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Dallo scheletro ricostruiscono le sembianze di un defunto 6 secoli fa

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Gli studiosi dell’Università di Cambridge in collaborazione con l’istituto scozzese di Dundee, sono riusciti a ricostruire il volto di una persona vissuta nel Regno Unito nel Medioevo.

Il team formato da archeologi, informatici e antropologi, ha soprannominato il soggetto in questione “Context 958”. L’elaborazione digitale della faccia fa parte di un progetto di ricerca denominato “After the Plague” (Dopo la Peste), che ha come scopo quello di indagare la vita delle persone povere dopo l’epidemia di peste bubbonica che colpì l’Europa nel 1348 sterminando la popolazione e guadagnandosi il nome di “Morte Nera”.

Lo studio ha portato gli esperti britannici ad analizzare 400 scheletri trovati nel cimitero del St. John’s Hospital e seppelliti tra 13° e il 15° secolo. I resti di “Context 958” erano stati rinvenuti fra il 2010 e il 2012 durante alcuni scavi nella zona e dalle analisi effettuate erano state raccolte moltissime informazioni sulla sua vita.

“Context 958 aveva più di 40 anni quando morì – ha raccontato l’archeologo John Robb, che ha guidato le ricerche – e aveva uno scheletro abbastanza robusto, con evidenze di usura provocate da una vita di lavoro duro. Non possiamo sapere che lavoro specifico svolgesse, ma era una persona di classe operaia, magari con un commercio specializzato di qualche tipo” .
Nonostante appartenesse al ceto sociale povero, l’uomo consumava carne e pesce, che probabilmente cacciava da solo.

In India investimento per realizzare 200 nuovi crematori a gas

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Il governo di Kerala, nel sud dell’India, si appresta a sostituire i forni crematori elettrici situati nei luoghi pubblici con quelli alimentati a gas, considerati più eco-compatibili ed economicamente sostenibili.

Come riferisce l’agenzia indiana Pti, le autorità giudicano i forni crematori elettrici troppo costosi, perché consumano molta energia e devono essere tenuti sempre accesi per mantenerli caldi. Obiettivo della Suchitwa Mission, agenzia statale della sanità, è costruire 200 impianti “con parcheggio, sala d’attesa climatizzata, area per riti religiosi e giardino”. Per farlo sono stati stanziati 1,1 miliardi di rupie, circa 14,5 milioni di dollari.

In Messico si sperimenta la possibilità di riutilizzo di pace maker

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Medici messicani hanno riutilizzato con successo pacemaker già usati, dopo una sterilizzazione standard, su pazienti che ne avevano bisogno ma non potevano permettersi il costo del device.
Uno studio sull’argomento è stato presentato al congresso annuale della Mexican Society of Cardiology di Guadalajara svoltosi recentemente a cui hanno preso parte gli esperti della European Society of Cardiology (Esc).
“Si tratta di un piccolo studio, ma dimostra che con un processo di accurata sterilizzazione, pacemaker espiantati, con una batteria di sei anni, possono essere riutilizzati in modo sicuro”, ha spiegato Carlos Gutiérrez, cardiologo del General Hospital of Mexico. Aggiungendo che in Messico, stando ai dati forniti dal governo, la metà della popolazione non ha accesso ad una assicurazione sociale o privata che copra i costi di un impianto, e il 44 per cento della popolazione vive in povertà.
“Questo significa – ha aggiunto Gutierres – che un grande numero di messicani non può permettersi di curarsi”. Lo studio prende in esame il caso di 33 pazienti a cui era stato prescritto l’impianto ma non avevano le possibilità economiche. Nell’ospedale messicano, dal 2011 al 2017, sono stati impiantati pacemaker già usati e donati dai parenti di persone decedute, nessun problema è stato registrato a sei mesi dall’intervento.
Jose Zamorano, direttore del programma Esc in Mexico ha sottolineato che l’impianto viene usato su numerosi pazienti ogni anno in tutto il mondo, e che la modalità del riutilizzo consente di accedere a un salvavita importante anche a chi non ha i mezzi finanziari.

Anche la California approva la possibilità della cremazione liquida

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La California sarà il 15° Stato USA ad offrire ai propri cittadini la possibilità di scegliere la “cremazione liquida“: vi potranno accedere dal 2020 grazie ad una legge firmata dal governatore Jerry Brown qualche giorno or sono. Si tratta di un’alternativa alla cremazione tradizionale (col fuoco) che utilizza il sistema dell’idrolisi alcalina: il metodo richiede l’utilizzo di acqua e di una soluzione alcalina di idrossido di potassio che una volta riscaldata e in pressione scioglie i tessuti del corpo. Le ossa verranno poi meccanicamente ridotte in granuli.
La cremazione liquida vien ritenuta “green”, cioè ecologica ed ha un impatto ambientale meno rilevante rispetto a quella tradizionale

Proteste a Losanna per atti vandalici su reparto islamico del cimitero

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Oltre 500 persone hanno manifestato il 18 ottobre 2017 a Losanna (Svizzera) per dire “Stop all’islamofobia”.
I dimostranti intendevano protestare per gli atti di vandalismo che hanno preso di mira nel fine settimana l’area musulmana del cimitero di Bois-de-Vaux nel capoluogo vodese.
Nell’area riservata alle tombe dei musulmani, probabilmente nella notte tra venerdì e sabato, sono state rovinate lapidi e dispersi fiori. Sono inoltre apparse ai visitatori scritte ostili, in parte con errori ortografici, come “Musulmani fuori dalla Svizzera” e “No alla mafia municipale corrotta. No ai cimiteri comunitaristi”.

Tunisia: crowdfunding per realizzare un cimitero per migranti morti in mare al largo coste tunisine

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Pescatori e volontari di Zarzis in Tunisia da anni si occupano di dare una degna sepoltura ai migranti morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo; a quei corpi senza vita di uomini, donne e bambini che quasi ogni giorno vengono ritrovati sulle spiagge della località nel sud della Tunisia.
Ora, tuttavia, nel cimitero locale non c’è più spazio e per questo motivo il comitato regionale della Mezzaluna Rossa di Medeine, ha deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi online, su www.cofundy.com, d’intesa con le autorità locali, per raccogliere 30’000 euro ed acquistare un terreno di 2500 metri quadrati, a 15 km a sud di Zarzis, da adibire a cimitero e luogo della memoria.
La Mezzaluna Rossa tunisina si prenderà poi l’onere di gestire il cimitero occupandosi anche di raccogliere informazioni sull’identità dei sepolti. Se l’operazione non dovese andare in porto, acquisterà comunque un terreno più piccolo.
Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, nel corso dell’anno i morti sono stati 2’410, molti a largo delle coste tunisine.
Che differenza con una analoga iniziativa che si sta svolgendo in Calabria, dove si è intervenuti con sodi pubblici italiani e con valori molto più elevati.

Scozia: conservati illegalmente circa 6000 organi di feti e nati morti

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Lydia Reid, una donna scozzese, ha chiesto per 40 anni, senza esito, l’esumazione del corpo del figlio morto a soli 7 mesi.
La donna, che ha raccontato la sua storia alla BBC, quando ha finalmente ottenuto di esumare la salma, ha avuto conferma di quanto sospettava fin dal giorno del funerale del suo piccolo. La bara era vuota, è stata sepolta senza un corpo dentro.
L’esumazione è stata eseguita dall’antropologa Sue Black, che ha trovato solo un cappello, uno scialle, una croce e un’etichetta che aveva scritto erroneamente il nome di Gary.
Lydia Reid, come riportato in numerosi servizi della BBC, ha svolto un ruolo di primo piano nella campagna scozzese per portare alla luce lo scandalo delle parti del corpo di bambini morti utilizzate illegalmente per la ricerca.
L’NHS, il servizio sanitario del Regno Unito, in Scozia è stato costretto ad ammettere di avere illegalmente conservato circa 6.000 organi e tessuti negli ospedali tra il 1970 e il 2000, molti dei quali appartenenti a bambini.

[Fun.News 3205] Negli USA la cremazione è diventata la scelta maggioritaria

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Il tasso di cremazione negli USA è alto e supera l’incidenza della scelta per la sepoltura in bara (a terra o in tomba).
Lo rende noto la NFDA (National Funeral Directors Association).

Il rapporto annuale 2017 sui dati statistici per il 2016 di questa Associazione ci fa sapere che il 50,2% degli americani ha scelto la cremazione nel 2016, a partire dal 48,5% nel 2015, mentre il 43,5% degli americani ha optato per la sepoltura, in calo dal 45,4% nel 2015.
Ci si attende, secondo le stime fatte da NFDA che entro il 2035 la cremazione negli USA venga scelta nel 78,8% delle morti.
E che nei prossimi otto anni i tassi di cremazione supereranno il 50% in 44 stati, a partire dai 16 stati nel 2010. Contemporaneamente, il tasso di sepoltura dovrebbe scendere dal 45,2 per cento nel 2015 al 30,3 per cento nei prossimi otto anni.
"Il tasso di cremazione è destinato a continuare nella crescita, visto che molti americani scelgono la cremazione", ha detto il presidente NFDA W. Ashley Cozine. "Questo cambiamento ha spinto molte case funebri ad espandere le loro offerte di servizio per soddisfare le esigenze emergenti dei consumatori che preferiscono la cremazione".

Diversi fattori contribuiscono al cambiamento di scelta sulla cremazione negli Stati Uniti, tra cui:
Religione:
Gli americani non religiosi sono più propensi a considerare la cremazione per la famiglia e gli amici (il 23 per cento nel 2015). Dal 2012, la percentuale degli americani che sentono molto importante avere un funerale religioso è diminuito dal 49,5 percento al 39,5 percento.
Età:
L’invecchiamento della popolazione americana ha un impatto diretto sulla professione funebre.
Nel 2011, la generazione Baby Boomer negli USA ha cominciato (per la prima annata) a superare i 65 anni di età, ed entro il 2030 tutti i Boomers avranno oltre 65 anni.
Gli individui tra i 65 ei 79 anni rappresentano il 27,7 per cento del mercato dei servizi funebri USA, e gli individui 80 e più anni rappresentano il 46,1 per cento del mercato USA.
Gli individui di 80 anni e più anziani hanno meno probabilità di essere cremati e hanno più probabilità di optare per la sepoltura.
Le proiezioni statistiche contenute nel rapporto di cremazione e di sepoltura di NFDA del 2017 sono state elaborate dall’Università di Wisconsin-Madison Applied Population Laboratory Department of Community and Environmental Sociology.

Giappone: un robot che sostituisce il prete buddista nei funerali

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Un prete robot che celebra funerali buddisti è stato presentato alla convention “Life Ending Industry” in Giappone dall’azienda Nissei Eco.
Si tratta di una versione appositamente adattata del robot Pepper di SoftBank, utilizzato anche per altri scopi e lavori, dato che in Giappone è molto comune l’utilizzo dei robot in diversi ambiti della società.
E chi non crede alla notizia, vada a vedersi il video:

Nubifragio a Instabul: crolla muro di un cimitero. … niente morti, solo feriti!

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Almeno 2 persone sono rimaste ferite nel crollo di un muro di un cimitero a Istanbul, nel quartiere centrale di Sisli, a seguito del violento nubifragio che si è abbattuto sulla citta’, accompagnato da grandinate e forte vento. Sul posto sono giunte diverse ambulanze e squadre d’emergenza. Crolli sono segnalati in varie zone della città, ma non risultano al momento altri feriti.

Cremation and burial communication and education: Stratford 3-5 luglio 2017

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Riceviamo dalla Società inglese di cremazione e volentieri diamo notizia in Italia della loro annuale conferenza:

CREMATION AND BURIAL COMMUNICATION AND EDUCATION 2017

We are pleased to announce that the programme for this year’s CBCE has now been released and details are attached.

The programme is designed to meet the needs of all of those involved with the provision of Bereavement Services across the whole of the UK. This year’s event is going from strength to strength, providing the most up to date and relevant information to the sector. Top ranking officials from Government Departments will provide you with up to the minute progress reports on the key issues. Other various relevant presentations will ensure you are up to date with changes that impact upon your service.

WHY SHOULD YOU ATTEND?
Professional Development – The Cremation and Burial Communication and Education 2017 Event offers all attendees evidence of Continuous Professional Development, with certificates from the CPD Certification Service awarded to all attendees.

Connect – Network with industry-leading practitioners, share views with the most experienced service providers in the UK to learn from their insights and forge new partnerships.

Discover – Explore the most effective way of providing your service by seeing and discussing the most up to date technology and tools available within the sector.

Delegate’s Fee: £440 +VATIncludes: Two nights’ accommodation at the event including all meals, admittance to all working sessions and the exhibition, plus event documentation.

Day Delegate’s Fee: £160 +VATIncludes: Event documentation, admittance to all working sessions and the exhibition, buffet lunch and refreshments between working sessions.Excludes: Accommodation and dinner.

For more information and to enrol online go to http://www.cbce.org.uk

Stratford Manor, Warwick Road, Stratford-upon-Avon, CV37 0PY
Monday 3rd, Tuesday 4th & Wednesday 5th July 2017

130 iman inglesi rifiutano la preghiera islamica tradizionale per i terroristi morti nei recenti attentati

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Dopo l’attacco terroristico di Londra avvenuto il 3 giugno, che ha causato 7 vittime, questa dichiarazione senza precedenti scuote il mondo musulmano. Oltre 130 imam hanno così pubblicamente deciso che si rifiuteranno di eseguire la preghiera islamica tradizionale per i defunti ai terroristi morti negli attentati, invitando anche gli altri esponenti religiosi a fare lo stesso.
L’eccezionalità dell’evento è anche dovuta al fatto che il rito funebre musulmano viene tradizionalmente celebrato per tutti, indipendentemente dalle azioni commesse in vita.
“Riteniamo che le azioni commesse dai terroristi siano indifendibili e completamente in contrasto con gli insegnamenti elevati dell’Islam”. Queste le parole dei 130 imam, che così prendono netta distanza da questi crimini.

Il Comune di XY chiede quali sono le norme da applicare per un trasporto funebre dall’Italia ad un Paese fuori dall’Accordo di Berlino, indipendentemente che sia firmatario o meno della convenzione di Strasburgo sul trasferimento delle salme.

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Per il trasporto in Paesi non aderenti alla Convenzione di Berlino in Italia si applica l’art. 29 D.P.R. 285/1990 ed i chiarimenti applicativi della circolare Min. Sanità 24/6/1993, n. 24, paragrafo 8. Si noti che in Italia l’Autorità che ora emette l’autorizzazione al trasporto non è più il Prefetto, ma il Sindaco.
Per quanto concerne questi trasporti, indipendentemente dalle norme del Paese di arrivo, la regolamentazione italiana prevede (art. 29 D.P.R. 285/1990):
a) nulla osta, per l’introduzione, dell’autorità consolare dello Stato verso il quale la salma è diretta;
b) certificato dell’Unità Sanitaria Locale attestante che sono state osservate le disposizioni di cui all’art. 30;
c) altri eventuali documenti e dichiarazioni che il Ministero della Sanità dovesse prescrivere in rapporto a situazioni determinate.
Le documentazioni di cui alla lettera c) sono (per effetto della circolare Min. Sanità n. 24/1993 citata, paragrafo 8.2):
− estratto dell’atto di morte in bollo;
− certificato dell’unità sanitaria locale attestante che sono state osservate le disposizioni di cui all’art. 32 D.P.R. 285/1990 e in caso di morti di malattie infettive diffusive anche quanto previsto dagli artt. 18 e 25;
− autorizzazione alla sepoltura rilasciata dal sindaco del comune in cui è avvenuto il decesso.
Ad avviso dello scrivente l’autorizzazione al trasporto internazionale dovrebbe contenere le informazioni circa itinerario e volo, incluso il nome della compagnia aerea, il numero di volo (o i numeri dei voli), la data del viaggio, ora prevista di partenza e arrivo, e aeroporto di arrivo (ovviamente nel caso di utilizzo di aereo).
Il nulla osta per l’introduzione nel Paese, non dovrebbe essere generico ma riportare esplicitamente:
L’Ambasciata/il Consolato conferma che per l’ingresso delle spoglie mortali provenienti dall’Italia Nulla Osta se le stesse rispondono alle autorizzazioni previste dall’articolo 29 del regolamento di polizia mortuaria approvato dal Governo italiano con il decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285 e dalle documentazioni di cui al paragrafo 8.2 della circolare Ministero della sanità italiano del 24 giugno 1993, n. 24.
Sarebbe utile poi disporre nell’autorizzazione al trasporto, ma non è previsto dalla norma:
a) il luogo di destinazione delle spoglie mortali (cimitero di destinazione, con indirizzo)
o, in caso non sia noto:
b) la persona che sul suolo britannico si prende in carico le spoglie mortali:
− se è una persona: Nome, cognome, indirizzo, copia di documento di identità;
− se è una impresa funebre: dati identificativi della ditta ivi compreso l’indirizzo, nome del referente e numero di telefono.
Sostanzialmente ogni spoglia mortale per ogni tratto del viaggio deve essere accompagnata da un incaricato del trasporto e presa in carico da questi ad ogni cambiamento di vettore.
Così avviene sul suolo italiano con l’incaricato del trasporto funebre fino all’aeroporto. Qui la spoglia mortale viene presa in carico dal vettore aereo, che la consegna ad altro incaricato del trasporto sul suolo del Paese di arrivo.

Atti di vandalismo in cimiteri ebraici negli USA

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Una decine di tombe sono state profanate presso il cimitero ebraico di Rochester, nello stato di New York. Lo riportano i media locali citando la polizia. Secondo il custode alcune tombe sono state scoperchiate e le lapidi divelte.
Non ci sono fermati al momento ma la polizia sta indagando. La profanazione al cimitero ebraico di Rochester è solo l’ultimo di una serie di atti anti-semiti che stanno avvenendo negli Stati Uniti. Qualche giorno fa centinaia di tombe ebraiche sono state profanate a Filadelfia.

Vescovo emerito spagnolo dona il suo corpo morto alla scienza

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«Le ultime volontà del nostro vescovo erano che i suoi resti fossero donati alla ricerca scientifica».
Con queste parole Francisco Pardo Artigas, attuale pastore di Girona, città vicina a Barcellona, in Spagna, ha comunicato della morte a Santo Stefano di monsignor Jaume Camprodon i Rovira, suo predecessore per i lunghi anni dal 1973 al 2001.
Durante il funerale, celebrato in duomo, la bara col suo corpo non c’era.
La cripta preparata nella cattedrale per accogliere le spoglie dei vescovi titolari è rimasta chiusa.
«Ho donato i miei resti alla sala di dissezione della Facoltà di Medicina di Barcellona» dice nel suo testamento.
La Messa è stata officiata da Pardo, insieme a cardinali e vescovi della regione.
«Era cosciente che fin dal primo infarto che lo ha colpito anni fa, la medicina aveva fatto molto per lui – scrive Pardo in una lettera ai fedeli – e come ringraziamento, ha voluto donare il suo corpo per poter aiutare la ricerca in tutte le malattie». È stata la stessa diocesi «subito dopo la sua morte, a compiere le sue volontà».
Alla seguente domanda (posta da Vatican Insider), Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha così risposto:
Questa vicenda del Vescovo spagnolo serve a migliorare il rapporto e il dialogo tra fede e scienza? E Lei, eccellenza, anche alla luce della scelta del Vescovo spagnolo, come interpreta invece il rapporto – meno “filosofico” e più pratico – tra fede e tecnica scientifica?
«Questa scelta del Vescovo emerito di Girona tocca un tema particolarmente delicato che è quello del rapporto dell’umano con la scienza e la tecnica, rapporto che sta assumendo nuovi contorni. Mentre in passato la tecnica poteva essere considerata uno strumento, oggi sta diventando una cultura diffusa e onnicomprensiva: in questa prospettiva un dialogo tra umanesimo e tecnica è indispensabile, purché e perché non se ne resti asserviti e quindi annullati in una logica che rimarrebbe solo tecnica. La tecnica per sua natura è senza anima, senza sogno, senza quel filo di mistero che è indispensabile per la vita umana. Non tutto può essere affidato alla tecnica perché altrimenti tutto sarà affidato al mercato, a chi ha i mezzi per sviluppare la tecnica e, alla fine, alla legge del più forte: guadagno, sfruttamento diventerebbero rischi sempre più forti. Ecco perché vita e morte legate dal mistero sono indispensabili. Per un progresso scientifico sempre rispettoso della centralità dell’essere umano, per un progresso scientifico davvero “umanistico” e non legge a sé stesso».

Succede ancora: morte apparente in villaggio cinese

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Nella provincia cinese sud-occidentale di Sichuan il 75enne pensionato Huang Mingquan è stato riconosciuto morto da un suo figlio e una dozzina di parenti poichè “ha smesso di respirare e i suoi arti sono diventati freddi”. Il pensionato è stato sistemato in una bara dove ha trascorso ben 8 ore durante il servizio funebre, nel bel mezzo del quale ha spostato il coperchio della bara chiedendo a tutti i presenti: “Che sta succedendo? Mica mi state seppellendo?”. Il figlio sorpreso e sbalordito ha aiutato il padre a uscire dalla bara.

Il fotografo indiano dei morti

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Pubblichiamo il seguente articolo tratto da www.tpi.it, dal titolo “IL FOTOGRAFO INDIANO CHE PER MESTIERE RITRAE I MORTI PRIMA DELLA CREMAZIONE”, pubblicato in data 23/1272016, per la particolarità del contenuto, di sicuro interesse per i nostri lettori, tanto da considerarlo com praticolo di fine anno 2016.

Indra Kumar Jha, 26 anni, è un fotografo di morti. Vive e lavora a Varanasi, sulle sponde del fiume Gange – il fiume più sacro per l’induismo – dove vengono cremati una media di trecento corpi al giorno. Le salme arrivano da tutta l’India, spesso semplicemente legate con una corda sul tettuccio dell’automobile o del risciò.
Durante la cerimonia di cremazione Indra si propone alle famiglie per scattare un ritratto del loro caro defunto, poi corre a stampare le immagini in un piccolo laboratorio fotografico del centro cittadino.
Le foto sono un ricordo indelebile per la famiglia, ma servono anche come certificato di morte e poter, per esempio, prelevare il denaro del defunto. In India fotografare i morti è illegale, è per questo che Indra sulla parete esterna del suo negozio ha scritto “fotografo di matrimoni e compleanni”, sopra al suo numero di telefono.
A Indra piace fare il fotografo perché non ha un padrone e può guadagnare tra le 1.500 e le 2.500 rupie al giorno (22-37 euro). Il prezzo di ogni immagine dipende dalle dimensioni: tra le 120 e le 200 rupie (1-2 euro). Quando aveva 17 anni Indra si è comprato una piccola fotocamera compatta e ha cominciato a scattare, senza alcuna formazione precedente.
Il fotografo italiano Matteo de Mayda ha conosciuto Indra a Varanasi e ha cominciato a fotografarlo durante le sue giornate di lavoro, poi gli ha chiesto di condividere con lui il suo archivio di fotografie per sviluppare un progetto insieme sul suo incredibile mestiere. Indra ha accettato, e il progetto che ne è venuto fuori è intitolato significativamente Sleeping Beauty.
Dice de Mayda a TPI: “Quello che stupisce è la coerenza del suo corpo di lavoro: a un fotografo professionista servono anni di esperienza, ricerca e analisi per raggiungere la sua precisione. Indra l’ha raggiunta per necessità e senza nessuna ambizione artistica o progetto d’insieme. Una sorta di saggezza visiva inconsapevole”.
“Il modo di vedere la morte degli induisti non esprime tristezza o decadenza del corpo”, continua de Mayda, “non la fine della vita, ma qualcosa che fa parte della vita. E lo esprime con una sorta di bellezza”.
Sleeping Beauty si compone di una selezione di scatti che de Mayda ha realizzato a Indra e una piccola parte dell’archivio contenuto nella scheda SD del fotografo indiano. Per ultime nella gallery, alcune immagini degli oggetti che si utilizzano durante il rito crematorio induista, ognuno dei quali racconta qualcosa in più della persona ritratta. Eccoli:
1. Marigold, fiori arancioni, appartengono alle caste più povere, tengono lontani gli insetti e vengono offerti a Dio come simbolo di resa. I fiori bianchi si chiamano “lily” e simbolizzano umiltà e devozione. Le rose sono le più care quindi solo per i più abbienti;
2. “Ghee”, o burro chiarificato, viene sparso sul corpo prima della cremazione e garantisce la continuità della vita;
3. La legna costa cara, soprattutto quella di sandalo, che generalmente viene utilizzata solo per personaggi importanti;
4. Recipiente di terracotta contenente l’acqua del Gange, che viene versata sulla bocca e sulla fronte del defunto, prima di rompere lo stesso vaso a terra;
5. Ogni famigliare ha il compito di donare un “kafan” per coprire il corpo;
6. Non tutti vengono cremati, perché le loro anime sono già uscite dal ciclo delle reincarnazioni, a questi viene legata una pietra ai piedi e lasciati andare nel fondo del fiume. Questi sono i bambini, le donne incinte e gli animali sacri, come il serpente e le vacche.
Matteo de Mayda è fotografo e art director focalizzato su progetti per buone cause. Ha collaborato con diverse Ong, come Emergency, World Health Organization, LAV e Greenpeace per comunicare i loro progetti attraverso campagne e reportage.
Ha realizzato documentari in Italia, Guatemala, Cina, Lituania e Stati Uniti e pubblicato il suo lavoro su The Guardian, Interview, Gestalten, National Geographic, Wired, Rolling Stone Magazine. Inoltre, ha partecipato a diverse mostre, personali e collettive, come quella nella Sede delle Nazioni Unite, in Svizzera (2013) e alla 15ma Biennale di Architettura a Venezia (2016). Il suo sito è www.matteodemayda.com.

Texas: prodotti abortivi in struttura sanitaria solo sepolti in cimitero o cremati

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In Texas, arrivano nuove regole che vietano a ospedali, cliniche e altre strutture sanitarie che praticano l’aborto di mandare i resti dei feti nelle discariche, consentendo solo la cremazione o la sepoltura indipendentemente dal periodo di gestazione in cui è avvenuta l’interruzione di gravidanza. Il divieto scatterà a partire dal 19 dicembre 2016.
Proposte dalle autorità sanitarie lo scorso luglio 2016, dopo un lungo dibattito, le nuove regole prevedono che il divieto non si applichi agli aborti spontanei o alle interruzioni di gravidanza che avvengono in casa.
Il Texas, fieramente conservatore, ha una delle normative più rigide in materia di aborto.
Alla base delle nuove regole, proposte dal governatore repubblicano Greg Abbott, una “maggiore tutela della salute e della sicurezza pubblica”, perchè “i resti dei feti – spiega Abbott – non devono essere trattati come qualsiasi rifiuto sanitari e smaltiti in discarica”, e va rispettata la dignità del nascituro, in sintonia con il rispetto dello Stato per la vita.

Defunto re thailandese: viene costruito un crematorio per lui. La cremazione entro un anno

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Secondo quanto riferito il 29 novembre 2016 dai media thailandesi, a partire del 10 gennaio 2017, il dipartimento dell’arte thailandese avvierà la costruzione del forno crematorio per il defunto re Bhumibol Adulyadej a Sanam Luang davanti al palazzo reale, con la previsione di portare a termine il progetto entro settembre del 2017.
Fonti non ufficiali hanno affermato che la cerimonia di cremazione si svolgerà al più presto tra un anno.

I funerali di Fidel Castro

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Almeno 25 leader mondiali parteciperanno alla cerimonia di commemorazione per il leader rivoluzionario cubano. Secondo una nota del ministero degli Esteri, la cerimonia riunirà leader provenienti da paesi africani e latino-americani, con il primo ministro greco Alexis Tsipras che rappresenterà l’Unione europea.
L’addio a Castro è iniziato da qualche giorno e durerà per nove giorni.
La cerimonia funebre in programma per il 4 dicembre 2016 si svolgerà nella città di Santiago de Cuba.
L’urna funeraria di Fidel Castro è apparsa per la prima volta agli occhi dei cubani il 28 novembre 2016, mentre la Tv nazionale diffondeva le immagini di un omaggio reso dai vertici dello stato al Lider Maximo.
L’esposizione dell’urna rettangolare, in legno, è avvenuta all’interno della sala delle cerimonie nel ministero delle Forze armate.