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Necroscopia a pagamento? — 2 commenti

  1. Non entro volutamente nel merito della vicenda, soffermamdomi, però, su alcune considerazioni:

    L’ordine di servizio e’ una disposizione impartita da un dirigente sul quale ricade direttamente la responsabilità dei fatti

    ad essa conseguenti.

    La disposizione può essere impartita anche da chi non è dirigente purché sia stato delegato a farlo

    dal dirigente titolare del potere e che della delega sia stata data comunicazione in forma certa e

    incontrovertibile a chi è tenuto ad eseguirla.

    Un ordine di servizio può riguardare un solo dipendente o anche più dipendenti.

    L’ordine può comportare l’obbligo di seguire un determinato comportamento o una determinata

    procedura o può essere impartito per vietare un comportamento, l’uso di una sostanza, ecc.

    Come deve essere impartito l’ordine?

    Per scritto o anche solo verbalmente?

    Un ordine di servizio può, in caso d’ urgenza, essere impartito verbalmente e tanto più l’oggetto

    della disposizione è

    Si può disattendere un ordine di servizio?

    E’ sempre possibile disobbedire ad un ordine di servizio che comporti, per chi lo riceve,

    anche solo il rischio di commettere un reato penalmente perseguibile.

    Va infatti tenuto presente che l’art. 51 (ordine del superiore gerarchico) del codice penale stabilisce

    che, nell’ipotesi in cui chi riceve l’ordine si accorga che trattasi dell’ordine di commettere un reato

    (e non un semplice illecito civile), anche costui è responsabile penalmente unitamente a chi ha dato

    l’ordine.

    Certamente però nel caso di disobbedienza è opportuno motivare il rifiuto in fatto e in diritto

    (norme penali violate anche a grandi linee).

    Si può altresì disattendere un ordine di servizio se vi siano motivazioni di ordine personale.

    che impediscono al dipendente di ottemperarvi e sempre che sia possibile dare puntuale

    dimostrazione dell’impedimento.

    Infatti esistono nel nostro ordinamento giuridico le così dette “scriminanti”, quali sono lo stato di

    necessità (art. 54 c.p.) e la forza maggiore (art. 45 c.p.) che, se provate, consentono financo di venir

    meno ai propri doveri. Si pensi ad esempio al caso di una madre costretta a stazionare al capezzale

    del figlio gravemente ammalato o del padre che il giorno del “richiamo” abbia affidato a sé il figlio minore.

    IL DPR 285/1990 con l’Art. 45 è molto chiaro individuando nel medico settore la figura professionale abilitata ad eseguire autopsie/riscontri diagnostici

  2. Sono dipendente di un ospedale con qualifica di operatore tecnico necroforo necroscopo, posizione funzionale cat.b 4 livello.
    Avendo appena un diploma di media inferiore, la mia azzienda mi fa eseguire l’esame autoptico, collaborando in modo attivo con l’anatomo patologo, sia effetuando la dissezzione e poi la sutura.
    Essendo certo di non doverlo fare, mi sono rifiutato anche dopo aver ricevuto al riguardo un ordine di servizzio. Sono finito in disciplinare, con una condanna a sei mesi di sospensione. Vi chiedo gentilmente di chiarirmi con leggi e normative al riguardo. in modo da potermi difendere in sede legale, sempre che abbia ragione.
    Grazie

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