TaneXpo 2022: le prime impressioni

Questo articolo è parte 1 di 3 nella serie Tanexpo 2022

Bologna, quartiere fieristico. Con puntualità si è tenuta la breve cerimonia d’inaugurazione per questa nuova edizione della nota, anche fuori dei confini italiani, mostra dedicata al settore funerario, sempre più consolidata nella sua posizione di primato, tra tutti gli eventi espositivi per il post mortem, in giro per il mondo.
Attenzione, però, perché altri competitors si stanno affacciando sulla scena, prepotentemente.
La formula pare tuttavia reggere ancora bene, tant’è vero che TaneXpo rimane una tappa pressoché obbligata per saggiare il polso del mercato e dei costumi funerari, laddove tecnologia e ritualità (binomio non sempre di facile gestione) dovrebbero incontrarsi in questo luogo ideale di scambio, anche di sapere operativo e di esperienze vissute.
In tempi amari di guerra alle porte dell’Europa, non sarebbe potuto mancare un omaggio alla martoriata Ucraina, ben rappresentata da due aziende, la cui presenza non è solo simbolica.
In questa manifestazione nuovi players si propongono vivacemente, anche per rimpiazzare qualche glorioso marchio assente, per le più disparate ragioni.
Prima del solenne taglio del nastro, con i presidenti delle più importanti associazioni di categoria sul piccolo palco, si è imposta una riflessione generale sul fenomeno “morte”, declinato secondo i canoni storici ed artistici della nostra tradizione funeraria.
L’estro creativo si traduce in una presa di coscienza sull’ineluttabilità della fine e della conseguente elaborazione del lutto, attraverso le arti figurative o testuali.
Oggi, TaneXpo festeggia compiutamente i suoi 30 anni, dal primissimo appuntamento, a Modena originariamente, appunto nel lontano 1992.
Dopo il saluto di rito delle Autorità e degli organizzatori non è mancato un sincero auspicio da parte della Curia Bolognese, guidata dal Cardinale Matteo Maria Zuppi, il cui messaggio è stato di grande apertura e spirito collaborativo, dopo qualche tensione tra il comparto funebre e l’Autorità Ecclesiastica sull’annoso problema delle esequie sempre più celebrate, per motivi organizzativi e tempistica, nelle funeral homes (dove è permessa solo la liturgia della parola) e non nella chiesa parrocchiale vera e propria del de cuius.
Allo spauracchio di un commiato sbrigativo e scristianizzato la Chiesa risponde, quale deposito di saggezza, con l’elogio degli operatori del settore, esaltando etica e spirito di servizio di chi, per lavoro o vocazione, accompagna i defunti ad una dignitosa uscita da questa vita terrena.
La cultura italiana è fortemente influenzata anche in campo funerario dalla bi-millenaria azione della Chiesa Cattolica, un dato curioso:
siamo forse l’unica religione che non aborrisce dalla raffigurazione della sofferenza estrema (temi dell’Ecce Homo o della crocefissione) attorno alla quale si è realizzato tutto un sistema valoriale in particolar modo per i funerali.
È il paradosso del Dio fatto uomo reale e poi inchiodato ad un ordigno di morte come il supplizio della croce.
Al di là di fattori squisitamente politici, una questione teologica da considerare attentamente, nel grande scisma d’Oriente (quando le Chiese d’Oriente si distaccarono in modo traumatico, dal papato romano) verteva appunto sulla liceità di raffigurare il Cristo ormai morto e con il corpo livido.
A pensarci, è il primo funerale cristiano di tutta la storia.
TaneXpo 2022 si caratterizza per uno spiccato senso dell’estetica commemorativa: 
il design domina dalle soluzioni architettoniche più moderne e funzionali nella progettazione di case funerarie alle autofunebri cui riserveremo un capitolo a sé stante nell’aggiornamento di domani, sempre qui, in diretta dalla fiera di Bologna.
Si assiste ad un gradevole revival di soggetti archetipi e visivi mutuati dai grandi classici della pittura italiana, in cui fede e culto della bellezza si fondono mirabilmente. Certo questo salone propone soprattutto prodotti per un uso massivo, quindi moduli e modelli facilmente riproducibili, ma gli articoli funebri soprattutto, ma pure cimiteriali si distinguono per scelte costruttive che privilegiano il senso dell’armonia e raffinatezza, anche in forma semplice.

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Carlo Ballotta

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