07/04/2020 17:39 da necroforo
    X Lucia, ...ma “non prevede” nel senso di vietare espressamente o più semplicemente non contempla la fattispecie, perchè proprio non l’annovera nella sua casistica, senza,...
    07/04/2020 17:15 da Redazione
    x Matteo: la circolare 11285/20 del Min. salute ha chiaramente indicato che i cimiteri vanno chiusi al pubblico (ma ciò deriva già dal provvedimento generale...
    07/04/2020 17:10 da Carlo
    X Matteo, il parere, pro veritate, che le confido è questo, articolato nel seguenti punti: molte parti della prefata circolare del Ministero della Salute nr....
    07/04/2020 15:11 da Redazione
    x Piero, ogni fratello può scaricare in proporzione a quanto paga. Se, ad es. la fattura è di 3.000 euro, e ognuno paga 1000 euro,...
    07/04/2020 14:01 da Lucia
    Buongiorno vorrei sapere come procedere alla richiesta di sepoltura delle ceneri di mia madre, in apposita cassettina, nella stessa tomba di mio padre. Il regolamento...
    07/04/2020 13:21 da Piero
    Buongiorno siamo tre fratelli quanto riusciamo a scaricare ciascuno di noi dai 1550€? Grazie cordiali saluti
    07/04/2020 12:54 da Matteo
    In riferimento alla recente circolare del Ministero della Salute nr. 11285 del 01/04/2020 ed in particolare al paragrafo "G.CIMITERI" punto 1 che cita testualmente: I...
    06/04/2020 14:02 da Inestumulabilità contrattuale di un feretro: possibili rimedi e limiti d’intervento. – funerali.org
    […] nello stesso sepolcro si può tentare quanto meno la riduzione del defunto (in cassetta ossario, contenitore per resti mortali , detto anche “sogliola” o...
    02/04/2020 23:25 da Carlo
    X Mauro, bel ginepraio, questa congerie di norme di vario grado e specialità entro cui districarsi, ‘nevvero? Opinione personalissima: è il solito problema, per altro...
    02/04/2020 20:07 da Carlo
    X Daniela (da un Comune in Provincia di Roma Capitale) La Circ. Min. Salute de quo deve esser letta in combinato disposto con il regolamento...
    02/04/2020 19:25 da mauro
    buonasera. almeno per me esiste un problema. opero in provincia di caserta dove per i defunti colpiti da coronavirus vige sia l'art.18 del dpr 285/90...
    02/04/2020 17:49 da Modena: priorità d’accesso al servizio di cremazione. – funerali.org
    […] Comune di Modena, attesa l’ordinanza n.665 del 25 marzo 2020, emanata dalla Protezione Civile (art. 4 comma 2) e preso atto della […]
    02/04/2020 09:18 da Daniela Virciglio
    Buongiorno, ho letto la nuova circolare del Ministero della salute, in particolare il punto G comma 3: 3. Le esecuzioni di esumazioni ed estumulazioni ordinarie...
    01/04/2020 19:05 da necroforo
    X Maria-Teresa, riporto uno stralcio di un possibile regolamento tipo di polizia mortuaria riguardo all'istituto del subentro. In questo caso si è optato per lo...
    01/04/2020 17:49 da Maria Teresa
    Grazie, davvero gentile, sintesi: Il Comune ha fatto un cattivo regolamento, il gestore lo ha ereditato e non ha titolo a riunire un nuovo consiglio...
    01/04/2020 14:06 da Carlo
    X Maria-Teresa, un buon regolamento municipale di polizia mortuaria dovrebbe creare percorsi amministrativi per cercare soluzioni ai problemi di gestione cimiteriale, stando a quanto mi...
    31/03/2020 19:13 da Maria Teresa
    Buongiorno e grazie per la disponibilità e pazienza con cui seguite i miei quesiti. Ho letto attentamente il regolamento del Comune di V.. , acuì...
    31/03/2020 15:19 da Carlo
    X Michele, se l’urna è costituita solo dal bussolotto infrangibile e sigillato all’esterno, compreso quale sistema di raccolta ceneri nella tariffa di cremazione di cui...
    31/03/2020 07:43 da Michele
    Salve, dovrei far sostituire l'urna di mia madre, quindi andare dal mio comune a quello dove è stata cremata, a quale ufficio comunale devo rivolgermi?
    30/03/2020 16:20 da Carlo
    X Manuel, eppure mi sembrava di aver già detto tutto nel precedente post...allora bisogna giuocare di fino, in punta di diritto, ma qui ci vorrebbe...
    30/03/2020 15:23 da Manuel
    Buongiorno. Ho recuperato la concessione perenne in originale (del 1969) stipulata tra il comune e mio nonno. E' relativa a due colombari. Così è scritto:...
    30/03/2020 12:05 da necroforo
    X Maria-Teresa, provi Lei a scartabellare nel regolamento municipale del Suo Comune, alla voce: "SUBENTRO", e magari citi gli articoli "incriminati" come appendice al Suo...
    29/03/2020 10:07 da Sabrina Visentini
    Mai avuto risposte così complete volte a fugare i dubbi e non a crearne altri. La ringrazio ancora e mi complimento
    28/03/2020 19:30 da Maria Teresa Roda
    quindi, pensate di poter rispondere alla mail in cui mi è stata notificata la stessa risposta (19 marzo) che vedo qui, firmata dal signor Carlo...
    28/03/2020 19:22 da Redazione
    X Maria Teresa Non si può usare questo sito per invio di allegati
    28/03/2020 19:21 da Redazione
    X Domenico No le spese di esumazione o estumulazione non sono detraibili
    28/03/2020 19:19 da Maria Teresa Roda
    Buongiorno, ancora un grazie per la risposta a cui avevo, credo erroneamente replicato, via mail anche perché qui non so come inviare allegati. Torno con...
    28/03/2020 19:08 da domenico
    buona sera desidero sapere se le spese per lo spurgo di una salma sono detraibili.
    27/03/2020 17:14 da Carlo
    X Sabrina, 1) l’emergenza COVID-19 sta facendo emergere tutte le criticità di una L. 30 marzo 2001 n. 130 applicata in malo modo dalle Regioni,...
    27/03/2020 15:38 da Sabrina Visentini
    Vi ringrazio per la celere, competente e gratuita risposta. Non è facile da trovare. Condivido con voi una, secondo me, buona prassi che sto adottando....
    27/03/2020 13:47 da Matteo
    In considerazione della situazione di totale emergenza, voglio portare a conoscenza, qualora possa essere di spunto per altri enti, che la Direzione Cimiteriale del Comune...
    27/03/2020 11:03 da COVID-19 : Indicazioni operative per personale necroforo in cimitero (parte II) – funerali.org
    […] un precedente articolo abbiamo esaminato alcune procedure su trasporto funebre e relativo confezionamento del […]
    26/03/2020 20:45 da necroforo
    X Beppe, i passaggi burocratici sono i seguenti: Poiché la Lombardia applica in toto la Legge 30 marzo 2001 n. 130, in materia di cremazione,...
    26/03/2020 18:22 da Beppe
    Buonasera, abito in provincia di Bergamo e poiché sono state bloccate le cremazioni a mia zia deceduta chiusa in bara con zinco, è stato assegnato...
    26/03/2020 07:53 da Eughenes
    in un momento di Coronavirus i costi dovrebbero essere solo politici e tutto compreso e questo per dare luogo ad oiniziative che smembrino la casta...
    25/03/2020 17:09 da Simone
    Mi scuso per la risposta molto nervosa ma già vedere una persona cara morire sotto i propri occhi per giunta in casa non è cosa...
    25/03/2020 16:44 da necroforo
    X Simone, tranquillo: la Legge italiana (D.Lgs. 2 gennaio 2018, n.1) non impone mai la cremazione d'ufficio per i defunti. La cremazione, infatti, è istituto...
    25/03/2020 15:45 da COVID-19 : Indicazioni operative per personale necroforo sul confezionamento del feretro (parte I) – funerali.org
    […] per i tragitti verso il crematorio e per il deposito temporaneo in camera mortuaria, in attesa di cremazione e se il feretro è predisposto...
    25/03/2020 15:42 da Redazione
    Si applicano i protocolli di sicurezza quando non si può escludere la presenza del covid-19. Se la struttura sanitaria lo esclude non c’è alcun problema....
    25/03/2020 14:38 da Simone
    Grazie mille per la risposta ma trovo tutto questo davvero pazzesco ! Mia nonna sta morendo per problemi cardiocircolatori , dimessa da un ospedale dove...
    25/03/2020 11:38 da Carlo
    X Sabrina, Giusta la circolare del Ministero della Salute del 30.05.2016 n. 14991 i principi di cui all'art. 3 della L. n. 130/2001 sono suscettibili...
    25/03/2020 11:15 da necroforo
    X Simone, Tutte le risposte alle Sue domande si trovano, in sintesi, a questo link:https://www.funerali.org/pratica-funebre/sefit-come-gestire-le-salme-infette-da-covit-19-53417.html. Anche la Regione Lazio ha emanato un proprio specifico protocollo...
    25/03/2020 09:18 da Redazione
    x Bianca, la Prefettura di Bergamo ha chiesto a molti crematori del Nord Italia la disponibilità a portare rilevanti quantità di feretri in cremazione, con...
    25/03/2020 08:20 da Sabrina Visentini
    Buongiorno, nell'articolo viene nominato l'Ufficiale di Stato Civile. Immagino lo si faccia in riferimento alla competenza ad autorizzare la cremazione. Per il trasporto infatti è...
    25/03/2020 02:04 da Bianca
    Salve, Avrei una domanda.... Perché tutti questi defunti che provengono da Bergamo vengono portati a bologna, Ferrara o comunque in questa regione? Ci sono città...
    24/03/2020 20:11 da Simone
    Buonasera , scrivo dal Lazio, Roma
    24/03/2020 18:26 da necroforo
    X LILIANA, Germania ed Italia aderiscono entrambe alla Convenzione internazionale di Berlino del 10/02/1937 sui trasporti mortuari, che non si applica alle ceneri, così il...
    24/03/2020 18:09 da necroforo
    X Simone, mi dica da quale Regione Lei scriva, così potrò davvero aiutarLa davvero.
    24/03/2020 16:54 da Redazione
    x Siria Si può intestarsi la fattura. Da pochi anni chiunque paghi un funerale ha diritto, nel limite di 1550 euro a calcolare la detrazione...
    24/03/2020 16:37 da COVID 19: in quale ordine di precedenza procedere alla sepoltura? – funerali.org
    […] Bara […]
    »»

Commenti

Cremazione — 32 commenti

  1. Buon pomeriggio. La concessione loculo dove è stata tumulata mia madre (decesso minore di 10 anni, concessione trentennale acquistata quando ancora in vita) è scaduta. Era mia intenzione spostare la salma nel loculo di mio nonno (deceduto da più di 30 anni), i cui resti posso ipotizzare dover essere cremati o raccolti per poi essere riposti in contenitore ridimensionato, per far spazio a mia madre (la concessione loculo di mio nonno è “perenne”, più correttamente di durata 99 anni). Il comune non me lo permette per uno specifico articolo del regolamento di polizia mortuaria.
    “E’ vietato eseguire sulle salme tumulate operazioni tendenti a ridurre il cadavere entro contenitori di misura inferiore a quello delle casse con le quali fu collocato nel loculo al momento della tumulazione”. Posso oppormi in qualsivoglia maniera? Il mio scopo non è evitare di pagare il rinnovo, ma consolidare la gestione dei loculi di famiglia (i costi delle operazioni necessarie allo spostamento che vorrei fare sono superiori, rispetto al semplice rinnovo per altri 30 anni). Grazie mille in anticipo!

    • X Manuel,

      è si vietatissimo fracassare, fratturare o usare violenza contro un esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo-conservativo (= salma indecomposta) per costringerlo con la forza in una cassetta ossario, ma in caso, appunto, di resto mortale non scheletrizzato si può ricorrere tranquillamente alla procedura semplificata per la sua diretta cremazione.
      Le argomentazioni addotte dal Suo Comune, mi paiono, pertanto, speciose, fatte salve, ovviamente, norme locali non a mia conoscenza.
      La Sua politica di gestione degli spazi sepolcrali dedicati alla Sua famiglia (consenzienti gli altri aventi diritto sulle stesse) mi pare lungimirante ed accortissima, il futuro e proprio questo: ridurre (quando possibile) in cassetta ossario o cremare i resti mortali, trasformando un semplice loculo monouso in una piccola tomba gentilizia, dove non accogliere uno ed un solo feretro, ma più contenitori mortuari (urne cinerarie in primis!) di ridotte dimensioni, aumentando, così, implicitamente, il volume disponibile.

      • Grazie per la vostra gentilissima risposta. Un ulteriore ostacolo postomi dall’amministrazione comunale, verte però sul fatto che, una volta estratta la cassa (di mio nonno) dal loculo per la cremazione, viene meno il diritto nominativo sul loculo, vietandone il riposizionamento nello stesso dell’urna cineraria. Vi sembra altrettanto implausibile? Grazie ancora !

        • X Manuel,

          l’estumulazione farebbe, in effetti, esaurire il fine per cui la concessione fu fatta, ossia la deposizione in quel determinato loculo, di quel particolare ed unico feretro.
          Tuttavia, si potrebbe esser esser più elastici, ma molto dipende dall’atto di concessione da leggersi in combinato disposto con il regolamento municipale di polizia mortuaria; se, infatti, nell’atto-contratto è previsto l’uso della tomba espressamente per una salma, questo status fa decadere ogni possibilità di cremare il resto mortale, se invece nulla fosse ulteriormente specificato si potrebbe tranquillamente provvedere a cremazione, depositando, poi, l’urna nel medesimo loculo, poivchè lì sussiste lo jus sepulchri per Suo Nonno.
          Insomma: il problema verte su questi termini minimi: IL loculo è stato concesso solo per cadavere o per ogni sua trasformazione di stato (cassetta ossario, urna cineraria)?
          Attenzione sembra solo un dettaglio, ma da questo aspetto possono discendere molteplici situazioni, più o meno favorevoli per Lei.

          • Buongiorno. Ho recuperato la concessione perenne in originale (del 1969) stipulata tra il comune e mio nonno. E’ relativa a due colombari. Così è scritto:

            “Tale sepoltura è destinata al richiedente ed alla di lui moglie”
            “e il diritto all’uso è trasmissibile secondo le disposizioni del Regolamento di Polizia Mortuaria approvato con R.D. 21-12-1942 N. 1880”

            Il mio comune mi vieta di trasferire la salma di mia mamma in uno di questi due loculi; non essendo deceduta più di dieci anni fa, non posso neppure cremarla per poi spostarla in uno dei due loculi; anche se cremassi mio nonno (o mia nonna), non potrei inserire l’urna cineraria nel loculo dove è locato ora la salma

            Il regolamento municipale di polizia mortuaria non mi sembra menzionare null’altro sull’argomento.

            Ho spiragli per appellarmi a ciò che non è espressamente negato a livello regolamentare?

            Grazie, siete veramente professionali ed utili.
            Grazie per la vostra gentilezza.

            Saluti

            • X Manuel,

              eppure mi sembrava di aver già detto tutto nel precedente post…allora bisogna giuocare di fino, in punta di diritto, ma qui ci vorrebbe un erudito del diritto privato, mica un semplice beccamorto come me!:

              L’atto di concessione (per la fattispecie concreta e particolare ex art. 1372 Cod. Civile) ed il regolamento comunale di polizia mortuaria (come parametro generale ai sensi degli artt. 1, 3 e 4 – Disposizioni sulla Legge in Generale di cui al R.D. n. 262/1942) hanno entrambi valore normativo, ovviamente il regolamento comunale è funzionalmente sovraordinato, in quanto si colloca a monte, come premessa necessaria, in tutti i procedimenti di polizia mortuaria che interessino il Comune.

              Per le concessioni cimiteriali del passato vale lo Jus Superveniens solo qualora questa opzione strategica sia considerata esplicitamente dall’atto di concessione in primis, ed, in seconda istanza, dal regolamento comunale. In difetto di disposizioni a tal proposito, continueranno a valere le norme, ancorché abrogate, in vigore, però, all’atto della stipula della concessione, con una sorta di “ultrattività” (o…reviviscenza?), seppur limitata, di quest’ultime. Secondo alcuni “tecnici” del diritto funerario se l’atto di concessione non precisa la retroattività sui suoi effetti giuridici dello Jus Superveniens, ossia delle successive novelle del regolamento comunale di polizia mortuaria, di cui si ribadisce la centralità per dirimere potenziali antinomie di questo tipo, dovrebbero valere ancora le vecchie norme, salvo una diversa, esplicita statuizione del nuovo regolamento municipale, ecco perché sia così importante inserire, in sede di sua eventuale revisione, una disposizione ad hoc di tal fatta! Solo ed unicamente quando si forma il titolo istitutivo dello Jus Sepulchri, ossia alla firma della regolare concessione, dietro il versamento dei canoni concessori vigenti, (oggi Art. 4 comma 2 D.M. luglio 2002), siccome le sepolture private erano e sono sempre a titolo oneroso ai sensi del combinato disposto tra gli Artt. 95 e [induttivamente] 103 D.P.R. 285/90, si può dedicare un posto feretro alla sepoltura di un particolare defunto, legando la ragion d’essere della stessa concessione alla tumulazione proprio di quel morto: esempio: io muoio durante un’operazione militare e le mie mortales exuviae risultano disperse: mio padre non si rassegna all’idea di non potermi più piangere in un luogo preciso del cimitero e dal Comune acquisisce, in concessione, un avello espressamente dedicato a me (= nessun altro potrà mai esser ivi tumulato se il mio cadavere non sarà mai rinvenuto). Se la mia salma non è recuperabile, né ora né mai, il loculo rimarrà vuoto sine die, proprio perché la concessione è sorta come atto di pietas verso la mia (e di nessun altro), spoglia mortale.

              E’l’esempio della c.d. “tomba chiusa”, in quanto destinata ad accogliere unicamente il defunto menzionato nell’atto di concessione, senza possibilità alcuna di nuove immissioni di defunti (quale ne sia lo stato di trasformazione post mortale) nel sepolcro privato e nominativamente dedicato.

              Sull’idoneità di norme contenute nel regolamento comunale ad integrare automaticamente il contenuto delle concessioni cimiteriali ai sensi dell’art. 1339 cod. civile Si veda T.A.R. Piemonte, Sez. I, Sentenza 12 luglio 2013, n. 871.

              Purtroppo per Lei il vigente regolamento comunale di polizia mortuaria nulla prevede a tal proposito… nè in un senso nè nell’altro.

  2. salve
    xpiacere
    una persona è iscritta ad una associazione per la cremazione. un’associazione locale sul genere di quelle nazionali come la socrem e l’associato muore, come fa lo stato civile ad accertare che l’associazione sia legale (questo è quello che mi èstato chiesto dal comune di Caserta)? cosa (statuto, modelli?) deve presentare l’associazione (attraverso chi?) e con quale metodo (protocollo generale oppure?) al municipio dove è avvenuto il decesso? grazie

    • X Mauro,

      Per le persone iscritte ad una SO.CREM (= associazione, riconosciuta, avente tra i propri fini quello cremazionista): la manifestazione di volontà può essere rappresentata (… é sufficiente …) da una dichiarazione di volontà alla cremazione sottoscritta e datata dall’iscritto/a concernente il proprio volere in tal senso.

      Tale dichiarazione deve essere convalidata dal Presidente della So.Crem. (cioé, la convalida consiste nella attestazione che l’iscritto era effettivamente … iscritto). Cfr. art. 79, comma 3 dPR 10/9/1990, n. 285. Ricordo anche il comma 4 …, ma si veda, laddove applicabile anche l’Art. 3 della Legge 30 marzo 2001 n. 130.
      La locale So.Crem, anche se non aderisce alla Federazione Italiana Cremazione deve esser dotata di personalità giuridica, questa qualità imprescindibile si evince dall’ nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le Prefetture ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361 (Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di persone giuridiche private e di approvazione delle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto (n. 17 dell’allegato 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59). L’esibizione dello statuto può esser strumento valido ed efficace, altrimenti non si procede.

      E’ compito della So.Crem contattare lo Stato Civile per ottenere il provvedimento autorizzativo, nel rispetto della volontà del de cuius, il Comune, al contrario, non è tenuto ad effettuare onerose ricerche.

  3. X Roberto,

    diceva il filosofo Montagne: “accettare la morte ci rende liberi”, quindi….meglio agire con, per tempo, con la giusta prudenza e lungimiranza,…senza alcuna fretta, però!

    La soluzione più valida è senz’altro l’iscrizione ad apposita società cremazionista o a questo punto, ancor meglio l’inserimento nella scheda testamentaria (nelle sue tre forme previste dell’attuale Cod. Civile) delle Sue ultime volontà in tema di cremazione e dispersione delle ceneri. Le conviene nominare un esecutore testamentario di fiducia (mandatum post mortem exequendum?) e destinare (disposizioni in favore dell’anima ex Art. 629 Cod. Civile)?) una piccola quota del Suo patrimonio all’esecuzione del Suo volere, poiché tutte le operazioni di polizia mortuaria (anche il trasporto in India) sono e saranno sempre a titolo oneroso. Per il resto…nulla osta, la Legge Italiana non frappone ostacoli procedurali di sorta.

  4. Sono Roberto e il mio desiderio sarebbe di essere disperso su un fiume sacro in India. Come posso procedere perché questa volontà sia rispettata? Attualmente risiedo in Sardegna e mi trasferiró a breve in Liguria, ma sono originariamente sempre risieduto a Torino. Il tutto è fattibile? O altrimenti sarebbe meglio morire, se Dio vuole, direttamente in India per rendere possibile questa mia ultima volontà? Grazie molte anticipatamente per la sua risposta, buona giornata!

  5. X Vanessa,

    Chiedo scusa del ritardo con cui rispondo, ma mi sono dovuto attentamente documentare, perchè la fattispecie in esame è, invero, del tutto nuova ed inesplorata.

    Innanzi tutto: da quale Regione scrive, sarebbe importante conoscere l’ente territoriale di competenza, in quanto – soprattutto in tema di dispersione – la normativa varia moltissimo da un ambito geografico a quell’altro.

    Sostanzialmente le due grandi filosofie a confronto sono due:

    a) quella lombarda, mutuata, poi da quasi tutte le altre Regioni, più rigida e restrittiva secondo cui la dispersione è autorizzabile solamente in presenza di volontà scritta del de cuius e non surrogabile da soggetti terzi, neppure con l’escamotage dell’atto sostitutivo in atto di notorietà.

    b) quella emiliano-romagnola più aperturista e sfumata, secondo essa nel silenzio della Legge di principi n. 130/2001 sulle modalità di manifestazione della volontà in merito alla dispersione delle ceneri – di sola eleggibilità da parte del de cuius –, è bene rimarcare il concetto, tale desiderio, come poi accade per la stessa scelta cremazionista, può, attraverso l’atto sostitutivo di atto di notorietà, appositamente autenticato, esser riportato dai più stretti congiunti del defunto, i quali agiscono non di volontà propria, cioè con un autonomo atto di disposizione, in questo frangente vietato, ma quali semplici nuncius di una decisione assunta nella massima libertà dal de cuius stesso di cui essi si fanno latori, rispondendo penalmente in caso di dichiarazione falsa, la dispersione, infatti, richiede necessariamente la procedura aggravata, siccome presenta notevoli riflessi penali.

    Se la Sua Regione aderisce alla prima interpretazione ci salviamo in corner così: o si produce agli atti un documento inequivocabilmente sottoscritto dal de cuius (sostanzialmente testamento o iscrizione a SoCrem, con la specifica ed ulteriore indicazione di disperdere le ceneri) o non si procede nel rilascio dell’autorizzazione, e tutta l’istruttoria è abortita ab origine, per mancanza del presupposto essenziale, se invece dovesse valere la lettura ermeneutica del dettato normativo propria dell’Emilia Romagna il problema si complicherebbe non poco e dovremmo porci questo quesito: in merito ad una volontà dispersionista proiettata nel futuro come comportarsi? Essa è legittima?

    Vale a dire: è possibile, senza sconfinare nel meandri del diritto successorio, inserire nella propria scheda testamentaria una sorta di mandatum post mortem exequendum, destinando all’uopo anche una certa somma del proprio patrimonio, in cui chiedere la dispersione non tanto delle proprie ceneri, ma di quelle del coniuge premorto, e nel frattempo tumulate? In dottrina c’è chi si oppone strenuamente a questa soluzione, avversandola con forza, altri giuristi, la ritengono, invece, ipotesi praticabile e plausibile.

    Qui si tratterebbe di approfondire la figura giuridica del mandatum post mortem exequendum a proposito di cremazione e suoi istituti corollario, come appunto lo sversamento delle ceneri.

    Sugli aspetti economici (disposizioni in favore dell’anima o, comunque, non patrimoniali ex Art. 587 comma 2 Cod. Civile ?) omissis, il quadro è già abbastanza chiaro, si tratterebbe, invece, di capire se il testamento, a questo punto, sia lo strumento idoneo ad integrare, o persino veicolare, una manifestazione di volontà postuma che – forse – materialmente non potrà esser resa dalla persona, nel frattempo scomparsa, legittimata jure sanguinis o jure coniugii, agli uffici comunali dello Stato Civile.

    La Suprema Corte di Cassazione reputa corretto il mandatum post mortem exequendum in ordine agli atti di disposizione per le PROPRIE esequie, anche in opposizione con la volontà dei famigliari (per il post mortem, sovrana è sempre la volontà del de cuius, quando non contraria alla Legge), ma il Giudice nella nomofilachia non si è ancora pronunciato su questi aspetti assai controversi. In attesa che si formi una nuova e consolidata giurisprudenza in materia consiglio la massima prudenza, anche e soprattutto sul versante del procedimento amministrativo.

    Sarebbe utile attendere un’indicazione da parte della Magistratura, preferibilmente in sede civile, siccome stiamo ragionando di diritti soggettivi, intimi ed assoluti, come accade per il vivere… ed il morire.

  6. Si è presentato il presidente della Società’ di cremazione facendomi vedere i testamenti di una sua iscritta deceduta qualche giorno fa per cui abbiamo già provveduto ad effettuare la cremazione e dispersione, la stessa aveva scritto che voleva disperdere anche le ceneri del marito morto nel 1999.
    Io ho risposto che la Sig.ra doveva pensarci prima di morire e che ora non era possibile prendere per buono il testamento della moglie , per la destinazione delle ceneri del marito tumulate.
    E’ giusto?

  7. X Renzo,

    Qui, in uno strano giuoco di rimandi folli e simmetrie impazzite s’intrecciano diverse norme: quelle nazionali, pur sempre vigenti e quelle specifiche emanate dalla Regione Lombardia, che si sovrappongono alla legislazione statale, integrandola, o, implicitamente abrogandola.

    Si, comunque, è possibile, essendo, però, trascorsi solo due anni dalla morte si è in presenza ancora di cadavere e non di semplice resto mortale, si segue quindi la procedura aggravata (manifestazione di volontà + esclusione della morte dovuta a reato) prevista per la cremazione dei defunti al momento del funerale.

    Nel caso di cremazione di salma per la quale si era provveduto in precedenza ad inumazione o tumulazione, al rilascio dell’autorizzazione è competente il Comune (per la Lombardia, leggasi Ufficiale di Stato Civile) del luogo ove è sepolto il feretro (Paragrafo 14.2 Circolare Ministeriale Esplicativa 24 giugno 1993 n. 24.

    Per il resto, una volta definita la titolarità geografica per il rilascio dell’autorizzazione prefata si seguono, in toto, le norma dettate dall’Art. 12 del Regolamento Regionale 9 novembre 2004 n. 6 così come modificato dal Regolamento Regionale n. 1 del 6 febbraio 2007.

    Due anni fa era già in vigore la normativa regionale lombarda, che mutua molti istituti innovativi della Legge Statale n. 130/2001, quindi per accantonare anche il solo sospetto di decesso dovuto a fatto criminoso dovete recuperare il certificato necroscopico, allegato ex post all’atto di morte, in cui il medico che effettuò l’ispezione sul cadavere, acclarandone l’incontrovertibilità del decesso, ha annotato eventuali segni o indizi di morte violenta o per converso ha espressamente rimosso i limiti legali per l’accesso alla pratica cremazionista, altrimenti occorrerebbe il Nulla Osta della Magistratura. Orbene, ex D.M. 27 febbraio 2001 i fascicoli contenenti gli atti di morte dello Stato Civile e formati dal comune di decesso, il quale a suo tempo, autorizzò la tumulazione, vengono depositati, per esser, poi archiviati (si spera con ordine) presso la Prefettura U.T.G.

    Contestualmente dovete presentare previa la richiesta di estumulazione volta ad eseguire la cremazione del feretro, anche un documento dove si attesti la successiva destinazione delle ceneri (cioè nuova tumulazione, affido famigliare o dispersione. In Lombardia l’interro delle urne nei campi d’inumazione è vietato!) Si vedano, per la modulistica di riferimento, gli allegati alla delibera giunta regionale n.20278 del 21 gennaio 2005.

    Attenzione: il feretro tumulato, per forza di cose, è stato confezionato con la doppia cassa di legno e zinco, in Lombardia (in seguito all’approvazione del piano regionale di coordinamento sui crematori, invero un po’ claudicante ed evasivo) non mi risulta (ma potrebbe essere una mia svista, quindi si prega sempre di controllare!) che siano stati autorizzati impianti idonei a cremare bare metalliche, questo per i sempre maggiori problemi dovuti all’inquinamento dell’aria, di conseguenza, potrebbe riuscire necessario trasportare il feretro fuori regione.

  8. Regione Lombardia,

    E’ possibile procedere alla cremazione di una persona defunta due anni fa e tumulata in un loculo?

    Che documenti bisogna presentare?

    Grazie.

  9. X Vincenzo,

    la soluzione migliore sarebbe interessare del problema un gestore dell’impianto crematorio o un costruttore di forni, per reperire informazioni così tecniche e specifiche.

    Comunque: in via del tutto empirica: la questione, invero un po’ speciosa non dovrebbe porsi perché prima del funerale (quando c’è l’esposizione del morto a cassa aperta) il corpo viene opportunamente “decongelato” anche per una miglior presentazione estetica (l’effetto ghiacciolo non è proprio il migliore!).

    Basta, quindi, estrarre dalla cella frigorifera il feretro per tempo in modo da riportarlo alla temperatura ambiente o poco inferiore, aggiungo, poi, che la gestione del processo di cremazione è spesse volte automatizzata ed eseguita direttamente da un software, limitando al minimo l’intervento umano, comunque, sempre possibile, specie nell’evenienza di possibili correzioni in corso d’opera.

    Il tipo di bara (molti crematori, oggi, vietano ormai l’incinerazione di feretri confezionati con la controcassa metallica) deve essere ex lege a basso impatto ambientale (= preferibilmente di solo legno). Tra l’altro da studi condotti a livello europeo l’essenza vegetale (si era, in un recente passato parlato di cofani ecologici in materiale “leggero”) continua ad esser quella più facilmente combustibile e, dunque, eco-compatibile.

  10. Salve, sto facendo uno studio sulle temperature T per la corretta introduzione di bare all’interno di un forno crematorio dopo che le stesse hanno sostato un tempo t (variabile) in una cella frigorifera.
    Da quanto appreso le celle possono far scendere la temperatura anche al disotto dello 0° C, oscillando tra i – 10° C e i 10° C. Tra le variabili mi aspetto di dover valutare è la permanenza all’interno di una cella per la verifica di un’adeguata “acclimatazione” del feretro prima dell’ingresso nel forno crematorio. Altro parametro da valutare è sia il tipo di feretro che la “conformazione” della salma. Entrambi incidono sull’isolamento della salma e sul suo congelamento.
    Sto cercando studi sull’argomento (anche in lingua inglese) ma non trovo elementi utili (siti internet, riviste scientifiche, …) per una bibliografia iniziale e studiare quindi il mio caso. Mi potreste essere d’aiuto?
    Grazie fin d’ora per la risposta

  11. X Renzo,
    Domanda di cremazione ed affido delle ceneri LOGICAMENTE dovrebbero esser contestuali, ma qualcuno, alle volte…si distrae un attimo.
    Concordo con la Sua impostazione: l’istituto della affido delle ceneri (Art. 14 comma 3 del Regolamento Regionale Lombardo 9 novembre 2004 n. 6 e successive modificazioni/integrazioni) è foriero di criticità interpretative ed operative e di comportamenti di legittimità border line (o semplicemente poco…seri?). Fosse per me lo abrogherei seduta stante, o, al massimo, imporrei dei limiti fortissimi all’esercizio di questo potere di disposizione troppo discrezionale: del tipo: si procede all’affido solo in presenza di volontà scritta del de cuius punto!

    Anche a livello di atti amministrativi la schizofrenia delle intenzioni denota una stato del tutto patologico!

    Certamente potrebbe ricevere, mediante processo verbale, o atto sostitutivo di atto di notorietà, la dichiarazione del figlio, atta a riferire la volontà espressa in vita dal defunto e l’autorità amministrativa non può eccedere da una mera valutazione dei titoli formali prodotti, altrimenti si sconfinerebbe nell’attività giurisdizionale, per far emergere la reale volontà del de cuius.

    Ma il problema, piuttosto, è un altro.

    Se prima il cittadino in questione ha dichiarato che la volontà del de cuius era quella di far deporre le proprie ceneri in cimitero (vabbè…questa è la soluzione classica ed istituzionale che, comunque, opererebbe di default, anche nel silenzio della persona scomparsa) come può oggi lo stesso dichiarare che invece la volontà della madre era quella di veder affidate le proprie ceneri, per una conservazione “domestica” delle medesime?
    In questi ambiti così delicati (= diritti personalissimi) sovrano e centrale dovrebbe, pur sempre esser l’intimo volere del de cuius, spesse volte, invece, “piegato” ai capricci ed alle mode funerarie dei parenti.

    Il figlio o ha asserito il falso allora, oppure lo dichiara ora, o peggio ancora ha occultato una disposizione testamentaria del de cuius.

    Questo cambio repentino d’idea è, in effetti, un po’ sospetto, ma forse sono io ad esser prevenuto e malizioso.

    E le dichiarazioni mendaci sono punite penalmente, ex Art. 76 DPR n. 445/2000. Non credo ne valga la pena.

    Suo dovere è quello di far presente questi aspetti: con la polizia mortuaria non si giuoca, né si scherza ad ogni modo, io almeno, dopo una doverosa reprimenda, soprassiederei, accogliendo, ex post, l’istanza, nella sincera speranza che costui non cambi ancora idea.

  12. Comune della Regione Lombardia.
    Figlio unico mi chiede l’autorizzazione alla cremazione della mamma con tumulazione delle ceneri in una celletta del cimitero.
    Una settimana dopo il rilascio dell’autorizzazione, e a cremazione non ancora effettuata, il figlio suddetto mi chiede l’affidamento delle ceneri della mamma.
    Posso rilasciare l’autorizzazione all’affidamento delle ceneri?
    Se la madre avesse veramente espresso in vita la volontà dell’affidamento delle ceneri il figlio non doveva dichiararlo al momento della richiesta di cremazione e non 1 settimana dopo?

  13. X Caterina,

    parafrasando il fortunato slogan elettorale del Presidente Obama: YES, YOU CAN, che tradotto nella vulgata romanesca risuonerebbe così: “se po’ fa’!”…e perché no?

    L’Inghilterra non aderisce all’Accordo Internazionale di Berlino sui trasporti funebri, ma per analogia si applica, ugualmente il paragrafo 8.1 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 esplicativa del vigente Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria, approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285, integrato, per il procedimento autorizzatorio dall’Art. 29 del suddetto DPR n. 285/1990.

    Importante: occorre il preventivo nulla osta all’introduzione dell’urna cineraria su suolo britannico rilasciato dalla competente Autorità Consolare, la quale, così, verificherà anche il titolo di accoglimento (ossia dove e con quali modalità, naturalmente conformi alla Legge Inglese, saranno custodite le ceneri una volta sbarcate in UK?)

    Il Comune di Genova, nella cui giurisdizione amministrativa si trova il Cimitero di Staglieno, dopo apposita fase istruttoria tesa alla raccolta di tutte le informazioni ed i titoli formali, come, appunto, la volontà degli aventi diritto a disporre dell’urna autorizzerà: a) l’estumulazione dell’urna stessa cineraria. b) Il suo Trasporto internazionale.

    Ne consegue che per questo trasferimento transfrontaliero sarà il Comune a rilasciare l’autorizzazione al trasporto, in lingua italiana e in lingua francese. A mio modestissimo avviso l’atto può esser reso anche in lingua inglese, in quanto lingua usata nelle relazioni internazionali ormai per antonomasia.

    L’autorizzazione dovrà recare le generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), la destinazione. Il trasporto dell’urna (o della cassetta dei resti) non è soggetto ad alcuna delle misure precauzionali igieniche stabilite per il trasporto delle salme, vale a dire: Lei Stessa potrà curare personalmente il trasporto dell’urna, divenendo titolare del decreto di trasporto.

  14. Salve! Ho una domanda un po’ complicata…le ceneri di mia madre sono custodite nel crematorio del cimitero di Staglieno – Genova – dal 1979 ed io sono vissuta a Londra dal 1991. Posso richiedere le ceneri e portarle in Inghilterra? E se questo è possibilie, quali documenti devo portare e/o richiedere? Sono l’unica figlia rimasta e vorrei portare mia madre a casa. Grazie per una risposta.

  15. X Cinzia,

    per evitare rovinosi contenziosi endo-famigliari (= conflitti sullo Jus Sepulchri o sulle spoglie mortali dei Suoi genitori) tra Lei ed i Suoi numerosi fratelli, quando anche Sua Madre dovesse decedere (ipotesi che non voglio nemmeno considerare, poiché, non auguro a nessuno di morire, in quanto a decidere il “come”, il “dove” e soprattutto il “quando” pensa solo Domine Iddio!) consiglio di procedere così:

    1) Sua madre, quale coniuge superstite, per legge, sin quando sarà in vita, avrà diritto privilegiato a disporre delle mortales exuviae (= resti mortali) di Suo padre, quindi essa stessa (l’eventuale parere contrario dei figli non rileva!) dovrà inoltrare al competente comune, tramite l’ufficio della polizia mortuaria, domanda di estumulazione del feretro, al fine di avviarlo a cremazione e da qui s’avvia tutto il processo autorizzatorio, senza del quale non è possibile eseguire la duplice operazione cimiteriale (disseppellimento del feretro, sua apertura, e conseguente cremazione dello stesso). Tutti questi passaggi sono soggetti ad apposita tariffazione comunale spesso risultano anche notevolmente onerosi per il portafogli del cittadino!

    2) se Suo padre è stato tumulato (anche se nel sottosuolo, non importa) da più di anni 20 il suo cadavere, ancorché incorrotto, come giustamente rilevato da Lei, in quanto deposto in cassa di zinco, non è più considerato tale, bensì resto mortale (= esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo-conservativo), in via amministrativa ed anche medico-legale, questo sembra solo un tecnicismo per noi beccamorti, ma è invece, assai importante, perché consente di accedere alla cremazione con procedura semplificata sotto il profilo degli incartamenti amministrativi da produrre agli atti del Comune e soprattutto sotto il versante economico, siccome la cremazione di resto mortale costa sensibilmente meno.

    3) Le ceneri di Suo padre verranno raccolte in un’urna che sarà possibile tumulare in una celletta avuta in concessione, al fine di riunire in un’unica sepoltura i Suoi genitori, quando sarà il momento e… senza alcuna fretta! nel contratto di concessione si specificheranno i nominativi delle persone aventi in essa, una volta morte, il diritto di sepolcro, altrimenti lo stesso sarà esercitabile anche dagli altri aventi titolo, sino al raggiungimento della massima capacità ricettiva (intesa in senso fisico) della celletta, divenendo ess, così, una piccola tomba di famiglia, nata per accogliere non feretri, ma urne cinerarie.

    4) La tomba dove oggi riposa Suo padre sarà retrocessa al Comune, sono, infatti, vietatissimi altri atti di disposizione, quali, ad esempio, la compravendita tra privati, anche perché, specie se si tratta di loculo monoposto concesso a suo tempo, solo per la tumulazione di quel determinato feretro, la traslazione delle stesso verso una diversa forma di sepoltura, nel nostro caso la cremazione, comporta automaticamente la naturale estinzione del rapporto concessorio prima instauratosi, l’avello, così rientrerà nella piena disponibilità del Comune che potrà riassegnarlo secondo il proprio regolamento cimiteriale.

  16. Salve, mio padre e morto nel 92 e stato sepolto e il posto al cimitero e stato comprato doppio già anche per mia madre ma ora mia madre dice che vuole essere cremata e io non volendo avere mio padre in terra e mia madre in un ossario vorrei far tirare su mio padre ed eventualmente farlo cremare in quanto deduco che essendo la bara di mio padre zincata credo che sia ancora intatto ….scusate ma dico credo perche siamo 12 figli e io essendo la più piccola non mi sono interessata alla cosa. Ma il problema e che vorrei fare due conti perche vorrei che mia madre facesse il tutto prima della sua morte perche poi mettere d’accordo 12 fratelli sarebbe dura e io non voglio che i miei genitori siano separati . Spero di essermi spiegata e vorrei tanto che qualcuno mi potesse dare delle cifre e a chi rivolgermi e sapere se il posto al cimitero si può vendere . Grazie

  17. X Angela,

    la sequenza temporale degli adempimenti amministrativi cui attendere per il rilascio delle relative autorizzazioni è il seguente (rigido ed inderogabile).

    1) In primis occorre l’autorizzazione alla spargimento delle ceneri accordata dallo Stato Civile del comune pugliese, nelle cui acque avverrà materialmente la dispersione. Esse vale quale titolo di accoglimento e destinazione ultima. In Puglia, però, si segue una diversa legge regionale in materia di cremazione e dispersione delle ceneri. Se il sullodato comune, cui sarà formalizzata la volontà di procedere alla dispersione, non dovesse concedere la relativa autorizzazione tutto il procedimento sarebbe paralizzato. Le conviene, quindi, informarsi bene presso le sedi competenti. Non è possibile data la natura regionale dell’autorizzazione in parola che sia l’Emilia-Romagna a consentire una dispersione la quale materialmente avverrà fuori dei suoi confini.

    2) Sulla base di questo titolo formale da produrre agli atti del comune emiliano romagnolo nel cui cimitero sono deposte le ceneri in attesa di dispersione l’ufficio della polizia mortuaria del suddetto comune perfezionerà il decreto di trasporto in cui si indicherà:
    a) l’oggetto del trasporto (cioè l’urna)
    b) chi prende in consegna le ceneri (costui o costei diventeranno, in quanto titolari del decreto stesso, incaricati di pubblico servizio)
    c) Il luogo di partenza e quello d’arrivo,
    d) il giorno in cui il trasporto partirà.
    e) le eventuali soste tecniche in luoghi intermedi (potrebbe esser il caso dell’abitazione privata)

    Per la legge emiliano romagnola tutti i trasporti funebri debbono, possibilmente, esser autorizzati con un unico atto, per evitare l’inutile appesantimento burocratico, quindi sarebbe del tutto ultroneo autorizzare un trasporto dal cimitero verso casa sua ed un secondo sempre dalla Sua abitazione alla volta del Comune Pugliese.

    Il Rilascio di ogni autorizzazione è, di norma, soggetto, sin dall’origine, ad imposta di bollo, in quando è il prodotto di un’istanza di parte del privato cittadino, inoltrata alla pubblica amministrazione, volta all’ottenimento di un provvedimento, nella fattispecie autorizzatorio.

  18. Buon giorno,
    vi scrivo per dubbi che mi sono sorti dopo aver parlato con l’ufficiale di polizia mortuaria riguardo la destinazione delle ceneri della mia bambina. Attualmente l’urna è al cimitero in attesa di permesso al ritiro su richiesta che ancora non ho effettuato perchè non mi è chiaro quel che è permesso e ciò che no. Io mi trovo in emilia romagna ma vorrei spargere le ceneri nel mare della puglia. per fare ciò oltre alla richiesta di dispersione devo fare quella di trasporto? Entrambe sono soggette alle due marche da bollo? Nella richiesta devo indicare un punto preciso in cui effettuerò la dispersione? Infine, nel momento in cui vado a ritirare le ceneri, posso portarle a casa e muovermi anche qualche giorno dopo o devo andare poco prima di partire?
    Ho cercato risposte a queste domande sia in articoli di legge appositi sia su forum inerenti ma non ho trovato nulla. Confido in una vostra delucidazione a riguardo.
    Cordialmente Angela

  19. Non ravviso irregolarità di sorta nella procedura da Lei descritta e delineata. Il Suo comune agisce bene e secondum legem, in piena legittimità.

    Ora, la Legge Regionale Siciliana (L.R. n.18/2010), nello jus positum nulla dispone in merito alla retrocessione delle ceneri se non che esse, nell’impossibilità di un nuovo affido rientrino nel circuito cimiteriale, come, per altro è logico, per esser così disperse nel cinerario comune ai sensi dell’Art. 3 comma 6 LEGGE 17 agosto 2010, n. 18.

    Si premette che la situazione è controversa in quanto vi è chi prevede la sola possibilità di affido familiare su espressa volontà (scritta) del de cuius.

    La situazione però deve essere regolamentata (in sede nazionale, regionale o comunale) e in quella sede si potrebbe prevedere anche l’affido senza scritto del de cuius, con regole ben chiare e prestabilite, in analogica con le norme in tema di scelta sulla cremazione; esse potrebbero essere le seguenti: Prevale: – il volere del de cuius non in contrasto con la legge (ad es. deve essere un familiare, se il de cuius non individua un familiare, non ha valore, poichè l’istituto dell’affidamento delle ceneri ha natura familiare ex Legge n.130/2001); – a seguire il familiare, con precedenza del coniuge, poi degli altri parenti pari grado e se ve ne sono più d’uno la totalità, così come secondo il principio pozioristico in materia di cremazione enunciato dall’Art. 79 comma 2 DPR 10 settembre 1990 n. 285, cui, per altro, rinvia la stessa Legge Regionale n. 18/2010.

    Chi è individuato dal de cuius può rifiutarsi per iscritto (l’urna torna quindi nella disponibilità per la sepoltura o per l’affidamento familiare); – d’accordo il coniuge e tutti i parenti di grado superiore (ad es. tutti figli ed i genitori del de cuius, se ancora vivi), potrebbe essere affidatario unico anche la figlia.

    Convengo sulla necessità di autenticare la firma della moglie sull’atto di rinuncia all’affido, siccome lo jus sepulchri, ancorchè atipico come accade per la custodia delle ceneri presso un domicilio privato, è un diritto personalissimo e, pertanto, una semplice scrittura privata non sarebbe ravvisabile quale strumento idoneo.

    Ovviamente l’atto di affido esaurisce i suoi effetti fuori dei confini del comune da cui è stato formato e perfezionato, per il noto postulato della competenza geografica, una volta giunto il trasporto in Germania si provvederà in base alle Leggi di quello Stato Sovrano.

    La Germania aderisce alla Convenzione Internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937, quindi, per l’iter amministrativo (rilascio del passaporto mortuario), si applicherà il paragrafo 8.1 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24. la figlia del de cuius, una volta divenuta affidataria dell’urna sarà titolare del decreto di trasporto internazionale.

    Per l’estradizione di cadaveri, ossa, ceneri e resti mortali non è richiesta la preventiva verifica dello Jus Sepulchri (= titolo di accoglimento) nello Stato di destinazione, occorrente, invece, nel caso di introduzione di trasporto funebre su territorio italiano.

    Nella viva speranza di esserLe stato di qualche utilità le formulo i più sinceri saluti.

  20. Nel mese di Aprile abbiamo eseguito la cremazione di un cittadino tedesco deceduto nel Comune di Scicli dov’era residente e abbiamo affidato le ceneri alla moglie residente anch’essa ovviamente nel Comune di Scicli.
    Ora la figlia vuole portarsi via aereo le ceneri del padre in Germania e l’Ufficiale di Stato Civile del Comune di Scicli mi ha detto che era sufficiente una dichiarazione con firma autenticata da parte della moglie ad affidare le ceneri alla figlia ed il relativo trasporto in Germania.

    Mi può confermare la procedura?

    Nel ringraziarLa anticipatamente porgo Distinti Saluti.

  21. Mi spiace “svillaneggiare”e smentire , nel merito, ancorchè in senso bonario, i miei colleghi di Caserta, ma la locale impresa funebre sbaglia grossolanamente nella propria valutazione del caso di specie perchè confonde indebitamente i concetti di “cadavere” e “resto mortale”.

    Si tratta semplicemente di ottenere un’autorizzazione “postuma” alla cremazione “ora per allora”, ossia oggi in forza delle documentazione acquisita agli atti in occasione della morte di Suo padre.

    “Cadavere”, ex paragrafo 15 Circ. MIn. n.24/1993, senza considerare la giurisprudenza pressochè costante in materia, è il corpo umano esanime, privo cioè delle funzioni cerebrale e cardiorespiratoria durante tutto il periodo legale di sepoltura e sino al suo naturale dissolvimento (= mineralizzazione delle parti molli)

    “Resto Mortale” ex Art. 3 comma 1 Lett. b) DPR n.254/2003 è l’esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo-conservativo (= salma inconsunta) dopo il periodo legale di sepoltura, il quale, ordinariamente, è fissato in 10 anni per le inumazioni e 20 anni per la tumulazione in loculo stagno.

    L’equivoco nasce proprio da questa confusione semantiva, perchè se , previo assenso (o secondo alcuni non dissenso) degli aventi titolo ex Art. 3 comma 1 lettera g) Legge n.130/2001 ed Art. 3 comma 5 DPR n.254/2003 possono sempre esser cremati con procedura semplificata i resti mortali è altrettanto vero che il potere di disposizione sui defunti o su quanto ne resti si esercita prima, nell’immediato post mortem (quando si sceglie la forma di sepoltura) ed anche durante il periodo legale di sepoltura ai sensi del capo XVII DPR n.285/1990.

    Salvo che non sia diversamente stabilito dal regolamento comunale, o ancor meglio dall’atto di concessione del sepolcro, il quale potrebbe inibile l’apertura del tumulo per tutta la durata della concessione, vietando così il trasferimento del feretro, con conseguente obbligo di mantenimento in loco dello stesso, l’estumulazionemagari finalizzata alla cremazione, è sempre possibile a richiesta degli aventi titolo a pronunciarsi per il trasferimento ad altra sede, trovando applicazione l’art. 88 del DPR 285/90.

    E’ del tutto legittimo, dunque, procedere all’estumulazione di feretro per poi avviarlo a cremazione, purché acquisiate agli atti nell’istruttoria da presentare all’ufficio comunale della polizia mortuaria territorialmente competente (si tratta del cimitero di prima sepoltura ex Paragrafo 14.2 Circ. MIn. n.2471993)

    : a) una dichiarazione di tutti i familiari più stretti circa la loro volontà alla cremazione (se Lei è figlio unico il problema non si pone nemmeno, in quanto è solo Lei il discendente più diretto del de cuius secondo jure sanguinis)

    ; b) una dichiarazione degli stessi familiari di mancanza di espressa volontà contraria del de cuius alla cremazione. Per il resto ci si comporta come se ci si trovasse di fronte al caso di un cadavere nell’immediatezza del decesso.

    Pertanto occorre sia escluso il sospetto di morte dovuta a reato e la piena applicazione dell’articolo 79 del DPR 285/90. Bisognerà, dunque, recuperare dagli archivi o la Scheda ISTAT o il certificato necroscopico, cioè i due documenti da cui si possano evincere indizi di morte violenta o dovuta a fatto criminoso, se ovviamente a suo tempo non fu rilasciato uno specifico Nulla Osta ex Art. 116 comma 1 D.LGS n.271/1989 da parte dell’Autorità Giudiziaria se effittivamente la morte avvenne per cause violente.

    Certo, la Sua Regione con apposita legge regionale rinvia per la disciplina dell’istituto della cremazione ai principi enunciati dalla Legge n.130/2001, tuttavia ritengo sommessamente che la norma da applicare sia in toto l’Art. 79 DPR n.285/1990 implementato, poi, dal paragrfo 14.2 Circ. MIn. Sanità 24 giugno 1993 n. 24 per queste due ragioni.

    1) Per il principio generale del “tempus regit actum”, e della irretroattività della Legge n.130/2001 la quale, per altro ha pure riflessi di natura penale, (e la legge penale non può mai esser retroattiva ex Art. 25 Cost.), quando, 16 anni fa, Suo padre morì vigeva solo ed unicamente, su tutto il territorio nazionale, il DPR n.285/1990; le varie autorizzazioni, di polizia mortuaria con relativi allegati di Scheda ISTAT e Certificato Necroscopico, vennero, quindi, rilasciate in base al DPR n.285/1990 che, così per una sorta di ultrattività (ma il DPR n.285/1990 non è mai stato abrogato e continua a produrre tutti i suoi effetti per le parti non specificamente novellate con apposita norma regionale!) vale, ancora per la cremazione di cadaveri delle persone decedute in regime di sua vigenza.

    2) La Legge Regionale della Regione Campania n. 20 del 9 ottobre 2006 con l’Art. 1 comma 1 rinvia sì genericamente alla Legge n.130/2001 che, come rilevato dal Consiglio di Stato è Legge di Principi, si tratta, però, di una disposizione che si ritiene “vuota” di effetti concreti, nel breve termine, invece foriera di problematiche applicative nel medio e lungo termine, se non corretta. È vuota di effetti concreti nel breve termine perché il comma 1 dell’articolo in questione specifica che l’autorizzazione è concessa nel rispetto dei principi e delle modalità di cui alla legge 130/01. ma comì è precisato nel comma 1 dell’art. 3 della legge 130/01 le modalità devono essere stabilite con norma regolamentare adottata una procedura rafforzata) tale da incidere con potere abrogante o modificante sul DPR n.285/1990.

    3) La competenza territoriale, ad oggi applicabile è, pur sempre, quella del paragrafo 14. 2 Circ. MIn. n.24/1993

  22. vorrei cremare mio padre ubicato nel ceimitero di caserta e trasportare le ceneri a padova per unirle alle ceneri di mia madre (stessa celletta) tenendo presente che:
    mio padre è deceduto 16 anni fa e che sono figlio unico.
    le pompe funebri del posto mi hanno detto che non è possibile perchè nn sono trascorsi i 20 anni. MA STIAMO SCHERZANDO? grazie

  23. X Daniele,

    Ai sensi dell’Art. 88 DPR n285/1990, integrato dal paragrafo 3 della Circolare Ministeriale esplicativa 31 luglio 1998 n. 10 è d’obbligo prescrivere il cosiddetto “rifascio” con cassone esterno di zinco o di altro materiale purchè impermeabile e capace di garantire la tenuta stagna durante il trasporto, grazie a saldatura o apposite guarnizioni, quando all’atto dell’estumulazione l’autorità preposta all’operazione cimiteriale constati che il feretro è lesionato, con conseguente perdita di liquidi postmortali o miasmi cadaverici. Se la bara estumulata è ancora integra e perfettamente ermetica, cioè con tutte le caratteristiche tecniche di cui all’Art. 30 DPR n.285/1990, ancora in vigore in tutt’Italia, è del tutto pleonastico ed anzi superfluo un nuovo avvolgimento con cassone di metallo, il quale, poi, una volta giunti al crematorio dovrebbe, poi esser comunque rimosso. Molti impianti di cremazione richiedono espressamente di eliminare dai feretri da incinerare la lamiera di zinco, perchè, per via delle nuove norme sempre più tassative e stringenti sulle emissioni gassose in atmosfera non sono più abilitati ad abbruciare la lastra di metallo con cui è confezionata la cassa. Ex Art. 88 DPR n.285/1990 in occasione dell’estumulazione (e quest’ultima deve sempre esser autorizzata dal comune), debbono risultare da apposito verbale stilato o dall’ASL o, in forza delle normative locali, dal personale necroforo in servizio presso il cimitero “a quo” le condizioni in cui si trova il feretro e tale documento è prodromico alla stessa autorizzazione al trasporto.
    La soluzione ottimale, per evitare il trasporto fuori regione, sarebbe il trasbordo (per nulla piacevole ed igienico) del cadavere da cremare in una cassa di solo legno, con l’ausilio di particolari sostanze a base batterico-enzimatica, per abbattere gli odori; il cofano ligneo, di essenza eggera e con gli spessori minimi di legge ex Circ. Min. n. 24/1993 sarà magari munito di dispositivo plastico interno ad effetto impermeabilizzante (basterebbe anche foderare la cassa con un semplice lenzuolino che ricopra il fondo e le pareti laterali cosparso con prodotti assorbenti e disinfettanti) per neutralizzare, durante, la sua movimentazione, eventuali percolazioni dovute alla decomposizione delle parti molli, ciò eviterebbe la fastidiosa necessità del “rifascio”, perchè, infatti applicare il cassone di zinco per, poi, doverlo tagliare e, quindi, togliere?

  24. Buongiorno, vorrei delle informazioni riguardo ad una estumulazione straordinaria di una salma che poi deve essere cremata con la bara di legno ed il relativo cofano di zinco. Questa cremazione deve essere effettuata in un forno crematorio situato in un’altra regione, in quanto nella regione di apparteneza della salma, non cremano gli zinchi.
    Adesso mi chiedevo per portare questa salma fuori regione occorre rivestire il tutto con un cassone in zinco saldato? Una volta arrivati al forno crematorio, si brucia sia il cassone di zinco che l’interno in zinco della bara, oppure il cassone va tolto? Grazie

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