Ossa, ceneri e resti mortali: diversità nelle metodologie di tumulazione

La circolare n. 24 del 24/6/1993, emanata dall’allora Ministero della Sanità, al punto 2 del paragrafo 13, consente la collocazione di più cassette di resti e di urne cinerarie in un unico tumulo, sia o meno presente un feretro. Poniamo, allora, questo caso di scuola: in un loculo, magari a concessione perpetua, sono raccolte unicamente diverse cassettine ossario. È d’obbligo indicare sulla lapide tutti i nominativi ed estremi anagrafici dei defunti cui appartennero quei resti

Autorizzazioni sul trattamento e trasporto dei “Resti Mortali” – Parte II

Il DPR 285/90 al CAPO XVII, dedicato ad esumazioni ed estumulazioni, non impone di dare adeguata pubblicità-notizia al disseppellimento1 dei cadaveri (rectius: delle loro ossa2 o delle loro trasformazioni di stato), ma questa precauzione di corretto rapporto con la cittadinanza diviene pressoché d’obbligo quando si chieda il consenso (o, al contrario, la manifestazione di palese disinteresse) degli aventi diritto per particolari destinazioni dei resti mortali, come avviene appunto con la cremazione. La ritumulazione, essendo pur

Autorizzazioni sul trattamento e trasporto dei “Resti Mortali” – Parte I

Cara Redazione, esercito la professione di impresario funebre. L’art. 3 comma 5 DPR 15 luglio 2003 n. 24 così testualmente recita: “Per la sepoltura in cimitero, o la cremazione dei resti mortali le autorizzazione al trasporto, inumazione, tumulazione o cremazione sono rilasciate dal competente ufficio del comune in cui sono stati esumati o estumulati”. Questa formulazione merita alcune considerazioni: a tal proposito, come necessaria premessa si può proficuamente consultare la nota di Gabriele Casoni su:

Estumulazione e regime di perpetuità dei sepolcri

Premessa: gli Artt. 86, 87, 88 e 89 del D.P.R. n. 285/1990 disciplinano, in via generale, l’estumulazione, lasciando comunque al Sindaco, quale autorità sanitaria locale che sovrintende, ex Art. 51 D.P.R. n.285/1990, alle funzioni di polizia cimiteriale, la responsabilità di ordinare le operazioni stesse (oppure se si ritiene opportuno, attraverso apposita norma sul regolamento di polizia mortuaria comunale). In pratica, con ordinanza del Sindaco, si forniscono le norme attuative e di dettaglio e si attribuiscono

Titolo di accoglimento in cimitero ed atti di disposizione tardivi.

L’accoglimento istituzionale in un cimitero esclude a priori un rapporto concessorio (altrimenti saremmo dinnanzi alla sepoltura privata, istituto diverso e regolato da altre norme di cui al Capo XVIII – Artt. 90 e 93 del D.P.R. 285/1990) e si estrinseca, ope legis, in queste forme di trattamento:   inumazione in campo comune per i cadaveri (art. 337 T.U. Leggi Sanitarie), sversamento in cinerario comune per le ceneri (art. 80 comma 6 D.P.R. n. 285/1990, deposizione

Tasse e tributi cimiteriali (l’interpretazione giurisprudenziale)

Si consolida sempre più in diverse città italiane che, tra le motivazioni per cui i cittadini pagano la TASI, sia annoverata anche, tra i servizi indivisibili, un quota delle prestazioni forniti nelle aree cimiteriali. E’legittimo versare, pertanto, questa somma, quando Comune abbia adottato un Regolamento che definisce l’importo tariffario di TASI riguardante un’area cimiteriale, una tomba ovvero un loculo che lei ha in concessione ovvero ne è l’attuale avente titolo in virtù della discendenza conseguente

Operazioni cimiteriali e rinvenimento di oggetti preziosi.

In un servizio giornalistico, anche reperibile on line, è stato affacciato il problema dei “preziosi”, in ambito cimiteriale. Spesso infatti su questo blog abbiamo informato i nostri lettori su orrendi episodi di mercimoni funerari, quando all’atto della vagliatura delle ossa si rinvengono particolari metallici di un certo valore (es. denti d’oro!) Diversi scandali sono scoppiati nel corso degli ultimi anni. Ricorderete tutti, ad esempio, i fatti di Genova, ma pure di altre realtà metropolitane. Si

Con quale criterio ” flessibile” ed intelligente individuare il completamento della capienza in un tumulo?

Premessa: la tumulazione si configura sempre come una sepoltura privata e dedicata il cui momento genetico è dato dalla stipula dell’atto di concessione. Il diritto di sepolcro basato sullo jus sanguinis, ossia sui vincoli di consanguineità, ovvero sullo jus coniugii (la famiglia è istituzione sociale naturale fondata sul matrimonio ex art. 29 comma 1 Cost.), che intercorrono tra il fondatore del sepolcro ed i suoi congiunti si configura come mera aspettativa e, salvo patti interprivatistici

Istituto della revoca, traslazione feretri e relativa imputazione degli oneri

Un Comune, in Emilia Romagna, intende modificare la conformazione del proprio cimitero aprendo un passaggio ove attualmente è presente un’arcata di loculi costruiti dall’Ente Locale stesso e concessi singolarmente in perpetuo (ante 1976) a soggetti diversi. Recentemente all’interno dello stesso cimitero è stata realizzata e mantenuta vuota una sezione per alloggiarvi le salme provenienti dalla campata da demolire. Trattandosi di un intervento finalizzato ad una migliore fruizione del cimitero (e non legato a motivi contingenti

Cade dalla scala in cimitero: danni ed eventuale responsabilità civile per il Comune?

Brano tratto dall’edizione on line de “La Nuova gazzetta di Modena del 28 agosto 2017:” “”- […] MODENA. È finita con un brutto infortunio la mattinata di una donna modenese all’interno del cimitero San Cataldo. Attorno all’ora di pranzo, erano da poco passate le 13, la donne si trovava ancora all’interno del cimitero quando è suonata la consueta sirena che avvisa della chiusura dei cancelli. Lì per lì non ci ha fatto troppo caso ma

Lastre sepolcrali o semplice cippo identificativo sulle fosse dei campi ad inumazione: quali obblighi minimi per il gestore del cimitero?

Effettivamente, secondo una lettura molto rigida della disposizione, l’art. 62 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, il quale è normativa di rango secondario (regolamento) e non di Legge, consentirebbe l’installazione, solo sulle aree concesse per sepolture private, di lapidi e monumenti funerari, nel rispetto delle speciali norme e condizioni contemplate nel regolamento comunale di polizia mortuaria, così come l’art. 70, successivo, individua l’obbligo, ed il conseguente onere, per il comune di provvedere a contraddistinguere ogni

TECNICHE “BORDER LINE” PER OTTENERE, AI SENSI DELL’ART. 75 COMMA 2 DPR n.285/90, SOLUZIONE DI CONTINUITA’ NELLA LAMIERA DI ZINCO

Cara Redazione, richiediamo un parere relativamente ad una richiesta di inumazione in campo comune (o campo di mineralizzazione per indecomposti) di feretro, per diverse ragioni, confezionato con la doppia cassa. L’empasse sta nello spiegare ai familiari la necessità di togliere lo zinco interno alla cassa prima dell’inumazione traslando il cadavere in altra cassa; a tal proposito sono a chiederle se vi è una norma di legge che imponga l’asportazione dello zinco in caso di inumazione

Denuncia della causa di morte sulla licenza di seppellimento?

In seguito all’accertamento necroscopico l’Ufficiale di Stato Civile redige l’atto di morte e se non sussistono impedimenti per cause di giustizia che richiedano la specifica autorizzazione del Magistrato (Nulla Osta ex Art. 116 D.LGS n.271/1989) rilascia il permesso di seppellimento ai sensi dell’Art. 74 DPR n. 396/2000. Su questo documento vengono talvolta trascritte le cause del decesso; anche questa è una prassi scorretta e non è giustificata da motivi di profilassi a vantaggio degli operatori

L’azione biodegradante nel ciclo cimiteriale attraverso l’apporto esterno di sostanze enzimatiche

Il fine ultimo della permanenza dei cadaveri nel sepolcro, almeno per il tempo minimo di sepoltura legale, è la loro auspicabile e completa mineralizzazione.   Si tratta di un principio fondamentale e per tale ragione implicito, dell’ordinamento italiano di polizia mortuaria, anche se alcune tecniche di destinazione per i cadaveri, come, ad esempio, la tumulazione sembrano contraddire questo fondamento della legislazione funeraria, siccome mirano piuttosto alla conservazione dei cadaveri e non alla loro naturale consunzione.

Autorizzazione per cremare resti mortali ex Art. 3 comma 5 DPR n.254/2003: chi firma?

Costituisce pubblica funzione qualunque attività amministrativa svolta dall’ente locale in quanto pubblica autorità. Le pubbliche funzioni riguardano: a) la polizia mortuaria (controllo e vigilanza sulle attività funebri e cimiteriali); b) il rilascio di autorizzazioni in quanto pubblica Autorità (per compiti statali di stato civile o di sanità pubblica) in genere attribuite dal regolamento di polizia mortuaria approvato con D.P.R. 10/9/1990, n. 285, quali ad esempio, nel caso di specie, l’emanazione delle autorizzazioni alla cremazione, alla

Lapidi che affondano

Cara Redazione, Nel campo di terra, quadra xyz, del cimitero del mio comune si verifica da qualche tempo, un evento increscioso: le lapidi per via del terreno fangoso e poco stabile cominciano ad affondare sotto il loro peso. L’ufficio della polizia mortuaria sarebbe anche disposto ad accollarsi l’onere di una nuova sistemazione delle tombe per garantirne il decoro. Per almeno accennare ad una possibile risposta al Suo quesito bisognerebbe, preventivamente, acclarare alcune questioni preliminari. Se