Commissario prefettizio autorizza la cremazione di 195 resti mortali a Guidonia

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Saranno cremati i 195 resti mortali derivanti da operazioni di estumulazione che si trovano nel deposito del cimitero di Guidonia Montecelio.
Si tratta di resti mortali che provengono da operazioni cimiteriali per le quali le ossa non sono state reclamate dai parenti allo scadere della concessione trentennale dei loculi.
La decisione è conseguente ad un’ordinanza del commissario prefettizio, che ne dispone la cremazione per ragioni di salute pubblica, in quanto i resti mortali non possono sostare nel deposito oltre un certo periodo, e per fronteggiare le criticità del camposanto a un passo dal tutto esaurito.

Piacenza: si propone di realizzare un cimitero per animali

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Creare a Piacenza un cimitero per gli animali d’affezione. E’ la proposta contenuta in una mozione presentata da Maria Lucia Girometta, capogruppo di Forza Italia.
“E’ innegabile – scrive Girometta – l’affezione verso un animale domestico, che viene spesso considerato un componente della famiglia; è molto importante, attuale e necessario consentire la continuità del rapporto affettivo tra i proprietari e i loro animali deceduti”.

“Occorre poi sottolineare il problema igienico e pratico, in quanto, in assenza di un cimitero, le spoglie dei nostri animali vengono incenerite insieme all’immondizia domestica alla stregua di un rifiuto o seppellite in luogo non propriamente idoneo”.

“E’ necessario – prosegue – un luogo di sepoltura per consentire la continuità del rapporto affettivo tra i proprietari e i loro animali deceduti e quindi un sistema cimiteriale idoneo a garantire la tutela dell’igiene pubblica, della salute della comunità, degli animali e dell’ambiente”.

Dal punto di vista amministrativo, spiega Girometta, è necessaria l’approvazione di un regolamento, così da permettere l’insediamento di un impianto di questo tipo, autorizzando, previo apposito iter, privati o associazioni, senza costi per il Comune:

Modena aggiorna le regole per le sepolture, adeguandole alle unioni civili

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L’amministrazione comunale di Modena ha recepito, con una delibera di giunta municipale, le recenti disposizioni sulle coppie di fatto estendendole anche al tema della sepoltura.
I defunti non sposati ma comunque legati da una unione civile saranno trattati come una coppia unita dal vincolo del matrimonio.
Ciò comporta che le due persone in questione potranno essere seppellite l’una accanto all’altra, mentre prima questo era possibile soltanto da sposati (o conviventi more uxorio).
«Il diritto ad essere vicini anche nella morte – spiega l’amministrazione della città emiliana – è ora esteso ai conviventi uniti civilmente, il tutto recependo le disposizioni sulle unioni civili».
Una coppia al centro di una unione civile potrà essere seppellita nello stesso cimitero anche se in vita una delle due persone abitava in un altro comune rispetto a quello dove si trova il cimitero.

Copertino: intimidazione a impresa funebre

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Attentato incendiario ai danni dell’agenzia funebre “Mosè” di Copertino (nel leccese).
Ignoti, qualche notte or sono, hanno lanciato una molotov contro la sede dell’agenzia di proprietà di un giovane imprenditore del posto.
I danni sono ingenti: le fiamme hanno riempito il locale distruggendo arredi e attrezzature.
Al lavoro per spegnere l’incendio i vigili del fuoco del distaccamento di Veglie richiamati sul posto insieme ai carabinieri della locale stazione e al proprietario.
Gli autori dell’attentato sono stati immortalati da alcune telecamere di sorveglianza: si tratta di due uomini che si sono avvicinati all’agenzia a bordo di uno scooter con i volti coperti da un casco. Uno di loro ha lanciato la bottiglia incendiaria e si è dato alla fuga.
L’atto intimidatorio è stato compiuto ai danni di un impresario di pompe funebri che nel 2012 denunciò e fece arrestare tre pregiudicati che lo avevano minacciato

24 persone indagate a Padova: metà dipendenti obitorio e metà impresari funebri. Indovinate perché

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Dodici dipendenti dell’Azienda ospedaliera di Padova addetti all’obitorio e dodici titolari di imprese funebri sarebbero tra i destinatari di avvisi di garanzia in quanto i protagonisti di favori per la spartizione del mercato locale dei defunti.
Secondo le prime notizie sulle indagini ogni segnalazione valeva dai 50 agli 80 euro.
Le accuse sono di concorso in corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, falso ideologico in atto pubblico e truffa ai danni dell’ospedale.
Con queste accuse è stato comunicato dal PM ai 24 interessati l’avviso di proroga delle indagini.

Voci di riduzione della convenienza a detrarre le spese funebri

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Secondo il Sole 24 Ore del 19 febbraio 2017, il Governo starebbe pensando, per far cassa, ad un intervento sulle detrazioni fiscali, in particolare se il contribuente ha un elevato reddito.
Sarebbero interessate anche le spese funebri.
Di seguito il testo della notizia, tratta da Il Sole 24 Ore:

… omissis …A via Venti settembre si è tornati, dunque, a valutare l’ipotesi di azzerare o ridurre i bonus fiscali in relazione al reddito del contribuente. In sostanza, oltre una determinata soglia l’agevolazione fiscale potrebbe essere anche azzerata. Fatta pari a 100mila questa soglia, solo per fare un esempio, il contribuente che dichiara 110mila euro si potrebbe veder cancellare la detrazione per spese veterinarie o quella per l’abbonamento dei figli ad associazioni sportive, palestre e piscine o ancora le detrazioni per le spese funebri. Si tratta comunque di alcune voci, del lungo elenco delle agevolazioni fiscali, che non intervengono nella formazione del reddito (reddito da lavoro dipendente, pensioni e redditi assimilati). …omissis ..Fonte: Sole 24 Ore

Le prime reazioni dal comparto funebre sono di incredulità, visto che il Governo intende far cassa anche con la emersione di aree di evasione e questa, invece, verrebbe vista esattamente come una manovra che aumenta l’evasione.
La cosa ridicola è che, a prima vista sembrerebbe un provvedimento di equità sociale (in questa maniera chi ha più soldi paga più tasse), ma è esattamente al contrario (e cioè aumentando la soglia dell’importo fiscalmente detraibile per spese funebri) che si otterrebbero significativi ritorni nella lotta all’evasione.
Chissà se i valenti (sic!) consulenti del Ministro dell’Economia riusciranno a capire una cosa semplice semplice …

Il cimitero monumentale di Trento si mette in mostra

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Il cimitero monumentale di Trento è stato realizzato nel 1826. Conta 47.060 metri quadrati e sculture di alto pregio e vere opere d’arte a cielo aperto.
La struttura storica è ricompresa in quadranti perimetrati da logge con colonne monolitiche in pietra bianca di Trento, di ordine dorico.
Nonostante contenga più di 150 tombe d’interesse culturale e molte opere di scultori trentini come Andrea Malfatti, Stefano Zuech e Othmar Winkler i cittadini non sembrano essere a conoscenza di tale ricchezza. Approfittando del progetto di alternanza scuola-lavoro, il dirigente dei servizi funerari del Comune Carmelo Passalacqua ha proposto ad un gruppo di ragazzi del Liceo Classico Prati un progetto che tenterà di promuovere il cimitero come meta turistica, organizzando visite guidate all’interno e serate aperte al pubblico.
“Il fine principale di questi eventi – afferma Passalacqua – è quello di cambiare l’idea di cimitero e tentare di far instaurare alla comunità un rapporto sereno con esso, per valorizzarlo”. Con la stessa intenzione due anni fa era stata messa in scena una recita teatrale itinerante nel cuore del camposanto e già da alcuni anni il conservatorio organizza un concerto i primi di novembre. Rappresentazioni molto suggestive realizzate, al calare delle tenebre, alla luce fioca di lumini e candele. Quel che gli studenti del Prati stanno facendo è approfondire storie e vicende legate a chi è seppellito e agli autori che hanno realizzato statue e lapidi funeree. Attualmente i ragazzi che hanno aderito a quest’iniziativa stanno organizzando una serata per la comunità (per il loro genitori in primis) in cui si cimenteranno come “ciceroni” per esporre la storia che si cela dietro ogni sepoltura.

Legge finanziaria della Regione Sardegna: chiesti soldi per ampliamenti cimiteriali

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Veniamo a conoscenza e volentieri pubblichiamo il seguente intervento di un consigliere della Regione Sardegna, che chiede di inserire dei finanziamenti per ampliare cimiteri solari, vista la carenza di posti.
“In Sardegna l’emergenza precariato si allarga anche ai posti in cimitero. Sembra un’assurdità, ma è la triste realtà. Perché in molti centri isolani le amministrazioni locali requisiscono i loculi già venduti, e non ancora occupati, per fronteggiare la carenza di spazi nei cimiteri”.
Così il capogruppo regionale Udc Gianluigi Rubiu che evidenzia la necessità di trovare nuove risorse nella Finanziaria in discussione in Consiglio. “E’ il caso di Iglesias dove la mancanza di nicchie per ospitare il caro estinto è diventata ormai cronica – osserva – Assemini segue lo stesso copione. In passato Macomer è stata costretta alla misura dei loculi in prestito.

Non bastano, quindi, i finanziamenti approvati la scorsa settimana con il piano delle infrastrutture. E’ una priorità per dare un segnale di civiltà e costruire opere pubbliche fondamentali in tutti i centri isolani. Non dobbiamo più rincorrere le emergenze ma dare agli enti locali gli strumenti necessari che evitino scelte drastiche anche nei confronti dei defunti, che rischiano di essere sfrattati dai siti funebri visto che in molti si va verso l’esaurimento dei loculi”.

Incontro a Parma su “il recinto del pensiero”

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Nell’ambito della mostra “Costruire con la Luce” di Marco Nereo Rotelli, curata da Gloria Bianchino, organizzata dall’Associazione Art Project con il sostegno di CePIM, il patrocinio e la collaborazione del Comune di Parma e il patrocinio della Provincia di Parma, sono stati programmati due incontri alla Galleria San Ludovico che sotto aspetti diversi affrontano il tema dell’arte fuori dai suoi stessi confini.
Nell’ambito della mostra il 23 febbraio 2017, alle ore 18, a Parma, interverrà il dr. Antonio Dieni, presentato da Gabriele Righi.
Dieni, dirigente di AFC Torino spa e Coordinatore del tavolo tecnico normative della SEFIT, terrà un incontro su “Il recinto del pensiero”: un intervento che fa seguito all’installazione che Rotelli realizzò a dicembre nel Cimitero della Villetta mettendo in luce la dimensione ulteriore che lo spazio cimiteriale rappresenta.
Un luogo della città che fa parte della vita e su cui è necessaria una continua riflessione.
Reciterà durante la serata l’attrice Sabina Borelli invitata a leggere alcune significative epigrafi, frammenti poetici, saluti estremi pieni di pathos e passione.

Modica: scambio di salme all’ospedale

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I familiari di due pazienti , uno di Modica e l’altro di Ispica, deceduti in ospedale a Modica attendevano in casa l’arrivo del feretro del loro caro, per porgergli l’estremo saluto.
Quando nelle rispettive abitazioni sono arrivate le bare, trasportate dai carri funebri delle agenzie scelte per espletare il servizio, si sono accorti che doveva essere avvenuto uno scambio di salma.

Come racconta il quotidiano online ragusanews.com i morti nell’obitorio del nosocomio modicano erano solo due.
Qualcuno, probabilmente la prima delle due imprese funebri sopraggiunte pe rio trasporto ha sbagliato morto e quella che è venuta dopo ha preso quello che era rimasto.

Palermo: il crematorio ha ripreso a funzionare

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Il crematorio di Palermo ha il singhiozzo! Talvolta va, talaltra non va.
Per la cronaca riprendiamo la notizia fresca di settimana:
Il forno crematorio del cimitero di Santa Maria dei Rotoli è perfettamente funzionante e sta svolgendo regolarmente la sua attività, dopo che questa era stata sospesa, nei giorni scorsi, a causa di un guasto.
Si sta, quindi, procedendo alla cremazione di diverse salme, rimaste in deposito per qualche giorno, ed è unicamente per tale ragione che per la settimana in corso non sarà possibile provvedere ad ulteriori cremazioni.
Queste le dichiarazioni dell’amministrazione comunale, che si portano a conoscenza degli operatori e della popolazione interessata.

Ritardi del Comune di Napoli sui pagamenti alle ditte, servizi cimiteriali a rischio.

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A lanciare l’allarme sono i lavoratori della Multiservice group, affidataria del lotto 1, quello di Poggioreale e Santa Maria del Pianto, che si occupano di tutte le operazioni mortuarie dall’ottobre 2016.
Non ricevono soldi da diverse settimane e la pentola sul fuoco la mettono anche i becchini!
Da quattro mesi infatti, in tutti i cimiteri cittadini, le inumazioni, esumazioni, tumulazioni ed estumulazioni sono eseguite esclusivamente dal personale delle ditte affidatarie del servizio.
«A seguito degli ultimi avvenimenti scrivono i lavoratori nella lettera inviata all’azienda – che hanno visto accreditarci solo parte delle spettanze del mese di dicembre 2016, pari a 300 euro, si è deciso in maniera unanime di proseguire il servizio fino al 15 febbraio, oltre tale data se non ci verrà corrisposto il restante mese di dicembre 2016 e lo stipendio intero di gennaio, saremo costretti ad attuare una forma di protesta intesa come assemblea sul posto di lavoro, seguita dall’interruzione del servizio». In sostanza se entro domani non ci saranno sviluppi, i cimiteri cittadini rischiano il collasso.

Funerale con ricongiunzione di arti amputati in precedenza

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I carabinieri hanno denunciato per vilipendio di tombe cinque persone sorprese nella notte al cimitero di Gricignano d’Aversa (Caserta) poco dopo aver rimosso da una piccola bara gli arti inferiori di un’anziana donna morta qualche giorni or sono, e il cui cadavere era nella sala mortuaria di un ospedale; lo scopo era di ricongiungere gli arti, amputati nel 2013 e conservati in un loculo del cimitero, con il resto del corpo.
I militari sono intervenuti su segnalazione di alcuni passanti che hanno notato cinque persone introdursi nel cimitero; una volta giunti sul posto hanno accertato che tra i presenti c’erano due figli della donna e tre amici che li stavano aiutando a realizzare la macabra operazione.
Da successivi accertamenti è poi emerso che i cinque hanno trovato l’ingresso della struttura comunale “casualmente” aperto: sulla circostanza sono in corso indagini da parte degli investigatori.

In obitorio da oltre 15 giorni; salma in giacenza non richiesta: possibili conseguenze procedurali alla luce dell’art. 72 comma 3 D.P.R. n.396/2000

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Cara Redazione,

Scrivo dal Comune di… X.Y.Z.

Solo oggi ho appreso dalla Direzione Sanitaria del locale Ospedale che circa 15 gg. fa è deceduta una persona, residente in “carcere” di altro Comune, di cui nessuno reclama la salma. E’ un cittadino italiano. Non avendo la Direzione sanitaria denunciato il decesso tempestivamente, deve essere avvisata la Procura della Repubblica?
A chi compete fare accertamenti per ricercare eventuali parenti? Essendo costui materialmente “residente” in altro Comune, può il nostro Comune effettuare funerali di “povertà” attivando il servizio sociale?

Attendo, con ansia, la Vostra risposta.

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L’eventuale inadempimento degli obblighi di trasmissione, entro i termini perentori, dell’avviso di morte (art. 72 comma 3 Regolamento per la Revisione e la Semplificazione dell’Ordinamento di Stato Civile di cui al D.P.R. n.396/2000) non trova ormai alcuna obitorioconseguenza “punitiva” (il titolo XII R.D. n. 1238/1939 è stato formalmente abrogato e analoga misura non avrebbe potuto essere prevista nell’odierno Regolamento, essendo quest’ultimo normativa di rango secondario, inidonea, per sua stessa natura, ad introdurre sanzioni ex 23 Cost.).

La segnalazione al Pubblico Ministero (= Procuratore della Repubblica) va inoltrata, d’ufficio, solo nei casi dell’art. 75 D.P.R. n.396/2000, che non sembrano, qui, sussistere, anche se ripetuti ritardi o omissioni in grado di rallentare o, peggio, ancora bloccare tutto il procedimento di Stato Civile/Polizia Mortuaria potrebbe esser di qualche interesse per la Magistratura, presentando addirittura alcuni profili penali.

Data la particolare condizione del defunto, non va dimenticato l’Ordinamento Penitenziario, cioè il D.P.R. 30 giugno 2000, n.230 “Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà” (in S.O. alla G.U. n. 195 del 22/8/2000).

L’art. 92 disciplina le procedure del post mortem spettanti al sanitario ed alla direzione del carcere nel caso di decesso (in carcere) di un detenuto o di un internato.

Il medico dell’istituto deve provvedere alla denuncia della causa di morte (Scheda ISTAT) con le modalità dell’art. 103 T.U.LL.SS. e dell’art. 1 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285; nel caso di sospetto di malattia infettiva-diffusiva è tenuto anche a dare le relative e tempestive comunicazioni al Sindaco (autorità sanitaria locale) e all’AUSL di riferimento, secondo il consueto schema dettato dal Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria – D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285.

La direzione del carcere deve, poi, attivarsi nei termini dell’art. 138, comma 2 ordinamento dello stato civile (oggi, art. 72 D.P.R. n.396/2000), nonché informare l’autorità giudiziaria da cui il defunto dipendeva e il Ministero di Grazia e Giustizia (art. 44 legge 26 luglio 1975, n. 354) e il servizio del casellario giudiziale.

La salma è messa immediatamente a disposizione dei congiunti, con, ovviamente, oneri a loro carico; qualora essi appalesino disinteresse e non decidano autonomamente e di proprio impulso sulla destinazione della spaglia mortale, scegliendo luogo, tecnica e modalità della pratica funebre, la sepoltura, in forma semplice, cioè a sistema d’inumazione in campo comune, ha luogo a cura ed a spese dell’amministrazione penitenziaria (quindi è escluso che il costo dell’inumazione e dell’esumazione ordinaria, ai sensi dell’art. 1 comma 7-bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26, sia a carico del Comune, ma si ricorda come stante l’art. 69 D.P.R. n. 115/2002, tali incombente sia escluso dalle spese di giustizia in senso stretto; sembra un sofisma ma è importante, in tempi di spending review, focalizzarsi, con precisione, sulle competenze dei vari centri di spesa, nella complessa architettura degli apparati statali.)

Il cadavere è (di fatto, può essere …) riservato all’insegnamento e alle indagini scientifiche (art. 40 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e art. 32 R. D. 31 agosto 1933, n. 1592).

Considerazione – a latere – molto ed alquanto, generale: le norme, muovendo da una concezione assai pessimistica dei rapporti umani, intrinsecamente litigiosi, tendono a regolare le situazioni in cui si ritiene o si percepisca possano esservi conflitti (ne cives ad arma ruant, recita un antico brocardo latino!), ma non quelle in cui non si rinvenga, o riscontri il “FUMUS” di potenziali contenziosi.

La legislazione in materia funeraria é (ancora?) impostata sulla “normalità” del decesso in abitazione, e sull’eccezionalità della morte in nosocomio (o, strutture simili), anche se da tempo le frequenze “quantitative” sono a favore della seconda ipotesi.

Ma anche nel caso del ricovero o detenzione, si presume che i famigliari ne abbiano una qualche conoscenza di questo status, che vistino l’ammalato o il detenuto.

Oltretutto, in questi frangenti in sede di permanenza in istituti “totalizzanti”, come, appunto, le carceri, si tende preventivamente ad acquisire informazioni sui famigliari o altre persone con cui il soggetto sottoposto a misure restrittive sulla libertà personale, intrattenga relazioni significative, …

Ad ogni modo, non vi è una precisa norma che individui chi e soprattutto come debba occuparsi di un’informazione sul decesso: c’è, in effetti, una zona grigia di “cortesia istituzionale”, con cui anche il Legislatore più accorto, nell’impossibilità di normare capillarmente tutto, si affida alla diligenza, informale, di chi abbia notizia del decesso stesso, fatti salvi gli obblighi minimi contemplati dalla Legge, per improcrastinabili esigenze di ordine pubblico.

Dipendente infedele dei servizi cimiteriali di Fossombrone tratteneva i soldi del Comune

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Il responsabile dei servizi cimiteriali del Comune di Fossombrone (Urbino) incassava le somme versate dagli utenti ma non provvedeva a riversarle nelle casse comunali.
Il comando provinciale della Guardia di Finanza ha segnalato ch l’ammanco è un danno erariale di oltre 25 mila euro.
E’ però scattata una segnalazione a carico di altre sei persone.
Tra di loro un altro dipendente comunale.
Le restanti cinque persone sono indagate per non aver vigilato, perché quello era il loro compito, sul fenomeno che andava verificandosi e che si è protratto dal 2005 al 2013.
E’ stato assodato che nella vicenda nulla hanno a che fare gli amministratori comunali che si sono succeduti al governo cittadino.
Anzi nel mese di novembre 2013 la denuncia alla Procura della Repubblica di Urbino, nei confronti del dipendente comunale poi incriminato, veniva sottoscritta dall’allora vice sindaco in carica Michele Chiarabilli e dal caposettore competente.

Vescovo di Piacenza diffonde i contenuti della Istruzione vaticana su cremazione e ceneri

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Il vescovo di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, ha stilato, in collaborazione con l’Ufficio liturgico diocesano, un documento nel quale richiama e traduce per la sua Chiesa le norme contenute nel Rituale delle esequie e, soprattutto, nell’istruzione della Congregazione per la dottrina della fede Ad resurgendum cum Christo (25 ottobre 2016).
Il testo del vescovo è riportato dal settimanale diocesano Il Nuovo Giornale del 12 gennaio 2017. Il tema è la conservazione/dispersione delle ceneri.
L’istruzione vaticana ribadisce la sua predilezione per l’inumazione «come forma più idonea ad esprimere la fede e la speranza nella risurrezione corporale». Lo stile cristiano della sepoltura «porta in sé un’espressività simbolica insostituibile» e «i luoghi della sepoltura nella tradizione della fede si fanno luoghi di una memoria intensamente affettuosa… luoghi che diventano di speciale intensità e valore per le comunità quando custodiscono le spoglie di martiri e santi».
Tre sono i “no” pronunciati dall’istruzione:
– no alla conservazione delle ceneri in casa (anche se talune legislazioni lo permettono);
– no alla dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua e niente conversione delle ceneri in ricordi commemorativi (ad es., in pezzi di gioielleria);
– no alle esequie se il defunto avesse scelto la cremazione e la dispersione delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede.

I conigli del cimitero di Trento ispirano un libro

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‘Trento città del Coniglio’ di Giorgio Antoniacomi, edizioni Il Margine, 180 pagine, collana FuoriMargine.
Con questo volume Trento passa da città del Concilio a città del Coniglio.
Per quasi due anni infatti la vita politica della città di Trento è stata dominata dall’invasione dei conigli al cimitero e dalle conseguenti proteste popolari.
L’autore, oggi direttore della biblioteca comunale e già dirigente del servizio tributi, ha vissuto dall’interno la vicenda.

Monferrato chiede il rientro delle salme di deportati ancora sepolti in cimiteri tedeschi

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Il Monferrato rivuole le salme dei sui militari deportati in Germania dopo l’armistizio del 1943 per non aver aderito alla Repubblica di Salò o al Terzo Reich.
L’ Anpi di Casale, con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, Partigiani e Alpini, sta conducendo una serie di ricerche con l’obiettivo di individuare i parenti dei 31 deportati monferrini ancora sepolti nei cimiteri di Francoforte, Amburgo, Monaco di Baviera, Berlino e Mauthausen.
Dopo l’8 settembre furono oltre 600 mila i militari deportati in Germania. Il progetto rientro è nato dopo lo spettacolo curato dal Collettivo Teatrale Casalese, ‘NO! Storia di un internato militare’ incentrato sulla storia di Paolo Desana e la sua esperienza di oltre 22 mesi in 13 campi.

Richiesta di sala del commiato laico nel Municipio 7 di Milano

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Lorenzo Zacchetti, consigliere Pd del Municipio 7, a Milano, sta chiedendo a gran voce la realizzazione di una sala del commiato laico in quel Municipio. Ecco il testo del suo intervento:
«Il Municipio non è attrezzato per garantire» i funerali laici, «al contrario di quanto avviene per i matrimoni civili, che durante l’amministrazione Pisapia sono stati decentrati presso le sedi territoriali». E ancora: «E’ altamente opportuno che il processo di decentramento iniziato con l’istituzione delle Municipalità prosegua, garantendo anche la possibilità di celebrare riti funebri civili nelle sedi municipali».
La richiesta è quella di istituire una “stanza del commiato” in uno spazio del Muncipio.
La mozione è però stata respinta in commissione da parte della maggioranza di centrodestra, che si è appellata al fatto che questa tipologia di servizi è di competenza di Palazzo Marino e non del Municipio.
E siamo all’inizio di una polemica che non finirà presto!

Ancora inagibile la stragrande maggioranza dei cimiteri di Amatrice

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Sono ancora 20, su un totale di 21, i cimiteri comunali chiusi nel territorio di Amatrice, l’unica struttura agibile e sicura è situata nella frazione di Preta.
Un unico cimitero rimasto aperto quindi dopo le scosse di terremoto del 24 agosto 2016, dove al momento sono possibili, e autorizzate, le operazioni di sepoltura necessarie.
Questo quanto disposto dal sindaco Sergio Pirozzi con una nuova ordinanza, finalizzata proprio a ripristinare, dove possibile, la fruibilità dei cimiteri.
Una serie di interventi concordati con il Centro Operativo Intercomunale (Coi) della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, la Asl di Rieti e la Caritas, pianificati il 17, il 19 e il 21 gennaio scorsi, non sono mai attuati per le scosse succedutesi e per le forti nevicate.
Da qui la nuova ordinanza di chiusura di tutti i cimiteri, in merito ai quali l sindaco Pirozzi dispone la “predisposizione immediata di soluzioni temporanee per il ripristino del decoro, nonché l’esecuzione speditiva di verifiche al fine di procedere alla messa in sicurezza delle strutture”.