Emozioni e malinconia nelle epigrafi latine

Anno aetatis suae (A.A.S.)
– Nell’anno (indicare il numero di anni) della sua vita (è scomparso…)

Ad patres:
– È ritornato ai propri padri, è ritornato alla casa del Padre.

Anno Domini (A.D.)
– Nell’anno del Signore.

Annos vixit (a.v.)
– La sua vita durò… (il numero degli anni).

Beatae memoriae (B.M.)
– Alla beata memoria di…

Dei gratia
– Grazie a Dio/ con l’aiuto di Dio.

Dei gratias
– Sia renda Grazie a Dio.

Deo, Optimo, Maximo (D.O.M.)
– Sia lode a Dio, L’altissimo, l’onnipotente (antica formula benedettina di lode).

Domino, Optimo, Maximo (D.O.M.)
– Sia Gloria al Signore, l’Onnipotente, l’Eterno (versione alternativa del precedente motto).

Gloria in Excelsis Deo
– Gloria a Dio nell’alto dei cieli.

Hic iacet , Hic jacet (H.I.)
– Qui giace… (nota: nell’antico alfabeto latino, almeno in epoca classica, il segno grafico del suono “J” non era contemplato, mentre comincia ad apparire nelle epigrafi solo in epoca tardo imperiale e nell’uso ecclesiastico della lingua.

Hic iacet sepultus (H.I.S.)
– Qui giace sepolto / Qui è sepolto…

Iesus Nazarenus, Rex Iudaeorum (I.N.R.I.)
– Gesù Nazareno Re dei Giudei: di solito questa sigla, magari riportata su un elegante cartiglio, o inchiodata direttamente sul nodoso legno della croce domina dalla vertigine prospettica del braccio verticale tutte le più intense scene del Calvario (si pensi allo straordinario crocefisso dipinto da S. Dalì).
Rappresenta, infatti, l’estremo insulto che i romani rivolsero a Cristo, quando decisero di appendere al santo patibolo della croce il motivo della condanna per il Nazareno: l’essersi proclamato, appunto, Re di Israele.

In hoc salus (I.H.S.)
– In questo è la salvezza: questa interpretazione è solo una delle tre letture possibili con cui gli studiosi hanno cercato di attribuire un senso a tale formula che spesso, soprattutto in epoca paleocristiana, compare su cippi e lastre sepolcrali.
Secondo un filone della dottrina più accreditata, si tratterebbe di un codice di riconoscimento con cui i primi cristiani marcavano i luoghi delle catacombe dove celebrare il sacrificio eucaristico.
Spesso i tre segni alfabetici venivano sovrapposti tra loro, così da formare un monogramma e proprio questo particolare rafforza la tesi secondo cui IHS sarebbe stato un simbolo di identificazione.

In hoc signo spes mea (I.H.S.)
– In questo segno (La croce) ho riposto la mia speranza.

In hoc signo vinces (I.H.S.)
– Grazie a questo segno tu vincerai.
L’imperatore Costantino, così almeno vuole la leggenda, vide poco prima della battaglia decisiva sul Ponte Milvio (312 Dopo Cristo) una possente croce di fuoco che si stagliava nel cielo.
Decise allora di segnare le sue truppe ed i vessilli dell’esercito romano con quel misterioso simbolo suggeritogli dalla visione, e, in effetti, ebbe ragione dei suoi nemici con una storica vittoria.
Con l’editto di Milano Costantino stabilì la libertà di culto, decretando così la fine delle sanguinose persecuzioni. Così anche le prime comunità cristiane poterono emergere dal buio mistico delle catacombe.

Laus Deo
– Si renda gloria a Dio.

Memento mori
– “Ricordati che devi morire”.
Questa sinistra frase era spesso utilizzata dai monaci benedettini, che, ritornando, dopo l’ufficio notturno, alle loro celle così si salutavano ricordandosi reciprocamente quanto labile e misera sia la vita terrena.
Lo stesso moto serviva per corredare piccoli oggetti o semplici ricordini che venivano distribuiti alla fine delle cerimonie funebri.

Obiit (ob.)
– E’ mancato (a) si è spento (a).

Requiescat in pace (R.I.P.)
– Che tu possa riposare in pace.

Vivas
– Che tu possa vivere per sempre.

Domine, in te speravi,non confundar in Aeternum:
– Signore in Te ho sperato, non lasciare ch’io mi perda nel nulla senza fine.

Requiescant in pace (R.I.P.)
– Possano (i defunti) riposare in pace.

Requiescit in pace (R.I.P.)
– Si è addormentato in pace/ nella pace del Signore.

Verbi Dei Minister (V.D.M.)
– Ministro della parola di Dio.

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