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Lo Jus Sepulchri come diritto alla tumulazione — 8 commenti

  1. Vorrei sapere come avviene il processo di autorizzazione da parte del concessionario del loculo (in questo caso un mio parente), in particolare se e quando il concessionario dovrà recarsi al Comune per dare il suo consenso alla tumulazione nel proprio loculo (con il certificato di avvenuta cremazione, in caso di urna cineraria?), la ringrazio in anticipo per la risposta.

    • X Frank,

      non è tanto il concessionario ad autorizzare quanto l’ufficio della polizia mortuaria nella persona del dirigente ex art. 103 comma 3 lett.f) D.LGs n. 267/2000, su istanza di parte, memento l’art. 102 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285.

      L’autorizzazione è un provvedimento di rimozione di un limite generale, tipicamente promanante da una pubblica autorità.

      Il concessionario non vanta potere alcuno di disposizione (salvo la retrocessione della concessione stessa o il suo rinnovo) men che meno per acta inter vivos (vietatissimi, per altro!).

      Egli si limiterà a dichiararsi intestatario della concessione (provando documentalmente tale status con l’esibizione dell’atto concessorio) e persona legittimata ad agire in quanto congiunto del defunto, producendo al Comune la domanda di sepoltura. Occorre, infatti, una fase propulsiva, ossia una richiesta di parte, poichè l’autorità comunale non può attivarsi d’ufficio, stiamo pur sempre ragionando di SEPOLCRI PRIVATI nei cimiteri regolati dal Capo XVIII D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285

      Il Comune sulla base di:

      1) vigente regolamento comunale di polizia mortuaria (se ha riflessi sui rapporti giuridici pregressi, altrimenti bisognerà consultare la fonte regolamentare vigente all’atto della stipula del contratto concessorio.
      2) clausole dell’atto di concessione (o della convenzione che sovente l’accompagna) sul diritto d’uso (lo jus sepulchri è riservato solo ed esclusivamente ad un particolare defunto, come spesso accade nelle tombe monoposto, è estensibile anche a terzi, purchè sempre famigliari?)
      3) appartenenza del de cuius alla famiglia del concessionario (potrà esser agevolmente dimostrata con autocertificazione (passaggio quasi ultroneo?) o tramite semplice ricerca anagrafica, qualora sussistessero ancora dubbi a tal proposito, ma si veda a tal proposito l’art.3 D.P.R. 2 maggio 1957, n. 432, senza dimenticare sia l’art. 18 L. 7 agosto 1990, n. 241 e succ. modif., sia l’art. 43, comma 1 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e succ. modif. )

      pondera attentamente i titoli formali prodotti (la persona defunta deve esser portatrice dello jus sepulchri) acquisisce nel fascicolo d’istruttoria eventuali manifestazioni di opposizione notificategli/comunicategli da altri eventuali aventi diritto a disporre dell’urna, magari per una diversa sistemazione ex art. 18-bis Legge n. 241/1990) ed autorizza, infine, la tumulazione delle ceneri o nell’evenienza malaugurata di controversie endo-famigliari rimane ad esse estraneo e si limita a garantire il mantenimento della situazione di fatto, sino ad una ragionevole ricomposizione della lite, in via bonaria, o con risvolti giudiziari, in sede civile (sentenza passata in giudicato)

      Il verbale di avvenuta cremazione ex art. 81 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 sarà consegnato in cimitero e lì trattenuto agli atti, in archivio.

      Spero di esserLe stato di qualche aiuto.

  2. X Antonio,

    Obiter dictum; quindi detto a latere ed inter nos (ma potrei anche sbagliare grossolanamente, perché mi mancano ancora troppi elementi per giudicare in modo corretto) secondo me, almeno, sic stantibus rebus, e da come il quesito è formulato, il Suo comune, in materia cimiteriale, adotta una politica perniciosa ed IRRAZIONALE.

    Oggi, infatti, le recenti tendenze (progressivo ricorso alla cremazione ed immediata riduzione dei resti ossei in cassetta ossario appena dopo il periodo legale di sepoltura) consentirebbero di dilatare oltremodo la capacità ricettiva dei loculi, trasformandoli in piccole tombe di famiglia, già il paragrafo 14.3 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 fu lungimirante e profetico indicando la possibilità (…ma non l’obbligo) di accogliere in ogni loculo sì un solo feretro, ma anche più cassette ossario o urne cinerarie, sino alla sua naturale saturazione, oltre la quale lo Jus Sepulchri spira e non può esser esercitato, appunto per mancanza di spazio.

    Trattandosi, però, di una tumulazione per singola persona determinata e ricordando che l’estumulazione può avvenire solo alla scadenza della concessione (art. 86 dPR 10/9/1990, n. 285, salvo che chi abbia diritto a compiere atti di destinazione della spoglia mortale non richieda il trasferimento in altra tumulazione; art. 88 dPR 10/9/1990, n. 285; caso nel quale la concessione precedentemente sorta viene ad estinguersi per esaurimento dell’originario fine insito nel rapporto concessorio), la tumulazione è destinata a spoglia mortale prestabilita (e solo a quella!), con la conseguenza che, pur sempre essendo in presenza di un sepolcro privato, risulta inapplicabile l’art. 93 dPR 10/9/1990, n. 285, il quale sarebbe poi il presupposto per il sepolcro multiplo di tipo familiare.

    A rigore, l’atto di concessione dovrebbe essere perfezionato sempre prima del collocamento materiale del feretro nella tumulazione.

    In questo caso, se questa è la strategia del Suo Comune si ritiene sia necessario far presente al concessionario sia questa situazione, sia, infine, che l’atto di concessione non gli attribuisce la disponibilità del posto a tumulazione, quanto l’uso di quella data tumulazione per quella particolare spoglia mortale e, quindi, non si avranno effetti più ampi di quelli che derivano dalla specifica e particolare funzione dell’accoglimento della defunta nel caso interessata…ma continuo a non capire il motivo per cui si destina un loculo standard alla tumulazione (forse) di una cassetta ossario, almeno che il Suo comune con la formula linguistica di “resto mortale” non intenda i semplici resti ossei, ma, secondo Legge (Art. 3 comma 1 lett. b) DPR 15 luglio 2003 n. 254, gli esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo-conservativo, ovvero i cadaveri rinvenuti incorrotti e non scheletrizzati all’atto dell’esumazione/estumulazione, sembra solo un nominalismo, ma è pura sostanza, infatti, un esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo-conservativo sviluppando un ingombro quasi pari a quello di una salma richiederebbe, per la sua tumulazione, anche per via della cassa da impiegare, un loculo di normali dimensioni e non un ossarino o una nicchia cineraria.

  3. x Carlo
    per quanto riguarda la proprietà nè sono cosciente che è sbagliato dire “compro” in quanto lo si ha in concessione!!!
    mi chiedo ancora però…….
    in questo loculo avuto in concessione dal comune per poterci sistemare i resti esumati di mia madre, non potro porci niente piu’ che non siàno resti di mia madre?????
    resti dei nonni ???
    resti di mio padre cremato al limite???
    io cremato oppure esumato dopo il periodo di inumazione????
    saluti

  4. X Antonio,

    Purtroppo per Lei è proprio così: la concessione, infatti, presenta profili para-contrattuali perché non è un contratto privato gestibile in piena autonomia, ma essa implica degli obblighi pubblici nell’interesse della collettività, a cui la stessa società si deve attenere. Tra l’altro c’è un equivoco di fondo in cui molti non addetti ai lavori cadono sovente: i loculi non si acquistano mai in quanto il patrimonio edilizio cimiteriale appartiene ad demanio comunale che, per sua intima natura è inalienabile e non può formare oggetto di diritti da parte di terzi se non attraverso, nel nostro caso, l’istituto della concessione cimiteriale. Semmai è più corretto dire: dalla concessione, sempre a titolo oneroso, origina un semplice diritto d’uso sul manufatto sepolcrale il cui esercizio, in sé vincolato alla potestas imperii del Comune ed alla destinazione impressa al loculo all’atto della stipula della concessione, è disciplinato dal combinato disposto tra il regolamento comunale di polizia mortuaria (a monte) ed il regolare atto di concessione (a valle).

  5. X Carlo
    quindi in pratica dopo aver comprato un loculo non nè posso usufruire e tumulare mio padre secondo la sua volontà?????
    grazie

  6. X Antonio,
    In via generale, il diritto a decidere del proprio corpo, dopo la morte, rientra nell’ambito dei diritti della personalità, che per loro natura sono assoluti, non prescrittibili ed intrasmissibili.
    Secondo un più ampio contesto, i diritti di rispetto della personalità umana, comprensivi del potere del soggetto di godimento della propria personalità e di una sua pretesa alla non ingerenza dei terzi, rientrano nella più vasta categoria dei diritti fondamentali, garantiti dalla Costituzione e dal diritto internazionale.

    In questa categoria è compreso lo ius eligendi sepulchrum, ossia il potere di determinare la località, il punto e le modalità della sepoltura (ad es. sepoltura per inumazione o tumulazione o cremazione), esercitabile dalla persona nei confronti della propria salma (o dell’urna contenente le ceneri), nei limiti consentiti dalla legge, dall’ordine pubblico e dal buon costume.
    Tale potere sulle spoglie mortali (intese come res extra commercium) discende da un’antica consuetudine conforme al sentimento popolare ed alle esigenze di culto e di pietà per i defunti, che oggigiorno trova riconoscimento giuridico nell’art. 5 c.c. che disciplina gli atti di disposizione del proprio corpo.
    In quanto diritto soggettivo lo ius eligendi sepulchrum presuppone pur sempre un interesse di fondo della persona che lo esercita, anche se nella fattispecie assume natura non patrimoniale (morale), come espressamente ammesso dall’art. 1174 cod. Civile.

    Lo ius eligendi sepulchrum si esercita mediante la electio sepulchri, costituita da una dichiarazione unilaterale di volontà effettuabile con ampia libertà di forma. L’importante è che il volere sia espresso in forma sicura, univocamente finalizzato all’indicazione del modo e del luogo di sepoltura delle spoglie mortali, tanto che non può ravvisarsi in una semplice manifestazione di desiderio, in un’aspirazione non tradottasi in termini di irrevocabile e non contestabile orientamento.

    Lo Jus Eligendi Sepulchrum, trova il suo intimo limite naturale nelle norme inderogabili e tassative di ordine pubblico (cioè in quelle di polizia mortuaria) perchè tre sono le destinazioni consentite ad un cadavere umano nel nostro ordinamento giuridico: inumazione in campo comune (= pratica standard) tumulazione (semplicemente ammessa dalla legge, anche se nei fatti è divenuta fenomeno di massa) e cremazione.

    Il comune, quale titolare ultimo della funzione cimiteriale (su tutti: Art. 824 comma 2 Cod. Civile) ha solo l’obbligo di assicurare, entro il sacro recinto del camposanto, quadre di terreno, di idoneo dimensionamento, finalizzate all’inumazione dei feretri, per l’ordinario turno decennale di rotazione in campo di terra, non è, allora, tenuto per Legge a garantire spazi per sepolcri privati a sistema di tumulazione, e quando operi in questo senso (CAPO XVIII del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria) agisce in termini di mera facoltatività (= scelta politica) attraverso l’istituto paracontrattuale della concessione amministrativa. Lo strumento principe per disciplinare nel dettaglio la materia delle concessioni cimiteriali è rappresentato dal regolamento comunale di polizia mortuaria, di cui si ribadisce l’importanza strategica per il buon governo, in sede locale, del cimitero.

    Allo ius sepulchri, ossia al diritto di collocare le salme in un determinato sepolcro privato a sistema di tumulazione, deve essere riconosciuta la natura di diritto soggettivo perfetto che nasce, si modifica e si estingue in correlazione ai presupposti provvedimenti di concessione delle aree cimiteriali in uso, da adottarsi con le particolari modalità, forme e limitazioni imposte dalle norme di diritto pubblico sovraordinate.

    Quindi la tumulazione è un diritto (e non una semplice legittima aspettativa) solo se al materiale ingresso nel sepolcro del feretro preesista un regolare atto di concessione.

    L’atto di concessione (per la fattispecie concreta e particolare ex art. 1372 Cod. Civile) ed il regolamento comunale di polizia mortuaria (come parametro generale ai sensi degli artt. 1, 3 e 4 – Disposizioni sulla Legge in Generale di cui al R.D. n. 262/1942) hanno entrambi valore normativo, ovviamente il regolamento comunale è funzionalmente sovraordinato, in quanto si colloca a monte, come premessa necessaria, in tutti i procedimenti di polizia mortuaria che interessino il Comune. Sarebbe, allora, assai opportuno definire la relazione gerarchica tra atto di concessione e regolamento comunale.

    Nel quesito da Lei proposto, così per come esso è formulato, a quanto pare il Suo Comune:

    a) consente la prenotazione dei loculi, senza ancora la presenza di un feretro da tumulare, quindi al momento destinati a rimaner liberi (operazione “suicida” siccome implica un immobilizzo di spazi sepolcrali, già di per sè scarsi)

    b) Concede loculi standard (quelli pensati per la sepoltura di feretri e non di cassette ossario o urne cinerarie) per la futura tumulazione di spoglie mortali provenienti da esumazione/estumulazione)

    Tutto questo mi pare poco logico a meno che il comune de quo non vanti un’eccellente situazione cimiteriale con sovrabbondanza (fattispecie assai rara) di loculi non occupati. (ma nel Suo comune non muore più nessuno???)

    Il problema del divieto di tumulare eventualmente Suo padre nella tomba monoposto avuta in concessione, in attesa di accogliere i resti di Sua madre forse, si spiega così: se la concessione è stata perfezionata inserendo nel contratto solo ed esplicitamente un unico nominativo del defunto beneficiario, il loculo (specie se monoposto) è da considerarsi come dedicato a quella particolare persona deceduta e ciò inibisce che il diritto di sepolcro sorga in capo a persone terze estranee al rapporto concessorio, anche se legate da vincoli di consanguienità con il concessionario.

    Esempio paraadossale (ma molto calzante!) : io, in un futuro remoto, risulto disperso su…Venere, caduto in battaglia nella guerra contro i feroci e crudeli Venusiani, mio padre non si rassegna all’idea di avermi perso e così, nella folle speranza che il mio cadavere venga, un giorno, recuperato da una squadra di becchini spaziali, prenota, per le mie mortales exuviae, un loculo presso il cimitero della mia città. Orbene detto avello è, per contratto, solo a me dedicato, con questa conseguenza, se il mio cadavere non sarà mai rinvenuto dagli esploratori stellari esso rimarrà vuoto sine die e nessun altro potrà mai usarlo al posto mio.

  7. X carlo
    sig.carlo mi capita una cosa strana
    Sono assegnataria di un loculo costruito da pochissimo dal comune in attesa di poter esumare mia madre e riporci i resti mortali.
    intanto chiedo al comune di poter, nel caso mio padre venga a mancare , tumularlo nel luculo in oggetto.
    Il comune mi risponde che non è possibile ciò in quanto i loculi sono stati assegnati con il criterio ” per resti mortali”. Vi specifico che i loculi sono di dimensioni 220x 70 quindi adatti alla ricezione di una bara standard.
    il comune continua a dire che la loro politica è quella che nei loculi vanno solo i resti da esumazione. Mi chiedo ……. ma allora perche non hanno costruito loculi di dimensioni piu piccoli adatti ai casettini per resti mortali.
    a che mi serve un loculo di 220 cm.
    Che ne pensate?
    ma esiste il diritto alla volonta di come voler essere seppelito.?
    grazie

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