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La DECADENZA delle concessioni cimiteriali — 61 commenti

  1. porgo formalmente una domanda alla redazione:
    nel cimitero comunale vi sono loculi concessi in perpetuo nel 1972 al momento pero nella documentazione degli archivi emerge che vi sono gli atti di giunta comunale che riconoscono la promessa di concessone le reversali di pagamento degli oneri concessori ma non sono presenti i contratti regolarmente sottoscritti. La domanda che pongo è la seguente: posso far sottoscrivere una scrittura privata fra le parti ora per allora e la durata massima va indicata in 99 anni salvo rinnovo? Grazie

    • X Duilio,

      Giusta l’art. 98 del Regolamento nazionale di polizia mortuaria – D.P.R. n. 285/1990 se non vi è la presenza di regolare atto concessorio quale condicio sine qua non affinchè un privato possa vantare legittimamente diritti su beni cimiteriali (che sono demaniali) l’uso di spazi sepolcrali adibiti a sepolture private sarebbe a rigor di logica da ritenersi sine titulo (= tecnicamente ab-usivo)

      obiettivamente non mi concentrerei tanto sulla forma dell’atto (atto pubblico ex art. 2699 Cod. Civile rogato dal segretario comunale ai sensi dell’art. 94 comma 4 lett. c) D.lgs n. 267/2000 o scrittura privata registrabile in caso d’uso di competenza del dirigente ai termini dell’art. 107 comma 3 lett. c) D.LGs n. 267/2000) quanto sulla sua natura.

      Se abbiamo la stipula di un nuovo atto concessorio con valenza ex nunc, ossia d’ora in avanti la durata della concessione sarà max. 99ennale, dal 10 febbraio 1976, quando, cioè entrò in vigore il D.P.R. n. 803/1975, infatti, non è più possibile rilasciare concessioni perpetue. E poi si porrebbe il problema di sanare, sul piano tariffario tutti gli anni di jus sepulchri illegittimamente goduti.

      Ma, a volte per il principio della bona fides, la responsabilità per la mancata stipula dell’atto concessorio non è sempre da ascrivere al privato cittadino, spesso, in effetti, gli archivi comunali patiscono uno stato di pesante sofferenza, perchè non sono ststi tenuti in modo adeguato, con periodici aggiornamenti sui rapporti concessori de facto già in essere.

      Se invece vogliamo percorrere la rischiosa strada della “regolarizzazione” ex tunc (ora per allora) la questione si sposta semplicemente sul piano della durata della concessione, cui si potrebbe risalire consultando attentamente la documentazione in possesso dei presunti concessionari e lo stesso regolamento comunale di polizia mortuaria vigente, nel Vostro Comune nei primi anni ‘70 della scorso secolo.

      Sarebbe opportuno un accertamento giudiziale sulla reale esistenza del diritto preteso, senza scomodare l’autorità giudiziaria (dati i suoi tempi biblici e l’alea che un giudizio di cognizione pur sempre comporta), però, si potrebbe attivare un procedimento amministrativo atipico, per certi versi simile all’istituto dell’immemoriale (previsto da alcuni saggi regolamenti municipali) juris tantum, in cui preso atto della vetustas della situazione pendente e di altri validi elementi probatori, si “condoni” l’anomalia sostanziale con un atto ricognitivo dirigenziale adottato con lo strumento della determina, riconoscendo la fondatezza della richiesta. IN tal caso non sarà intaccata la perpetuità originariamente concordata nel lontano anno 1972.

      A quanto pare, l’oggetto del contendere è proprio la scadenza della concessione in esame, sconfinando nel merito il cittadino ha tutto l’interesse a veder riconosciuta la sua posizione di indubbio vantaggio, mentre la concessione in regime di perpetuità consta in un’oggettiva difficoltà gestionale da parte del Comune, essendo essa pressochè intangibile e pertanto configurandosi come un notevole ostacolo al turn over delle sepolture private.

      Le consiglio di compulsare “avidamente” il regolamento municipale del Suo Comune, spesso, specie tra le pieghe delle norme transitorie e finali, si potrebbe individuare un’intelligente soluzione al caso rappresentato nel Suo quesito, senza strascichi giudiziari o potenziali conflitti tra i privati cittadini e la pubblica amministrazione, affidati per la loro ricomposizione alla prudente valutazione del Giudice.

  2. Salve, una domanda secca, che riguarda un caso tutt’ altro che infrequente : e se il Comune concede il loculo senza assicurarsi che il concessionario abbia pagato, e questi, dopo la sepoltura, non paghi MAI, in particolare perché i soldi non ce li ha? Può il Comune estumulare la salma con atto unilaterale, oppure la cosa non è così ovvia e facile? Grazie.

    • X Giacomo,

      si veda il combinato disposto tra gli artt. 95 e 103 del regolamento statale di polizia mortuaria D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 ed a fortiori l’art. 1 comma 7 bis della Legge di conversione 28 febbraio 2001 n. 26.
      La tumulazione configurandosi SEMPRE come una sepoltura privata e dedicata è sempre subordinata a due pre-condizioni:

      1) la presenza del regolare atto concessorio di cui all’art. 98 D.P.R. n. 285/1990
      2) il titolo oneroso per acquisire il legittimo diritto d’uso sul manufatto sepolcrale.

      Nelle eventualità in cui il canone stabilito nella declaratoria comunale per la concessione non sia stata versato, e il mancato perfezionamento dell’atto di concessione sia presumibilmente imputabile a questo fatto, si deve considerare come la concessione sia insussistente. In tali evenienze, si sarebbe in presenza di un uso indebito del loculo, e ciò comporta l’esigenza che il Comune provveda a richiedere la corresponsione delle somme per l’utilizzo di fatto avvenuto, sulla base di tariffe vigenti o, in mancanza, di somme non inferiore ad un pro-rata annuo delle tariffe di concessione presenti nel tempo, incrementati degli interessi almeno nella misura del saggio legale (artt. 1277 e 1284 Cod.Civile.). In difetto, sorgerebbe la responsabilità patrimoniale (art. 93 D.Lgs. 18 agosto 1990, n. 267 e succ. modif.). Restano salve le norme sulla prescrizione (art. 2946 Cod.Civile.). La regolarizzazione può comunque avvenire previo versamento delle somme previste dalla tariffa attualmente in vigore e con decorrenza dalla data della stipula dell’atto di concessione.

      Se il concessionario proprio non paga questo suo animus, del tutto antigiuridico, di non assumersi le relative obbligazioni patrimoniali a suo tempo pattuite è causa di pronuncia di decadenza della concessione per grave inadempimento unilaterale. Essa ha valore dichiarativo e non costitutivo ed è competenza del dirigente di settore (art. 107 D.Lgs n. 267/2000) o di chi, eventualmente ne assolva le funzioni negli Enti Locali privi di figure dirigenziali.
      Il Comune o il gestore dell’impianto cimiteriali provvederanno D’UFFICIO all’estumulazione del feretro il quale sarà collocato in campo comune.
      Tutti gli oneri delle connesse operazioni (rimozione di lapide e smuratura del loculo, neutralizzazione della cassa metallica ex art. 75 comma 2 D.P.R. n. 285/1990) saranno addebitate al concessionario anche, se necessario con la sua iscrizione a ruolo per il recupero forzoso della somma indebitamente non versata ai sensi del R.D. n.639/1910 senza, però, mai dimenticare oppure obnubilare il D.Lgs . 13 aprile 1999, n. 112, come modificato con D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 326 e si veda, anche. il D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, come modificato dal già citato D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 326 per quanto riguarda in particolare i termini per l’iscrizione a ruolo.

  3. Buongiorno
    mi sono un po’ perso nella coda di tutte le domande e quanto sto per chiedere forse lo ha già affrontato qualcuno per cui mi scuso in anticipo:
    vorrei sapere se:
    1) la regola/normativa/legge e’ uguale per tutti i comuni
    2) in caso di risposta positiva se esiste una “tabella” con la durata delle concessioni es
    ho uno zio deceduto negli anni 50 a quell’epoca quanto durava la concessione? se ,ipotesi, fosse stata di 50 anni nel 2000 (in occasione del rinnovo) per quanti anni era previsto l’eventuale rinnovo ecc.

    grazie in anticipo

    • X Fabrizio,

      i vecchi regolamenti nazionali di polizia mortuaria (esempio: il R.D. n. 1880/1942) avrebbero previsto parimenti per le concessioni cimiteriali durate tanto a tempo determinato quanto perpetue, rimettendo ai singoli Comuni la disciplina attraverso i propri regolamenti locali di questo fondamentale aspetto temporale nel rapporto concessorio.
      La Legge (dall’entrata in vigore del D.P.R. n. 803/1975 avvenuta il 10 febbraio 1976) ha ufficialmente abrogato il regime della perpetuità, consentendo una durata massima di anni 99, fatta salva la facoltà (e non l’obbligo) dell’amministrazione cittadina di procedere al rinnovo della concessione, solitamente per un periodo più breve.
      Ogni Comune, pertanto si regola autonomamente e non esiste un declaratoria nazionale sul protrarsi, nel tempo, delle concessioni cimiteriali.
      Per il pregresso (= concessioni rilasciate ante 10 febbraio 1976) dovrebbe valere la regola generalissima del tempus regit actum, ovvero i rapporti concessori sorti sotto l’imperio di una precedente normativa, anche se oggi abolita, continuano a seguire il regime giuridico del momento storico in cui essi sono stati posti in essere attraverso la stipula del regolare atto concessorio, e dovrebbero, pertanto risultare intangibili e, quindi, non soggette a modificazioni specie se unilaterali da parte del Comune o atti ablativi.
      Oggi in forza dell’art. 3 comma 1 lett. b) D.P.R. 15 luglio 2003 n. 254 il periodo minimo di sepoltura legale in loculo a sistema di tumulazione stagna, è fissato in un minimo di anni 20.
      La forchetta di riferimento, considerando come usualmente l’estumulazione si esegua allo scadere della concessione, oscilla pertanto da un minimo di anni 20 ad un massimo di anni 99, ovviamente modulabili, in base alla tipologia ed alla capienza della sepoltura (= è logico che una cappella di famiglia superi nella durata quella di un loculo singolo, proprio perchè predisposta ad accogliere più defunti in ordine agli eventi luttuosi imprevedibili, ma comunque certi nel tempo).
      Per conoscere la durata esatta di una concessione fatta negli anni ‘50 del XX Secolo bisogna consultare attentamente, anche in modo combinato e coordinato l’atto di concessione ed il regolamento municipale di polizia mortuaria vigente al momento in cui la concessione fu rogata.

  4. salve ho letto una delibera comunale avente per oggetto pagamento contributo annuale costo dei servizi nei cimiteri di caserta.chiedono per ogni loculo costo 15 euro io ne ho 5. dal 2009 al 2013.poi dal 2014 al 2018.nell’avviso vale a tutti gli effetti di legge come formale costituzione in mora.la mia domanda decadenza prescrizione,la notifica deve essere personale?.grazie per l’attenzione

    • X Antonio,

      ai sensi dell’art. 23 Cost., tutt’ora vigente, per imporre una prestazione patrimoniale ai concessionari occorrerebbe una disposizione di legge o, quanto meno regolamentare.
      Per gli efferti della prescrizione si veda l’art. 2946 Cod. Civile.

      L’art. 21-bis della legge n. 241/1990, per le misure che, come quelle in esame, risultino limitative della sfera giuridica dei privati, richiede infatti che la comunicazione venga effettuata “anche nelle forme stabilite per la notifica agli irreperibili nei casi previsti dal codice di procedura civile”.

      Per ciò che concerne la comunicazione di atti aventi come destinatari soggetti determinati (= i concessionari), la legge n. 241/1990 sul procedimento amministrativo, all’art. 8, per quanto riguarda l’avvio del procedimento, rimette all’amministrazione la scelta in ordine alle forme di pubblicità “di volta in volta ” idonee nei casi in cui la comunicazione personale risulti “particolarmente gravosa”.

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