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Attività congiunta vs attività disgiunta e regime dei trasporti necroscopici in Emilia Romagna. — 10 commenti

  1. Buongiorno
    Mia madre è mancata ed è stata cremata ed è stato richiesto affidamento familiare. Lei era giapponese e di comune accordo in famiglia abbiamo deciso di portarla in Giappone. Sono stati prodotti tutti i documenti necessari (pass. Mortuario, nullaosta del consolato, ecc) senza nessun problema, tutti indicanti mio padre come affidatario delle ceneri.
    Il problema si è posto nel momento in cui mio padre ha deciso di rinunciare al viaggio per motivi personali ma è comunque favorevole al ritorno della moglie in Giappone. È possibile che io in quanto figlia possa essere delegata a portare i resti di mia madre? Grazie

    • X Kei,

      grazie per esersi rivolta a questo servizio.

      Il Comune che ha rilasciato il titolo di viaggio per l’EStero deve semplicemente, agendo in regime di autotutela (revoca ex art. 21-quinques Legge n. 241/1990?) previsto dalla Legge n. 241/1990, riformare/rettificare/correggere il decreto di trasporto internazionale modificando la titolarità dello stesso (sostanzialmente da Suo padre a Lei). Questo documento è, infatti, strettamente nominativo. Può rendersi necessario il perfezionamento di un nuovo titolo di viaggio, ma è l’ipotesi più pessimistica, non mi senso di condividerla appieno, è però un’eventualità verosimile da considerare.

      Gli altri incartamenti già prodotti ed a gli atti nell’appposito fascicolo d’istruttoria sono in sè già perfetti e produttivi di tutti i loro effetti procedimentali, non richiedono, pertanto, nessuna variazione, per il principio di conservazione dell’atto amministrativo e per l’economicità dello stesso. La Legge vieta l’inutile aggravamento burocratico.

      • Grazie mille per la celere risposta. Sono stata ieri in polizia mortuaria ( che ha prodotto tutti i documenti in questi mesi) per chiedere la modifica del nominativo dell’accompagnatore nel passaporto mortuario ma mi è stato detto che è una pratica non permessa in quanto mio padre è unico affidatario delle ceneri e non c’è possibilità di cambiare. sarebbe praticamente “costretto” a partire.

        Mi rivolgo voi per avere la certezza che io possa contestare quello che mi è stato detto.

        Grazie ancora

        • X Kei,

          …maledetta burocrazia! Ma la Legge n. 241/1990 non vieta l’inutile appesantimento del procedimento amministrativo?

          Tenderei, tuttavia, a distinguere le rispettive posizioni tra titolarità dell’atto d’affido famigliare delle ceneri ed intestazione del titolo di viaggio internazionale.
          L’autorizzazione alla custodia delle ceneri è di tipo amministrativo, è continuativa e viene rilasciata dal comune territorialmente competente (da quello, cioè nel cui distretto le ceneri materialmente saranno domiciliate) ed esaurisce i propri effetti entro i confini interni del Comune stesso.

          E’un principio generale, implicito e quindi fondativo di tutto il nostro Ordinamento Giuridico: ad autorizzare una determinata attività è la stessa Autorità che ha potere sul luogo in cui quest’ultima si consumerà. Esempio: Milano non può certo autorizzare un affido ceneri che materialmente avverrà a Bologna. L’incompetenza assoluta, tra l’altro, è uno tra i vizi di legittimità del provvedimento amministrativo.
          E come può pensare il Suo Comune di obbligare Suo padre a partire per il Giappone? Ad impossibilia nemo tenetur!

          Ripeto, come se ce ne fosse davvero bisogno, il concetto basilare: l’autorizzazione all’affido fuori del Comune che l’ha emanata, perde ogni efficacia e validità…questo già nelle articolazioni periferiche delle Istituzioni Italiane, figuriamoci nel rapporti di diritto internazionale!

          In polizia mortuaria da Lei qualcuno crede davvero che l’atto di affido avrà valore addirittura in Giappone, ossia al di là della giurisdizione italiana? Mah…siamo alla mattana totale.

          Piuttosto…per bypassare il problema (a mio avviso risolvibilissimo con un po’ d’intelligenza) Suo padre, quale affidatario unico, potrebbe con propria decisione irrevocabile ed unilaterale, rinunciare all’affido, nelle forme e nei modi previsti dal regolamento comunale di polizia mortuaria, a questo punto l’urna sarà “libera” e svincolata, e ritornerà nella piena disponibilità degli aventi diritto i quali, per essa potranno domandare ed ottenere una nuova destinazione, compreso il trasporto verso l’Estero. A questo punto Lei potrà figurare come titolare del titolo di viaggio e provvedere di persona al trasporto.

          • Grazie mille Carlo, è stato molto esaustivo.
            Quindi per ipotesi, premettendo che ad oggi a causa di questi dubbi non abbiamo ancora acquistato il biglietto aereo, se mio padre decidesse di non partire potrei comunque viaggiare con i documenti di cremazione e di affido a nome suo visto che la titolarità si estingue al di fuori del Comune di partenza?
            Cercheremo comunque di fare quanto consigliato. Grazie mille ancora

            • X Kei,

              Lei salirebbe su un volo diretto in Giappone esibendo il titolo di viaggio intestato ad altro soggetto? Al check-in, in aeroporto ci sarebbero seri problemi…’nevvero?

              Lo stesso vale per il trasporto di ceneri: titolare del decreto di trasporto è *solo* ed *esclusivamente* chi prende in consegna l’urna, pertanto deve esser variata (da Suo padre a Lei) la titolarità del passaporto mortuario.

              Se il trasporto, infatti, muove dall’Italia si dovranno seguire scrupolosamente le regole italiane, almeno in partenza, poi una volta giunti in Giappone varranno le leggi di polizia mortuaria del Paese del Sol Levante, per l’ovvio principio di sovranità tra gli Stati.

              • Ok,ora è tutto chiarissimo. Grazie mille. È stato di grande aiuto!

  2. Siete stati molto chiari, ma la mia domanda è: le spese per il recupero salma sono soggette a IVA?
    Gradirei una risposta se è possibile perché l’Agenzia delle Entrate alla quale mi sono rivolto, non ha saputo darmi una risposta precisa.

    • x Andrea Malvezzi
      1. se le spese di recupero salma sono state ordinate da un familiare all’interno della organizzazione di un funerale, l’operazione è esente IVA (in quanto accessoria all’attività principale, il funerale, che è esente)

      2. Se il recupero di una salma è svolta da una impresa funebre incaricata da un’altra impresa funebre, la prestazione è soggetta ad IVA all’aliquota intera.
      3. Se il recupero salma deriva, come usuale, da un contratto tra il Comune e una impresa funebre che è incaricata del pubblico servizio di raccolta salme incidentate, e quindi è prestazione distinta dal funerale, a nostro avviso si applica l’IVA ad aliquota piena (attualmente 22%)

      • Grazie, è proprio la terza ipotesi che mi interessava poichè, la stessa Agenzia delle Entrate non ha saputo darmi una risposta certa al 100%, anche se è più propensa ad applicare l’IVA perchè effettivamente il recupero salma esula dal servizio funebre vero e proprio, è un servizio a parte.
        Andrea

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