Aspes Pesaro estende la propria attività ai cimiteri di Villafoglia

Pubblicato da

Ape Pesaro sta aumentando il proprio bacino di utenza e ora estende i servizi offerti (e non solo quelli cimiteriali, ma anche del verde e altri) al territorio del Comune del popoloso comune di Villafoglia.
Dalle dichiarazioni fatte in conferenza stampa, apprendiamo che “L’esternalizzazione soltanto di alcune delle attività relative all’intero ciclo di gestione dei servizi cimiteriali e la conseguente frammentazione dei procedimenti tra i vari uffici rende a Villafoglia inadeguato il livello di erogazione del servizio in termini di efficienza ed efficacia dello stesso soprattutto in termini di soddisfacimento dell’utenza. L’affidamento del servizio ad Aspes consente di stimare i risparmi in 40 mila euro all’anno.
“Il nostro obiettivo è quello di migliorare i servizi resi ai cittadini e al tempo stesso di ottenere risparmi significativi: per questi 3 servizi, cimiteriali, riscossione crediti e verde, stimiamo una razionalizzazione dei costi di circa 120 mila euro – spiega il sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli – Vallefoglia cresce: è la quarta città della provincia per abitanti, con un’area industriale tra le più importanti del territorio. Da questa sinergia tra Vallefoglia e Aspes, trarrà beneficio tutta la cittàdinanza”.
“Dopo Pesaro, Vallefoglia è il territorio più popoloso che ci ha affidato la gestione di servizi: una sfida importante ma che sappiamo di poter affrontare grazie alla flessibilità e alla professionalità della nostra azienda – spiega il presidente di Aspes Luca Pieri – Saremo anche vicini ai cittadini per ogni esigenza dovesse manifestarsi. Al di là della sede pesarese, infatti, un giorno a settimana sarà attivo uno sportello Aspes presso gli uffici comunali di Morciola. Il futuro? Nei prossimi mesi Aspes potrebbe aprirsi a nuovi Comuni attualmente non soci. E allargare così il suo raggio d’azione”.

Presidente ANCi incontra Ministro Madia su attuazione legge Madia su PA

Pubblicato da

Si è svolto l’11/2/2016, presso il ministero per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, un incontro tra il ministro Marianna Madia ed il presidente dell’ANCI Piero Fassino, incentrato sulle disposizioni in materia di personale della Pa contenute nella legge di Stabilità 2016, ed in particolare sui temi della nuova disciplina delle assunzioni e delle misure in materia di dirigenti degli enti locali.
L’incontro ha rappresentato un primo importante confronto sulle disposizioni che interessano maggiormente i Comuni e sulla loro adeguata applicazione per garantire la continuità dei servizi e la semplificazione delle procedure.
Nell’occasione il presidente Fassino ha analizzato con il Ministro lo stato dell’arte dei decreti attuativi della legge di riforma della Pa (124/2015) che avranno impatto anche sul comparto dei Comuni, avviando anche in questo caso un confronto collaborativo in vista dei necessari passaggi in Conferenza Unificata

Istruzioni dettagliate per invio telematico ad Agenzia Entrate dati su spese funebri detraibili

Pubblicato da

Il 730 precompilato richiede da quest’anno (a partire quindi dai dati sui redditi e spese del 2015) anche l’inoltro delle spese funebri.
Il 29 febbraio (il 28 infatti è domenica) è la scadenza ultima per la trasmissione dei dati.
Chi deve comunicare le spese funebri
Devono effettuare la comunicazione delle spese funebri i soggetti che hanno emesso nel 2015 fatture relative a spese funebri. La comunicazione deve contenere le fatture emesse nel 2015 con riferimento a ciascun decesso.
Nella comunicazione occorre indicare i dati del soggetto intestatario della fattura e l’indicazione dei dati del soggetto deceduto, l’importo fatturato arrotondato alla unità, oltre ai dati identificativi del soggetto che trasmette.
Quali sono le spese funebri
Salvo diversa comunicazione dell’Agenzia delle Entrate si tratta delle prestazioni di servizi o vendita di beni in occasione di un funerale, secondo il criterio dell’attualità e cioé dal trasporto funebre a ciò che serve per provvedere alla sepoltura di quel defunto.
Come effettuare la comunicazione
La comunicazione deve essere fatta, come ormai consuetudine per altri settori, utilizzando il servizio telematico Entratel o Fisconline a seconda dei requisiti posseduti da chi trasmette la comunicazione.
Gli invii possono essere ordinari, sostitutivi o di annullamento.
L’invio ordinario: è la comunicazione con cui si inviano i dati richiesti.
E’ possibile inviare piu’ comunicazioni ordinarie per lo stesso periodo di riferimento.
I dati inviati in ogni comunicazione ordinaria successiva alla prima sono considerati in aggiunta a quelli precedentemente comunicati.
L’invio sostitutivo serve a sostituire una comunicazione ordinaria già acquisita dal sistema che si è rivelata errata. L’annullamento serve ad annullare una comunicazione ordinaria o sostitutiva che si vuole cancellare.
Gli strumenti utili per l’invio
Sul sito dell’Agenzia delle entrate alla data del 9/2/2016 ci sono ancora il modello e le istruzioni in bozza aggiornate al 1 febbraio 2016.
Clicca su BOZZA MODALITA’ per leggere istruzioni compilative e per conoscere le TECNICALITA’ (tracciato record, ecc.)
Vi sono 2 distinti software ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, anche se ancora in fase prototipale, che possono essere reperiti cliccando su (scarica).
L’INSERITORE DI DATI  (scarica)
Permette, partendo dai dati conosciuti di ogni singolo funerale, di introdurre i dati.
Occorre sapere i dati del soggetto che fattura, se ci si avvale di un intermediario (in genere il commercialista), i dati di questo, i dati del defunto (codice fiscale e solo per spese 2015, altro identificativo univoco di specifiche tecniche prestabilite), i dati del soggetto a cui è stata fatturata la prestazione o la vendita di beni (attenzione se la fatturazione per uno stesso funerale è 100, il totale del fatturato a più soggetti deve tornare 100)
Si può fare il lavoro anche a pezzi (salvando quel che si è fatto e riprendendolo più avanti), ma la difficoltà per l’uso di questo software è data dall’inserimento a uno a uno.
Per questo motivo è possibile utilizzare software di terze parti, tra cui si segnala quello messo a disposizione gratuitamente dal Gruppo Marche Informatica  (scarica) da www.gruppomarche.info [basta scorrere la pagina fino alla voce ‘Utility compilazione spese funebri’ delle News], che ha la particolarità di operare su foglio excel dove è facile, anche con dei copia e incolla, inserire quantità rilevanti di dati (reperiti dai dati gestionali dei software del soggetto che fattura), per poi trasformarli nel formato che richiede l’Agenzia delle entrate per la trasmissione. Viene infatti generato un file in formato TXT con tracciato record prestabilito.
IL VALIDATORE DI DATI  (scarica)
E’ un software dell’Agenzia delle Entrate che verifica OBBLIGATORIAMENTE che i dati inseriti siano corretti dal punto di vista formale.
Se la procedura è corretta, ciò viene segnalato e il file (prima TXT) viene trasformato in un file con estensione dcm.
Se le cose non vanno bene viene segnalato cosa non va per le correzioni o le sostituzioni successive e non viene generato il file con estensione dcm.
L’effettuazione del controllo di conformità dei file contenenti le comunicazioni è obbligatoria.
In tale fase viene prodotto il file controllato (con estensione .dcm) predisposto per la successiva fase di autenticazione.
In fase di controllo formale è verificata solo la correttezza formale di ogni singolo codice fiscale obbligatorio inserito nella comunicazione.
IL TRASMETTITORE (VAI)
E’ una procedura dell’Agenzia delle Entrate che acquisisce il file validato con estensione dcm.
Il processo deve essere fatto entro il termine massimo stabilito) all’Agenzia delle Entrate.
In fase di accoglienza telematica (con la trasmissione) viene verificata la presenza in Anagrafe Tributaria di ogni singolo codice fiscale obbligatorio indicato nelle comunicazioni.
Il sistema emette una ricevuta, che contiene il codice di identificazione per il sistema Entratel o il codice di riscontro per Fisconline. La ricevuta indica data e ora di ricezione del file, identificativo, protocollo del file, numero delle comunicazioni contenute.

In caso di riscontro di codice fiscale errato, i dati relativi all’evento funebre non saranno acquisiti.
L’elenco dei record scartati e dei codici fiscali errati sarà fornito in allegato alla ricevuta telematica.
Il soggetto obbligato alla comunicazione è tenuto ad effettuare un ulteriore invio ordinario contenente esclusivamente i dati relativi alle comunicazioni precedentemente scartate entro la data di scadenza indicata nel provvedimento.

Non si puo’ fare a meno di osservare come l’Agenzia delle Entrate sia in ritardo sulla tabella di marcia e che qualche problema interpretativo si pone, oltre al fatto che si tratta di una mole non indifferente e imprevista di lavoro per i soggetti che devono recuperare e caricare i dati.

Civitavecchia: difficile garantire sepolture

Pubblicato da

Se è vero quel che appare dalle notizie di stampa locali, aCivitavecchia ha fatto flop il sistema di pianificazione cimiteriale.
Onestamente è una città che è in buona compagnia,visto ch in Italia la programmazione è materia di cui si parla ma che scarsamente si applica!
veniamo ai fatti.
Solo 3sono le tombe rimaste libere al cimitero di via Braccianese Claudia, a Civitavecchia a fronte di un numero medio di 40 decessi al mese.
Sembra inevitabile l’emanazione di un’ordinanza comunale di requisizione dei loculi vuoti.
Critica anche la situazione del campo d’inumazione, al completo ormai da mesi.
E anche su questo versante si sta pensando ad imporre esumazioni straordinarie prima dei 10 anni di sepoltura.
L’esaurimento dei posti disponibili ha determinato un incremento esponenziale del ricorso alla cremazione, con un 69% in più in soli 5 anni.
Se nel 2010 erano solo 43 i cittadini che sceglievano di essere cremati, nel 2015 il numero ha raggiunto le 138 unità.
Però la cittadinanza si deve rivolgere al crematorio di Viterbo, con gli oneri di trasferimento relativi ed i tempi di attesa conseguenti.

Bevagna: dipendente comunale infedele

Pubblicato da

Un 42enne dipendente del Comune di Bevagna (impiegato, in passato, nello specifico all’Ufficio anagrafe)si trova ora agli arresti domiciliari. Su di lui pende un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Spoleto su richiesta della Procura competente. Per l’uomo si configura l’accusa per furto aggravato, truffa, possesso e fabbricazione di documenti d’identificazione falsa, abuso d’ufficio, falsità in scrittura privata e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale. A lavorare alle indagini sono stati i Carabinieri della stazione locale, insieme al personale della Digos di Perugia.
Tra i fatti contestati l’uso improprio dei benefici della legge 104, reiterato, da parte del 42enne dipendente comunale. L’uomo si serviva della “legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” del 1992, usufruendo dei permessi per recarsi in Inghilterra per motivi non certo legati all’assistenza del familiare.
Verrebbe poi accusato di falsificazione di documenti di identità falsi e di appropriazione indebita di somme comunali.
Ulteriore capo d’imputazione contestato al dipendente comunale, infatti, è una falsa richiesta di retrocessione di loculi cimiteriali a discapito di una signora anziana.
L’attività d’indagine ha permesso di scoprire anche questo reato imputato al 42enne, il quale, ricoprendo anche la carica di responsabile dei servizi cimiteriali, attraverso la falsificazione della documentazione per la restituzione di loculi, è riuscito ad appropriarsi di ingenti somme di denaro, frodando l’amministrazione comunale.
Il sindaco di Bevagna ha stigmatizzato l’episodio e affermato che il Comune è parte lesa. Verranno assunti i provvediemnti disciplinari del caso.

Sito di memoria di Sollecito

Pubblicato da

Raffaele Sollecito, ingegnere elettronico di 31 anni, ex imputato dell’omicidio di Meredith Kercher, assolto in via definitiva dalla Cassazione, assieme ad Amanda Knox, il 27 marzo del 2015,ha presentato un suo progetto di start-up ieri pomeriggio, al Palafiori di Sanremo, a margine degli eventi legati al Festival della Canzone Italiana.
“E’ un portale che nasce come ibrido tra social network ed e-commerce che abbiamo chiamato ‘Memories’ – ha spiegato Sollecito-. Un profile-commerce, così come abbiamo deciso di classificarlo, con il quale una persona, dopo essersi registrata, potrà creare il profilo del proprio caro, commemorandolo con foto e filmati”.
Questo è il lato social, ma ce n’è uno anche commerciale:

“L’utente – prosegue Sollecito – potrà anche acquistare prodotti locali come fiori, corone o altri prodotti, che saranno posati sulla lapide del proprio caro”. Da cosa nasce questa idea? “Nasce da un fatto triste, avvenuto nel 2005 – prosegue – ovvero la morte di mia madre, che io cercavo di commemorare. In questo modo si potranno azzerare le distanze”. Fiori, corone e quant’altro potranno essere inviati alla persona cara tramite operatori partner del progetto. “Saremo operativi all’inizio di marzo – conclude Sollecito – per ora stiamo andando avanti con alcuni test di collaudo, soprattutto per la parte grafica”.

Botta e risposta per la questione dei loculi a Minervino Murge

Pubblicato da

A seguito delle polemiche sollevate negli scorsi giorni da Michele della Croce (si veda nostro precedente articolo) sul tema riguardante il cimitero di Minervino Murge, veniamo a conoscenza della replica da parte della maggioranza, in Comune.

«E’ bene subito chiarire – afferma il segretario cittadino del Pd – quanto ciò che è stato affermato risulti essere assolutamente falso, basterebbe la semplice lettura dei bilanci per capirlo, che i soldi derivanti dalla vendita dei vecchi loculi siano stati destinati alla realizzazione di altre opere. Infatti, per la prima volta, i soldi rivenienti dalla vendita dei loculi durante questi ultimi 4 anni hanno avuto una destinazione vincolata alla spesa per investimenti nei servizi cimiteriali: ciò vuol dire che i soldi incassati dalla vendita dei loculi (circa 679.000 euro) verranno utilizzati per finanziare la costruzione dei nuovi loculi. Le eventuali somme residue verranno accantonate come residui e, in attesa di nuove migliorie per il cimitero, rimarranno nel bilancio comunale».

E prosegue: «Rimane il dubbio di come siano state spese nel passato le diverse centinaia di migliaia di euro derivanti dalla vendita dei loculi, probabilmente solo in quantità marginale per il miglioramento dei servizi cimiteriali. Un chiarimento a questo dubbio aiuterebbe a comprendere come mai in passato per la realizzazione dei loculi si è dovuto sempre far ricorso, ad un mutuo (pagando quindi anche gli interessi, ed aumentando l’indebitamento comunale) e non si sono invece utilizzate direttamente le somme derivanti dalla vendita dei loculi. Non è che per caso questi soldi sono stati utilizzati per altre finalità?»

E infine: «Senza voler entrare in particolari tecnicismi, – conclude – il costo della costruzione dei nuovi loculi incide sul patto di stabilità e quindi solo una corretta e previdente programmazione, come quella messa in atto dall’attuale Amministrazione, ha permesso, dopo l’accantonamento delle somme, di avviare la realizzazione di nuovi loculi. Riteniamo, senza timori di smentita, di poter definire questa come la giusta e corretta gestione della “cosa pubblica”».

Discutibile sanatoria cimiteriale a Nocera Inferiore

Pubblicato da

A Nocera Inferiore chi abbia usufruito di una nicchia di cui non è concessionario (fino al 30 giugno 2015 ) potrà sanare la sua posizione.
La sepoltura irregolare (dice una delibera di Consiglio comunale recentemente assunta) avviene quando un concessionario, attraverso un atto di benemerenza, consente a un’altra persona di utilizzare il loculo a lui assegnato. I familiari del defunto la cui sepoltura risulta irregolare potranno presentare istanza al Comune e richiedere il riconoscimento della concessione, previo versamento di una offerta quasi simbolica: 50 euro per il loculo frontale e a fornello, 15 euro per l’ossario, ricevendo in concessione «il diritto di uso per novantanove anni nel caso di loculi facenti capo a una concessione conferita in perpetuo o fine alla scadenza della originaria concessione a tempo determinato».
Prima della definizione del procedimento, l’amministrazione comunale si riserva di informare il titolare originario della concessione.
Nel caso le posizioni irregolari
non venissero sanate, all’estumulazione del defunto il loculo non potrà essere rivendicato dai suoi eredi, ma farà sempre capo al concessionario originario. Per il futuro, invece, si mette un limite di massimo quattro benemerenze.
Mah!, sembra una regolarizzazione di una situazione abusiva, con pagamenti tra concessionari e presunti benemeriti (per il pagamento …), che avrebbe dovuta essere sanzionata con la decadenza delle concessioni cimiteriali (NdR)

Crolla un tratto di muro al cimitero di Poggiana

Pubblicato da

È crollato il muro del cimitero di Poggiana di Riese Pio X: gli operai del Comune hanno ora messo in sicurezza l’area.
Si tratta di una trentina di metri del muro ad est del cimitero, proprio quello su cui si trovava la lapide del comandante Masaggio, "un angelo" dedicato a Primo Visentin, medaglia d’oro della resistenza e comandante della Brigata Martiri del Grappa. Si trattava di un eroe locale.
Fortunatamente la lapide è stata spostata qualche tempo fa proprio per problemi statici.
Da anni quel muro destava preoccupazione e alla fine ha ceduto. Nessuna persona è stata interessata dal crollo.

Crematorio di Perugia: fermo per qualche tempo per manutenzione straordinaria

Pubblicato da

Il Comune di Perugia ha diffuso un comunicato col quale informa i cittadini e le agenzie di pompe funebri che l’attività del forno crematorio del Cimitero di Monteluce è momentaneamente sospesa a causa dei lavori di manutenzione straordinaria. Sarà ripresa non appena si concluderanno le operazioni di valutazione e i lavori più urgenti di sistemazione.
Per ulteriori informazioni al riguardo, si consiglia di rivolgersi all’Ufficio Cimiteriale del Comune allo 075 5771

Cimiteri beni comuni

Pubblicato da

Cimiteri beni comuni

Il cimitero è un bene pubblico o privato? E aggiungerei: il cimitero è configurabile come bene comune, com’è inteso oggidì?
Il comma 2 dell’art. 824 (1) del Codice Civile esplicitamente dice che i cimiteri comunali sono soggetti al regime giuridico del demanio pubblico, e quindi sono in primo luogo inalienabili, non usucapibili, fuori commercio, ai sensi dell’art. 823 C.C. comma 1, prima parte (2).
Il Codice Civile, approvato con Regio Decreto-Legge 16 marzo 1942, n. 262, introdusse questa norma speciale per i cimiteri e sui relativi diritti, che salva le sole situazioni preesistenti specificate da legge.
Ci si riferisce, in particolare, ai cimiteri particolari, cioè quelli privati e appartenenti a Confraternite, Pubbliche assistenza, associazioni senza scopo di lucro o Enti similari, richiamati nell’art. 104, comma 4 del regolamento di polizia mortuaria approvato con D.P.R. 10/9/1990, n. 285, cioè quelli preesistenti alla entrata in vigore del T.U. delle Leggi Sanitarie R.D. 1265/1934).
Negli ultimi anni è fiorito in Italia un dibattito serrato sui beni comuni, soprattutto incentrato sull’acqua pubblica (appunto demaniale), ma non altrettanto si è sviluppata la discussione sul cimitero, quale bene comune.
Il cimitero, a mio avviso, potrebbe essere ritenuto un bene comune per eccellenza, essendo il luogo di memoria storica e collettiva di un territorio: l’essenza stessa di un bene civico. Ognuno, infatti, ha diritto di essere sepolto nel luogo di morte o di ultima residenza e, se è indigente e appartenente a famiglia bisognosa, a vita sola, ha diritto a essere gratuitamente trasportato al cimitero e ivi sepolto, a sistema d’inumazione.
Semmai si potrà discutere sul fatto che il defunto, se ha lasciato scritto in vita di essere cremato, abbia diritto ad esserlo al posto dell’inumazione.
Ed io sono tra quelli che ritengono che ciò possa essere accolto, in presenza di impianto di cremazione nel Comune di decesso, se previsto la locale regolamento di polizia mortuaria comunale.
Quest’assenza di dibattito, sembra derivare dal relativo ritardo con il quale è cambiata, negli anni, la forma di gestione dei cimiteri in Italia, rispetto alla gestione dell’acqua.
O potrebbe dipendere anche dalla scarsa percezione nella pubblica opinione del fenomeno della privatizzazione cimiteriale.
A ben vedere, nel giro di poco più di vent’anni, i Comuni stanno progressivamente abbandonando la gestione pubblica del cimitero, per effetto soprattutto della carenza di risorse per investimenti necessari in infrastrutture (reti, impianti, loculi e cellari) e per una cronica carenza di quattrini e personale per la gestione quotidiana (per le leggi di compressione della spesa sociale attuate negli ultimi decenni).
E così si è diffusa una doppia tendenza:
– da un lato Amministrazioni pubbliche che hanno favorito l’affidamento di project financing cimiteriali (spesso sovradimensionati rispetto alle effettive esigenze e con contrattualistiche penalizzanti per la parte pubblica);
– dall’altro un aumento delle costruzioni interne ai cimiteri, in aree in concessione, da par-te di Enti  e Confraternite che altro non sono che piccoli project financing per categorie di arti, professioni o per appartenenti ad un determinato culto o, ancora, per società di cremazione.
Lentamente, ma inesorabilmente, specie al Centro e al Sud d’Italia, questa tendenza si è affermata, anche sulla spinta di una imprenditoria edile a corto di altri lavori.
Imprenditoria che ha visto questa come un’opportunità, in tempi di crisi, senza nemmeno porsi problemi o compiere valutazioni di medio lungo periodo, sugli effetti che tali macro investimenti andavano a determinare. E i Comuni, che hanno – tra l’altro – il compito precipuo di adottare piani regolatori cimiteriali, men che meno.
In altri termini, ben pochi, in tali territori, hanno colto l’effetto dirompente che, specie al Nord del Paese, stava creando lo sviluppo della cremazione: cioè la disponibilità di un’offerta di posti-feretro costruiti superiore alla domanda, con il rischio che nel medio termine il Comune o il gestore del cimitero si ritrovi uno stock di posti invenduti, determinando così quella che per le case di abitazione è nota come “bolla immobiliare”.
Ebbene, principalmente al Sud e in parte del Centro, l’incidenza della cremazione è oggi ancora limitata; la domanda di tumulazione stagna è ancora discreta e in talune zone forte.
Sono quindi effetti che lì si potranno misurare tra quindici, venti o più anni.
Guarda caso quando le costruzioni realizzate in project financing (che è una privatizzazione temporanea di un cimitero, checché se ne dica) torneranno nella disponibilità del Comune, con i relativi problemi di mantenimento e manutenzione, che cadranno proprio sulle spalle pubbliche.
Stiamo quindi riassistendo alle identiche condizioni che si trovarono i fautori del socialismo municipale d’inizio Novecento nei confronti dei concessionari dei primi servizi pubblici (sto parlando di trasporti, elettricità, gas, acqua). E a quelle stesse condizioni che, per reazione a un’imprenditoria fatta di miopi concessionari, portarono negli anni successivi allo sviluppo delle norme sulla municipalizzazione (la Legge Giolitti del 1903 e il successivo Testo Unico del 1925).

(1) I beni della specie di quelli indicati dal secondo comma dell’art. 822, se appartengono alle province o ai comuni, sono soggetti al regime del demanio pubblico. Allo stesso regime sono soggetti i cimiteri e i mercati comunali
(2) I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano. Spetta all’autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso regolati dal presente codice

Editoriale di Daniele Fogli, pubblicato su I Servizi Funerari 1/2016.

Altri editoriali dello stesso autore, pubblicati su questo sito, sono visionabili cliccando EDITORIALI Per ricevere con e-mail 1 copia omaggio della rivista clicca OMAGGIO. Per conoscere le condizioni di abbonamento e il modulo d’ordine clicca MODULO.

Pubblicato ISF161, il numero di Gennaio-Marzo 2016 di I Servizi Funerari

Pubblicato da

isf161


Gli abbonati alla versione cartacea riceveranno il numero ISF 161 per posta.
Se sei abbonato PREMIUM leggi e stampa la versione digitale cliccando su RIVISTA
Usa tua User-id e password.

Se non sei ancora abbonato, valuta uno dei numeri digitali passati per capire se la rivista ti interessa: Clicca VEDO
I principali contenuti di questo numero sono:
EDITORIALE
Cimiteri beni comuni
RUBRICHE
Brevi dall’Italia e dall’estero
Quesiti e lettere
Chiedilo a www.funerali.org
per leggere le sintesi degli ARTICOLI, in italiano o in inglese, clicca
Leggi in ITALIANO
Read in ENGLISH

A Minervino Murge ci si chiede perché le entrate cimiteriali non hanno un vincolo di destinazione

Pubblicato da

Il candidato sindaco del comune di Minervino Murge, Michele della Croce, apre un dibattito dai toni accesi inerente il cimitero comunale. Alcuni anni fa l’amministrazione comunale ha contratto un mutuo con scadenza ventennale, per la realizzazione di oltre 450 nuovi loculi, per un importo complessivo di 525.000,00 euro.

Lo stesso della Croce, ex sindaco, ricorda lo svolgimento dei fatti: “I lavori della costruzione dei nuovi loculi sono iniziati il 01 aprile 2008 e sono stati conclusi il 19.06.2009; la spesa sostenuta per l’esecuzione dei lavori è stata di euro 450.000,00 comprensivi di IVA, spese per la direzione dei lavori, oneri per la sicurezza e imprevisti. A conclusione dei lavori si è registrata una economia di 75.000,00 euro, a disposizione dell’Amministrazione. A seguito di tali lavori, l’Amministrazione Comunale nel corso del 2009, decide di aumentare i prezzi per la vendita dei nuovi loculi.

Nel corso di questi anni quasi la totalità dei loculi sono stati venduti; il ricavo ottenuto dal Comune è stato di oltre 1.200.000,00, circa 3 volte la spesa sostenuta. Mentre l’incasso è avvenuto in circa 5 anni, la spesa per realizzarli è diluita in venti anni.

Il della Croce domanda in che modo è stata spesa questa differenza e soprattutto perché non è stata impiegata per i miglioramenti dei servizi cimiteriali, la realizzazione dei nuovi loculi, la sistemazione dei viali ecc.

L’ex sindaco continua apportando altri dati a sostegno della sua tesi: “Tanto si evince dalla lettura della delibera della Giunta Comunale n. 42 del 14.04.2015, con la quale è stato approvato il progetto definitivo per la realizzazione di ulteriori n° 240 colombari, dal momento che, si da atto, che la spesa derivante dovrà essere a carico del bilancio 2015. Anche in questo caso, a seguito dell’aggiudicazione dei lavori ,avvenuti il 21 ottobre 2015, la spesa da sostenere è di euro 275.000,00 a fronte di una entrata riveniente dalla vendita dei loculi di euro 750.000,00.

Detrazioni spese funebri, cambiano le regole, 3^ puntata

Pubblicato da

Per l’eccezionalità dell’evento, riportiamo i contenuti della Fun.News pubblicata ieri per i registrati al sito.

Proseguiamo il nostro vademecum pratico sulle nuove norme in materia di detraibilità di Spese Funebri.

6) A partire dall’anno 2016 le spese funebri entrano a far parte del 730 precompilato insieme ad altre tipologie di spesa, vedi quelle mediche o d’istruzione.
La detrazione viene allargata agli importi sostenuti per qualunque persona, superando così il requisito del vincolo parentale – mantenuto fino alle dichiarazioni del 2015 sui redditi 2014 – fra il defunto e chi sostiene la spesa.
Come disposto dall’articolo 1, comma 954, della Legge di Stabilità 2016, divengono detraibili “le spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone, per un importo non superiore a euro 1.550 (fino al 2015 il tetto era di 1.549,37 euro, ndr) per ciascuna di esse”.
Ciò significa che i 1.550 euro non corrispondono al quantum effettivo che si sottrae dall’imposta lorda, ma alla soglia di spesa sulla quale viene poi calcolato il 19%.
La soglia va riferita a ciascun decesso, non al singolo contribuente che paga l’importo.
Così, per ciascun decesso la detrazione massima spettante equivarrà a 294,5 euro (ossia il 19% di 1.550), da spartire, eventualmente, fra tutti quelli che hanno sostenuto la spesa.

7) Qualora vi fossero stati più decessi nell’arco dello stesso anno, sarà sufficiente compilare più righi tra l’E8 e l’E12, ovviamente in riferimento a ciascuno di essi, indicando poi il medesimo codice di spesa “14” con a fianco il relativo importo.

8) Se la spesa funebre dovesse essere sostenuta da più persone, ma la fattura risultasse intestata a una sola di esse, gli altri avrebbero comunque diritto a spartirsi la detrazione.
Questo perché il principio prevalente è quello che agevola chi di fatto ha sostenuto la spesa.
Nel caso quindi la fattura dell’agenzia funebre riportasse il nome di una sola persona, ma di fatto alla spesa avessero contribuito più soggetti, sulla fattura stessa andrà riportata un’annotazione (sottoscritta dall’intestatario) che certifichi la spartizione dell’importo.
In questo modo, conservando tutti una copia della fattura, sarà possibile applicare la detrazione pro-quota.

9) Il Fisco ammette la detrazione esclusivamente per le spese che implicano un legame immediato, attuale appunto, con l’evento della morte. Le spese detraibili saranno quindi quelle “ordinarie” sostenute in occasione di ogni decesso, non quelle effettuate a priori (come ad esempio l’acquisto preventivo di un loculo) o a posteriori (come ad esempio capita quando il Comune, a distanza di anni, esige il trasporto o la risistemazione della salma). O anche il pagamento di lapide posta sul loculo o sulla fossa non nell’immediatezza del funerale.

Detrazioni spese funebri, cambiano le regole, 2^ puntata

Pubblicato da

Per l’eccezionalità dell’evento, riportiamo i contenuti della Fun.News pubblicata ieri per i registrati al sito. E così faremo, con un giorno di ritardo, per la prossima puntata.

Proseguiamo con i suggerimenti pratici, iniziati con la Fun.News di ieri, per ottemperare all’obbligo di comunicazione al Fisco di dati concernenti Spese Funebri da mettere in detrazione a causa di funerale.

4) Chi deve inviare i dati al Fisco?
In questo caso, la norma fa generico riferimento ai soggetti che emettono fatture (per forniture di beni e servizi) relative a spese funebri sostenute in dipendenza del decesso di una persona.
Pertanto, sono inclusi nell’obbligo di comunicazione tutte le imprese e gli Enti che hanno ceduto qualsiasi bene o prestato qualsiasi servizio funzionale all’espletamento di un funerale.

Salvo diversa identificazione da parte dell’Agenzia delle Entrate è considerata “spesa funebre” detraibile l’erogazione di denaro a compenso di ogni operazione occorrente:

a) all’acquisto della bara e degli suoi arredi

b) al trasporto funebre

c) alle prestazioni di agenzia d’affari in occasione del decesso

d) alle prestazioni per tanatocosmesi del defunto

e) al trasporto della salma dal luogo di decesso ala casa funeraria

f) al trasporto funebre dal luogo di decesso o dalla casa funeraria a crematorio o cimitero

g) alla cremazione del defunto

h) alle operazioni cimiteriali per provvedere alla sepoltura di quel defunto al momento del funerale (smuratura, muratura, tumulazione)

i) alla movimentazione di lastra tombale, ricollocazione dopo le operazioni di sepoltura

j) ai diritti di tumulazione o ingresso al cimitero k) alle tariffe del Comune per il rilascio di autorizzazione al trasporto funebre

l) al pagamento della concessione cimiteriale ove collocare il defunto, se questa serve alla tumulazione del defunto ed è pagata nella immediata prossimità del funerale

m) al pagamento dei necrologio annunciante il decesso su quotidiano (non i trigesimi, o le pubblicazioni postume)

n) al pagamento dei fiori, delle corone e altre composizioni funerarie servite durante il funerale, per la ritualità o) quant’altro svolto al momento del funerale per quel defunto.

I soggetti che, salvo diversa valutazione dell’Agenzia delle Entrate, emettono documenti contabili connessi con la vendita di beni e servizi sono pertanto:

  1. impresa funebre, per le lettere a), b), c), d), e), f)
  2. gestore di cimitero/Comune, imprese edili, per le lettere h), j), l
  3. marmista per la lettera i)
  4. editrice o concessionaria di pubblicità su quotidiano per la lettera m)
  5. fiorista per la lettera n)
  6. gestore di crematorio, per la lettera g)
  7. Pubblica Autorità (Comune) per la lettera k)

Quindi, oltre alle imprese di pompe funebri che curano tutto il funerale, l’invio dei dati sarebbe obbligatorio anche per  tutti i soggetti sopra indicati. E qui i problemi aumentano, poiché parte di quelle spese sono sostenute direttamente da un familiare del defunto e parte dall’impresa funebre (sia in regime di fatturazione per vendita di beni e servizi propri, sia per acquisti svolti per conto del cliente). Molto spesso alcuni di questi soggetti non conoscono i dati del defunto (si pensi ad un fiorista che vende una corona di fiori per un determinato funerale ad una persona che non ha vincoli di parentela). E qui casca l’asino: chi ha diritto di detrarre le spese funebri? il familiare o i familiari prossimi o anche altri soggetti che hanno concorso ad una parte del funerale e chi ha priorità nella detrazione? La norma non lo specifica. Prima l’onere di presentazione della detrazione fiscale era in capo al soggetto che intendeva detrarre tali spese. Ora invece l’onere di trasmissione delle informazioni è su tutti i soggetti che vendono un bene e servizio. Sarà il Grande Fratello a stabilire chi ha diritto alla detrazione?
Vedremo quel che risponderà l’Agenzia delle Entrate a sollecitazioni che da più parti stanno venendo per limitare (almeno in questa fase dati 2015) l’invio alle sole pompe funebri.Difatti con riferimento all’anno 2015, le imprese, nella contabilità tenuta ai fini fiscali hanno solamente il codice fiscale dell’intestatario della fattura o ricevuta fiscale e l’ammontare della spesa sostenuta, ma non hanno anche i dati e tanto meno il codice fiscale del soggetto defunto.Ma poi per cambiare la norma alla prima occasione utile (Disciplina dei servizi funerari?).
5) Infine dobbiamo registrare all’ultimo momento che le istruzioni in progress dell’Agenzia delle Entrate hanno modificato la precedente bozza di tracciato record (che ancora prevedeva il rapporto di parentela col defunto), poiché già a decorrere dal 2015, la legge di stabilità 2016 (legge n. 208/2015, art. 1, c. 954), ha eliminato il vincolo di parentela per l’ottenimento della detrazione dell’onere.

Per chi ne volesse sapere di più sugli ultimissimi documenti emanati dall’Agenzia delle Entrate in questa materia, si clicchi ULTIME da AGENZIA ENTRATE

La continuazione dei suggerimenti pratici a domani ….

Detrazioni spese funebri, cambiano le regole, 1^ puntata

Pubblicato da

Per l’eccezionalità dell’evento, riportiamo i contenuti della Fun.News pubblicata ieri per i registrati al sito. E così faremo, con un giorno di ritardo, per le altre due puntate.

Sono diverse le domande che le imprese funebri (ma non solo quelle) si pongono per ottemperare alle nuove norme dell’Agenzia delle Entrate per la detrazione spese funebri riguardante i dati del 2015 (che si presenta nel 2016) e per gli anni a venire.
In base al decreto, la comunicazione deve contenere l’ammontare delle spese funebri sostenute in dipendenza della morte e, con riferimento ad ogni decesso, devono essere comunicati i dati del soggetto deceduto (compreso il codice fiscale), i dati dei soggetti intestatari del documento fiscale (compreso il codice fiscale) nonché la quota della spesa sostenuta.

Vediamo intanto di dare qualche suggerimento pratico:
1) Fin dal 1 gennaio 2016 è bene chiedere (recuperate ora dai familiari i dati per i funerali già fatti) tutti i dati al momento del funerale e, in particolare, è bene chiedere il codice fiscale del defunto, perché è l’elemento di identificazione univoco del funerale.
Difatti l’Agenzia delle Entrate, con le nuove regole, chiede di trasmettere anche questo elemento.
2) Poi occorre conoscere e chiedere fin dall’inizio a chi verrà intestata la fattura, che sarà il soggetto che potrà legittimamente detrarre la spesa. E quindi tutti i dati identificativi di questo soggetto poiché anche questi oltre ad essere necessari per la predisposizione della fattura lo saranno poi per il trasferimento delle informazioni all’agenzia delle entrate.
3) Solo per il 2015 (quindi i dati da trasmettere entro febbraio all’Agenzia delle Entrate) sarà consentita una certa elasticità nella trasmissione dei dati per la identificazione univoca del funerale.
Difatti l’attuale modulistica (provvisoria) del Fisco stabilisce:
con riferimento all’anno 2015, il codice fiscale può essere sostituito da un codice alfanumerico di fantasia (nella sostanza è stato tolta la verifica sul campo nelle procedure di controllo).
Se si conosce l’esatto codice fiscale del defunto porblemi non ce ne sono.
Se invece si conosce: cognome, nome, data e luogo di nascita e sesso, basta andare su un sito che calcola il codice fiscale e il gioco è fatto (sono rarissimi i casi in cui si ha coincidenza di tutti questi elementi).
Si può usare ad esempio il sito che calcola il codice fiscale www.paginebianche.it/codice-fiscale
Se però ci manca qualche dato che fare?
Si consiglia, in questo caso, per ridurre la possibilità di controllo, di inventare solo per il 2015 (come detto se non si possiede il codice fiscale o i dati per formarlo) codici di fantasia che possano identificare abbastanza chiaramente il defunto:
Ad es.:
MMGGCOGNOMENOME (ad es. 0923ROSSASTRIGIUSEPPINA), cioé Rossastri Giuseppina, defunta il 23 settembre 2015.
Cioé una stringa alfanumerica composta del numero del mese, seguito dal numero del giorno di decesso (normalmente conosciuto). L’anno non serve, perché è solo il 2015.
A seguire il cognome (in caso di due cognomi mettere per primo quello che inizia con la lettera dell’alfabeto più bassa) e a seguire il nome.
Poi basta prendere i primi 16 caratteri di questa stringa così formata.
E nell’esempio sopra riportato:
0923ROSSASTRIGIU

La continuazione dei suggerimenti pratici a domani ….

A Legnano si approva il piano cimiteriale

Pubblicato da

Il 26 gennaio 2015 il consiglio comunale di Legnano ha approvato il nuovo piano cimiteriale. Un documento in cui viene proposta una analisi dell’andamento medio della mortalità con adeguata proiezione e la ricettività delle strutture esistenti, con distinzione tra i sistemi di sepoltura. Una novità rilevante è la previsione del “giardino delle Rimembranze”, un’area verde adibita alla dispersione delle ceneri.
In Italia è una innovazione relativamente recente e regolamentata da una normativa regionale che ne richiede l’istituzione in almeno un cimitero cittadino.
A Legnano sarà creato all’interno del Cimitero Parco, in un’area di circa 100 metri quadrati ad ovest del Campo San Paolo, vicino alle strutture adibite ad ossari e cinerari.

Il piano cimiteriale presenta anche un’analisi dei decessi che interessano il comune di Legnano. Negli ultimi 13 anni i morti sono aumentati da 1049 a 1151.

A fronte di un aumento della popolazione residente, da 53809 a 60269, i nati sono aumentati passando da 481 a 517; i morti sono aumentati di poco 505 a 554. Il tasso di natalità nel 2002 era di 8.94, nel 2014 di 8.58 per mille, mentre tasso di mortalità è, rispettivamente, di 9.39 e 9.19 per mille.

Lettonia: I cento anni del Brāļu kapi, il cimitero monumentale di Riga

Pubblicato da

Consigliamo la lettura di questo articolo “LETTONIA: I cento anni del Brāļu kapi, il cimitero monumentale di Riga” a firma di Paolo Pantaleo, pubblicato su eastjournal.net, in data 5 gennaio 2016:

Era il 28 ottobre 1915. Dal palazzo della Rīgas Latviešu biedrība, nell’attuale Merķeļa iela, si era messo in marcia un lunghissimo corteo in lutto. Tre bare venivano trasportate lungo il tragitto che passava da Aleksandra iela (oggi (Brīvības iela) per poi attraversare Miera iela, fino a raggiungere il grande parco dove il comune di Riga aveva deciso di creare, accanto al grande cimitero della città il Meža kapi, un altro cimitero che era destinato ad ospitare i soldati, vittime della I guerra mondiale, che proprio in Lettonia aveva uno dei suoi fronti più sanguinosi.

Jēkabs Voldemārs Timma, Andrejs Stūris e Jānis Gavenas erano i nomi dei primi tre fucilieri lettoni, di stanza al primo battaglione nazionale lettone di Daugavgrīva, che caddero sui campi paludosi di Tīreļpurvs, uno dei luoghi dove gli scontri fra l’esercito tedesco e le forze dell’impero russo, di cui facevano parte anche i lettoni, furono più aspri nell’autunno del 1915.

Il corteo era immenso. Migliaia di cittadini di Riga, insieme a tanti altri lettoni, profughi che si trovavano in città provenienti soprattutto dal Kurzeme già in mano ai tedeschi, seguivano le tre bare, su cui una volta giunte al Brāļu kapi, furono poste tre corone di fiori bianchi. Il discorso di commiato fu tenuto dal comandante del battaglione, il capitano Rūdolfs Bangerskis, che dopo essere fuggito in esilio durante il periodo sovietico, trovò anch’egli sepoltura qui, nel 1995 nella Lettonia di nuovo indipendente.

Non c’è forse un altro luogo a Riga e nel resto della Lettonia più simbolico del Brāļu kapi (letteralmente il cimitero dei fratelli) per raccontare la storia della lotta per l’indipendenza e la libertà del popolo lettone.
Già nel 1914 il comune di Riga iniziò a pensare ad aprire un cimitero per i soldati caduti al fronte, ma la vera data di nascita del Brāļu kapi simbolicamente è quella del 28 ottobre del 2015, quando furono appunto seppelliti Timma, Stūris e Gavenas.

Dopo i primi tre caduti, furono molti altri, a migliaia, i soldati lettoni vittime della I guerra mondiale. Se paragonata al numero di abitanti, quasi nessun altro paese europeo ha sofferto tante vittime e tanti esuli durante la I guerra mondiale come la Lettonia. Solo dal 1915 al 1917 nei pressi di Riga furono circa cinquemila i fucilieri lettoni caduti sui campi di battaglia intorno alla città, anche se solo un migliaio di questi trovò sepoltura in questo cimitero.

Ben presto fu necessario ampliare il Brāļu kapi. Nel 1919 durante i primi convulsi mesi dopo la dichiarazione d’indipendenza, vennero sepolti nel cimitero dei fratelli anche alcuni bolscevichi e seguaci del governo comunista di Stučka, che contro il governo di Kārlis Ulmanis nato subito dopo dichiarazione di indipendenza, cercava di riportare la Lettonia nell’alveo della Russia sovietica.

Quando alla fine del 1919 la Lettonia conquistò definitivamente la propria libertà sia dalle forze tedesche che da quelle sostenute dai russi sovietici, con la liberazione dall’assedio di Riga, si cominciò a pensare a far diventare il Brāļu kapi un cimitero monumentale, che onorasse davvero i caduti lettoni per la libertà del paese.
Per questo fu lanciato nel 1922 un concorso pubblico per una costruzione architettonica che si sviluppasse nel panorama del cimitero. Al concorso fu invitato a partecipare anche l’architetto Kārlis Zāle, che si trovava a Riga per partecipare già al concorso per la costruzione del Monumento alla libertà nel centro della capitale. Zāle vinse entrambi i concorsi.

Il 18 novembre 1924, festa d’indipendenza, alla presenza del presidente Jānis Čakste e di tutte le maggiori autorità del paese, veniva posata la prima pietra del complesso monumentale ideato da Kārlis Zāle.
I lavori andarono avanti dal 1924 al 1936, fermandosi solo in inverno nei periodi più freddi. Fu deciso che i materiali in pietra utilizzati per le strutture architettoniche e le statue dovessero provenire esclusivamente dal suolo lettone. Zāle voleva utilizzare solo granito grigio, ma fu chiaro presto che non sarebbe stato sufficiente tutto il granito a disposizione per ogni muro e ogni statua. Per questo si decise di utilizzare anche il travertino di Allaži.

L’11 novembre del 1936, anniversario della liberazione dall’assedio di Riga del 1919, l’arcivescovo Teodors Grīnbergs consacrava con la sua benedizione il Brāļu kapi. Ma solo quattro anni dopo la Lettonia perdeva di nuovo la sua indipendenza. Prima l’invasione dell’Urss, poi quello della Germania nazista, poi di nuovo l’occupazione dell’Armata Rossa e l’inizio della lunga dittatura sovietica nei paesi baltici.
Il Brāļu kapi visse decenni di abbandono e di decadenza, per poi tornare ad acquistare il suo ruolo di simbolo della lotta per la libertà e l’indipendenza della Lettonia dopo la liberazione dal gioco sovietico nel 1991.

Funerali dei gatti in epoca Vittoriana

Pubblicato da

Nel corso del 19° secolo non era raro che i resti mortali di un animale domestico, come il gatto di casa, fosse sepolto nel giardino di famiglia. In epoca vittoriana, tuttavia, l’usanza di celebrare funerali per questi animali da compagnia aumentò notevolmente. I padroni in lutto facevano costruire bare riccamente decorate, sacerdoti eseguivano servizi funebri per i piccoli estinti, gli scalpellini cesellavano il nome del gatto su lapidi di marmo. Molte persone celebravano questo tipo di cerimonie, che non rappresentavano una eccentricità stravagante dei ricchi, o l’ennesimo capriccio di una solitaria zitella. C’era però anche chi si sentiva profondamente offeso dal fatto che un animale di qualsiasi tipo potesse ricevere una sepoltura cristiana.
Chi volesse leggere l’articolo originale non ha che andare sul sito www.vanillamagazine.it

La croce della discordia

Pubblicato da

Polemica rovente a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, dopo che il Comune ha detto no al crocifisso all’entrata del locale cimitero.
Il consiglio comunale della cittadina emiliana giovedì sera ha rigettato la proposta avanzata dalle minoranze e appoggiata dall’ufficio di presidenza di collocare una croce a segnare il nuovo ingresso del camposanto inaugurato da qualche anno.
Sembra di rivivere le dispute tra Don Camillo e Peppone!
La controversia nella città alle porte di Bologna in realtà va avanti da lungo tempo, cioè da quando si sono conclusi i lavori di ampliamento del cimitero nel 2009. All’epoca, a causa della struttura pericolante, il vecchio ingresso monumentale venne chiuso e al suo posto fu aperto un nuovo portone che però al contrario del precedente è privo di insegne religiose.