Trasporto di salma

Il trasporto della salma nella immediatezza del decesso.
Di seguito si elenca una serie di articoli attinenti questo argomento:

TANATOPRASSI D'Oltralpe: i consigli di un esperto.


Attività congiunta vs attività disgiunta e regime dei trasporti necroscopici in Emilia Romagna.


Trasporti "a cassa aperta" intra moenia oppure anche extra moenia?


Come provvedere al trasporto salme? Tecniche a confronto


Regione Lombardia: commenti e postille sul trasporto di cadaveri


Trasporto salma in Emilia-Romagna: una procedura ancora in rodaggio?


Recupero salme incidentate: protocolli operativi


Trasporto di cadavere con feretro aperto???


Trasporto salma: chi firma l'autorizzazione?


Il trasporto necroscopico e "a cassa aperta". Antologia di www.Funerali.org


Nel DDL attività funerarie si amplia la nozione di trasporto di salma


Primissimi dubbi sul Regolamento Regione Marche D.G.R. N. 648 DEL 8 MAGGIO 2008


Il trasporto necroscopico e quello a "cassa aperta" debbono esser sanati ex post con decreto del comune?


IL fattore RISCHIO nei servizi necroscopici


IL medico necroscopo in Lombardia (Parte II)


Il medico necroscopo in Lombardia (Parte I)


Onerosità dei servizi necroscopici di custodia salme presso l'obitorio/deposito d'osservazione


Se il medico curante litiga con il necroscopo


Il trasporto necroscopico


Salme, cadaveri e resti mortali


Trasporti funebri e necroscopici in Lombardia


Autorizzazione al trasporto funebre


La constatazione di morte in Lombardia è una prassi ancora legittima?


Servizi necroscopici in Lombardia (Parte II)


Servizi necroscopici in Lombardia (Parte I)


Come accertare l'identità del de cuius prima del trasporto


Trasporti funebri deregolamentati?


Sanzioni incoerenti


Sanzioni davvero efficaci?


Igiene e trasporti a cassa aperta


Necroscopia a pagamento?


8 thoughts on “Trasporto di salma

  1. Carlo

    X Mauro,

    Tranquilli…è tutto secundum legem, in questa operazione, infatti, non si rilevano vizi di sorta.

    Ad esempio: Il TAR Veneto, Sez. 1^, con tre sentenze (n. 168, n. 169, n. 170), tutte del 6 febbraio 2013, e sostanzialmente analoghe, vertendo esse sulla medesima controversia, pur in presenza di differenti parti, ha ritenuto che ” deva ritenersi legittima la fissazione di un diritto amministrativo per ogni autorizzazione al trasporto funebre rilasciata, in quanto tale diritto trova congrua giustificazione nei costi inerenti le pratiche amministrative necessarie per ogni trasporto, nonché nelle spese relative alla generale funzione di vigilanza e di controllo che il Comune ha il dovere di esercitare sulle concrete modalità di svolgimento del servizio pubblico in questione.”

    Sono ormai diverse le sentenze del TAR Veneto che confermano la legittimità della richiesta di pagamento della tariffa per rilascio di autorizzazione al trasporto funebre.

    Mentre è invece ormai assodato che la possibilità di esigere il diritto fisso di cui all’art. 19 commi 2 e 3 del DPR 285/90 è definitivamente decaduta.

    E quindi i Comuni possono legittimamente richiedere un diritto secondo tariffa da essi stabilita per accordare un’autorizzazione ad un trasporto dentro il proprio territorio o in partenza da questo, anche differenziato (ad es.: per trasporto funebre interno al comune, per fuori comune ma entro i confini nazionali, per l’estero).

    Agli effetti concreti rileviamo, che alcuni Comuni hanno modulato la tariffa tra trasporto funebre di cadavere e trasporto funebre di resti mortali, ceneri, ossa.

    Secondo l’ultima sentenza veneta, dovendo questo diritto fisso commisurarsi ai costi per le pratiche amministrative e per la generale funzione di vigilanza e controllo, diventa, ora più difficile distinguere tali tariffe con una loro diversa graduazione.

  2. Mauro

    Il comune di caserta ha deliberato una tassa da applicare ad ogni trasporto funebre, per la città stessa, per le altre città d’italia e per l’estero. per quanto incredibile che un comune, pur di avere soldi, si finanzi con i morti ma è lecito? grazie

  3. Carlo

    X Stefano,

    mi permetto di dissentire: la norma di cui al paragrafo 9.7 della Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24 per una volta almeno è chiara, univoca e non si presta a dubbi interpretativi, la circolare in questione, infatti, ha valore esplicativo dell’Art. 30 DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Ogni qual volta ricorra la fattispecie di cui all’Art. 30 citato, e quindi da comune a comune, anche sotto i 100 km di distanza “scatta” il controllo conosciuto in gergo “necroforese” con la formula linguistica di VERIFICA FERETRO.

    La vita per le imprese funebri sarde è ancora abbastanza semplice, perchè nel vostro territorio vige solo ed unicamente il DPR 10 settembre 1990 n. 285, essa si complicherà maledettamente quando e se la Regione si deciderà a varare (come ha già ventilato…o minacciato di fare) un proprio corpus normativo sulla polizia mortuaria, allora, come accade, qui da me in Emilia- Romagna vi troverete, vostro malgrado, a convivere ed a lavorare con l’infelice teoria del “doppio binario” vale a dire che per certi trasporti entro i confini regionali, si applicherà la nuova normativa, mentre per quelli extra moenia, ossia quando sussista extraterritorialità (trasporti esteri soggetti o meno alla Convenzione Internazionale di Berlino, trasporti nazionali, ma diretti verso il continente, quindi, fuori regione) si continuerà a seguire il dettato del DPR n. 285/1990. E’un ulteriore fonte di inutile complicazione, foriera di possibili contenziosi amministrativi.

  4. Carlo

    Allo stato attuale della legislazione, in base all’art. 16 comma 22 del DPR 285/90 è l’AUSL che vigila e controlla il servizio di trasporto funebre.

    Il controllo è obbligatorio nel caso di trasporto all’estero, dall’estero o per morti di malattia infettivo-diffusiva ai sensi del combinato disposto tra gli Artt. 18 e 22 DPR n. 285/1990.

    Negli altri casi la verifica feretro viene regolata diversamente da Regione a Regione (talune hanno uno specifico tariffario) o da Comune a Comune (in base a quanto stabilito in via generale dal regolamento di polizia mortuaria comunale o dall’ordinanza del Sindaco che regola i trasporti funebri, di cui all’art. 22 del DPR 285/90) e può essere svolto anche non in forma continuativa, bensì “random”, cioè a campione.

    In proposito la normativa si sta evolvendo verso l’eliminazione del doppio controllo (in partenza e all’arrivo) purché siano adottate precise cautele. Cosicché la rispondenza del feretro alle prescrizioni stabilite dalI’art. 30 del D.P.R. 285/90, nonché, in caso di decesso dovuto a malattie infettive-diffusive, a quanto prescritto dagli artt. 18 e 25, e infine l’avvenuto trattamento antiputrefattivo ex Art. 32 DPR n. 285/1990, è attestato dal personale a ciò delegato dall’U.S.L. del luogo di partenza, unitamente alla verifica della identità del cadavere.

    Alla partenza, a garanzia della integrità del feretro e del suo contenuto, vi sarà apposto un sigillo. Così par. 9.7 della circolare n. 24/93 del Min. Sanità. II servizio di custodia del cimitero di arrivo verificherà l’integrità del sigillo e la corrispondenza di questo con quello apposto sulla certificazione di cui sopra. Solo nel caso di constatata effrazione al sigillo di cui sopra dovrà redigersi processo verbale, per l’eventuale all’organo di garanzia, in via gerarchica, sovraordinato.

    La ratio del paragrafo 9.7 della circolare 24/93 del Ministero della Sanità è quella di effettuare un unico controllo alla partenza del trasporto funebre, sollevando i soggetti intermedi da controlli “in itinere”.

    Ovviamente, la verbalizzazione del rispetto delle disposizioni di cui all’Art. 30 DPR 10 settembre 1990 n. 285 va eseguita in tutti i casi, indipendentemente se il trasporto interessi un unico comune o più.

    Infatti, le prescrizioni relative vanno verificate in relazione a “quel’ tipo di trasporto” e cio’ costituisce l’oggetto di quel verbalino (di cui, in molte regioni ormai, l’incaricato del trasporto funebre risponde, personalmente e direttamente, sotto ogni profilo siccome è quest’ultimo a svolgere la verifica feretro, sollevando, così, l’AUSL da tale incombenza ).

  5. Stefano

    Grazie Carlo, ma ancora non mi è chiara una cosa: la regola vale in OGNI caso di trasporto da comune a comune (anche sotto i 100 km)?
    Ti chiedoi questo perchè ci sono dei paradossi incredibili, ad esempio abbiamo molte località che sono divise tra due o più comuni, una di queste per esempio ha il centro abitato in comune di Santa Teresa Gallura, e il cimitero (posto a 100 mt dal centro) in comune di Tempio…..

  6. Carlo

    Si tratta dell’attività necroscopica della cosidetta “Verifica Feretro” di cui al paragrafo 9.7 della circolare ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 esplicativa del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Laddove, come in Sardegna, viga interamente solo il suddetto DPR n. 285/1990 tale azione di vigilanza e controllo sul corretto confezionamento del feretro (e quindi sul trasporto funebre ai sensi dell’Art. 16 comma 2 DPR n. 285/1990), traducendosi, sostanzialmente in una attestazione sanitaria, ex Art. 49 DPR n. 445/2000, è responsabilità che sorge unicamente in capo all’AUSL e non è surrogabile da soggetti terzi attraverso la procedura dell’autocertificazione, in quanto detto comportamento, se non suffragato da apposita Legge Regionale, configurerebbe il reato di usurpazione di funzioni pubbliche.

    È pertanto da escludere che singole imprese funebri, anche a ciò “delegate” dall’A. USL, abbiano titolo a svolgere funzioni pubbliche.

    Il servizio di custodia del cimitero di arrivo legittimamente potrà considerare non regolare l’assenza del sigillo dell’A. USL di partenza sul feretro e pretendere di effettuare ulteriori controlli, con possibile disappunto da parte dei familiari interessati.

    Talune Regioni hanno provveduto ad individuare per la cosiddetta “verifica feretro” apposite tariffe per diritti da versare alla competente A. USL in funzione di ciascun controllo eseguito, talvolta con il rimborso chilometrico per i tragitti effettuati.

    Cosicché la emissione di bolletta per l’incasso di tali diritti senza che l’A. USL provveda sempre e direttamente a fornire il servizio (e quindi “a campione”) può dar luogo ad una appropriazione indebita, perseguibile nei modi di legge.

    E’già uso e consuetudine che le verifiche alla partenza dei servizi funebri siano effettuate da vigili sanitari o personale comunale a cui espressamente è affidato tale compito con delega personale (vigili, necrofori, polizia mortuaria e figure simili), regolata da apposita convenzione fra i due enti che stabilisca unitamente al trasferimento delle competenze pure quello delle risorse economiche necessarie, nonché la titolarità all’incasso – per conto – dei relativi diritti.

  7. Stefano

    Buonasera, lavoro per una agenzia di onoranze funebri in sardegna, Arzachena(ot), da noi quando il feretro deve essere trasportato in comune diverso da quello del decesso, oltre alle marche da bollo con le autorizzazioni rilasciate dal comune, al momento della chiusura del feretro dobbiamo chiamare un “tecnico della prevenzione” al quale va data copia di un versamento di circa 40 €, che deve vigilare sulla buona chiusura della cassa ed apporre due sigilli(uno per lato corto) in ceralacca con il logo della asl. nelle altre regioni non funziona cos’, qual’è la legge a riguardo? grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *