Il servizio di custodia dei cimiteri

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Tutti cimiteri devono essere provvisti e dotati di un servizio di custodia, siano essi eminentemente comunali (ed è la loro forma più tipica), quanto “consorziali”. Ovviamente se i campisanti sono più di uno si deve ragionare in termini di “sistema cimiteriale”.

 

La locuzione di “servizio di custodia” consente di conferire un rilievo differente rispetto alla custodia di tipo tradizionale, in cui vi era un particolare richiamo espresso alla figura del custode, pressoché assente (specie nei campisanti di piccole dimensioni nel forese), salve le previsioni concernenti all’abitazione del custode rinve­nibili negli artt. 56 e 64 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 (ormai abitata da…fantasmi???).

 

Così, con questa innovazione concettuale, si è transitati dal custode, come figura individuale e di norma persona fisica, ad un servizio, ponendo l’accento sull’aspetto gestionale.

 

La funzione di custodia può infatti avere un significato più concreto di presidio e supervisione, ma anche un senso funzionale che diviene decisamente più ampio e che coinvolge mansioni lavorative più complesse e strutturate.

Mentre nei precedenti regolamenti statali di polizia mortuaria, ad esempio, il custode svolgeva anche compiti di ordinaria amministrazione del cimitero, come nel caso della regolazione delle esumazioni ordinarie, tale attività, con l’avvento del D.P.R. n.285/1990, è stata attribuita all’au­torità comunale dall’art. 82, comma 4, d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, sot­traendo al profilo professionale del custode anche questo livello di autonomia (e qui -volutamente – senza entrare nel merito di tale scelta), riducendone i margini di azione ad un campo molto più esecutivo rispetto al passato.

 

Anzi, alcune operazioni di natura più ripetitiva potrebbero anche prestarsi a venire assicurate con tecniche che prescindano per la gran parte dall’intervento di persone, come nel caso dell’apertura e chiusura degli accessi per i quali potrebbe farsi ricorso a sistemi in qualche modo automatizzati o comandati a tempo da impianti meccanici od elettromeccanici, parimenti la vigilanza, per prevenire comportamenti “contra legem” (atti vandalici, piccoli furti, introduzione di soggetti indesiderati durante gli orari di chiusura, profanazione delle tombe…) può esser assicurata con un idoneo sistema di video-sorveglianza collegato al comando della Polizia Municipale.

 

La normati­va attuale, per quando obsoleta, almeno su altri aspetti del governo cimiteriale, prende in considerazione principalmente la seconda accezione, spostando la propria attenzione sul servizio di custodia, inteso come plesso di attività e funzioni che comprendono anche quelle più squisitamente materiali, ma non solo queste.

 

Il servizio di custodia, come momento organizzativo, comporta una arti­colazione che può anche essere stratificata, complessa e non individuale, così che si determina la necessità di individuare, nell’organigramma, la figura di un responsabile del servizio anche ai sensi dell’Art. 17 D.P.R. 15 luglio 2003 n. 254, la quale tende a porsi in termini di sovraordinazione rispetto ai dipendenti, persone fisiche, cui siano affidati gli atti effettuali propri della custodia (esempio: la portineria).

 

Il servizio di custodia viene, quindi, a costituire un insieme di attività di maggiore respiro rispetto ad una concezione materiale della custodia, interessando varie fasi, ruoli e offici.

 

Questa scelta strategica del Legislatore implica che il responsabile del servizio di custodia possa essere individuato anche in figure amministrative, magari senza che necessariamente la sede di servizio debba essere allocata nei cimiteri od in loro prossimità.

 

Ad esempio, nei comuni di minori dimensioni il responsabile del servizio di custodia potrebbe operare in modo nettamente separato rispetto ai cimi­teri, avendo sede presso gli uffici comunali, a condizione che svolga un’attività di gerenza, coordinamento e sovraintendenza sul personale necroforo asse­gnato a lavorare direttamente nel cimitero.

Il crematorio di Rimini è in funzione dal 21/7/2016

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Il 21 luglio 2016 il Tempio crematorio del Cimitero Monumentale e Civico di Rimini è entrato in funzione.
L’impianto ha richiesto un investimento complessivo di circa 3 milioni di euro, ed è stato dato in gestione alla Ser.Cim. di Bologna.
La scelta della collocazione (la piazza antistante il cimitero urbano) ha consentito di creare maggiori spazi a disposizione dei cittadini, ricavando la sala del commiato, una piazza, il giardino, oltre ai necessari uffici preposti al pubblico e il parcheggio. Il tempio è stato progettato secondo un criterio di marcata separazione fra gli spazi fruibili dagli utenti e le aree operative, con tutti i luoghi di lavoro posizionati lungo un percorso rettilineo nella zona retrostante la struttura.
La sala del commiato sarà disponibile gratuitamente su prenotazione. È stata inoltre realizzata un’area per la dispersioni delle ceneri, anche questa disponibile su richiesta.
Notizie per accedervi possono essere viste direttamente sul sito del gestore: www.ser-cim.it/rimini

Obbligo di riassunzione per 27 ex lavoratori cimiteriali

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Gli assessori capitolini alle partecipate Marcello Minenna e all’ambiente Paola Muraro, hanno convocato la Roma Multiservizi e AMA Roma per chiedere “che venga trovata la soluzione migliore affinché i ventisette lavoratori esclusi dall’appalto “Cimiteri Capitolini”, che precedentemente li occupava, abbiano soddisfazione di proseguire, con utilità degli azionisti, il loro lavoro in Roma Multiservizi”.
Lo annuncia una nota dell’assessorato a Bilancio, patromonio e partecipate. Il caso era stato sollevato più volte dalle opposizioni ieri in Aula Giulio Cesare, nel corso del dibattito sull’assestamento di Bilancio cui ha presenziati l’assessore Minenna, e proprio a lui era stato richiesto di intervenire per sanare la situazione.
Roma Multiservizi, fa sapere l’assessorato, ha assicurato l’impegno a dare seguito alla richiesta dell’Amministrazione Capitolina: “i 27 lavoratori resteranno in forza in attività produttive che verranno individuate da Roma Multiservizi anche nell’ambito di nuove sinergie di carattere industriale con l’Amministrazione Capitolina e le Partecipate”.

Musica e teatro al cimitero evangelico degli allori a Firenze

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Dal blues dell’omaggio a Blind Willie Johnson, cantante e chitarrista texano di inizio ‘900, alla rappresentazione teatrale del “Manfred” di Lord Byron, che rivivrà anche grazie alle parole di Carmelo Bene: il 28 e il 30 luglio 2016 il Cimitero Evangelico agli Allori di Firenze (via Senese 184) diventerà per il secondo anno luogo di messa in scena.
Un cimitero come palcoscenico di spettacoli? “Sì – dice Eugenio Giani presidente del Consiglio regionale – perché è uno spazio prestigioso dove so no sepolti molti personaggi della storia fiorentina e internazionale come Oriana Fallaci e la moglie e la figlia di Lajos Kossuth il Garibaldi del risorgimento ungherese”. Non è dunque un luogo solo di tristezza, ma anche “un posto dove si può guardare al futuro”. C’è poi la bellezza di un luogo che è sempre stato un punto di ritrovo delle comunità evangeliche fiorentine.
In programma due nuove produzioni di teatro, musica e danza per “Don’t Cry”, (Non piangere), progetto culturale di incontri e spettacoli, a cura di Fondazione Pubbliche Assistenze, Comitato delle Chiese Evangeliche e Nuovi Eventi Musicali, in collaborazione con Kaos Balletto di Firenze. L’evento è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio regionale della Toscana

Meglio sepolto che vivo, spettacolo tragicomico ad Otranto

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Domenica 24 luglio 2016 si è tenuta una replica dello spettacolo comico noir “Meglio Sepolto Che Vivo” nel camping “Il mulino d’acqua” nel Camping Village Mulino d’acqua di Otranto, con buon presenza di pubblico e grasse risate.
Lo spettacolo, il racconto di un tragicomico viaggio a ritmo di blues in compagnia di un morto e dei suoi becchini fra strade di campagna che paiono un labirinto, è stato messo in scena dalla Compagnia Calandra.
Il regista Giuseppe Miggiano gioca nel prendere per mano i macabri colori a olio di Joël Egloff, in uno spettacolo che aggiunge un colorato e comico noir al già ricco repertorio della Compagnia Calandra. La notte nera si trasforma in un garbuglio dove perdersi con umorismo e le intermittenze della morte diventano il metronomo che batte i tempi del tragico e del buffonesco. Nello stesso tempo, con leggerezza.
Musicato, con note blues cantate dal vivo dagli stessi attori e composte da Federico Della Ducata, con la regia di Giuseppe Miggiano, Meglio Sepolto Che Vivo è uno spettacolo di narrazione a più voci, una sorta di grottesco road movie fra le strade del Salento raccontato coralmente da un gruppo di cantastorie che, nello stesso tempo, canzonano e condividono le disavventure degli esilaranti personaggi. Una commedia intrisa di umorismo nero che ironizza con allegria su un viaggio rocambolesco ambientato in un Salento quasi fiabesco e quindi, come spesso accade, molto più reale di quanto appaia.
In un grigio paesello della campagna salentina, di un’estate di non si sa quando, non accade nulla. Proprio nulla. Fra la piazza della Chiesa e quella del Comune c’è un poco di tutto, poche persone, pochi bar, pochi ozi, pochi negozi. Proprio poco. Una noia mortale, anzi neanche quella. Perché a Scogliano, o Scoglianò qual dir si voglia, non si muore neanche più. E l’unica agenzia funebre del paese, la Cazzato & figlio, muore anch’essa d’inedia. Uccio, una vita passata a fare il becchino, e il nuovo assunto Pippi, tornato da poco da Milano, sono gli unici dipendenti. Entrambi non riescono neanche ad ammazzare il tempo, presi dal nulla.
Tutto è sospeso ad un filo che non esiste. E allora anche mangiare una gomma da masticare trovata per caso nel carro funebre, o esibire un paio di occhiali arancioni, o pettinare un’anziana ma arzilla signora che nonostante tutto si ostina a non morire, possono diventare l’unico diversivo.
All’improvviso, però, accade che qualcuno muore davvero e tutto inaspettatamente si rianima. Si rispolverano gli abiti e gli arnesi del mestiere, una vecchia bara in saldo, si organizza il corteo funebre ma, soprattutto, ci si prepara al viaggio per trasportare la cara salma al cimitero nel quale avverrà la sepoltura.
Uccio e Pippi si mettono alla guida di uno sgangherato carro funebre e partono, diretti alla meta. Ma fatti solo pochi chilometri l’avventura di due sprovveduti becchini e di un cadavere, sperduti nelle labirintiche strade della campagna salentina, ha inizio. Perché la grottesca natura delle loro vite permane e rallenta tutto, anche la nebbia. Che non fa vedere a Pippi la strada che porta al cimitero, né il corteo di personaggi strambi al seguito di non si sa che cosa.
Dove mai andranno a finire di notte, senza mappa, né cartelli stradali, né indicazioni, perduti nel luna park buio fatto di pece?

Verso soluzione questione lavoratori cimiteriali di Modena

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Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli ha incontrato la nuova ditta appaltatrice dei servizi cimiteriali a Modena (Dugoni) sostenendo “Garanzie per la qualità dei servizi cimiteriali e per il rispetto dell’applicazione dei contratti di lavoro” a seguito della manifestazione dei lavoratori svoltasi pochi giorni or sono davanti al Municipio modenese.
Contemporaneamente si sono svolte due ora di presidio permanente dei lavoratori dell’appalto dei servizi cimiteriali del Comune di Modena presso il cimitero di San Cataldo. I lavoratori hanno deciso che si terranno in presidio fino a quando non si sarà raggiunto un accordo, che è stato in qualche modo favorito dall’incontro tra Muzzarelli e una delegazione della Filcams/Cgil.
L’incontro con i rappresentanti dell’azienda Duroni, convocato subito dopo quello di lunedì con i lavoratori e una rappresentanza sindacale, si è svolto in Municipio e la nuova azienda ha confermato l’applicazione del contratto collettivo multiservizi. Il sindaco di Modena ha chiesto “L’impegno per una corretta definizione dei tempi di lavoro nel rispetto degli operatori e della qualità dei servizi, da articolare nelle proposte presentate ai dipendenti della precedente concessionaria, che saranno vagliate nel confronto”.

“In un servizio inderogabile di così particolare delicatezza per i cittadini – ha sottolineato il sindaco – è doveroso esigere una gestione trasparente e di qualità dei cimiteri nel rispetto della dignità dei defunti e dei loro cari. La Dugoni ha ribadito l’impegno ad assicurare la massima attenzione su questi aspetti”.
L’Amministrazione ha avuto conferma da Legacoop Modena di un suo ruolo di mediazione volto a ottenere da Nuova Attima, che ha gestito fin qui i cimiteri modenesi, il riassorbimento e la ricollocazione di alcuni dipendenti, mentre la nuova società, come da proposta presentata, assicurerà la copertura delle maestranze ulteriori.
Insomma la situazione si sta componendo attraverso un’accordo tra chi ha perso la gara e chi l’ha vinta per riassorbire i lavoratori e non licenziali.

San Giorgio a Cremano (NA) pensa a realizzare un crematorio in project financin

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veniamo a conoscenza e volentieri pubblichiamo la seguente dichiarazione del sindaco del comune di San Giorgio a Cremano

“Il progetto di realizzazione di un forno crematorio nel cimitero di San Giorgio a Cremano – spiega il sindaco Giorgio Zinno – rappresenta una reale opportunità per la nostra città e rientra nel programma elettorale che il 65 % dei sangiorgesi ha votato l’anno scorso. La realizzazione di questo impianto attraverso un project financing ricopre un’importanza strategica per la città, dal momento che dalla sua realizzazione derivano vantaggi economici per le casse del comune e sociali per la collettività, a costo zero per l’ente. Attraverso questo progetto potremo mettere a bando ben 775 loculi al prezzo massimo di 3.000 euro l’uno; loculi che andranno ad alleviare una condizione di sofferenza dovuta alle molteplici richieste di nicchie per i defunti e alla scarsità dell’offerta attuale. In secondo luogo l’ente introiterebbe circa 200 mila euro l’anno, derivanti dalla percentuale sulle operazioni di cremazione che coinvolgerebbero tutti i territori della provincia di Napoli e dai diritti diretti e indiretti sull’attività.
Non a caso, anche città di Portici, quindi a pochi metri dal nostro confine tenta di costruirne uno, proprio per la ricaduta positiva che può dare”.
“E’ chiaro – ha precisato poi il sindaco – che rispetto all’impatto ambientale, già in sede di presentazione della proposta da parte del privato interessato ad investire nella nostra città, abbiamo chiesto alcune rassicurazioni supportate da analisi e dichiarazioni secondo cui l’impianto non avrebbe alcun effetto nocivo sulla popolazione, essendo di ultima generazione e non emettendo quindi alcun gas pericoloso per la salute. Tale progetto è stato già verificato dai tecnici comunali e quindi approvato. Tuttavia non ci fermeremo qui e il passo successivo sarà quello di verificare ulteriormente e in maniera molto approfondita le veridicità di queste prime rassicurazioni. Come vuole la normativa infatti, a seguito della decisione sulla pubblica utilità convocheremo un tavolo congiunto con Arpac, Asl e Sovrintendenza al fine di chiarire tutti i punti necessari a garantire l’assoluta innocuità della struttura e della sua attività in città.
Poi, solo successivamente a questa fase si procederà alla gara d’appalto per verificare le eventuali offerte migliorative sotto l’aspetto ambientale ed economico.
Sia chiaro a tutti che parliamo di una struttura inserita all’interno dell’area cimiteriale, la cui altezza massima sarà quella dei nicchiari che la circondano. Nessuna mega struttura che deturpa la città quindi, nè mostro fumante come qualcuno tenta di raffigurare. Probabilmente (spero sia così), chi lo definisce tale non ha visto il progetto è perciò l’impianto viene dipinto come un mostro. Nella prossima riunione dei capigruppo chiederò anche ai tecnici di essere presenti per fugare ogni dubbio sulla struttura, sperando che questa volta vi sia una seria volontà di ascolto e non si riscontri un’altra posizione precostituita di chi è abituato a dire no.
Il forno crematorio è un segno di civiltà e libertà di scelta, ma è anche una opportunità economica per il nostro territorio con nuovi introiti che potrebbero essere usati per migliorare i servizi a tutti. La morte dei nostri cari è un tema doloroso ma l’amministrazione ha l’obbligo di dare risposte anche su questo argomento con i fatti, fornendo infatti nuovi loculi ed evitando di dover percorrere chilometri strazianti per rispettare le volontà della persona cara. Faremo tutto questo sempre e solo nel rispetto della normativa e dell’ambiente, senza strumentalizzare il riposo eterno dei nostri cari”.

Istanbul: un cimitero per i golpisti deceduti perché i passanti possano maledirli

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Il sindaco di Istanbul, Kadir Topbas, ha annunciato che oltre a un tribunale speciale per i processi ai golpisti e la costruzione di un carcere di massima sicurezza per i condannati, la città avrà un cimitero “dei traditori”.

Secondo quanto riporta il quotidiano portoghese Diario de Noticias nessuna altra città in Turchia ha accettato di dare sepoltura alle vittime degli scontri durante il tentativo di colpo di Stato. “Sarà chiamato il cimitero dei traditori e tutti i passanti potranno maledire chi vi è sepolto”, ha sottolineato il sindaco di Istanbul. Secondo le cifre fornite dal governo turco i ribelli uccisi nel tentativo di colpo di Stato sono almeno 104.

Nuovi lavori di riqualificazione all’interno dei cimiteri di Firenze

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Nuovi cantieri saranno aperti nelle prossime settimane grazie alle delibere presentate dall’assessore al welfare Sara Funaro e approvate poco più di una settimana fa dalla Giunta comunale di Firenze.
In tutto oltre un milione centomila euro di lavori.
«Risorse preziose – spiega l’assessore – che serviranno non solo per dare decoro ai cimiteri, puntando anche sull’efficientamento energetico. Ma anche per rispondere alla tante esigenze di ossari e loculi».
L’investimento più consistente (pari a mezzo milione di euro) per il cimitero di Trespiano.
«Installeremo impianti elettrici ed illuminazione ad alta efficienza energetica – ha spiegato l’assessore Funaro – ma è previsto anche il rifacimento della viabilità interna e impermeabilizzazione delle coperture delle cappelle e dei loculi».
Altri 550mila euro serviranno a realizzazione ossari, in particolare ai cimitero del Pino e Monteripaldi. 70mila, infine, sono stati stanziati per lo spogliatoio- magazzino degli operai cimitero delle Porte Sante

Effetti dell’aumento della cremazione: a Cervia si decide di rinunciare a ampliare il cimitero

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Con il costante aumento delle cremazioni non serve più il grande ampliamento del cimitero di Cervia.
Il Comune ha quindi bloccato il piano urbanistico che prevedeva la costruzione di 24 lotti su una superficie di 72.060 mq per un volume da edificare pari a 13.330 mc tra la “zona amati”, via Stazzone e la pineta di Cervia.
Sulla base della relazione di Azimut, società pubblica che gestisce molti cimiteri in provincia, alcuni piccoli ampliamenti rispetto all’area attuale ed alcune riorganizzazioni interne al cimitero saranno sufficienti a garantire i bisogni di sepoltura per almeno i prossimi 15 anni. L’ampio terreno a ridosso della pineta rimarrà quindi verde.

Caltanissetta: un ampliamento cimiteriale da744 loculi

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Al cimitero di Caltanissetta, nelle sezioni comunali (ampie sono infatti le concessioni rilasciate ad Enti) non ci sono più tombe disponibili e quelle realizzate tre anni fa erano state vendute in pochissimi giorni.
La crisi di offerta di loculi si è manifesta negli ultimi mesi quando, in seguito all’ operazione “Perla Nera”, la magistratura ha disposto il sequestro delle società di mutuo soccorso impossibilitate a cedere loculi in concessione, mentre quelli comunali sono andati in esaurimento.
Si è così approntato in poco tempo un progetto comunale per la realizzazione di due sezioni a vale del camposanto con 744 tombe.
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«Stavolta le tombe – ha dichiarato il direttore del cimitero Michele Lo Piano – saranno concesse in presenza di salma. Non succederà quello è accaduto tre anni fa quando in pochi giorni tutti i loculi da noi realizzati sono stati acquistati e quindi impegnati. L’ esperienza ci obbliga a voltare pagina».

Conegliano: altro crematorio operativo tra un paio d’anni o poco meno

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Sono ormai in dirittura d’arrivo le procedure per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza del camposanto, e la costruzione del forno crematorio che Conegliano aspetta da decenni.
In municipio si esamina la proposta economica di un promotore che investirà 9 milioni di euro per il project financing che cambierà il volto del cimitero del capoluogo.
L’onere per i lavori sulle strutture cimiteriali e per la realizzazione del forno crematorio sarà coperto dagli introiti della concessione di esercizio per vent’anni.
I lavori dovrebbero iniziare entro l’autunno.
«Finalmente diamo un segnale di civiltà» spiega il sindaco Floriano Zambon «il cimitero da troppo tempo versa in condizioni indecorose. Durante il cantiere resterà sempre aperto, perché i lavori procederanno per stralci. L’arrivo della proposta esecutiva è un’ottima notizia, perché velocizza le procedure.».

Guardia di Finanza a Genova: trova posizione irregolare anche per alcuni operai di impresa funebre

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La Guardia di Finanza di Genova nei giorni scorsi ha ispezionato 11 imprese del capoluogo ligure e della sua provincia, scoprendo in 4 di esse 17 lavoratori non in regola con le normative previdenziali ed assicurative.
Undici lavoratori irregolari sono stati individuati in un’agenzia di pompe funebri mentre in due ristoranti e in un’attività di riparazioni navali sono stati scoperti altri sei lavoratori in nero.
Gli elementi acquisiti nel corso degli interventi saranno ora sviluppati in modo integrato ai fini previdenziali assicurativi e contestualmente anche sotto il profilo strettamente tributario.

Si parte con le assegnazioni di loculi a Siracusa

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L’amministrazione comunale di Siracusa sta procedendo all’assegnazione di 1.900 loculi che si stanno realizzando all’interno del cimitero comunale, per le persone decedute che sono tumulate in via provvisoria e al coniuge vivente o deceduto.
A tutt’oggi l’ufficio cimiteri ha inviato la comunicazione con raccomandata ricevuta di ritorno a coloro che hanno fatto richiesta a partire dal 2007 fino al 2010 per l’accoglimento della richiesta e l’invito a presentarsi begli uffici comunali per completare la pratica.

Stop al concerto jazz in cimitero a La Spezia

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Un concerto jazz nel cimitero dei Boschetti a La Spezia ha scatenato una reazione contrariainaspettata. Insolito alla Spezia, ma già sperimentato con buon successo in altre città italiane ed estere, il concerto al cimitero ha creato forti immbarazzi politici, tanto da portare il primo cittadino Massimo Federici a chiedere ai promotori dell’iniziativa di rinunciarvi.
La polemica è partita da un consigliere PD, Enrico Conti, che ce l’ha col concerto jazz organizzato domenica 28 agosto 2016 alle 18 nell’ambito dell’Estate spezzina organizzata dall’amministrazione comunale nel caposanto dei Boschetti. Un viaggio tra i capolavori artistici del cimitero monumentale della Spezia, con le letture di Roberto Alinghieri accompagnate dalla musica dei Really the blues e dalla visita guidata ai monumenti da parte del professor Fabrizio Mismas.
Il consigliere bacchettone ha condannato senza mezzi termini l’iniziativa.
«Non ho parole, non è quello il luogo per questo tipo di spettacoli. Ora andiamo a toccare pure i cimiteri, luogo di pace e serenità? – esordisce il consigliere comunale –. Un’iniziativa del genere forse sarebbe stata possibile solo nel caso in cui prima di fossero coinvolte le persone, attraverso un percorso condiviso, con l’obiettivo di far comprendere le cose. Sono comunque disponibile a confrontarmi con Alinghieri».
Il sindaco, basito per la presa diposizione all’interno della sua stessa maggioranza, ha fatto marcia indietro, pur lamentandosi della scarsa apertura mentale del consigliere.
«Si tratta di un’iniziativa molto delicata, altamente culturale e profondamente rispettosa, pensata proprio per quel luogo, che però è stata contaminata dalle polemiche, e non voglio che queste tocchino gli organizzatori, che non se le meritano. Sono rammaricato per coloro che non potranno assistere allo spettacolo e anche per chi non ha capito».

Il comune di Lissone modifica il proprio regolamento cimiteriale

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Il Comune di Lissone ha modificato il Regolamento comunale del Servizio cimiteriale in vigore (risalente al 10 settembre 1990) nel Consiglio comunale del 30 giugno scorso.
Tra le principali modifiche vi è la istituzione all’interno del cimitero del «Giardino della Memoria», un’area apposita in cui sarà possibile spargere le ceneri dei defunti che lo richiedono.
L’area sarà anche un luogo di meditazione.
Torna poi la possibilità di realizzare tombe di famiglia, in cui riunire anche le spoglie di parenti già defunti.
Le tombe di nuova costruzione saranno assegnate secondo effettiva disponibilità degli spazi e comunque dopo un bando, seguendo una precisa graduatoria i cui punteggi terranno conto sia della nascita e degli anni di residenza a Lissone, sia della restituzione al Comune di altre concessioni o posti a terra o in cellette ossari. La concessione avrà la durata di 90 anni, rinnovabili una sola volta.
Non si tratterà comunque di cappelle gentilizie: le tombe di famiglia dovranno infatti avere un’altezza massima fuori terra di 1,50 metri e svilupparsi nel sottosuolo, in modo da ottimizzare lo spazio residuo nel cimitero cittadino.
«Si tratta di modifiche semplici ma importanti – sottolinea dall’Assessore con delega ai Servizi cimiteriali, Marino Nava – con le quali abbiamo dato risposta ad esigenze molto sentite sul territorio con regole chiare e trasparenti, andando incontro alle persone che desiderano ribadire i loro legami affettivi anche oltre la morte. Senza contare che in questo modo pensiamo di recuperare spazi, sempre scarsi in una città popolosa come Lissone, e pure risorse economiche, che saranno comunque vincolate a finanziare investimenti e migliorie nell’area cimiteriale stessa».

Riprende l’attività il crematorio di Cervignano

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Le anomalie alla linea di depurazione dei fumi dell’impianto di cremazione di Muscoli di Cervignano del Friuli sono state risolte e l’impianto funziona coerentemente con quanto previsto dall’Autorizzazione unica ambientale rilasciata dalla Provincia di Udine al gestore.

E’ questo l’esito del sopralluogo effettuato all’impianto di cremazione il 4 luglio 2016 da funzionari dell’Agenzia regionale per l’Ambiente/Arpa e dell’area Ambiente della Provincia di Udine.

Il sopralluogo si è reso necessario a seguito della comunicazione del gestore in cui veniva segnalato che nel corso dei controlli periodici – effettuati in regime di autocontrollo, secondo quanto previsto dalle autorizzazioni in essere – erano stati rilevati superamenti dei limiti per le diossine.

Dagli accertamenti effettuati – ha osservato Arpa – è emerso che il superamento è stato provocato da una anomalia elettronica che ha inciso sul funzionamento della coclea di dosaggio del reagente (miscela standard di bicarbonato di sodio e carbone attivo) utilizzato per abbattere gli inquinanti di processo. Al momento del sopralluogo l’azienda aveva già ripristinato le normali condizioni operative e la coclea era funzionante.

I tecnici di Arpa FVG, a conclusione degli accertamenti, hanno impartito adeguate indicazioni sulle misure per monitorare il dosaggio giornaliero del reagente onde prevenire il ripetersi di tale anomalia.

Il forno crematorio è dotato di una linea di depurazione fumi che prevede il raffreddamento dei fumi a 120-150 °C mediante uno scambiatore di calore, l’iniezione nel flusso dei fumi di una miscela a base di bicarbonato di sodio e carbone attivo, un filtro a maniche per la filtrazione dei fumi raffreddati che trattiene il particolato solido e i reagenti esausti.

Sulla base delle esperienze presenti nella letteratura scientifica è da ritenere poco probabile una contaminazione ambientale, soprattutto per il limitato volume dei fumi complessivamente emessi dal forno crematorio. Pur tuttavia, a seguito dell’evento, l’Agenzia regionale per l’Ambiente si è attivata per verificare l’entità dell’impatto al suolo delle emissioni.

A tale proposito Arpa effettuerà uno studio modellistico sulle aree di ricaduta dei fumi. Nelle aree a maggior impatto individuate verrà effettuata un monitoraggio esteso nel tempo.

Per il secondo forno crematorio di Palermo si attende un pronunciamento dell’ANAC sulla procedura

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Per decidere la modalità di gara d’appalto per il secondo forno crematorio da attivare al cimitero di Santa Maria dei Rotoli l’amministrazione comunale attende la pronuncia dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione.
La notizia è emersa durante una seduta di qualche giorno or sono del Consiglio comunale di Palermo, nel corso della quale è intervenuto il vicesindaco Emilio Arcuri, che ha la delega ai Lavori pubblici.
Per appaltare i lavori di realizzazione del secondo forno crematorio del cimitero, come ha ricordato Arcuri durante il suo intervento a Sala delle Lapidi, l’amministrazione aveva deciso di accendere un mutuo.
L’area Pianificazione del Comune aveva, dunque, previsto una gara d’appalto integrato, circostanza che, in virtù dell’approvazione del nuovo Codice degli appalti, ha creato qualche problema:
«il nuovo Codice degli appalti – ha spiegato il vicesindaco – sembrava escludere tassativamente il ricorso all’appalto integrato, ma la giurisprudenza ha lasciato intravedere, nelle pieghe dell’interpretazione, che potrebbe esserci qualche possibilità per andare avanti con questa procedura. Siamo in attesa della pronuncia dell’Anac, che dovrebbe arrivare tra qualche settimana con una circolare».
L’amministrazione ha comunque previsto come agire in entrambi i casi, sia nell’eventualità che la procedura dell’appalto integrato venga accettata (e in questo caso si proseguirà in questo modo), sia in caso contrario:
«Se si verificherà questa seconda ipotesi – ha detto il vicesindaco – puntiamo a spacchettare in due l’appalto, che per una parte riguarderà la fornitura di beni e servizi per la realizzazione delle opere e per altra l’impianto tecnologico, che costa di più. Una prima porzione si riferirà alla realizzazione dell’involucro del forno, quello in cemento per intenderci, la seconda per la realizzazione vera e propria dell’impianto tecnologico. il nuovo codice degli appalti – ha specificato Arcuri – non ha previsto una norma transitoria che permettese di portare a termine alcune opere».

Un capriolo al cimitero

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Due caprioli sono stati avvistati a Sampierdarena e a Genova Pegli, nel cimitero. Se ne sono occupati i poliziotti municipali e la polizia metropolitana, sono accorsi per due segnalazioni di caprioli avvistati in ambito urbano: la prima dal cimitero di Pegli, nel ponente della città, dove un capriolo gironzolava fra le tombe da 24 ore tanto che il camposanto è stato chiuso al pubblico sino alla cattura dell’animale. Nel primo pomeriggio vigili urbani della sezione Ambiente, agenti della polizia metropolitana e pompieri muniti di una rete, hanno bloccato il capriolo liberandolo poi nel parco del Righi. Gli stessi agenti sono poi accorsi nel giardino di un palazzo di corso Martinetti sulle alture di Sampierdarena dove un capriolo era rimasto intrappolato, rifocillato con cibo e acqua dagli inquilini. Nel pomeriggio poco prima dell’arrivo degli agenti che avevano il compito di catturarlo l’animale ha scavalcato la recinzione e è fuggito verso le campagne.

Srebrenica, 21 anni fa il massacro. Altre 127 inumazioni

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Decine di migliaia di persone, a bordo di autobus, auto e altri mezzi, stanno confluendo al cimitero-memoriale di Potocari, in Bosnia orientale, per partecipare alla commemorazione delle vittime del genocidio di Srebrenica del 1995, quando 8.372 musulmani della zona furono sterminati tra l’11 e il 13 luglio dopo la caduta nelle mani dei serbo-bosniaci della “area protetta” dell’Onu.
Nel corso della cerimonia funebre guidata dal capo della comunità islamica bosniaca, accanto alle 6.377 vittime finora sepolte, verranno inumati i resti di altre 127 vittime esumate dalle fosse comuni e identificate nel corso dell’ultimo anno con il metodo del Dna.

Di essi solo 11 scheletri sono completi: le ossa degli altri sono disperse in più fosse comuni a causa dei trasferimenti, spesso per mezzo di bulldozer, fatti alla fine della guerra (1992-95) da militari e poliziotti serbi nel tentativo di occultare le prove del massacro.