Il trasporto della salma nella immediatezza del decesso.
E nelle prossime righe potrete trovare i links ad alcuni articoli che trattano la materia, in ordine di data dal più recente al più vecchio come inserimento:


TANATOPRASSI D’Oltralpe: i consigli di un esperto.

Vi proponiamo una serie di piccoli trucchi ed astuti stratagemmi che potrebbero esser utili all’operatore funebre nei momenti d’empasse, quando e se anche in Italia si diffonderanno i servizi di tanatoprassi ed imbalming, come fenomeni di massa. Il primo comandamento Continua a leggere →

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Attività congiunta vs attività disgiunta e regime dei trasporti necroscopici in Emilia Romagna.

Il ciclo produttivo dell’impresa funebre si configura come un servizio complesso di prestazioni e forniture che concretamente si risolvono: Nello svolgimento del mandato tipico dell’agenzia d’affari di cui all’art.115 TULPS n.773/1931, Nella somministrazione di cofano mortuario dei suoi accessori e Continua a leggere →

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Trasporti “a cassa aperta” intra moenia oppure anche extra moenia?

Decorso il periodo di osservazione il cadavere, purché contenuto all’interno di un feretro, confezionato come stabilito dalla normativa concernente la sua destinazione (artt. 30 e 75 D.P.R. 285/90), può essere trasferito da un Comune ad un altro, nel quale rendere Continua a leggere →

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Come provvedere al trasporto salme? Tecniche a confronto

Il DPR n.285/90 prevede la possibilità per un defunto di essere trasportato prima che sia trascorso il periodo di osservazione, con le misure cautelative stabilite dall’articolo 17 e ad esclusione dei morti per malattie infettive (il morbo infettivo-diffusivo, quindi deve Continua a leggere →

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Regione Lombardia: commenti e postille sul trasporto di cadaveri

Le norme di riferimento per questo breve studio sono: Art. 6 Legge Regionale 18 novembre 2003 n. 22, ora confluita nel Testo Unico delle Leggi in materia di Sanità (L.R. 30 dicembre 2009 n.33), Artt. 34, 35 e 36 del Continua a leggere →

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Trasporto salma in Emilia-Romagna: una procedura ancora in rodaggio?

Qualche tempo fa, durante una sessione del corso per operatori funebri a Modena, con risultati molto proficui sia per l’alto livello della docenza, sia per l’interesse dimostrato dagli allievi è emerso un ragionevolissimo dubbio sul flusso informativo da attivare per Continua a leggere →

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Recupero salme incidentate: protocolli operativi

Sebbene l’opera dei necrofori debba essere principalmente rivolta a rilevare la salma dal luogo in cui si è verificato il decesso, così da trasportarla al più vicino deposito d’osservazione o presso l’istituto di medicina legale, essi stessi, in quanto operatori Continua a leggere →

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Trasporto di cadavere con feretro aperto???

Cara Redazione, sono l’addetto al servizio di custodia in un cimitero della regione Campania. Giorni addietro in occasione di un funerale l’impresa incaricata si presenta dinnanzi al cancello del cimitero per consegnarmi, con tutta la documentazione un feretro da tumulare Continua a leggere →

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Trasporto salma: chi firma l’autorizzazione?

Cara Redazione,   sono il titolare di un’impresa funebre. La sera di Natale sono stato convocato per un “recupero salma” da abitazione inadatta a fungere da deposito d’osservazione. Nella mia regione non è stata introdotta la differenza funzionale tra le Continua a leggere →

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Il trasporto necroscopico e “a cassa aperta”. Antologia di www.Funerali.org

Vi proponiamo una serie di links per costruirVi, in modo autonomo, una Vostra personale raccolta di testi e quesiti riguardanti i trasporti mortuari a “cassa aperta”, la loro tipologia e la relativa onerosità.   Il trasporto necroscopico (http://www.funerali.org/?p=835). Il trasporto Continua a leggere →

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Nel DDL attività funerarie si amplia la nozione di trasporto di salma

Proseguiamo con l’analisi di alcuni articoli di interesse per i nostri lettori del DDL "Disciplina delle attività nel settore funerario e norme in materia di dispersione e conservazione delle ceneri", nella versione TESTO UNIFICATO PROPOSTO DAL RELATORE PER I DISEGNI Continua a leggere →

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Primissimi dubbi sul Regolamento Regione Marche D.G.R. N. 648 DEL 8 MAGGIO 2008

Leggendo il nuovo regolamento marchigiano di polizia mortuaria mi sono sorti questi dubbi amletici: Art. 2 comma 5 lettera f): la formulazione della norma in parola non è forse una ripetizione dell’Art. 80 comma3 DPR 285/1990? Art. 2 comma 7: Continua a leggere →

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Il trasporto necroscopico e quello a “cassa aperta” debbono esser sanati ex post con decreto del comune?

Premessa: il cosiddetto trasporto necroscopico, conosciuto nella vulgata necroforese anche con la formula di “raccolta salme incidentate” o di “recupero salma” è un trasporto mortuario che differisce da quello funebre in occasione del funerale vero e proprio per queste ragioni. Continua a leggere →

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IL fattore RISCHIO nei servizi necroscopici

Traggo da un rapporto stilato dall’ASL CITTÀ DI MILANO EX USSL 38 (referente Signora Susanna Cantoni) risalente al 1996 alcune considerazioni sul profilo di rischio insito nell’azione di polizia mortuaria. Con questo testo mi concentrerò particolarmente sui pericoli che corre Continua a leggere →

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IL medico necroscopo in Lombardia (Parte II)

[…] Abbiamo sintetizzato le informazioni, in uno specchietto che comma per comma analizza i disposti normativi dell’Art. 40 reg. Reg. 9 novembre 2004 n.6. Le definizioni non sono nostri capricci lessicali, ma sono state fedelmente tratte dai sacri testi legislativi Continua a leggere →

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Il medico necroscopo in Lombardia (Parte I)

Oggetto di questo breve saggio (suddiviso per ragioni di spazio in due macroaree tematiche) sono l’ iterazione e possibili conflitti tra la normativa lombarda (Legge Regionale 18 novembre 2003 n. 22; regolamento 9 novembre 2004 così come modificato dal Regolamento Continua a leggere →

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Onerosità dei servizi necroscopici di custodia salme presso l’obitorio/deposito d’osservazione

Cara Redazione, la circolare del Ministero della sanità n. 24 del 24 giugno 1993, al punto 5, 1, prevede che il comune debba essere dotato di un obitorio o comunque debba identificare un locale atto al deposito per osservazione. In Continua a leggere →

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Se il medico curante litiga con il necroscopo

Cara Redazione, Sabato scorso ho chiamato il medico curante di una persona deceduta per farmi redigere il certificato di morte. Lui si e’ opposto dicendomi che dalle ore 20 del venerdì alle ore 8 del lunedì non sarebbe stato reperibile, Continua a leggere →

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Il trasporto necroscopico

ln caso di autorizzazione della Procura della Repubblica al trasporto della salma di persona, deceduta in seguito a reato, all’obitorio di altro comune (nel quale ha sede anche il Tribunale) chi paga gli oneri del trasporto, effettuato da una impresa Continua a leggere →

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Salme, cadaveri e resti mortali

In nuce, una distinzione operativa, se non ancora semantica tra salme e cadaveri è già contenuta nell’Art. 17 DPR 10 settembre 1990 n. 285, quando si prescrice il trasporto “a cassa aperta” per i corpi esanimi durante il periodo d’osservazione, Continua a leggere →

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Trasporti funebri e necroscopici in Lombardia

Articoli correlati (e reperibili attraverso la funzione “CERCA”) Igiene e trasporti a cassa aperta. Sosta di più giorni: come confezionare la bara? La tempistica del funerale. Sanzioni davvero efficaci? Sanzioni incoerenti.     In regime di DPR 285/1990 tutta la Continua a leggere →

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Autorizzazione al trasporto funebre

Cara redazione, C’è una salma di persona deceduta nel mio comune per incidente trasportata in un Comune limitrofo dove si trova una sala autoptica. Per il decreto di trasporto gli ufficiali di stato civile della mia zona si sono sempre Continua a leggere →

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La constatazione di morte in Lombardia è una prassi ancora legittima?

Come chiarito dal paragrafo 2 della stessa Circolare regionale n. 7 del 9 febbraio 2004 la cosiddetta “constatazione di morte” non rileva ai fini di implementare tutta la procedura di polizia mortuaria riguardo ad un decesso (avviso/dichiarazione di morte all’Ufficiale Continua a leggere →

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Servizi necroscopici in Lombardia (Parte II)

[…] omissis…. 3. In caso di decesso per morte violenta (incidente ecc.) su chiamata della pubblica autorità -Autorità giudiziaria, Carabinieri, Polizia di Stato – la salma viene trasportata per accertamenti di legge presso ospedali,cliniche private, il certificato ISTAT e l’accertamento Continua a leggere →

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Servizi necroscopici in Lombardia (Parte I)

Si devono pagare i diritti sanitari per la visita necroscopica eseguita dal medico igienista dell’ASL di 37,00 €. Se si tale importo deve essere introitato da tutti i distretti ASL? La questione è controversa ed è già stata trattata da Continua a leggere →

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Come accertare l’identità del de cuius prima del trasporto

Il Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria (DPR 10 settembre 1990 n. 285) non contempla espressamente modi e procedure per stabilire con certezza gli estremi anagrafici e le generalità del de cuius, se non una targhetta metallica da apporre sulla cassa Continua a leggere →

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Trasporti funebri deregolamentati?

Il trasporto funebre e' un servizio pubblico a domanda individuale ed a titolo oneroso dopo l'Art. 1 comma 7 bis Legge 28 febbraio n. 26, sottoposto a vigilanza (Art. 16 comma 2 DPR 285/90), regolamentazione (Art. 22 DPR 286/90) ed Continua a leggere →

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Sanzioni incoerenti

Un lettore pone un quesito in merito al sussistere dei diritti fissi sui trasporti funebri ex Art. 19 commi 2 e 3 DPR 285/90. Non sappiamo da quale regione egli ci scriva scriva (nella sua regione potrebbe esser intervenuta, come, Continua a leggere →

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Sanzioni davvero efficaci?

Le violazioni al Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria, dopo la Legge 24 dicembre 1981, n. 689, costituiscono illeciti amministrativi punibili con sanzione amministrativa. L’Art. 107 del regolamento di polizia mortuaria DPR 10 settembre 1990, n. 285 rinvia all’Art. 358 del Continua a leggere →

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Igiene e trasporti a cassa aperta

Vagando sul web tra i siti dedicati alla polizia mortuaria mi sono casualmente imbattuto in una questione piuttosto interessante: L’Art. 40 comma 6 del regolamento regionale lombardo 6/2004 cosi’ recita: 6. L’accertamento di morte, con modello approvato dalla Giunta regionale, Continua a leggere →

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Necroscopia a pagamento?

I Versamenti per diritti sanitari imposti da alcune ASL per accertamenti necroscopici sono leggittimi? E’lecito imporre diritti sanitari per l’usabilita’ dei loculi? Il cimitero e’ demanio comunale ai sensi dell’Art. 824 del Codice Civile. In molti comuni, assieme al canone Continua a leggere →

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Commenti

Trasporto di salma — 8 commenti

  1. X Mauro,

    Tranquilli…è tutto secundum legem, in questa operazione, infatti, non si rilevano vizi di sorta.

    Ad esempio: Il TAR Veneto, Sez. 1^, con tre sentenze (n. 168, n. 169, n. 170), tutte del 6 febbraio 2013, e sostanzialmente analoghe, vertendo esse sulla medesima controversia, pur in presenza di differenti parti, ha ritenuto che ” deva ritenersi legittima la fissazione di un diritto amministrativo per ogni autorizzazione al trasporto funebre rilasciata, in quanto tale diritto trova congrua giustificazione nei costi inerenti le pratiche amministrative necessarie per ogni trasporto, nonché nelle spese relative alla generale funzione di vigilanza e di controllo che il Comune ha il dovere di esercitare sulle concrete modalità di svolgimento del servizio pubblico in questione.”

    Sono ormai diverse le sentenze del TAR Veneto che confermano la legittimità della richiesta di pagamento della tariffa per rilascio di autorizzazione al trasporto funebre.

    Mentre è invece ormai assodato che la possibilità di esigere il diritto fisso di cui all’art. 19 commi 2 e 3 del DPR 285/90 è definitivamente decaduta.

    E quindi i Comuni possono legittimamente richiedere un diritto secondo tariffa da essi stabilita per accordare un’autorizzazione ad un trasporto dentro il proprio territorio o in partenza da questo, anche differenziato (ad es.: per trasporto funebre interno al comune, per fuori comune ma entro i confini nazionali, per l’estero).

    Agli effetti concreti rileviamo, che alcuni Comuni hanno modulato la tariffa tra trasporto funebre di cadavere e trasporto funebre di resti mortali, ceneri, ossa.

    Secondo l’ultima sentenza veneta, dovendo questo diritto fisso commisurarsi ai costi per le pratiche amministrative e per la generale funzione di vigilanza e controllo, diventa, ora più difficile distinguere tali tariffe con una loro diversa graduazione.

  2. Il comune di caserta ha deliberato una tassa da applicare ad ogni trasporto funebre, per la città stessa, per le altre città d’italia e per l’estero. per quanto incredibile che un comune, pur di avere soldi, si finanzi con i morti ma è lecito? grazie

  3. X Stefano,

    mi permetto di dissentire: la norma di cui al paragrafo 9.7 della Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24 per una volta almeno è chiara, univoca e non si presta a dubbi interpretativi, la circolare in questione, infatti, ha valore esplicativo dell’Art. 30 DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Ogni qual volta ricorra la fattispecie di cui all’Art. 30 citato, e quindi da comune a comune, anche sotto i 100 km di distanza “scatta” il controllo conosciuto in gergo “necroforese” con la formula linguistica di VERIFICA FERETRO.

    La vita per le imprese funebri sarde è ancora abbastanza semplice, perchè nel vostro territorio vige solo ed unicamente il DPR 10 settembre 1990 n. 285, essa si complicherà maledettamente quando e se la Regione si deciderà a varare (come ha già ventilato…o minacciato di fare) un proprio corpus normativo sulla polizia mortuaria, allora, come accade, qui da me in Emilia- Romagna vi troverete, vostro malgrado, a convivere ed a lavorare con l’infelice teoria del “doppio binario” vale a dire che per certi trasporti entro i confini regionali, si applicherà la nuova normativa, mentre per quelli extra moenia, ossia quando sussista extraterritorialità (trasporti esteri soggetti o meno alla Convenzione Internazionale di Berlino, trasporti nazionali, ma diretti verso il continente, quindi, fuori regione) si continuerà a seguire il dettato del DPR n. 285/1990. E’un ulteriore fonte di inutile complicazione, foriera di possibili contenziosi amministrativi.

  4. Allo stato attuale della legislazione, in base all’art. 16 comma 22 del DPR 285/90 è l’AUSL che vigila e controlla il servizio di trasporto funebre.

    Il controllo è obbligatorio nel caso di trasporto all’estero, dall’estero o per morti di malattia infettivo-diffusiva ai sensi del combinato disposto tra gli Artt. 18 e 22 DPR n. 285/1990.

    Negli altri casi la verifica feretro viene regolata diversamente da Regione a Regione (talune hanno uno specifico tariffario) o da Comune a Comune (in base a quanto stabilito in via generale dal regolamento di polizia mortuaria comunale o dall’ordinanza del Sindaco che regola i trasporti funebri, di cui all’art. 22 del DPR 285/90) e può essere svolto anche non in forma continuativa, bensì “random”, cioè a campione.

    In proposito la normativa si sta evolvendo verso l’eliminazione del doppio controllo (in partenza e all’arrivo) purché siano adottate precise cautele. Cosicché la rispondenza del feretro alle prescrizioni stabilite dalI’art. 30 del D.P.R. 285/90, nonché, in caso di decesso dovuto a malattie infettive-diffusive, a quanto prescritto dagli artt. 18 e 25, e infine l’avvenuto trattamento antiputrefattivo ex Art. 32 DPR n. 285/1990, è attestato dal personale a ciò delegato dall’U.S.L. del luogo di partenza, unitamente alla verifica della identità del cadavere.

    Alla partenza, a garanzia della integrità del feretro e del suo contenuto, vi sarà apposto un sigillo. Così par. 9.7 della circolare n. 24/93 del Min. Sanità. II servizio di custodia del cimitero di arrivo verificherà l’integrità del sigillo e la corrispondenza di questo con quello apposto sulla certificazione di cui sopra. Solo nel caso di constatata effrazione al sigillo di cui sopra dovrà redigersi processo verbale, per l’eventuale all’organo di garanzia, in via gerarchica, sovraordinato.

    La ratio del paragrafo 9.7 della circolare 24/93 del Ministero della Sanità è quella di effettuare un unico controllo alla partenza del trasporto funebre, sollevando i soggetti intermedi da controlli “in itinere”.

    Ovviamente, la verbalizzazione del rispetto delle disposizioni di cui all’Art. 30 DPR 10 settembre 1990 n. 285 va eseguita in tutti i casi, indipendentemente se il trasporto interessi un unico comune o più.

    Infatti, le prescrizioni relative vanno verificate in relazione a “quel’ tipo di trasporto” e cio’ costituisce l’oggetto di quel verbalino (di cui, in molte regioni ormai, l’incaricato del trasporto funebre risponde, personalmente e direttamente, sotto ogni profilo siccome è quest’ultimo a svolgere la verifica feretro, sollevando, così, l’AUSL da tale incombenza ).

  5. Grazie Carlo, ma ancora non mi è chiara una cosa: la regola vale in OGNI caso di trasporto da comune a comune (anche sotto i 100 km)?
    Ti chiedoi questo perchè ci sono dei paradossi incredibili, ad esempio abbiamo molte località che sono divise tra due o più comuni, una di queste per esempio ha il centro abitato in comune di Santa Teresa Gallura, e il cimitero (posto a 100 mt dal centro) in comune di Tempio…..

  6. Si tratta dell’attività necroscopica della cosidetta “Verifica Feretro” di cui al paragrafo 9.7 della circolare ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 esplicativa del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Laddove, come in Sardegna, viga interamente solo il suddetto DPR n. 285/1990 tale azione di vigilanza e controllo sul corretto confezionamento del feretro (e quindi sul trasporto funebre ai sensi dell’Art. 16 comma 2 DPR n. 285/1990), traducendosi, sostanzialmente in una attestazione sanitaria, ex Art. 49 DPR n. 445/2000, è responsabilità che sorge unicamente in capo all’AUSL e non è surrogabile da soggetti terzi attraverso la procedura dell’autocertificazione, in quanto detto comportamento, se non suffragato da apposita Legge Regionale, configurerebbe il reato di usurpazione di funzioni pubbliche.

    È pertanto da escludere che singole imprese funebri, anche a ciò “delegate” dall’A. USL, abbiano titolo a svolgere funzioni pubbliche.

    Il servizio di custodia del cimitero di arrivo legittimamente potrà considerare non regolare l’assenza del sigillo dell’A. USL di partenza sul feretro e pretendere di effettuare ulteriori controlli, con possibile disappunto da parte dei familiari interessati.

    Talune Regioni hanno provveduto ad individuare per la cosiddetta “verifica feretro” apposite tariffe per diritti da versare alla competente A. USL in funzione di ciascun controllo eseguito, talvolta con il rimborso chilometrico per i tragitti effettuati.

    Cosicché la emissione di bolletta per l’incasso di tali diritti senza che l’A. USL provveda sempre e direttamente a fornire il servizio (e quindi “a campione”) può dar luogo ad una appropriazione indebita, perseguibile nei modi di legge.

    E’già uso e consuetudine che le verifiche alla partenza dei servizi funebri siano effettuate da vigili sanitari o personale comunale a cui espressamente è affidato tale compito con delega personale (vigili, necrofori, polizia mortuaria e figure simili), regolata da apposita convenzione fra i due enti che stabilisca unitamente al trasferimento delle competenze pure quello delle risorse economiche necessarie, nonché la titolarità all’incasso – per conto – dei relativi diritti.

  7. Buonasera, lavoro per una agenzia di onoranze funebri in sardegna, Arzachena(ot), da noi quando il feretro deve essere trasportato in comune diverso da quello del decesso, oltre alle marche da bollo con le autorizzazioni rilasciate dal comune, al momento della chiusura del feretro dobbiamo chiamare un “tecnico della prevenzione” al quale va data copia di un versamento di circa 40 €, che deve vigilare sulla buona chiusura della cassa ed apporre due sigilli(uno per lato corto) in ceralacca con il logo della asl. nelle altre regioni non funziona cos’, qual’è la legge a riguardo? grazie

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