Bolzano, 30/9/2014 – Corso sui rischi inerenti l’operatività sia funebre che cimiteriale

Si svolgerà tra meno di un mese a Bolzano il corso formativo dal titolo:
"I RISCHI INERENTI L’OPERATIVITÀ SIA FUNEBRE CHE CIMITERIALE" e precisamente martedì 30 settembre 2014

Il modulo di iscrizione è scaricabile al link seguente: Modulo di iscrizione

Il corso, realizzato con il supporto del Comune di Bolzano, è indirizzato ad una vasta platea di utenti, pubblici e privati.

Il suo scopo è quello di fornire agli operatori del settore funebre e cimiteriale conoscenze sui rischi inerenti lattività svolta, in conformità a quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 e smi dallAccordo Stato-Regioni. Le 6 ore di formazione erogate con questo corso possono valere come aggiornamento periodico per la formazione del personale in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, in conformità a quanto previsto dagli accordi Stato-Regioni in materia. Per tale tipologia formativa, una volta svolta la formazione iniziale (generale + specifica), è previsto un aggiornamento periodico quinquennale della durata di 6 ore, che può considerarsi quindi svolto a conclusione del presente corso.

I destinatari della giornata formativa sono: Operatori del settore funebre e cimiteriale, impresari funebri e dipendenti di Imprese funebri.

I relatori sono: Dott. Alessandro Finco (Consulente Aziendale in materia di Sistemi di Gestione per la Qualità e Sicurezza nei luoghi di lavoro, Titolare di impresa di Onoranze Funebri, Trecenta, RO), P.I. Alberto Santato (Correlatore R.S.P.P. qualificato ed abilitato in ogni macrosettore, Consulente in materia di Sistemi di Gestione per la Qualità, Titolare di impresa di Onoranze Funebri, Trecenta, RO).

La sede di svolgimento del corso sarà a Bolzano, presso la Sala Conferenze "Antico Municipio" (Via Portici 30, Bolzano).

Gli orari indicativi saranno: 9.30-13.00 e 14.00-16.30 (previa registrazione dei partecipanti alle ore 09.00).

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Bloccati nel cimitero di Benevento lavori di sopraelevazione di una cappella funeraria

Gli uomini della Polizia municipale del Comune di Benevento hanno sospeso i lavori di sopraelevazione della tomba di famiglia dove tra qualche giorno avrebbe dovuto trovare posto la salma di G. C., volontario beneventano morto in Cambogia il 6 agosto 2014 in circostanze ancora non del tutto chiarite.
I vigili urbani hanno accertato la realizzazione di opere non autorizzate e pertanto hanno interrotto le attività contestando la violazione ad A. C., sorella del cittadino beneventano deceduto in Oriente, in qualità di committente dell’intervento.
La vicenda va ben oltre l’episodio più recente e affonda le radici negli anni Novanta, quando il Comune di Benevento autorizzò la realizzazione di una cappella funeraria a pochi centimetri dalla sepoltura dei C., i quali denunciarono l’accaduto e tuttora attendono che la giustizia si pronunci in via definitiva.

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Il cimitero di Rimini si rifa il trucco …

La Giunta Comunale di Rimini ha approvato interventi per 400.000 euro per il miglioramento funzionale e adeguamento normativo dei settori nord e ponente del cimitero monumentale e civico di Rimini. I lavori permetteranno di risolvere diversi dei problemi oggi esistenti:
tra questi, le infiltrazioni nel piano interrato della galleria nord; i parapetti dei balconi in vetro, che versano in precario stato conservativo; i parapetti delle scale che saranno innalzati a più di un metro di altezza per ragioni di sicurezza. Nel settore di Ponente, invece, saranno oggetto d’intervento di ripristino le impermeabilizzazioni delle coperture rifinite in laterizio, le grondaie e i pluviali incassati nelle strutture murarie delle facciate delle cappelle e dei loculi. Saranno inoltre totalmente rifatte le linee elettriche dell’impianto che alimenta oltre 750 lampade votive.

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Contestato il project financing per il crematorio di Serravalle Scrivia

La realizzazione di nuovi crematori è diventata sempre più un problema, per l’opposizione che viene dai cittadini dell’intorno delle aree prescelte per la localizzazione e ancor più spesso per la scelta delel Amministrazioni comunali dei modi di realizzazione in project financing, che viene visto spesso com eun modo per lucrare sulla morte.
Il copione si è ripetuto a Serravalle Scrivia, dove le perplessità sul progetto dell’impianto di cremazione che verrà realizzato nell’area in ampliamnto del cimitero nuovo arrivano da alcuni consiglieri comunali di opposizione. Elio Pollero e Walter Zerbo, di Serravalle Futura. Di seguito le considerazioni dei 2 consiglieri di cui si è venuti a conoscenza.
“È un progetto privato che piove sulla scrivania del sindaco – affermano i due consiglieri di opposizione – e, pur in assenza di piani comunali specifici, viene preso a scatola chiusa in ragione di una rendita annuale del 5% sul giro d’affari che sarà in grado di generare. L’imprenditore fa balenare un potenziale di 80 mila euro annuali per il Municipio (se e quando i camini del crematorio fumeranno a ciclo continuo) e naturalmente il sindaco non si lascia scappare la ghiotta occasione”. “Serravalle ha bisogno di una mega struttura studiata esclusivamente su calcoli di mercato e di profitto privato – si interrogano ancora i due -? Come si inquadra il tempio crematorio nella situazione complessiva delle aree cimiteriali comunali?”.
Pollero e Zerbo concludono sostenendo che il progetto andrebbe cancellato dal piano delle opere pubbliche o, in alternativa, dovrebbe essere l’imprenditore a tenere per sé il 5% delle rendita e dare il resto dell’utile al Comune.
Il progetto di finanza redatto dalle ditte Altair Srl e Schena marmo, già approvato dalla giunta serravallese e presentato nel corso dell’ultimo consiglio comunale, riguarda la costruzione di impianto di cremazione per salme, con accanto una sala del commiato. Il quadro economico prevede una spesa complessiva pari a 2 milioni e 657 mila euro.

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Presidente ANCI: sulle partecipate si può cambiare coinvolgendo capitali ed esperienze private

“Permettere alle società di quotarsi in Borsa. Solo così le si costringerà a razionalizzarsi e a ristrutturarsi per presentarsi con i conti in ordine e, una volta quotate, attingere dal mercato quei capitali che servono loro per la propria attività".
E’ questa la prima ricetta per le Partecipate che Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, propone in un’intervista pubblicata sull’edizione odierna de La Stampa.
"Molte di queste società agiscono in regime di concessione. Leghiamo la possibilità di allungare i tempi della concessione ad alcune condizioni, come quella di aprirsi a soci privati", dice Fassino. Inoltre "creiamo incentivi, ad esempio un fondo per gli investimenti, a favore di chi si risana e si apre al mercato, alle fusioni tra società".
E ancora: "i Comuni che aprono alle societa’ private o che mettono in campo processi di aggregazione o fusione potrebbero godere di vantaggi su Patto di stabilita’ o trasferimenti".
Accanto a questo, sottolinea il presidente Anci, ‘bisogna prevedere meccanismi di ammortizzatori sociali per aiutare le aziende a razionalizzarsi senza mettere in mezzo alla strada i lavoratori".

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