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Non solo in Sardegna l’accabadora, femmina che comminava l’eutanasia

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I carabinieri della compagnia di Paternò (CT), su delega dei magistrati della Dda etnea, hanno acquisito le cartelle cliniche di 55 morti sospette nell’ospedale “Maria SS. Addolorata”.
Dalla Procura di Catania trapela che “l’inchiesta è seria” e deriva da dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Le dichiarazioni “saranno sottoposte alle verifiche che il caso richiede”. L’indagine prende le mosse da un intervista diffusa dalla nota trasmissione televisiva Le iene, dove un collaboratore di giustizia ha raccontato che nel tragitto ospedale – casa persone che erano vicine a morire e quindi richieste a casa per curare gli ultimi istanti di vita nelle serenità familiare, sarebbero state uccise con iniezioni di arai sin vena dai barellerei all’interno delle ambulanze. I barellieri avrebbero ottenuto un guadagno di 300 euro a paziente terminale ucciso se avessero proposto i funerali a una specifica agenzia funebre, in odor di mafia. Il pentito sostiene che “erano i boss a mettere gli uomini sull’ambulanza” e che i “soldi andavano all’organizzazione”.
Per chi volesse saperne di più sull’accabadora si veda al link di wikipedia

Rovigo e Ferrara: verso vendita impresa funebre pubblica

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In un recente incontro tra Organizzazioni sindacali e direzione di ASM spa di Rovigo è stata ribadita dalla società pubblica la volontà di cedere ai privati la totalità delle quote dell’impresa pubblica di onoranze funebri.
Lo ha chiarito l’amministratore unico di ASM spa Alessandro Duò.
Una «svendita» commentano Davide Benazzo della Fp Cgil, Enrico Rigolin della Femca Cisl e Carlo Ronzino della Uiltec Uil che, in una nota congiunta, sottolineano la loro contrarietà al progetto di vendita.
E anche nella vicina Ferrara si stanno scaldando i motori per la cessione inizialmente della maggioranza delle quote della Amsef srl, controllata oggi al 100% dal Comune di Ferrara.
Effetti delle norme statali sulle cessioni delle partecipazioni pubbliche ritenute non essenziali.

ASER Ravenna: un’impresa funebre che la cittadinanza sceglie e che fa utili sociali

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Riportiamo di seguito il comunicato informativo delle risultanze di bilancio di ASER Ravenna Onoranze funebri.

L’assemblea di Aser – l’azienda di onoranze funebri a controllo pubblico dei Comuni di Ravenna e Faenza, completamente partecipata da Ravenna Holding S.p.A. – ha recentemente approvato il bilancio 2016. L’esercizio chiuso al 31/12/2016 riporta un risultato positivo pari ad euro 263.853 e il valore della produzione è stato di 2 milioni 528 mila euro.

Particolarmente rilevante è stata la politica tariffaria perseguita nel corso dell’anno: il consiglio di amministrazione ha infatti deliberato di non procedere ad aumento dei prezzi di listino. Si è quindi confermato, nell’ottica della massima trasparenza, l’elevato livello dei servizi offerti a costi il più possibile contenuti per le famiglie, nell’ambito di una gestione societaria positiva, ma senza obiettivi di massimizzazione di tale positività.

Anche per i funerali di tipo sociale, cioè servizi con prestazioni predefinite per tipologia di sepoltura a prezzo calmierato, si è operato con lo stesso criterio, mantenendo cioè il costo del servizio inalterato rispetto all’esercizio precedente. Nel dettaglio, l’Agenzia di Ravenna ha realizzato 733 servizi cimiteriali e quella di Faenza 271, un dato in linea non tanto con il 2015 (anno nel quale il tasso di mortalità era stato particolarmente elevato) ma con quelli precedenti. Anche per questo motivo, i dati del bilancio di esercizio 2016 rilevano un andamento della gestione positivo, anche se in diminuzione rispetto all’anno precedente (nel quale il valore della produzione era stato di 2 milioni 708 mila euro). Il valore della produzione operativa presenta nel 2016 un decremento del 6,67% rispetto all’anno precedente, dovuto appunto alla diminuzione dei servizi prestati.

La società continua ad offrire servizi di elevata qualità, a prezzi che oggettivamente costituiscono un calmiere di mercato, e continua a prestare la propria attività a favore delle categorie sociali bisognose. Va aggiunto che, per rilevare il livello nella qualità dei servizi erogati, la società continua a monitorare il grado di soddisfazione dei clienti attraverso attività specifiche di customer satisfaction. Da tali analisi è emerso che sono stati compilati 835 questionari, corrispondenti all’83% dei servizi prestati. La media complessiva dei punteggi ottenuti è pari a 9,41: un soddisfacente risultato relativo alla soddisfazione della clientela sui servizi prestati.

[Fun.News 3171] Riforma servizi funerari AS1611: lenti passi avanti verso lo stop per fine legislatura

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E’ impantanata al Senato la riforma dei servizi funerari (AS1611 e abbinati).
Dopo la elaborazione di un testo unificato da parte della relatrice, Sen.ce Maturani, che ha reso sempre più tiepido (per non dire freddo) l’appoggio di molte associazioni di categoria del settore, l’iter si è fortemente rallentato, tanto da prevederne lo stop per fine legislatura.
Le ultime notizie sul DDL erano venute direttamente dalla relatrice al convegno di Caserta, organizzato da Sefit.
Poi è partita la ricerca dei pareri delle altre commissioni del Senato, che lentamente, stanno arrivando e alla spicciata.
Segno che il DDL, con il nuovo esecutivo Gentiloni, non ha più le spinte dei tempi in cui era premier Matteo Renzi.
Ultimo dei pareri quello di una delle commissioni più importanti (Bilancio) che di fatto ci vuol vedere chiaro su i costi indotti dal provvedimento.
Di seguito si riporta integralmente il testo del parere:

Legislatura 17ª – 5ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 717 del 28/03/2017
BILANCIO    (5ª)
MARTEDÌ 28 MARZO 2017
717ª Seduta (1ª pomeridiana)

(447) Maria RIZZOTTI.  –  Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri
(1611) VACCARI ed altri.  –  Disciplina delle attività funerarie
(2492) MANDELLI ed altri.  –  Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri

(Parere alla 12a Commissione sul testo unificato e sugli emendamenti. Esame del testo unificato e rinvio. Rinvio dell’esame degli emendamenti)

Il relatore SANTINI (PD) illustra il testo unificato dei disegni di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che il testo unificato elaborato dalla Commissione di merito si propone di rivedere e modificare l’intera materia relativa al settore funerario, sia in ordine ai compiti degli enti territoriali, sia degli organismi sanitari che operano sul territorio, sia degli operatori commerciali del settore. Occorre pertanto acquisire una relazione tecnica che renda evidente l’innovazione legislativa che il disegno di legge propone rispetto alla legislazione vigente al fine di poter individuare la corretta copertura degli oneri. In particolare, approfondimenti si rendono necessari in relazione agli articoli 3, comma 4, 6, 9, 10, comma 12 e seguenti, 15, 16, 18, 19 e 20. La relazione tecnica si rende altresì necessaria in quanto il provvedimento stabilisce oneri amministrativi sia in capo agli enti territoriali che all’Agenzia dell’entrate che dell’ISTAT rispetto ai quali appare necessario un approfondimento al fine di valutare il possibile impatto finanziario (articolo 21). Infine, il provvedimento prevede all’articolo 22 un aumento delle detrazioni fiscali, sia in termini di entità di quelle esistenti che di nuove detrazioni, per le quali non è prevista nessuna quantificazione dell’onere e  nessuna copertura finanziaria.
Il rappresentante del GOVERNO concorda con il relatore sulla necessità di disporre di una relazione tecnica unitaria in cui i diversi Ministeri competenti coinvolti forniscano tutti i chiarimenti necessari. Assicura, in ogni caso, l’impegno del Governo a fornire le delucidazioni richieste in tempi rapidi.
Il PRESIDENTE ricorda che il settore funerario è caratterizzato da un elevato livello di evasione fiscale e che pertanto eventuali interventi diretti a prevedere un aumento delle detrazioni fiscali potrebbero avere, nel lungo periodo, effetti virtuosi consentendo un recupero di gettito attualmente sottratto all’Erario. Resta il fatto che, allo stato attuale, sia necessaria una corretta quantificazione degli oneri e un’adeguata copertura, senza la quale il parere della Commissione bilancio non potrà che essere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

130 iman inglesi rifiutano la preghiera islamica tradizionale per i terroristi morti nei recenti attentati

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Dopo l’attacco terroristico di Londra avvenuto il 3 giugno, che ha causato 7 vittime, questa dichiarazione senza precedenti scuote il mondo musulmano. Oltre 130 imam hanno così pubblicamente deciso che si rifiuteranno di eseguire la preghiera islamica tradizionale per i defunti ai terroristi morti negli attentati, invitando anche gli altri esponenti religiosi a fare lo stesso.
L’eccezionalità dell’evento è anche dovuta al fatto che il rito funebre musulmano viene tradizionalmente celebrato per tutti, indipendentemente dalle azioni commesse in vita.
“Riteniamo che le azioni commesse dai terroristi siano indifendibili e completamente in contrasto con gli insegnamenti elevati dell’Islam”. Queste le parole dei 130 imam, che così prendono netta distanza da questi crimini.

Confartigianato FVG: soddisfazione per l’accettazione di proposte di emendamento avanzate

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Il presidente di Confartigianato regione Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, esprime “soddisfazione”, seppure con qualche riserva per il di più che si poteva prevedere e che non si è previsto, per l’approvazione delle modifiche appartate dal Consiglio regionale alla legge regionale in materia funeraria. “In sede di audizione avevamo avanzato le nostre osservazioni e necessità – spiega Tilatti – soprattutto volte a eliminare il lavoro irregolare nei cimiteri e a fare chiarezza su chi può fare che cosa”.
In particolare, l’obiettivo, raggiunto, era quello di distinguere le mission aziendali, “in maniera che chi si occupa di gestione cimiteriali non abbia anche le onoranze funebri o faccia contemporaneamente il marmista – specifica Tilatti -. E ciò perché è evidente che chi opera in cimitero, e deve per legge avere il proprio nominativo esposto all’ingresso del cimitero, poteva contare su un chiaro vantaggio competitivo nel caso in cui gestisse anche gli altri due servizi”.
Nel corso del dibattito in Aula, “è stato accolto l’emendamento che inserisce l’obbligo di riconoscimento per chi opera all’interno dei cimiteri e si è prevista l’incompatibilità fra questi e chi opera come pompe funebri e marmisti”.
Si tratta, sottolinea Tilatti, di una materia che interessa oltre 200 aziende in Friuli Venezia Giulia, 42 dedite alle onoranze funebri (quelle esistenti sono tutte artigiane) e 163 all’attività di marmista.
I miglioramenti possibili secondo Confartigianato Fvg, però, non sono finiti. Sono almeno due gli aspetti su cui gli artigiani continueranno a chiedere modifiche: “La incompatibilità anche tra pompe funebri e marmisti – elenca Tilatti – e l’abrogazione della possibilità dei Comuni di agire come pompe funebri, utilizzando proprio personale”.

Portantini che danno la buona morte

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Le Iene, noto programma di approfondimento giornalistico, nella puntata dello scorso 21 maggio 2017 ha portato all’attenzione del grande pubblico un’agghiacciante consuetudine che sembra aver preso piede in un paesino della Sicilia.
Il servizio si riferisce alla situazione per cui quando un malato si trova in gravi condizioni, talvolta i familiari chiedono di trascorrere gli ultimi giorni della sua vita a casa propria.
Per farlo, nella maggior parte dei casi viene trasportato dalla struttura in cui si trova ricoverato fino a casa con l’ambulanza.
La denuncia pubblica delle Iene si basa sull’elevato numero di decessi avvenuto durante questi trasporti.
Morti di persone già in gravi condizioni di salute, ma inspiegabili per come si presentavano al momento dell’ingresso in ambulanza.
Il servizio ipotizza che durante il trasporto un’ambulanza sia iniettata aria nelle vene dell’ammalato per accelerarne la morte. Gli stessi portantini, poi, avviserebbero o caldeggerebbero ai familiari del defunto una o più imprese funebri compiacenti, in maniera da combinare il funerale.

Quando si appaltano i servizi cimiteriali con forti ribassi

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“Nei giorni scorsi abbiamo avuto notizia di scontri verbali, che non sono sfociati in scontri fisici solo per il pronto intervento dei carabinieri, tra i parenti di un defunto e i seppellitori del cimitero di Poggioreale che avevano incrociato le braccia ed erano ufficialmente in assemblea. Ma la situazione ormai va avanti da giorni e non nascondiamo di pensare di agire legalmente e valutare l’ipotesi di denunciare l’interruzione di pubblico servizio”. Lo dice Gennaro Tammaro, consigliere di Efi (Eccellenza Funeraria Italiana) sindacato di categoria degli enti funebri, in merito a quanto sta accadendo a Napoli.
“Il sistema Napoli, che ne prenda atto anche l’assessore competente in materia Ciro Borriello, è al collasso. C’è un’indagine della magistratura sulle modalità di autorizzazione delle imprese funebri, ci sono gli impresari funebri onesti che attendono ancora che vengano fatti i dovuti controlli per certificare che le ditte siano – finalmente – in regola con la legge regionale 7/2011. Mancano ancora, e lo stiamo denunciando da mesi, i totem per la collocazione in quasi tutti i quartieri dei manifesti funebri. Ma quello che si sta registrando a Poggioreale è ancor peggio di tutto ciò”.
“Quel che sappiamo – prosegue Tammaro – è che mesi fa un’azienda con una offerta al ribasso ha vinto l’appalto per i servizi di seppellimento del cimitero di Poggioreale. Ad oggi, ci sarebbero stati licenziamenti, tagli agli stipendi e arretrati per i lavoratori di quella stessa ditta che a questo punto non sappiamo come abbia potuto garantire il servizio promesso al Comune appaltatore. A pagare questa situazione però è tutta la collettività. Parliamo dei parenti dei defunti che in una situazione di dolore estrema si vedono negati servizi cimiteriali essenziali. E parliamo anche del danno economico all’intero comparto delle pompe funebri, con carri fermi e lunghe attese per le operazioni”.

Cambia il software per gestione servizi funebri del Comune di Milano

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Il nuovo sistema informatico dell’Area Servizi funebri e cimiteriali, entrerà in produzione lunedì 8 maggio. Funweb, nella prima fase, relativamente alla gestione dei processi riguardanti la fissazione dei servizi funebri, sostituirà integralmente l’applicativo attualmente in uso.

Le fasi preliminari e l’avvio in servizio di tale nuovo applicativo potranno determinare temporanei rallentamenti o sospensioni di alcune attività degli uffici.

Da oggi pomeriggio (sabato 6 maggio) sino alla mattina di domenica 7 maggio 2017 non saranno accessibili gli applicativi in uso. Di conseguenza le seguenti attività non potranno essere fornite: informazioni su defunti, ricezione pagamenti, consegna ceneri, registrazioni di attività cimiteriali.

Per limitare i disagi, da lunedì 8 maggio a lunedì 15 maggio potranno essere fissati esclusivamente i servizi funebri da effettuare il giorno successivo.

Trasporto plurimo dolenti da impresa funebre: occorre essere noleggiatori di auto con conducente

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Nell’ambito delle attività di contrasto agli abusi ed alle irregolarità ai danni dei turisti da parte di tassisti e noleggiatori non autorizzati nella zona dell’aeroporto, personale della unità operativa aeroportuale della Polizia municipale, ha controllato a Napoli più di trecento veicoli tra cui taxi, noleggio con conducente e bus turistici contestando violazioni ad otto tassisti con contestuale segnalazione al corso pubblico e dieci noleggiatori abusivi con conseguente ritiro della carta di circolazione e fermo amministrativo, in quanto i veicoli non erano destinati a tale uso.
Durante i controlli gli agenti hanno fermato una vettura con autista di una impresa di pompe funebri che, dietro compenso, trasportava familiari di persone defunte presso il luogo dove avveniva la cremazione: un servizio di noleggio vero e proprio, non autorizzato.
Ovvia la multa.

Detrazione spese funebri (Rigo E8/E10, cod. 14). Indicazioni Agenzia Entrate circolare 7/E/2017 del 4/4/2017

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L’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 7/E/2017 del 4/4/2017 pubblicata sul web al link seguente CIRCOLARE7_E4APRILE2017, con la quale vengono date indicazioni sulle voci detraibili nella dichiarazione dei redditi.
Per quanto riguarda le spese funebri, dall’imposta lorda si può detrarre un importo pari al 19 per cento delle spese sostenute in dipendenza della morte di persone, e a prescindere dal vincolo di parentela.
La detrazione compete nel limite massimo di spesa di 1.550 euro.
Devono essere comprese nell’importo anche le spese indicate nella CU 2017 (punti da 341 a 352) con il codice 14.
Tale limite non è riferito al periodo d’imposta, sottolinea la circolare, ma a ciascun decesso.
Le spese devono però rispondere a un criterio di attualità rispetto all’evento cui sono finalizzate. Pertanto, sono escluse quelle sostenute anticipatamente dal contribuente in previsione delle future onoranze funebri come, ad esempio, l’acquisto di un loculo prima della morte.
La circolare precisa che si considerano spese funebri non solo quelle per le onoranze, ma anche quelle connesse al trasporto e alla sepoltura.
Per usufruire della detrazione, occorre controllare e conservare alcuni documenti.
Se la spesa funebre è sostenuta da soggetti diversi dall’intestatario della fattura, ai fini della detrazione è necessario che nel documento originale di spesa sia riportata una dichiarazione di ripartizione della stessa sottoscritta anche dall’intestatario del documento.
Tra i documenti da conservare rientrano fatture e/o ricevute fiscali riconducibili al funerale come la fattura dell’agenzia di pompe funebri, del fiorista (se la spesa è fatturata a parte), la ricevuta di versamento effettuata al comune per i diritti cimiteriali, le fatture relative agli annunci funebri, ecc..

Detrazione spese funebri nel 730 precompilato

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A partire dal 15 aprile 2017, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati il modello 730 precompilato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, all’indirizzo www.agenziaentrate.gov.it.
Il modello 730 precompilato può essere accettato o modificato dal contribuente utilizzando il codice Pin del servizio telematico Fisconline.
A partire dallo scorso anno è stata introdotta la possibilità di utilizzare il modello “730 precompilato” con i dati già noti al fisco, introducendo anche le spese funebri sostenute nell’anno precedente.

Vittoria: revocata dal Questore licenza ad agenzia funebre

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Il Tribunale di Ragusa ha emesso, su proposta del questore, un provvedimento di decadenza dalla licenza ad un’agenzia di onoranze funebri con sede legale a Vittoria e già operante anche a Comiso, perché nella sua gestione era coinvolto una persona che aveva finito nel 2014 l’obbligo della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e che, di conseguenza, non avrebbe potuto in alcun modo condizionare le attività di affari di altre società. Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato.
Durante le indagini è emerso che l’uomo, assunto come dipendente a tempo indeterminato con la qualifica di commesso viaggiatore, oltre ad aver inserito il proprio cognome nella denominazione societaria e nel biglietto da visita dell’agenzia distribuito alla clientela, dal quale era scomparso il nominativo del titolare effettivo, aveva anche utilizzato il profilo ‘Facebook’ dell’agenzia per postare messaggi di minaccia nei confronti di un noto giornalista, ‘reo di aver pubblicato alcuni articoli, riguardanti l’infiltrazione di famiglie mafiose nelle attività economiche di Vittoria, che reputava offensivi nei suoi confronti.

Vescovo scrive una lettera aperta a Parroci e operatori del settore funerario

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Lo scorso 20 marzo 2017 il Vescovo di Nocera Inferiore-Sarno Monsignor Giuseppe Giudice, ha inviato una lettera agli addetti alle opere funerarie, agli incaricati di polizia mortuaria e ai parroci in merito alla cremazione e alla sepoltura dei defunti.
Di seguito riportiamo il testo integrale del documento:
«Carissimi,
quale pastore di questa Chiesa locale mi rivolgo anzitutto a voi che vi adoperate ad esercitare una delle opere di misericordia corporali più delicate: seppellire i defunti. Il contatto con le famiglie in lutto e la mediazione spesso operata con i sacerdoti e le comunità religiose vi pongono al centro di una particolare attenzione da parte mia, soprattutto nel tempo in cui viviamo, ed è mio compito fare chiarezza su alcuni aspetti circa la cura dei defunti e delle loro famiglie. Come sapete con l’Istruzione Piam et constantem del 5 luglio 1963, l’allora Sant’Uffizio ha stabilito che «sia fedelmente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri dei fedeli», aggiungendo però che la cremazione non è «di per sé contraria alla religione cristiana» e che non siano più negati i sacramenti e le esequie a coloro che abbiano chiesto di farsi cremare, a condizione che tale scelta non sia voluta «come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario, o per odio contro la religione cattolica e la Chiesa». Questo cambiamento della disciplina ecclesiastica è stato poi recepito nel Codice di Diritto Canonico (1983) e nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (1990). Nel frattempo la pratica della cremazione si è notevolmente diffusa in non poche Nazioni, ma nel contempo si sono diffuse anche nuove idee in contrasto con la fede della Chiesa. Pertanto è bene che io ribadisca a voi, che ci aiuterete, sono certo, a chiarire le idee alle famiglie con cui entrate in contatto al momento di dovervi prendere cura dei loro cari defunti. Mi permetto ivi di ribadire alcuni principi e norme circa l’uso della cremazione e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione. Il primo elemento da considerare è che la Chiesa, per motivi dottrinali e pastorali, continua a preferire la sepoltura dei defunti e il rispetto del corpo mortale degli stessi che come la Liturgia ci ricorda è tempio dello Spirito del Signore. La Chiesa continuerà a consigliare in via preferenziale la tumulazione del corpo del defunto nel cimitero o in altro luogo sacro e si chiede ai cristiani di continuare in questa pia pratica. L’inumazione è la forma più idonea per esprimere la fede e la
speranza nella risurrezione corporale. In tal senso la Chiesa non può permettere atteggiamenti e riti che coinvolgono concezioni errate della morte, ritenuta sia come l’annullamento definitivo della persona, sia come il momento della sua fusione con la Madre natura o con l’universo, sia come una tappa nel processo della re–incarnazione, sia come la liberazione definitiva della “prigione” del corpo. Infine, la sepoltura dei corpi dei fedeli defunti nei cimiteri o in altri luoghi sacri favorisce il ricordo e la preghiera per i defunti da parte dei familiari e di tutta la comunità cristiana. Un secondo elemento riguarda invece proprio la cremazione. Laddove ragioni di tipo igienico, economico o sociale portino a scegliere la cremazione, scelta che non deve essere contraria alla volontà del fedele defunto, la Chiesa non ha motivi dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l’oggettiva negazione della dottrina cristiana sull’immortalità
dell’anima e la risurrezione dei corpi. Essa tuttavia non deve essere richiesta in contraddizione ai principi della Chiesa e in opposizione alla fede sulla resurrezione. Un terzo elemento riguarda il vostro specifico servizio. Vi chiedo fraternamente di informare i parroci tempestivamente della scelta della cremazione da parte dei fedeli o delle loro famiglie,
affinché gli stessi predispongano i riti liturgici in maniera adeguata a questa scelta, così come prevede l’appendice al nuovo rito delle Esequie in vigore presso la Chiesa italiana. Si chiarisca però alle famiglie che qualora per motivazioni legittime venga fatta la scelta della cremazione del cadavere, le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nel cimitero o, se è il caso, in una chiesa o in un’area appositamente dedicata a tale scopo dalla competente autorità ecclesiastica. In nessun caso la Chiesa potrà autorizzare la dispersione delle ceneri o la conservazione delle stesse in luoghi o abitazioni private (benché la legge civile dello Stato consenta entrambe queste possibilità) e meno che meno la creazione di gioielli o monili o altri oggetti dalle ceneri del defunto. Aiutateci a far capire che la scelta della cremazione non deve andare in contrasto con il rispetto per le spoglie mortali del defunto e con la possibilità che esse “riposino” in un luogo sacro pensato appositamente fino alla resurrezione, così come insegna la dottrina. La conservazione delle ceneri in un luogo sacro, inoltre, riduce il rischio di sottrarre i defunti alla preghiera e al ricordo dei parenti e della comunità cristiana. In tal modo, inoltre, si evita la possibilità di dimenticanze e mancanze di rispetto, che possono avvenire soprattutto una volta passata la prima generazione, nonché pratiche sconvenienti o superstiziose. Va assolutamente scoraggiata in tal senso l’uso di dividere le ceneri tra i familiari ancora viventi, che ancor più espone al rischio della dispersione o mancanza di rispetto per il defunto. Mi permetto, infine ricordare, che il mancato rispetto di tali indicazioni può, in casi estremi, portare, da parte dell’autorità ecclesiastica, a un diniego alla celebrazione delle esequie cristiane».

Intimidazione ad impresa funebre tarantina

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Tre colpi di pistola di grosso calibro sono stati esplosi qualche giorno or sono per intimidazione di un’impresa funebre tarantina.
Nel mirino l’agenzia di onoranze funebri dei fratelli D’Alconzo, a Taranto, non lontano dall’ospedale “Santissima Annunziata”. I proiettili, perforata la saracinesca, hanno superato anche la vetrata e si sono conficcati nelle bare in esposizione.

Sconti sul prezzo del funerale: in Giappone succede che …

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In Giappone gli incidenti causati da anziani al volante stanno diventando un problema serio. L’alta frequenza di casi in cui sono coinvolti persone di una certa età ha spinto la società Heiankaku, che gestisce 89 pompe funebri nella prefettura di Aichi, a lanciare una campagna promozionale, in accordo col comune, per ridurre gli incidenti provocati da anziani alla guida.
La proposta è semplice: sconto del 15% al proprio funerale per chi riconsegnerà la patente.
Per ora il numero delle patenti riconsegnate nella prefettura di Aichi non raggiunge il 3%, che la posiziona al 32esimo posto tra le 47 prefetture del Paese.
Osaka è messa meglio, infatti, oltre le detrazioni al costo del proprio funerale, gli anziani usufruiscono di sconti anche in determinate attività commerciali se restituisce la patente. In Giappone un cittadino su 4 supera i 65 anni di età.

Chieti, scoperta dai Nas impresa funebre abusiva

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Un’impresa funebre, con due sedi nello stesso comune del Chietino, pubblicizzava in grande stile le proprie attività, promuovendo funerali completi “a partire da 1.900 euro”, garantendo la “massima serietà”, offrendo anche “trasporti internazionali”, “servizi cimiteriali” e perfino “disbrigo pratiche”, ma l’attività era irregolare.
Peccato che non fosse in regola!
L’hanno scoperta e chiusa i Carabinieri del Nas di Pescara, nel corso di una serie di ispezioni nel settore funerario, finalizzate ad accertare il rispetto dei requisiti igienico sanitari ed il possesso dei titoli previsti. Dai controlli dei militari per la tutela della salute è emerso che l’impresa, attiva nell’area frentana, non era stata regolarizzata in Comune e presentava carenze in tema di agibilità e dei pareri igienico sanitari della Asl competente.
I controlli del Nas di Pescara sono stati eseguiti in tutto il Chietino, in collaborazione con il dipartimento di Prevenzione della Asl, per scoprire la presenza, sul territorio, di agenzie funebri che operavano illecitamente. Le ispezioni rientrano nell’ambito di un più ampio e capillare monitoraggio in atto su tutto il territorio regionale.
Nei giorni scorsi altre aziende del Pescarese avevano ricevuto la visita di Nas e Asl ed era scattato un provvedimento analogo.
Si tratta di un settore in cui, in pochi giorni, sono già emerse forme di abusivismo.
I controlli sono finalizzati proprio a garantire il rispetto delle procedure sanitarie e a tutelare gli operatori che operano regolarmente da forme illecite di concorrenza.

TANATOPRASSI D’Oltralpe: i consigli di un esperto.

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Vi proponiamo una serie di piccoli trucchi ed astuti stratagemmi che potrebbero esser utili all’operatore funebre nei momenti d’empasse, quando e se anche in Italia si diffonderanno i servizi di tanatoprassi ed imbalming, come fenomeni di massa.

Il primo comandamento consiste nel nutrire sempre grande fiducia verso le proprie capacità e nelle tecnologie per il post mortem su cui, oggi, il mondo delle estreme onoranze può contare; d’altra parte chi si ricorda o ricorre ancora alla formula, imparata durante il periodo di formazione professionale Ci x Vi = Cf x Vf?
Naturalmente C rappresenta la concentrazione iniziale dell’aldeide formica, ossia il valore che si legge sulla confezione della cartuccia, V, invece è il volume del balsamo conservante da inserire nel collettore d’iniezione, C significa la concentrazione della miscela contenuta nel cilindro della siringa, mentre V indica la capienza dell’apparecchio con stantuffo, questa piccola pompa servirà ad inserire la soluzione a base d’aldeide formica nel sistema circolatorio della salma.

Vi posso assicurare, in tutta tranquillità, che durante un corso, in una delle mie trasferte didattiche, la regola di cui stiamo parlando mi fu davvero utile, perché, quando mi trovavo a corto di fluido per l’imbalsamazione temporanea, un collega mi soccorse con grande gentilezza, prestandomi un flacone di liquido antiputrefattivo dal nome e dalle caratteristiche chimiche a me sconosciuti, infatti, non lo avevo mai usato prima.

Grazie alla teoria appresa a scuola riuscii ugualmente ad interpretare correttamente le caratteristiche d’utilizzo di quel prodotto completando egregiamente il mio lavoro.

 

Per quanti abbiano la fortuna di lavorare nella propria saletta settoria della chambre funèraire il sistema d’intervento più consigliato ed efficace consisterebbe nel lasciare fluire liberamente il preparato a base di aldeide formica nei tessuti della salma per gravità, senza alcuna spinta o sovra pressione artificiale.

Una simile procedura è sì un po’ più lenta, ma combinata ad un efficiente drenaggio venoso permette d’ottenere risultati straordinari.

Diversi tanatoprattori, come chi vi parla, anche operando a domicilio privilegiano, sempre questo metodo.

Per snellire i tempi praticano un’aspirazione del sangue a livello cardiaco, dove maggiori sono dimensione e portata dei vasi sanguigni.

Piuttosto controversa, soprattutto sul versante meramente pratico, è la consuetudine di siringare la cavità addominale del cadavere durante le fasi che separano l’iniezione mediale da quella distale.

Per quale ragione si dovrebbe infiltrare confusamente formaldeide nelle viscere del defunto, con il serio rischio d’ improvvise perdite di liquami misti a formolo dagli sfinteri, invece di approfittare del comparto artero-venoso ancora integro per raggiungere anche le zone più periferiche ed estreme del corpo umano?

Per evitare un modesto, ma sempre spiacevole, reflusso del liquido impiegato nella puntura, quando, appunto, si estrae la sonda dal vaso sanguigno incanalato, è sufficiente un piccolo batuffolo di cotone da usare come tampone per contenere questo lieve contrattempo e solo dopo aver inoculato il formolo nelle parti più lontane del corpo umano (, mani, dita…) si potrà proseguire con l’iniezione generale, in modo da garantire la presenza in tutto l’organismo di formaldeide.

Per il trattamento di una salma, in cui sia presente un notevole trauma cranico, è stata elaborata dalla scuola francese una particolare procedura che consiste in un’iniezione asimmetrica del fluido antiputrefattivo. Ecco le diverse fasi:
1. Si porta in superficie la carotide sinistra
2. Con una pinza chirurgica si provoca una strozzatura in quest’ultima, così da rendere impossibile il deflusso nel sangue. Interrompere a quest’altezza il passaggio del flusso ematico significa impedire un’antiestetica tumescenza dei tessuti para orbitali. (la pelle che circonda l’occhio e le palpebre stesse) già duramente provati dalle ferite riportate durante il decesso dal cadavere.
3. S’incide la carotide destra per inserire il condotto che inietterà il liquido conservante.
4. Si ripete l’operazione sulla carotide sinistra, prima occlusa dalla pinza, così da raggiungere con il balsamo anche la parte sinistra della testa.

La quantità di liquido introdotta è sensibilmente minore e riduce eventuali rigonfiamenti o ulteriori irritazione della pelle.
E’ quasi inutile ricordarvi di prestare sempre particolare attenzione agli improvvisi rumori che potrebbero provenire dalle interiora della salma.

Un consistente gorgoglio, avvertito nella zona dello stomaco, potrebbe ragionevolmente esser avvisaglia di un problematico rigurgito di materiale gastrico dalla bocca, mentre un leggero ribollio dei fluidi nel collettore d’iniezione è, quasi sempre, segno di un buono svolgimento delle operazioni, siccome il formolo fluisce velocemente in arterie e vene, senza incontrare ostacoli.

Nel pescarese: sospesa l’attività di una impresa funebre per cui erano assenti le autorizzazioni ad operare

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Scoperta dai Nas nel pescarese una impresa funebre del tutto abusiva.
la singolarità sta nel fatto che l’impresa funebre aveva più sedi, un sito web con informazioni chiare e sui funerali e addirittura dal quale si poteva scaricare modulistica.
Peccato che operasse in assenza dei requisiti che le norme regionali in materia prescrivono.
Lo hanno scoperto i NAS di Pescara, che hanno disposto, unitamente all’ASL di Pescara, la immediata sospensione della attività.
L’impresa funebre esercitava l’attività di onoranze funebri ed eseguiva servizi per riti, trasporti e tumulazioni, in totale assenza di autorizzazione e di pareri igienico sanitari della Asl competente.
La situazione ha consigliato di avviare, in collaborazione con il dipartimento di Prevenzione della Asl, numerose ispezioni in aziende della provincia di Pescara, per scoprire se esistono altre imprese funebri abusive, inquinato senza i titoli per esercitare l’attività.