HomeCimiteriLe cassette zincate per ossa

Commenti

Le cassette zincate per ossa — 4 commenti

  1. mi anno avvisato con una raccomandata che il cadavere di mia madre in scadenza trentennale sara reisumato mi anno chiesto quasi cinquemila euro per comprae altro loculo ,oppure circa duemila euro per la cremazione io non posso pagare qqueste cifre cosa succede?

    • X Biagio,

      all’atto dell’estumulazione (quando cioè si smura il loculo e si schiude la bara da questo estratta) possono rinvenirsi:

      a) semplici ossa (= il cadavere è completamente mineralizzato e può esser ridotto in cassetta ossario). Ma è un ipotesi altamente improbabile data l”alta incidenza di sale inconsunte dopo 30 anni di sepoltura in loculo stagno.

      b) resto mortale (= il cadavere è ancora, o parzialmente, intatto per effetto dei fenomeni post mortali di corficazione o saponificazione e può facilmente presentare ancora residue parti molli dei tessuti organici non ancora decomposti completamente con conseguente percolazione di liquami cadaverici).

      Le ossa, se richieste per una nuova tumulazione in celletta ossario o nicchia cineraria, possono esser raccolte in apposita cassetta di zinco, ma possono pure esser cremate e quindi disperse, sotto forma di ceneri o affidate per unaa custodia domiciliare; altrimenti quando dovesse raavvisarsi il disinteresse (che si configura anche come impossibilità a sostenere le relative spese) esse s8araanno sversate in modo massivo, anonimo, promiscuo ed indistinto in ossario comune, luogo da cui non saaranno più recuperabili in seguito.

      I trattamente, inveci, previsti taassativamente per i resti mortali (esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo-conservativo) sono taassativamente enumerati dalla circolare ministeriale 31 luglio 1998 n. 10 e dal D.P.R. 15 luglio 2002 n. 254.
      Essi pertanto potranno alternativamente esser:

      1) ritumulati (occorre il rinnovo della concessione)
      2) inumati in campo di terra per indecomposti
      3) direttamente cremati (con le conseguenti ceneri da tumulare, disperdere o ottenere in affido)

      Vale sempre quanto precedentemente per le semplici ossa: senon v’è un atto di disposizione da parte degli aventi diritto la destinazione ultima e d’ufficio è staabilita daall’ordinanza sindacale con cui si disciplinano nel dettaglio le operazioni cimiteriali di disseppellimento.

      Ossa e ceneri, se res nullius, verranno avviate di default aall’ossaario comune o aal cineraario comune, impianti di cui ogni cimitero deve necessariamente dotarsi.

  2. X Silvano,

    Certo, lo Jus Sepulchri ex Art. 93 comma 1 II Periodo DPR n. 285/1990, si esercita sino al completamento della capacità ricettiva del sepolcro (da intendersi in senso molto dilatato), oltre il quale lo stesso diritto di tumulazione naturalmente spira e si estingue…quindi: avanti pure, basta che ci sia posto!

    In realtà la Legge…rectius: il regolamento statale, vera Bibbia di non terribili e incattiviti beccamorti, non stabilisce tassativamente misure standard per loculi o tanto meno per le nicchie ossario, (l’unica indicazione di qualche rilievo per i progettisti, ma non obbligatoria è data dalla Circ. Min. n. 24/1993) né, ancora fissa gli ingombri massimi o le cubature per le cassette ossario di cui all’Art. 36 DPR n. 285/1990, lasciando tale definizione alla mera prassi ed all’industria funeraria, che produce, in modo seriale e massivo, quelle orribili cassette di lamiera di cui sono infestati i magazzini dei nostri cimiteri.

    Ora, l’unico riferimento indiretto è dato e dettato dall’Art. 87 DPR n. 285/1990, il quale vieta, durante esumazioni ed estumulazioni, operazioni cruente volte a ridurre i resti mortali in contenitori più piccoli rispetto alle loro naturali dimensioni, la norma è pensata, principalmente, per le salme indecomposte (melius: resti mortali di cui all’Art. 3 comma 1 lett. b) DPR 15 luglio 2003 n. 254), le quali non debbono mai esser fratturate o smembrate, ma “a fortiori” vale anche per le semplici ossa: esse non possono certo esser spezzate (orrore nero!), quindi la cassetta ossario al suo interno deve almeno poter ospitare in lunghezza (va ne anche se “di traverso” un femore ed in altezza/profondità il cranio ed il bacino, cioè le ossa più voluminose….per clavicole, falangi e patelle non c’è problema, lo spazio si trova sempre, basta saper impilare correttamente tutto i “materiale” scheletrizzato.

    Il mio consiglio, molto empirico è di chiedere ad un’impresa funebre della zona o al gestore del locale camposanto un favore: la possibilità di misurare direttamente, metro alla mano, una cassetta ossario.

    Da una rapida ricerca sul web con Google (parola chiave: cassetta ossario) l’elemento scatolare, (magari di forma un po’svasata e trapezoidale così da riuscire, se possibile, ancora più brutto e squallido!) in cui riporre l’ossame dovrebbe avere queste caratteristiche tecniche: lunghezza cm. 55; larghezza superiore cm. 26; larghezza inferiore cm. 22;altezza cm. 23; peso kg. 2 (del tutto ininfluente per la sua movimentazione, dopo tutto non stiamo ragionando di un feretro, con massa ben superiore).

  3. Un’informazione, per cortesia. Dovremmo provvedere, causa esumazione ordinaria, al recupero delle ossa di un defunto, per la successiva tumulazione in loculo, dove è già presente un feretro, ma… “fuori misura”, quindi con un risicato spazio a disposizione. Sappiamo già che ai sensi della Circ.Min n.24/1993, le cui indicazioni sono confermate, poi, anche dal regolamento comunale della nostra città, è ammessa questa sepoltura “plurima” pure in una nicchia originariamente mono-posto. Qual è, allora, l’ingombro di una normale cassetta ossario?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.