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L’estumulazione con successiva apertura del feretro per la riduzione dei resti ossei in cassetta ossario — 101 commenti

  1. Salve, sto disperatamente cercando una risposta legale a quella che io definisco una violenza psicologica da parte del comune. Il 6 Marzo sono trascorsi 20 anni dalla morte di mio padre e l’impiegato comunale procede all’estumulazione con un preavviso telefonico di 24 ore.
    In caso di mancata risposta, procedono senza la presenza dei parenti.

    Ho inviato una richiesta formale al sindaco spiegando che vivo a Londra e mia madre di 85 anni da sola a Lecce. In seguito al Covid, non posso volare in 24 ore a casa, ci sono dei problemi di trasporto e di successivo isolamento soprattutto per il pericolo di contaminazione di una persona anziana. Per cui ho richiesto, a causa di una situazione di emergenza pandemica, pagando le spese dovute, di attendere la fine del lockdown in Inghilterra e l’esecuzione dell’estumulazione in mia presenza in quanto significherebbe sottoporre mia madre ad un grave stress.

    L’impiegato comunale ha rifiutato di collaborare asserendo che il 4 Maggio riapriranno i cimiteri in Puglia e si procedera’ all’estumulazione di mio padre.
    Cortesemente, ditemi se esiste una legge a cui io possa ricorrere, per la quale in caso eccezionale di pandemia, io possa richiedere di concordare una data per l’estumulazione. Vorrei sottolineare che in quel cimitero non ci sono casi di emergenza Covid.
    Vi ringrazio anticipatamente
    Simona

    • X Simona,

      Invero sussistono due scuole di pensiero giuridico:

      la più formale e rigida vorrebbe che fosse il concessionario stesso ad attivarsi presso la polizia mortuaria per decidere della sepoltura in scadenza (è previsto il rinnovo? Quale destinazione dare alle spoglie mortali lì sepolte) assumendosi i relativi oneri. Altrimenti si procederebbe, addirittura, d’ufficio, ponendo il cittadino, magari distratto, al fatto compiuto. Una linea troppo dura in tal senso è senz’altro foriera di contenziosi giudiziari (danno esistenziale?)
      la più elastica e funzionale, secondo cui proprio per l’onerosità dell’operazione cimiteriale, sarebbe OPPORTUNO, almeno, o fors’anche doveroso, contattare formalmente i concessionari, o persone loro subentrate mortis causa, ed informarli preventivamente dell’ormai prossima estumulazione, già deliberata e calendarizzata, questo proprio per permettere gli atti di disposizione sui feretri ivi tumulati, in termini di affetti e pietas, i quali per giunta, volenti o nolenti, sono a pagamento per l’tenza del servizio cimiteriale.

      Il principio di pubblicità del procedimento ex Artt. 7, 8 e 21- bis Legge n. 241/1990 e Legge n. 69/2009 deve comunque esser rispettato, a prescindere dalle condizioni di emergenza in cui viviamo oggi e lavoriamo (almeno noi beccamorti!). Pertanto una semplice telefonata non mi pare lo strumento idoneo, per la sua mancata o difficile tracciabilità.

  2. X L’arbitro (…figura, da sempre non molto apprezzata dalle opposte tifoserie calcistiche).

    Nel Suo quesito sono stati omessi molti elementi di potenziale interesse, ad esempio:

    Per facta concludentia (avendo il de cuius partecipato alle spese di rinnovo della concessione) la signora oggi deceduta, ha acquisito lo jus sepulchri pleno jure, cioè ha assunto la piena qualifica di concessionario, da cui discende il diritto di sepolcro primario di esser sepolti o dar sepoltura? Oppure è solo subentrata nelle obbligazioni manutentive del sepolcro stesso, ossia nei diritti di gestione sulla cappella gentilizia?
    Sarebbe utile sapere ciò, e l’istituto dell’eventuale subentro è regolato solo ed esclusivamente dal regolamento municipale di polizia mortuaria.
    Se sì, il diritto di sepolcro si esercita sino al limite fisico della capacità ricettiva della tomba, oltre (se, materialmente, non c’è più posto…chi prima muore meglio alloggia!) si estingue e spira ex se, così almeno recita l’art. 93 comma 1 II periodo del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria, approvato con D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285. Certo, convengo con Lei sulla tesi diabolica dello “stallo messicano” in cui si trovano i titolari della concessione: se tu, implicitamente, inibisci l’accesso al sepolcro a me, vietando la riduzione in cassetta ossario o urna cineraria di un feretro già ivi tumulato, domani i miei discendenti, per RIPICCA, potranno adottare lo stesso comportamento negatorio, comprimendo legittimamente il tuo diritto di sepolcro, e tutto secundum legem.
    Morale della favola: abbiamo un perverso immobilizzo dei posti salma, mentre sarebbe da favorire un riuso ragionevole dello spazio sepolcrale, che, come noto, non è dilatabile all’infinito.

    Siamo all’impasse totale, e sono problemi endo-famigliari da risolversi tra i privati coinvolti, con molta intelligenza, lasciando estranea l’amministrazione comunale a qualunque tipo di contenzioso.
    Rimango sempre a disposizione per eventuali, ulteriori delucidazioni.

  3. Salve, le riporto il caso di una signora che muore senza avere figli o marito. In vita ha partecipato con fratelli e sorelle al rinnovo della concessione della tomba di famiglia. Allo stato attuale delle cose i posti disponibili sono occupati. La signora muore e presumo che avrebbe diritto ad essere tumulata nella tomba, ma è necessario ridurre le ossa dei parenti (genitori ad esempio) in cassetta. Possono i fratelli opporsi? Dalle risposte precedenti capisco che c’è un diritto diretto della signora defunta ad essere messa nella tomba di famiglia ma serve l’autorizzazione di tutti i fratelli, anche se hanno rinunciato ad essere concessionari, o dei figli dei fratelli (uno dei quali ad esempio è già morto ma con figli che potrebbero avere voce in capitolo) alla raccolta delle ossa dei defunti antenati.
    Il punto è.. si potrebbe spiegare a chi oggi negherebbe il permesso alla raccolta delle ossa, magari maliziosamente per poi avere la possibilità di entrare nella tomba quando sarà la sua ora, che in caso di negazione del permesso oggi, in seguito i nipoti rimasti potrebbero a loro volta non concedere il permesso ai fratelli, al momento della loro morte?

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