Trasporti a “cassa aperta” anche fuori Regione?

Si presenta il seguente caso: viene richiesto il trasporto in bara aperta dalla Regione Lombardia, precisamente Comune di C., alla Regione Emilia Romagna, precisamente P. In tali Regioni sono stati approvati due Regolamenti che permettono il trasporto in bara aperta; nella fattispecie essendo C. e P. in due Province confinanti, se pur appartenenti a due regioni diverse, il trasporto in bara aperta da C. a P. può essere autorizzato?

Premesso che il trasporto in bara aperta è vincolato solo all’ambito regionale, Entrambe le leggi regionali di Lombardia ed Emilia R. prevedono come la norma che consente il trasporto a cassa aperta produca i propri effetti solo nell’ambito delle rispettive Regioni, per cui il trasporto a cassa aperta dall’una all’altra Regione non è possibile.

C’è oggettivamente dietro un problema di costi, ovvero chi paga il medico necroscopo? Cioè, se la persona è deceduta in Lombardia e la salma viene trasportata in altra Regione prima che venga eseguita la visita necroscopica, l’onere del medico necroscopo ricade su quest’ultima Regione… Servirebbe un accordo convenzionale tra Regioni, che oggi non c’è, magari sfruttando il penultimo comma dell’art. 117 Cost.
Comunque il trasporto a cassa aperta è autorizzato il medico che ha constatato il decesso, non dal il Comune di decesso, se non ricorrendo all’art. 17 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, con tutte le sue rigidità procedurali.

Si rileva, tuttavia come la Regione Emilia-Romagna si stia muovendo in questa direzione di maggior elasticità: con l’art. 12 della Legge Regionale n. 29/2019 la disciplina regionale del trasporto salma è, infatti, valida fuori dai confini territoriali a condizione di reciprocità.

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