Chiedi alla Redazione

Puoi scrivere un commento o chiedere alla Redazione una risposta su un tema di tuo interesse.
Hai un dubbio? Vuoi saperne di più? Questo è il posto giusto per una risposta riguardante il settore funebre e cimiteriale.
Per semplicità abbiamo suddiviso per grandi tematiche gli argomenti di interesse.
Prima di chiedere alla Redazione (ricordati di inserire sempre la regione di appartenenza, perché le norme sono diverse da territorio a territorio) leggi i commenti e le risposte date a domande precedenti. Può darsi che in passato si sia già data risposta alla tua domanda o ad una analoga. Potrai far risparmiare del tempo a tutti.
Se non trovi risposta alla tua domanda, vai in fondo a questo elenco di quesiti e risposte e compila il moduli con la scritta SCRIVI COMMENTO in ogni sua parte.

Detraibilità spese funebri

Cremazione –> Clicca QUI

Esumazioni ed estumulazioni –> Clicca QUI

Diritti di sepolcro e doveri di manutenzione della tomba –> Clicca QUI

Attività funebre –> Clicca QUI

Funerale –> Clicca QUI

161 thoughts on “Chiedi alla Redazione

  1. La sig.ra MARIA è concessionaria di un loculo individuale comunale a concessione trentennale in cui è tumulata la salma di suo marito.
    La sig.ra MARIA unitamente ai suoi fratelli e sorelle cremano la salma della defunta madre e TUTTI acconsentono alla tumulazione delle ceneri nel loculo ove è tumulato il marito della sig.ra MARIA (di cui lei è la concessionaria).
    Poniamo le seguenti riflessioni:
    a) Nel tempo tutti i fratelli e le sorelle della sig.ra MARIA avrebbero diritto, se cremati e se lo spazio nel loculo lo consente, essere tumulati nel loculo in oggetto per diritto sanguigno, e così per lo stesso principio i rispettivi consorti dei fratelli e sorelle di MARIA per diritto di coniugio (posto la precedente tumulazione del consorte) e così ancora per i figli/e dei fratelli e sorelle di MARIA per ricongiungimento con i propri genitori e via discorrendo.
    Considerando anche tutte le altre possibilità qualora il concessionario (sig.ra MARIA) muore e subentrano in eredità i figli del concessionario stesso.
    b) Rispetto a quanto abbiamo letto sulla vasta e articolata materia cimiteriale sull’uso dei loculi individuali comunali (non cappelle private) abbiamo sempre inteso che il loculo a concessione individuale potesse si consentire la tumulazione di resti mortali e ceneri fino a capienza ma solo quando il rapporto sanguineo o di coniugio fosse attinente ai defunti che sono tumulati all’interno. Per spiegarci meglio, in merito al caso esposto, nel loculo della sig.ra Maria entrerebbe sua madre solo e soltanto se lei fosse figlia unica tale da risultare lei l’unica avente diritto sui defunti: madre e marito, diversamente, come il caso in oggetto dove si amplia la platea degli aventi diritto sulle ceneri della madre l’operazione non può essere consentita perché manca del legame consanguineo o coniugio tra i due defunti (genero-suocera).
    c) La riflessione va anche sulle operazioni di estumulazione ordinaria volte a recupero dei loculi arrivati a scadenza concessione. Tale prassi diventerebbe complicata se applicato il caso esposto nel punto a) dove gli aventi diritto su ogni defunto (salma, mummia, ossa, ceneri) non corrisponderebbe al concessionario al quale viene inviata una raccomandata di avviso scadenza. Il concessionario, con concessione ormai estinta, potrebbe decidere di voler rinnovare la concessione ma solo per una parte dei defunti ivi tumulati, in tal caso sarebbe complicato dover decidere quali defunti andare ad estumulare soprattutto se si presentassero anche gli altri aventi diritto sui defunti presenti nel loculo.
    d) Allargando il diritto di sepoltura seguendo la linea del concessionario, ci si troverebbe di fronte ad una mini-tomba ed in tal modo si avrebbero le regole di diritto di sepoltura stabilite dal sepolcro privato (cappella) pur avendo la gestione del tumulo individuale e comunale quindi rientrando nella prassi di estumulazione ordinaria. In questo modo diventerebbe una gestione mista ampliando la difficoltà di gestione da parte degli uffici cimiteriali che si troverebbero a dover dirimere eventuali litigiosità tra i parenti di ogni defunto.
    Se invece il diritto di sepoltura segue principalmente la linea di parentela del defunto (sanguinea e coniugio) esulando tale linea solo qualora nel concessionario si concentrassero tutti i diritti: quello assoluto a disporre del defunto + il diritto d’uso del sepolcro (es. figlia unica concessionaria di un loculo ove è tumulato il feretro del marito, tumula le ceneri di sua madre)
    Nel nostro regolamento cimiteriale del 2002 (comune di Guidonia Montecelio) è presente nel titolo IX la regolamentazione dei sepolcri PRIVATI, in cui vi è un articolo che specifica che il diritto d’uso delle sepolture è riservato alla persona del concessionario e alla sua famiglia, specificando che gli ascendenti/discendenti entrano di diritto mentre collaterali e affini devono essere singolarmente autorizzati.
    Mentre il titolo X dedicato alle concessioni dei manufatti comunali racchiude solo la dicitura di “loculi individuali” indicando gli anni di concessione ed i presupposti per richiedere una concessione.
    IN DEFINITIVA: il concessionario di un loculo o gli eredi concessionari avendo già una salma o resto mummificato tumulato quali altri defunti (mummia e/o ossa e/o ceneri) ha il diritto di tumulare? Quali linea di sangue/coniugio bisogna seguire?

  2. Buonasera. La vostra Redazione ha pubblicato la “Risoluzione Ministero Finanze n. 430377 del 24/04/1992 – IVA. Aliquote. Costruzione di tombe e cappelle”. In tale Risoluzione il Ministero Finanze ha statuito che:
    “Pertanto, con riferimento allo specifico quesito posto dal Sig. C., si ritiene che il contratto di appalto avente ad oggetto i lavori di costruzione di una cappella per sepoltura rientri nella previsione oggettiva di cui alle richiamate disposizioni con l’effetto che ad esso si renda applicabile l’aliquota IVA agevolata del 4 per cento.”
    Il mio caso coincide nella totalità con quello del signor “C”, ossia il Comune mi ha rilasciato una Concessione Cimiteriale per la costruzione di una tomba di famiglia quattro posti da realizzare con un manufatto in cemento armato interrato e con un manufatto in granito fuori terra.
    Ho commissionato la realizzazione del manufatto in cemento armato ad una impresa edile la cui commercialista ritiene che la suddetta Risoluzione n. 430377 del 24/04/1992 che prevede l’applicazione dell’IVA agevolata del 4%, è superata ed assorbita dalla Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 111 del 09-10-2006 che ha come oggetto la “Cessione di lapidi”.
    Nei passi in cui questo interpello cita tombe e cappelle recita “Pertanto, i manufatti per sepoltura (loculi, tombe e cappelle), ceduti dalla ditta che li ha costruiti, possono rientrare tra le opere di urbanizzazione soggette all’aliquota IVA ridotta del 10 per cento…”.
    A mio modo di vedere la Risoluzione n. 111 del 2006 riguarda manufatti per sepoltura costruiti da una ditta e poi venduti a soggetti privati mentre il mio caso rientra nella totalità nella Risoluzione n. 430377 del 24/04/1992 poiché sono io che chiedo prestazioni di servizi ad una impresa edile e ad un marmista per la costruzione della cappella di famiglia alla luce della Concessione Cimiteriale che mi ha rilasciato il Comune.
    A parere della Redazione la Risoluzione
    n. 430377 del 24/04/1992 è in forza ed è pienamente efficace (per cui sulla prestazione di servizi da me commissionati all’ impresa edile va applicata un’aliquota IVA agevolata al 4%), oppure è stata è stata superata ed assorbita dalla Risoluzione n. 111 del 09-10-2006 (per cui sulla prestazione di servizi da me commissionati all’ impresa edile va applicata un’aliquota IVA agevolata al 10%)?
    Se la Redazione riterrà che la Risoluzione del 1992 di cui sopra è pienamente in forza ed efficace, sempre a parere della Redazione l’IVA agevolata al 4% è applicabile anche alla prestazione di servizi da me richiesti al marmista?
    Ringrazio sin da ora per le vostre risposte.

    1. x Delio Goustini
      La risoluzione da lei citata prevedeva l’applicazione dell’IVA agevolata, al momento della emanazione della risoluzione del 4%, ma poi l’IVA agevolata è stata portata per le opere di urbanizzazione primaria al 10%, valore ancora attualmente valido, per cui ora si applica il 10%. La risoluzione vale ancora come principio, ma l’aliquota nel frattempo è cambiata dal 4% al 10%.

  3. Buongiorno, il Comune autorizza la cremazione dei resti mortali di mia zia, sorella di mia mamma, deceduta da 28 anni ma richiede anche l’autorizzazione dei 2/3 degli aventi diritto. Io, ne conosco 5 ma so anche che potrebbero esserci altri aventi diritto che, però, non ho mai conosciuto e che non sanno neppure dell’avvenuto decesso di mia zia; come posso fare per non dichiarare il falso?
    In attesa di cortese riscontro, porgo distinti saluti.
    Rossetti Franca

    1. X Franca,

      L’applicazione ferrea e rigida della norma conduce all’impasse, cioè all’inapplicabilità sostanziale della stessa. Non si può escludere che vi siano altri aventi diritto?, Non si procede…a meno di studiare soluzioni più mediate e ragionevoli. Mi sovviene, ad esempio, ricerca anagrafica sugli altri potenziali aventi diritto ad esprimersi. Il rigore di forma potrebbe rappresentare il problema minore perchè la L.n.130/2001 introduce il concetto del “semplice assenso”, ossia atto volitivo di non contrarietà. Ad ogni modo, se non sono prima compiutamente definiti i legami con tutti i famigliari (Es. tutti i fratelli/sorelle superstiti, tutti i nipoti…) e quindi le relative legittimazioni a disporre dei resti mortali, non si può autorizzare, sotto il profilo amministrativo, poi se il Giudice dovesse accedere a tesi differente, sempre pronti noi, a modificare l’orientamento di questo servizio con l’utenza, anche in base ad una diversa giurisprudenza di settore.

  4. La sig.ra Maria ha il proprio coniuge tumulato in un loculo, la signora ha cremato entrambi i suoi genitori e vorrebbe tumularli nello stesso loculo del marito (in questo caso andrebbero insieme a lui 2 persone non consanguinee ma affini) suoceri-genero.

    E’ possibile tumularli insieme dentro alle stesso loculo? Oppure devono essere per forza parenti consanguinei?

        1. x Edith.
          Non c’è nessun problema a collocare le ulteriori urne cinerarie, essendo concessionaria la signora Maria.
          Hanno diritto di ingresso nel loculo sia i genitori della concessionaria maria, si ale spoglie mortali del marito.
          Quindi il rapporto è col concessionario del manufatto, non tra i defunti.
          Invece circa il potere di disporre delle spoglie mortali “comanda” il rapporto di sangue. E, quindi, non era la sorella del defunto ad esprimere la volontà della cremazione, ma la moglie. La autorizzazione è dell’ufficiale di stato civile. Usiamo i termini correttamente.
          Ovviamente la collocazione delle urne è possibile se vi è posto fisico nel loculo e se nulla osti nel regolamento comunale, pagate le dovute tariffe.

  5. Salve, la mia famiglia possiede tre loculi “di proprietà” (la concessione non ha scadenza), è possibile tumulare un’urna cineraria “vuota” (per cui è stata richiesta la dispersione)?

    1. X Thanatos,

      se fosse una piena proprietà non sarebbe una concessione, seppure rilasciata in regime di perpetuità. L’inquadramento giuridico varia e non poco, tra i due diversi istituti. Comunque non è tecnicamente possibile tumulare un’urna vuota che appunto, deprivata del suo contenuto (le ceneri) sarebbe solo un contenitore non più utilizzato per l’originario compito, il quale – spero si colga il paradosso – non può, in quanto tale, godere del diritto di sepoltura ovviamente riservato a spoglie mortali umane. Si tumulano le ceneri, non le urne vuote.

  6. Spese funerarie di un anziano, possono essere eseguite da un conoscente intimo (con il rimborso irpef relativo), causa impossibilità dei parenti prossimi? Grazie.

    1. x Angie
      A che fine pone questa domanda?. Se fosse per il riconoscimento della detraibilità fiscale delle spese funebri, la risposta è SI, può farlo chiunque. Si anche per assumersene l’onere nei confronti dell’impresa funebre. In pratica vi è un obbligo da parte degli eredi se nessuno provvede, ma se qualcuno paga il funerale a loro posto, nessuna norma lo vieta.

      1. Grazie. Lo scopo. Io sono il primo figlio legittimo erede che si addebita le spese funerarie della madre, ma sono incapiente e NON potrei detrarre nulla! Il secondo figlio legittimo NON gli frega nulla e sostiene che debbo pensarci io. Quindi vorrei intestare le spese funerarie alla mia “amica compagna” che potrebbe portare in detrazione. E’ possibile?

        1. x Angie
          Si è possibile. Da qualche anno la detrazione delle spese funebri è possibile farla anche da chi non ha un vincolo di sangue con il defunto, ma paga effettivamente le spse funebri. Occorre però pagare con sistemi di tracciamento che certifichino chi ha effettivamente pagato e l’intestazione della fattura a chi paga realmente.

  7. Consegnata l’urna al destinatario/affidatario può tenerla un anno in casa ? Oppure esiste un tempo massimo tipo ? Grazie

    1. X MaurizioMauro,

      le imprese funebri soprattutto dovrebbero cominciare ad apprezzare quest’opportunità: abbonarsi al sito fruendo dei relativi servizi informativi a tutto tondo, o acquistare singolarmente la risposta personalizzata ad un quesito posto. E’, in fondo, un principio di sano mercato. Questa rubrica è sportello di…(impropriamente) gratuito patrocinio funerario, è appunto un “pronto soccorso” di primo indirizzo rivolto al cittadino comune. La direzione editoriale di questo magazine on line si riserva di offrire risposta gratuita e quindi pubblica solo a quei quesiti di ordine generale che, per il loro valore didattico, possano esser in qualche maniera di esempio per tutti, nella buona conduzione dell’attività funebre.

      L’atto di affido ha durata illimitata, si estingue solo per rinuncia volontaria, morte dell’affidatario, o causa di “patologia amministrativa”. (es. grave inadempienza dell’affidatario) o ancora nell’evenienza del trasporto ceneri in altro luogo (fuori Comune!).

  8. Ho pagato la fattura a me intestata per il funerale del papà, eredi oltre il sottoscritto due fratelli e la mamma. Ora mi rendo conto che, non avendo reddito, non potrò l’anno prossimo usufruire della detrazione fiscale del 19%.
    Esiste la possibilità di far detrarre un altro erede? Es. cessione del credito, autocertificazione di pagamento effettuato da più eredi anche se la fattura é intestata solo ad uno, o altre possibilità?

    1. x Claudio,
      Non vediamo possibilità di detrazione da parte dei suoi familiari, visto che lei avrà pagato in maniera tracciabile (bonifico, assegno, carta credito o altri sistemi ammessi)

      1. Salve, scrivo dalla Sicilia, provincia di Palermo, sono in possesso di una concessione perpetua di un loculo cimiteriale del 1924, con relativa ricevuta vidimata dal Comune allora. Ad oggi mi viene detto dal Comune che l’anno prossimo scadrà la concessione perché secondo il dPR 285/90 le concessioni perpetue sono state trasferite tutte a 99 anni e loro ne hanno tenuto conto nel loro nuovo regolamento di polizia mortuaria del Comune. Questo dPR è realmente retroattivo? (Parliamo di una concessione del 1924) Ha davvero modificato la durata delle concessioni a 99 anni? Se no cosa posso fare per oppormi alla decisione del comune? Addurre sentenze Tar o qualche riscontro a supporto dell’argomento? Grazie in anticipo

        1. X Daniele,

          Solito vecchio problema, in realtà alcuni errori tecnici della comunicazione tra P.A. ed il privato cittadino possono riuscire invero alquanto fuorvianti. Per Il D.P.R. n. 285/1990 le concessioni perpetue rimangono tali (= intangibili!) cioè eterne, solo in caso di soppressione del cimitero esse si trasformano di default in 99ennali.
          Sbagliano ad invocare, quindi, il regolamento naz. di polizia mortuaria approvato, appunto, con D.P.R. n. 285/1990.
          Piuttosto: sulla scorta di alcune pronunce di svariati T.A.R. emesse proprio a causa di contenziosi sulla “durata” delle concessioni perpetue, si sta diffondendo la tendenza ad inserire, in sede di novella al reg. comunale di polizia mortuaria, una norma che sostanzialmente così dovrebbe disporre: “Tutte le concessioni cimiteriali perpetue sono d’imperio tramutate il concessioni 99ennali”. Il ragionamento è semplice: se i sepolcri privati dati in concessione appartengono, per attrazione, al demanio cimiteriale, (= suolo in cui sorgono), la perpetuità è incompatibile con il regime cui sono sottoposti i beni demaniali (inalienabili e non usucapibili) perchè essa costituirebbe un occulto diritto di proprietà di un privato su un’utilitate pubblica (= lo spazio cimiteriale) posta dal legislatore a servizio della comunità locale tutta. Personalmente si ritiene che questa decisione, discutibile nella forma juris di un semplice regolamento municipale di polizia mortuaria, sia alquanto opinabile, in quanto solo una Legge dello Stato potrebbe modificare unilateralmente un rapporto giuridico già in essere, regolarmente contrattualizzato nell’atto concessorio, soprattutto se riguardante la concessione di sepolcro privato a tempo indeterminato.

  9. Salve, a dicembre è morto mio fratello che conviveva con la fidanzata da pochi mesi. Entrambi erano intestatari di un conto postale con firma disgiunta. Alla morte di mio fratello la fidanzata, senza avvisare noi eredi ritira tutti i soldi e dopo ci dice che li ha usati per pagare le spese funebri. La fattura è stata intestata al padre di quest’ultima senza che noi eredi fossimo messi prima al corrente della cosa. Risulta pagata con un bonifico fatto dalla ditta di servizi di proprietà di questo signore. La mia curiosità è sapere se una ditta si può intestare una fattura per un funerale. La spesa, solo per il baule, è stata di 3000 euro, quanto eventualmente potrà detrarre? Grazie

    1. x Giovanna
      procedura alquanto strana. In ogni caso da qualche anno non è più necessario per la detrazione delle spese funebri un rapporto di parentela col defunto. Ha titolo alla detrazione chi prova di aver effettuato il pagamento sulla base della propria dichiarazione dei redditi personale.
      Ora è corretto che la fattura possa essere intestata al padre della fidanzata, ma questi avrebbe dovuto pagarla dal proprio conto corrente bancario. Solo in quella maniera poteva detrarre spese funebri fino ad un massimo di 1550 euro e limitate al 19% di queste.
      se la situazione è quella da lei illustrata il padre non ha possibilità di detrazione nel proprio 740 delle spese funebri. Aggiungiamo che potrebbe anche essere contestata dalla Agenzia delle Entrate l’inerenza del pagamento del funerale a carico della ditta. Ma questo potrebbe emergere solo in sede di verifica dei bilanci della ditta in questione.

  10. Buonasera, corrisponde al vero che attualmente le salme devono essere preparate (lavate e vestite) dall’Agenzia Funebre e che le varie fasi (preparazione, incassamento e chiusura) si svolgano senza i parenti?
    Recentemente sono stato coinvolto in un lutto avvenuto in abitazione e aver lasciato preparare la salma agli addetti anziché dai parenti e non essermi stata data la possibilità di vedere l’incassamento e la chiusura (avvenuti a porte chiuse con solo gli addetti) mi ha lasciato un forte senso di smarrimento e rancore, come se avessi subito un furto o come se avessi abbandonato la persona cara nel mani di estranei e ciò mi sta complicando l’elaborazione del lutto, come invece non é avvenuto in altri casi passati.

    1. X Fab,

      La presenza e, se si vuole, la compartecipazione dei famigliari più stretti alla pia pratica della vestizione mortuaria, sarebbe per certi versi anche auspicabile, fatti salvi i casi di morte in seguito a malattia infettivo-diffusiva.

      In molte comunità straniere professanti culti non cattolico-romani (Ortodossi, Musulmani, Ebrei…) è tradizione, dovere religioso e uso comune almeno assistere alle operazioni di composizione della salma. Se le autorità sanitarie, pertanto, non hanno nulla da obiettare…nulla osta e si proceda pure. E’possibile, anzi forse serve anche dopo i primi momenti di sgomento e sacro orrore verso la morte a sciogliere la tensione, a capire meglio l’ineluttabile realtà del decesso di una persona, vista e sentita in tutta la sua fragile materialità di corpo vuoto, ormai esanime. Certo…ci vuole anche stomaco perchè i fenomeni post mortali – in se naturalissimi – per i non addetti ai lavori possono riuscire, a volte, molto duri da accettare.

      Lo scolorar del sembiante come direbbe il Leopardi, rappresenterebbe in sè il problema minore (un poco di maquillage e si risolve tutto) però, oggettivamente certe scene (e non mi dilungo oltre) sono un po’crude e rudi, soprattutto su soggetti psicologicamente deboli ed affranti da un lutto appena consumatosi. Sfatiamo un mito negativo: non c’è nessun bisogno di slogare articolazione o spezzare ossa affinchè il defunto sia abbigliato, ci sono modalità molto soft e delicate per manipolare gli arti, quindi la questione proprio non si pone.

      Tutto ciò da un punto di vista squisitamente neutro e di osservatore esterno, in realtà giuocano principalmente due altri fattori:

      a) il tempo (spiegare prima al dolente ogni singola operazione, dalla tolettatura alla deposizione nella cassa, per coinvolgerlo maggiormente, comporta un dispendio enorme di energie e risorse e la tempistica è sempre più compressa nella vita di un’impresa funebre.

      b) l’incapacità congenita (come vizio professionale!) di saper comunicare tipica di noi becchini old style. Della serie lasciateci lavorare e non disturbate il manovratore! Atteggiamento sì spocchioso, ma che – di fondo – tradisce una pesante paura di parlare apertamente della morte e dei suoi risvolti medico-legali. E Se la gente, poi, non ci capisce? Se ci prende per matti, anzi per…monatti fuggiti dalla pagine de: “I Promessi Sposi” dedicate alla peste e riproposti in chiave high tech post moderna?

  11. Buonasera, il 16 dicembre del 2019 i resti mortali di mio fratello sono stati messi nell’ossario comune per discutibile scelta e volontà della moglie la quale impose inoltre al comune di togliere la foto in ceramica che noi sorelle avevamo posto in un angolino dell’area ossario.
    Allora, a gennaio 2020, sul colombaro di nostro papà avevamo legato, attorno al lumino votivo, a scopo informativo per parenti, amici e conoscenti, un biglietto plastificato con specificato dove si trovavano le spoglie di nostro fratello, e inoltre avevamo anche fatto mettere, tramite l’agenzia funebre che aveva curato il funerale del papà, una piccola foto in ceramica di fianco alla foto del papà , inoltrando le eventuali richieste necessarie al comune.
    Non si doveva fare nessuna richiesta perché le spoglie di nostro fratello non venivano messe nel colombaro e non c’era da pagare nulla al comune.
    Stamattina, 29 giugno, il biglietto non c’era più, e il custode del cimitero mi ha informato di aver ricevuto l’ordine da parte del comune di rimuoverlo perché una persona si era lamentata della presenza del biglietto.
    L’ ufficio cimiteriale del comune, al quale mi sono rivolta subito per avere chiarimenti, mi ha detto che la moglie l’avrebbe chiamato in modo molto alterato chiedendone la rimozione.
    A questo punto mi sono arrabbiata moltissimo anche io e l’ho, mio malgrado, minacciato di denuncia qualora intendesse far rimuovere anche la ceramica, in quanto il colombaro è una sepoltura privata e lui non può agire così.
    L’impiegato comunale mi ha detto che non è una sepoltura privata ma di proprietà del comune e si rivolgerà all’avvocatura del comune per saperne di più e poi mi farà sapere, e che per mettere la ceramica dovevamo inoltrare richiesta specifica al comune e versare una quota richiesta.
    Dice che c’è una regola regionale che regolamenta il cimitero.
    Noi ci eravamo informate anche da un avvocato il quale ci aveva detto che si poteva fare, senza alcuna richiesta e senza alcun pagamento.
    Ci siamo rese disponibili a fare richiesta e a pagare ciò che serve, ma l’impiegato mi ha risposto, sbeffeggiandomi, che se ce la fanno togliere non ci permetteranno più di rimetterla.
    Gentile redazione vi chiedo: ha ragione il comune? Che cosa dobbiamo fare? Potete chiarirmi un po’ le idee? Ci sembra di arrampicarci sui vetri… Non ci hanno permesso di fare niente sull’ossario comune, e non ci permettono di fare niente sul loculo privato…
    Il cimitero è a Treviglio (bg).
    Vi ringrazio per la risposta che mi vorrete dare e chiedo scusa per il disturbo che vi arreco.
    Luisella

    1. X Luisella,

      l’impiegato comunale in parte straparla, annebbiando con alcune pesanti inesattezze diversi concetti giuridici sacrosanti e condivisibili (Sul modus di espressione ed il garbo: beh, omissis…!).
      I concessionari possono senz’altro apporre arredi votivi supplementari e suppellettili funerarie funzionali al ricordo dei defunti, ma, per sempre, entro il quadro normativo formato dal reg. comunale di polizia mortuaria e gli strumenti attuativi del piano regolatore cimiteriale.
      Si inoltra la relativa istanza, purtroppo in bollo, ed il Comune rilascia l’autorizzazione necessaria, dopo aver valutato, con prudente discrezione, l’eventuale impatto estetico (ma ciò vale soprattutto per le tombe di pregio!). E’materia meramente comunale, il reg. regionale non c’entra niente, avendo tutt’altro ambito di applicazione. Meglio lasciar perdere causidici e legulei e richiedere un parere se non pro veritate, almeno tecnico, prima di avventurarsi su strade impervie e inutilmente costose. Si tratta di un peccato veniale, queste procedure sono sconosciute ai più, anche agli operatori del diritto, per professione forense. Qui il problema si sostanzia in termini di opportunità: è legittimo commemorare su una lastra tombale un defunto altrove sepolto o disperso, pur chiarendo sempre non corpore praesenti, ossia in assenza delle spoglie mortali? Alla fine è il Comune, nel bene o nel male ad autorizzare. Le spoglie umane non sono di nessuna proprietà, certo se ne può disporre, nei limiti della Legge, in gradi e gerarchie diversi correlati alla vicinanza affettiva verso il de cuius. Probabilmente il Comune ritiene che l’avvio all’ossario comune si configuri come una volontà positiva, non un mero silenzio di disinteresse. Ma il de cuius avrebbe davvero esser ricordato con un cenotafio o avrebbe- forse – preferito l’umile anonimato dell’ossario comune? Lei dice qua! Sua cognata dice La! IO non mi muovo!!!.
      Un consiglio: mi pare d’intuire rapporti poco idilliaci tra di Voi; bene, ma non litigate sui morti… Vi prego!

  12. Il 23 maggio sono stati esumati (esumazione ordinaria) i resti mortali di mio padre dal cimitero di Rocca Priora RM). Io e mio fratello abbiamo deciso di farne eseguire la cremazione, per poter poi trasferire l’urna contenente le ceneri al cimitero di Asiago (VI) e tumularla nella tomba in terra ove riposa nostra madre. Il cimitero di Asiago ha concesso la prevista autorizzazione ed è stata eseguita la cremazione dei resti mortali di nostro padre, solo che mio fratello, per motivi di lavoro, ora non può assentarsi per portare l’urna fino ad Asiago e dovrà aspettare le ferie di fine agosto per potersi spostare. Vorrei sapere se l’urna cineraria di mio padre può rimanere a casa di mio fratello fino a fine agosto oppure se debba essere conferita in cimitero a Rocca Priora e se debba essere versata una tassa al Comune di Rocca Priora per i due mesi nei quali l’urna rimarrebbe a casa di mio fratello.
    Grazie
    Cordialità

    1. X Anna,

      benissimo: avete tutti i titoli di trasporto e tumulazione urna. L’autorizzazione al trasporto non ha un termine scritto di eseguibilità, tuttavia è , quasi, diritto non scritto…(tuttavia vigente!) che il trasporto autorizzato con apposito decreto comunale sia immediatamente eseguito, o comunque, nel più breve tempo possibile. I più pignoli (tra noi burocrati del post mortem) chiedono addirittura di specificare l’ora di partenza e di presunto arrivo al cimitero di destinazione ultima. E’molto più semplice (marche da bollo a parte!) richiedere sempre per le medesime ceneri una nuova autorizzazione di trasporto urna cineraria, magari variando avvedutamente il titolare ultimo di questo decreto comunale, ossia l’incaricato del trasporto stesso. Detto diversamente: sarà bene individuare nel decreto di trasporto qualche famigliare (un corriere? Un’impresa funebre all’uopo incaricata?) non impossibilitato, da cause di forza maggiore, a dal luogo AL TRASFERIMENTO effettivo delle ceneri. L’uso della camera mortuaria cimiteriale, non per fini istituzionali (= defunti, quale ne siano le trasformazioni di stato, in “TRANSITO”, per ragioni tecniche), specie se dipende da un ritardo, ancorchè involontario, è e dovrebbe esser a titolo oneroso, altri, forse più RETTAMENTE vedono nella struttura della: “camera mortuaria cimiteriale”, un servizio necroscopico-cimiteriale minimo e quindi assicurato in forma gratuita dalla Legge, la cui funzione edittale è proprio l’accoglimento, (purchè temporaneo) di quei defunti per cui non si sia ancora potuto provvedere ad una stabile sistemazione, grazie ad una definitiva sepoltura.

  13. Salve, volevo sapere se il DIRETTORE TECNICO di un’impresa funebre potesse svolgere esumazioni e traslazioni ed essere quindi assunto in un’impresa che si occupa di queste mansioni.
    Grazie Anticipatamente

    1. X Nick,

      il dir. tecnico abilitato all’esercizio di questa funzione all’interno dell’impresa funebre è preposto a determinati compiti di natura dispositiva sul personale subordinato. Coordina, impartisce ordini e organizza il lavoro all’interno del ciclo produttivo dell’impresa funebre (sostanzialmente potrebbe nelle piccole aziende coincidere anche con la stessa figura storica dell’impresario di pompe funebri, quindi con responsabilità manageriali e gestionali). Ripeto: tutto ciò nell’attività funebre (= allestimento dei funerali).
      L’attività cimiteriale, invece, non è così strutturata e disciplinata da criteri così stringenti (ed è un grave errore di sistema, in tutte le mille sfaccettature di cui consta l’azione di polizia mortuaria. Le competenze di direttore tecnico di impresa funebre non sono automaticamente trasferibili nella sfera dei servizi cimiteriali, anzi dovrebbero esser percorsi formativi del tutto separati. Poi…ad esser “demansionati” si fa sempre in tempo.

  14. Gentilissima redazione, la mia famiglia è in possesso fin dai primi del 1900 di una tomba in un piccolo cimitero del veneto.
    Qualche anno fa, in previsione di effettuare alcune riduzioni, il mio papà si è recato in Comune per chiedere i moduli e ricevere informazioni a riguardo. La responsabile ha congelato qualsiasi intervento in quanto nella nostra posizione mancava il titolo concessorio; purtroppo pure noi ne siamo sprovvisti!!!
    Dopo varie ricerche, il Comune ha trovato un registro riportante i dati della nostra tomba: anno di acquisto, la metratura, l’intestazione della tomba ed il richiedente.
    Intorno al 1995 sono stati eseguiti lavori di ripristino di tutto il marmo; Quando si richiedono lavori di ristrutturazione non si dovrebbe far riferimento alla concessione?
    Passati gli anni e dopo vari colloqui animati, il Segretario Comunale ci offre una transazione (pagare il 50% del costo attuale del terreno – prezzo intero 800 mq) per sanare la mancanza dl titolo che non sarà più perpetuo ma di 99 anni. Da parte mia dopo aver letto gran parte dei vs consigli ai lettori, ho verificato senza nulla trovare sia all’archivio di Stato che in Conservatoria ( mi consigliano di mettere in mora il Comune perchè tenuto a conservare tutti gli atti).
    Proverò a chiedere la delibera comunale del tempo, dal momento che ho la data certa dell’assegnazione, ma la vedo dura!
    Vi chiedo un consiglio su come proseguire – anche perchè il segretario si rifiuta di eseguire ulteriori indagini negli archivi comunali – e se mi convenga un’istruttoria. Posso appellarmi all’Istituto dell’immemoriale? Il prefetto può intervenire e/o obbligare il Comune a riprendere le ricerche? Vi ringrazio anticipatamente per gli eventuali consigli.

    1. X Annalisa,

      mi piace quel “è in POSSESSO”, poichè veramente lo jus sepulchri primario concreta possesso, come spesso ci ricorda la Cassazione.
      La soluzione davvero sicura da seguire, a questo punto, sarebbe il costoso accertamento giudiziale della sussistenza della concessione amministrativa da cui sorge, poi, lo stesso diritto di sepolcro, anche senza la presenza agli atti di un regolare atto concessorio.
      Il Comune, stante la Sua descrizione dei fatti, non pare collaborare più di tanto.
      O si ricompone la questione, che rischia di sfociare in lite giudiziale, in via “politica” con una transazione capace di accontentare tutti e nessuno al tempo stesso (= ragionevole compromesso!) o si deve ricorrere ad altri strumenti dimostrativi, solamente quando e se si sia davvero sicuri sulla fondatezza delle proprie buone ragioni di diritto.
      Sia si voglia adire il giudice (via maestra!) o spericolarsi con l’istituto dell’immemoriale (da ponderare attentamente, perchè non è solo un escamotage, un trucco interno alla P.A., ma un mezzo potentissimo di “sanatoria” intra moenia, in carenza di titolo nominale) le prove da produrre agli atti delle rispettive istruttorie saranno di fatto sempre le stesse, tra cui appunto il possesso continuato e l’usus sepulchri nec vi nec clam. Provi anche a rovistare nei registri cimiteriali, in cui sono (o…dovrebbero) esser annotati l’accoglimento del feretro e la sua destinazione ultima, in camposanto. Non dimentichiamo mai l’art. 102 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 (Reg. Naz. Polizia Mortuaria, nella parte il cui si stabilisce, per ogni sepolcro privato, l’obbligo per il Comune di preventiva verifica dello jus sepulchri, altrimenti la tumulazione riuscirebbe – tecnicamente – abusiva.
      IN ultima analisi l’immemoriale è sistema sì esperibile, ma solo se disciplinato nel dettaglio dal Comune come procedimento ricognitivo. Dovrebbe esservene menzione esplicita nel regolamento municipale si polizia mortuaria.

  15. buonasera a tutti, chiedo alla redazione cortesemente un informazione.
    all’interno dell’obitorio ospedaliero c’è un stanza in cui sono allocate le celle frigorifere in cui sono custodite le salme in attesa di essere consegnate ai familiari.
    orbene.,quello che mi preme sapere è se tale stanza sia chiusa a chiave per regolamento, e se si, qual’è il regolamento in causa e come posso consultarlo.
    inoltre vorrei avere informazione in ordine alla procedura che gli impresari funebri devono seguire nel caso in cui si recano in ospedale per prelevare una salma depositata nella cella frigorifera.
    grazie

    1. X Maria Caterina,

      La direzione ospedaliera deve varare un proprio regolamento per la gestione del deposito di osservazione/obitorio/servizio mortuario sanitario. Per quest’ultimo (camere ardenti del nosocomio) si veda anche il D.P.R. 14 gennaio 1997, come norma quadro generale.
      Debbono sussistere necessariamente ambienti e percorsi separati tra i visitatori ed il personale in servizio.
      La stanza delle celle frigorifere è chiusa ed interdetta al pubblico per ovvie ragioni di sicurezza: in quest’ultime, infatti, possono temporaneamente sostare salme “sotto procura” per interessi di giustizia, per le quali non sia ancora stato rilasciato dalla Procura della Repubblica il nulla osta alla celebrazione delle esequie. Questi corpi sono a disposizione, quindi, dell’Autorità Giudiziaria. Se l’accesso fosse libero, per qualche malintenzionato sarebbe sin troppo facile manomettere l’integrità della salma, magari per occultare o distruggere definitivamente eventuali prove di reato al vaglio della Magistratura requirente. Non parliamo poi di qualche squilibrato, in caccia di emozioni forti, come la profanazione dei defunti che si potrebbe furtivamente introdurre nei locali riservati dell’impianto igienico-sanitario. E’, pertanto, non solo consentaneo, ma addirittura doveroso chiudere a chiave la sala mortuaria adibita a conservare le salme sotto refrigerazione. Questa struttura complessa è luogo di transito con un proprio registro di…(si perdoni l’empietà del linguaggio!) carico e scarico! I morti possono uscire in due modi: a cassa aperta (allora occorre proprio il feed-back tra chi custodisce le salme, chi le trasporta e chi le riceverà (esempio: la casa funeraria, cioè una camera ardente privata) o a cassa chiusa, per il funerale e la sepoltura o cremazione. Nell’ultimo caso sarà sufficiente prendere visione delle autorizzazioni formate dal Comune di decesso, secondo la normativa speciale vigente per il settore funerario…almeno in Italia (Reg. Stato Civile, Reg. Naz. Polizia Mortuaria, eventuale Legge Regionale…).

  16. Salve, ringraziando tutti anticipatamente porgo il mio questito.
    Mio padre è mancato presso un albergo in Liguria di notte, nonostante abbia chiesto ai carabinieri di chiamare le onoranze funebri di servizio loro non sapevo cosa fare. L’asl sulla constatazione di decesso autorizza la traslazione della salma per questioni igieniche. Il titolare dell’albergo chiama una ditta per effettuare il trasporto in camera mortuaria più vicina in quanto in luogo pubblico. Loro si presentano in mattinata (portandolo via in una cassa non richiesta ne scelta da noi). Questo servizio è a carico del comune come detto da alcuni conoscenti o a carico della famiglia?

    1. X Piera,

      di norma la pubblica autorità (magistrato oppure organi di polizia giudiziaria) dovrebbe disporre il cosiddetto trasporto necroscopico (= recupero/raccolta salma incidentata), con oneri a carico del Comune, poiché esso per ovvie ragioni di indifferibilità ed urgenza deve esser assicurato erga omnes ed è gratuito per la cittadinanza, che suo malgrado si trova ad esser utente di questo servizio estremo.
      La forza pubblica potrebbe porre la salma “sotto procura”, per interessi di giustizia oppure rilasciare subito un provvedimento ad hoc di “salma libera” affinchè siano i famigliari a poter già da subito esercitare con spese a proprio carico i diritti di disposizione per il post mortem. Il recupero salma, appunto, è servizio di istituto, pubblico e gratuito, quindi erogato in regime di monopolio dal Comune (può anche con precise tutele contro il fenomeno dell’accaparramento funerali, venir esternalizzato a imprese di onoranze funebri). Non sussiste minimamente l’ipotesi del titolare dell’albergo che si improvvisa autorità pubblica o sanitaria e chiama, in emergenza una ditta di pompe funebri a suo piacere. Il trasporto necroscopico, proprio per la sua eccezionalità, può esser disposto solo da figure istituzionali (A.USL, o comunque sia nominata in Regione, ossia autorità sanitaria di medicina pubblica oppure pubblica autorità.

      1. Il titolare dell’albergo non voleva sostituirsi a nessuno ma ne i carabinieri ne l’ambulanza hanno avvertito il servizio funebre di turno e ha, in accordo con mia madre, chiamato qualcuno per rispetto degli altri occupanti della struttura, in quanto sarebbe stato impossibile in tempi brevi riportarlo a casa. Spetta a noi familiari il costo di questo servizio? O al comune?

        1. X Piera,

          di solito vige questa regoletta: “Il trasporto mortuario” è a carico di chi lo dispone: quindi se ordinato dalla forza pubblica o dall’autorità sanitaria, d’ufficio e d’imperio, paga il Comune, ricorrendo qui la fattispecie del “trasporto necroscopico”, altrimenti gli oneri relativi al recupero salma saranno a carico di chi (famigliare?) questo trasporto mortuario abbia effettivamente disposto!

  17. X Francesca,

    mi accodo umilmente alla risposta fornita dal collega delle onoranze funebri.
    In generale: ogni attività di polizia mortuaria deve esser preventivamente autorizzata dal Comune ove essa materialmente si consumerà.
    E’il principio della competenza geografica, la quale, poi, disegna gli ambiti di intervento dell’Autorità Municipale entro, appunto, i suoi confini amministrativi. Quindi, arriviamo al paradosso… dell’assurdo, per giunta ma è purtroppo così: LA MITICA RIFORMA dal basso della polizia mortuaria, in tanti diramazioni, ora localistiche o di non ben chiari livelli di sottogoverno ha creato solo situazioni ingestibili, con norme contraddittorie e spesso in contrasto tra loro.

  18. Buongiorno,
    Mia suocera residente in Liguria è deceduta in una città della medesima regione. È stata cremata ed il marito suo convivente ed il figlio, mio compagno, hanno congiuntamente deciso per l’affido delle ceneri presso la nostra residenza in Lombardia. Ci è stato detto che l’affido deve avvenire nel nostro comune di residenza e non nel comune di decesso. Il mio compagno ha ricevuto le ceneri in Liguria e trasportate in Lombardia, quindi ne è già in possesso. Il Comune ci dice che dobbiamo ora provvedere ad una tumulazione provvisoria in attesa dell’affidamento, con ovvi costi annessi. Questa per noi è ovviamente una farsa perché siamo già in possesso delle ceneri e come è possibile che questo affidamento non possa essere stato fatto preventivamente al trasporto? C’è stata una qualche negligenza da parte degli uffici competenti o delle pompe funebri o l’iter illogico è proprio questo? Grazie

    1. Buongiorno,
      sono un operatore funebre privato con sede in Lombardia.
      Credo che il comune ligure abbia agito in applicazione della legge 130 del 2001 (art.3) rilasciandoLe solo autorizzazione alla cremazione e al trasporto da Voi giustamente effettuato in quanto non soggetto a misure precauzionali igieniche.
      In questo momento però il Regolamento Regione Lombardia 9 novembre 2004 , N. 6 prevede che l’affidamento sia autorizzato dal COMUNE dove è avvenuto il DECESSO (o dal comune dove sono state eventualmente tumulate le ceneri).
      Il problema è noto; a mio avviso facilmente risolvibile in applicazione di una gerarchia delle fonti dove l’argomento, non prettamente sanitario, risulterebbe di competenza nazionale e quindi normato dalla Legge 130…. ma non è così.
      Credo che la “soluzione” che Le hanno proposto, ovvero di tumulare le ceneri nel Cimitero lombardo, sia il modo più semplice e indolore per aggirare e uscire da questo pasticcio senza dover affrontare una volta per tutte una questione che riguarda, purtroppo, anche altri casi ormai non tanto isolati.
      Vi consiglio di accertarvi della spesa di tale operazione (tumulazione nel cimitero lombardo e successivo affido) che sono a titolo oneroso: apertura del tumulo e collocazione dell’urna in quanto operazione “fisiche” solitamente hanno un costo (che può o meno essere stabilito dal comune). Oltre i valori bollati (da 16 euro) da apporre su richiesta di tumulazione ceneri, richiesta di estumulazione ceneri per affido, accertatevi dell’esistenza o meno di diritti di tumulazione, diritti di estumulazione e diritti di occupazione del loculo provvisorio che sono (o meno) previsti e stabiliti da apposito regolamento comunale.

      Rimango anche io in attesa di cortese commento della Redazione.

      Grazie

      1. La ringrazio molto per la cortese risposta. Sta dicendo che le ceneri devono trovarsi all’interno della regione in cui viene richiesto l’affido per poter svolgere le pratiche? Ho cercato un po’ di informazioni online ma non ve n’è menzione e non ho trovato nulla riguardo all’affido di ceneri tra regioni diverse. Dunque, perché, se non vi è legge che detti il procedimento, non avremmo potuto semplicemente richiedere l’affido nel nostro comune mentre le ceneri venivano consegnate dal forno alle onoranze funebri Liguri per poi essere infine consegnate a noi, evitando così la frustrazione di una tumulazione in cimitero non desiderata né dalla defunta né dalla sua famiglia?
        Grazie ancora per il supporto!

  19. Buonasera, mia suocera e mancata la settimana prossima e mia moglie vorrebbe tumulare le ceneri in un loculo à perpetuità dove e sepolto il papà nonché primo marito della defunta.
    La defunta dopo essere stata vedova si è risposata e dopo essersi separata e diventata di nuovo vedova. Il comune ci ha detto che non è possibile fare questa tumulazione in quanto mia suocera avrebbe perso il diritto di essere messa con il primo marito. La figlia non può fare nulla per opporsi a questa regola « ridicola ».
    Grazie in anticipo per il suggerimento.

    1. X DAVID,

      Secondo autorevole dottrina Il diritto alla tumulazione nella tomba del la famiglia del coniuge premorto non verrebbe meno neppure per effetto del passaggio a nuove nozze dopo la vedovanza, poiché l’ulteriore matrimonio non estinguerebbe il vincolo di affinità con la famiglia stessa. Anche i discendenti di una figlia nubile del fondatore di un sepolcro familiare sono stati considerati titolari iure sanguinis del diritto ad essere seppelliti in esso.
      Per il Carresi, voce Sepolcro (diritto vigente), cit., p. 36, nt. 2, invece, la moglie del fondatore,
      passando a nuove nozze (per lo meno quando dal primo matrimonio non siano nati figli),
      cessa di far parte della comunione di sepolcro (costituita dal coniuge defunto), per cui o in
      questa comunione entrano a far parte i collaterali o il sepolcro si tramuta da gentilizio in
      ereditario, con le relative conseguenze.

      1. Grazie mille per la risposta, ma nel mio caso non si tratta di tomba di famiglia ma di loculo in concessione perpetua.
        Le regole che mi ha esposte varrebbero anche nel mio caso specifico?

        1. X David,

          Le tumulazioni tutte, a prescindere dalla tipologia strutturale, dalla capienza e durata della concessione sono sepolcri privati nei cimiteri, e seguono, dunque, le medesime norme.

  20. Salve, scrivo dalla prov di Lecce. Chiedevo quali potevano essere le difficoltà nel cambiare loculo dopo aver constatato che il cadavere non si è mineralizzato dopo 30.ci hanno detto altri 5 anni. Quale sarebbe l iter?vi ringrazio

    1. x Carmine
      non serve a nulla cambiare loculo. La scarsa scheletrizzazione in caso di tumulazione stagna è una evidenza ormai circa nel 90% dei casi di sepoltura in loculo, con percentuali maggiori nei climi freddi del Nord Italia e con percentuali minori nei climi caldi del Sud Italia, ma l’ordine di misura è quello.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.