A Grosseto ancora incerto l’esito della gara per realizzare il crematorio

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La Ciab, Società cooperativa idrici e affini, si è aggiudicata l’affidamento in concessione mediante project financing della progettazione, della costruzione e della gestione del tempio per la cremazione per 30 anni, battendo la Rti Altair di Domodossola, l’associazione temporanea di impresa che aveva promosso la realizzazione dell’impianto.
«Ora ci sono 30 giorni di tempo per l’assegnazione definitiva – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Megale – perché la cooperativa vincitrice potrebbe anche fare un passo indietro. In quel caso però, la Altair dovrà realizzare l’impianto al costo proposto dalla vincitrice della gara». Un paio di settimane di tempo, poi si saprà quale progetto verrà realizzato a Grosseto.
L’importo complessivo stimato della concessione, compresa la progettazione, l’esecuzione dei lavori e la gestione del servizio ammonta a circa 26 milioni di euro, 23 dei quali – è la stima fatta dall’amministrazione e dalle società che hanno partecipato al project financing – sono i ricavi stimati che potranno derivare dalla gestione del servizio, che avrà appunto una durata di trent’anni dalla data della firma della concessione.
La società che prenderà in gestione l’impianto verserà al Comune ogni anno il 4% del fatturato che deriverà dalle operazioni di cremazione oltre alla percentuale che viene offerta appunto dall’aggiudicataria che ha presentato un piano economico e finanziario più vantaggioso rispetto a quello della proponente.
Il progetto presentato prevede nel terreno vicino a Sterpeto che sorga il tempio della cremazione, che costerà poco più di due milioni di euro e sarà dotato di una stanza per il commiato e di un giardino per la dispersione delle ceneri. Il progetto prevede inizialmente 1 forno e un altro a seguire negli anni.
Saranno realizzati anche dei colombari per raccogliere le urne cinerarie di chi sceglierà, dopo la morte, la tumulazione delle ceneri.

Trovata una sepoltura per la piccola musulmana morta all’ospedale di Bari

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Sarà il Comune di Galatina (Lecce), dove risiedono i suoi genitori di origini marocchine, ad attrezzare nel cimitero comunale un’area per la sepoltura, nel rispetto delle regole dell’Islam, della piccola musulmana di dieci mesi morta per una cardiopatia congenita lo scorso 21 giugno all’ospedale Giovanni XXIII di Bari ma non ancora sepolta “per ragioni burocratiche”. L’unico cimitero in Puglia attrezzato per i defunti di fede musulmana è a Gioia del Colle (Bari), ma qui la piccola non poteva essere accettata perché i suoi genitori non risiedono in provincia di Bari.

Il caso è stato sollevato dal presidente della Comunità islamica d’Italia (Cidi), Sharif Lorenzini, secondo il quale “la sepoltura potrebbe avvenire al più presto”. Lorenzini riferisce che i genitori della piccola “erano disperati: suo padre si domandava come fosse possibile non riuscire a trovare un metro di terra per fare dimorare in pace sua figlia”. Il neosindaco di Galatina, Marcello Amante, spiega che “non potevamo tollerare che la piccola rimanesse ancora in una cella frigorifera. E ci siamo attivati subito”.

“Tiriamo un sospiro di sollievo – ha dichiarato Lorenzini – Siamo contenti di questa notizia: ringrazio il sindaco anche a nome della famiglia”.

Costruzioni cimiteriali e rilascio del titolo edilizio ex D.P.R. n. 380/2001.

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“L’attività edilizia all’interno dei cimiteri è normata, in via primaria, non dalla normale disciplina urbanistica, ma dal regolamento speciale di polizia mortuaria (D.P.R. 10.09.1990 n. 285 e e, in via secondaria, non dagli strumenti urbanistici generali, ma dal piano regolatore cimiteriale che ogni Comune è tenuto tassativamente ad adottare (cfr. ex multis Cass. Sez. III 02.06.1983 n. 451, TAR Sicilia-Catania 18.02.1981 n. 86, TAR Abruzzo-Pescara 04.12.1989 n. 534, TAR Toscana 03.05.1994 n. 176, TAR Calabria-Reggio Calabria 06.04.2000 n. 304).

 

 

2Pertanto, per lo svolgimento di attività edilizia all’interno dei cimiteri anche da parte dei privati non occorre il rilascio di alcuna concessione edilizia, essendo sufficiente il giudizio da parte del Sindaco di conformità del progetto alle prescrizioni edilizie contenute nel piano regolatore cimiteriale e non dalle norme comuni in tema di edilizia ed urbanistica” (T.A.R. Campania, Napoli, sez. II, 04.06.2004, n. 9187), confermando quanto già in precedenza asserito dalla Cassazione penale, sez. III, nella sentenza del 10.01.1990 secondo cui: “L’attività edilizia all’interno dei cimiteri, essendo regolata in via primaria dal regolamento di polizia mortuaria e, in via secondaria, dal piano regolatore cimiteriale, non è compresa nell’ambito di applicazione della legge n. 10 del 1977 e successive modificazioni”.

 

 

Il T.U. di cui al D.P.R. n. 380/2001 è norma di portata generale, mentre le disposizioni di cui agli artt. 91 comma 3 e 94 D.P.R. n.285/1990 (e, di conseguenza, anche del Regolamento comunale di polizia mortuaria) hanno carattere peculiare (e, quindi, predominano). Oltretutto, anche la disposizione sull’applicabilità del D.P.R n.380/2001 per l’edificazione, da parte di privati, su aree demaniali ha valore di norma comune; non solo, ma prendendo in esame le definizioni di interventi edilizi (art. 3), è abbastanza diffusa l’opinione per cui il Testo Unico debba soccombere alle norme speciali (del Regolamento comunale e dei piani regolatori cimiteriali con relativi strumenti attuativi (pre-condizione, quest’ultimi, per far luogo a concessione di aree cimiteriali; ex art. 91 D.P.R 285/1990), dato che la trasformazione del territorio è già stata ottenuta con l’impianto del cimitero.

 

 

Di conseguenza, una lettura strettamente letterale, e molto formale, della disposizione sembrerebbe escludere per le opere funebri l’applicazione del D.P.R. 380/2001, ritenedo sufficiente che il progetto edilizio sia approvato dall’Autorità Comunale su parere della commissione edilizia e della AUSL competente anche per le operazioni di collaudo.

 

Ma sarà davvero così? come al solito, in dottrina sussistono tesi anche molto divergenti tra loro, che confliggono aspramente.

 

In realtà, la citata disposizione del regolamento nazionale di polizia mortuaria (sempre laddove non sia intervenuta apposita norma regionale a “depotenziarne” il contenuto) non pare escludere ex se la necessità di un’autorizzazione edilizia, siccome specifica soltanto la titolarità del Comune in materia, conformandosi alla normativa in vigore negli anni novanta in campo delle costruzioni (questo perché il regolamento, invero un po’ vetusto, risale al 1990).

 

La giurisprudenza più recente, infatti, sembra richiedere uno specifico titolo edilizio in quanto le edicole funebri realizzate dai privati all’interno del cimitero, non sarebbero ex se opere pubbliche e, di conseguenza, non costituirebbero attività edilizia libera ex art. 7, lett. c, D.P.R. 380/2001:

 

 

 

“Cappelle, edicole e tumuli, invece, come già scritto autonomamente realizzabili dagli assegnatari dei suoli, eventualmente riuniti in confraternite, risultavano privi di siffatta connotazione in quanto primariamente destinati al soddisfacimento di specifici, ‘individuati’ interessi singolari (quelli degli assegnatari cui la loro realizzazione era affidata), pur avendo, in una prospettiva complessiva e finale, un apprezzabile rilievo sociale: non si trattava, dunque, di opere ‘stricto sensu’ pubbliche, come tali esonerate dalla necessità di uno specifico titolo edilizio in applicazione dell’art. 7, lett. c), d.p.r. n. 380 del 2001 (a norma del quale <<Non si applicano le disposizioni del presente titolo per: […] c) opere pubbliche dei comuni deliberate dal consiglio comunale, ovvero dalla giunta comunale, assistite dalla validazione del progetto, ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554>>).

4.3 Legittima, per conseguenza, la valutazione della loro abusività effettuata dal Comune” (T.A.R. Puglia, Lecce, sez. III, 13.03.2013, n. 575).

 

Secondo la legislazione vigente sotto il profilo urbanistico i cimiteri sono opere pubbliche essenziali di urbanizzazione e quindi esenti ai sensi dell’art. 9 lett. f della L. 28.01.77, n. 10 dal contributo di urbanizzazione che, non è pertanto dovuto per la costruzione di cappelle da parte dei privati.

 

Conferma indiretta di questo orientamento giurisprudenziale discende anche dalla sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa, sez. giurisd., 10.06.2009, n. 534 che, in relazione agli oneri di costruzione ex art. 9, c. 1), lett. f.) L.10/1977 (trasfuso nel vigente art. 17, c. 3, lett. c), D.P.R. 380/2001) afferma la loro debenza non trattandosi di opere pubbliche: “Non è esentato dal pagamento degli oneri di urbanizzazione il titolo edilizio rilasciato ad una Confraternita per la realizzazione di una cappella cimiteriale, poiché difettano i presupposti oggettivi e soggettivi, necessariamente concorrenti, in base ai quali l’art. 9, lett. f) l. n. 10 del 1977 riconosce il beneficio della gratuità, la cui “ratio” è quella di agevolare l’esecuzione di opere destinate al soddisfacimento di interessi pubblici. Dal punto di vista soggettivo, infatti, le confraternite non perseguono un interesse generale ricadente sull’intera collettività, bensì particolare siccome afferente ai propri associati e quindi ad una determinata categoria di persone; dal punto di vista oggettivo, invece, l’opera in questione non è annoverabile tra le opere di urbanizzazione che l’ultima parte dell’art. 9, lett. f) l. n. 10 del 1977 individua come quelle realizzate dal privato in attuazione di uno strumento urbanistico”).

Anche il T.A.R. Calabria, Reggio Calabria, sez. I, nella sentenza del 26.01.2010, n. 26, giunge alle medesime conclusioni seppur con un diverso sviluppo argomentativo: “Quanto alla necessità del titolo edilizio in ordine al progetto della cappella funeraria, la legittimità del regolamento comunale discende sia dal principio di sussidiarietà, che si è illustrato prima, sia da evidenti considerazioni sistematiche.

 

Infatti, carattere e la natura del corpus normativo di cui al DPR n.380/2001 sono tali da attrarre ed assorbire nella loro sfera di azione ogni genere di trasformazione edilizia dei suoli e dunque non si vede quale tipo di ragione, in diritto o anche di esigenza di interesse pubblico, dovrebbe comportare una eccezione per gli edifici funerari, peraltro soggetti alla disciplina delle norme tecniche dell’edilizia, in funzione antisismica, che sono disciplinate pur sempre dal medesimo DPR 380/2001 (art. 52 e ss. ed in particolare artt. da 83 in poi).

A ben vedere, l’unica sostanziale e logica motivazione secondo la quale parte ricorrente sostiene la estraneità della disciplina in materia rispetto a quella generale, rinverrebbe fondamento in una sostanziale specialità del D.P.R. 285/1990, che esaurirebbe in sé la disciplina applicabile, con la conseguenza che l’autorizzazione del sindaco in esso prevista costituirebbe l’unico titolo esigibile per la costruzione del manufatto a servizio votivo dei defunti.

Si deve dare atto che tale argomentazione è fondata sulle conclusioni cui è pervenuta la giurisprudenza più risalente nel tempo (TAR Sicilia Catania, 18.02.1981, n. 88; Cassazione Penale, sez. III, 02.03.1983) e che, peraltro, anche pronunce recenti hanno mantenuto (TAR Campania, Napoli, 9187/2004).

Tuttavia, il Collegio deve sottoporre a revisione critica l’orientamento appena richiamato: invero, la “specialità” del regolamento di igiene di cui al D.P.R. n. 285/1990, che trae il proprio vigore dalle norme di cui al testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27.07.1934, n. 1265, artt. da 337 a seguire, non esclude la necessità del titolo edilizio, quando il regolamento locale lo richieda.

 

 

L’art. 94 del D.P.R. n. 285/1990, il quale dispone che i singoli progetti di costruzioni di sepolture private debbano essere approvati dal sindaco su conforme parere della commissione edilizia e del coordinatore sanitario della unità sanitaria locale competente, ha ad oggetto l’esercizio del potere di controllo della corrispondenza del progetto con le previsioni del piano regolatore del cimitero di cui agli artt. 54 e ss. del medesimo decreto, e quindi richiama, nella disciplina territoriale, all’esercizio dei poteri di controllo delle attività di trasformazione del territorio che, come si è visto, sono da ritenersi strutturalmente propri delle competenze comunali ai sensi del D.lgs n.267/2000, collocandoli all’interno di un quadro generale costituito dalla regolamentazione del piano regolatore cimiteriale.

 

“[…] Ne consegue che l’art. 94 cit. va interpretato nel senso che non istituisce un procedimento tipico o nominato: il Comune, pertanto, ben può riservare, in via regolamentare, l’esercizio del summenzionato potere di controllo alla disciplina procedimentale propria del D.P.R. n. 380/2001, assicurando uniformità di presupposti, procedimenti e condizioni all’esercizio del potere di controllo delle trasformazioni edilizie del territorio, sia in area cimiteriale che all’esterno di essa, con la conseguenza che è legittima la previsione regolamentare locale che assoggetta l’edificazione nel suolo cimiteriale alle più garantite procedure di autorizzazione proprie della disciplina edilizia generale di cui al DPR 380/2001 ed alla conseguente disciplina (oneri concessori, termini di inizio e fine lavori e così via)”. (a questo esito giunge erudita dottrina, si veda Dr. Matteo Acquasaliente, tratto dal sito www.venetoius.it (Diritto amministrativo italiano)

Non solo in Sardegna l’accabadora, femmina che comminava l’eutanasia

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I carabinieri della compagnia di Paternò (CT), su delega dei magistrati della Dda etnea, hanno acquisito le cartelle cliniche di 55 morti sospette nell’ospedale “Maria SS. Addolorata”.
Dalla Procura di Catania trapela che “l’inchiesta è seria” e deriva da dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Le dichiarazioni “saranno sottoposte alle verifiche che il caso richiede”. L’indagine prende le mosse da un intervista diffusa dalla nota trasmissione televisiva Le iene, dove un collaboratore di giustizia ha raccontato che nel tragitto ospedale – casa persone che erano vicine a morire e quindi richieste a casa per curare gli ultimi istanti di vita nelle serenità familiare, sarebbero state uccise con iniezioni di arai sin vena dai barellerei all’interno delle ambulanze. I barellieri avrebbero ottenuto un guadagno di 300 euro a paziente terminale ucciso se avessero proposto i funerali a una specifica agenzia funebre, in odor di mafia. Il pentito sostiene che “erano i boss a mettere gli uomini sull’ambulanza” e che i “soldi andavano all’organizzazione”.
Per chi volesse saperne di più sull’accabadora si veda al link di wikipedia

Staglieno: al restauro centinaia di fotografie d’epoca del cimitero

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Inaugurato il 1° gennaio del 1851, il Cimitero di Staglieno è l’operazione urbana più importante della seconda metà del XIX secolo a Genova. Emblema dell’elegante opulenza aristocratica e borghese, appare ancora oggi come un museo a cielo aperto, dove sono rappresentate le principali correnti scultoree di fine XIX e inizio XX secolo, dal neoclassicismo al realismo, dal simbolismo al liberty e al déco, con opere diventate modelli per la scultura funeraria in Italia, in Europa, nelle Americhe.

La fotografia ha contribuito in maniera determinante alla diffusione di queste icone e, con esse, dell’immagine del capoluogo ligure: anche perché i decenni più significativi della produzione delle sculture (cioè gli ultimi del XIX secolo e i primi del XX) coincidono con il periodo nel quale l’arte fotografica raggiunge la piena maturità e dispiega le proprie capacità comunicative.

Un’alta percentuale della produzione fotografica genovese, dagli anni Sessanta del XIX secolo, è riservata a Staglieno.
La prima notizia sulla circolazione di tavole fotografiche dedicate al Cimitero, realizzate e messe in commercio da Giovanni Battista Caorsi, risale al 1867, ed è riportata con risalto sui giornali cittadini. Dal 1870 inizia la produzione di Album fotografici che hanno come principale soggetto il complesso monumentale, commissionati dal Municipio o frutto di iniziativa privata; risale all’inizio dell’ottavo decennio l’apertura, all’ingresso della necropoli, di un negozio specializzato nella vendita di fotografie del Camposanto.

I più importanti fotografi attivi in Italia si dedicano a Staglieno: la campagna fotografica genovese di Giorgio Sommer contempla ventiquattro architetture funerarie su trentotto vedute, mentre il Catalogo commerciale dello studio Noack dedica oltre trecento titoli al Camposanto, su un totale di millecento immagini dei diversi aspetti del capoluogo.

Grazie al sostegno di Asef si è avviato il restauro della documentazione storica relativa al Cimitero Monumentale conservata dal Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte, l’Immagine di Genova. Si tratta di in primo luogo di centinaia di fotografie piene di fascino, conservate dall’Archivio Fotografico: delicati positivi su carta all’albumina, fragili originali negativi su lastra di vetro al collodio o alla gelatina ai sali d’argento, fondamentali per ricostruire le diverse fasi di crescita del complesso monumentale.

Musei a Cielo Aperto 2017: iniziative per il cimitero monumentale di Milano

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Il cimitero Monumentale di Milano diventa protagonista della vita culturale della città attraverso itinerari d’arte, proiezioni, teatro e musica.
Primo appuntamento con la rassegna di eventi per conoscere e scoprire il Cimitero Monumentale, domenica 25 Giugno 2017 dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Visite guidate tematiche in compagnia dei volontari del Servizio Civile e del personale dipendente del Cimitero Monumentale partiranno dal piazzale centrale: ore 10.00 e ore 10.30; due i temi trattati per scoprire “Il Monumentale al femminile” e “La scultura di Adolfo Wildt”.
Il programma continua: nella Sala Conferenze, proiezioni realizzate dagli allievi della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti; nel Famedio corti teatrali interpretati da diplomati della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e alle ore 12.15 un concerto con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.
Tutti gli eventi sono ad ingresso libero. Prossimo appuntamento domenica 30 luglio 2017.

Il programma dettagliato della giornata è disponibile cliccando:
Programma 25 giugno 2017
Musei a Cielo Aperto 2017 – Programma

Iniziativa della So.Crem Bruzia per far conoscere l’impianto di cremazione di Carpanzano

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L’associazione di cremazione So.Crem. Bruzia ha promosso per la giornata di sabato 24 giugno 2017 una giornata dedicata alla conoscenza dell’impianto di cremazione di Carpanzano (nel cosentino, al quale sono invitati sindaci, dirigenti, funzionari, assessori, rappresentanti istituzionali.
L’obiettivo è far capire quali sono i vantaggi, non solo dal punto di vista strutturale ma anche ambientale, della cremazione dei defunti.
Il problema del sovraffollamento delle strutture cimiteriali infatti, è diventato gravoso per moltissimi comuni, e questa opportunità si rivolge a tutte le amministrazioni comunali della Regione.
L’intento è proprio quello di dimostrare come è possibile contenere l’espansione dei cimiteri grazie ad un maggiore ricorso alla pratica della cremazione.
Di questo argomento e dell’open day ha parlato ai microfoni di Rlb Radioattiva, il presidente dell’associazione So.Crem. Bruzia, Francesco Balsano.

Bisceglie: avviata la ricognizione del patrimonio cimiteriale esistente per recuperare loculi

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Il Servizio lavori pubblici comunale ha ultimato le verifiche cimiteriali, individuando una serie di tumulazioni per cui sarebbe già scaduta la concessione novantanovvennale e altre indicate come “a concessione perpetua” ma con disinteresse da parte dei concessionari.
A breve partiranno le attività di “estumulazione” di 395 loculi.
Un manifesto pubblico renderà noto ai parenti l’avvio degli “sfratti”, che riguarderanno nello specifico 279 loculi concessi prima del 1917, 48 loculi concessi tra l’anno 1917 e l’anno 1918, 68 ulteriori loculi privi di lapide o con iscrizioni illeggibili, per cui sono in corso verifiche d’archivio.
Al termine di questa fase i loculi, adeguatamente sanificati e ripristinati, serviranno per nuove concessioni.

Voltura della concessione disgiunta dallo jus sepulchri: i possibili effetti distorsivi rispetto al normale sigificato di cessione di un diritto reale.

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Giungono spesso, in redazione, domande sull’annoso e poliedrico problema della voltura nelle concessioni cimiteriali: per una trattazione specifica del problema si rinvia preliminarmente a questo link: http://www.funerali.org/cimiteri/la-morte-del-concessionario-e-listututo-del-subentro-7523.html

L’incipit di questo breve saggio riassuntivo, necessario all’inquadramento dogmatico dell’affaire: “voltura della concessione disgiunta dallo jus sepulchri: i possibili effetti distorsivi” è formato da una citazione d’autore, tratta da “Cessione giudiziale di sepolcro a ristoro di debito: condizioni di ammissibilità ed effetti”
di Sereno Scolaro (I Servizi Demografici n. 10/2009)

La disponibilità dei sepolcri.

[….]Se fino al 9 febbraio 1976 (in quanto al 10 febbraio 1976 era entrato in vigore il d.P.R. 21 ottobre 1975, n. 803) si sarebbe potuto discutere se i sepolcri potessero, o meno, essere oggetto di disposizioni per atti tra vivi o per causa di morte, sulla base della previsione dell’art. 71, commi 2 e ss. r.d. 21 dicembre 1942, n. 1880 1, il quale prevedeva, a certe condizioni neppure tanto ampie, simili ipotesi, anche in relazione al fatto che, essendo tale previsione in contrasto con la previsione dell’art. 824, comma 2 c.c. 2, si veniva a porre, tra l’altro, l’ulteriore questione se il predetto r.d. 21 dicembre 1942, n. 1880 avesse natura di norma di rango primario oppure di rango secondario (questione che, se risolta nel primo senso consentiva di qualificare tale disposizione come norma speciale rispetto alla pari-ordinata, e previgente, disposizione del codice civile, mentre se risolta nel secondo senso, portava a concludere per l’inefficacia del predetto art. 71, commi 2 e ss. r.d. 21 dicembre 1942, n. 1880), a partire dalla data del 10 febbraio 1976, risulta divenuto fuori di dubbio come il diritto di sepolcro non sia proprio suscettibi le di atti di disposizione tra vivi o per causa di morte, tanto più che il diritto di sepolcro, per sua natura ha carattere personale e, come tale, deriva dall’appartenenza alla famiglia del concessionario (o dell’appartenenza all’ente, per queste concessioni), appartenenza familiare che prescinde dalla proprietà, materiale, del manufatto sepolcrale.
Non altrettanto netta è la preclusione alla disponibilità della componente “patrimoniale” del (o, meglio, sul) manufatto sepolcrale, che conservando, fino alla scadenza della concessione (o a tempo indeterminato, se la concessione dell’area sia stata rilasciata a tempo indeterminato) il contenuto “patrimoniale”, pur cui può anche (e forse) ritenersi ammissibile un mutamento nella proprietà del manufatto sepolcrale medesimo.
Ciò potrebbe portare il gestore del cimitero a ritenere ammissibile il fatto di provvedere alle registrazioni conseguenti all’atto giudiziale, quale esso sia purché definitivo, di soddisfacimento di crediti vantati nei confronti del precedente titolare della proprietà sul manufatto sepolcrale medesimo, non tanto sotto il profilo del soddisfacimento del credito (non rilevante dal punto di viste delle registrazioni cimiteriali), quanto dal punto di vista di prenderne atto degli effetti sulla titolarità del manufatto sepolcrale.
Solo che non si può prescindere dal considerare come tale titolarità sul manufatto sepolcrale costituito dalla cappella funeraria comporta che il soggetto subentrante ne abbia acquisito gli aspetti disponibili, cioè sia venuto a trovarsi, accettandola, nella condizione di assumere le obbligazioni che riguardano la cappella funeraria, ma senza che ciò possa minimamente comportare che il soggetto subentrante acquisisca anche il diritto di sepolcro, in quanto esso è collegato all’appartenenza alla famiglia o, per le concessioni fatte ad enti, all’appartenenza all’ente, secondo quanto previsto, in concorso tra loro, dall’atto di concessione e dall’ordinamento dell’ente 3. Non solo, ma tra le obbligazioni che sorgono dalla titolarità della componente patrimoniale del manufatto sepolcrale, vi è anche quella della conservazione in essa dei feretri già tumulativi, nonché dell’accoglimento di quelli di altre persone che, appartenendo all’ente, rientrino nella riserva per cui sussiste il diritto di sepoltura”.

Sembrano, così, necessarie alcune premesse di ordine generale.

Il diritto di sepoltura in un sepolcro privato ex art. 93 comma 1 I Periodo D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, cioè in concessione a singola persona, famiglia (od ente – persona giuridica -, ma qui si trascura l’ipotesi in quanto non pertinente) è “riservato” alla persona del concessionario nonché alle persone appartenenti alla famiglia di questi, si trascura volutamente la fattispecie, qui residuale, del sepolcro ereditario.

Prezzi-funerali-attenzione-ai-furbi-del-business-58c82b8a886fc4L’individuazione delle persone che siano da considerare quali afferenti (cioè membri) alla famiglia del concessionario, è, di norma, oggetto di definizione da parte del Regolamento comunale di polizia mortuaria ed in subordine dall’atto di concessione, il quale – naturalmente, avendo natura para-contrattuale (ha valore di legge tra le parti contraenti ex Art. 1372 Cod. Civile) non può certo violare la norma amministrativa da cui trae, pur sempre legittimità, in effetti il regolamento comunale di polizia mortuaria si pone come logica premessa fondamentale e sovraordinata rispetto a tutti i procedimenti di polizia mortuaria dell’Ente Locale, quando, ovviamente, quest’ultimo non agisca d’ufficio.

 

Per altro, è legittimo che il concessionario, al momento della stipula dell’atto di concessione (ma solo ed unicamente in questo momento costitutivo del rapporto giuridico) possa indicare alcune proprie specifiche volontà integrative, come, esempio, l’ampliamento della rosa di soggetti viventi portatori dello jus sepulchri, di escluderne alcuni potenzialmente titolari, se operasse di default l’art. 93 comma 1 D.P.R. n.285/1990 o simili, decisione irrevocabile che deve, comunque, risultare esplicitamente dall’atto di concessione.

Per quanto riguarda un secondo aspetto strategico nella gestione cimiteriale, ovvero la questione se il coniuge superstite del concessionario abbia diritto automaticamente alla successione del sepolcro o meno, va osservato come si tratti anche di questo caso di materia che è oggetto di regolazione, in via esclusiva, da parte del Regolamento comunale di polizia mortuaria: infatti, tale situazione può essere affrontata con diversi approcci metodologici, anche di ampio respiro, vale adire in proiezione di A volta anche in modo differenziato, nello stesso ambito comunale, per tipologie di sepolcri.

Ne consegue che è imprescindibile un rinvio alle norme di tale Regolamento comunale di polizia mortuaria.

Rimando che si rende, ulteriormente, necessario per gli esiti del rapporto concessorio in conseguenza del decesso del concessionario primitivo (cioè del fondatore del sepolcro).

Infatti, anche per questa evenienza nefasta (comunque certa, poichè è giocoforza che il concessionario, persona fisica, prima o poi abbia a decedere, specie se la concessione si protrarrà per tempi molto lunghi o, addirittura, indeterminati), il Regolamento comunale di polizia mortuaria potrebbe prevedere, ma potrebbe anche escludere, che vi sia un c.d. “subentro” al concessionario primo in seguito al suo decesso, individuando quali persone appartenenti alla famiglia vi abbiano titolo (nonché le eventuali altre conseguenze, come ad esempio l’imputazione degli oneri manutentivi o anche la stessa titolarità dello jus sepulchri, compressa o dilatata a nuovi fruitori dello spazio sepolcrale).

Non si può nemmeno negare, a priori (cioè senza fare riferimento alle norme dello specifico Regolamento comunale di polizia mortuaria), che possa sussistere la previsione di una cessazione della concessione per causa estintiva, ma non patologica, nel qual caso, invece, interverrebbe la dichiarazione di decadenza sanzionatoria (http://www.funerali.org/cimiteri/la-decadenza-delle-concessioni-cimiteriali-915.html).

Per altro, e – sempre – facendo salve le norme di questa fonte regolamentare, potrebbe anche essere ammissibile che “terzi” (ossia persone che non abbiano titolo sulla concessione in quanto non appartenenti alla famiglia del concessionario ai fini del diritto di essere sepolte nel singolo sepolcro), possano assumere – a questo punto, unilateralmente – obbligazioni di ordine patrimoniale, come gli oneri relativi alla manutenzione, ordinaria e straordinaria, del manufatto tombale (almeno, fino a quando esso non rientri nella piena e libera disponibilità del comune).

Questo farsi carico di obbligazioni (in sostanza aventi carattere di liberalità) originariamente non proprie, richiederebbe, sotto il profilo della forma, un atto pubblico, registrato; per il quale va corrisposta l’imposta di registro in misura fissa (D.M. (Fin.) 15 dicembre 1977, n. 13348) (a rigore, dovrebbe essere esclusa la trascrizione nei registri immobiliari presso l’Agenzia del territorio ex D. Lgs. 30 luglio 1999 n. 300, ora confluita, da 2012 in avanti, nell’Agenzia delle Entrate, in quando il diritto sull’area cimiteriale non ne è soggetto) e debitamente depositato agli atti del comune.

Per altro, prima che le persone interessate ad accollarsi quest’obbligazione unilaterale a carattere patrimoniale procedano in questo senso, risulta del tutto opportuno (per non dire necessario) un approfondimento volto a verificare l’effettiva portata delle previsioni dello specifico Regolamento Comunale di polizia mortuaria.

Ragusa: nuovo sacrario militare al cimitero

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Sono iniziati presso il Cimitero di Ragusa Centro, nell’aria adiacente al settore 30, i lavori di realizzazione del Sacrario militare. Il progetto dell’opera redatto dall’ufficio tecnico comunale è stato approvato anche dal Ministero della Difesa – Dipartimento Onor Caduti – e comporterà una spesa di €80.000,00.
Il nuovo Sacrario militare che sorgerà su un’area estesa complessivamente 250 mq, verrà realizzato con strutture prefabbricate, avrà 70 cellette ossario e n. 8 loculi. I tempi previsti per la realizzazione dell’intervento, come da contratto, saranno 90 giorni.

Rovigo e Ferrara: verso vendita impresa funebre pubblica

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In un recente incontro tra Organizzazioni sindacali e direzione di ASM spa di Rovigo è stata ribadita dalla società pubblica la volontà di cedere ai privati la totalità delle quote dell’impresa pubblica di onoranze funebri.
Lo ha chiarito l’amministratore unico di ASM spa Alessandro Duò.
Una «svendita» commentano Davide Benazzo della Fp Cgil, Enrico Rigolin della Femca Cisl e Carlo Ronzino della Uiltec Uil che, in una nota congiunta, sottolineano la loro contrarietà al progetto di vendita.
E anche nella vicina Ferrara si stanno scaldando i motori per la cessione inizialmente della maggioranza delle quote della Amsef srl, controllata oggi al 100% dal Comune di Ferrara.
Effetti delle norme statali sulle cessioni delle partecipazioni pubbliche ritenute non essenziali.

Cimitero di Torino: visite guidate dopo l’orario di chiusura alla ricerca di percorsi mai fatti prima

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Il CAUS Centro Arti Umoristiche e Satiriche, proporre alla cittadinanza un nuovo Circuito culturale, artistico, poetico e scientifico, all’interno del Cimitero Generale di Torino. La particolarità dell’iniziativa, risiede nel fatto che la visita guidata si effettuerà dopo la chiusura serale al pubblico, martedì 20 giugno e giovedì 6 luglio.
Un percorso per scoprire la vita che va a dormire e quella che si risveglia, mentre le ombre della sera s’allungano sino a morire sui neri marmi delle sepolture. Nel Cimitero Monumentale, animali diurni e notturni si muovono e s’incrociano all’ora del crepuscolo, rispettosi gli uni degli altri, in un naturale scambio della guardia, sul territorio del maggiore camposanto subalpino. Immobili, freddi e imbiancati, restano invece gli animali scolpiti, che adornano le tombe di numerosissime inumazioni.
In questo meraviglioso zoo a cielo aperto, natura e arte, ogni sera, si sfidano in un duello senza vincitori, in perenne competizione tra simbolismo e superstizione, giorno e notte, vita e morte. Gatti neri, cornacchie, gufi, ragni, pipistrelli e falene, diventano padroni incontrastati della tenebre che si approssimano, mentre bruchi, mosche, lucertole, larve e esseri d’altra natura, rientrano nei loro rifugi, dopo una giornata d’intenso lavoro. Le quiete statue degli “altri animali”, silenziose e immobili, fanno perenne guardia all’aldilà, osservando l’alternarsi dei giorni e delle notti, in una dimensione senza tempo: scarabei, serpenti, rane, topi, farfalle testa di morto, cani, testuggini, api, uccelli di ogni sorta, mostri, draghi e altro oscuro bestiario.

Quando?: martedì 20 giugno e giovedì 6 luglio
Ritrovo davanti ingresso Principale di corso Novara alle 18.30/18.45
Durata due ore circa.
Ingresso gratuito
Necessaria prenotazione mail info@caus.it con i dati degli iscritti (nome, cognome, cellulare e mail)
Informazioni: 3396057369

C.A.U.S. – Centro Arti Umoristiche e Satiriche
e-mail: info@caus.it
web: http://www.caus.it

Messina valorizza il suo Gran Camposanto

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Oggi, 18 giugno 2017, è partito il programma di visite tematiche al Gran Camposanto, promosso dall’assessorato all’Ambiente e Nuovi Stili di Vita e dal Dipartimento Cimiteri, con la consulenza dell’esperto alla cultura Marcello Mento ed il coordinamento dell’arch. Teresa Altamore.
L’iniziativa avrà come guide d’eccezione professori universitari, storici dell’arte, ingegneri, architetti e fotografi che hanno studiato, scritto saggi e fotografato quello che unanimemente viene considerato uno dei più artistici e monumentali cimiteri d’Italia e d’Europa.
Il primo appuntamento vede la presenza del prof. Dario De Pasquale che ha trattato il tema de “I benefattori e le famiglie illustri della città di Messina”.
Gli incontri successivi, con giorno da definire, si svolgeranno a settembre, con “Famedio e Galleria monumentale”, a cura di Antonino Conti Nibali, Antonio Amato e Sergio Denaro; a ottobre, con “Dialogare fotografando”, di Luigi Spina e Valentina Messina, e “Viale delle confraternite fino al Cenobio”, di Mariella Caminiti; a novembre, “Statuaria artistica: Giovanni Scarfi’”, di Francesco Maggio, e “Le guerre e i suoi caduti”, di Luigi Giacobbe; a dicembre, con “Tra presente e Passato”, di Teresa Altamore e “Le vittime del 28 dicembre”.
Nel corso della visita del 28 dicembre si andrà alla ricerca delle sepolture dei tanti messinesi periti a causa del terremoto, ricordandoli con i racconti dei familiari.
Reading, momenti musicali ed ulteriori iniziative collaterali alle visite guidate saranno resi noti successivamente. La partecipazione è libera e gratuita, ma è comunque preferibile comunicarla via mail all’indirizzo aldiladiognidubbiome@gmail.com.
“Abbiamo voluto varare questo programma – spiega l’assessore ai Cimiteri, Daniele Ialacqua, – sulla spinta delle tante richieste pervenute da parte di moltissimi cittadini. Abbiamo scelto di affidarci a professionisti che illustreranno il cimitero dal punto di vista professionale, allo scopo di farlo conoscere ancora più a fondo da tutta la città, tenuto conto che si tratta di uno dei luoghi più belli e interessanti di Messina, un patrimonio da difendere e valorizzare al massimo. Io spero – continua Ialacqua – che saranno molti i giovani messinesi interessati a conoscere un pezzo importante della storia cittadina”

Il coro Note Blu si esibisce nella Messa soavi all’interno della manifestazione Corinfesta 2017

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L’Associazione Regionale Cori del Lazio (ARCL), organizza per i giorni 18, 19, 20 e 21 giugno, vari concerti da parte dei cori iscritti all’Associazione (circa 45 cori), nella Rassegna Corinfesta 2017, che rappresenta al meglio tutte le realtà musicali corali del territorio.
Gli eventi sono tutti ad ingresso libero con orario d’inizio alle ore 17,00 e fino alle ore 22,00. Ciascun coro si esibirà per circa 25 minuti.
LUOGO: Oratorio del Caravita – Via del Caravita, 7 – Roma
Il coro NOTE BLU, diretto da Marina Mungai si esibirà:
Domenica 18 giugno 2016 – h. 21,00 col Programma: “Dedicati a noi, offerti a voi”, composto dalla:
– MISSA SUAVIS di R. Risotto
A seguire, assieme al “Gruppo Vocale Enarmonie” verranno eseguiti:
– NINNA NINNA NONNA Elab. Giuseppe Mignemi –
– RONDINELLA Elab. Tiziano Albanese –
Il programma completo può essere consultato sul sito: www.arcl.it.

Sisma in Centro Italia: ANCI chiede a Governo sforzo supplementare

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I sindaci sono “preoccupati per ritardi e scarso coordinamento ricostruzione”. Con una “accorata lettera” al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, rivolge un appello per un incontro urgente, anche con i rappresentanti di ministeri e Regioni coinvolte: serve uno “sforzo corale” delle istituzioni, che devono dimostrarsi insieme tese all’obiettivo comune di dare “risposte immediate e operative” ai problemi delle comunità vittime del terremoto del Centro Italia.
Ci sono “ritardi nella realizzazione delle soluzioni abitative di emergenza e nella rimozione delle macerie” – scrive Decaro – in alcuni casi difetta “il coordinamento necessario per gestire situazioni inevitabilmente complesse” e “non aiuta non poter disporre di uffici regionali per la ricostruzione capaci di fornire riscontri in tempi certi”. Nel merito dei problemi è necessario dare ascolto alle “preoccupazioni dei sindaci, soprattutto marchigiani”.

Canicatti: il Comune avvia una verifica della situazione delle scadenze delle concessioni cimiteriali

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Il Comune di Canicattì ha avviato una serie di controlli sulle concessioni dei loculi al cimitero. Gli assessori al Bilancio e ai Servizi cimiteriali, Tommaso Vergopia e Massimo Muratore, hanno varato un piano di intervento per il ripristino delle regole e per consentire all’ente di incassare importanti risorse.
Le concessioni di loculi cimiteriali hanno durata di 25 anni e mai prima di ora il Comune si era preoccupato di controllare se, alla scadenza, erano state rinnovate. Adesso è stato affisso pure un manifesto per il cimitero col quale si comunica, fra le altre cose, che il mancato rinnovo “viene equiparato alla rinuncia” e che le salme sarebbero trasferite nell’ossario comunale per liberare il posto e metterlo a disposizione di chi vorrà una nuova concessione.

A Massa Lombarda si è aperto il cimitero alle visite dei cittadini

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Domenica 11 giugno a Massa Lombarda si è svolta la terza e ultima tappa – dopo Bagnacavallo e Lugo – di “Musei a Cielo Aperto” presso il locale cimitero monumentale, dall’aspetto gotico, unico nel suo genere. La rassegna ha visto complessivamente nei tre comuni la presenza di quasi 1.500 spettatori, di cui oltre 400 solo a Massa Lombarda.

Come da programma, durante la mattina i percorsi tematici degli studenti del Liceo Classico di Lugo, la visita guidata della prof.ssa Donatella Bezzi al Santuario della Beata Vergine della Consolazione, le musiche di Bach – con Antonio Cortesi al violoncello – e la lettura di poesie di Giacinto Ricci Signorini a cura di Daniela Solaroli; nel pomeriggio i momenti musicali dei “Camera Diletto” (Giacomo Sangiorgi, Chiara Pavesi e Massimo Piepoli) e del Coro “Ettore e Antonio Ricci”.

A conclusione, alle 21 presso la Sala del Carmine proiezione di spezzoni del film “J’accuse” di Abel Gance, al pianoforte Gian Marco Turchetti e la performance di Paola Contavalli “La Grande Guerra: i ragazzi del ‘99”.

Presente all’evento anche il Sindaco Daniele Bassi, il quale durante il suo saluto a nome dell’Amministrazione ha anticipato l’intenzione di volere pianificare interventi di pulizia e di piccoli restauri a lapidi e busti centenari proprio per preservare quello che rappresenta nel suo genere un gioiello della “Bassa” e di pensare ad azioni miranti a valorizzarlo e a fare conoscere Massa Lombarda attraverso la storia che si trova racchiusa fra quelle pietre e quei marmi.

Nuovo tempio crematorio di Firenze

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I lavori di costruzione del Nuovo Tempio Crematorio di Firenze – che verrà realizzato e gestito attraverso lo strumento del project financing da S.I.L.V.E. spa, assieme a So.Crem. di Firenze e a G.S.C. srl – sono iniziati da un paio di mesi.
Il progetto, per il quale sono stati stanziati oltre 11 milioni di euro, prevede la realizzazione di due linee di cremazione (con la predisposizione per la terza), una grande sala cerimonie, quattro sale espositive/commiato, sale di attesa e consegna ceneri, oltre ovviamente a depositi refrigerati e celle frigorifere per il deposito delle salme e dei resti mortali.
È altresì prevista la realizzazione di nicchie cinerarie, sepolcreti e cappelle di famiglia all’interno del Cimitero di Trespiano.
Il Nuovo tempio crematorio diventerà l’impianto di riferimento per le cremazioni dell’intera area fiorentina e zone limitrofe, agevolando il lavoro delle imprese funebri sia nella presa in carico del feretro, che nella consegna delle relative ceneri.

A Cervia si costruiscono loculi e ossarietti

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Il Comune di Cervia ha approvato i piani aziendali pluriennali di sviluppo di Azimut spa, la società pubblica che gestisce i servizi cimiteriali.
Verranno pertanto costruiti in tempi brevi 147 loculi e 24 ossari i cui costi previsti sono di circa 250.000 euro. Importo sostenuto interamente da Azimut.
Restano in capo all’amministrazione i soli costi delle opere di urbanizzazione, previsti in 22.000 euro. Entro l’estate partiranno i lavori.
“Come promesso in Consiglio comunale – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Natalino Giambi – inizia la realizzazione del piano pluriennale di ampliamenti e riorganizzazioni interne ai cimiteri. Si tratta di un primo stralcio di lavori pluriennali che alla fine consentiranno di rispondere ai bisogni di sepoltura per almeno i prossimi 15 anni e rimangono ancora altri spazi da poter utilizzare, anche per il costante aumento delle cremazioni. La Giunta ha dato mandato agli uffici tecnici di avviare anche le procedure per il recupero delle cappelline a piano terra per valutare un loro ampliamento o riutilizzo di quelle abbandonate”.

ASER Ravenna: un’impresa funebre che la cittadinanza sceglie e che fa utili sociali

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Riportiamo di seguito il comunicato informativo delle risultanze di bilancio di ASER Ravenna Onoranze funebri.

L’assemblea di Aser – l’azienda di onoranze funebri a controllo pubblico dei Comuni di Ravenna e Faenza, completamente partecipata da Ravenna Holding S.p.A. – ha recentemente approvato il bilancio 2016. L’esercizio chiuso al 31/12/2016 riporta un risultato positivo pari ad euro 263.853 e il valore della produzione è stato di 2 milioni 528 mila euro.

Particolarmente rilevante è stata la politica tariffaria perseguita nel corso dell’anno: il consiglio di amministrazione ha infatti deliberato di non procedere ad aumento dei prezzi di listino. Si è quindi confermato, nell’ottica della massima trasparenza, l’elevato livello dei servizi offerti a costi il più possibile contenuti per le famiglie, nell’ambito di una gestione societaria positiva, ma senza obiettivi di massimizzazione di tale positività.

Anche per i funerali di tipo sociale, cioè servizi con prestazioni predefinite per tipologia di sepoltura a prezzo calmierato, si è operato con lo stesso criterio, mantenendo cioè il costo del servizio inalterato rispetto all’esercizio precedente. Nel dettaglio, l’Agenzia di Ravenna ha realizzato 733 servizi cimiteriali e quella di Faenza 271, un dato in linea non tanto con il 2015 (anno nel quale il tasso di mortalità era stato particolarmente elevato) ma con quelli precedenti. Anche per questo motivo, i dati del bilancio di esercizio 2016 rilevano un andamento della gestione positivo, anche se in diminuzione rispetto all’anno precedente (nel quale il valore della produzione era stato di 2 milioni 708 mila euro). Il valore della produzione operativa presenta nel 2016 un decremento del 6,67% rispetto all’anno precedente, dovuto appunto alla diminuzione dei servizi prestati.

La società continua ad offrire servizi di elevata qualità, a prezzi che oggettivamente costituiscono un calmiere di mercato, e continua a prestare la propria attività a favore delle categorie sociali bisognose. Va aggiunto che, per rilevare il livello nella qualità dei servizi erogati, la società continua a monitorare il grado di soddisfazione dei clienti attraverso attività specifiche di customer satisfaction. Da tali analisi è emerso che sono stati compilati 835 questionari, corrispondenti all’83% dei servizi prestati. La media complessiva dei punteggi ottenuti è pari a 9,41: un soddisfacente risultato relativo alla soddisfazione della clientela sui servizi prestati.