Il c.d. subentro nelle concessioni cimiteriali – 3/5 – Il decesso del concessionario

Quando venga a decedere il concessionario, fondatore del sepolcro, si pone l’esigenza di individuare uno o più soggetti di riferimento.
Ma, poiché il diritto di sepoltura considera, accanto alla persona del concessionario, anche quelle dei loro familiari, si ripropone la questione della definizione di “famiglia”, limitatamente al diritto di sepoltura (e l’appartenenza ad una data “famiglia” si colloca sul piano dei diritti delle personalità, derivando dalla sussistenza di rapporti giuridici di coniugio, unione civile tra persone dello stesso sesso, parentela, affinità), quale data dal Regolamento comunale di polizia mortuaria. Una tale definizione non viene qui affrontata intenzionalmente, per il fatto di voler affrontare altro aspetto, che è, alla fin fine, quello di considerare gli effetti della definizione di “famiglia”, quale data nell’anzidetta regolamentazione, in conseguenza, per l’appunto, del decesso del concessionario/fondatore del sepolcro, cioè quanto va/andrebbe generalmente sotto il termine di subentro, subentro che trova, anch’esso, regolazione generalmente esclusiva nella medesima fonte regolamentare.
Va subito osservato come il Regolamento comunale di polizia mortuaria possa regolare gli effetti del decesso del concessionario/fondatore del sepolcro sia ammettendo l’operatività di un subentro, oppure anche escludendola. La sola criticità potrebbe essere quella del Regolamento che non consideri, in un senso oppure nell’altro, alcunché, criticità che non solo è foriera di contenziosi, ma che, a prescindere se questi ultimi sorgano o meno, potrebbe trovare soluzioni solo in via interpretativa (che porterebbe alla seconda ipotesi).

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