Geografie e geometrie, nonché bussole cimiteriali

Nella realizzazione dei campi di sepoltura a sistema di inumazione generalmente, anche se non sempre, è presente una forma rettangolare, che altro non è se non l’estensione, l’espansione delle dimensioni delle fosse, date alla luce degli artt. 72 o 73 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e s.m.
Se in vessillologia è in uso indicare, con una frazione, il rapporto tra la lunghezza e la larghezza della bandiera (anche queste in genere rettangolari, pur non mancando esempi di bandiere di altra forma), nel caso dell’art. 72 sopra citato questo rapporto è 1:2,75, mentre in quello dell’art. 73 (deceduti fino a 10 anni di età) è 1:3.
Raramente questo rapporto è riprodotto anche nel dimensionamento dei campi ad inumazione, dipendendo questo da plurimi fattori e, comunque, non costituisce proprio un fattore condizionante.
Infatti, nulla osta a che le diverse file in un campo ad inumazione possano essere di lunghezza variabile, consentendo agevolmente che la forma del campo possa anche non essere esattamente rettangolare, men che meno riprodurre il rapporto che è presente per le singole fosse.

Prendendo in considerazione le file di fosse pressoché mai si considera su quale tra i due lati più corti collocare i feretri rispetto alla parte più larga (o, ma è lo stesso) più corta, dato che la prima fa riferimento alla testa del cadavere e la seconda ai piedi.
Tuttavia, una volta iniziata una fila avendo adottato il criterio del posizionamento della “testa” da un lato, il medesimo posizionamento viene seguito per l’inumazione dei feretri che vengano successivamente inumati, cosicché consegue che generalmente le “teste” siano posizionate in continuità dal medesimo lato della fila.
Nei comuni in cui sia ammesso, o costituisca pratica locale, l’installazione dei c.d. copri-fossa, su tale lato trovano collocazione anche gli elementi verticali (quando in uso; in inglese head stone) recanti iscrizioni, fotografie e/o altri elementi d’arredo.
In alcuni comuni in cui sono presenti queste tipologie, vi sono state iniziative di ri-progettazione degli spazi, prevedendo il collocamento dei copri-fossa non in sito esattamente sulla verticale della fossa, ma spostato di alcuni decimetri sul lato “testa”, cosicché gli elementi verticali dei copri-fossa sono ravvicinati, spesso “testa / testa”, e generando un vialetto più ampio sul lato “piedi”.
La scelta del posizionamento dei feretri “testa/piedi” non risponde a particolari esigenze, dato che iniziando una fila non vi sono condizionamenti, salvo quando vi possano essere ostacoli (es.: alberature pre-esistenti, manufatti, ecc.).
Spesso, la scelta risente semplicemente delle condizione di maggiore agevolezza nel calare il feretro, o, più spesso, da prassi consuetudinarie neppure oggetto di qualche valutazione.
Magari, quando ultimata una fila si provveda ad iniziarne una nuova immediatamente adiacente, inconsciamente si tende a invertire la direzione, adottando un andamento bustrofedico (cioè che non ha una direzione fissa, ma procede in un senso fino al limite e prosegue a ritroso nel senso opposto), frequentemente ponendo le “teste” in prossimità delle “teste” realizzate nella fila appena ultimata.
Ovviamente, questo andamento diventa quello principale laddove siano adottate quelle logiche di posizionamento dei copri-fossa volte a realizzare vialetti inter-fossa un po’ più praticabili.

In via generale l’orientamento dei cimiteri ha luogo senza tenere conto di vincoli se non quelli dell’area individuata in sede di impianto del cimitero.
Vecchie (1870) indicazioni che suggerivano di tenere conto, nella scelta dell’area da adibire a cimitero anche di altri elementi (quali la direzione dei venti prevalenti, ecc.) sono ormai dimenticate.
Non si può trascurare, per altro, come potrebbero esservi richieste di istituzione di reparti speciali nei cimiteri, alla luce dell’art. 100 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e s.m. (a tal proposito si abbia ben presente come le fattispecie regolate dai suoi 2 commi abbiano riguardo a situazioni del tutto distinte e non sovrapponibili) e che per dare seguito alle richieste rientranti nel comma 1 occorre che il soggetto richiedente abbia i requisiti di personalità giuridica per poter legittimamente avanzare questa richiesta ed ottenere l’impianto di tali reparti speciali).
Un caso tipico in cui l’orientamento può emergere come carattere importante si ha negli “ambienti” che si riferiscono alle culture islamiche, ricche ed articolate e tutt’altro che unitarie, in cui una delle indicazioni è, per l’appunto, quello dell’orientamento delle fosse verso una direzione specifica.
Non mancano situazioni in cui cimiteri esistenti siano, del tutto accidentalmente, collocati con un orientamento che risponde a questa direzione. Ma chi non abbia particolarmente approfondito questa prassi (precetto, consuetudine?) rischia di percepire questo elemento direzionale come riferibile all’orientamento del feretro, mentre esso dovrebbe riguardare la vista, cosicché è consuetudine, per questo fine, di collocare il cadavere all’interno del feretro non in posizione supina, come è prassi costante, ma “di fianco” (in altri Stati quali la Francia che per ragioni storiche possono avere maggiori frequenze di questi casi sono commercializzati appositi supporti per agevolare la conservazione di questa posizione) in modo che la persona defunta possa “guardare” nella direzione attesa.
Ma in questo modo diventa importante, già in sede di confezionamento del feretro, anche avere una conoscenza di quale fila sia in uso in modo da collocare il cadavere sì “di fianco”, ma su di un dato fianco, oppure sull’altro.
Si tratta di accorgimenti tutto sommato anche semplici, ma che presuppongono una conoscenza delle culture e delle consuetudini che riguardano una parte della popolazione essendo non universali.

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Sereno Scolaro

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