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Cimitero anglosassone di oltre mille anni fa: alberi usati come bare

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Scoperto a Norfolk, nell’Inghilterra dell’Est, dopo 1.100 anni, un cimitero anglosassone dove decine di tronchi d’albero sono stati usati come bare. Questi avrebbero custodito le spoglie di feroci guerrieri del Medioevo. Se ne contano 94, e sono risalenti al 7 al 9 secolo d.C.. Gli alberi sono stati tagliati in due: in una metà veniva custodito il corpo, l’altra veniva utilizzata come coperchio. Lo scavo, i cui lavori sono stati effettuati dal Museum of London Archaeology, ha anche rivelato una piccola struttura in legno, che potrebbe essere stata usata come chiesa o cappella. L’allineamento delle tombe e l’assenza di oggetti di corredo fanno pensare che queste fossero tombe cristiane.

Selfie col morto

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Da Instagram a Twitter è esplosa la selfie-mania cimiteriale, una nuova moda che raccoglie decine di immagini macabre sotto l’hashtag #funeral.
La voglia irrefrenabile di immortalarsi davanti allo specchio non si ferma nemmeno davanti alla morte di amici e familiari.
C’è chi si mette in posa mettendo in evidenza l’abito nero scelto per l’occasione, chi vuole ricordare la nonna fotografandosi accanto alla bara aperta, chi si fa il selfie in chiesa durante il funerale o con il cimitero di sfondo.
C’è da dire comunque che sui social network la mania colpisce non solo i giovani, ma anche persone di età avanzata.
Ci sono intere famiglie si fotografano sorridenti per ricordare la morte del caro estinto e uomini vanitosi che vogliono mostrare la loro cravatta scura.

Olanda: trasformata una Tesla in carro funebre ad emissioni zero

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In Olanda un’impresa di pompe funebri attenta agli aspetti ecologici, la Vander der Lans & Busscher BV, si è recentemente dotata di una TESLA Model S a batteria opportunamente modificata per garantire ai propri clienti funerali ecologici.
La trasformazione è stata curata dalla RemetzCar, che ha tagliato in due la vettura rimuovendo il battery pack e rimettendolo al suo posto dopo averla allungata di 80 centimetri. E ricavando così un vano posteriore completamente vetrato dove sistemare la bara.
Provare per credere!

[Fun.News 3063] Regolamento UE per semplificare rilascio certificati, tra cui quello di morte

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Il 9 giugno 2016 il Parlamento Europeo ha adottato nuove norme per semplificare il riconoscimento dei certificati nell’UE.
Lo ha fatto con l’approvazione di un regolamento, proposto dalla Commissione, per ridurre i costi e le formalità per i cittadini che devono presentare un documento pubblico in un altro paese dell’UE.

Attualmente i cittadini che si spostano o vivono in un altro paese dell’UE devono far legalizzare i loro documenti pubblici, come i certificati di nascita, di matrimonio o di morte, per dimostrarne l’autenticità.
A norma del nuovo regolamento, quando si presenteranno documenti pubblici rilasciati in uno Stato membro dell’UE alle autorità di un altro paese dell’UE, la legalizzazione non sarà più necessaria.
Il regolamento riguarda soltanto l’autenticità dei documenti pubblici, gli Stati membri continueranno dunque ad applicare le norme nazionali sul riconoscimento del contenuto e degli effetti dei documenti pubblici rilasciati in un altro paese dell’Unione.
Il nuovo regolamento eliminerà una serie di procedure burocratiche:
– Elimina anche l’obbligo per i cittadini di fornire in tutti i casi una copia autenticata e una traduzione asseverata dei loro documenti pubblici.
– I cittadini potranno anche usare un modulo standard multilingue, disponibile in tutte le lingue dell’UE, da presentare come ausilio alla traduzione allegato al documento pubblico per evitare l’obbligo di traduzione;
Il regolamento stabilisce tutele contro le frodi: se l’autorità ricevente ha dubbi ragionevoli sull’autenticità di un documento pubblico, potrà verificarla con l’autorità di emissione nell’altro paese attraverso una piattaforma informatica esistente.
Gli Stati membri hanno due anni e mezzo di tempo dalla data di entrata in vigore del regolamento per adottare tutti i provvedimenti necessari per consentirne la corretta applicazione al termine di questo periodo.
Il regolamento riguarda i documenti pubblici che certificano: – la nascita – l’esistenza in vita – il decesso – il nome – il matrimonio, compresi la capacità di contrarre matrimonio e lo stato civile – il divorzio, la separazione legale e l’annullamento del matrimonio – le unioni registrate, compresi la capacità di contrarre un’unione registrata e lo stato di unione registrata – lo scioglimento di un’unione registrata, la separazione legale o l’annullamento di un’unione registrata – la filiazione – l’adozione – il domicilio e/o la residenza – la nazionalità – l’assenza di precedenti penali – il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni amministrative e alle elezioni del Parlamento europeo Il regolamento introduce moduli standard multilingue quali ausili alla traduzione dei documenti pubblici che certificano: – la nascita – l’esistenza in vita – il decesso – il matrimonio, compresi la capacità di contrarre matrimonio e lo stato civile – le unioni registrate, compresi la capacità di contrarre un’unione registrata e lo stato di unione registrata – il domicilio e/o la residenza e – l’assenza di precedenti penali Per ulteriori informazioni
Il testo del regolamento sui documenti pubblici è stato pubblicato sulla Gazzetta Europea in data 26/7/2016 ed è disponibile in italiano cliccando REGOLAMENTO UE

Negli USA sempre più funerali musicali

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Negli USA è tradizione cantare o suonare brani ai funerali. E’ un fenomeno in forte diffusione e la musica classica sta lasciando il posto alle canzoni pop per l’ultimo addio al proprio caro.
Spesso sono proprio gli stessi (futuri) protagonisti del funerale a scegliere la playlist più adatta a ricevere l’estremo saluto.
Recentemente è stato compiuta una indagine che ha coinvolto circa 2000 persone e 300 pompe funebri e che ha dimostrato come il numero di adulti con già pronta una compilation per il proprio funerale sia in costante crescita.
In cima ale preferenze c’è l’intramontabile Frank Sinatra con “My Way”, seguito da “Say Goodbye” di Andrea Bocelli e Sarah Brightman e da “Over the Rainbow” di Eva Cassidy.
Ma queste canzoni, tutto sommato abbastanza “solenni”, lasciano spazio anche a Rihanna, Westlife, Robbie Williams e Adele.
David Collingwood – che ha curato lo studio – ha cercato di dare una spiegazione a questo fenomeno, dichiarando che: «I ​​funerali sono una cosa molto personale, ed è giusto che riflettano la propria personalità, gli hobby e gli interessi. Negli ultimi 12 mesi il 42% delle pompe funebri che hanno partecipato all’indagine ha ricevuto delle playlist dagli anziani per il proprio funerale».

In India, a Varanasi, esonda il Gange: la cremazione dei defunti sui tetti delle case Varanasi, esonda il Gange: la cremazione dei defunti sui tetti delle case

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Le incessanti piogge monsoniche che da due mesi si abbattono sulla parte centrale dell’India hanno costretto i fedeli indù a interrompere i riti funebri sulle rive del Gange. Varanasi, la città sacra per la religione induista (nello Stato dell’Uttar Pradesh), è infatti sommersa dalle acque e gli accessi al fiume, dove vengono celebrati i funerali, sono inagibili.
Per questo i fedeli sono stati costretti ad allestire le pire funerarie sui tetti delle abitazioni private. Shailendra Pandey, portavoce del governo statale, ha dichiarato che i ghats [le scalinate che portano al fiume] non possono essere utilizzati, perciò “la cremazione avviene sui tetti delle case disposte lungo il fiume, ma con grandi difficoltà”.
Varanasi è attraversata dal fiume sacro per eccellenza della religione indù, le cui acque sono utilizzate per la purificazione e le abluzioni. I fedeli credono che celebrare l’estremo rito sulle acque del Gange riesca a liberare il corpo del defunto dal ciclo delle rinascite.

Scoperto in Israele un cimitero di Filistei

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Un antico cimitero dei Filistei è stato scoperto lungo la costa a sud di Israele. Gli archeologi sono convinti, ora, di poter ricostruire la storia di un popolo tra i più enigmatici della Bibbia. Il cimitero è stato rinvenuto appena fuori dalle mura di Ascalona, uno dei cinque principali centri abitati da questa popolazione tra il XII e il VII secolo avanti Cristo.

Nel tempo, oltre ad Ascalona, era già stata scoperta l’esistenza di Ashdod, Gaza, Ekron e Gath, oltre a molte manifatture, ma di sepolture ne erano state scoperte pochissime. Ora, invece, un intero cimitero con i resti di 211 persone, risalenti a un periodo che va dall’XI all’VIII secolo a.C.

Istanbul: un cimitero per i golpisti deceduti perché i passanti possano maledirli

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Il sindaco di Istanbul, Kadir Topbas, ha annunciato che oltre a un tribunale speciale per i processi ai golpisti e la costruzione di un carcere di massima sicurezza per i condannati, la città avrà un cimitero “dei traditori”.

Secondo quanto riporta il quotidiano portoghese Diario de Noticias nessuna altra città in Turchia ha accettato di dare sepoltura alle vittime degli scontri durante il tentativo di colpo di Stato. “Sarà chiamato il cimitero dei traditori e tutti i passanti potranno maledire chi vi è sepolto”, ha sottolineato il sindaco di Istanbul. Secondo le cifre fornite dal governo turco i ribelli uccisi nel tentativo di colpo di Stato sono almeno 104.

Lettonia: I cento anni del Brāļu kapi, il cimitero monumentale di Riga

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Consigliamo la lettura di questo articolo “LETTONIA: I cento anni del Brāļu kapi, il cimitero monumentale di Riga” a firma di Paolo Pantaleo, pubblicato su eastjournal.net, in data 5 gennaio 2016:

Era il 28 ottobre 1915. Dal palazzo della Rīgas Latviešu biedrība, nell’attuale Merķeļa iela, si era messo in marcia un lunghissimo corteo in lutto. Tre bare venivano trasportate lungo il tragitto che passava da Aleksandra iela (oggi (Brīvības iela) per poi attraversare Miera iela, fino a raggiungere il grande parco dove il comune di Riga aveva deciso di creare, accanto al grande cimitero della città il Meža kapi, un altro cimitero che era destinato ad ospitare i soldati, vittime della I guerra mondiale, che proprio in Lettonia aveva uno dei suoi fronti più sanguinosi.

Jēkabs Voldemārs Timma, Andrejs Stūris e Jānis Gavenas erano i nomi dei primi tre fucilieri lettoni, di stanza al primo battaglione nazionale lettone di Daugavgrīva, che caddero sui campi paludosi di Tīreļpurvs, uno dei luoghi dove gli scontri fra l’esercito tedesco e le forze dell’impero russo, di cui facevano parte anche i lettoni, furono più aspri nell’autunno del 1915.

Il corteo era immenso. Migliaia di cittadini di Riga, insieme a tanti altri lettoni, profughi che si trovavano in città provenienti soprattutto dal Kurzeme già in mano ai tedeschi, seguivano le tre bare, su cui una volta giunte al Brāļu kapi, furono poste tre corone di fiori bianchi. Il discorso di commiato fu tenuto dal comandante del battaglione, il capitano Rūdolfs Bangerskis, che dopo essere fuggito in esilio durante il periodo sovietico, trovò anch’egli sepoltura qui, nel 1995 nella Lettonia di nuovo indipendente.

Non c’è forse un altro luogo a Riga e nel resto della Lettonia più simbolico del Brāļu kapi (letteralmente il cimitero dei fratelli) per raccontare la storia della lotta per l’indipendenza e la libertà del popolo lettone.
Già nel 1914 il comune di Riga iniziò a pensare ad aprire un cimitero per i soldati caduti al fronte, ma la vera data di nascita del Brāļu kapi simbolicamente è quella del 28 ottobre del 2015, quando furono appunto seppelliti Timma, Stūris e Gavenas.

Dopo i primi tre caduti, furono molti altri, a migliaia, i soldati lettoni vittime della I guerra mondiale. Se paragonata al numero di abitanti, quasi nessun altro paese europeo ha sofferto tante vittime e tanti esuli durante la I guerra mondiale come la Lettonia. Solo dal 1915 al 1917 nei pressi di Riga furono circa cinquemila i fucilieri lettoni caduti sui campi di battaglia intorno alla città, anche se solo un migliaio di questi trovò sepoltura in questo cimitero.

Ben presto fu necessario ampliare il Brāļu kapi. Nel 1919 durante i primi convulsi mesi dopo la dichiarazione d’indipendenza, vennero sepolti nel cimitero dei fratelli anche alcuni bolscevichi e seguaci del governo comunista di Stučka, che contro il governo di Kārlis Ulmanis nato subito dopo dichiarazione di indipendenza, cercava di riportare la Lettonia nell’alveo della Russia sovietica.

Quando alla fine del 1919 la Lettonia conquistò definitivamente la propria libertà sia dalle forze tedesche che da quelle sostenute dai russi sovietici, con la liberazione dall’assedio di Riga, si cominciò a pensare a far diventare il Brāļu kapi un cimitero monumentale, che onorasse davvero i caduti lettoni per la libertà del paese.
Per questo fu lanciato nel 1922 un concorso pubblico per una costruzione architettonica che si sviluppasse nel panorama del cimitero. Al concorso fu invitato a partecipare anche l’architetto Kārlis Zāle, che si trovava a Riga per partecipare già al concorso per la costruzione del Monumento alla libertà nel centro della capitale. Zāle vinse entrambi i concorsi.

Il 18 novembre 1924, festa d’indipendenza, alla presenza del presidente Jānis Čakste e di tutte le maggiori autorità del paese, veniva posata la prima pietra del complesso monumentale ideato da Kārlis Zāle.
I lavori andarono avanti dal 1924 al 1936, fermandosi solo in inverno nei periodi più freddi. Fu deciso che i materiali in pietra utilizzati per le strutture architettoniche e le statue dovessero provenire esclusivamente dal suolo lettone. Zāle voleva utilizzare solo granito grigio, ma fu chiaro presto che non sarebbe stato sufficiente tutto il granito a disposizione per ogni muro e ogni statua. Per questo si decise di utilizzare anche il travertino di Allaži.

L’11 novembre del 1936, anniversario della liberazione dall’assedio di Riga del 1919, l’arcivescovo Teodors Grīnbergs consacrava con la sua benedizione il Brāļu kapi. Ma solo quattro anni dopo la Lettonia perdeva di nuovo la sua indipendenza. Prima l’invasione dell’Urss, poi quello della Germania nazista, poi di nuovo l’occupazione dell’Armata Rossa e l’inizio della lunga dittatura sovietica nei paesi baltici.
Il Brāļu kapi visse decenni di abbandono e di decadenza, per poi tornare ad acquistare il suo ruolo di simbolo della lotta per la libertà e l’indipendenza della Lettonia dopo la liberazione dal gioco sovietico nel 1991.

Profanato cimitero cristiano in Israele

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Un paio di giorni or sono è capitato ancora un episodio di vandalismo contro i cristiani in Israele: a Nazareth è stato profanato un cimitero cristiano, dove ignoti hanno divelto le lapidi e imbrattato i muri con graffiti.
Poco più di una settimana fa la Chiesa della Dormizione a Gerusalemme è stata imbrattata con scritte minacciose in ebraico e nei giorni scorsi la polizia per quell’episodio ha arrestato due minori ebrei. A metà dicembre era stato profanato invece il cimitero di Beit Jamal, non lontano da Beit Shemesh, a ovest di Gerusalemme. allora, le croci di legno e di cemento erano state distrutte.

Honk Kong: troppi morti, non si sa dove seppellirli

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Ad Hong Kong, una delle città più affollate del mondo e con spazi ridottissimi, non c’è più spazio per seppellire i morti e si comincia a pensare a nuove soluzioni originali.
Più di sette milioni di persone vivono su una superficie pari a quella di Roma, una città che di abitanti ne ha meno di tre milioni.
La popolazione di Hong Kong sta invecchiando rapidamente e secondo le stime del governo il numero di morti annuali passerà dai 42.700 del 2010 ai 50.300 del 2020.
Viene detto alla Associated Press, dai responsabili del locale cimitero, che la lista d’attesa per ottenere uno spazio pubblico dove conservare i resti dei famigliari morti può durare fino a sei anni.
Dopo l’attesa, la famiglia riceve uno spazio in un colombario, una struttura dove all’interno di centinaia di piccole cellette vengono conservate le urne con le ceneri dei morti.
La cremazione non era diffusa a Hong Kong fino a pochi decenni fa.
Ma oggi la pratica è utilizzata da circa il 90 per cento degli abitanti.
Chi vuole seppellire i propri famigliari alla vecchia maniera (inumazione) è spesso costretto a farlo nella Cina continentale.
Per chi non vuole aspettare gli anni necessari a ottenere uno spazio in un colombario pubblico può ricorrere ai privati, ma il costo in questi casi può arrivare fino a centomila dollari per un loculo di poche decine di centimetri quadrati.

I pochi spazi rimasti a Hong Kong sono contesi tra i vivi e i morti. Per risolvere il problema, il governo sta cercando di incentivare forme alternative per prendersi cura dei morti. Ad esempio ha creato alcuni “parchi del ricordo” dove è possibile disperdere le ceneri dei propri famigliari e poi tornare a ricordarli, oppure cimiteri online che offrono l’opzione di inviare per via telematica offerte votive.
Strumenti che non sembrano aver fatto presa sulla popolazione locale.

Mosca: per favorire il turismo cimiteriale mette il WIFI libero in tre cimiteri monumentali

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Nei cimiteri di Mosca è partito il progetto Wi-Fi, come riportato dal The Guardian.
Il progetto parte dalla volontà di mettere a disposizione il collegamento a internet al maggior numero di persone, in quanto visitatori del cimitero.
In sostanza un servizio a quanti vogliare visitatare i principali cimiteri della città di Mosca, soprattutto quelli monumentali e storici, per permettere loro di apprendere di più sulle persone che riposano in questi luoghi e sulle opere compiute in vita.
Il Wi-Fi nei cimiteri sarà installato inizialmente in tre cimiteri dei 133 totali presenti in Mosca: Novodevichy, Troyekurovo e Vagankovo, dove sono sepolti personalità storiche come lo scrittore Anton Chekhov, Nikita Khrushchev, Boris Yeltsin e altri ancora.
Questi cimiteri sono considerati veri e propri musei a cielo aperto.

A Pola, in Croazia, con gli utili delle pompe funebri la municipalità amplia il cimitero

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A neanche due anni dall’ultimo ampliamento, sta per partire la costruzione di una nuova ala del cimitero di Monte Ghiro a Pola (Croazia) che si estenderà sulla superficie di 5.600 metri quadrati. Verranno cosi ricavate 154 tombe standard e 143 in muratura da sei sepolture, inoltre 676 loculi da una e altri 55 da quattro tumulazioni. La pianta della nuova ala sarà rettangolare, al centro troveranno posto le tombe e ai lati i colombari con i loculi. Dinanzi all’ingresso sorgerà una piazzetta di forma circolare mentre all’interno verranno messi a dimora alberi di cipresso, nel rispetto della tradizione. I lavori verranno a costare 1,7 milioni di euro e l’ottenimento della licenza edile è ormai questione di poche settimane dopodichè si passerà alla pubblicazione della gara d’appalto dei lavori che salvo inconvenienti inizieranno entro il primo trimestre del 2016. Per far posto alla nuova ala bisognerà sacrificare un’altra fetta della pineta di Monte Ghiro dove le ruspe sono già entrate in azione. Tornando alla questione finanziaria, il direttore della municipalità incaricata delle onoranze funebri Darko Bursi„ fa sapere che saranno investiti unicamente mezzi propri, incamerati con la prestazione dei servizi funebri per cui non si farà richiesta di dotazioni dal bilancio municipale. La costruzione della nuova ala denominata semplicemente Nord Nord est si rende necessaria in seguito all’ormai cronica carenza di luoghi di tumulazione.

Intervista al neo Presidente della EFFS e al Presidente Feniof

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Pubblicata sul canale Video di Oltre Magazine l’intervista rilasciata in occasione di International Funeral Industry Convention – FeNIOF 50° Anniversary, dal neo Presidente della EFFS Giovanni Primavesi e dal Presidente della Feniof Renato Miazzolo.
Primavesi annuncia che EFFS si dedicherà nel prossimo biennio sia sull’aggiornamento degli standard EN15017 sia nel richiedere con gran forza una normativa sui trasporti funebri intraeuropei.
Il Presidente Miazzolo ricorda invece, con emozione, la fatica di tanti che lo hanno preceduto e di tanti che lo hanno accompagnato e supportato nell’influenzare i cambiamenti che ora tanti danno per acquisiti, ma che sono costati molta fatica. Si riferisce ala liberalizzazione del trasporto funebre, alla nascita delle case funerarie.

Alla domanda sulla riforma del settore funebre e cimiteriale Miazzolo ha mantenuto ancora le carte coperte, dicendo che a breve verrà fatta in Feniof una comparazione tra l’AS1611 e l’Ac3189 per valutarne le ricadute e si augura che si possa trovare una giusta sintesi tar i due disegni di legge.

Selfie al funerale

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Dal Telegraph, un giornale inglese, apprendiamo che in un sondaggio condotto nel Regno Unito su un campione di 2.700 possessori di smartphone, circa un terzo degli intervistati ha ammesso di aver fatto un selfie anche durante un funerale.
Molteplici le ragioni, tra cui la volontà di ricordare l’ultimo saluto al compianto defunto e, non ultimo, il desiderio di raccogliere empatia dai propri contatti online.
… Bisogno di protagonismo? Narcisismo imperante? Abitudine pessima, ormai diventata un automatismo? Moda di gruppo? Cattivo gusto? Profanazione? Incapacità di stare con le proprie emozioni? Anti stress? Strategia per esorcizzare la paura della morte?
Il sondaggio, commissionato da Perfect Choice Funerals, svela come la gran parte dei selfie al funerale vengano scattati da giovani:
il 48% di ragazzi appartiene infatti, alla fascia d’età che va tra i 18 e i 25 anni.
Il selfie cimiteriale diminuisce progressivamente nelle fasce d’età successive e coinvolge un terzo degli intervistati tra i 26 e i 30 anni, per poi scendere verso lo zero negli adulti.
Il selfie, una volta scattato, viene anche postato online.
Il 36% degli abitudinari del selfie ammette di aver pubblicato le immagini online per stimolare l’empatia nei propri contatti e per poter condividere un momento così doloroso, mentre il 17% dichiara invece di adoperare questa “modalità moderna” per ricordare il defunto e, forse, per esorcizzare la paura della morte.
Giovani sempre più “connessi” con il resto del mondo – soprattutto online – ma “disconnessi” dalla realtà circostante, dalla profondità delle emozioni e dagli abissi del dolore, anche durante un momento così intimo e tragico.
Nel Regno Unito si sta riflettendo sulla possibilità di vietare i cellulari durante i funerali, così com’era già avvenuto per i famosi selfie-stick nei musei ed in altri luoghi deputati alla cultura.

Ritrovato il Canto funebre di Stravinski

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Sensazionale scoperta musicale in Russia: Natalia Braghinskaya, una musicologa russa esperta di Stravinski, ha ritrovato nella biblioteca del conservatorio di San Pietroburgo la partitura orchestrale del ‘Canto funebre’, scritta nel 1908 dal compositore russo per la morte del suo maestro Rimsky-Korsakov e ritenuta perduta l’anno dopo.

Impresa di pompe funebri greca chiamata come Schaeuble

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Nella città di Agrinio (100mila abitanti, nella Grecia centrale) il proprietario di un’impresa di pompe funebri ha trovato il modo di farsi beffe dell’attuale situazione finanziaria della Grecia e del trattamento che il Paese ha ricevuto dai partner europei, in particolare la Germania.
Cogliendo al volo gli umori dei suoi concittadini nei confronti della Germania, l’uomo ha ribattezzato la propria impresa funebre "Schaeuble" utilizzando il cognome del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che proprio tenero con la Grecia non è mai stato.
Negli ultimi giorni, le immagini dell’ingresso dell’ufficio di pompe funebri – sui cui spicca l’insegna con su scritto il nome "Schaeuble" – è diventata virale tra gli utenti dei social media, soprattutto Facebook e Twitter, procurando così parecchia pubblicità gratuita al fantasioso imprenditore.

In Olanda scarseggia la terra e le tombe le fanno anche tra le barriere antirumore autostradali

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Il direttore del cimitero di Buitenveldeet, alla periferia di Amsterdam (Olanda), ha presentato al suo Comune un piano per costruire una serie di loculi nelle barriere antirumore del raccordoautostradale  A10.
Il progetto prevede di ricavare qualche centinaio di tombe in un tratto di 700 metri che dovrebbe essere pronto l’anno prossimo.
Inizialmente si era ragionato sulla possibilità di attrezzare un luogo dove i parenti e gli amici dei defunti potessero conservare le urne dei cremati e spargerne le ceneri. Poi hanno pensato ad una necropoli all’aria aperta.
Un giardino delle delizie, a sentire l’ideatrice Anja Vink. La barriera antirumore dovrebbe essere coperta da erba e fiori. Le bare verrebbero invece conservate in una galleria di cemento armato che eviti di riproporre le muraglie dei cimiteri tradizioni.

Postcamera della morte

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Il Gran Premio della Giuria di Cannes 2015 è stato assegnato alla grande rivelazione di questo Festival, Saul Fia (Il Figlio di Saul), opera prima dell’ungherese László Nemes, assistente del maestro Béla Tarr che, come il film vincitore, è la descrizione di un luogo che è letteralmente la post-camera  della morte.
Nel film di Nemes, l’unico girato in pellicola come ha sottolineato il giovane regista, un prigioniero ebreo ungherese appartenente al Sonderkommando è costretto a prender parte al piano di sterminio nazista.
Saul svolge il proprio servizio nei forni crematori quando, alla vista di un giovane cadavere che potrebbe essere suo figlio, decide di lottare con tutte le forze per dare degna sepoltura al ragazzo e per la libertá.

Lugano addio …

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Il Municipio di Lugano ha risposto in questi giorni a un’interrogazione inoltrata nel febbraio 2015 dal consigliere comunale (nel frattempo dimessosi) Michele Kauz e dal suo collega tuttora in carica Romolo Pignone (entrambi PLR) in merito agli interventi di adeguamento delle strutture cittadini a favore delle persone disabili, e in particolare sulla situazione dei cimiteri. Con la loro prima domanda, Kauz e Pignone chiedevano infatti quanti e quali cimiteri della Città non sono ancora accessibili ai disabili.
Il Municipio di Lugano ha spiegato che a seguito dell’ultima aggregazione territoriale, il numero dei cimiteri cittadini è più che raddoppiato, passando dai precedenti 10 agli attuali 23. Di questi 10 sono inaccessibili ai disabili (a volte, come a Gandria, a causa della morfologia del terreno), 8 sono parzialmente accessibili (solo alcune zone), mentre i restanti 5 sono accessibili.
I due liberali radicali chiedevano poi al Municipio se non ritenesse urgente intervenire per consentire l’accesso al cimitero alle persone disabili.
Il Municipio di Lugano, dopo aver sottolineato di essersi sempre impegnato all’adempimento delle misure a favore dei disabili, ritiene che nel caso specifico l’adeguamento debba essere effettuato "laddove effettivamente necessario e allorquando il servizio ai cittadini venga messo in discussione."
La terza domanda verteva sulla situazione al cimitero di Breganzona. Questione di minore interesse per i problemi di accesso.
Il Municipio ha spiegato che lo studio di fattibilità per i lavori di sistemazione è stato concluso e che nel gennaio 2014 è stata rilasciata la licenza edilizia. Ma che non si è ancora reperito il finanziamento necessario.
Kauz e Pignone chiedevano poi una stima dei costi per adeguare tutti i cimiteri della Città ai disabili.
Questa stima non esiste, ma il Municipio può affermare che per i cimiteri di Castagnola, Brè, Barbengo e Villa Luganese il costo complessivo sarebbe di circa 500’000 franchi.