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Trasporto plurimo dolenti da impresa funebre: occorre essere noleggiatori di auto con conducente

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Nell’ambito delle attività di contrasto agli abusi ed alle irregolarità ai danni dei turisti da parte di tassisti e noleggiatori non autorizzati nella zona dell’aeroporto, personale della unità operativa aeroportuale della Polizia municipale, ha controllato a Napoli più di trecento veicoli tra cui taxi, noleggio con conducente e bus turistici contestando violazioni ad otto tassisti con contestuale segnalazione al corso pubblico e dieci noleggiatori abusivi con conseguente ritiro della carta di circolazione e fermo amministrativo, in quanto i veicoli non erano destinati a tale uso.
Durante i controlli gli agenti hanno fermato una vettura con autista di una impresa di pompe funebri che, dietro compenso, trasportava familiari di persone defunte presso il luogo dove avveniva la cremazione: un servizio di noleggio vero e proprio, non autorizzato.
Ovvia la multa.

Detrazione spese funebri (Rigo E8/E10, cod. 14). Indicazioni Agenzia Entrate circolare 7/E/2017 del 4/4/2017

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L’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 7/E/2017 del 4/4/2017 pubblicata sul web al link seguente CIRCOLARE7_E4APRILE2017, con la quale vengono date indicazioni sulle voci detraibili nella dichiarazione dei redditi.
Per quanto riguarda le spese funebri, dall’imposta lorda si può detrarre un importo pari al 19 per cento delle spese sostenute in dipendenza della morte di persone, e a prescindere dal vincolo di parentela.
La detrazione compete nel limite massimo di spesa di 1.550 euro.
Devono essere comprese nell’importo anche le spese indicate nella CU 2017 (punti da 341 a 352) con il codice 14.
Tale limite non è riferito al periodo d’imposta, sottolinea la circolare, ma a ciascun decesso.
Le spese devono però rispondere a un criterio di attualità rispetto all’evento cui sono finalizzate. Pertanto, sono escluse quelle sostenute anticipatamente dal contribuente in previsione delle future onoranze funebri come, ad esempio, l’acquisto di un loculo prima della morte.
La circolare precisa che si considerano spese funebri non solo quelle per le onoranze, ma anche quelle connesse al trasporto e alla sepoltura.
Per usufruire della detrazione, occorre controllare e conservare alcuni documenti.
Se la spesa funebre è sostenuta da soggetti diversi dall’intestatario della fattura, ai fini della detrazione è necessario che nel documento originale di spesa sia riportata una dichiarazione di ripartizione della stessa sottoscritta anche dall’intestatario del documento.
Tra i documenti da conservare rientrano fatture e/o ricevute fiscali riconducibili al funerale come la fattura dell’agenzia di pompe funebri, del fiorista (se la spesa è fatturata a parte), la ricevuta di versamento effettuata al comune per i diritti cimiteriali, le fatture relative agli annunci funebri, ecc..

Detrazione spese funebri nel 730 precompilato

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A partire dal 15 aprile 2017, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati il modello 730 precompilato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, all’indirizzo www.agenziaentrate.gov.it.
Il modello 730 precompilato può essere accettato o modificato dal contribuente utilizzando il codice Pin del servizio telematico Fisconline.
A partire dallo scorso anno è stata introdotta la possibilità di utilizzare il modello “730 precompilato” con i dati già noti al fisco, introducendo anche le spese funebri sostenute nell’anno precedente.

Vittoria: revocata dal Questore licenza ad agenzia funebre

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Il Tribunale di Ragusa ha emesso, su proposta del questore, un provvedimento di decadenza dalla licenza ad un’agenzia di onoranze funebri con sede legale a Vittoria e già operante anche a Comiso, perché nella sua gestione era coinvolto una persona che aveva finito nel 2014 l’obbligo della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e che, di conseguenza, non avrebbe potuto in alcun modo condizionare le attività di affari di altre società. Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato.
Durante le indagini è emerso che l’uomo, assunto come dipendente a tempo indeterminato con la qualifica di commesso viaggiatore, oltre ad aver inserito il proprio cognome nella denominazione societaria e nel biglietto da visita dell’agenzia distribuito alla clientela, dal quale era scomparso il nominativo del titolare effettivo, aveva anche utilizzato il profilo ‘Facebook’ dell’agenzia per postare messaggi di minaccia nei confronti di un noto giornalista, ‘reo di aver pubblicato alcuni articoli, riguardanti l’infiltrazione di famiglie mafiose nelle attività economiche di Vittoria, che reputava offensivi nei suoi confronti.

Vescovo scrive una lettera aperta a Parroci e operatori del settore funerario

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Lo scorso 20 marzo 2017 il Vescovo di Nocera Inferiore-Sarno Monsignor Giuseppe Giudice, ha inviato una lettera agli addetti alle opere funerarie, agli incaricati di polizia mortuaria e ai parroci in merito alla cremazione e alla sepoltura dei defunti.
Di seguito riportiamo il testo integrale del documento:
«Carissimi,
quale pastore di questa Chiesa locale mi rivolgo anzitutto a voi che vi adoperate ad esercitare una delle opere di misericordia corporali più delicate: seppellire i defunti. Il contatto con le famiglie in lutto e la mediazione spesso operata con i sacerdoti e le comunità religiose vi pongono al centro di una particolare attenzione da parte mia, soprattutto nel tempo in cui viviamo, ed è mio compito fare chiarezza su alcuni aspetti circa la cura dei defunti e delle loro famiglie. Come sapete con l’Istruzione Piam et constantem del 5 luglio 1963, l’allora Sant’Uffizio ha stabilito che «sia fedelmente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri dei fedeli», aggiungendo però che la cremazione non è «di per sé contraria alla religione cristiana» e che non siano più negati i sacramenti e le esequie a coloro che abbiano chiesto di farsi cremare, a condizione che tale scelta non sia voluta «come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario, o per odio contro la religione cattolica e la Chiesa». Questo cambiamento della disciplina ecclesiastica è stato poi recepito nel Codice di Diritto Canonico (1983) e nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (1990). Nel frattempo la pratica della cremazione si è notevolmente diffusa in non poche Nazioni, ma nel contempo si sono diffuse anche nuove idee in contrasto con la fede della Chiesa. Pertanto è bene che io ribadisca a voi, che ci aiuterete, sono certo, a chiarire le idee alle famiglie con cui entrate in contatto al momento di dovervi prendere cura dei loro cari defunti. Mi permetto ivi di ribadire alcuni principi e norme circa l’uso della cremazione e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione. Il primo elemento da considerare è che la Chiesa, per motivi dottrinali e pastorali, continua a preferire la sepoltura dei defunti e il rispetto del corpo mortale degli stessi che come la Liturgia ci ricorda è tempio dello Spirito del Signore. La Chiesa continuerà a consigliare in via preferenziale la tumulazione del corpo del defunto nel cimitero o in altro luogo sacro e si chiede ai cristiani di continuare in questa pia pratica. L’inumazione è la forma più idonea per esprimere la fede e la
speranza nella risurrezione corporale. In tal senso la Chiesa non può permettere atteggiamenti e riti che coinvolgono concezioni errate della morte, ritenuta sia come l’annullamento definitivo della persona, sia come il momento della sua fusione con la Madre natura o con l’universo, sia come una tappa nel processo della re–incarnazione, sia come la liberazione definitiva della “prigione” del corpo. Infine, la sepoltura dei corpi dei fedeli defunti nei cimiteri o in altri luoghi sacri favorisce il ricordo e la preghiera per i defunti da parte dei familiari e di tutta la comunità cristiana. Un secondo elemento riguarda invece proprio la cremazione. Laddove ragioni di tipo igienico, economico o sociale portino a scegliere la cremazione, scelta che non deve essere contraria alla volontà del fedele defunto, la Chiesa non ha motivi dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l’oggettiva negazione della dottrina cristiana sull’immortalità
dell’anima e la risurrezione dei corpi. Essa tuttavia non deve essere richiesta in contraddizione ai principi della Chiesa e in opposizione alla fede sulla resurrezione. Un terzo elemento riguarda il vostro specifico servizio. Vi chiedo fraternamente di informare i parroci tempestivamente della scelta della cremazione da parte dei fedeli o delle loro famiglie,
affinché gli stessi predispongano i riti liturgici in maniera adeguata a questa scelta, così come prevede l’appendice al nuovo rito delle Esequie in vigore presso la Chiesa italiana. Si chiarisca però alle famiglie che qualora per motivazioni legittime venga fatta la scelta della cremazione del cadavere, le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nel cimitero o, se è il caso, in una chiesa o in un’area appositamente dedicata a tale scopo dalla competente autorità ecclesiastica. In nessun caso la Chiesa potrà autorizzare la dispersione delle ceneri o la conservazione delle stesse in luoghi o abitazioni private (benché la legge civile dello Stato consenta entrambe queste possibilità) e meno che meno la creazione di gioielli o monili o altri oggetti dalle ceneri del defunto. Aiutateci a far capire che la scelta della cremazione non deve andare in contrasto con il rispetto per le spoglie mortali del defunto e con la possibilità che esse “riposino” in un luogo sacro pensato appositamente fino alla resurrezione, così come insegna la dottrina. La conservazione delle ceneri in un luogo sacro, inoltre, riduce il rischio di sottrarre i defunti alla preghiera e al ricordo dei parenti e della comunità cristiana. In tal modo, inoltre, si evita la possibilità di dimenticanze e mancanze di rispetto, che possono avvenire soprattutto una volta passata la prima generazione, nonché pratiche sconvenienti o superstiziose. Va assolutamente scoraggiata in tal senso l’uso di dividere le ceneri tra i familiari ancora viventi, che ancor più espone al rischio della dispersione o mancanza di rispetto per il defunto. Mi permetto, infine ricordare, che il mancato rispetto di tali indicazioni può, in casi estremi, portare, da parte dell’autorità ecclesiastica, a un diniego alla celebrazione delle esequie cristiane».

Intimidazione ad impresa funebre tarantina

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Tre colpi di pistola di grosso calibro sono stati esplosi qualche giorno or sono per intimidazione di un’impresa funebre tarantina.
Nel mirino l’agenzia di onoranze funebri dei fratelli D’Alconzo, a Taranto, non lontano dall’ospedale “Santissima Annunziata”. I proiettili, perforata la saracinesca, hanno superato anche la vetrata e si sono conficcati nelle bare in esposizione.

Sconti sul prezzo del funerale: in Giappone succede che …

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In Giappone gli incidenti causati da anziani al volante stanno diventando un problema serio. L’alta frequenza di casi in cui sono coinvolti persone di una certa età ha spinto la società Heiankaku, che gestisce 89 pompe funebri nella prefettura di Aichi, a lanciare una campagna promozionale, in accordo col comune, per ridurre gli incidenti provocati da anziani alla guida.
La proposta è semplice: sconto del 15% al proprio funerale per chi riconsegnerà la patente.
Per ora il numero delle patenti riconsegnate nella prefettura di Aichi non raggiunge il 3%, che la posiziona al 32esimo posto tra le 47 prefetture del Paese.
Osaka è messa meglio, infatti, oltre le detrazioni al costo del proprio funerale, gli anziani usufruiscono di sconti anche in determinate attività commerciali se restituisce la patente. In Giappone un cittadino su 4 supera i 65 anni di età.

Chieti, scoperta dai Nas impresa funebre abusiva

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Un’impresa funebre, con due sedi nello stesso comune del Chietino, pubblicizzava in grande stile le proprie attività, promuovendo funerali completi “a partire da 1.900 euro”, garantendo la “massima serietà”, offrendo anche “trasporti internazionali”, “servizi cimiteriali” e perfino “disbrigo pratiche”, ma l’attività era irregolare.
Peccato che non fosse in regola!
L’hanno scoperta e chiusa i Carabinieri del Nas di Pescara, nel corso di una serie di ispezioni nel settore funerario, finalizzate ad accertare il rispetto dei requisiti igienico sanitari ed il possesso dei titoli previsti. Dai controlli dei militari per la tutela della salute è emerso che l’impresa, attiva nell’area frentana, non era stata regolarizzata in Comune e presentava carenze in tema di agibilità e dei pareri igienico sanitari della Asl competente.
I controlli del Nas di Pescara sono stati eseguiti in tutto il Chietino, in collaborazione con il dipartimento di Prevenzione della Asl, per scoprire la presenza, sul territorio, di agenzie funebri che operavano illecitamente. Le ispezioni rientrano nell’ambito di un più ampio e capillare monitoraggio in atto su tutto il territorio regionale.
Nei giorni scorsi altre aziende del Pescarese avevano ricevuto la visita di Nas e Asl ed era scattato un provvedimento analogo.
Si tratta di un settore in cui, in pochi giorni, sono già emerse forme di abusivismo.
I controlli sono finalizzati proprio a garantire il rispetto delle procedure sanitarie e a tutelare gli operatori che operano regolarmente da forme illecite di concorrenza.

TANATOPRASSI D’Oltralpe: i consigli di un esperto.

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Vi proponiamo una serie di piccoli trucchi ed astuti stratagemmi che potrebbero esser utili all’operatore funebre nei momenti d’empasse, quando e se anche in Italia si diffonderanno i servizi di tanatoprassi ed imbalming, come fenomeni di massa.

Il primo comandamento consiste nel nutrire sempre grande fiducia verso le proprie capacità e nelle tecnologie per il post mortem su cui, oggi, il mondo delle estreme onoranze può contare; d’altra parte chi si ricorda o ricorre ancora alla formula, imparata durante il periodo di formazione professionale Ci x Vi = Cf x Vf?
Naturalmente C rappresenta la concentrazione iniziale dell’aldeide formica, ossia il valore che si legge sulla confezione della cartuccia, V, invece è il volume del balsamo conservante da inserire nel collettore d’iniezione, C significa la concentrazione della miscela contenuta nel cilindro della siringa, mentre V indica la capienza dell’apparecchio con stantuffo, questa piccola pompa servirà ad inserire la soluzione a base d’aldeide formica nel sistema circolatorio della salma.

Vi posso assicurare, in tutta tranquillità, che durante un corso, in una delle mie trasferte didattiche, la regola di cui stiamo parlando mi fu davvero utile, perché, quando mi trovavo a corto di fluido per l’imbalsamazione temporanea, un collega mi soccorse con grande gentilezza, prestandomi un flacone di liquido antiputrefattivo dal nome e dalle caratteristiche chimiche a me sconosciuti, infatti, non lo avevo mai usato prima.

Grazie alla teoria appresa a scuola riuscii ugualmente ad interpretare correttamente le caratteristiche d’utilizzo di quel prodotto completando egregiamente il mio lavoro.

 

Per quanti abbiano la fortuna di lavorare nella propria saletta settoria della chambre funèraire il sistema d’intervento più consigliato ed efficace consisterebbe nel lasciare fluire liberamente il preparato a base di aldeide formica nei tessuti della salma per gravità, senza alcuna spinta o sovra pressione artificiale.

Una simile procedura è sì un po’ più lenta, ma combinata ad un efficiente drenaggio venoso permette d’ottenere risultati straordinari.

Diversi tanatoprattori, come chi vi parla, anche operando a domicilio privilegiano, sempre questo metodo.

Per snellire i tempi praticano un’aspirazione del sangue a livello cardiaco, dove maggiori sono dimensione e portata dei vasi sanguigni.

Piuttosto controversa, soprattutto sul versante meramente pratico, è la consuetudine di siringare la cavità addominale del cadavere durante le fasi che separano l’iniezione mediale da quella distale.

Per quale ragione si dovrebbe infiltrare confusamente formaldeide nelle viscere del defunto, con il serio rischio d’ improvvise perdite di liquami misti a formolo dagli sfinteri, invece di approfittare del comparto artero-venoso ancora integro per raggiungere anche le zone più periferiche ed estreme del corpo umano?

Per evitare un modesto, ma sempre spiacevole, reflusso del liquido impiegato nella puntura, quando, appunto, si estrae la sonda dal vaso sanguigno incanalato, è sufficiente un piccolo batuffolo di cotone da usare come tampone per contenere questo lieve contrattempo e solo dopo aver inoculato il formolo nelle parti più lontane del corpo umano (, mani, dita…) si potrà proseguire con l’iniezione generale, in modo da garantire la presenza in tutto l’organismo di formaldeide.

Per il trattamento di una salma, in cui sia presente un notevole trauma cranico, è stata elaborata dalla scuola francese una particolare procedura che consiste in un’iniezione asimmetrica del fluido antiputrefattivo. Ecco le diverse fasi:
1. Si porta in superficie la carotide sinistra
2. Con una pinza chirurgica si provoca una strozzatura in quest’ultima, così da rendere impossibile il deflusso nel sangue. Interrompere a quest’altezza il passaggio del flusso ematico significa impedire un’antiestetica tumescenza dei tessuti para orbitali. (la pelle che circonda l’occhio e le palpebre stesse) già duramente provati dalle ferite riportate durante il decesso dal cadavere.
3. S’incide la carotide destra per inserire il condotto che inietterà il liquido conservante.
4. Si ripete l’operazione sulla carotide sinistra, prima occlusa dalla pinza, così da raggiungere con il balsamo anche la parte sinistra della testa.

La quantità di liquido introdotta è sensibilmente minore e riduce eventuali rigonfiamenti o ulteriori irritazione della pelle.
E’ quasi inutile ricordarvi di prestare sempre particolare attenzione agli improvvisi rumori che potrebbero provenire dalle interiora della salma.

Un consistente gorgoglio, avvertito nella zona dello stomaco, potrebbe ragionevolmente esser avvisaglia di un problematico rigurgito di materiale gastrico dalla bocca, mentre un leggero ribollio dei fluidi nel collettore d’iniezione è, quasi sempre, segno di un buono svolgimento delle operazioni, siccome il formolo fluisce velocemente in arterie e vene, senza incontrare ostacoli.

Nel pescarese: sospesa l’attività di una impresa funebre per cui erano assenti le autorizzazioni ad operare

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Scoperta dai Nas nel pescarese una impresa funebre del tutto abusiva.
la singolarità sta nel fatto che l’impresa funebre aveva più sedi, un sito web con informazioni chiare e sui funerali e addirittura dal quale si poteva scaricare modulistica.
Peccato che operasse in assenza dei requisiti che le norme regionali in materia prescrivono.
Lo hanno scoperto i NAS di Pescara, che hanno disposto, unitamente all’ASL di Pescara, la immediata sospensione della attività.
L’impresa funebre esercitava l’attività di onoranze funebri ed eseguiva servizi per riti, trasporti e tumulazioni, in totale assenza di autorizzazione e di pareri igienico sanitari della Asl competente.
La situazione ha consigliato di avviare, in collaborazione con il dipartimento di Prevenzione della Asl, numerose ispezioni in aziende della provincia di Pescara, per scoprire se esistono altre imprese funebri abusive, inquinato senza i titoli per esercitare l’attività.

Modena aggiorna le regole per le sepolture, adeguandole alle unioni civili

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L’amministrazione comunale di Modena ha recepito, con una delibera di giunta municipale, le recenti disposizioni sulle coppie di fatto estendendole anche al tema della sepoltura.
I defunti non sposati ma comunque legati da una unione civile saranno trattati come una coppia unita dal vincolo del matrimonio.
Ciò comporta che le due persone in questione potranno essere seppellite l’una accanto all’altra, mentre prima questo era possibile soltanto da sposati (o conviventi more uxorio).
«Il diritto ad essere vicini anche nella morte – spiega l’amministrazione della città emiliana – è ora esteso ai conviventi uniti civilmente, il tutto recependo le disposizioni sulle unioni civili».
Una coppia al centro di una unione civile potrà essere seppellita nello stesso cimitero anche se in vita una delle due persone abitava in un altro comune rispetto a quello dove si trova il cimitero.

Copertino: intimidazione a impresa funebre

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Attentato incendiario ai danni dell’agenzia funebre “Mosè” di Copertino (nel leccese).
Ignoti, qualche notte or sono, hanno lanciato una molotov contro la sede dell’agenzia di proprietà di un giovane imprenditore del posto.
I danni sono ingenti: le fiamme hanno riempito il locale distruggendo arredi e attrezzature.
Al lavoro per spegnere l’incendio i vigili del fuoco del distaccamento di Veglie richiamati sul posto insieme ai carabinieri della locale stazione e al proprietario.
Gli autori dell’attentato sono stati immortalati da alcune telecamere di sorveglianza: si tratta di due uomini che si sono avvicinati all’agenzia a bordo di uno scooter con i volti coperti da un casco. Uno di loro ha lanciato la bottiglia incendiaria e si è dato alla fuga.
L’atto intimidatorio è stato compiuto ai danni di un impresario di pompe funebri che nel 2012 denunciò e fece arrestare tre pregiudicati che lo avevano minacciato

24 persone indagate a Padova: metà dipendenti obitorio e metà impresari funebri. Indovinate perché

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Dodici dipendenti dell’Azienda ospedaliera di Padova addetti all’obitorio e dodici titolari di imprese funebri sarebbero tra i destinatari di avvisi di garanzia in quanto i protagonisti di favori per la spartizione del mercato locale dei defunti.
Secondo le prime notizie sulle indagini ogni segnalazione valeva dai 50 agli 80 euro.
Le accuse sono di concorso in corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, falso ideologico in atto pubblico e truffa ai danni dell’ospedale.
Con queste accuse è stato comunicato dal PM ai 24 interessati l’avviso di proroga delle indagini.

Voci di riduzione della convenienza a detrarre le spese funebri

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Secondo il Sole 24 Ore del 19 febbraio 2017, il Governo starebbe pensando, per far cassa, ad un intervento sulle detrazioni fiscali, in particolare se il contribuente ha un elevato reddito.
Sarebbero interessate anche le spese funebri.
Di seguito il testo della notizia, tratta da Il Sole 24 Ore:

… omissis …A via Venti settembre si è tornati, dunque, a valutare l’ipotesi di azzerare o ridurre i bonus fiscali in relazione al reddito del contribuente. In sostanza, oltre una determinata soglia l’agevolazione fiscale potrebbe essere anche azzerata. Fatta pari a 100mila questa soglia, solo per fare un esempio, il contribuente che dichiara 110mila euro si potrebbe veder cancellare la detrazione per spese veterinarie o quella per l’abbonamento dei figli ad associazioni sportive, palestre e piscine o ancora le detrazioni per le spese funebri. Si tratta comunque di alcune voci, del lungo elenco delle agevolazioni fiscali, che non intervengono nella formazione del reddito (reddito da lavoro dipendente, pensioni e redditi assimilati). …omissis ..Fonte: Sole 24 Ore

Le prime reazioni dal comparto funebre sono di incredulità, visto che il Governo intende far cassa anche con la emersione di aree di evasione e questa, invece, verrebbe vista esattamente come una manovra che aumenta l’evasione.
La cosa ridicola è che, a prima vista sembrerebbe un provvedimento di equità sociale (in questa maniera chi ha più soldi paga più tasse), ma è esattamente al contrario (e cioè aumentando la soglia dell’importo fiscalmente detraibile per spese funebri) che si otterrebbero significativi ritorni nella lotta all’evasione.
Chissà se i valenti (sic!) consulenti del Ministro dell’Economia riusciranno a capire una cosa semplice semplice …

[Fun.News 3128] Nel leccese controlli per scoprire lavoratori in nero: ben 6 su 10 in controlli alle imprese funebri

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Nel corso delle ultime settimane gli ispettori del lavoro in provincia di Lecce, coadiuvati dai carabinieri, hanno eseguito 89 ispezioni riguardanti altrettante aziende ubicate nel territorio provinciale, operanti per lo più nel settore dell’industria e della ristorazione, ma anche in quello del commercio e dei servizi.
Su un totale di 141 lavoratori identificati, gli ispettori del lavoro hanno accertato 33 posizioni lavorative completamente “in nero”, quasi un lavoratore su quattro della forza lavoro occupata dalle aziende controllate.
Nell’immediato sono stati adottati tutti i provvedimenti amministrativi del caso, compresa la sospensione dell’attività imprenditoriale, nonché le misure a tutela dell’integrità fisica dei lavoratori occupati “in nero”.
Particolarmente accurata è l’attività di controllo e monitoraggio delle imprese operanti nel settore dei servizi funebri.
N
el corso dei controlli sono stati scoperti 6 lavoratori in nero su un totale di 10 impiegati.
Nei prossimi mesi continuerà l’azione del neo costituito Ispettorato territoriale del lavoro di Lecce. Uomo avvisato, mezzo salvato!

Modica: scambio di salme all’ospedale

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I familiari di due pazienti , uno di Modica e l’altro di Ispica, deceduti in ospedale a Modica attendevano in casa l’arrivo del feretro del loro caro, per porgergli l’estremo saluto.
Quando nelle rispettive abitazioni sono arrivate le bare, trasportate dai carri funebri delle agenzie scelte per espletare il servizio, si sono accorti che doveva essere avvenuto uno scambio di salma.

Come racconta il quotidiano online ragusanews.com i morti nell’obitorio del nosocomio modicano erano solo due.
Qualcuno, probabilmente la prima delle due imprese funebri sopraggiunte pe rio trasporto ha sbagliato morto e quella che è venuta dopo ha preso quello che era rimasto.

Richiesta di sala del commiato laico nel Municipio 7 di Milano

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Lorenzo Zacchetti, consigliere Pd del Municipio 7, a Milano, sta chiedendo a gran voce la realizzazione di una sala del commiato laico in quel Municipio. Ecco il testo del suo intervento:
«Il Municipio non è attrezzato per garantire» i funerali laici, «al contrario di quanto avviene per i matrimoni civili, che durante l’amministrazione Pisapia sono stati decentrati presso le sedi territoriali». E ancora: «E’ altamente opportuno che il processo di decentramento iniziato con l’istituzione delle Municipalità prosegua, garantendo anche la possibilità di celebrare riti funebri civili nelle sedi municipali».
La richiesta è quella di istituire una “stanza del commiato” in uno spazio del Muncipio.
La mozione è però stata respinta in commissione da parte della maggioranza di centrodestra, che si è appellata al fatto che questa tipologia di servizi è di competenza di Palazzo Marino e non del Municipio.
E siamo all’inizio di una polemica che non finirà presto!

Modena: forum sul futuro delle attività funerarie, tra aspetti giuridici, senso etico e prospettive religiose.

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Modena, dinanzi ad un pubblico d’eccezione ( il parterre era formato dal gotha dell’imprenditoria funebre modenese) si è tenuto, lunedì scorso, 30 gennaio 2017, presso la Sala Arcelli della C.N.A. Provinciale di Modena, una partecipato forum sulle evoluzioni normative, religiose e etiche proprie del settore funebre e cimiteriale.

Di grande rilievo il tavolo dei relatori: si è infatti, spaziato dal Senatore Stefano Vaccari (primo firmatario dell’Atti Senato n. 1611 – riforma delle attività funerarie -) a Don Alberto Zironi (Vicario Episcopale della Diocesi di Modena/Nonantola), da Milvia Folegani (Direzione Generale Assessorato Sanità Regione Emilia Romagna), per chiudere con il pirotecnico intervento Gianni Gibellini (Presidente EFI – Eccellenza Funeraria Italiana).

il Sen. Vaccari ha aggiornato gli astanti sull’andamento dell’iter di approvazione della nuova legge in materia funeraria che qualche apprensione sta destando per la tempistica piuttosto dilatata e macchinosa, confermando, però, la concreta volontà espressa dal Governo e dal Parlamento per arrivare presto, dopo le opportune correzioni, al varo del testo.
Dopo tutto la Commissione Igiene e Sanità si è prefissata scadenze certe, seppur con qualche dilazione, funzionale alla discussione degli emendamenti presentati. Molto dipenderà dalla durata residua della Legislatura: certo, un improvviso scioglimento anticipato della Camere sovvertirebbe l’ordine dei lavori, con il concreto rischio di vanificare tutta la fase preparatoria di audizioni protrattasi per quasi due anni. Ad avviso del Senatore il tempo della discussione preliminare ed istruttoria volta ad ascoltare le composite voci di questo (dis-)articolato comparto, si è chiuso ed è il momento di “fare sintesi” per addivenire ad una positiva conclusione su cui possano convergere (come anticipato all’ultima edizione di Tanexpo), in una legge quasi bipartsan i contributi decisivi di maggioranza ed opposizione, per fornire alle onoranze funebri regole moderne e certe, in un quadro di ritrovata legalità.

Le profonde parole di Don Zironi hanno riguardato, soprattutto il tema della cremazione e del senso “sociale” e, dunque, comunitario delle esequie; il prelato ha illustrato la posizione ufficiale della Chiesa anche alla luce dell’ultimo istruzione, “Ad resurgendum cum Christo”, recentemente pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Secondo l’autorità ecclesiastica l’evento morte, nella contemporaneità di un mondo secolarizzato, produce inevitabilmente due rischi: il disinteresse (si delega in toto l’impresa funebre al fine di abbandonare al più presto dei morti, quasi che essi fossero un imbarazzante rifiuto, in una malcelata idea di immortalità terrena) e, per converso, l’estrema privatizzazione del fatto luttuoso con intenti, per così dire, possessori, in particolar modo verso le ceneri del defunto, atteggiamento psicologico di negazione, da cui originerebbero fenomeni quali la conservazione a domicilio delle urne, non certo idonei all’elaborazione della perdita e del distacco irreversibile da una persona cara, ormai scomparsa.

Milvia Folegani ha bene esplicato con un’ineccepibile relazione molto tecnica e taglio squisitamente giuridico, le disposizioni regionali sulla polizia mortuaria, con tutti i suoi limiti, quando, ad esempio, sussistano rapporti di extraterritorialità con realtà finitime che si siano, però, dotate di differenti assetti normativi, fornendo utili ragguagli i in merito ai requisiti formativi, gestionali ed operativi richiesti per lo svolgimento puntuale dell’attività funebre (il legislatore emiliano-romagnolo propende per la tipologia dell’impresa strutturata con propri mezzi e personale necroforo) e alle forme contrattuali da utilizzare per l’inquadramento dei lavoratori, dopo le recenti novelle legislative introdotte dal Job Act. Nell’azione dell’impresa funebre, infatti, coesistono elementi giuslavoristici, di diritto sanitario e commerciale.
Ha poi rimarcato come i rischi più comuni cui è soggetto l’addetto alle onoranze funebri (contaminazione biologica, movimentazione dei carichi e burn out, cioè stress emotivo), se non valutati attentamente entro la corniche della disciplina sulla sicurezza, espongano l’imprenditore a sanzioni elevatissime, addirittura di natura penale.

Gianni Gibellini, esuberante come sempre, ha espresso il pieno sostegno di E.F.I. al disegno di legge per un’unica normativa quadro nazionale, così da superare la cronica frammentazione di una polizia mortuaria ormai destrutturata su disomogenei e caotici livelli di governo ed ha ribadito la necessità di vedere posti in essere controlli più rigorosi e più efficaci sulle attività funerarie e cimiteriali in un momento storico in cui vuoi per gli effetti delle spending review vuoi per carenze di organico o risorse da investire i pubblici poteri sembrano in disordinata ritirata dalle loro storiche funzioni di indirizzo, pianificazione e, soprattutto, repressione degli illeciti che, come ci insegnano le frequenti corruttele scoperte dalla Magistratura in questo comparto, spesso assumono profili penali. Il presidente di E.F.I. lamentando un certo deprezzamento delle forniture, in forza delle recenti tendenze, quali la cremazione, scommette molto sui meccanismi di detrazione delle spese funebri previsti dall’Atti Senato n. 1611 per sconfiggere la piaga endemica del sommerso e dell’evasione fiscale o contributiva.

Dopo un avvio di dibattito a volte anche molto duro e teso, ma sempre corretto, con una platea numerosa e particolarmente coinvolta (c’è chi ha ruggito contro la liberalizzazione delle licenze di pubblica sicurezza o di commercio; altri, per converso, hanno positivamente salutato la deregulation, in particolar modo nei rapporti di lavoro) – presente in sala anche il segretario di FederCoFIt, a a rappresentare l’ala del dissenso più netto rispetto ai principi del DdL Vaccari, specie in tema di visione strategica dell’impresa funebre (quale mission in ultima istanza per queste aziende?) EFI e CNA Modena, nella persona dei Presidenti Gianni Gibellini e Roberto Masi, hanno firmato un protocollo di intesa che vedrà nei prossimi anni una intensa collaborazione fra i due Enti nel condurre progetti e iniziative condivisi.
La tavola rotonda è stata preceduta da un seminario sull’efficienza nell’attività funeraria alla luce delle sempre più frequenti richieste di certificazione di qualità ad opera delle Imprese che puntano ad una eccellenza competitiva.

Impresario funebre resiste alla richiesta di pizzo. Arrestati i 4 criminali che lo avevano bersagliato

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A Pomigliano (NA) sono stati arrestati i componenti di un gruppo criminale che tentava di imporre il pizzo a una ditta di onoranze funebri. I quattro arresti sono stati eseguiti a Pomigliano d’Arco e a Casalnuovo di Napoli, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa per il reato di tentata estorsione, aggravata dall’articolo 7 della Legge Falcone.
Si tratta di Giuseppe Mosti, detto “Nufriello”, Antonio di Chirivino, detenuti per altra vicenda, Federico Gallucci, libero vigilato, e Gianluca Granata. I primi tre, di Casalnuovo di Napoli, sono ritenuti affiliati al sodalizio Piscopo-Gallucci, il quarto risiede a Pomigliano d’Arco e gravita attorno alla criminalita’ organizzata locale.
Gli investigatori avevano accertato che i quattro avevano chiesto la tangente, in tre occasioni, tutte nell’agosto scorso.
Per primo si era presentato Granata, chiedendo il “regalo” di agosto, con una somma a piacere. Alcuni giorni dopo Gallucci, Mosti e Chirivino, si erano presentati per 2 volte, a nome dei “Nufriello”: la prima avevano chiesto di informare il titolare e la seconda avevano esordito con “siamo qui per la mazzetta. già abbiamo aspettato troppo!!!”.