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Attività necroscopica e sua natura giuridica. – Medico necroscopo e medico curante: diversità di funzioni. — 3 commenti

  1. X Necroforo (…evidentemente siamo colleghi, almeno nel nickname!)

    Art. 74 comma 1 D.P.R. n. 396/2000: la dichiarazione di morte è fatta non oltre le 24 ore dall’exitus e anche ai sensi del paragrafo 2.2 Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24 può esser presentata da chiunque sia informato del decesso, anche dalla stessa impresa di onoranze funebri, tutto ventaglio di ipotesi è funzionale a porre l’ufficiale di stato civile nelle condizioni operative di:

    a) formare l’atto di morte
    b) attivare il medico necroscopo.

    A differenza del vecchio ordinamento di stato civile di cui al regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238 il D.P.R. n. 396/2000 ha natura regolamentare seppur rafforzata (discende direttamente dalla L. n. 127/1997) è, quindi un regolamento di delegificazione (L. n. 400/1988 e s.m.i?) e come tale non è dotato di un proprio autonomo sistema di diritto punitivo in caso di inadempienze (Il R.D. n.1238/1939 è stato, infatti, abrogato nel suo specifico titolo dedicato appunto alle sanzioni).
    Se dovesse verificarsi un inspiegabile ritardo o peggio ancora omissione nella comunicazione formale della morte di una persona, creando, così una notevole impasse procedimentale, l’unica soluzione possibile e praticabile, perchè di un qualche effetto, sarebbe una segnalazione alla Procura della Repubblica.

    L’allegazione ex post all’atto di morte del certificato di avvenuta visita necroscopica, si veda anche il D.M. 27 febbraio 2001 (cioè: l’accertamento da parte del medico pubblico incaricato delle funzioni di necroscopo direttamente sulla salma per constatarne l’incontrovertibilità del decesso e fugare, così, anche il solo dubbio di morte apparente) è momento imprescindibile di valutazione tecnico-strumentale affinchè lo stato civile possa rilasciare distintamente le autorizzazioni alla tumulazione o all’inumazione (la cremazione, invece, prevede un percorso più strutturato con diversi filtri di legittimazione, tra cui spiccano la manifestazione di volontà ed una ricerca più approfondita di eventuali elementi di reato)

    EX art. 74 D.P.R. n. 396/2000, in prima istanza compete, visto anche l’art. 365 Cod. Penale, proprio al medico necroscopo la valutazione di ipotetici fatti criminosi tali da aver provocato la morte di un soggetto.

    Il decorso del semplice periodo d’osservazione non è, di per sè, sufficiente al fine di procedere alla chiusura della cassa, al trasporto ed alla conseguente sepoltura.

  2. Due quesiti di natura temporale.
    1)Se sono trascorse 24 ore di periodo di osservazione senza che il presunto cadavere abbia dato segni di vita non c’è più bisogno di fare la visita necroscopica?
    2)Mettiamo il caso che un mio congiunto cada dalle scale e muoia. Se io faccio la dichiarazione di morte dopo 24 ore, si iniziano a conteggiare da quel momento le 15 ore che devono passare per poter fare la visita necroscopica, dico bene? (e quindi la visita necroscopica avrà luogo dopo 39 ore)

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