Furioso per problemi ereditari imbratta tombe dei parenti

Pubblicato da

Convinto di essere stato truffato nella divisione di un’eredità, un uomo di Pergola ha perseguitato i parenti e, non contento, ha anche profanato alcune tombe di congiunti al cimitero.
E’ dal mese di febbraio 2016 che un 66enne residente a Pergola (Pesaro) ha iniziato ad inviare lettere minacciose e con richieste estorsive a tutti i familiari: sorella, nipote e matrigna 93enne.
Non contento, durante l’estate 2016 dalle minacce è passato ai fatti. Si è recato al cimitero di Pergola ove ha danneggiato alcuni loculi, tutti riconducibili ai parenti, e imbrattato altri con scritte offensive.
Le denunce a suo carico si sono succedute, dallo stalking alla tentata estorsione, dalle minacce ai delitti contro la pietà dei defunti arrivando in quattro mesi a collezionarne ben sei.
Forse è il caso che si calmi, perché se va avanti così rischia di andarci lui al cimitero!

In Calabria nasce in comitato spontaneo di imprese funebri che contesta una norma regionale in materia funebre

Pubblicato da

Veniamo a conoscenza e pubblichiamo quanto scrive in una nota Giuseppe Triolo, portavoce del comitato spontaneo imprese funebri italiane:
“Da più parti d’Italia oggi si urlano criticità nel settore delle onoranze, tanto è vero che diverse Regioni si sono dotate di Polizia Mortuaria in quel prezioso D.P.R. 285/90! ​Infatti in quelle Regioni che si sono dotate di un nuovo regolamento del settore funerario non si è, di fatto, modificato lo status dei Cimiteri innovando o delle ASP che ruotano attorno al settore funebre o agevolato i cittadini sotto il profilo economico e addirittura nemmeno si è stretta la vite intorno alle mafie e al malaffare che gira intorno al settore funebre ma si è sempre, invece, pensato a favorire le grandi imprese con grossissimi giri di denaro, dimenticando che le mafie divenute, infiltrandosi, anche impresa non hanno problemi economici e quindi di liquidità, inserendo dentro i nuovi regolamenti una miriade abnorme di requisiti che di fatto insabbiano le piccole ed oneste imprese e rendono difficile l’espletamento stesso di un semplice trasporto funebre rendendolo economicamente più caro e molto oneroso anche sotto il profilo burocratico asfissiando di norme abnormi e subdole le imprese e così facendo si fa morire la piccola impresa ma, attenzione, con un contratto, viste le difficoltà immesse nelle leggi e quindi quasi reso obbligatorio dai loro regolamenti regionali, con la “grossa ditta funebre o centro servizi” per proprietà transitoria dello stesso fa si che si che le piccole imprese disseminate sul territorio ottengano quei requisiti che stando da sole al mondo non avrebbero mai potuto ottenere e così il gioco del più forte è fatto … e i piccoli dovranno bussare alla porta dei grandi e pagare per continuare a vivere”
“Da tutto questo schifo – prosegue- ancora la Calabria è indenne ma fino ad un certo punto perchè di fatto anche se in apparenza sembra che ci sia libertà di impresa di fatto la ndrangheta e il malaffare ancora la fa da padrona! Tali e indecenti proposte avanzate, come sopra descritto, in altre Regioni Italiane, sono state avanzate in Calabria 3 anni fa e da noi anche all’epoca fortemente contestate, infatti la proposta la 406/09 in materia funeraria fu presentata nella scorsa legislatura dai Consiglieri Regionali D. Tallarico e G. Nucera successivamente decaduti in seguito a loro vicende giudiziarie personali, ma, il 5 Ottobre u.s., è stata nuovamente messa in campo e affidata al Consiglio Regionale della Calabria da un’associazione di categoria denominata FEDERCOFIT, la stessa che si affidò a Nucera e Tallarico 3 anni fa, associazione che però di fatto non rappresenta il comparto funerario Calabrese e che il 5 Ott. scorso a ripresentato la stessa fotocopia 406/09 di proposta di legge che 3 anni fa trovò accese polemiche nel settore e nella politica stessa! A questo proposito, quindi, è rinato il Comitato Spontaneo Onoranze Funebri Calabresi (CO.S.F.IT.), comitato che peraltro ha anche interloquito con il Senatore Stefano Vaccari proponente di un DDL in materia funeraria al Senato, il quale nonostante gli accesi contrasti con gran parte della categoria su quanto da lui redatto si è dimostrato comunque disponibile ad ascoltare le problematiche da noi sollevate su quel testo molto discutibile da lui presentato. Ma tornando alla Regione Calabria-aggiunge- un plauso va anche all’Avv. Giuseppe Giudiceandrea, Consigliere Regionale, il quale avendo presentato il disegno di legge Regionale, peraltro suggeritogli da quella FEDERCOFIT che comunque non ha la rappresentanza degli impresari funebri Calabresi, ha comunque ascoltato anche le nostre ragioni, ma ancora non abbiamo avuto un incontro ufficiale con tutti gli esponenti della parte imprenditoriale del settore funebre e, quindi, del comparto Calabrese tutto. Di fatto quindi anche l’on. Giudiceandrea ha ascoltato a grandi linee le nostre problematiche dando ampio spazio e respiro a tutto ciò che abbiamo detto e che successivamente anche scriveremo. Il punto cardine che per noi è indispensabile e che la Politica Calabrese ha sposato in pieno è quello di debellare la ndrangheta eventualmente presente nel settore attraverso una seria stretta di vite sui controlli antimafia e non solo, chiediamo inoltre l’ inserimento di semplici requisiti ma fondamentali ed efficaci che non facciano asfissiare le imprese rendendole immobili all’interno di una burocrazia infernale, ma cerchiamo la semplificazione che è la migliore azione per innovarci ed essere al passo con i tempi a giusti costi! Concludiamo quindi con l’augurio che presto la Regione Calabria possa incontrare la nostra categoria peraltro da noi rappresentata al fine di trovare un comune punto d’incontro per mettere ordine e regole semplici ma efficaci che lascino fuori la porta mafie e furbetti“
, conclude.

Si amplia il bacino di utenti trevigiani di Contarina

Pubblicato da

I cimiteri di Pederobba (comune in provincia di Treviso, di circa 7500 abitanti) saranno gestiti da Contarina. Il Consorzio Azienda Intercomunale di Bacino Treviso 3 partecipa al Consiglio di Bacino Priula e ha avviato il servizio associato di gestione integrata dei cimiteri a favore dei Comuni consorziati e delle loro comunità.
«Abbiamo ritenuto – specifica il sindaco Marco Turato – di approvare in Consiglio comunale del 28 novembre 2016 l’adesione al servizio di gestione integrata dei cimiteri del Consiglio di bacino Priula che è stato approvato all’unanimità. Dal primo gennaio 2017 daremo attuazione a questa una scelta che è risultata necessaria perché in pianta organica manca il personale operaio del necroforo e in questi ultimi anni si è sempre dovuti procedere con l’affidamento a terzi previa gara d’appalto, per l’esecuzione delle operazioni cimiteriali primarie (inumazioni, tumulazioni, esumazioni ed estumulazioni) oltre che per i servizi di custodia, sobbarcando una grande mole di lavoro amministrativo agli uffici comunali»
Visto la scadenza dell’appalto ormai imminente – viene sottolineano in una nota del Comune – l’amministrazione ha valutato la necessità di trovare un servizio che garantisca anche la manutenzione e il giusto decoro delle aree interne ed esterne ai campi santi.
Attualmente Contarina SpA, per conto del Consiglio di Bacino Priula gestisce i servizi cimiteriali in 14 Comuni (Carbonera, Casale sul Sile, Casier, Castello di Godego, Maserada sul Piave, Monastier di Treviso, Montebelluna, Morgano, Ponzano Veneto, Preganziol, Roncade, San Biagio di Callalta, Treviso e Zenson di Piave). Complessivamente i servizi cimiteriali gestiti da Contarina coprono un bacino di utenza oggi pari a circa 234.240 abitanti (il 42,3% degli abitanti residenti nei Comuni che partecipano al Bacino Priula) interessando 40 cimiteri.

Isernia: verso un ampliamento cimiteriale in project di circa 3000 loculi

Pubblicato da

Il Consiglio comunale di Isernia ha discusso e approvato l’ordine del giorno “aggiuntivo”, sulle modifiche al piano triennale delle opere pubbliche 2016-2018, all’interno delle quali è stata inserita la realizzazione di nuovi loculi cimiteriali.
Il Comune procederà con il project financing avviato mesi fa dall’ex commissario straordinario Vittorio Saladino. Saranno quasi tremila i nuovi posti tombali, da costruire in cinque anni.
Attualmente – ha detto l’assessore delegato Domenico Chiacchiari –, non c’è alcuna disponibilità di loculi e il nostro ente ha enorme difficoltà di fronte alle continue richieste.
Sono già diverse centinaia le istanze per uno o più posti. È doveroso agire per risolvere il problema con un intervento mirato.
Si è scelto di continuare quello che aveva iniziato il Commissario, ossia col project financing, inserendo l’elaborato nel piano triennale che è stato portato al vaglio del Consiglio.
Durante la gestione commissariale erano pervenute due proposte: una prevedeva la realizzazione di oltre 2800 loculi, e un’altra che ne intendeva fabbricare solo 975, aggiungendo però 175 ossarini. È stata scelta la prima proposta.
L’impegno economico previsto – ha detto Chiacchiari – è di 7 milioni di euro circa, e i lavori dovranno essere eseguiti in un quinquennio. Il costo di cessione d’ogni singolo loculo à calcolabile intorno ai 2.200 euro.
Nel frattempo, l’amministrazione comunale, sulla base d’un precedente progetto, intende realizzare subito 70 posti cimiteriali con fondi propri, per far fronte alle quotidiane emergenze.

Saronno: due arresti per morti sospette in ospedale

Pubblicato da

Un medico anestesista è accusato dell’omicidio di 4 anziani pazienti fra il 2012 e il 2013 all’ospedale di Saronno (Varese) dove lavorava e, successivamente, di aver ammazzato con un’infermiera dello stesso reparto – arrestata anche lei oggi e ritenuta dalla Procura di Busto Arsizio l’amante del medico – il marito di lei, morto non in ospedale. Per entrambi l’accusa è di omicidio volontario.
I due amanti, Leonardo Cazzaniga e Laura Taroni, sono stati arrestati dai carabinieri di Saronno. L’operazione è stata denominata ‘Angeli e demoni’. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il medico, che lavorava al pronto soccorso dell’ospedale di Saronno e che poi era stato trasferito, è accusato dell’omicidio di 4 pazienti anziani e malati ricoverati nello stesso reparto dal febbraio 2012 all’aprile 2013.
L’omicidio del marito dell’infermiera sarebbe avvenuto alla fine di giugno 2013. All’uomo i due avrebbero somministrato (non in ospedale) farmaci per debilitarlo fino a condurlo alla morte.

Sepolte le ceneri di Fidel Castro

Pubblicato da

Le ceneri di Fidel Castro sono state seppellite nel cimitero di Santa Ifigenia, a Santiago de Cuba, in una cerimonia in forma privata e chiusa al pubblico. Il corteo funebre ha percorso due chilometri da plaza de la Revolucion, dove le ceneri sono state depositate in nottata, al cimitero sulla avenida Patria, mentre sul ciglio della strada migliaia di persone sono tornate a salutare il comandante in jefe.

Defunto re thailandese: viene costruito un crematorio per lui. La cremazione entro un anno

Pubblicato da

Secondo quanto riferito il 29 novembre 2016 dai media thailandesi, a partire del 10 gennaio 2017, il dipartimento dell’arte thailandese avvierà la costruzione del forno crematorio per il defunto re Bhumibol Adulyadej a Sanam Luang davanti al palazzo reale, con la previsione di portare a termine il progetto entro settembre del 2017.
Fonti non ufficiali hanno affermato che la cerimonia di cremazione si svolgerà al più presto tra un anno.

Sparito un cadavere al cimitero di Angri. Compravendita illegale di loculi?

Pubblicato da

C.R. e M.G., dipendenti di Angri Eco Servizi, ditta che svolge le operazioni cimiteriali nelComune di Angri, sono indagati per occultamento di cadavere. A far scattare l’inchiesta è stata una donna che era andata al cimitero per fare visita a un defunto, scoprendo che il congiunto non era più nel suo loculo.
Le indagini della polizia si stanno orientando su compravendita illegale di loculi. Situazione per la quale già 5 anni fa partì una indagine specifica.
I resti mortali del defunto sparito sarebbero stati occultati, se non distrutti, per far posto ad un altro morto.
La Procura di Nocera Inferiore ha emesso un avviso di conclusione delle indagini per i reati di associazione per delinquere, illecita concorrenza, appropriazione indebita e peculato.
Nell’inchiesta, nata circa cinque anni fa, è indagato l’allora direttore del cimitero R.M., accusato di peculato per aver costretto alcuni familiari di defunti a rivolgersi ad una ditta amica, quella di A.A., per i lavori di realizzazione delle tombe.
Nel 2011, secondo la Procura, erano sei le persone (tra operatori e amministrativi) che mettevano in atto atti di concorrenza sleale nei confronti delle altre imprese che gravitavano all’interno del cimitero per la realizzazione delle tombe.
Ai sei sono contestati i reati di associazione per delinquere e illecita concorrenza.
La scoperta del cadavere sparito ha riaperto l’attenzione della magistratura.

I funerali di Fidel Castro

Pubblicato da

Almeno 25 leader mondiali parteciperanno alla cerimonia di commemorazione per il leader rivoluzionario cubano. Secondo una nota del ministero degli Esteri, la cerimonia riunirà leader provenienti da paesi africani e latino-americani, con il primo ministro greco Alexis Tsipras che rappresenterà l’Unione europea.
L’addio a Castro è iniziato da qualche giorno e durerà per nove giorni.
La cerimonia funebre in programma per il 4 dicembre 2016 si svolgerà nella città di Santiago de Cuba.
L’urna funeraria di Fidel Castro è apparsa per la prima volta agli occhi dei cubani il 28 novembre 2016, mentre la Tv nazionale diffondeva le immagini di un omaggio reso dai vertici dello stato al Lider Maximo.
L’esposizione dell’urna rettangolare, in legno, è avvenuta all’interno della sala delle cerimonie nel ministero delle Forze armate.

Cittadini protestano a Campobasso: mancano loculi nel cimitero di S.Stefano

Pubblicato da

Non ci sono più posti disponibili nel cimitero di Santo Stefano a Campobasso, lo ha reso noto un Comitato di cittadini:
“Da oltre due anni sollecitiamo l’Amministrazione comunale, affinche’ si adoperi ad affrontare il problema della carenza dei loculi per non arrivare allo stato attuale, cioe’ disponibilita’ zero,” spiegano in una nota. Il Comune avrebbe a disposizione all’interno del cimitero un’area di circa 300 metri quadri dove potrebbero essere realizzati 150 nuovi loculi “che potrebbero soddisfare le esigenze della frazione per i prossimi 20 anni con la certezza del rientro del capitale investito.
Santo Stefano ha avuto sempre un luogo di culto per i proprio cari vuole continuare ad averlo. E’ un nostro diritto e chiediamo all’Amministrazione comunale di attivarsi nel piu’ breve tempo possibile per realizzare nuove sepolture all’interno del cimitero senza andare alla ricerca di eventuali giochi finalizzati a raggiungere altri obiettivi a noi oscuri. Nel caso in cui cio’ non sia possibile, per qualsiasi motivo a noi ignaro chiediamo – conclude il Comitato – l’autorizzazione a costruire in proprio le nuove sepolture all’interno delle mura mediante un sistema di autofinanziamento dei cittadini della frazione con successivo affidamento dei lavori mediante gara pubblica“.

Impresari funebri in lutto per la perdita della Mercedes

Pubblicato da

Nel corso degli anni le station wagon della Mercedes sono state prese come base per realizzare i carri funebri.
Infatti la capacità di carico della vettura ne ha fatto il mezzo ideale per gli allestitori di carri funebri.
Per decenni la vettura di Stoccarda è stata leader assoluto del mercato funerario europeo, grazie anche alle elaborazioni fatte dalla ditta che in Europa è leader nel settore, la trevigiana Pilato.
Adesso però il mercato è destinato a subire un cambiamento che ha dell’epocale.
In occasione della presentazione alla stampa italiana della Classe E, All Terrain, il direttore delle relazioni esterne di Mercedes Italia Eugenio Blasetti ha comunicato che da quest’anno la Casa non produrrà più gli autotelai che fungono da base per l’allestimento dei carri funebri.
Notizia che ha lasciato di sasso anche le ditte di autotrasformazione.
Vedremo quindi nuove elaborazioni.
nel frattempo diversi impresari funebri si sono abbandonati a tristi considerazioni e stanno elaborando il …. lutto!

Localizzazione e gestione di un crematorio in cimitero particolare ex Art. 104 comma 4 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285?

Pubblicato da

E’ di rigore un primo riferimento al (solito) art. 343 comma 1 T.U.LL.SS. di cui al R.D. 27 luglio 1934 n. 1265: esso prevede come gli impianti di cremazione debbano essere realizzati all’interno dei cimiteri (ed esclusivamente comunale è la funzione cimiteriale ai sensi delcombinato disposto tra gli artt. 337, 343 e 394 T.U.LL.SS ed 824 comma 2 Cod. Civile) , tanto che i comune, quando sia interessato da questa richiesta, deve concedere l’area strettamente necessaria, oltretutto a titolo gratuito, in deroga alla regola generale sull’onerosità delle concessioni cimiteriali.

Bisogna poi considerare anche un secondo rimando, cioè quello dell’art. 6, comma 2 L. 30 marzo 2001, n. 130, che, se possibile novella pure il prefato art. 343 comma 1 R.D. n. 1265/1934; in forza di questa norma la gestione dei crematori spetta ai comuni ed essi la esercitano attraverso una delle forme contemplate dall’articolo 113 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. Si rammenta che ai sensi dell’Art. 12 comma 4 L. di conversione n. 440/1987 la cremazione è servizio pubblico locale.

In presenza di un camposanto privato che, tecnicamente, si denomina quale “cimitero particolare preesistente” al T.U.LL.SS. (art. 104, comma 4 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285), la prima condizione (quella sulla costruzione del crematorio necessariamente all’interno dei cimiteri) sarebbe (o, meglio, potrebbe apparire) soddisfatta, oltretutto senza necessità, per il comune, di concedere l’area, in quanto essa sarebbe già nella disponibilità del soggetto titolare del cimitero particolare. Saremmo, infatti, dinanzi ad un cimitero a tutti gli effetti, per di più operativo.

Meno agevole affrontare il secondo requisito sostanziale, quella sulla riserva della conduzione in capo al comune, che merita di essere sviluppato ed enucleato per gradi, cioè simulando prima una situazione (diversa da quella qui rappresentata, ma, su base nazionale, da considerare come di ordine generale), cioè l’ipotesi dell’impianto di cremazione da edificare entro il cimitero “comunale” (o, meglio, demaniale).

In questa situazione generale, costituendo l’impianto di cremazione un servizio pubblico locale a rilevanza economica esso può essere oggetto di affidamento in una delle due forme di gestione considerare dall’art. 23.bis, comma 2, lett. a) e lett. b) D.-L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, nella L. 6 agosto 2008, n. 133, e, successivamente (da ultimo), modificato dall’art. 15 D.-L. 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, nella L. 20 novembre 2009, n. 166, ed, infine, d.P.R. 7 settembre 2010, n. 168 “Regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a norma dell’articolo 23-bis, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133.”

Attenzione, però, intere parti del D.L. 25 giugno 2008 n. 112 sono state cassate, perchè illegittima, dalla Corte Costituzionale (si trascurano, intenzionalmente in quanto non pertinenti i casi concernenti “periodi transitori”, riguardando affidamenti di servizi in essere).

Sic stantibus rebus, queste sono le modalità con cui possa aversi la gestione dell’impianto di cremazione, alla luce dell’attuale normativa speciale e di settore.

Esse, allora, richiedono una premessa fondamentale, ossia che l’impianto di cremazione venga deliberato all’interno del cimitero comunale, in quanto non potrebbe esservi un servizio pubblico locale a rilevanza economica insediato nell’area di un soggetto terzo o, detto con altri termini, l’impianto di cremazione se sito all’interno del cimitero particolare, e, dunque, privato, non sarebbe installato entro il recinto del cimitero (comunale) e questa discrasia altererebbe, e non poco, così anche il primo presupposto normativo indicato all’inizio.

Non solo, ma anche opinando diversamente, cioè con una lettura più possibilista del quadro normativo testé delineato, si avrebbe, in termini di caso di scuola, una situazione del tutto incoerente ed improponibile, ovvero quella di una gestione del comune (magari con affidamento di un crematorio individuato, fuori dal cimitero (comunale), su area di un soggetto terzo rispetto al comune (il titolare del cimitero particolare), e, oltretutto, finanziato a spese di questo ultimo. Ciò determinerebbe un’evidente insostenibilità giuridica dell’ipotesi affacciata, non priva, però, di qualche fascino imprenditoriale.

Modena: multe ad imprese funebri per aver affisso necrologi senza pagare il dovuto

Pubblicato da

Evasione fiscale, non sono immuni neppure i manifesti funebri
„ Un manifesto di lutto su quattro fra quelli affissi in città a Modena, da ditte di onoranze funebri non è in regola con il pagamento della tassa sulle affissioni. A rilevarlo sono i controlli a campione effettuati nei giorni scorsi dalla Polizia municipale di Modena nell’ambito del contrasto all’evasione fiscale. Otto le ditte di onoranze funebri coinvolte, sia con sede in città che in provincia.

Il Nucleo Vigili di Quartiere Antievasione Tributi locali della Polizia Municipale di Modena, nell’ambito dei controlli finalizzati al contrasto dell’evasione dei tributi locali, ha appunto effettuato una serie di verifiche a campione sulle epigrafi affisse in diverse zone della città negli spazi predisposti.

Le verifiche sono state concentrate sui manifesti funebri privi di timbro del concessionario della pubblicità per conto del Comune (ICA srl). Dei 63 manifesti verificati, riguardanti altrettanti defunti, 15 sono risultati irregolari, ovvero non era stata corrisposta la dovuta imposta sulle affissioni.

Il concessionario della pubblicità ICA a sua volta, dopo aver controllato la documentazione pervenuta dalla Polizia Municipale, ha emesso altrettante violazioni e provveduto al recuperate dell’importo evaso presso le ditte di onoranze funebri coinvolte. L’affissione di manifesti funebri privi di timbro è infatti consentita solo nei giorni in cui l’ufficio ICA è chiuso al pubblico, prevedendo comunque la regolarizzazione del pagamento nei giorni immediatamente successivi.
La Polizia municipale nei prossimi mesi effettuerà ulteriori controlli a campione.

Nuovo cimitero a Siracusa

Pubblicato da

Il Consiglio comunale di Siracusa ha approvato il “Piano esecutivo cimiteriale” del nuovo cimitero cittadino.
La struttura sorgerà nell’area sud della città, in una zona delimitata dalle provinciali 14 e 3, Ponte Pietra – Cozzo Pantano e dal canale Scandurra.
Ben collegato alla viabilità circostante e facilmente raggiungibile in quanto vicino al centro abitato, il nuovo camposanto insisterà in una parte del territorio, Serramendola, dove si trovano l’attuale cimitero di contrada Fusco e quello di Floridia.
La futura opera, caratterizzata da “Un’impostazione urbanistica che ha una valenza architettonica e religiosa, e che realizza un vero e proprio ipogeo, rilanciando un’idea di Arnaldo Pomodoro”.
Le varie tipologie di sepoltura ed i servizi impegneranno una superficie complessiva di circa 90mila mq oltre la viabilità interna e porzione del parcheggio principale, avente uno sviluppo di circa 2.600 metri quadri.

Cimiteri chiusi a Teramo per il post terremoto

Pubblicato da

«La situazione dei cimiteri è davvero preoccupante. Sono chiusi da diverso tempo ed è impossibile pensare che si possa andare avanti così dopo che tante famiglie che vogliono andare a trovare i rari defunti e non riescono più ad avere accesso alle strutture».
A dirlo è il capogruppo del Pd in consiglio comunale a Teramo, Gianguido D’Alberto:
«Per questo, la proposta è quella di prevedere delle forme di accesso assistito ai cimiteri con il supporto della protezione civile per consentire qualche ora o qualche giorno a settimana alle famiglie di poter visitare i propri cari. Ho già rappresentato questo pensiero al Sindaco e credo che si possa fare.».

Cimitero anglosassone di oltre mille anni fa: alberi usati come bare

Pubblicato da

Scoperto a Norfolk, nell’Inghilterra dell’Est, dopo 1.100 anni, un cimitero anglosassone dove decine di tronchi d’albero sono stati usati come bare. Questi avrebbero custodito le spoglie di feroci guerrieri del Medioevo. Se ne contano 94, e sono risalenti al 7 al 9 secolo d.C.. Gli alberi sono stati tagliati in due: in una metà veniva custodito il corpo, l’altra veniva utilizzata come coperchio. Lo scavo, i cui lavori sono stati effettuati dal Museum of London Archaeology, ha anche rivelato una piccola struttura in legno, che potrebbe essere stata usata come chiesa o cappella. L’allineamento delle tombe e l’assenza di oggetti di corredo fanno pensare che queste fossero tombe cristiane.

Bondeno: si candida per realizzare un crematorio

Pubblicato da

E’ notizia di questi giorni che il Comune di Bondeno (Ferrara) ha manifestato l’intenzione di realizzare un crematorio, avvalendosi del project financing.
L’intenzione è di realizzare il “Tempio crematorio” grazie a un investimento privato, con il Comune che metterà a disposizione il terreno, nell’area retrostante il cimitero. A spiegare la procedura in corso è l’assessore Marco Vincenzi, che ricorda come già da qualche tempo «sia arrivata la proposta per la realizzazione della struttura da parte di due aziende», che opereranno insieme: la ditta che ha in gestione attualmente i cimiteri del Bondenese e la Altair, società che ha sede a Villadossoila, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola. «Si tratta si una società – spiega Vincenzi – che è specialista in questo settore e che ha già realizzato altri progetti di questo tipo».
Si prevedono però delle difficoltà, poiché la Provincia di Ferrara ha programmato la creazione di 4 crematori (Ferrara, Argenta, Copparo, Cento). Di questi ne sono stati realizzati due (Ferrara e Copparo), mentre Argenta si serve di quello da poco messo in funzione a Molinella, dove sussiste una gestione consortile assieme ad Argenta.
Quindi, al di là del volere del Comune, è ora la provincia che deve dire se il numero di crematori in funzione è già sufficiente nell’attuale situazione.

Cecina: si cremano le ossa contenute nell’ossario comune per far posto a nuovi resti ossei

Pubblicato da

Il sindaco di Cecina con l’ordinanza numero 20 del 15 novembre 2016 ha previsto la liberazione delle ossa contenute nell’ossario del cimitero, con successiva loro cremazione.
E’ anche l’effetto indiretto del programma di estumulazioni avviato nel 2013 per l’impossibilità a provvedere in tempi certi all’ampliamento del cimitero.
“La capienza dell’ossario comune, a seguito delle numerose estumulazioni svoltesi negli ultimi tre anni, è ormai giunto ad esaurimento, determinando la necessità di procedere alla cremazione massiva dei resti ossei indistinti ivi contenuti”.
Lo fa sapere il responsabile dei Servizi cimiteriali sottolineando che “i resti ossei, presenti in ossario sono stati ivi destinati perché non reclamati o su disposizione dei parenti più prossimi e lì sono rimasti per più di tre anni andando a costituire una massa indistinta”. Le ceneri saranno poi collocate nel cinerario comune del cimitero.

“Scoppio” del feretro, responsabilità civile e probabili cause tecniche.

Pubblicato da

Premettiamo subito che l’edificazione delle sepolture a tumulazione è soggetta, una volta compiuta, alle operazioni di collaudo.

Questo passaggio ineludibile è certificazione della loro corretta esecuzione (salvo non sollevare, in sede giudiziale, querela di falso nei confronti del collaudatore, ma quest’opzione così remota appare, sinceramente, poco sostenibile).

Bisogna, poi, evidenziare quest’aspetto cruciale: pure nell’ipotesi, che si esclude per quanto qui appena osservato, che fosse dimostrata, con un’accurata ricognizione tecnica, una realizzazione dei manufatti sepolcrali in ritenuta difformità dalle disposizioni dell’art. 76 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, si dovrebbe comunque osservare come ciò resterebbe, non rilevante, siccome il vizio nel confezionamento del feretro, da cui può derivare una fuoriuscita di liquidi e di odori, non può essere influenzato dalle caratteristiche della costruzione (ad esempio qualora i loculi abbiano dimensioni non standard, oppure non presentino un’inclinazione verso l’interno adeguata, si tratta, infatti, di caratteristiche costruttive che sono indipendenti dalla “tenuta” del feretro).

Nell’esempio testé rappresentato non sono considerati alcuni elementi che meritano precisazioni.

Infatti, l’attuale normativa non stabilisce né la cubatura del vano feretro (in realtà la Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24 si limita ad alcuni suggerimenti, senza, però, essr cogente), né la graduazione della pendenza del piano d’appoggio (i soli dati tecnico-costruttivi prescritti riguardano la portata delle solette orizzontali, l’impermeabilità ai liquidi ed ai gas, le modalità di chiusura del tumulo), che sono conseguentemente rimesse alla consuetudine.

Considerando attentamente l’indicazione dell’inclinazione verso l’interno, essa costituisce una precauzione volta a prevenire, ma non aneutralizzare, possibili (lievi) fuoriuscite di liquidi, ma che non costituisce “causa” dell’avvenuta alterazione dello stato del feretro.

Del resto, anche se l’inclinazione fosse rilevante e tale da non permettere la fuoriuscita di una quantità rilevante di liquidi, ciò porterebbe, unicamente, ad un occultamento del vizio, il quale sussisterebbe comunque (e gli oneri per porvi rimedio si allocherebbero al momento in cui, scadendo la concessione, debba provvedersi alla estumulazione, in quanto il concessionario è tenuto a “riconsegnare” il sepolcro nelle condizioni d’uso normale, cioè quelle sussistenti al momento della concessione).

Comunque sia, le tipologie costruttive – ammesso e non concesso che non rispondano alle disposizioni dell’art. 76 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 – non sono, né possono costituire motivo della fuoriuscita di liquidi e di odori, causa che può essere riferita unicamente ai materiali impiegati e alle modalità di confezionamento del feretro.

Ad ogni modo la garanzia sul prodotto da parte dell’impresa funebre che commercializza articoli funerari, non è legata alla tenuta della cassa di zinco dentro al loculo, essa, infatti, deve solo assicurare che la lastra metallica sia corrispondente a quanto la legge prevede (Art.30 DPR 285/90) e cioé “Lo spessore di lamiera della cassa metallica non deve essere inferiore a 0,660 mm se di zinco, a 1,5 mm se di piombo.”, diventa, per altro, molto difficile imputare eventuali responsabilità all’impresa funebre che materialmente curò il servizio delle esequie, senza un’ispezione sul feretro (ed essa, quasi mai avviene!), poichè di fatto, mai, si addiviene all’apertura del feretro, se non per un’espresso ordine della Magistratura o dell’AUSL.

I prodotti sono garantiti da vizi di costruzione o difetti di materiale riscontrati entro i ventiquattro mesi dalla data di consegna al consumatore (non tra fabbricante e impresa funebre, che ha ordinariamente la garanzia stabilita nel contrato di acquisto, oppure 12 mesi se non previsto all’acquisto).

In base al nuovo articolo 1519-ter del codice civile, il fornitore finale ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi a quanto previsto dal contratto di vendita. Si vedano anche gli Artt. 128 e segg. Codice del Consumo.

Il legislatore precisa che i beni devono essere conformi alla descrizione fatta e possedere le qualità del bene eventualmente presentato come campione o modello.

I beni, in ogni caso, devono presentare le qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi tenuto conto della natura del bene e delle dichiarazioni fatte da produttore o fornitore in pubblicità o sulle etichette. Qualora il consumatore scelga il bene per soddisfare un uso “particolare” e porti a conoscenza del fornitore tale volontà di utilizzo, il bene dovrà soddisfare detto uso “particolare” salvo che il fornitore non dimostri di non aver mai accettato la destinazione d’uso “particolare” richiesta dal consumatore.

Difatti sono troppe le variabili in gioco che incidono sulla possibile rottura dello zinco:

ad esempio e senza la pretesa di esser esaustivi:

  • l’esposizione del loculo e l’alternanza di caldo e freddo,
  • la temperatura esterna massima che ha un effetto dilatatore e potenzialmente dirompente,
  • i medicinali con cui è stato trattato il defunto,
  • l’eventuale trattamento antiputrefattivo a base di formalina
  • la causa della morte (ad es. gli annegati hanno una produzione copiosa di liquidi cadaverici),
  • la non corrispondenza dello spessore minimo (stabilito dalla legge) della cassa d zinco,
  • un confezionamento della bara non regolare (ad es. a vite o il chiodo con cui si monta un piedino della bara può essere tropo lungo e “trapassare” lo spessore del legno,
  • l’essenza del legno (ad es. i castagno ha una forte componente di tannini che favoriscono la passivazione dello zinco), il tempo intercorso (lo zinco passiva naturalmente),
  • la consumazione dello zinco per effetto della “pila elettrostatica” che si crea tra armatura in ferro del loculo e lo zinco stesso, in presenza di ambienti umidi, ecc.
  • l’ambiente fortemente acido che si crea all’interno del feretro per la presenza dei liquidi cadaverici.

Si aggiunge che una fessurazione dello zinco può essere stata determinata da una saldatura del coperchio non conforme alla legge (essa, in effetti deve esser continua ed estesa su tutta la superficie di contatto tra il coperchio ed il labbro perimetrale della cassa), o ancora per un accatastamento in magazzino non corretto.

Di tute questi spiacevoli inconvenienti è, in ultima nalisi, ben conscio il legislatore che all’art. 76 del DPR 285/90 ha previsto come rimedio generale anche se, forse, un po’ empirico:

“I piani di appoggio dei feretri devono essere inclinati verso l’interno in modo da evitare l’eventuale fuoriuscita di liquido”.

Resi pubblici gli emendamenti (360, sic!) alla riforma dei servizi funerari in Commissione XII del Senato

Pubblicato da

La Commissione sanità del Senato, in sede referente, in data 22/11/2016 ha preso atto della presentazione di circa 360 emendamenti al testo unificato della riforma dei servizi funerari.
Il seguito dell’esame di testo congiunto e degli emendamenti è stato rinviato ad altra seduta.
Chi fosse interessato alla conoscenza degli emendamenti presentati può ottenere il file winword relativo cliccando EMENDAMENTI.