Chiarito quando si può partecipare ad un funerale con autocertificazione (tra regioni diverse o tra comuni diversi)

A distanza di meno di una settimana dall’entrata in vigore dell’ultimo DPCM, il Governo ha fatto chiarezza in merito a ciò che è consentito e a ciò che invece è vietato negli spostamenti e, in particolare si è espresso su una delle domande che da settimane ci viene continuamente posta e cioè se si possa o meno andare fuori regione per partecipare ad un funerale. Il chiarimento è intervenuto con una FAQ pubblicata sul sito del Ministero dell’interno e poi diffusa sui media e attraverso le Prefetture.
La domanda verte sul capire a chi è consentito spostarsi tra una zona e un’altra con divieto, in occasione di funerale, pur con autocertificazione per NECESSITA
Cioé i casi di spostamento tra regioni diverse per partecipare ad un funerale o, in zona rossa, tra un comune ed un altro.
Ed ecco la posizione del Governo:

È possibile spostarsi tra diversi Comuni e/o Regioni per partecipare alle esequie di parenti stretti?

Sì, la partecipazione a funerali di parenti stretti (per tali potendosi ragionevolmente ritenere almeno quelli fino entro il secondo grado) o di unico parente rimasto, sempre nel rispetto di tutte le misure di prevenzione e sicurezza, costituisce causa di necessità per spostamenti, anche tra aree territoriali a diverso rischio e con discipline differenziate per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid-19.

Ed ecco le nostre spiegazioni:
Il grado di parentela è in relazione al defunto.
LA PARENTELA è il vincolo che unisce le persone che discendono dalla stessa persona o, come il codice civile afferma , dallo stesso stipite (art. 74 cod. civ.). Ai fini della determinazione del vincolo si distinguono:
la linea retta unisce le persone di cui l’una discende dall’altra (ad es. padre e figlio, nonno e nipote);
la linea collaterale unisce le persone che, pur avendo un uno stipite comune, non discendono l’una dall’altra (ad es. fratelli, zio e nipote).
I gradi si contano calcolando le persone e togliendo lo stipite: tra padre e figlio c’è parentela di primo grado; tra fratelli c’è parentela di secondo grado (figlio, padre, figlio = 3; 3 – 1 = 2); tra nonno e nipote, parentela di secondo grado (nonno, padre, figlio = 3; 3 – 1 = 2); tra cugini parentela di quarto grado e così via.
Ovviamente, anche se non parente, noi aggiungiamo tra gli ammessi il coniuge o il convivente secondo le ultime norme emanate in materia.

Cosicché sono consentiti:

Grado Rapporto di parentela con il defunto
1 padre e madre, figlio o figlia
2 nonno o nonna, nipote (figlio del figlio o della figlia), fratello o sorella

NON sono consentiti tra i parenti:
Grado Rapporto di parentela con il defunto
3 bisnonno o bisnonna
pronipote (figlia o figlio del nipote)
nipote (figlia o figlio del fratello o della sorella)
zio e zia (fratello o sorella del padre o della madre)

NON SONO CONSENTITI tutti gli AFFINI:
di 1 grado come suocero o suocera del defunto, figlio o figlia di primo letto del coniuge del defunto
di 2 grado come nonno o nonna del coniuge, nipote (figlio del figlio di primo letto del coniuge), cognato o cognata
di 3 grado come zio o zia del coniuge, ecc.

Come eccezione al secondo grado di parentela, è ammessa la partecipazione al funerale, laddove i parenti di grado inferiore siano pre-morti. E quindi se ad es. è rimasto in vita solo un parente di 3 grado (come un nipote, cioé il figlio di un fratello/sorella del defunto) questi è autorizzato a partecipare al funerale.
Onestamente ci pare eccessivo restringere al caso in cui vi sia un unico parente rimasto in vita (se sono in 2 o tre, che si fa, si estrae a sorte?, si usa il criterio dell’anzianità, quello della vicinanza?). Ma questo è. E con un po’ di buon senso occorrerà risolvere anche i casi particolari.
Si aggiunge, e abbiamo dato risposta positiva in un quesito di qualche giorno or sono, che non per necessità, ma per motivi di salute, si ritiene possibile l’accompagnamento di un minore al funerale di un parente stretto del defunto.
L’accompagnamento è quindi per tutelare la salute del parente stretto e può essere svolto da un soggetto che lo possa psicologicamente aiutare a sostenere nel delicato momento.
Si ritiene però che questa situazione debba essere certificata e ammessa dal medico di famiglia.

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