Archivi Categoria: Cremazione

Iniziativa della So.Crem Bruzia per far conoscere l’impianto di cremazione di Carpanzano

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L’associazione di cremazione So.Crem. Bruzia ha promosso per la giornata di sabato 24 giugno 2017 una giornata dedicata alla conoscenza dell’impianto di cremazione di Carpanzano (nel cosentino, al quale sono invitati sindaci, dirigenti, funzionari, assessori, rappresentanti istituzionali.
L’obiettivo è far capire quali sono i vantaggi, non solo dal punto di vista strutturale ma anche ambientale, della cremazione dei defunti.
Il problema del sovraffollamento delle strutture cimiteriali infatti, è diventato gravoso per moltissimi comuni, e questa opportunità si rivolge a tutte le amministrazioni comunali della Regione.
L’intento è proprio quello di dimostrare come è possibile contenere l’espansione dei cimiteri grazie ad un maggiore ricorso alla pratica della cremazione.
Di questo argomento e dell’open day ha parlato ai microfoni di Rlb Radioattiva, il presidente dell’associazione So.Crem. Bruzia, Francesco Balsano.

Nuovo tempio crematorio di Firenze

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I lavori di costruzione del Nuovo Tempio Crematorio di Firenze – che verrà realizzato e gestito attraverso lo strumento del project financing da S.I.L.V.E. spa, assieme a So.Crem. di Firenze e a G.S.C. srl – sono iniziati da un paio di mesi.
Il progetto, per il quale sono stati stanziati oltre 11 milioni di euro, prevede la realizzazione di due linee di cremazione (con la predisposizione per la terza), una grande sala cerimonie, quattro sale espositive/commiato, sale di attesa e consegna ceneri, oltre ovviamente a depositi refrigerati e celle frigorifere per il deposito delle salme e dei resti mortali.
È altresì prevista la realizzazione di nicchie cinerarie, sepolcreti e cappelle di famiglia all’interno del Cimitero di Trespiano.
Il Nuovo tempio crematorio diventerà l’impianto di riferimento per le cremazioni dell’intera area fiorentina e zone limitrofe, agevolando il lavoro delle imprese funebri sia nella presa in carico del feretro, che nella consegna delle relative ceneri.

[Fun.News 3173] TAR LAzio: per Civitavecchia i NOCREM non legittimati a ricorrere contro provvediemnto del Comune

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Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sede di ROMA, sezione 2Q, con SENTENZA BREVE numero 201706495, ha definito inammissibile il ricorso presentato dal comitato Punton De Rocca e dal movimento In Nome del Popolo Inquinato, che avevano chiesto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della delibera di giunta del Comune di Civitavecchia del luglio 2016 con cui è stata approvata la progettazione definitiva, la costruzione e la gestione dell’impianto al Cimitero Nuovo.
Il Tar motiva la sentenza con il fatto che il comitato ed il movimento non erano titolati a presentare il ricorso.
"Non hanno addotto, neppure labialmente – si legge nella sentenza – alcun elemento a sostegno della propria legittimazione a ricorrere avverso l’impugnata delibera, anche dopo la specifica eccezione sollevata dall’amministrazione resistente con la memoria del 21 dicembre 2016".
Il testo della sentenza è reperibile nell’AREA SENTENZE del sito funerali.org
Nel frattempo si ha notizia che il comitato spontaneo di cittadini ha intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato.

[Fun.News 3172] Toscana: mozione di M5S in Consiglio regionale per la sospensiva ad installare nuovi crematori

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I consiglieri M5S della Regione Toscana hanno assunto l’iniziativa di chiedere formalmente al Consiglio regionale una moratoria sulla installazione di nuovi crematori nel territorio regionale finché non sia approvato il piano regionale di coordinamento dei crematori.
Secondo l’M5S "Il Piano di Indirizzo Territoriale della Regione aveva già chiarito che i nove forni crematori regionali sono sufficienti per esigenze della Toscana. Eppure in alcuni Comuni si avanzano proposte per nuovi impianti. Una richiesta irricevibile sul piano tecnico, visto anche che la Regione non ha ancora elaborato il nuovo Piano Regionale di coordinamento dei crematori. Una scelta consapevole, legata a doppio filo all’approvazione in Senato del DDL 1611 che prevede proprio il superamento della dimensione comunale per la gestione di questo servizio. Quindi se da un lato la domanda pare già soddisfatta dall’impiantistica attuale, dall’altro a breve arriverà anche la legittimazione normativa su questo assetto toscano”.
Questi i contenuti della mozione a prima firma Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S.
“Consapevoli di questo e consci del fatto che le cremazioni in Toscana sono ferme al 10,7%, risultato di molto al di sotto della media nazionale (16,3%), abbiamo chiesto e ottenuto un dibattito in aula su una proposta di buon senso legata al governo della questione: una moratoria sui nuovi impianti di cremazione almeno fino all’approvazione del Piano regionale di coordinamento che ancora latita."
Il testo della mozione è visionabile al LINK
In realtà mentre questa richiesta è una richiesta di accelerazione per la emanazione da parte della Regione del Piano di coordinamento regionale dei crematori, che non è esattamente quello che viene citato nella dichiarazione dei M5S. Ovvero il PIT, anche se di indirizzo generale, non può sostituire il piano specializzato per l’insdiamento dei crematori stabilito dalla L. 130/2001.
Infatti per la dislocazione dei crematori occorre una deliberazione del Consiglio regionale che deve tener conto sia della vicinanza degli impianti alla domanda dei cittadini, sia della coerenza ambientale che economica delle scelte.

Cremation and burial communication and education: Stratford 3-5 luglio 2017

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Riceviamo dalla Società inglese di cremazione e volentieri diamo notizia in Italia della loro annuale conferenza:

CREMATION AND BURIAL COMMUNICATION AND EDUCATION 2017

We are pleased to announce that the programme for this year’s CBCE has now been released and details are attached.

The programme is designed to meet the needs of all of those involved with the provision of Bereavement Services across the whole of the UK. This year’s event is going from strength to strength, providing the most up to date and relevant information to the sector. Top ranking officials from Government Departments will provide you with up to the minute progress reports on the key issues. Other various relevant presentations will ensure you are up to date with changes that impact upon your service.

WHY SHOULD YOU ATTEND?
Professional Development – The Cremation and Burial Communication and Education 2017 Event offers all attendees evidence of Continuous Professional Development, with certificates from the CPD Certification Service awarded to all attendees.

Connect – Network with industry-leading practitioners, share views with the most experienced service providers in the UK to learn from their insights and forge new partnerships.

Discover – Explore the most effective way of providing your service by seeing and discussing the most up to date technology and tools available within the sector.

Delegate’s Fee: £440 +VATIncludes: Two nights’ accommodation at the event including all meals, admittance to all working sessions and the exhibition, plus event documentation.

Day Delegate’s Fee: £160 +VATIncludes: Event documentation, admittance to all working sessions and the exhibition, buffet lunch and refreshments between working sessions.Excludes: Accommodation and dinner.

For more information and to enrol online go to http://www.cbce.org.uk

Stratford Manor, Warwick Road, Stratford-upon-Avon, CV37 0PY
Monday 3rd, Tuesday 4th & Wednesday 5th July 2017

[Fun.News 3171] Riforma servizi funerari AS1611: lenti passi avanti verso lo stop per fine legislatura

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E’ impantanata al Senato la riforma dei servizi funerari (AS1611 e abbinati).
Dopo la elaborazione di un testo unificato da parte della relatrice, Sen.ce Maturani, che ha reso sempre più tiepido (per non dire freddo) l’appoggio di molte associazioni di categoria del settore, l’iter si è fortemente rallentato, tanto da prevederne lo stop per fine legislatura.
Le ultime notizie sul DDL erano venute direttamente dalla relatrice al convegno di Caserta, organizzato da Sefit.
Poi è partita la ricerca dei pareri delle altre commissioni del Senato, che lentamente, stanno arrivando e alla spicciata.
Segno che il DDL, con il nuovo esecutivo Gentiloni, non ha più le spinte dei tempi in cui era premier Matteo Renzi.
Ultimo dei pareri quello di una delle commissioni più importanti (Bilancio) che di fatto ci vuol vedere chiaro su i costi indotti dal provvedimento.
Di seguito si riporta integralmente il testo del parere:

Legislatura 17ª – 5ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 717 del 28/03/2017
BILANCIO    (5ª)
MARTEDÌ 28 MARZO 2017
717ª Seduta (1ª pomeridiana)

(447) Maria RIZZOTTI.  –  Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri
(1611) VACCARI ed altri.  –  Disciplina delle attività funerarie
(2492) MANDELLI ed altri.  –  Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri

(Parere alla 12a Commissione sul testo unificato e sugli emendamenti. Esame del testo unificato e rinvio. Rinvio dell’esame degli emendamenti)

Il relatore SANTINI (PD) illustra il testo unificato dei disegni di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che il testo unificato elaborato dalla Commissione di merito si propone di rivedere e modificare l’intera materia relativa al settore funerario, sia in ordine ai compiti degli enti territoriali, sia degli organismi sanitari che operano sul territorio, sia degli operatori commerciali del settore. Occorre pertanto acquisire una relazione tecnica che renda evidente l’innovazione legislativa che il disegno di legge propone rispetto alla legislazione vigente al fine di poter individuare la corretta copertura degli oneri. In particolare, approfondimenti si rendono necessari in relazione agli articoli 3, comma 4, 6, 9, 10, comma 12 e seguenti, 15, 16, 18, 19 e 20. La relazione tecnica si rende altresì necessaria in quanto il provvedimento stabilisce oneri amministrativi sia in capo agli enti territoriali che all’Agenzia dell’entrate che dell’ISTAT rispetto ai quali appare necessario un approfondimento al fine di valutare il possibile impatto finanziario (articolo 21). Infine, il provvedimento prevede all’articolo 22 un aumento delle detrazioni fiscali, sia in termini di entità di quelle esistenti che di nuove detrazioni, per le quali non è prevista nessuna quantificazione dell’onere e  nessuna copertura finanziaria.
Il rappresentante del GOVERNO concorda con il relatore sulla necessità di disporre di una relazione tecnica unitaria in cui i diversi Ministeri competenti coinvolti forniscano tutti i chiarimenti necessari. Assicura, in ogni caso, l’impegno del Governo a fornire le delucidazioni richieste in tempi rapidi.
Il PRESIDENTE ricorda che il settore funerario è caratterizzato da un elevato livello di evasione fiscale e che pertanto eventuali interventi diretti a prevedere un aumento delle detrazioni fiscali potrebbero avere, nel lungo periodo, effetti virtuosi consentendo un recupero di gettito attualmente sottratto all’Erario. Resta il fatto che, allo stato attuale, sia necessaria una corretta quantificazione degli oneri e un’adeguata copertura, senza la quale il parere della Commissione bilancio non potrà che essere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

[Fun.News 3170] Aumenta l’incidenza delle gestioni private dei crematori italiani

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La Grande Crisi e la connessa serie di misure di contenimento della spesa pubblica hanno inciso sulla capacità gestionale cimiteriale e di cremazione italiana. Questo sia per la sempre minore disponibilità di finanziamenti per nuove opere pubbliche sia per i sostanziali blocchi di assunzione di personale per nuove attività (addirittura sono anni che non si riesce ad assumere nemmeno tutto il personale che va in pensione).
Il risultato è che la domanda di potenziamento della gestione esistente o anche la realizzazione di nuovi crematori è sempre più affidata a gestori privati, con lo strumento del project financing.
In base a nostre elaborazioni su dati SEFIT siamo in grado di stimare che la gestione pubblica (tra in economia diretta comunale e gestioni con SPA pubbliche) è attorno al 50% se misurata in termini di numerosità di cremazioni. Le società di cremazione (direttamente o a mezzo di società controllate) superano di poco il 15% del mercato, mentre il restante 35% del mercato è privato, quest’ultimo dominato dalla società Altair, vero leader del mercato italiano.

Cagliari: approvato il raddoppio della potenzialità del crematorio

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Approvata dal Comune di Cagliari la proposta per l’affidamento in concessione del servizio di gestione e conduzione dell’impianto di cremazione nel cimitero di San Michele, comprensivo di ammodernamento degli impianti tecnologici e della struttura mediante finanza di progetto.
Verrà quindi realizzato un secondo forno crematorio che affiancherà il forno esistente.
Verranno riorganizzati gli spazi interni dei locali per renderli più funzionali, accoglienti e riqualificare l’aspetto esterno dell’impianto. La gestione dell’impianto è prevista per 25 anni a fronte di un investimento quantificato in € 1.550.477,30 a totale carico del soggetto privato.
Sono previste a carico del concessionario anche la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto, l’ampliamento e rinnovo delle sale adiacenti ai forni, l’assunzione di 4 unità lavorative, le spese energetiche, di gestione e smaltimento rifiuti, rilevazione delle emissioni in atmosfera, pulizia, vigilanza e più in generale tutte le spese connesse al funzionamento della struttura.

Retromarcia del sindaco di Locorotondo per la realizzazione di crematorio in project financing

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Riportiamo la dichiarazione del Sindaco di Locorotondo (BA), a proposito della realizzazione di un crematorio in project finanzino in un cimitero di quel comune.
Il Sindaco cambia repentinamente idea, sull’onda della protesta del NOCREM.
Di seguito i passi più rilevanti di una nota per la stampa:
“Dopo giorni di serena riflessione e di confronto umile con diverse persone – dice il Sindaco – ho maturato una decisione. Tralascio le cattiverie dette e la distorsione della verità. La gente, la mia gente, la nostra gente non vuole il forno crematorio. Io non posso non tenere conto della volontà popolare anche se in minima parte. Pertanto, con grande senso di responsabilità e confermando di essere il sindaco di tutti ho presentato a mia firma un ordine del giorno che chiede al consiglio comunale di eliminare il forno dal progetto di ampliamento del cimitero comunale”.
Sulla proposta di modifica del project Finacing del cimitero presentata dal sindaco si legge che:
“tenuto conto dell’opinione pubblica contraria alla realizzazione del forno crematorio, sono profondamente convinto dei benefici e delle opportunità che l’ampliamento e la privatizzazione del cimitero comunale porterà all’intera comunità di Locorotondo fin da subito e negli anni a venire. Essendo fortissima la convinzione da parte mia che rappresentare tutto il paese è una missione quotidiana che comporta attenzione, riflessione, disponibilità e dialogo perseguendo la strada maestra che mi porta consapevolmente ad essere il sindaco di tutti, nel pieno senso di responsabilità che il mio ruolo mi impone chiedo all’intero consiglio comunale di esprimere la volontà di variare la proposta di project financing eliminando la realizzazione del forno crematorio che tanto preoccupa la cittadinanza”.

[Fun.News 3165] Nuovo comitato di Presidenza per la Federazione Italiana Cremazione

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Sabato 6 Maggio 2017 si è tenuta l’assemblea annuale della Federazione Italiana per la Cremazione (F.I.C.) nei locali del gruppo Abele Onlus presso la sala riunioni “Officina 8 Marzo” a Torino.
Erano rappresentate 36 delle 43 Socrem italiane, che hanno un complesso di 134.681 soci iscritti.
Dopo aver approvato il bilancio consuntivo al 31.12.2016 e la proposta di bilancio preventivo 2017, l’assemblea ha eletto l’ Ufficio di Presidenza per il mandato 2017-2020, così composto:
– Presidente: Mario Spadini (Presidente della Socrem di Pavia) che subentra a Franco Lapini (Presidente della Socrem di Firenze) ;
– Vicepresidente : Linda Natalini (Presidente dell’Associazione Viterbese per la Cremazione) che subentra a Giovanni M. Germanis (V.Presidente della Socrem di Milano);
– Segretario: Alice Spiga (Direttrice della Socrem di Bologna) che subentra a Giampaolo Berti (Presidente della Socrem di Livorno).
– Tesoriere: Giovanni Pollini (Presidente della Socrem di Torino), il quale è stato riconfermato.

Un rinnovo quasi totale della squadra al vertice di una Federazione che si sta confrontando con la crescita della cremazione a 2 cifre nel Nord e nel Centro Italia e che sempre più deve reinventare il proprio ruolo.

Partono i lavori per realizzare il crematorio a Foggia

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Parte la realizzazione del crematorio a Foggia. Il progetto per la costruzione del Tempio Crematorio del Comune di Foggia, lo colloca nel cimitero comunale, alla Via Sprecacenere in prossimità del nuovo ingresso posteriore.
La struttura – ha spiegato il presidente PFC (progetto finanza Capitanata), Giovanni Trisciuoglio – fornirà un nuovo servizio alla comunità foggiana e a tutti i Comuni siti in un ampio intorno della Città di Foggia, in linea con gli aggiornamenti normativi statali e regionali.
Venerdì 19 maggio 2017, alla presenza del sindaco di Foggia, Franco Landella, ha avuto luogo la cerimonia per la posa della prima pietra del nuovo stabile che, una volta realizzato, ospiterà il Tempio Crematorio.

[Fun.News 3161] In Austria un tribunale dichiara illegittimo il cimitero privato di ceneri

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E’ arrivato in Corte costituzionale a Vienna il caso di un imprenditore tirolese che progetta un cimitero privato ecosostenibile. Le ceneri dei defunti – così il progetto – vengono sepolte in urne biodegradabili sotto degli alberi.
Il "Friedpark", un gioco di parole di Friedhof (cimitero) e Park (parco), è stato però bocciato dal tribunale amministrativo di Innsbruck.
Secondo questa sentenza, la competenza per i cimiteri è esclusivamente dei Comuni, per garantire continuità nella gestione.
Per l’imprenditore, questo viola invece la Costituzione e per questo motivo si è rivolta alla Consulta a Vienna.
Vedremo come andrà a finire. Nel frattempo non si può dar corso all’iniziativa del Friedpark.

Quest’estate si prevede la operatività del crematorio di Carrara

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L’impianto di cremazione da Apuafarma nel perimetro del cimitero di Turgliano, a Carrara, è ormai completato.
I lavori per la realizzazione dell’area di sosta adiacente il sito devono ancora essere completati ma il forno crematorio vero e proprio è praticamente pronto.
Per la sua entrata in funzione si attende solo la conferenza dei servizi che si tiene in questi giorni e i collaudi di rito.
Si tratta di un nuovo servizio capace di soddisfare la crescente domanda di cremazioni che ha raggiunto ormai le 550-600 richieste all’anno.
Fino ad ora i carraresi erano stati costretti a lunghe e spesso costose trasferte per soddisfare le ultime volontà del caro estinto.
Con il nuovo impianto chi vorrà accedere a questa opzione potrà dunque risparmiare tempo e denaro.
Il comitato dei NO creo locali vuole limitare l’accesso all’impianto ai soli residenti del comune di Carrara e stabilire un numero massimo di 1000 cremazioni annue per l’impianto, decisione fatta propria dal consiglio comunale.
Altra parte di popolazione, tra cui i cremazionisti, invece sono a favore della estensione della operatività dell’impianto anche per i defunti della zona e non solo per i residenti a Carrara. E del resto perché non usufruire di un impianto moderno ed efficiente e in regola con i parametri previsti per le emissioni in atmosfera, dicono.

Come raccontare ai bambini la cremazione

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Riportiamo, ripresa dal sito della Socrem Bologna, una intervista fatta al Prof. Campione, su come raccontare ai bambini la cremazione.

Come raccontare ai bambini la cremazione
Pubblicato 7 febbraio 2017
Che cosa rispondere ai bambini quando ci pongono domande sulla cremazione? Esistono delle regole da seguire? Dipende dall’età del bambino? Ne parliamo con il Prof. Francesco Campione.

Intervista di Alice Spiga, direttrice SO.CREM Bologna, al Prof. Francesco Campione, tanatologo, Presidente dell’Associazione Rivivere e autore del libro La domanda che vola – Educare i bambini alla morte e al lutto.

FL’idea di questa intervista è nata un giorno di metà novembre quando, uscendo dal Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna, mi è capitato di superare una famiglia che, vestita a lutto, si dirigeva verso una macchina parcheggiata.

La madre teneva per mano un bambino che avrà avuto circa 8 anni. Il padre camminava accanto a loro, guardando per terra. Nel passare loro accanto, ho sentito la madre affermare: «Che cosa ne dici? Io vado a casa con il bambino. Non mi sembra il caso di portarlo al… crematorio».

Più dell’indecisione se portare o meno il figlio al polo crematorio, il dato che maggiormente mi ha colpito è stato che la madre abbia fatto una pausa prima di dire “crematorio” e che, nel nominarlo, abbia anche abbassato il tono della voce, come se si trattasse di una brutta parola che il bambino non doveva sentire.

Non so che cosa abbia risposto il padre – io ho proseguito per la mia strada, che non coincideva con la loro – però nei giorni seguenti non ho potuto fare a meno di ripensare a quel momento, mettendomi nei panni di quella madre che aveva il timore di dire ad alta voce, davanti al figlio, la parola “crematorio”.

Aveva fatto bene ad abbassare il tono della voce? È giusto o sbagliato evitare di portare i bambini al polo crematorio? E se iniziano a porci domande sulla cremazione, cosa possiamo rispondere ai nostri figli? Dipende anche dalla loro età oppure no?

Per trovare risposta a questi dubbi, che sono certa non siano solo miei, ho deciso di contattare il Prof. Francesco Campione, che è stato così gentile da rispondere ad alcune domande sul macro-tema “Come raccontare la cremazione ai bambini”.

Naturalmente, ho raccontato anche al Prof. Campione la piccola vicenda della quale ero stata testimone, così da introdurre il tema al centro di questa intervista.

«La prima domanda che potremmo porci, nell’analizzare la scena cui lei ha casualmente assistito, – esordisce il prof. Campione – è per quale motivo la madre abbassi la voce nel nominare il crematorio. Dietro l’abbassamento del tono ci sono infatti tre tabù principali, molto diffusi nella società italiana contemporanea:

Il tabù della morte, per cui evitiamo del tutto di parlare di morte con i bambini perché siamo convinti che la morte non debba avere nulla a che fare con loro, che debbano essere preservati e tenuti all’oscuro finché non riteniamo che possano sopportare l’esistenza della morte.
Il tabù del funerale, per cui talvolta abbiamo talmente paura che la partecipazione a un funerale possa traumatizzarli che scegliamo per loro di tenerli a casa, senza coinvolgerli nella decisione se partecipare oppure no (anche perché spesso non sappiamo nemmeno come spiegargli che cosa sia un funerale).
Il tabù del destino del corpo dopo la morte. È in questo tabù che risiede la cremazione, insieme al polo crematorio e alle altre forme di trattamento del cadavere: tumulazione e sepoltura.
«Questo terzo tabù è quello più difficile da infrangere perché, anche se i genitori cercano di tenere i propri figli lontani dalla morte e dai funerali, prima o poi inevitabilmente ne verranno in contatto e i genitori saranno costretti a rispondere alle loro domande, infrangendo il tabù.

«La cremazione e il polo crematorio risiedono invece in una zona d’ombra ancora più fitta: il cadavere non si vede, le ceneri potrebbero anche non destare alcuna curiosità, quindi sarà molto più difficile che il bambino ponga delle domande, e i genitori potrebbero anche non parlare mai con i loro figli del destino del corpo dopo la morte.»

E se il bambino dovesse cominciare, per un motivo o per un altro, a porre delle domande sulla cremazione? Che cosa dovrebbe rispondere un genitore?

«Le risposte sulla cremazione dipendono da un primo fattore fondamentale: l’età del bambino. Secondo le tappe evolutive del concetto di morte (1) che la ricerca psicologica ha individuato allo stato attuale, i bambini:

Fino ai 3 anni sono convinti che la morte sia un evento reversibile e non universale del quale tende a non comprenderne le cause.
Tra i 4 e i 6 anni comprendono che la morte è irreversibile e universale, ma la causa può essere anche non naturale o biologica (ad esempio una magia o una volontà cattiva).
Tra i 6 e i 9 anni comprendono che la morte è una cessazione irreversibile delle funzioni vitali, che avviene per ragioni biologiche, che è universale e che riguarda anche loro.
«Sarebbe quindi meglio evitare di spiegare che cos’è realmente la cremazione a un bambino di tre anni. Allo stesso tempo però, visto che è convinto che la morte sia un evento reversibile, si potrebbe raccontare che il corpo con la cremazione diventa fumo, che diventa solido e si ricompone in aria.

«In questo modo, tra l’altro, si offrirebbe una risposta in linea con il pensiero magico che, per un bambino della sua età, circonda completamente il concetto della morte.»

E quando il bambino ha tra i 4 e i 6 anni? Come si potrebbe raccontare la cremazione?

«In questa fase il bambino sa che la morte è un processo irreversibile, che dalla morte non si torna, però crede ancora che possa essere il risultato di forme magiche e maligne. Qui il terreno è fertile per raccontare la cremazione, sempre però in termini magico/fiabeschi. Ad esempio si potrebbe dire che il fuoco serve a scacciare gli spiriti maligni e a purificare il corpo morto.

«Quando, infine (tra i 6 e i 9 anni), il bambino sa che la morte è un’interruzione delle funzioni vitali, che il corpo diventa un cadavere destinato a decomporsi e a tornare ai suoi elementi base, allora sì, gli si può spiegare che la cremazione serve a bruciare il corpo, accelerando questo processo naturale.»

Da una certa età in avanti, ritiene quindi che i bambini dovrebbero essere educati anche al destino del corpo dopo la morte?

«Qualsiasi cosa si decida di dire ai propri figli (che il corpo muore e si decompone o che un giorno ci sarà una resurrezione), è importante che, da una certa età in poi, sappiano che il cadavere può essere sepolto, tumulato oppure cremato. Ritengo infatti che, per essere un buon cittadino, non sia sufficiente l’educazione civica.

«Molti pregiudizi sociali nascono perché l’educazione ricevuta in famiglia è univoca, spesso per insicurezza dei genitori o per paura che, se i bambini sentono opinioni diverse, possano esserne “corrotti”, finendo per intraprendere strade diverse. Bisognerebbe invece dire prima i fatti e poi quello che si pensa.

«Ad esempio: “In Italia si può scegliere se essere sepolti, inumati o cremati. Io penso sia meglio questo, per questo e questo motivo, ma tu potrai scegliere quello che preferisci, perché il corpo è tuo”. In questo modo porteremo i nostri figli a scegliere consapevolmente della loro morte come scelgono consapevolmente della loro vita».

Per quanto riguarda, infine, le istituzioni? Le scuole, ad esempio, ritiene sarebbe utile coinvolgerle per portare i bambini in visita al cimitero o al Polo Crematorio?

«Non credo che il nostro Paese sia maturo per iniziative di questo genere perché, nel nostro contesto culturale, ci sono i genitori che vogliono che i figli sappiano tutto sulla morte, difendendo il loro “diritto alla verità” anche su questo tema, e quelli che invece vogliono tenerli all’oscuro, inventando “favole” che possano rassicurare i bambini, “preservandoli” dalla verità traumatizzante della morte.

«Ora, premesso che, a mio avviso, nella società odierna né le favole né il realismo dei fatti possono funzionare se si propongono separatamente, in questo contesto mi preme sottolineare che, se una scuola volesse organizzare una visita a un cimitero, immediatamente si formerebbero due fazioni: i genitori contrari perché convinti che questo traumatizzerebbe i loro bambini, e quelli che si lamenterebbero perché di visite come queste bisognerebbe proporne molte di più, finendo per bloccare ogni iniziativa».



Note

(1) Francesco Campione, La Domanda che vola – Educare i bambini alla morte e al lutto, ed. Dehoniane, Bologna, 2012, pagg. 26-27

Trasporto plurimo dolenti da impresa funebre: occorre essere noleggiatori di auto con conducente

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Nell’ambito delle attività di contrasto agli abusi ed alle irregolarità ai danni dei turisti da parte di tassisti e noleggiatori non autorizzati nella zona dell’aeroporto, personale della unità operativa aeroportuale della Polizia municipale, ha controllato a Napoli più di trecento veicoli tra cui taxi, noleggio con conducente e bus turistici contestando violazioni ad otto tassisti con contestuale segnalazione al corso pubblico e dieci noleggiatori abusivi con conseguente ritiro della carta di circolazione e fermo amministrativo, in quanto i veicoli non erano destinati a tale uso.
Durante i controlli gli agenti hanno fermato una vettura con autista di una impresa di pompe funebri che, dietro compenso, trasportava familiari di persone defunte presso il luogo dove avveniva la cremazione: un servizio di noleggio vero e proprio, non autorizzato.
Ovvia la multa.

A Roma è necessario ampliare cimiteri e potenziare l’offerta di cremazione

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A fronte dei 30 mila decessi che avvengono ogni anno nella Capitale si rendono necessari degli ampliamenti strutturali negli 11 cimiteri di Roma gestiti da Ama Spa.
Il primo ampliamento interesserà il cimitero Laurentino, ormai saturo.
La proposta, presentata il 27 gennaio 2017 all’amministrazione Capitolina, prevede l’ampliamento del cimitero di 35 ettari, raggiungibile espropriando 15 ettari di aree limitrofe.
Ma anche nel cimitero monumentale del Verano si stanno pianificando attività idonee a creare nuovi spazi. La soluzione è stata trovata con la vendita di 1000 nuovi loculi che porteranno nelle casse del Comune introiti capaci di coprire le ingenti spese di gestione e manutenzione cimiteriale romane.
Manca solo la decisione della gIunta Capitolina per dare il via all’operazione.
Ma anche il crematorio ha necessità di amplaimento.
Nei tre cimiteri più grandi di Roma per il 2019 è stato progettato di aggiungere tre linee di cremazione a Flaminio, dove ne sono già presenti sei, e altre due a Laurentino.
Sono da ultimo state acquistate da Ama Spa 800 nuove celle frigorifere per far fronte a un contratto di servizio che registra 7 mila cremazioni l’anno di cui Ama ne gestisce invece 15 mila l’anno.

Altro project financing per costruire un crematorio che rischia di bloccarsi per le proteste cittadine

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Cittadini contro il forno crematorio a Casciana Terme Lari (Pisa). E’ un altro episodio della insofferenza alla costruzione di nuovi crematori. Insofferenza alimentata da timori di chissà quale inquinamento e con esponenti politici che, è il caso di dire, soffiano sul fuoco!
La protesta usa i social network per alimentarsi e diversi abitanti di Lavaiano, la frazione interessata dal progetto di realizzazione del crematorio, si sono organizzati contro il progetto dell’amministrazione comunale.
La protesta montante ha già ottenuto un grosso risultato, visto che sono state raccolte e depositare 1.037 firme contrarie, poste in calce ad una petizione al Comune.
Ed è il Comitato del No che si fa sentire sulla stampa locale:
«Avevamo tempi stretti – dicono dal comitato – Trenta giorni per presentare la petizione. Perché il Comune sta predisponendo la gara».
I cittadini avrebbero voluto parlare di nuovo col sindaco, ma non è stato possibile.
«È stato contattato per telefono – aggiungono dal comitato – ma ha risposto che, dopo l’assemblea pubblica di qualche settimana fa, non è più possibile incontrarlo».
L’Amministrazione comunale, nel frattempo, sta lavorando per l’assegnazione della gestione degli undici cimiteri comunali a un privato, al quale sarebbe anche permesso di costruire un forno crematorio.

Varese: successo per il concorso di idee per realizzare il giardino del ricordo nel cimitero

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Sono ben 44 i progetti giunti entro la metà di marzo 2017 alla sede della Socrem di Varese su come sistemare il locale giardino del ricordo in cimitero.
«E viste le visite al nostro sito web e la documentazione scaricata, è facile immaginare che si tratti di professionisti di diverse città italiane che hanno aderito al bando», dice il presidente della Socrem Ivo Bressan.
I prossimi passi stanno i seguenti:
nominare la commissione giudicatrice (che sarà costituita da tre componenti effettivi, due della Socrem e uno del Comune e da due supplenti) e procedere con la scelta dei tre migliori progetti (ai loro autori verrà consegnato un premio di 5.000, 3.000 e 2.000 euro).
I progetti migliori verranno dunque consegnati al Comune, regalati dalla Socrem.
«La Socrem auspica che l’amministrazione comunale trovi le risorse economiche per la realizzazione del giardino delle rimembranze – dice Bressan – per il quale è stato ipotizzato un costo massimo dell’opera di 300.000 euro».
Il Giardino del ricordo verrebbe costruito a Belforte, in un’area adiacente al cimitero già esistente: 4.000 metri quadrati, una struttura dove effettuare la dispersione attraverso l’elemento acqua e l’elemento terra. Un’area con panchine, con alberi e prato verde dove parenti e amici potranno recarsi per ricordare il proprio caro scomparso.

Vescovo scrive una lettera aperta a Parroci e operatori del settore funerario

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Lo scorso 20 marzo 2017 il Vescovo di Nocera Inferiore-Sarno Monsignor Giuseppe Giudice, ha inviato una lettera agli addetti alle opere funerarie, agli incaricati di polizia mortuaria e ai parroci in merito alla cremazione e alla sepoltura dei defunti.
Di seguito riportiamo il testo integrale del documento:
«Carissimi,
quale pastore di questa Chiesa locale mi rivolgo anzitutto a voi che vi adoperate ad esercitare una delle opere di misericordia corporali più delicate: seppellire i defunti. Il contatto con le famiglie in lutto e la mediazione spesso operata con i sacerdoti e le comunità religiose vi pongono al centro di una particolare attenzione da parte mia, soprattutto nel tempo in cui viviamo, ed è mio compito fare chiarezza su alcuni aspetti circa la cura dei defunti e delle loro famiglie. Come sapete con l’Istruzione Piam et constantem del 5 luglio 1963, l’allora Sant’Uffizio ha stabilito che «sia fedelmente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri dei fedeli», aggiungendo però che la cremazione non è «di per sé contraria alla religione cristiana» e che non siano più negati i sacramenti e le esequie a coloro che abbiano chiesto di farsi cremare, a condizione che tale scelta non sia voluta «come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario, o per odio contro la religione cattolica e la Chiesa». Questo cambiamento della disciplina ecclesiastica è stato poi recepito nel Codice di Diritto Canonico (1983) e nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (1990). Nel frattempo la pratica della cremazione si è notevolmente diffusa in non poche Nazioni, ma nel contempo si sono diffuse anche nuove idee in contrasto con la fede della Chiesa. Pertanto è bene che io ribadisca a voi, che ci aiuterete, sono certo, a chiarire le idee alle famiglie con cui entrate in contatto al momento di dovervi prendere cura dei loro cari defunti. Mi permetto ivi di ribadire alcuni principi e norme circa l’uso della cremazione e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione. Il primo elemento da considerare è che la Chiesa, per motivi dottrinali e pastorali, continua a preferire la sepoltura dei defunti e il rispetto del corpo mortale degli stessi che come la Liturgia ci ricorda è tempio dello Spirito del Signore. La Chiesa continuerà a consigliare in via preferenziale la tumulazione del corpo del defunto nel cimitero o in altro luogo sacro e si chiede ai cristiani di continuare in questa pia pratica. L’inumazione è la forma più idonea per esprimere la fede e la
speranza nella risurrezione corporale. In tal senso la Chiesa non può permettere atteggiamenti e riti che coinvolgono concezioni errate della morte, ritenuta sia come l’annullamento definitivo della persona, sia come il momento della sua fusione con la Madre natura o con l’universo, sia come una tappa nel processo della re–incarnazione, sia come la liberazione definitiva della “prigione” del corpo. Infine, la sepoltura dei corpi dei fedeli defunti nei cimiteri o in altri luoghi sacri favorisce il ricordo e la preghiera per i defunti da parte dei familiari e di tutta la comunità cristiana. Un secondo elemento riguarda invece proprio la cremazione. Laddove ragioni di tipo igienico, economico o sociale portino a scegliere la cremazione, scelta che non deve essere contraria alla volontà del fedele defunto, la Chiesa non ha motivi dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l’oggettiva negazione della dottrina cristiana sull’immortalità
dell’anima e la risurrezione dei corpi. Essa tuttavia non deve essere richiesta in contraddizione ai principi della Chiesa e in opposizione alla fede sulla resurrezione. Un terzo elemento riguarda il vostro specifico servizio. Vi chiedo fraternamente di informare i parroci tempestivamente della scelta della cremazione da parte dei fedeli o delle loro famiglie,
affinché gli stessi predispongano i riti liturgici in maniera adeguata a questa scelta, così come prevede l’appendice al nuovo rito delle Esequie in vigore presso la Chiesa italiana. Si chiarisca però alle famiglie che qualora per motivazioni legittime venga fatta la scelta della cremazione del cadavere, le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nel cimitero o, se è il caso, in una chiesa o in un’area appositamente dedicata a tale scopo dalla competente autorità ecclesiastica. In nessun caso la Chiesa potrà autorizzare la dispersione delle ceneri o la conservazione delle stesse in luoghi o abitazioni private (benché la legge civile dello Stato consenta entrambe queste possibilità) e meno che meno la creazione di gioielli o monili o altri oggetti dalle ceneri del defunto. Aiutateci a far capire che la scelta della cremazione non deve andare in contrasto con il rispetto per le spoglie mortali del defunto e con la possibilità che esse “riposino” in un luogo sacro pensato appositamente fino alla resurrezione, così come insegna la dottrina. La conservazione delle ceneri in un luogo sacro, inoltre, riduce il rischio di sottrarre i defunti alla preghiera e al ricordo dei parenti e della comunità cristiana. In tal modo, inoltre, si evita la possibilità di dimenticanze e mancanze di rispetto, che possono avvenire soprattutto una volta passata la prima generazione, nonché pratiche sconvenienti o superstiziose. Va assolutamente scoraggiata in tal senso l’uso di dividere le ceneri tra i familiari ancora viventi, che ancor più espone al rischio della dispersione o mancanza di rispetto per il defunto. Mi permetto, infine ricordare, che il mancato rispetto di tali indicazioni può, in casi estremi, portare, da parte dell’autorità ecclesiastica, a un diniego alla celebrazione delle esequie cristiane».