Segmentazione del trasporto funebre? Ipotesi a confronto

Diverse filosofie tecniche e legislative hanno informato a sé interi impianti di ordinamento regionale di polizia mortuaria, e sarebbe davvero importante chiarire i rapporti tra la normazione locale, frutto di potestà legislativa concorrente, e quella di principio (residuale, purtroppo) statale. La Legge Regionale del Veneto, ad esempio, in molte sue parti, pare proprio prescindere dal D.P.R. 285/1990 abrogandone implicitamente interi Capi. Il panorama è molto fluido ed instabile, perché la recentissima pronuncia della Consulta con

E se la formula “passaporto mortuario” fosse un termine abusato?

Piglio spunto, per alcune riflessioni, da un’intelligente e bonaria polemica di Serena Raffaelli, sulle pagine de ”Lo Stato Civile Italiano” – S.E.P.E.L. edizioni -, in cui si stigmatizza la tendenza alla parlata gergale e scorretta di tutti gli attori, a vario titolo, coinvolti nel circuito dei servizi funerari, anche nei documenti ufficiali. Insomma lo slang necroforese proprio non s’addice alla purezza linguistica di chi debba esprimersi con proprietà di linguaggio nel complesso mondo del diritto

Trasporti esteri: legalizzazione della firma o… “apostille”?

-Occorre preliminarmente operare una distinzione di fondo nel trasporti mortuari transfrontalieri. Se il feretro deve essere trasportato in uno dei Paesi aderenti alla Convenzione di Berlino del 10 febbraio 1937, approvata e resa esecutiva in Italia con regio decreto 1 luglio  1937, n. 1379, allora l’atto di autorizzazione per il trasporto si chiama ” Passaporto Mortuario”, con le  osservanza delle prescrizioni dettate dalla Convenzione medesima, come ribadito dall’art. 27 del D.P.R. 285  /1990. Se, invece,

Emilia-Romagna: quali le distinazioni ultime per un feretro?

In Emilia-Romagna, ai sensi del combinato disposto tra l’ Art. 10 L.R. 29 luglio 2004 n. 19 e la seguente Determinazione del Responsabile del Servizio Sanità Pubblica, del 6 ottobre 2004 e s.m.i, il quale, sostanzialmente, riproduce lo stesso impianto normativo del Capo IV D.P.R. 285/90, richiamandolo espressamente, ll trasporto di cadavere è soggetto alla regola della “tipicità”. Un feretro, dal luogo in cui staziona per il periodo d’osservazione (tassativamente: servizio mortuario sanitario, abitazione privata,

Passaporto mortuario verso la Svizzera: quali gli adempimenti?

Cara Redazione, Un’impresa funebre presenta istanza per avere l’autorizzazione al trasporto dei resti mortali all’estero e, con precisione in Svizzera. Dal D.P.R. n.285/1990 tale autorizzazione, si evince che spetta alla Prefettura rilasciare tale autorizzazione. La convenzione di Berlino non si applica ai resti mortali. Con il D.P. C.M. del 26 maggio 2000, tale competenza risulta trasferita alle Regioni. Vi chiedo: Nella regione Campania, chi deve rilasciare tale autorizzazione? Se la competenza dovesse essere del Sindaco, quali

TAR Lazio, Roma, Sez. III-ter, 14 ottobre 2019, n. 11832

TAR Lazio, Roma, Sez. III-ter, 14 ottobre 2019, n. 11832 MASSIMA TAR Lazio, Roma, Sez. III-ter, 14 ottobre 2019, n. 11832 Non sussiste silenzio dell’amministrazione centrale allorquando questa abbia riscontrato significando la sussistenza della competenza in capo a proprio organo periferico, né quando questo ultimo abbia rappresentato che, ai fini del rilascio del titolo al trasporto funebre internazionale, le autorità locali richiedono specifiche modalità ed indicazioni, non fornite dal soggetto agente. NORME CORRELATE Art. 28

Italia-Svizzera: deroghe alla Convenzione internazionale di Berlino sui trasporti funebri trans-frontalieri

Repubblica Italiana e Svizzera sono entrambi Paesi firmatari dell’Accordo, sottoscritto a Berlino il 10 febbraio 1937, e, avvalendosi della possibilità offerta dall’art. 10 della Convenzione stessa, una sorta di lungimirante norma a clausole aperte (Art. 10.- Le disposizioni, sia generali che speciali, del presente accordo stabiliscono il massimo delle condizioni, eccettuate le tariffe che possono essere stabilite all’accettazione delle salme provenienti da uno dei paesi contraenti. Questi paesi restano liberi di accordare maggiori facilitazioni, per

Incontri internazionali per contenere la pandemia di febbre suina

I ministri della Sanita’ del G7, piu’ il Messico, si incontreranno l’11 settembre 2009 per esaminare la diffusione della nuova influenza. E per parlare della situazione in Europa, i ministri dei 27 hanno convocato una riunione straordinaria ad inizio ottobre. Il 16 settembre, invece, il Commissario europeo per la Salute, la cipriota Vassiliou, presentera’ una relazione sulle azioni da intraprendere per combattere l’avanzare della pandemia.

Principali norme nazionali ed internazionali di Polizia Mortuaria nell’Ordinamento Italiano

Testo Unico Leggi sanitarie di cui al R.D. 27.7.1934 n. 1265 ” Regio Decreto. 1.7.1937 . n. 1379 – Convenzione di Berlino del 10 febbraio 1937. ” Covenzione 28.4.1938 tra la Santa Sede e l’Italia, approvata e resa esecutiva con Regio Decreto 16.6.1938 n° 1055 (D.P.R. 10.9.1990 n° 285, art.27 comma 4) Intrduzione o estadizoni di feretri tra Stato Italiano e Città del vaticano Art. 2 R.D. 30/9/1938 n. 1631 – obbligo di allestire un

Trasporto internazionale di ceneri

  Vi proponiamo, la risposta ad un quesito formulatoci da un nostro lettore che ci ha contattati attraverso www.crematori.org. Cara redazione, un’urna arriva dall’Estero accompagnata da un familiare del defunto e deve essere posta in una cappella di famiglia: una volta arrivato all’aeroporto di destinazione del volo (situato in una città diversa dal comune di destinazione finale dell’urna), quali adempimenti ha il familiare che accompagna l’urna? Risposta: L’ordinario trasporto di salme, cadaveri, ossa, ceneri o

Introduzione salme o ceneri in Italia

Premessa: questo articolo si focalizza sulle procedure dettate dall'Art. 28 DPR 10 settembre 1990 n. 285 e, considera, quindi, i trasporti verso l'Italia da Paesi non aderenti alla Convenzione Internazionale di Berlino (10 febbraio 1937) approvata con Regio Decreto n. 1379 del 1 luglio 1937. L'accordo di Berlino risulta ormai anacronistico, soprattutto sul versante delle prescrizioni tecniche sul confezionamento del feretro (impone l'uso della reggetta e non contempla la sostituzione della cerchiatura metallica con la

Lombardia: Trasporti internazionali

Premessa: quando vi sia extraterritorialità; nei trasporti funebri la normativa nazionale ed internazionale (Convenzione di Berlino del 10(02/1937) prevalgono sempre su quella regionale. In Lombardia l’autorizzazione al trasporto (Si veda anche, a tal proposito, il paragrafo 7 della Circolare Regionale n. 21 del 30 maggio 2005, soprattutto dopo il DPCM 26 maggio 2000) è rilasciata dal preposto ufficio del Comune di decesso. L’autorizzazione al trasporto funebre, allora, è materia del Comune di decesso, anche per