Compagnia di Corsico avevano notato un furgone Renault Master a Buccinasco e hanno deciso di controllarlo e seguirlo.
L’uomo, un romeno, era alla guida di un veicolo rubato a Milano e i carabinieri sono arrivati a una ditta di metalli e recupero di rottame, nella quale quale sono state trovate 60 statue di bronzo, immagini sacre e funerarie.
Il romeno e il titolare della ditta, un italiano, sono stati arrestati.
Non è finita: A Bollate, i militari hanno arrestato un italiano, incensurato, che è stato sorpreso dal custode di un cimitero mentre tentava di allontanarsi con vasi in ottone e rame e lumi funerari divelti dalle tombe.
Altre due sculture di bronzo e un quintale di cavi di rame sono stati trovati in casa sua. Anch’egli è stato arrestato.

Ferrara in utile

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Si sono tenute il 29 aprile 2016 le assemblee di approvazione dei bilanci dell’anno 2015 di Holding Ferrara Servizi Srl e delle società controllate Ferrara Tua Srl (nata dalla fusione di Amsefc Spa e Ferrara TUA Spa), Amsef Srl, AFM Farmacie Comunali Srl, Acosea Impianti Srl e STU Ferrara Immobiliare Spa.
Tutte le società hanno chiuso l’esercizio 2015 in utile. «I risultati delle singole società – dice l’amministratore Paolo Paramucchi – confluiscono poi nel bilancio di Holding Ferrara Servizi srl, che sviluppa un utile di esercizio di 2.856.690,13 euro. La Holding trasferirà al Comune come da preventivo utili per 1.200.000 euro, che si sommano ad ulteriori trasferimenti per canoni e concessioni per oltre 1.400.000 euro.
Durante le assemblee sono stati evidenziati i fatti salienti che hanno caratterizzato l’esercizio 2015 per ciascuna società.
Amsef Srl – si conferma come l’azienda leader del settore funebre con una quota di mercato del 68,82% in città e del 61,95% nel forese.
L’apertura della sede di Cona nei pressi dell’Ospedale si è rivelata una scelta strategica importante, che sta dando i risultati sperati.Inoltre ha influito sul risultato anche l’eccezionale mortalità registratasi nel 2015.
Ferrara Tua Srl – L’esercizio è stato caratterizzato dalla fusione tra Amsefc Spa e Ferrara T.U.A. Spa avvenuta a fine dicembre, con effetti retroattivi dall’1/1/2015, che ha portato alla nascita della nuova società Ferrara Tua Srl. I settori di attività Cimiteriale e Parcheggi hanno registrato nel 2015 una ripresa in termini di ricavi, proseguendo nel trend positivo iniziato a fine 2014. In particolare è entrato in funzione il nuovo impianto di cremazione, tecnologicamente più avanzato e di minore impatto ambientale, che ha richiesto un importante investimento, così come si è provveduto alla sostituzione degli impianti del parcheggio Centro Storico. Da segnalare il forte gradimento da parte della cittadinanza dei sistemi di pagamenti della sosta tramite le App Sostafacile e Telepass, oltre all’attivazione di un servizio di presidio e assistenza alla clientela in alcuni parcheggi della città.