Trattamento della salma in emergenza Covid-19: le rimostranze dei familiari e la risposta dell’azienda sanitaria

Pubblicata sul Corriere della Sera un’intervista con l’ASL4 ligure sul caso sollevato dall’ex banchiere Stelluti Scala.
Questi ha denunciato che, dopo la morte del padre, deceduto per cause naturali in assenza di patologie connesse al Covid e senza l’effettuazione di tampone pre o post-mortem, la salma del caro defunto era stata smaltita come se fosse risultata positiva.
Nello specifico, il modulo “Attestazione Covid Salme” della Asl riportava barrato lo spazio contrassegnato da “indeterminato”, in quanto il tampone non era stato effettuato e come conseguenza la salma era prudenzialmente da considerarsi positiva al Covid-19.
La ASL4 ligure ha confermato che tale modulo risponde a quanto prescritto dalla circolare del Ministero della Salute n. 11285 del 01/04/2020 – Indicazioni emergenziali connesse ad epidemia da Covid-19 riguardanti il settore funebre, cimiteriale e di cremazione.
Quindi, nel caso in cui il paziente abbia effettuato il tampone con esito negativo, la salma viene gestita in maniera ordinaria; nel caso in cui il tampone sia risultato positivo, ma anche in attesa di referto o – appunto – indeterminato, la salma viene trattata come potenzialmente positiva, in base al principio di precauzione.
Ciò non va, tuttavia, ad inficiare in alcun modo la codifica dei casi positivi raccolti nei data base epidemiologici ministeriali e/o regionali, cui vengono trasmessi esclusivamente i casi di soggetti con tampone positivo accertato.

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