Le norme in divenire sui prodotti del concepimento, feti abortivi, nati morti

Questo articolo è parte 4 di 4 nella serie Prodotti abortivi, feti, nati morti

Le cronache di questi giorni di campagna elettorale mostrano una certa ripresa di interesse tra le forze politiche del tema riguardante la destinazione dei prodotti del concepimento e/o dei feti. Sulla materia risultano presentati vari ddl:

  • l’AC 2761 recante “Disposizioni sulla sepoltura dei feti umani” il cui testo non risulta disponibile;
  • l’AC 3596 recante “Disposizioni sulla sepoltura dei feti umani” che verte sull’informazione obbligatoria da rendere ai “genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale sulla possibilità di presentare domanda di seppellimento all’azienda sanitaria locale competente e sulle disposizioni applicate dalla stessa azienda in mancanza di tale domanda” nei casi di “espulsione od estrazione dell’embrione o del feto, la cui presunta età di gestazione sia inferiore a 20 settimane”, investendo il Governo ad apportare entro “trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, [..]
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Non ci sono scorciatoie

Non ci sono scorciatoie

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 180 di quest’anno, ha chiarito definitivamente la questione della ripartizione di competenze e responsabilità, in tema di ordinamento mortuario e dei rapporti tra il regolamento nazionale e norme regionali.
Il tema, negli ultimi anni, è stato parecchio controverso: da una parte le Regioni, che, via via, hanno rivendicato un sempre maggiore spazio di manovra nell’ambito della facoltà legislativa concorrente, conferita loro dalla Costituzione, in materia di tutela della salute; dall’altra lo Stato che recentemente alle normative regionali ha opposto l’invalicabilità sic et simpliciter dei disposti del Regolamento di Polizia Mortuaria.
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Tempo sospeso

Tempo sospeso


Da febbraio di quest’anno, il tempo di questo Paese si è fermato nell’infuriare della pandemia Covid-19. Abbiamo assistito a situazioni eccezionali e che sembravano provenire dagli annali della storia della medicina. Confinamenti di massa, blocco dei viaggi e delle attività economiche, ospedali al collasso, creazione di lazzaretti, decine e decine di migliaia di morti con centinaia di migliaia di contagiati sicuri e qualche altro milione di probabili.
La comunità scientifica e le istituzioni preposte alla salute pubblica e dei luoghi di lavoro, dopo un iniziale periodo di generiche rassicurazioni, hanno scelto la strada della chiusura totale delle scuole e delle fabbriche, salvando poche filiere considerate essenziali.
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Beati gli ultimi

Beati gli ultimi


Da mesi sono all’esame, presso la XII Commissione della Camera dei deputati, molteplici disegni di disciplina delle attività funerarie. Appare una giusta attenzione verso una non residuale parte dei diritti fondamentali di cittadinanza, quelli della libertà di scelta, nei riti funebri e nelle destinazioni di sé o dei propri defunti.
I ‘I Servizi funerari’ ha già dato conto di quanto emerso nelle audizioni tenute presso la Commissione. Dato condiviso è quanto le attuali normative risultino carenti e su come diventi necessario ed urgente armonizzare il concorso dei soggetti pubblici e privati che costituiscono, a vario titolo nelle diversità locali, il “sistema funerario italiano”.
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Caveat auctoritatis

Caveat auctoritatis


Il ciclo di audizioni, avviato in quest’ultimo scorcio dell’anno, dalla XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati – dove è iniziato l’esame delle proposte di legge n. 1143, nota ai lettori de: “ISF”, n. 1618 “Disciplina dell’attività funeraria” e n. 928 “Introduzione dell’articolo 4-bis della legge 14 agosto 1991, n. 281, in materia di cimiteri, servizi di cremazione e sepoltura degli animali di affezione” – ha offerto, ad ogni associazione rappresentativa del settore, l’occasione di palesare i propri intendimenti, riguardo ai percorsi di riforma dell’attività funeraria.
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Ripartire dalle basi

Ripartire dalle basi

E’ prevedibile che le vicende, che hanno portato alla caduta del governo Conte, possano avere tra gli effetti collaterali anche quello di mettere in crisi l’iter del disegno di legge AC 1143.
Per il momento sono state rinviate sine die le audizioni delle associazioni di categoria calendarizzate a settembre presso la XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.
È altrettanto auspicabile che l’ultima maggioranza politica e la compagine governativa rinnovata instradino su un ‘binario morto’ un provvedimento fortemente voluto da una forza ‘sovranista’ che, paradossalmente, da una parte non faceva altro che importare in modo superficiale modelli e assetti di impresa da ben diversi ordinamenti funerari, mentre, dall’altra, lacerava, fino a renderle inconoscibili, le nozioni stesse di polizia mortuaria e di universalità del cimitero pubblico.
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Global warming

Global warming

Da un punto di vista, come dire, ‘climatologico’ gli assetti del comparto funebre e cimiteriale, sostanzialmente stabili fino a poco tempo fa, sono entrati in una fase di surriscaldamento. Alcune Regioni hanno rivisto le loro leggi di settore.
In altre si sta discutendo se procedere o meno. Che vi sia una sorta di coordinamento informale di queste iniziative da parte di talune associazioni funebri è cosa evidente a molti osservatori, così come trasparenti sono i propositi di ritorno a misure protezioniste nel mercato funebre, accompagnate da compressioni più o meno vigorose del perimetro delle funzioni pubbliche cimiteriali.
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Il malaffare che si annida in camera mortuaria ospedaliera

Il malaffare che si annida in camera mortuaria ospedaliera

Lo scorso mese di gennaio, a Bologna, è scattata un’imponente operazione dei carabinieri contro il malaffare delle imprese funebri nelle camere mortuarie di alcuni ospedali. Sulla scorta delle prime risultanze delle indagini la Regione Emilia-Romagna, titolare di una delle più avanzate legislazioni sulla materia, ha istituito un Nucleo Ispettivo, con il compito di coordinare le aziende ospedaliere nelle attività di verifica (anche con controlli diretti e senza preavviso), revisione e valutazione delle procedure adottate.
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Times are changing – I tempi stanno cambiando

Times are changing – I tempi stanno cambiando

Il 2018, come lo si voglia giudicare indipendentemente dai propri orientamenti, è stato un anno sotto il segno della discontinuità. Il quadro politico è uscito mutato dalle elezioni di primavera. Assetti politici e prospettive dello sviluppo del Paese che sembravano consolidati sono stati stravolti dal voto. La stessa collocazione internazionale dell’Italia sembra aver perso i propri ancoraggi tradizionali, guardiamo sempre meno all’Europa e più altrove.
Alcune cose paiono invece essere rimaste immutate.
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