In provincia di Parma apre servizio di cremazione di animali da compagnia

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Si chiama ponte dell’Arcobaleno il primo servizio di cremazione degli animali d’affezione della provincia di Parma.
La struttura, promossa e realizzata da Fondazione Assistenza Pubblica Parma, sorge in località Pilastrello (Via Koch, 46/A) e propone una reperibilità 24 ore su 24, sette giorni su sette, 365 giorni l’anno.

Fornisce un servizio completo, con la possibilità di concordare preventivamente la modalità di cremazione più vicina alle proprie esigenze, di usufruire del servizio di ritiro dell’animale a domicilio, dell’uso delle sale del commiato predisposte per l’ultimo saluto, ritiro delle ceneri e della loro eventuale dispersione, disbrigo pratiche burocratiche, possibilità di assistere alla cremazione da video.

Campania: soddisfatta EFI per le nuove norme regionali e critica col Comune di Napoli

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A 16 anni dall’approvazione della legge 12/2001, nell’ultimo Burc sono state finalmente dettate le linee guida per l’Istituzione del registro regionale degli esercenti l’attività funebre e degli operatori funebri e per quelle che vengono definite “Funeral House”, le strutture di commiato, oltre che le linee di programma per il rilascio dell’abilitazione all’esercizio dell’attività funebre.

“Si chiude un cerchio, finalmente – afferma l’avvocato Francesco Cinque in rappresentanza di Efi (Eccellenza Funeraria Italiana), associazione di categoria del comparto funebre – e ringraziamo la Regione Campania e la giunta De Luca per questa accelerazione dovuta dopo 16 anni di attesa”.

Restano però – a detta del sindacato – alcune criticità ancora irrisolte. Come quella legata al Comune di Napoli. “Già in passato – spiega Cinque – il Comune di Napoli non ha seguito le indicazioni regionali che, ricordiamo, disciplinano la materia funeraria e cimiteriale. Nel 2006, il Comune di Napoli si dotò del suo regolamento di polizia mortuaria che non è mai stato avallato dalla Regione; in pratica, stiamo andando avanti da 11 anni con un regolamento nullo”.

“Speriamo – conclude Cinque – che questa nuova linfa data dalla Regione smuova i dovuti addetti e referenti al Comune di Napoli che possano finalmente recepire queste linee guida e mettersi al lavoro per dotarsi di un regolamento quantomeno valido. Ci rivolgiamo direttamente all’assessore Sardu: riveda l’attuale regolamento che, per l’iter di approvazione, risulta ad oggi illegittimo, e pertanto provveda alla emanazione di un nuovo regolamento disattendendo quello attuale. Noi come associazione di categoria siamo pronti a sederci a un tavolo per dare il nostro contributo”.

Honk Kong: il cimitero virtuale dei morti cinesi

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Due imprenditori, padre e figlio, si accingano a inaugurare il primo cimitero virtuale per morti reali.
Succede ad Honk Kong. Secondo i 2 imprenditori i defunti, in questa maniera, saranno visitati più spesso, in qualsiasi giorno e a qualunque ora, da congiunti che non lesineranno fiori e omaggi all’estinto ma senza muoversi da casa.
La scarsità di spazi, e una mutata cultura, rendono a Hong Kong possibile anche questo.

la ditta del signor Yuen Se-kit, industriale e inventore ottantenne, e del figlio Anthony Yuen Sze-ming vuole risolvere il problema della scarsità di spazio cimiteriale ad Hong Kong e soprattutto dei tempi per recarsi al cimitero, ospitando i morti nei loculi realizzati a Tsuen Wan (un’area di Kowloon ricompresa nei New Territories ma da decenni ormai inglobata nella metropoli) nel grande Yeh Lam Kwok Group Building, edificio di proprietà della compagnia Dalon International Holdings, che appartiene ai due imprenditori.

Si tratta di sepolture in numero considerevole (22.792 loculi di previsione).
E fin qui la cosa non è niente di eccezionale.
La novità è che quello è il deposito dei morti, invece i vivi potranno visitare i morti in una sorta di realtà virtuale, vedendo a schermo una tomba digitale, cui porteranno dei fiori digitali.
Si tratta quindi di una doppia sepoltura: una fisica e una di memoria.
I signori Yuen hanno rappresentato, alla municipalità di Hong Kong, gli innumerevoli vantaggi per il morto, i suoi congiunti e la collettività, ovvero: la riduzione del traffico dei parenti da e per il cimitero; la riduzione dell’inquinamento atmosferico dovuto alle accensioni degli incensi e alle fumigazioni, perché bisogna tener presente che soprattutto nel taoismo popolare larga parte dei riti contempla il deposito di omaggi alimentari e la combustione di offerte cartacee riproducenti i beni di cui necessita nell’aldilà il caro estinto.
Fra i casi contemplati, quello di famigliari che vivono lontano e stentano a raggiungere il cimitero: il colombario funebre dei signori Yuen metterà a disposizione alcune ‘multimedia rooms’ per un massimo di 120 persone al giorno, e la possibilità di collegamenti virtuali con amici e parenti lontani.
Secondo alcuni media locai pare che la popolazione non abbia ancora gradito !!

Beccati a San salvo operatori del settore marmoreo che danneggiavano tombe realizzate da concorrenti

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Danneggiavano lapidi e tombe installate da una ditta concorrente per generare tra i parenti dei defunti il dubbio che il materiale usato fosse di scarsa qualità.
Al termine dell’attività investigativa però, con appostamenti all’interno del cimitero, i Carabinieri di San Salvo (Vasto) hanno denunciato due commercianti del settore, entrambi del posto, per danneggiamento continuato, vilipendio di tombe e sepolcri, furto aggravato e turbata libertà dell’industria.
Dagli accertamenti è emerso che i denunciati, in più di un’occasione, oltre ad infrangere vetri, lampade e cornici, rendendole inservibili, versavano sostanze corrosive su nomi e dati del defunto incisi, provocandone la distruzione oltre a sbavature del liquido sulla lapide.

Cimiteri privati: limiti legali e divieti ad un eventuale ingrandimento

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Stante l’attuale disciplina statale (quando e se compatibile con quella eventualmente emanata dalla Regioni dopo la Legge di Revisione Costituzionale n. 3/2001) le costruzioni di nuovi cimiteri e gli ampliamenti di quelli esistenti sono regolati dal D.P.R 10/08/1990 n.285, Cap X con gli articoli che vanno da 54 a 63.

cimitero monumentale nell800 2L’art.55 del D.P.R. n° 285/1990 innova rispetto alla norma preesistente ( art.53 D.P.R. n°803/1975 ) non prevedendo, per i progetti cimiteriali, il parere della Commissione provinciale per i cimiteri, che risulta in tal modo abrogata per effetto dell’art.108 dello stesso D.P.R. n°285/90.

Ora il procedimento di approvazione dei progetti dovrà seguire in base all’art.52 comma 2 del D.P.R. n°285/90, quanto specificato dall’art.228 del Testo Unico delle Leggi sanitarie e successive modificazioni ed integrazioni (art.3 legge 21 marzo 1949 n°101, art.1 legge 20 luglio 1952 n°1007, art.27 D.P.R. 10 giugno 1955 n°850, nonché art. 2 D.P.R. 15 gennaio 1972 n°8 ). Il D.P.R. n°8/1972 ha disposto il trasferimento, tra l’altro, alle Regioni a Statuto ordinario delle funzioni amministrative in materia di opere igieniche di interesse locale (tra cui i cimiteri).

Nel codice civile del 1865, le aree cimiteriali non parevano ancora riconducibili al demanio pubblico, intenso, però, fu il dibattito in dottrina.

In proposito appare prevalente la tesi favorevole alla demanialità dei cimiteri, nonostante si rilevino talune voci discordanti, secondo le quali la circostanza che l’allora vigente Reg. speciale 25 luglio 1892, n. 448, di polizia mortuaria, agli art. 107 e segg., e segnatamente all’art. 109, prevedesse l’esistenza di “sepolcri particolari eretti da privati in terreni di loro proprietà per deporvi cadaveri o ceneri di persone appartenenti alla loro famiglia”, sembrava sufficiente a negare l’esclusività per lo Stato della funzione svolta a mezzo dei cimiteri (funzione che consisteva «nel provvedere alla inumazione dei cadaveri secondo i dettami dell’igiene, della sanità pubblica e della morale» e da cui derivava la possibilità di «scartare l’ipotesi che, nel caso dei cimiteri privati, o “particolari”, lo Stato delegasse al singolo l’esercizio della sua funzione»: E. GUICCIARDI, Il Demanio, Padova, 1934, 153; «la caratteristica comune a tutte le cose comprese nell’art. 427 è questa: vi è un godimento comune. (…) Non basta che un determinato bene sia destinato ad un servizio pubblico per caratterizzarlo demaniale: occorre che si tratti di res publico usui destinata»: C. FADDA, Nota ad Appello Brescia 4 ottobre 1887, in Foro. It., 1888, I, 429; cfr., inoltre, G. INGROSSO, Demanio comunale, in N.D.I., IV, 1938, 695). A sostegno del carattere demaniale delle aree cimiteriali si sottolinea come non «bisogna confondere la funzione esclusiva dell’ente pubblico con il mezzo che può essere necessario, ma non esclusivo per compierla […] e tantomeno si può confonderla con quel complesso di attività che l’ente esercita sul bene in relazione allo scopo di salvaguardare la sicurezza del servizio e l’integrità della funzione» (P. DEL PRETE, Natura giuridica dei cimiteri e diritti del concessionario, in Giur. it., 1939, III, 5 e s.; S. ROMANO, Principi di diritto amministrativo italiano, Milano, 1912, 534)

L’attuale codice civile tratta dei cimiteri al primo comma dell’art. 824, laddove sancisce che i campisanti siano assoggettati al regime giuridico del demanio pubblico ” se appartengono alle province o ai comuni “.
Detti impianti a rilevanza igienico-sanitaria vengono dunque annoverati nel demanio accidentale che ricomprende i beni che, per la loro natura, potrebbero eventualmente appartenere, sotto il profilo patrimoniale, anche a soggetti diversi da un ente territoriale e il cui carattere demaniale è determinato proprio dall’appartenenza ad un tale ente. Questo porta a sostenere che, in caso di non appartenenza ad un comune, i cimiteri non rivestono carattere demaniale.

“[…] Siffatta conclusione è confermata, in primo luogo, dall’interpretazione della normativa codicistica e dalla circostanza che il combinato disposto degli art. 822 e 824 del codice civile determina un collegamento con il demanio accidentale solo per i beni elencati al secondo comma dell’art. 822, in ragione della loro appartenenza a un soggetto pubblico (Stato ? art. 822 – oppure Province e Comuni ? art. 824). Appartenenza che non è, peraltro, automatica ma solo eventuale, come può ricavarsi dal confronto tra i due commi dell’art. 822, laddove la prima disposizione testualmente impone un regime dominicale pubblico (c.d. demanio necessario) a specifici beni (” appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti, …. “), mentre la seconda inverte tale corrispondenza, stabilendo che determinati beni (strade, autostrade, strade ferrate, aerodromi, acquedotti, immobili riconosciuti d’interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche) ” fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato “.
Non pare esservi dubbio, quindi, che questi beni possano anche non appartenere a soggetti pubblici (l’esistenza di strade private, pinacoteche private, biblioteche private è difatti del tutto evidente), come è stato anche ribadito in giurisprudenza (2) , ove si è affermato che, in materia di demanio accidentale, la destinazione del bene a fini di pubblico interesse non è sufficiente a determinare la demanialità del bene se non in correlazione all’acquisto fattone dall’ente pubblico, sia pure dopo la costruzione delle opere” (così Dante Buson, sulle pagine de: “Lo Stato Civile Italiano in data 13 gennaio 2017)

Prima del T.U.LL.SS e del codice civile, i cimiteri privati erano espressamente previsti dall’art. 107 del regio decreto 25 luglio 1892 n. 448 (secondo il quale ” i cimiteri particolari esistenti o da costruirsi per uso di un gruppo di popolazione, di congregazioni, o di qualsiasi altra associazione civile o religiosa, sono sempre sottoposti alla immediata vigilanza dell’autorità comunale .”), abrogato con l’entrata in vigore del regolamento di Polizia Mortuaria, approvato con regio decreto 21 dicembre 1942, n. 1880, il cui art. 82, peraltro nel testo confermato dall’art. 104, comma 4, del d.P.R. 10 agosto 1990, n. 285, prevedeva che ” le cappelle private costruite fuori dal cimitero, nonché i cimiteri particolari, preesistenti alla data di entrata in vigore del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, sono soggetti, come i cimiteri comunali, alla vigilanza dell’autorità comunale.” .

Questo significa che l’entrata in vigore del codice civile non ha impedito il mantenimento di un regime di titolarità dei cimiteri diverso da quello demaniale; oggigiorno, dunque, sono ancora consentiti i cimiteri particolari (ma il Legislatore li vede con diffidenza!) purchéAAAA0064 preesistenti al 24 agosto 1934, data di entrata in vigore del R.D. n. 1265/1934, sui quali il Comune esercita un potere di vigilanza e supervisione, per evidente interesse pubblico prevalente, data la natura stessa dei moderni sepolcreti.

Acclarato ciò, ci si chiede se sia legittimo procedere all’ampliamento di un cimitero privato, sempre a norma delle leggi sanitarie.

La risposta negativa potrebbe basarsi sull’abrogazione del citato art. 107 del vecchio Regolamento del 1892, nel senso che l’eliminazione della norma dall’Ordinamento, proverebbe inoppugnabilmente la volontà del Legislatore, rispondendo ad esigenze mutate nel tempo, di porre un divieto implicito alla istituzione di nuovi cimiteri particolari e nell’ottica della stessa ratio , all’ampliamento di quelli preesistenti, in quando, seppur ancora in funzione, considerati residuali, rispetto all’assetto contemporaneo della polizia mortuaria, incentrato sull’esclusiva titolarità comunale.

Ciò rinverrebbe conferma da quanto disposto dal richiamato quarto comma dell’art. 104 del D.P.R. n.285/1990, che impone la vigilanza del Comune anche sui cimiteri particolari preesistenti alla data di entrata in vigore del testo unico delle leggi sanitarie del 1934. Detta disposizione determinerebbe, a sua volta, l’esistenza di un divieto implicito alla creazione di nuovi cimiteri particolari con conseguente impossibilità di ampliamento di quelli già esistenti, pena lo svuotamento del significato degli artt. 101 (che prevede un particolare procedimento per la costruzione delle cappelle private fuori dal cimitero) e 104 del D.P.R. 285/90 e della stesso significato del r.d. n. 1265/34 (artt. 337, 343 comma 2 e 394) in base al quale il Comune ha il compito esclusivo di sovrintendere alla sanità pubblica riguardo ai cimiteri ed allo smaltimento dei cadaveri.

La disciplina speciale dei cimiteri particolari sarebbe, quindi, applicabile solo ai cimiteri preesistenti e finché mantengano immutate le loro caratteristiche, ma deve ritenersi esclusa per gli ampliamenti, almeno si quando – almeno – vigente l’odierno Titolo VI T.U.LL.SS.

Questa tesi non ha però convinto i giudici amministrativi della Campania, i quali hanno sostenuto che alla fattispecie non può essere applicata, secondo il criterio analogico, la regola sancita dal suddetto art. 101, posto che la disciplina relativa alla costruzione delle cappelle private fuori dal cimitero è cosa ben diversa dal regime dominicale dei cimiteri, sicché la circostanza che per legge tali cappelle siano tuttora edificabili, previa autorizzazione delle autorità competenti, non esclude che possano essere eseguiti lavori edilizi all’interno dei cimiteri particolari, fatto salvo il divieto di istituzione di nuovi.

Il Codice del 1942, infatti, non avrebbe comportato né la demanializzazione automatica di tali manufatti, né ha sancito l’impossibilità di un regime proprietario differente anche per eventuali ampliamenti.

Tuttavia Anche se non dovrebbe essere avvenuto, vi sono stati cimiteri particolari nel tempo interessati ad ampliamenti, nella superficie (operazione diversa dalle modificazioni volumetriche e/o di destinazione d’uso dei lotti di terreno).

Ascoli Piceno avrà il suo cimitero per animali d’affezione

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E’ stato approvato all’unanimità dei presenti il regolamento per la realizzazione e la gestione del cimitero per animali d’affezione nel corso del consiglio comunale che si è svolto la settimana passata ad Ascoli Piceno.
Ad Ascoli ci sono oltre 8000 cani censiti, una media di quasi uno per ogni nucleo familiare.
Il cimitero che dovrà rispettare alcune fondamentali norme di igiene, potrà accogliere anche gatti, furetti, anfibi, rettili e sauri. Ancora da individuare il luogo in cui verrà realizzato.

Impresa funebre del cagliaritano. Accertamento della GdF perché evasore totale per due anni

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Nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale, le Fiamme Gialle di Cagliari hanno condotto una verifica fiscale nei confronti di una società con sede nel cagliaritano operante nel settore delle onoranze funebri. L’azione dei finanzieri è stata orientata alla verifica del corretto assolvimento degli obblighi delle disposizioni tributarie vigenti ai fini delle imposte dirette, dell’Iva e dell’Irap.

All’esito dell’attività di verifica, è stato constatato che l’azienda ha operato inosservando la normativa civilistico – fiscale, disattendendo agli obblighi contabili, dichiarativi e di versamento dei tributi, risultando, per le due annualità sottoposte a controllo, evasore totale. Le operazioni di servizio, quindi, hanno consentito di constatare la sottrazione di ricavi per complessivi 286mila euro.

Arresti in provincia di Latina.

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Dopo due anni di indagini i carabinieri si sono convinti che a Cisterna di Latina, uno dei principali centri pontini, fosse stato messo a punto un sistema criminale e all’alba di oggi, su ordine del gip Giuseppe Cario, hanno arrestato 17 politici, funzionari imprenditori.
Le indagini si sono concentrate sulla gestione, dagli inquirenti definita spregiudicata, della cosa pubblica, facendo luce su “un contesto di diffusa corruzione, in cui alcuni amministratori, funzionari e imprenditori pilotavano gare d’appalto in materia di raccolta differenziata dei rifiuti, costruzione di edifici pubblici, esecuzione di lavori stradali, refezione scolastica e manutenzione del verde pubblico e dei cimiteri“.
Tra i politici arrestati il vicesindaco Alvaro Mastroianni e gli assessori Danilo Martelli e Pierluigi Ianiri.
La giunta di Eleonora Dellapenna, che è anche presidente della Provincia, una civica orientata a destra, aveva fatto della legalità e della rottura con un passato caratterizzato da passaggi opachi da parte dei partiti una bandiera, contribuendo a trasformare la provincia di Latina in un laboratorio nazionale dei civici, quelli che si possono chiamare partiti dei sindaci.
A peggiorare ulteriormente la situazione c’è poi l’arresto del funzionario Gianfranco Buttarelli, che a Latina è assessore all’urbanistica.

Lucca: concessioni cimiteriali in scadenza da rinnovare

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Dopo diverse proroghe concesse dall’amministrazione comunale di Lucca, sta per arrivare il termine ultimo per rinnovare le concessioni cimiteriali in scadenza (circa 1.800) dopo cinquant’anni nei 73 cimiteri dell’intero territorio comunale.
La scadenza ultima per rinnovare le concessione ad oggi scadute è fissata, con la delibera del 20 ottobre 2017, al 28 febbraio 2018, dopo questa data i servizi cimiteriali della Gesam provvederanno a riacquisire le tombe scadute.
Ci sono quindi ancora tre mesi per rinnovare la concessione per 15 o 30 anni, così come previsto dalla delibera di consiglio comunale n. 1 del 24.01.2017.
I servizi cimiteriali della Gesam sono a disposizione per assistere le persone interessate a rinnovare le concessioni e a fornire loro le necessarie informazioni.
Per questo, potranno presentarsi agli uffici presso il cimitero monumentale di Sant’Anna. I cittadini hanno anche a disposizione un numero telefonico dedicato (0583-496533) al quale ci si può rivolgere dalle 14 alle 17 dal lunedì al giovedì per avere tutte le informazioni sulla faccenda.
Fra l’altro è possibile usufruire di prestiti personali per la copertura delle spese relative alle pratiche cimiteriali per il rinnovo delle concessioni.
Gli elenchi delle concessioni scadute oppure in scadenza dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2018 sono affissi in ogni cimitero del Comune di Lucca e pubblicati all’albo pretorio sul sito dell’amministrazione locale.

Caritas e diocesi Rieti donano 235 loculi al cimitero di Amatrice

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Sono stati benedetti dal vescovo don Domenico i 235 i loculi donati da Caritas e diocesi di Rieti al cimitero di Amatrice in cui seppellire i morti, attualmente in bare all’aperto. Una sobria cerimonia è avvenuta a poche ore dalla scossa di terremoto del quarto grado che ha rigettato nello sconforto chi appena tornava a sperare.
«La situazione è un po’ preoccupante» ha spiegato il vescovo al «Corriere della Sera». «Certo, le cose da fare erano tante. E nessuno ha mai ignorato le difficoltà». Ma il riferimento non è ai ritardi su macerie e casette: le prime, «con grande lentezza, le stanno rimuovendo»; quanto alle casette, «ne mancheranno forse il 20%».
Guardando alla ricostruzione don Domenico si dice preoccupato per la mancanza di progettualità: «neppure un dibattito, sul come, dove e quando Amatrice sarà ricostruita». Il «dov’era e subito» sembra una promessa fatta sull’onda dell’emozione. «Poi sono stati fatti studi sul terreno per capire se Amatrice può rinascere davvero com’era. Io mi auguro che ci sia qualcuno che, magari non ce lo dice, ma sta studiando la situazione. Perché se invece si sta solo facendo passare il tempo la situazione diventerà grave: in quelle casette già è difficile stare un tempo breve, un periodo lungo sarebbe drammatico».
Da parte sua, la Chiesa di Rieti, attraverso la Caritas, continua a non far mancare il proprio aiuto, attraverso una presenza costante e interventi concreti. «C’è una comunità da ricostruire – insiste don Domenico – cerchiamo di muoverci su tre fronti. Sociale: con la vicinanza a questa gente che è composta al 65% di anziani e ha necessità di ritrovarsi. Dell’occupazione: cercando di aiutare chi resta sul territorio. Abbiamo fatto un bando e sono già arrivati 13 progetti, dall’agroalimentare a iniziative ricreative. E dei Beni culturali: abbiamo tre depositi pieni delle opere d’arte recuperate, in mostra a Roma e che riospiteremo ad Amatrice. In attesa di costruire il museo diocesano nell’Area don Minozzi».

Giovedì 14 dicembre ’17 al MAXXI seminario su “I cimiteri nella città. I cimiteri come città”

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giovedì 14 dicembre 2017, dalle ore 15:00 alle ore 19:00 si svolgerà un seminario su:
I cimiteri nella città. I cimiteri come città
Auditorium del MAXXI – ingresso libero
La partecipazione all’evento riconosce agli architetti iscritti ad un Ordine d’Italia n.4 crediti formativi. Codice identificativo ARRM1657. Prenotazione obbligatoria online: www.architettiroma.it/formazione

Il seminario nazionale di studio e ricerca è incentrato sulle nuove sfide dell’”urbanistica cimiteriale“
Da millenni in quasi ogni parte del mondo l’architettura di qualità ha dedicato alle esigenze e ai problemi della “città dei morti” un’attenzione almeno pari a quella per le “città dei vivi”, spesso con risultati altrettanto importanti e duraturi: dai sepolcri etruschi di Tarquinia e Cerveteri alla Tomba Brion di Carlo Scarpa nel piccolo centro veneto di Altivole.
Introduce
Pietro Barrera segretario generale della Fondazione MAXXI e responsabile nazionale di Sefit-Utilitalia
Intervengono
Margherita Guccione direttore MAXXI Architettura
Pippo Ciorra senior curator MAXXI Architettura
Luciano Galimberti presidente di ADI, associazione per il disegno industriale
Patrizia Di Costanzo coordinatrice dip. distribuzione e servizi di ADI
Maria Paola Orlandini autrice e conduttrice Rai
Maria Cristina Crespo performer
Alessandro Marata Dipartimento di architettura dell’Università degli studi di Bologna
Valentina Piscitelli segretario della sezione Lazio dell’Istituto nazionale di architettura
Laura Ricci ordinario di urbanistica Università La Sapienza
Mario Spada coordinatore della IV Biennale dello spazio pubblico
Michele Gaeta coordinatore per SEFIT-UTILITALIA del Tavolo tecnico Valorizzazione culturale e turistica dei cimiteri
Guendalina Salimei architetto
Stefano Mavilio architetto
Seminario di studio e di ricerca promosso da SEFIT-UTILITALIA

Cimitero Monumentale di Milano: si cerca 1 curatore artistico e 2 catalogatori-schedatori

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Si è aperta la selezione pubblica per una figura professionale che affianchi la direzione del Cimitero Monumentale di Milano nella progettazione e nello sviluppo di iniziative per la conservazione, la promozione e la diffusione della conoscenza del patrimonio artistico del Monumentale.
Accanto all’attività di promozione, il curatore avrà anche il compito di mappare le sepolture e le opere di maggiore rilevanza nel patrimonio architettonico-paesaggistico e storico artistico; selezionare e definire il primo lotto di sepolture e opere da sottoporre a censimento (almeno mille posizioni); assumere la direzione scientifica del censimento delle sepolture e delle opere e della catalogazione delle opere censite; supportare la direzione amministrativa per gli eventi culturali da realizzare.

L’incarico avrà la durata indicativa di due anni, per un impegno complessivo di almeno 440 ore. Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in possesso della laurea quadriennale del vecchio ordinamento o specialistica del nuovo ordinamento in Conservazione dei beni culturali e Storia dell’arte e con un’esperienza di almeno dieci anni in un ruolo analogo.
Il curatore artistico sarà affiancato da due catalogatori-schedatori.
Anche per queste due figure professionali si è aperta una selezione pubblica. L’incarico prevede: la compilazione di una o più schede di vario livello di approfondimento (inventario, catalogo, pre-catalogo) con immagini digitali collegate per ciascuna sepoltura esistente; raccolta dei dati tecnici attraverso sopralluoghi in loco e ricerche mirate al carattere storico, artistico, bibliografico e archivistico; catalogazione delle opere censite secondo gli standard definiti dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione; supporto alla direzione artistico scientifica per la mappatura preliminare delle sepolture e delle opere di maggiore rilevanza nel patrimonio architettonico-paesaggistico e storico-artistico del Monumentale.
L’incarico avrà durata biennale, per un impegno complessivo di almeno 1200 ore.
Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in possesso della laurea quadriennale del vecchio ordinamento o specialistica del nuovo ordinamento in Lettere, Filosofia, DAMS o Conservazione dei beni culturali con indirizzo storico artistico e che abbiano maturato un’esperienza di almeno un anno in un ruolo analogo.
Per entrambe le posizioni le candidature dovranno essere inviate via mail a dsc.direzione@pec.comune.milano.it entro l’11 dicembre.

Spese necroscopiche: sublime ricapitolazione!

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L’assistenza economica in favore delle famiglie bisognose dei defunti è una funzione amministrativa relativa alla materia di “beneficenza pubblica”, come previsto dagli articoli 22 e 23 del D.P.R. n. 616 del 24/07/1977.

L’articolo 50, comma 1, del D.P.R. n.285 del 10/09/1990 stabilisce che:

” Nei cimiteri devono essere ricevuti quando non venga richiesta altra destinazione:
” a) i cadaveri delle persone morte nel territorio del comune, qualunque ne fosse in vita la residenza;
” b) i cadaveri delle persone morte fuori del comune, ma aventi in esso, in vita, la residenza;
” c) i cadaveri delle persone non residenti in vita nel comune e morte fuori di esso, ma aventi diritto al seppellimento in una sepoltura privata esistente nel cimitero del comune stesso;
” d) i nati morti ed i prodotti del concepimento di cui all’art. 7;
” e) i resti mortali delle persone sopra elencate.

La legge n. 328 dell’8/11/2000 statuisce che l’onere dei servizi e delle prestazioni per le persone in stato di indigenza o di bisogno sia a carico del comune di residenza (vedi articolo 2 comma 3 e 4 – articolo 6 comma 4), fermo restando che le condizioni di indigenza vanno valutate con gli strumenti e modalità del Decreto Legislativo n. 109 del 31/3/1998, così come aggiornato dal D.Lgs. 3 maggio 2000, n. 130 e successive modificazioni o integrazioni.

L’articolo 1, comma 7-bis della Legge n. 26 del 28/02/2001 dispone che:
” … la gratuità del servizio di cremazione dei cadaveri umani di cui al capo XVI del regolamento di polizia mortuaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, nonché del servizio di inumazione in campo comune, e’ limitata alle operazioni di cremazione, inumazione ed esumazione ordinaria nel caso di salma di
– persona indigente,
– appartenente a famiglia bisognosa
– per la quale vi sia disinteresse da parte dei familiari.
I predetti servizi sono a pagamento negli altri casi.
L’effettuazione in modo gratuito del servizio di cremazione e del servizio di inumazione non comporta, comunque, la gratuità del trasporto del cadavere o delle ceneri, cui si applica l’articolo 16, comma 1, lettera a), del citato regolamento, approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 1990.”

Tanto premesso, la sepoltura di salma indigente, o appartenente a famiglia bisognosa, o per la quale vi sia disinteresse da parte dei familiari spetta al comune del decesso, come previsto dall’articolo 50 del D.P.R. n. 285/1990, mentre l’onere che deriva dal decesso, correlato a quello del trasporto al cimitero del luogo di morte, dell’inumazione nel medesimo con fornitura di un cofano funebre e dell’esumazione ordinaria compiuto il periodo ordinario di rotazione in campo di terra, risulta ormai a carico unicamente del comune di residenza, in quanto la legge n. 328 dell’ 8/11/2000 attribuisce l’onere dei servizi e prestazioni per le persone in stato di indigenza o di bisogno a carico del comune di residenza.

Nel caso di decesso di persona non indigente, ossia non segnalata ai servizi sociali e da quest’ultimi presa in carico, e morta sola, le spese, in ultima istanza, sono a carico del comune di decesso, che potrà anche in un secondo momento rivalersi nei confronti di parenti rintracciati successivamente secondo il principio della gestio negotiorum ex artt. 2028 – 2032 Cod. Civile.

Quindi nelle ipotesi di indigenza del defunto e di disinteresse dei suoi familiari gli oneri della sepoltura sono a carico del comune di ultima residenza del de cuius; qualora venga richiesta l’assunzione totale o parziale delle spese funerarie, la competenza va ricondotta al comune di residenza del soggetto che ha sostenuto/deve sostenere l’onere, in quanto intervento socio-assistenziale a favore del relativo nucleo familiare.

Come previsto nell’ultimo periodo dell’articolo 1, comma 7 bis della Legge n. 26 del 28/02/2001, l’effettuazione in modo gratuito del servizio di inumazione (o cremazione) non comporta la gratuità del trasporto funebre che è sempre a pagamento. Ne consegue che un trasporto salma in altro comune si classificherebbe come attività al di fuori dall’ambito della gratuità istituzionale. Infatti l’autorizzazione al trasporto cadavere richiede una fase propulsiva ed è sempre rilasciata su istanza di parte, la quale se ne assume l’onere. Se il comune di residenza richiedesse, per assurdo, il trasporto di una salma dal comune di decesso al proprio cimitero, si ravviserebbe quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 191 del Decreto Legislativo n. 267 del 18/08/2000.

Provincia di Trento finanzia realizzazione del crematorio di Trento perché a servizio dell’intero territorio

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Per la realizzazione del «tempio crematorio» nel cimitero monumentale di Trento la Giunta provinciale di Trento ha deciso di finanziare il Comune.
Il finanziamento concesso supera di poco 5.281.000 euro, pari al cento per cento della spesa ammessa.
Tra le motivazioni della deliberazione c’è la considerazione che l’impianto è destinato ad avere una rilevanza provinciale ed è pensato per offrire a tutti i residenti della provincia la possibilità di accedere al servizio di cremazione alle migliori condizioni ed alla minor tariffa possibile.
Il finanziamento attinge alle risorse del Fondo per lo sviluppo locale, mediante il quale la Provincia concorre al finanziamento di opere e interventi che hanno caratteristiche economiche e sociali di rilevanza provinciale.

Il Comune di Trento ha approvato il progetto definitivo nell’importo complessivo di 5.500.000 euro. L’amministrazione comunale inoltre ha già provveduto ad affidare i lavori relativi all’intervento, a seguito dell’esperimento della procedura di appalto integrato.

Nel caso in cui l’impianto potesse essere utilizzato anche da utenti extra provinciali e che a tali utenti fossero applicate tariffe di valore superiore rispetto alla tariffa massima applicata ai residenti in Trentino, il sovra gettito dovrà essere portato ad abbattimento della tariffa massima applicata ai residenti in provincia di Trento.

Denunciati 4 operai per violazione di sepolcro

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Sarebbero stati quattro dipendenti della ditta incaricata della manutenzione del cimitero di Città Giardino, una frazione di Melilli (Siracusa) gli autori della grigliata organizzata il 28 novembre scorso tra i loculi la cui foto ha fatto il giro del Web.

I quattro operai, rispettivamente di 53, 48, 27 e 61 anni, sono stati denunciati dai carabinieri di Priolo Gargallo per violazione di sepolcro.
I militari dell’Arma hanno accertato che avrebbero allestito il barbecue durante la pausa pranzo, in una fascia oraria in cui è non era presente nessun dipendente comunale all’interno della struttura poiché la responsabile si era allontanata per la pausa pranzo mentre il custode era in malattia.
Onestamente tanta solerzia delle forze dell’ordine appare sprecata, visto che di sepolcri violati pare proprio che non ce ne siano.

Ritrovato a Bologna il cimitero ebraico medioevale, il più grande d’Italia

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Distrutto nel 1569, quasi cinque secoli fa, è tornato alla luce il cimitero ebraico medievale di Bologna, in via Orfeo: con le sue 408 sepolture è il più grande finora noto nel nostro Paese. Per quasi due secoli è stato il principale luogo di sepoltura degli ebrei bolognesi ma dopo le bolle papali della seconda metà del Cinquecento, che autorizzarono la distruzione di siti come quello, sopravvisse solo nel toponimo di “Orto degli Ebrei”.

Dagli scavi delle sepolture – di uomini, donne, bambini – sono emersi ornamenti in oro, argento, bronzo, pietre dure e ambra. Un gruppo di lavoro composto da Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Comunità Ebraica di Bologna e ricercatori indipendenti, con il supporto del Comune di Bologna, cercherà di ricomporne le vicende storiche, raccontando così nuove pagine dei percorsi topografici in città.

Il sepolcreto si colloca nei pressi del Monastero di San Pietro Martire, nell’isolato compreso tra via Orfeo, via de’ Buttieri, via Borgolocchi e via Santo Stefano. Secondo gli archivi cittadini l’area fu acquistata a ridosso del Quattrocento da un membro della famiglia ebraica dei Da Orvieto per poi essere lasciata in uso agli ebrei bolognesi come luogo di sepoltura. Fino al 1569, quando gli ebrei furono costretti, a seguito delle Bolle papali, a lasciare le città dello Stato pontificio e a essere cancellate, nella memoria e non solo, dalla storia di quelle città. Alla fine del 1569 l’area fu donata dallo Stato pontificio alle suore della vicina chiesa di San Pietro Martire, che inoltre autorizzava le monache “di disseppellire e far trasportare, dove a loro piaccia, i cadaveri, le ossa e gli avanzi dei morti: di demolire o trasmutare in altra forma i sepolcri costruiti dagli ebrei, anche per persone viventi: di togliere affatto, oppure raschiare e cancellare le iscrizioni ed altre memorie scolpite nel marmo”.

9 colpi di pistola contro imprenditore funebre a Torre Annunziata

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Non è chiaro se sia un avvertimento a chi non vuol pagare il pizzo o, come si ritiene più plausibile, un chiaro aut aut perché ha preso a lavorare in zone controllate da altre imprese funebri.
Fatto sta che sono partite nove pallottole contro l’automobile di un imprenditore funebre.
La vittima è il titolare di un’agenzia di pompe funebri situata a Boscotrecase, nel napoletano, che si è ritrovato con i colpi di pistola andati a segno nel veicolo.
L’uomo si trovava a Torre Annunziata, nella zona del porto, quando è stato compiuto l’agguato. Si è rivolto alle forze dell’ordine che stanno provando ad individuare gli autori del raid ai danni del malcapitato.

Pic nic al cimitero di Città Giardino, nel siracusano

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Una grigliata al cimitero di Città Giardino, frazione di Melilli, centro della zona industriale in provincia di Siracusa.
La fotografia sta facendo il giro del web e non è chiaro quando sia stata scattata.
Le persone che hanno approfittato della giornata per sistemarsi comode in un tavolo mentre uno dei commensali è addetto al barbecue davanti i loculi sembra possono essere dipendenti dell’azienda che gestisce il cimitero.
Il camposanto, seppur in convenzione con il comune di Melilli, è privato.
“Sono indignato e mortificato per quanto accaduto – ha detto all’Ansa il sindaco Giuseppe Carta -: abbiamo già attivato gli uffici competenti per chiedere alla proprietà del cimitero di relazionare e soprattutto di prendere provvedimenti per tale gesto. Stiamo valutando l’opportunità delle vie legali per salvaguardare l’immagine del comune. Sono dispiaciuto per i parenti e amici dei defunti che riposano in quella fetta di cimitero”.
Se il pic nic è stato fatto fuori orario di lavoro e a cimitero chiuso, un occhio lo si può chiudere, no?

Il Triste Mietitore

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Il 30 Novembre 2017 è uscito un libro particolare, dal titolo “La Morte e il gatto. Il mio punto di vista è sei piedi sotto terra” (Imprimatur Edizioni, Milano, promozione e distribuzione Rizzoli Libri). Si tratta della prima pubblicazione digitale de Il Triste Mietitore.
Lo pseudonimo nasce con un account su Twitter nel dicembre 2011, a seguito di una influenza intestinale che costringe Alessandro Balsamo, genovese del 1979, a lunghe soste al bagno.
Durante queste pause forzate Alessandro Balsamo inizia a smanettare su internet e crea un profilo sulla Morte, ancora inesistente. Il Triste Mietitore, molto attivo sui social, comincia a essere presente su Twitter, seguono poi una pagina Facebook e un blog.

Il punto di vista del Triste Mietitore è sei piedi sotto terra e da lì esprime, in maniera ironica e talvolta sarcastica, opinioni e battute sulla vita quotidiana, su fatti di costume e sulla nostra società, senza risparmiare nessuno. Tra le rubriche, c’è quella quotidiana che porta il titolo “il morto del giorno”.
Ora Il Trieste Mietitore ha scritto un libro che fa sorridere il lettore. Alla faccia della morte!
Se lo volete leggere in formato digitale ve la cavate con meno di 7 euro, cliccando QUI

Napoli: Si è concluso con condanne esemplari il processo in 1^ grado per vendita illecita di cappelle cimiteriali

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Antiche cappelle funebri del cimitero monumentale di Napoli rivendute illecitamente, attraverso la compilazione di atti falsi ad opera di un notaio. Il processo di primo grado, scaturito dallo scandalo della compravendita dei loculi che nel giugno del 2015 portò all’esecuzione di perquisizioni e sequestri da parte della Guardia di Finanza, si è concluso con dieci condanne a pene varianti dai sei a un anno di reclusione. Il Tribunale ha accolto le richieste del pm
Nella vicenda sono coinvolti titolari di agenzie funebri e diversi dipendenti comunali, accusati di reati che vanno dal falso alla truffa fino alla associazione per delinquere. La pena più alta, sei anni di reclusione, è stata inflitta al notaio Filippo Improta destinatario nel 2015 di una misura cautelare di sospensione di sei mesi dall’attività professionale. Tommaso Arcucci, Nunzio Assante, Vincenzo Tammaro e Falice Varriale sono stati condannati a quattro anni, Gennaro Guida e Gennaro Reale tre anni e sei mesi, Vincenzo Bisogni a 3 anni e tre mesi, Rosario Dominech a due anni e Alberto Patruno a un anno e sei mesi.