Le concessioni perpetue possono essere oggetto di richieste di ‘adeguamento’ del canone?

Pare interessante segnalare la pronuncia delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione del 27 ottobre 2020, n. 23591 (reperibile nella sezione SENTENZE per gli Abbonati PREMIUM), con cui è stato affrontato un contenzioso ormai risalente, avente ad oggetto il riparto tra la giurisdizione ordinaria o la giurisdizione amministrativa, sollevata a motivo del fatto che il comune interessato aveva richiesto a concessionari il pagamento di un canone periodico, pur in presenza di concessioni cimiteriali perpetue (sorte quando era ancora ammissibile la concessione perpetua (o, meglio, a tempo indeterminato), per la quale, a suo tempo, secondo le disposizioni al tempo vigenti, era già stato corrisposto, quale “una tantum”, il canone di concessione.
Oltre all’aspetto incentrato sul riparto della giurisdizione, le Sezioni Unite hanno considerato come le questioni sollevate abbiano a proprio oggetto prestazioni di natura tipicamente patrimoniale, non senza considerare come esse riguardino l’esercizio del potere di intervento della P.A. a tutela di interessi generali o, comunque, di natura discrezionale-valutativa.
Col rinvio alla Sezione, la pronuncia porta a dover attendere la decisione che verrà da questa adottata, decisione che potrebbe introdurre ulteriori valutazioni, in particolare sotto il profilo della legittimità.
Magari, leggendo “in filigrana” la pronuncia delle Sezioni Unite, qualcuno potrebbe essere tentato di formulare pronostici attorno alla (futura) pronuncia della Sez. 1 della Corte di Cassazione (cui vi è rinvio), ma si tratta di pronostici sempre pericolosi, poiché esposti al rischio di non considerare tutti i fattori.

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