Bari: rapina a marmista

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Due malviventi hanno fatto irruzione in un’impresa di pompe funebri/marmeria di Bari verso l’ora di pranzo.
Si tratta dell’impresa funebre “Caccavalle” nel quartiere Libertà. I malviventi hanno minacciato il proprietario della marmeria ed alcuni dipendenti.
I dipendenti sono stati rinchiusi in un deposito della stessa marmeria mentre i banditi si sono impossessati degli incassi della giornata, in particolare di assegni e denaro contante.
La polizia è arrivata subito dopo il colpo ed ha indagato sull’accaduto. Non è stato reso noto quale sia l’ammontare dell’intero importo sottratto dalla banda di rapinatori nè se i ladri fossero italiani o stranieri

Arresto in flagranza al cimitero per un tentativo di rapina

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Una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Legnano ha tratto in arresto in flagranza di reato una 26enne romena, bloccandola all’uscita del locale cimitero “Monumentale”.
Con il pretesto di cercare un lavoro, la giovane aveva pochi istanti prima avvicinato una 81enne del luogo, carpendone la fiducia. Aveva quindi ripetutamente abbracciato la vittima, finché, con un gesto improvviso, le aveva strappato la collanina in oro, ponendosi in fuga. Durante la conversazione con l’anziana, la romena ha mostrato di non conoscere l’italiano, esprimendosi in lingua spagnola.

Mafia e imprese funebri a Messina

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Quattro ditte tra cui l’impresa di onoranze funebri Stracuzzi della zona Sud di Messina, un fabbricato e diversi rapporti finanziari per un valore complessivo di 5 milioni di euro.
E’ questo il bilancio del maxi sequestro del patrimonio di Giuseppe Pellegrino, noto pregiudicato messinese legato al clan Sparacio nonché a quello degli Spartà.
Il provvedimento di qualche giorno or sono scaturisce da una serie di indagini che gli uomini della Direzione Distrettuale Antimafia hanno effettuato sui redditi di Pellegrino e della famiglia, nonché sulle ditte finite sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti.
“Quello di Pellegrino è curriculum penale che affonda le radici negli anni 90”, ha affermato il Sostituto Procuratore Maria Pellegrino, titolare dell’inchiesta, durante una conferenza stampa.

La famiglia Pellegrino ha iniziato la sua ascesa nella zona Sud, in particolare a Santa Margherita, tra gli anni ’80 e ’90, andando fin da subito a scontrarsi con la famiglia antagonista dei Vitale. Una guerra di mafia, la loro, contro cui la magistratura e le Forze dell’Ordine si imposero con l’operazione Faida, infliggendo allo stesso Giuseppe Pellegrino una condanna di 30 anni di carcere (che sta attualmente scontando).

Como: Comune alla frutta, non c’è la bara per un indigente

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A Como si è rasentato l’assurdo.
A provocare indignazione da parte della città è la storia, vera, di un anziano pensionato comasco morto in condizioni d’indigenza al quale il Comune ha negato una bara.
«Un caso di burocrazia assurda o semplicemente mancanza di umanità – denuncia il consigliere Alessandro Rapinese, di Adesso Como, che ha sollevato il caso – Siamo alla follia. Lo stesso sindaco che ha sperperato centinaia di migliaia di euro per rifare piazza Volta, riempiendola di panchine a forma di bara, nel marzo 2016 non ha trovato una bara vera per far seppellire un ottantottenne indigente comasco morto di tumore all’Hospice di Como».
Il consigliere ha reso pubblica la storia di una donna che si era data da fare per dare una degna sepoltura all’anziano, malato oncologico, morto all’Hospice di Como – ha scritto la signora in una lettera rivolta al sindaco Lucini – e qui iniziano i problemi fino a quando una dottoressa comunica che dal Comune hanno chiamato, ma per dire che non hanno la bara».
Intanto il corpo del povero italiano, cinque giorno dopo la morte, continuava a rimanere bloccato nella sala mortuaria dell’Hospice.
«Alla fine è intervenuta una persona generosa che venuta a conoscenza della situazione si è recata presso un’agenzia di pompe funebri e finalmente,diversi giorni dopo il decesso abbiamo effettuato il rito funebre. Tutto questo mi ha lasciato molta amarezza e sfiducia nelle istituzioni. Chi non ha mezzi per permettersi un funerale decente non può morire».

E’ proprio il caso di dire che si infiamma la situazione a Teramo, per colpa del forno crematorio

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Tra Teramo Ambiente e Comune di Teramo è guerra aperta sul fronte delle autorizzazioni necessarie alla costruzione dell’impianto di cremazione.
L’amministratore delegato di Teramo Ambiente Luca Ranalli intima al Comune il rilascio dei permessi con due distinti esposti inviati alla Procura della Repubblica, alla Corte dei conti e all’Autorità anticorruzione (Anac).
Una prima diffida è indirizzata al dirigente tecnico del Comune Remo Bernardi, che l’ad della Team chiama in causa per via «dell’inerzia ingiustificata sul rilascio delle autorizzazioni»: inerzia che impedirebbe le aspettative di remunerazione degli investimenti effettuati dalla Team sulla progettazione dell’impianto e di conseguenza di ottenere ricavi, ma avrebbe anche l’effetto di favorire altri operatori.
Un seconda diffida è stata invece formalizzata al sindaco Maurizio Brucchi e al segretario generale Patrizia Scaramazza, accusati di «ingerenze che compromettono il libero esercizio dei poteri e delle competenze degli uffici comunali».
Questo poiché i due, per Ranalli, si sarebbero sostituiti «con illegittimo eccesso di potere» al responsabile unico del procedimento e al dirigente nel momento in cui hanno replicato alla Team, per iscritto, di non poter procedere al rilascio del titolo edificatorio e all’autorizzazione all’esercizio dell’impianto per via della mancanza di alcune prescrizioni.
Secondo Ranalli le prescrizioni impartite fanno riferimento alla fase esecutiva e non dovrebbero pregiudicare il nulla osta alle autorizzazioni ma, al di là di un difetto di competenza, per l’amministratore delegato si ravvisa una volontà precisa di favorire il futuro aggiudicatario della gara.
Questo poiché il nuovo partner privato potrebbe lucrare sulla gestione del cimitero, del nuovo impianto e della sua costruzione a discapito della Team che attualmente ha una convenzione in essere valida fino al 2021.
Ranalli ha inviato il contenuto delle due diffide alle autorità competenti, oltre che all’Anac, per valutare se ci siano illeciti nelle omissioni del dirigente o eventuali indebite ingerenze da parte del sindaco.

Il volontariato a Lucca garantisce la piccola manutenzione cimiteriale

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Circa una settimana or sono il sindaco di Lucca e il presidente di Gesam Spa hanno ricevuto i rappresentanti delle associazioni che si occupano com evolontari della manutenzione minuta dei cimiteri di Lucca.
Una piccola cerimonia durante la quale il sindaco ha ringraziato tutti i volontari che si prendono quotidianamente cura dei cimiteri lucchesi.
Le associazioni in particolare si occupano di mantenere ordinati i vialetti, le aree verdi interne ed esterne, i locali di servizio e le cappelline: con il loro impegno garantiscono a tutti i cittadini lucchesi il mantenimento del proprio cimitero localizzato nella frazione.
Difatti sono ben 55 i cimiteri, alcuni grandi, altri più piccoli, che vengono curati da 45 Associazioni di volontariato.
Situazione economicamente insostenibile se non ci fosse l’apporto del volontariato.
Si tratta di una lunga tradizione a Lucca, tradizione che è stata formalizzata da anni in un rapporto convenzionale fra Gesam e associazioni.
Durante l’incontro è stato consegnato ad ogni associazione un assegno per stanziare un contributo, relativo all’anno 2015, che contribuisce in parte alle spese per l’attività svolta.
L’importo complessivo per le 45 associazioni è di circa 47.000 euro.
Il piccolo riconoscimento economico è finalizzato anche a dare rilevanza al ruolo fondamentale svolto dal volontariato, che con la sua opera rinvigorisce i legami storici e culturali delle comunità locali, da sempre attente alla salvaguardia del decoro dei cimiteri di paese.

Il sindaco di Thiene blocca la realizzazione del crematorio e fa amare riflessioni sul clima che si è creato sull’argomento

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Thiene non avrà un impianto per la cremazione delle salme in tempi brevi.
Lo stop al progetto è stato comunicato direttamente dal sindaco, Giovanni Casarotto.
In una pagina del sito web del Comune, infatti, il primo cittadino thienese ha ripercorso la vicenda della ipotizzata costruzione del tempio crematorio nel cimitero, in zona Cappuccini, partendo dai primi confronti con i cittadini, contrari all’opera e organizzatisi in un comitato contro il forno crematorio, passando per l’incontro organizzato dal comitato, a fine maggio 2016, e al periodo di riflessione, che l’ha portato a prendere questa decisione.
“Quando alla razionalità subentra l’emotività – è l’apertura della considerazione di Casarotto – è difficile poter dialogare o anche solo mettere a confronto idee e posizioni contrapposte. Se, poi, alla stessa emotività subentra una comunicazione ideologizzata, allora dialogare e confrontarsi diventa impossibile”.
“Il fronte del no – ha continuato Casarotto – ha chiesto un incontro informativo, pacato e plurale, sul tema. Anche se la petizione, con la quale veniva richiesto l’appuntamento, tra le altre considerazioni, concludeva dicendo Vogliamo vivere nel posto dove siamo nati e cresciuti senza paura di morire (però con lo sconto per la cremazione), il che la diceva lunga sul vero clima che si voleva creare”.

“Quando ho spiegato ai proponenti perché ritenevo che l’assemblea del consiglio comunale fosse il luogo più idoneo per confrontarsi sull’argomento, il fronte del no ha deciso di indire una sua riunione alla quale, invitato, ho partecipato, per ascoltare le loro ragioni. Si è trattato di un incontro nel quale la comunicazione e l’informazione sul tema sono state incanalate in un’unica negativa direzione, con affermazioni anche forti e pesanti e, spesso, fuorvianti”.

“Nell’incontro è stata anche affrontata la questione del pericolo concreto rappresentato dai numerosi inquinanti che sarebbero emessi in gran quantità dall’impianto di cremazione. Ma, per fare alcuni esempi, riguardo alle polveri sottili, di cui si è parlato, perché non è stato detto che l’impianto di cremazione emette meno di un ventesimo delle polveri che emette una stufa a pellet? Quanto alla diossina, durante la serata si è taciuto il fatto che l’impianto crematorio non la produce, proprio per il tipo di combustione controllata e con trattamento in post combustore ad elevata temperatura, sopra gli 850 gradi, seguita da un rapido raffreddamento, da inserimento di polveri assorbenti di carbone attivo e di carbonato di calcio, abbattute con filtrazione finale con filtro a maniche”.

“Ho voluto portare questi esempi per dire che sono stato molto amareggiato da come si sono svolti i fatti, da come è stato ideologizzato e strumentalizzato l’argomento e da come sono state gestite l’informazione e la comunicazione ai cittadini da parte del fronte del no. Fatte queste considerazioni, devo aggiungere che alcune loro provocazioni andavano, da parte mia, correttamente approfondite, perché come sindaco ho il dovere di ascoltare tutti i miei concittadini e anche le loro critiche”.

“Ed è quello che ho fatto nei giorni successivi all’incontro del 25 maggio, valutando e ponderando gli eventuali punti critici della questione, non tanto in merito alla qualità dell’impianto in sé, quanto dal punto di vista del contesto in cui verrebbe costruito il tempio crematorio. La Regione Veneto, ad esempio, diversamente da altre regioni, non ha mai legiferato in materia. La Lombardia ha stabilito che questi impianti debbano sorgere ad una distanza di almeno 500 metri dai siti sensibili, come le scuole. Se fossimo in Lombardia il sito del nostro cimitero non sarebbe adatto, mentre per la Regione Veneto lo è.

“Inoltre, va aggiunto che non esiste per il nostro territorio un monitoraggio della caratterizzazione del luogo, uno studio che ci dica qual è la qualità dell’aria che respiriamo a Thiene e quindi non è possibile, ad oggi, capire da che situazione si parte e che impatto potrà avere la realizzazione dell’impianto sulla salute. Mi adopererò quindi per attivare un piano di caratterizzazione ambientale, per una più approfondita valutazione della qualità dell’aria, a tutela della salute dei cittadini, utile anche ad approfondire ed eventualmente a rivedere le valutazioni circa la realizzazione dell’impianto”.

“Per tutte queste considerazioni – conclude il sindaco -, ho ritenuto saggio e prudente fermarsi e non proseguire con i successivi passaggi amministrativi che renderebbero il procedimento operativo. Ad oggi infatti il Comune di Thiene ha la facoltà di sospendere o di interrompere la procedura fin qui esperita, posto che la stessa non risulta ancora pervenuta alla fase di indizione della gara finalizzata all’assegnazione della concessione”.

A Napoli non si vendono solo il Vesuvio, ma pure posti illegittimi al cimitero

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Al cimitero di Poggioreale, a Napoli otto cappelle sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza.
Su richiesta della Procura della Repubblica, il gip del Tribunale di Napoli, ha emesso un provvedimento ai danni di Carmine Montuoro, dell’omonima famiglia di imprenditori di pompe funebri, indagato per truffa al Comune di Napoli e a privati.
Tutto scaturisce dalle dichiarazioni di una cittadina francese che ha denunciato, durante una visita a Napoli, quanto era accaduto alla propria cappella di famiglia: la cappella, appartenente alla famiglia della donna fin dal Regno delle Due Sicilie, si presentava ristrutturata, e la denominazione “De Grasset” era stata sostituita in “Santangelo IV”.
Montuoro avrebbe acquisito la disponibilità di varie cappelle gentilizie (poco frequentate dai legittimi proprietari), poi ristrutturate e ricavate centinaia di loculi, rivendeva l’uso degli stessi ad ignari (forse …) cittadini.
I loculi, venduti illecitamente, hanno originato un affare di molte centinaia di migliaia di euro.

Sesto san Giovanni: galleria cimiteriale con aria purificata

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Per risolvere il problema degli odori sgradevoli nella galleria J del cimitero nuovo di Sesto San Giovanni verrà installato un impianto per il ricambio e purificazione dell’aria.
Il progetto prevede l’installazione di un impianto dotato di un filtro antiodori che consenta di aspirare tramite griglie poste sul soffitto della galleria 3mila metri cubi di aria all’ora, sufficienti a ricambiare quasi 18 volte in un’ora l’aria della struttura. L’aria aspirata, dopo essere stata filtrata e depurata degli odori, viene espulsa.
Per migliorare l’efficienza dell’impianto è prevista inoltre la chiusura delle aperture sul retro degli ambienti e, se ulteriori valutazioni tecniche lo ritenessero necessario, anche l’installazione di una porta scorrevole automatica all’ingresso della galleria.

Il progetto — messo a punto dai tecnici comunali nei mesi scorsi — è stato valutato positivamente dall’agenzia di tutela della salute della Città metropolitana. Successivamente il progetto è stato presentato e condiviso con i cittadini e, infine, approvato dalla giunta. I lavori partiranno nei prossimi mesi.

Brindisi affida in house i servizi cimiteriali

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Sarà la Multiservizi di Brindisi (BMS) ad occuparsi della gestione e della manutenzione dei cimiteri di Brindisi e di Tuturano. La decisione è stata presa dal commissario straordinario Cesare Castelli con l’esplitito scopo di «evitare che essa possa subire gli effetti conseguenti previsti dall’articolo 2484 del Codice civile, ovvero la messa in liquidazione». La Bms, tra l’altro, dovrà verosimilmente assumere una decina di persone, già impiegate nel servizio, che possono contare sulla cosiddetta clausola sociale. Questo significa che il numero dei lavoratori di BMS lieviterà ulteriormente, superando i duecento.
I servizi dei quali dovrà occuparsi la Bms sono operazioni cimiteriali, organizzazione dei servizi, gestione archivio dati informatizzato, gestione planimetrie e censimento del verde, servizio custodia e sorveglianza, controllo del decoro, servizio di pulizia, raccolta, riduzione e conferimento dei rifiuti, manutenzione del verde, verifiche periodiche e manutenzioni per la salvaguardia della pubblica incolumità, manutenzione del verde, verifiche periodiche e manutenzione per la salvaguardia della pubblica incolumità, gestione dell’illuminazione votiva e dei viali del cimitero.

Funerali di un noto centauro all’autodromo di Monza

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Martedì scorso in Autodromo a Monza si è tenuto l’ultimo giro di pista dell’ex pilota brianzolo Fabrizio Pirovano, morto domenica all’età di 56 anni, per motivi di salute.
L’ultimo saluto al “re di Monza”, al cinque volte campione italiano e due volte vicecampione del mondo nella Superbike è quindi stato fatto nel suo luogo preferito.
Dalle 11.30 in Autodromo è stata allestita la camera ardente del pilota all’interno del box 10 mentre alle 15 è stato dato l’addio a Fabrizio Pirovano in pista, con il feretro accompagnato per un ultimo giro di pista da amici motociclisti.
L’accesso in pista è stato aperto a tutti i motociclisti che hanno voluto prendere parte alla cerimonia e seguire il corteo con il proprio mezzo mentre il pubblico a piedi ha partecipato alla commemorazione dalla tribuna centrale e dalla terrazza panoramica sopra la pit-lane.

L’Autodromo si è reso disponibile a ospitare la cerimonia funebre del campione così come è stata voluta dallo stesso Fabrizio Pirovano e dalla sua famiglia. Dopo i funerali il feretro è stato avviato a cremazione.

Eboli: trasporto a casa di morti in ambulanza

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Ad Eboli sono stati indagati 7 persone con l’accusa per tre medici del nosocomio ebolitano di falso in atto pubblico. Per 4 volontari di una Associazione per trasporto infermi, invece, l’accusa è di illecita concorrenza con minaccia e violenza.
Da alcune intercettazioni telefoniche è emerso che alcuni medici certificavano il falso mettendo in uscita un paziente che era vivo solo sulla carta. Con questo “trucco”, teso a favorire gli ambulanzieri, la famiglia del paziente otteneva il trasferimento del cadavere presso il proprio domicilio oltre la certificazione del trapasso avvenuto a casa.
Ma in realtà i parenti dovevano poi fare il funerale con una impresa funebre collegata alla Associazione di volontariato.
Ora gli indagati hanno venti giorni per difendersi e per essere sentiti dal magistrato inquirente. Decorso questo tempo si deciderà l’eventuale rinvio a giudizio o il loro proscioglimento.

Chiuse dentro al cimitero

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A Torre del Greco due anziane signore sono rimaste chiuse all’interno del cimitero corallino. Le due donne, in visita al cimitero per far visita ai propri defunti, non si sono accorte del segnale acustico che avvisa la chiusura della struttura.
Le due donne si sono rese conto di essere rimaste da sole all’interno della struttura solo quando i custodi avevano già chiuso i cancelli. Hanno provato a chiedere aiuto, ma nessun passante però ha sentito le loro grida di soccorso.
A peggiorare la loro situazione, era stata anche la pessima copertura dei cellulari che non permetteva di chiamare il 113.
Solo dopo ore sono state in grado di avvisare la Polizia, che ha chiamato il custode del cimitero per aprire il cancello.
Una brutta avventura, finita bene.

Vittoria: Arrivano i Carabinieri dei NAS per accertamenti su caro estinto in ASL

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Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha “chiesto ai Carabinieri del Nas di procedere a tutti gli accertamenti necessari per verificare quanto denunciato da notizie stampa, secondo le quali all’Ospedale di Vittoria (Ragusa) alcuni dipendenti dell’Azienda Sanitaria sarebbero coinvolti in un traffico sul caro estinto”.

E’ questo o stringato testo del comunicato stampa del Ministero della Salute, a seguito di una indagine giornalistica di www.laspia.it (LEGGI ARTICOLO) nella quale si mettevano in luce diversi aspetti di presunta corruzione all’Ospedale di Vittoria, fra infermieri e impresari di pompe funebri.

Su tutti quello relativo al colloquio fra un dirigente medico della direzione Sanitaria Comiso-Vittoria ed un impresario vittoriese.

Cerimonia funebre da doge a Venezia per l’addio ad Alvise Zorzi

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Le ceneri di Alvise Zorzi tornano nella sua Venezia: sono state trasportate qualche giorno fa con un piccolo corteo acqueo partito dalla casa del figlio Pieralvise, sul Canal Grande, davanti al tribunale, e proseguito fino al Rio di Noale per terminare a San Michele in Isola. Qui Alvise Zorzi è stato tumulato nella cappella della Scuola Grande di San Rocco, di cui era confratello.
Numerose le persone accorse per l’ultimo saluto (con tanto di alzaremi) al “Doge”, storico giornalista e cultore della Serenissima: si sono radunate in Erbaria, in Corte del Remer, al Mercato di Rialto e lungo le rive, oppure seguendo il corteo in barca.

Cinisello Balsamo chiede alla Regione Lombardia di passare da 2 a 3 linee il forno crematorio

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Secondo quanto riportato da un quotidiano milanese, a Cinisello Balsamo si tengono più di 2.000 cremazioni l’anno.
A bilancio sarebbe stato stanziato circa un milione di euro per la terza linea crematoria.
L’assessore ai servizi cimiteriali Patrizia Bartolomeo, interpellata dal quotidiano, ha confermato: «A oggi ci sono stanziamento a bilancio e indirizzo politico del consiglio comunale. Abbiamo fatto richiesta alla Regione, attendiamo l’ok, in teoria le città che già hanno un forno crematorio dovrebbero essere avvantaggiate sul bando».

Oristano: bando per fornitura di servizi di trasporto funebre per indigenti

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Il Comune di Oristano ha pubblicato un bando per l’affidamento del “servizio funebre per persone indigenti”. Il servizio sarà affidato per un anno ed «è destinato a garantire un funerale decoroso alle persone in difficoltà economica – recita il bando – Dovrà essere garantito il trasporto della salma con carro funebre, un feretro con tutte le dotazioni previste dalla normativa in materia igienico-sanitaria, accessori, assistenza e disbrigo delle pratiche amministrative».
Inoltre viene precisato che il servizio funebre dovrà essere svolto con la massima diligenza e puntualità, dal momento in cui verrà prelevata la salma dal luogo del decesso fino alla sepoltura in cimitero. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate all’Ufficio protocollo del Comune entro le 13 del 20 giugno.

Requiem di Mozart serale al cimitero di Viterbo

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Il 21 giugno 2016, la sera del solstizio d’estate, il Camposanto di Viterbo sarà la location dell’esecuzione del Requiem di Mozart. Il direttore Fabrizio Bastianini, alla testa dell’orchestra ‘Etruria Ensemble’, con il coro di oltre 100 elementi e i soli Mariangela Rossetti (soprano), Serena Fanelli (contralto), Baltazar Zuniga (tenore), Walter Testolin (basso), darà il via al Requiem aeternam dell’Introitus. Lo spazio è quello del cosiddetto ‘Pincetto’, prossimo al cancello centrale (350 posti), delimitato dalla chiesa neoclassica di San Lazzaro.
Il cimitero, realizzato alle fine dell’Ottocento su disegno di Virginio Vespignani, è considerato, alla stregua degli altri monumenti della città, una preziosa raccolta di opere d’arte dovuta all’abilità dei maestri artigiani e scalpellini viterbesi.
L’iniziativa è del Comune di Viterbo con il sostegno dell’ensemble vocale ‘Il Contrappunto’, della ‘Camerata Polifonica Viterbese’ e del Gruppo consolare di Viterbo del Touring Club.
Ingresso 15 euro; ridotti e soci Touring 10 euro. Prevendita Ufficio Turistico di Viterbo, via Ascenzi (tel. 0761.325992).

Pompei: assessora contraria alla installazione di impianto di cremazione

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«Fino a quando sarò il l’assessore all’Urbanistica non si dovrà parlare d’impianto di cremazione a Pompei».
Con queste parole l’assessore Santa Cascone ha annunciato che è stato cancellato dalle opere pluriennali l’impianto di cremazione che si doveva peraltro realizzare con il project financing nel cimitero di Pompei.
Il motivo: promesse elettorali da mantenere.

Carbonizzati gli archivi cimiteriali del comune di Termoli

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E’ stato un incendio doloso, appiccato all’interno del cimitero del Comune di Termoli, la causa del rogo che ha distrutto documenti e registri del cimitero di Termoli. Le cause dell’incendio sono in via di accertamento da parte dei Vigili del Fuoco.
I pompieri, allertati dal custode, sono intervenuti alle 7 circa ed hanno lavorato per alcune ore.
Si fa strada la pista del dolo: su un muro è stata infatti lasciata una scritta contro il municipio: “Comune ladro”.
I Vigili effettueranno una relazione tecnica entro qualche giorno che invieranno agli inquirenti.