Le norme in divenire sui prodotti del concepimento, feti abortivi, nati morti

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Le cronache di questi giorni di campagna elettorale mostrano una certa ripresa di interesse tra le forze politiche del tema riguardante la destinazione dei prodotti del concepimento e/o dei feti. Sulla materia risultano presentati vari ddl:

  • l’AC 2761 recante “Disposizioni sulla sepoltura dei feti umani” il cui testo non risulta disponibile;
  • l’AC 3596 recante “Disposizioni sulla sepoltura dei feti umani” che verte sull’informazione obbligatoria da rendere ai “genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale sulla possibilità di presentare domanda di seppellimento all’azienda sanitaria locale competente e sulle disposizioni applicate dalla stessa azienda in mancanza di tale domanda” nei casi di “espulsione od estrazione dell’embrione o del feto, la cui presunta età di gestazione sia inferiore a 20 settimane”, investendo il Governo ad apportare entro “trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, [..]
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La necessità di introdurre definizioni certe per prodotti del concepimento, abortivi e nati morti

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Per diversi fini le varie norme esistenti a livello internazionale, nazionale, regionale, usano terminologie differenti e soprattutto criteri diversi per stabilire quando si sia in presenza o meno di prodotti abortivi, di nati morti, nonché residualmente di prodotti del concepimento. Difatti:
1) il DPR 285/1990 usa il criterio delle settimane di gestazione, che però è metodo alquanto impreciso.
2) L’ISTAT, a fini statistici, usa il criterio di considerare nato morto qualunque prodotto del concepimento con età presunta superiore a 180 giorni.… ... Leggi il resto

Le norme statali sui prodotti del concepimento, abortivi e nati morti

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Specifiche indicazioni sul destino dei prodotti del concepimento, dei prodotti abortivi e dei nati morti, sono contenute nel regolamento di polizia mortuaria, DPR n. 285 del 10/9/1990 ed in particolare all’art. 7 che ne individua il trattamento e le relative autorizzazioni in relazione alla presunta età di gestazione.

La casistica [1] individua le seguenti tipologie:
a) prodotto del concepimento [2] da 0 a 20 settimane compiute (Art.… ... Leggi il resto

L’evoluzione normativa su prodotti abortivi, feti e nati morti, ovvero il da farsi coi bimbi mai nati

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Nei giorni scorsi, si è svolto, in piena campagna elettorale, l’ennesimo duello tra Parti contrapposte circa il destino da dare ai prodotti abortivi.
L’agenzia di stampa askanews, che si riporta integralmente in calce a queste brevi note, dà conto della differenza di idee, che spesso partono da posizioni ideologiche e ben poco si confrontano con la realtà.
Altro interessante articolo che tenta una panoramica delle posizioni espresse si può trovare al seguente link dell’Agenzia DIRE
Poco è emerso da chi dovrebbe conoscere meglio la realtà e cioé i Reparti di ostetricia e ginecologia.… ... Leggi il resto

TAR Lazio, Roma, Sez. III-quater, 22 luglio 2022, n. 10479

TAR Lazio, Roma, Sez. III-quater, 22 luglio 2022, n. 10479

Pubblicato il 22/07/2022
N. 10479/2022 REG.PROV.COLL.
N. 05247/2022 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Quater)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 5247 del 2022, proposto da
-OMISSIS-, rappresentata e difesa dall’avvocato Luigi Patricelli, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
Azienda Sanitaria Locale Roma 1, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Massimiliano Nicotra, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
per la declaratoria
del diritto di accesso in ordine all’esibizione dei documenti richiesti alla ASL Roma 1 relativi al procedimento amministrativo concluso con la sepoltura del feto abortito in data 26-1-20 presso il Presidio ospedaliero San Filippo Neri.… ... Leggi il resto

Roma: rimostranze di una donna a seguito della sepoltura non richiesta del feto

Una donna ha dato voce, su di un social, alla propria irritazione e turbamento, per aver scoperto la sepoltura del feto, abortito dopo aver subito un’interruzione terapeutica di gravidanza, quando aveva esplicitamente espresso il suo mancato consenso ad esequie o sepoltura dello stesso.
Colta da dubbi in merito, aveva successivamente contattato la locale camera mortuaria, che le aveva precisato che, pur non avendo espressamente autorizzato la sepoltura del feto, questa avrebbe avuto luogo con inumazione senza alcun onere o incombenza a suo carico.… ... Leggi il resto