Secondigliano: trasferimento d’urgenza di salme inumate a causa di cedimento del terreno

Il Comune di Napoli ha disposto con urgenza il trasferimento delle salme sepolte nel campo numero 1 del Cimitero di Secondigliano per importanti lavori di messa in sicurezza dell’area. Questo a causa di dissesto del terreno causato dall’infiltrazione di acque piovane.
Il campo di d’inumazione che si trova a destra e sinistra del viale d’ingresso nel nel cimitero della periferia nord di Napoli infatti, è oggetto di gravi cedimenti che – spiega il Comune nella delibera con la quale dispone con somma urgenza i lavori di manutenzione – possono essere causa di pericolo per l’incolumità dei visitatori. Per questo le salme che vi sono sepolte verranno spostate in altre fosse d’interro disponibili nello stesso cimitero.
L’Usl competente ha infatti dato parere positivo il trasferimento delle spoglie.
Le operazioni di traslazione delle salme sono regolate da un calendario già da inizio agosto e, per la particolare emergenza in atto, verranno ultimate anche se i parenti dei defunti non si presenteranno alla convocazione del Comune.

[Fun.News 2860] Il 16 settembre 2015 a Bologna gli stati generali dell’EFFS

E’ nella mattina del 16 settembre 2015 e poi nel pomeriggio dello stesso giorno che, a Bologna, si terrà, nell’ambito delle iniziative dell’International Funeral Industry Convention, il Board dell’EFFS e a seguire la Assemblea Generale della Associazione europea del settore funerario.
I membri della European Federation of Funeral Services (EFFS) saranno chiamati a discutere dei più rilevanti temi per il settore dei servizi funerari e cimiteriali e a rinnovare i propri vertici per il prossimo biennio.
EFFS nasce nel 1994 a Vienna e riunisce le principali associazioni di categoria e i membri privati di tutti i Paesi Europei.
La federazione e i suoi membri operano all’insegna di un totale rispetto della famiglia del defunto, dell’onestà e della qualità della professione, tanto da promuovere un codice etico, sottoscritto da tutti i membri.
EFFS ha visto recentemente alcune defezioni importanti, tra cui la Grecia e l’Inghilterra.

Alghero: avvertimento mafioso a impresario funebre

Macabro messaggio intimidatorio al titolare di una agenzia funebre di Alghero.
Ignoti hanno appeso una testa d’asino alla serranda dell’attività di pompe funebri di Giuseppe Cugusi con accanto una cartuccia di fucile.
L’imprenditore ha denunciato il fatto ai carabinieri perché ritenuta una vera e propria minaccia nei confronti del proprietario dell’agenzia di pompe funebri del quartiere della Pietraia.
Nella zona non ci sono nemmeno le telecamere private per la videosorveglianza.
Il titolare dell’agenzia avrebbe raccontato agli inquirenti di non avere nemici, e comunque non nemici tali da essere capaci di gesti estremi come questo.
Le indagini sono in corso.

[Fun.News 2859] Affidamento di servizi pubblici locali, pubblicata la legge 115/2015

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale (G.U. 3/8/2015 n. 178) la Legge 29 luglio 2015, n. 115 (Legge europea 2014) Tra le modifiche, entrate in vigore dal 18 agosto 2015 l’art. 8 che sostituisce il comma 22 dell’articolo 34 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. L’articolo 8 della legge 115/2015 introduce due modifiche a tale disciplina, al fine di risolvere la procedura di infrazione n. 2012/2050 nella quale è contestata allo Stato italiano la violazione del diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici e concessioni, derivante da affidamenti di servizi di igiene urbana da parte di alcuni comuni, nonché l’articolo 34, comma 22, del decreto-legge n. 179 del 2012 in materia di affidamento di servizi pubblici locali a società a partecipazione pubblica quotate in borsa o da queste controllate.

[Fun.News 2858] Morti e cremazioni del 2014

Le cremazioni effettuate in Italia nel corso del 2014 sono cresciute del 6,5% rispetto all’anno precedente, traducendosi in un aumento di 7.246 unità.
Nel 2014 si sono registrate a consuntivo 117.956 cremazioni di feretri, contro 110.710 del 2013.

In ciò ha influito considerevolmente il cambio di propensione dei cittadini, per lo più dovuto alla presenza di un maggior numero di impianti sul territorio ed anche la crisi economica, anche se la spinta al cambiamento accenna ad affievolirsi finché non saranno attivati ulteriori impianti.
L’ISTAT ha recentemente diffuso i dati sulla mortalità e popolazione 2014, anno in cui si sono registrati 598.364 decessi.
Quindi l’incidenza effettiva della cremazione sul totale delle sepolture, per l’anno 2014, è del 19,71%.
Analizzando il dato territoriale si può valutare che le regioni dove la cremazione è più sviluppata – in termini di rapporto percentuale delle cremazioni eseguite sul territorio rispetto al dato nazionale – sono:
Lombardia (24,8%), Piemonte (16,1%) ed Emilia Romagna (13,0%).
Le regioni che hanno visto la crescita percentuale maggiore nel 2014 rispetto al 2013 sono invece: Puglia (+22,1%), Sardegna (+20,9%) e Piemonte (+16,0%).
Incidono in queste variazioni soprattutto la messa in funzione o il fermo/rallentamento operativo di uno o più impianti e la scarsa numerosità dell’anno precedente. Le regioni che rispetto all’anno precedente hanno registrato una crescita numerica più elevata sono state: Piemonte (+2.618), Lombardia (+2.119) e Emilia Romagna (+1.591). Il ricorso alla cremazione continua ad avvenire soprattutto al Nord, che ha una maggiore presenza di impianti, ma anche al Centro. Roma, Milano e Genova si riconfermano, come negli anni precedenti, le città col maggior numero di cremazioni di cadaveri effettuate, rispettivamente con 10.096, 8.879, 5.580 (anche se è bene chiarire che si tratta di cremazioni svolte per un’area che spesso è almeno provinciale, se non ancor più estesa); a seguire, oltre le quattromila cremazioni, Livorno (4.255), Trecate (4.440) e Mantova (4.244). Le regioni in assoluto dove si crema di più sono quelle meglio dotate di impianti di cremazione, vale a dire la Lombardia con 29.286 cremazioni (12 impianti presenti), il Piemonte con 18.992 cremazioni (11 impianti presenti) e l’Emilia-Romagna con 15.384 cremazioni (9 impianti presenti).