Europa: situazione critica negli indici di contagi e decessi per Covid in alcune nazioni

È allarme per l’aumento negli indici di contagi e decessi dovuti al Coronavirus in diversi Paesi europei.
Il Regno Unito ha registrato, in questi giorni, oltre 40 mila casi con 150 morti giornalieri di Covid per il quarto giorno consecutivo.
Nuovo record di contagi anche in Russia: 34.303 in un solo giorno. L’aumento è di oltre il 70% rispetto a un mese fa. Sempre nelle ultime 24 ore il paese ha registrato 1.000 morti.
Anche il Cremlino aveva lanciato un appello a favore della vaccinazione a inizio ottobre, quando si era intuito che le cose potessero ancora peggiorare ed oggi solo il 33% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale, con il siero ivi prodotto, lo Sputnik V.
Alcune regioni russe starebbero valutando l’introduzione di un pass sanitario per alcuni luoghi pubblici (come cinema e palestre), che attesti l’avvenuta vaccinazione, l’immunità naturale o la negatività al tampone.
In Serbia resta critica la situazione epidemiologica. Nelle ultime due settimane ha registrato il peggior risultato in Europa con 1.364 contagi su 100 mila abitanti, seguita dal Montenegro con 1.014 casi su 100 mila abitanti.
Anche il rapporto tra decessi e popolazione non è dei migliori. Il bilancio delle ultime 24 ore è stato di 6.930 nuovi contagi e 53 morti (su una popolazione di 7 milioni di abitanti).
La campagna vaccinale, dopo un inizio promettente, sta andando a rilento e ad oggi gli immunizzati non superano il 54% della popolazione adulta.
Nonostante la situazione critica, il rispetto delle misure di prevenzione, distanziamento ed igienizzazione si è ridotto al minimo.
Una proposta di restrizioni avanzata nei giorni scorsi dalla componente medica dell’unità di crisi per la lotta al Covid è stata respinta dal governo, che ritiene nuove restrizioni poco efficaci, asserendo che l’unica via di uscita dalla pandemia sia la vaccinazione. Sono ancora in molti gli scettici o i disinteressati al vaccino, di cui la Serbia ha disponibilità a sufficienza.
Nel Paese si somministrano i vaccini Sputnik V, Sinopharm, Pfizer-BioNtech e AstraZeneca. Da alcune settimane nel Paese ha anche preso il via la produzione del vaccino russo, mentre è in via di costruzione un impianto per la produzione del vaccino cinese Sinopharm.
Altra situazione fuori controllo è quella che sta attraversando la Romania, dove si sta registrando la peggiore ondata di Covid dall’inizio della pandemia. Sono oltre 15.000 i nuovi contagi al giorno (con quasi 400 morti al giorno). Le unità di terapia intensiva sono piene e le ambulanze fanno la fila davanti agli ospedali.
Solo il 28,8% della popolazione romena, su circa 20 milioni di abitanti, è vaccinato, con uno dei tassi più bassi dell’intera Unione europea.
La Commissione Europea ha deciso di mobilitare il meccanismo Ue di Protezione Civile, per aiutare il Paese. Sono così arrivati a Bucarest 250 concentratori di ossigeno da Olanda e Polonia e 5.200 flaconi di anticorpi monoclonali, provenienti dall’Italia.
Situazione critica anche in Lituania, dove il 92% dei letti d’ospedale nella regione della capitale è occupato, a seguito degli oltre 1.500 nuovi casi emersi. E dove molte cliniche hanno sospeso i ricoveri programmati, perché sempre più reparti sono pieni di pazienti Covid.

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