Prospettive di orizzonte e sistema a TaneXpo 2022

Questo articolo è parte 2 di 3 nella serie Tanexpo 2022

Dopo un avvio in sordina (complice la stagione estiva ed i traumi post pandemia) quest’oggi a TaneXpo 2022 si registra piacevolmente una grande affluenza straniera (Portogallo, Brasile e Spagna sono i Paesi più rappresentati, quindi, dopo tutto, culture neolatine, anche nei costumi funerari, si direbbe…) ed una buona presenza di italiani, fervono incontri di lavoro, trattative e contrattazioni.
Nota a parte merita la nutrita presenza di una delegazione colombiana complice un’assise congressuale dell’associazione nazionale di categoria, celebrata proprio qui in fiera.
Stamane, tra l’altro è stato momento di riunioni tecniche piuttosto importanti, di cui sapremo relazionarvi dettagliatamente in seguito, non appena riceveremo in diretta i comunicati stampa ufficiali o le brevi interviste rilasciate dai protagonisti di queste tavole rotonde riservate.
Tutte le maggiori federazioni del settore funerario, in cui si riconoscono le imprese private, soprattutto, anche con qualche new entries di un certo rilievo, dispongono di un proprio stand, magari meno monumentale rispetto ad altre edizioni, ma pur sempre molto funzionali e ben frequentati dal gotha degni impresari funebri italiani.
Sul versante “politico” c’è molta cautela e paura di esporsi sulla possibile (?), probabile (?) o solo auspicabile riforma dei servizi funerari con legge statale di principi, ma l’argomento per la sua intrinseca delicatezza e per gli interessi su cui andrebbe ad incidere, sino ad ora è tabu:
nessuno vuole scoprire le carte, specie se sono le sue.
Sotto il profilo squisitamente logistico ed organizzativo quest’anno la fiera si sviluppa in padiglioni diversi da quelli cui eravamo abituati, ma la segnaletica è chiara, precisa e, quindi, non v’è il rischio di perdersi nei meandri tentacolari della cittadella espositiva bolognese.
Accattivante (e…gratuita!) l’idea goliardica di un trono ricavato chiaramente da una cassa mortuaria spallata (modello Nosferatu!) in cui i fortunati visitatori possono posare per foto di rito, attorniati da teschi (falsi!), ossame (altrettanto finto!) ed altri pandemoni tenebrosi, tipici di quelle copertine epiche, che contraddistinguevano, tanti anni fa, i dischi preferiti da noi indomiti metallari impuniti…e ultra quarantenni; oramai!
Le parole chiave, i grandi temi di ampio respiro di questa TaneXpo 2022 potrebbero essere:

1) Informatica e digitalizzazione, con il contributo determinante di diverse case produttrici di software gestionali studiati per l’impresa funebre, ben visibili con i loro stand, nei padiglioni del salone funerario, certamente leader qui in Europa, e con qualche legittima velleità di esser un punto di riferimento mondiale.

2) Arte funeraria e cultura (anche e soprattutto di buona impresa!) per vivere davvero l’importanza della cerimonia funebre, di cui gli impresari – alla fine – sono, poi, gli allestitori ultimi ed effettuali.
Il “bello”, il gusto per l’armonia e lo stile sono un concetto innato in ogni formazione sociale, perché non applicare questo criterio così semplice anche alle attività funerarie?

3) Servizi avanzati per l’universo cremazionista:
dal deposito certo ed inoppugnabile della volontà in ordine alla cremazione per le proprie spoglie mortali ad un nuovo ruolo, più manageriale delle So.Crem., cui la Legge da sempre riconosce un ruolo strategico quale presidio morale e legale delle scelta consapevole e favorevole verso questa pratica funebre.

4) Sulle auto-funebri (macchine da sballo metafisico, per giunta!) mi riprometto di ragionare più diffusamente domani in un articolo ad hoc.

5) Disinteresse almeno apparente per la tanato-estetica dopo le abbuffate di convegni, simposi e seminari, con tanto di manichino per simulare vestizione salma, di qualche tempo addietro.
Eppure c’è qualcuno che vende miracolosi balsami conservanti, astrologando di una prossima entrata in scena della più radicale tanatoprassi.
Mancanza di sponsor?
Chi propone corsi specifici in tal senso potrebbe porsi qualche domanda come:
tutti i necrofori italiani sono davvero divenuti magicamente profondi conoscitori dell’arte nel manipolare i corpi esanimi?
Quanto impattano gli inevitabili costi aggiuntivi sul bilancio delle aziende per formare personale altamente qualificato?
Le esperienze regionali con i relativi obblighi formativi hanno raggiunto l’obiettivo ambizioso postosi dai legislatori periferici, rispetto ad una potestà normativa forse un giorno avocata finalmente (sono fieramente di parte, si sa!) alla Legge Statale?
Valutazione immodestamente neutra e non faziosa: il crescendo delle performances fieristiche poiché ogni produttore espone il meglio della propria filosofia aziendale, non rischia di distorcere un po’ la corretta percezione del fenomeno funerario italiano nella sua quotidianità?
Forse in tempi di guerra e crisi galoppante sono poche le ditte che abitualmente trattano cofani extra lusso per ogni segmento della propria potenziale clientela.

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Written by:

Carlo Ballotta

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