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Falsifica documentazione per aprire impresa funebre nel bergamasco

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La Polizia locale del comune di Romano (in provincia di Bergamo) ha scoperto e sanzionato I.C., 25 anni, di Palermo, reo di aver fornito una falsa documentazione che attestava i requisiti necessari per aprire un’agenzia di pompe funebri in città.
Tutto ha avuto inizio con la presentazione della domanda all’ufficio del commercio del Comune, che dopo le prime pratiche ha passato alla Polizia locale il disbrigo dei controlli approfonditi.
Tra questi anche la verifica della competenza di direttore tecnico dell’esercizio, che I.C. avrebbe svolto, essendo in possesso di un diploma che attestava la frequentazione di un corso di formazione alla “Federcommercio”, l’Ente che forma professionisti anche in questo ramo commerciale.
La Polizia locale però una volta contattato l’Ente ha scoperto che il richiedente e fantomatico direttore d’agenzia non ha mai frequentato nessun corso. Il soggetto trasgressore è stato denunciato per falsificazione e uso di falsa documentazione”.

DIA Catania sequestra beni a impresario funebre

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La DIA di Catania ha eseguito un decreto di sequestro di beni nei confronti di un imprenditore di 58 anni, Sebastiano Distefano, attivo nel settore delle onoranze funebri.
Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Ragusa poichè l’uomo è accusato di reati legati al narcotraffico ed è già stato condannato, in passato, per i reati di detenzione illegale e porto in luogo pubblico di materiale esplodente, evasione fiscale e riciclaggio di valori bollati contraffatti. Beni, per un valore complessivo di tre milioni di euro, che sono stati sequestrati all’imprenditore ragusano da parte della Dia di Catania.
L’uomo è ritenuto membro di un’associazione a delinquere dedita al traffico internazionale di stupefacenti: cocaina, eroina e hashish tra la Germania e la Sicilia.
Il sequestro ha interessato diversi rapporti bancari in corso di quantificazione, otto automezzi, 5 imprese con sede a Ragusa, di cui quattro operanti nel settore di onoranze funebri (Croce bianca iblea, Centro servizi funerari, Centro servizi funebri srl e L’azzurra onlus) e una nel settore della ristorazione (Agid srl).
Sono state sequestrate anche il 50% delle quote sociali di un’attività di gestione di parcheggi e autorimesse, nonchè 10 fabbricati e sei appezzamenti di terreno.

Oggi il picco di caldo, che continuerà per alcuni giorni

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“In questo periodo di caldo torrido nei pronto soccorso italiani si sta registrando in media il 10% di accessi in più, soprattutto in grandi città metropolitane, dove si arriva anche a picchi di aumento del 15% rispetto ai 20 milioni di accessi annui”. E’ quanto ha spiegato all’ANSA Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale della Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza (Simeu).

“Il numero maggiore di accessi – ha spiegato – deriva da disidratazione e dal riacutizzarsi di patologie già presenti, come scompenso cardiaco e insufficienza respiratoria. A farne le spese, come per l’emergenza influenza sono soprattutto anziani e fasce deboli, tali sia per isolamento sociale che per povertà: si tratta infatti di persone che restano più spesso a casa, magari da sole”. Per quanto riguarda invece il sovraffollamento del pronto soccorso durante l’emergenza caldo, che si puo’ registrare in alcune citta’, puntualizza l’esperta, “non è pero’ dovuto ai pazienti in più che arrivano, ma è sempre generato dalla carenza di posti letto per ricoverarli. Al cronico sovraffollamento, bisogna infatti aggiungere che in estate gli ospedali hanno una ulteriore riduzione dei posti letto, dovuta al frequente temporaneo accorpamenti dei reparti”. Quanto ai consigli, conclude Ruggieri, “per la popolazione si ribadiscono regole comportamentali, come non uscire nelle ore più calde, bere molto e mangiare molta frutta. Per chi si occupa di organizzazione, il consiglio è di sostenere attività di supporto a domicilio e provvedere a un condizionamento efficace dell’areazione negli uffici pubblici, sui mezzi di trasporto e nei luoghi di cura”.

In pieno sviluppo l’ondata di caldo record sull’Italia: ieri erano 16 le citta’ con il bollino rosso, oggi saliranno a 26, praticamente tutte meno Genova, e cosi’ anche venerdi’. Il picco verra’ raggiunto oggi, ma le temperature record, resteranno su questi livelli fino all’inizio della prossima settimana, come avvertono i meteorologi del Centro Epson Meteo: ”l’apice del caldo, verrà raggiunto tra giovedì e l’inizio della prossima settimana e, in molti casi, verranno superati altri record storici per il mese di agosto, con picchi massimi di 42 gradi al Centro-Sud”.

”La poderosa ondata di caldo è appena iniziata – sottolineano – e in molte città sono già stati superati primati storici di caldo. Ad Alghero con 42°C è stato battuto il record di 40.4°C dell’agosto del 2003. A Firenze sono stati raggiunti l’altro ieri i 41,3°C, temperatura mai raggiunta prima d’ora nel capoluogo toscano dopo i 41,1°C sempre dell’estate 2003. Record assoluti sono stati battuti anche a Perugia e L’Aquila: nel capoluogo umbro l’altro ieri sono stati raggiunti i 40°C; mentre nel capoluogo abruzzese sono stati raggiunti 38°C, temperatura estrema per una città a 700 metri sul livello del mare. Non sono da meno i 37°C di l’altro ieri raggiunti a Potenza, nuovo record assoluto.

I riflessi sull’andamento della mortalità di periodo saranno evidenti, affermano esperti del settore funerario.

Continua e si prolunga nel tempo il caldo record inItalia

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L’intera penisola nella morsa del caldo africano: giovedi’ saranno 26 le citta’ con il bollino rosso del ministero della salute. Praticamente tutta Italia con la sola eccezione di Genova, che invece, oggi, domani e dopodomani e’ contrassegnata con un bollino giallo.

Secondo il ministero della salute, oggi sono quattro le citta’ segnate con il bollino rosso: Roma, Frosinone, Pescara e Campobasso. Alle quali domani di aggiungeranno altre 12 citta’: Bari; Bologna; Bolzano; Brescia; Cagliari; Firenze; Latina; Milano; Napoli; Perugia; Rieti e Viterbo. Ieri era stato Capo San Lorenzo, in Sardegna, con 49 gradi percepiti alle ore 16, rispetto ad una temperatura di 33 gradi, a far segnare il record, mentre a Ferrara la temperatura percepita e’ arrivata a 46 gradi contro quella reale di 35.

Ondata di caldo in arrivo. Probabile aumento della mortalità di periodo

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Arriva l’ondata di caldo più intensa del 2017 con il termometro che supererà in alcuni casi i 40 gradi.
Tra martedì 1/8 e mercoledì 2/8/2017 saranno 16 le città contrassegnate dal Bollino rosso del Ministero della Salute per il caldo eccessivo, praticamente l’intera penisola dal Nord al Sud.
In coincidenza dell’arrivo della quinta ondata di caldo africano, si comincerà domani con Roma, Frosinone, Pescara e Campobasso, alle quali dopodomani si aggiungeranno altre 12 citta’: Bari; Bologna; Bolzano; Brescia; Cagliari; Firenze; Latina; Milano; Napoli; Perugia; Rieti e Viterbo.
Conseguentemente saranno in aumento i ricoveri in Pronto soccorso e pure la numerosità dei decessi.

Truffa funebre

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Il titolare di una agenzia funebre con sede a Vibo Valentia è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione di Vibo Marina poiché ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Dopo un sopralluogo presso il cimitero di Bivona, eseguito dai militari e dai Nas, successivo ad una segnalazione di strane esalazioni nelle vicinanze dei loculi ospitanti le salme dei profughi giunti cadaveri negli ultimi sbarchi, 31 loculi sono stati ispezionati e in due di questi è stata accertata la presenza della sola copertura interna in zinco senza la bara in legno.

Gli accertamenti hanno permesso di appurare come, per quei due loculi, la ditta fosse stata incaricata e regolarmente pagata dal Comune di Vibo Valentia. Altre 3 bare sigillate, con all’interno cadaveri di migranti, sono state trovate ancora da tumulare.

Feniof e Federcofit scrivono al presidente della Regione Lazio

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Due associazioni di categoria del settore funebre, Feniof e Federcofit, hanno pubblicato pochi giorni or sono un avviso a pagamento sul quotidiano Il Messaggero per protestare contro l’appalto per la gestione delle camere mortuarie del Santo Spirito e del San Filippo Neri, che potrebbe diventare, secondo loro, “un tragico mercanteggio di salme” (puntini puntini puntini).
Di seguito l’appello:

Carro funebre senza assicurazione: viene fatto proseguire il funerale con scorta della polizia

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Nei giorni scorsi, durante l’operazione “Mercurio Eye Insurance” condotta su tutto il territorio nazionale dalla polizia in collaborazione con l’Ania, è stato fermato anche un carro funebre, privo di assicurazione.
L’operazione di controllo è avvenuta contemporaneamente su 103 province italiane, dal 3 all’8 luglio. Sono stati controllati 419.612 veicoli. Lo 0,6 per cento è risultato privo di assicurazione. Sono state sequestrate 2.419 auto con cilindrata compresa tra i 1000 e i 5mila centimetri cubi, mentre sono state arrestate 12 persone e 45 denunciate.
Nel 90 per cento dei casi i mezzi erano guidati da cittadini italiani, con età sopra i 50 anni e per il 40 per cento con precedenti penali.
Tornando al carro funebre, la vicenda si è svolta a Nuoro.
Il carro funebre, che stava trasportando una salma per il funerale, è stato intercettato da una pattuglia della stradale, che dopo la verifica della documentazione, ha scortato il carro per permettere la conclusione del funerale. Successivamente il mezzo è stato posto in stato di fermo.

Funerali a prezzo calmierato anche a Messina

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Dopo Milano, Roma, Bergamo e Novara, arriva anche a Messina il funerale low cost.
La Giunta comunale di Messina ha appena approvato la delibera sul «funerale calmierato».
«In tempi di crisi anche le spese funerarie, così come si ricava da indagini campionarie di associazioni consumeristiche, possono pesare in maniera significativa sui bilanci delle famiglie. È necessario dunque provare ad individuare soluzioni che possano andare incontro ai cittadini in un momento economico così difficile, garantendo a costi contenuti funerali dignitosi».
Questa è la dichiarazione dell’assessore comunale all’ambiente con delega ai cimiteri, Daniele Ialacqua, che nei mesi scorsi aveva avviato il lungo iter che si è concluso lo scorso 6 luglio 2017.
Alla proposta di delibera si è arrivati dopo vari incontri con il dirigente del dipartimento cimiteri, le imprese funebri, il forum cimiteri.
Alla fine è stato condiviso il testo di un protocollo d’intesa che prevedere il funerale calmierato, garantendo soltanto servizi essenziali: cassa con targhetta anagrafica, imbottitura interna e cuscino, preparazione e vestizione del cadavere, disbrigo delle pratiche amministrative e trasporto funebre. Non sono compresi gli addobbi floreali, le necrologie, la concessione delle sepolture e le marche da bollo.
«Questi servizi possono essere richiesti solo per le inumazioni a terra e per le cremazioni, e ciò per orientare i cittadini verso forme di seppellimento poco richieste rispetto alla tradizionale tumulazionale, consentendo così di alleggerire la pressione su alcuni servizi cimiteriali comunali ed evitare e ridurre ulteriori previsioni di allargamenti degli attuali cimiteri», spiega Ialacqua.
Il costo del funerale calmierato previsto per il comune di Messina è di circa 1.500 euro più Iva, «ponendosi tra i costi medi previsti per i funerali calmierati in Italia che vanno dai 1.300 ai 2mila euro».

Primo funerale di stato per la UE

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L’Europa ha detto addio all’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl.
È stato il primo funerale di Stato mai organizzato dall’Unione europea, a cui hanno partecipato numerosi leader politici.
La bara è arrivata dalla Germania al Parlamento europeo di Strasburgo coperta solo con una bandiera europea ed è stata messa in una camera ardente, poi nell’emiciclo dove si riuniscono gli eurodeputati in seduta plenaria si è svolta la cerimonia funebre, con i discorsi ufficiali

Concerto di Vasco Rossi a Modena: città rivoluzionata, anche per funerali e cimiteri

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Dopo aver sospeso gli orali degli esami di Maturità, ma anche tanto altro, ora il concerto di Vasco Rossi sabato 1 luglio 2017, a Modena, blocca anche i funerali. E fa chiudere i cimiteri.
Lo conferma il Comune aggiornando il quadro delle misure straordinarie in vista dell’evento.
In considerazione delle probabili criticità della viabilità nella zona dal pomeriggio del 30 giugno alla mattina del 2 luglio – si legge in una nota – in quel periodo saranno sospesi i funerali, che riprenderanno il pomeriggio del 2 alle 15.30. Inoltre, “i cimiteri di San Cataldo e Freto venerdì 30 saranno aperti al pubblico solo al mattino dalle 8 alle 12”. Cimiteri chiusi per tutto sabato 1 luglio. Domenica 2 luglio San Cataldo e Freto restano chiusi nella fascia antimeridiana. I funerali riprendono alle 15.30.
L’amministrazione aggiunge che per far fronte alle richieste delle onoranze funebri sabato 1 luglio l’ufficio della polizia mortuaria sarà aperto dalle 8.30 Alle 12.30, Nella sede del quartiere 3 in via don minzoni 121, “dove sarà possibile, in caso di necessità e urgenza, ricevere anche denunce di nascita”.
Infine, per domenica 2 luglio, anche se il cimitero di san cataldo è chiuso al pubblico e aprirà solo al pomeriggio dalle 15 alle 17.30 Con ultima uscita alle 18, gli uffici saranno aperti dalla mattina alle 10 fino alla chiusura.

Non solo in Sardegna l’accabadora, femmina che comminava l’eutanasia

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I carabinieri della compagnia di Paternò (CT), su delega dei magistrati della Dda etnea, hanno acquisito le cartelle cliniche di 55 morti sospette nell’ospedale “Maria SS. Addolorata”.
Dalla Procura di Catania trapela che “l’inchiesta è seria” e deriva da dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Le dichiarazioni “saranno sottoposte alle verifiche che il caso richiede”. L’indagine prende le mosse da un intervista diffusa dalla nota trasmissione televisiva Le iene, dove un collaboratore di giustizia ha raccontato che nel tragitto ospedale – casa persone che erano vicine a morire e quindi richieste a casa per curare gli ultimi istanti di vita nelle serenità familiare, sarebbero state uccise con iniezioni di arai sin vena dai barellerei all’interno delle ambulanze. I barellieri avrebbero ottenuto un guadagno di 300 euro a paziente terminale ucciso se avessero proposto i funerali a una specifica agenzia funebre, in odor di mafia. Il pentito sostiene che “erano i boss a mettere gli uomini sull’ambulanza” e che i “soldi andavano all’organizzazione”.
Per chi volesse saperne di più sull’accabadora si veda al link di wikipedia

Rovigo e Ferrara: verso vendita impresa funebre pubblica

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In un recente incontro tra Organizzazioni sindacali e direzione di ASM spa di Rovigo è stata ribadita dalla società pubblica la volontà di cedere ai privati la totalità delle quote dell’impresa pubblica di onoranze funebri.
Lo ha chiarito l’amministratore unico di ASM spa Alessandro Duò.
Una «svendita» commentano Davide Benazzo della Fp Cgil, Enrico Rigolin della Femca Cisl e Carlo Ronzino della Uiltec Uil che, in una nota congiunta, sottolineano la loro contrarietà al progetto di vendita.
E anche nella vicina Ferrara si stanno scaldando i motori per la cessione inizialmente della maggioranza delle quote della Amsef srl, controllata oggi al 100% dal Comune di Ferrara.
Effetti delle norme statali sulle cessioni delle partecipazioni pubbliche ritenute non essenziali.

ASER Ravenna: un’impresa funebre che la cittadinanza sceglie e che fa utili sociali

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Riportiamo di seguito il comunicato informativo delle risultanze di bilancio di ASER Ravenna Onoranze funebri.

L’assemblea di Aser – l’azienda di onoranze funebri a controllo pubblico dei Comuni di Ravenna e Faenza, completamente partecipata da Ravenna Holding S.p.A. – ha recentemente approvato il bilancio 2016. L’esercizio chiuso al 31/12/2016 riporta un risultato positivo pari ad euro 263.853 e il valore della produzione è stato di 2 milioni 528 mila euro.

Particolarmente rilevante è stata la politica tariffaria perseguita nel corso dell’anno: il consiglio di amministrazione ha infatti deliberato di non procedere ad aumento dei prezzi di listino. Si è quindi confermato, nell’ottica della massima trasparenza, l’elevato livello dei servizi offerti a costi il più possibile contenuti per le famiglie, nell’ambito di una gestione societaria positiva, ma senza obiettivi di massimizzazione di tale positività.

Anche per i funerali di tipo sociale, cioè servizi con prestazioni predefinite per tipologia di sepoltura a prezzo calmierato, si è operato con lo stesso criterio, mantenendo cioè il costo del servizio inalterato rispetto all’esercizio precedente. Nel dettaglio, l’Agenzia di Ravenna ha realizzato 733 servizi cimiteriali e quella di Faenza 271, un dato in linea non tanto con il 2015 (anno nel quale il tasso di mortalità era stato particolarmente elevato) ma con quelli precedenti. Anche per questo motivo, i dati del bilancio di esercizio 2016 rilevano un andamento della gestione positivo, anche se in diminuzione rispetto all’anno precedente (nel quale il valore della produzione era stato di 2 milioni 708 mila euro). Il valore della produzione operativa presenta nel 2016 un decremento del 6,67% rispetto all’anno precedente, dovuto appunto alla diminuzione dei servizi prestati.

La società continua ad offrire servizi di elevata qualità, a prezzi che oggettivamente costituiscono un calmiere di mercato, e continua a prestare la propria attività a favore delle categorie sociali bisognose. Va aggiunto che, per rilevare il livello nella qualità dei servizi erogati, la società continua a monitorare il grado di soddisfazione dei clienti attraverso attività specifiche di customer satisfaction. Da tali analisi è emerso che sono stati compilati 835 questionari, corrispondenti all’83% dei servizi prestati. La media complessiva dei punteggi ottenuti è pari a 9,41: un soddisfacente risultato relativo alla soddisfazione della clientela sui servizi prestati.

[Fun.News 3171] Riforma servizi funerari AS1611: lenti passi avanti verso lo stop per fine legislatura

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E’ impantanata al Senato la riforma dei servizi funerari (AS1611 e abbinati).
Dopo la elaborazione di un testo unificato da parte della relatrice, Sen.ce Maturani, che ha reso sempre più tiepido (per non dire freddo) l’appoggio di molte associazioni di categoria del settore, l’iter si è fortemente rallentato, tanto da prevederne lo stop per fine legislatura.
Le ultime notizie sul DDL erano venute direttamente dalla relatrice al convegno di Caserta, organizzato da Sefit.
Poi è partita la ricerca dei pareri delle altre commissioni del Senato, che lentamente, stanno arrivando e alla spicciata.
Segno che il DDL, con il nuovo esecutivo Gentiloni, non ha più le spinte dei tempi in cui era premier Matteo Renzi.
Ultimo dei pareri quello di una delle commissioni più importanti (Bilancio) che di fatto ci vuol vedere chiaro su i costi indotti dal provvedimento.
Di seguito si riporta integralmente il testo del parere:

Legislatura 17ª – 5ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 717 del 28/03/2017
BILANCIO    (5ª)
MARTEDÌ 28 MARZO 2017
717ª Seduta (1ª pomeridiana)

(447) Maria RIZZOTTI.  –  Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri
(1611) VACCARI ed altri.  –  Disciplina delle attività funerarie
(2492) MANDELLI ed altri.  –  Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri

(Parere alla 12a Commissione sul testo unificato e sugli emendamenti. Esame del testo unificato e rinvio. Rinvio dell’esame degli emendamenti)

Il relatore SANTINI (PD) illustra il testo unificato dei disegni di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che il testo unificato elaborato dalla Commissione di merito si propone di rivedere e modificare l’intera materia relativa al settore funerario, sia in ordine ai compiti degli enti territoriali, sia degli organismi sanitari che operano sul territorio, sia degli operatori commerciali del settore. Occorre pertanto acquisire una relazione tecnica che renda evidente l’innovazione legislativa che il disegno di legge propone rispetto alla legislazione vigente al fine di poter individuare la corretta copertura degli oneri. In particolare, approfondimenti si rendono necessari in relazione agli articoli 3, comma 4, 6, 9, 10, comma 12 e seguenti, 15, 16, 18, 19 e 20. La relazione tecnica si rende altresì necessaria in quanto il provvedimento stabilisce oneri amministrativi sia in capo agli enti territoriali che all’Agenzia dell’entrate che dell’ISTAT rispetto ai quali appare necessario un approfondimento al fine di valutare il possibile impatto finanziario (articolo 21). Infine, il provvedimento prevede all’articolo 22 un aumento delle detrazioni fiscali, sia in termini di entità di quelle esistenti che di nuove detrazioni, per le quali non è prevista nessuna quantificazione dell’onere e  nessuna copertura finanziaria.
Il rappresentante del GOVERNO concorda con il relatore sulla necessità di disporre di una relazione tecnica unitaria in cui i diversi Ministeri competenti coinvolti forniscano tutti i chiarimenti necessari. Assicura, in ogni caso, l’impegno del Governo a fornire le delucidazioni richieste in tempi rapidi.
Il PRESIDENTE ricorda che il settore funerario è caratterizzato da un elevato livello di evasione fiscale e che pertanto eventuali interventi diretti a prevedere un aumento delle detrazioni fiscali potrebbero avere, nel lungo periodo, effetti virtuosi consentendo un recupero di gettito attualmente sottratto all’Erario. Resta il fatto che, allo stato attuale, sia necessaria una corretta quantificazione degli oneri e un’adeguata copertura, senza la quale il parere della Commissione bilancio non potrà che essere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

130 iman inglesi rifiutano la preghiera islamica tradizionale per i terroristi morti nei recenti attentati

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Dopo l’attacco terroristico di Londra avvenuto il 3 giugno, che ha causato 7 vittime, questa dichiarazione senza precedenti scuote il mondo musulmano. Oltre 130 imam hanno così pubblicamente deciso che si rifiuteranno di eseguire la preghiera islamica tradizionale per i defunti ai terroristi morti negli attentati, invitando anche gli altri esponenti religiosi a fare lo stesso.
L’eccezionalità dell’evento è anche dovuta al fatto che il rito funebre musulmano viene tradizionalmente celebrato per tutti, indipendentemente dalle azioni commesse in vita.
“Riteniamo che le azioni commesse dai terroristi siano indifendibili e completamente in contrasto con gli insegnamenti elevati dell’Islam”. Queste le parole dei 130 imam, che così prendono netta distanza da questi crimini.

Confartigianato FVG: soddisfazione per l’accettazione di proposte di emendamento avanzate

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Il presidente di Confartigianato regione Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, esprime “soddisfazione”, seppure con qualche riserva per il di più che si poteva prevedere e che non si è previsto, per l’approvazione delle modifiche appartate dal Consiglio regionale alla legge regionale in materia funeraria. “In sede di audizione avevamo avanzato le nostre osservazioni e necessità – spiega Tilatti – soprattutto volte a eliminare il lavoro irregolare nei cimiteri e a fare chiarezza su chi può fare che cosa”.
In particolare, l’obiettivo, raggiunto, era quello di distinguere le mission aziendali, “in maniera che chi si occupa di gestione cimiteriali non abbia anche le onoranze funebri o faccia contemporaneamente il marmista – specifica Tilatti -. E ciò perché è evidente che chi opera in cimitero, e deve per legge avere il proprio nominativo esposto all’ingresso del cimitero, poteva contare su un chiaro vantaggio competitivo nel caso in cui gestisse anche gli altri due servizi”.
Nel corso del dibattito in Aula, “è stato accolto l’emendamento che inserisce l’obbligo di riconoscimento per chi opera all’interno dei cimiteri e si è prevista l’incompatibilità fra questi e chi opera come pompe funebri e marmisti”.
Si tratta, sottolinea Tilatti, di una materia che interessa oltre 200 aziende in Friuli Venezia Giulia, 42 dedite alle onoranze funebri (quelle esistenti sono tutte artigiane) e 163 all’attività di marmista.
I miglioramenti possibili secondo Confartigianato Fvg, però, non sono finiti. Sono almeno due gli aspetti su cui gli artigiani continueranno a chiedere modifiche: “La incompatibilità anche tra pompe funebri e marmisti – elenca Tilatti – e l’abrogazione della possibilità dei Comuni di agire come pompe funebri, utilizzando proprio personale”.

Portantini che danno la buona morte

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Le Iene, noto programma di approfondimento giornalistico, nella puntata dello scorso 21 maggio 2017 ha portato all’attenzione del grande pubblico un’agghiacciante consuetudine che sembra aver preso piede in un paesino della Sicilia.
Il servizio si riferisce alla situazione per cui quando un malato si trova in gravi condizioni, talvolta i familiari chiedono di trascorrere gli ultimi giorni della sua vita a casa propria.
Per farlo, nella maggior parte dei casi viene trasportato dalla struttura in cui si trova ricoverato fino a casa con l’ambulanza.
La denuncia pubblica delle Iene si basa sull’elevato numero di decessi avvenuto durante questi trasporti.
Morti di persone già in gravi condizioni di salute, ma inspiegabili per come si presentavano al momento dell’ingresso in ambulanza.
Il servizio ipotizza che durante il trasporto un’ambulanza sia iniettata aria nelle vene dell’ammalato per accelerarne la morte. Gli stessi portantini, poi, avviserebbero o caldeggerebbero ai familiari del defunto una o più imprese funebri compiacenti, in maniera da combinare il funerale.

Quando si appaltano i servizi cimiteriali con forti ribassi

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“Nei giorni scorsi abbiamo avuto notizia di scontri verbali, che non sono sfociati in scontri fisici solo per il pronto intervento dei carabinieri, tra i parenti di un defunto e i seppellitori del cimitero di Poggioreale che avevano incrociato le braccia ed erano ufficialmente in assemblea. Ma la situazione ormai va avanti da giorni e non nascondiamo di pensare di agire legalmente e valutare l’ipotesi di denunciare l’interruzione di pubblico servizio”. Lo dice Gennaro Tammaro, consigliere di Efi (Eccellenza Funeraria Italiana) sindacato di categoria degli enti funebri, in merito a quanto sta accadendo a Napoli.
“Il sistema Napoli, che ne prenda atto anche l’assessore competente in materia Ciro Borriello, è al collasso. C’è un’indagine della magistratura sulle modalità di autorizzazione delle imprese funebri, ci sono gli impresari funebri onesti che attendono ancora che vengano fatti i dovuti controlli per certificare che le ditte siano – finalmente – in regola con la legge regionale 7/2011. Mancano ancora, e lo stiamo denunciando da mesi, i totem per la collocazione in quasi tutti i quartieri dei manifesti funebri. Ma quello che si sta registrando a Poggioreale è ancor peggio di tutto ciò”.
“Quel che sappiamo – prosegue Tammaro – è che mesi fa un’azienda con una offerta al ribasso ha vinto l’appalto per i servizi di seppellimento del cimitero di Poggioreale. Ad oggi, ci sarebbero stati licenziamenti, tagli agli stipendi e arretrati per i lavoratori di quella stessa ditta che a questo punto non sappiamo come abbia potuto garantire il servizio promesso al Comune appaltatore. A pagare questa situazione però è tutta la collettività. Parliamo dei parenti dei defunti che in una situazione di dolore estrema si vedono negati servizi cimiteriali essenziali. E parliamo anche del danno economico all’intero comparto delle pompe funebri, con carri fermi e lunghe attese per le operazioni”.