Legge statale e norme regionali

La norma statale di indirizzo è la legge 30 marzo 2001, n. 130. A seguito della sua emanazione sono state emanate molte norme regionali, in quasi tutte le regioni italiane.
E nelle prossime righe potrete trovare i riferimenti ad alcuni articoli che trattano la materia:

Cremazione di prodotto abortivo o del concepimento: legittimità della richiesta e relativa competenza autorizzatoria.

Cara Redazione, scrivo dalla Regione Emilia Romagna. Mi è stato chiesto se è possibile fare cremare un feto di circa […]

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Emilia Romagna, Art. 11 comma 3 Legge n. 19/2004, l’insidia di un inutile aggravamento procedurale.

La legge 30 marzo 2001 n. 130 “Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri”, quale legge di principi, […]

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La competenza autorizzatoria, su base territoriale, per dispersione delle ceneri, o loro custodia presso domicili privati

La legge 130 30 marzo 2001 affida all’ufficiale del comune di decesso il compito di autorizzare dispersione e conservazione delle […]

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Leggi Regionali e Legge n. 130/2001: occorre ancora l’unanimità degli aventi diritto per richiedere la cremazione del de cuius?

Il regime autorizzatorio della cremazione comporta necessariamente una procedura aggravata per acquisire il consenso a che il cadavere del de […]

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Regione Lombardia; Legge regionale n. 22 del 18 novembre 2003: occorre ancora l’unanimità degli aventi diritto per richiedere la cremazione del de cuius?

Il regime autorizzatorio della cremazione comporta necessariamente una procedura aggravata per acquisire il consenso a che il cadavere del de […]

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La cremazione di cittadini stranieri

L’art. 79 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 definisce le procedure per il rilascio dell’autorizzazione alla cremazione. Tale disposizione va […]

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6 thoughts on “Legge statale e norme regionali

  1. Carlo

    X Giancarlo,

    Rispondo al Suo quesito richiamando il paragrafo 5.3 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24, esplicativa del regolamento nazionale di polizia mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285. Infatti, Il trasporto di salme di cui la pubblica autorità abbia disposto la rimozione (è, appunto, il cosiddetto recupero salme incidentate), o comunque, il trasporto necroscopico “a cassa aperta” ex Art. 17 DPR n. 285/1990, può avvenire anche a mezzo di un contenitore rigido di materiale impermeabile, facilmente lavabile e disinfettabile. In alternativa è consentita per tali trasporti l’impiego delle normali casse di legno purché il cadavere venga racchiuso in contenitori flessibili in plastica biodegradabile di cui ai DD.MM adottati ex Art. 31 DPR n. 285/1990 (sono i dispositivi plastici impermeabili ad effetto “barriera”). Non occorre certificazione sanitaria di conformità, necessaria, invece, per i dispositivi ad “effetto barriera” di cui sopra.

  2. Giancarlo

    Buongiorno, Sig. Carlo,
    Volevo porle un quesito! potrei costruirmi un cassone recupero salme con tutte le caratteristiche tecniche strutturali in acciaio inox o è un prodotto soggetto a rilascio di libretto sanitario? E se lo trovassi usato deve essere registrato in qualche ente?

    Approfitto per chiedere se qualche collega lo vende.
    Grazie.

  3. Carlo

    X Marcello,

    se Lei non specifica da quale Regione scriva, non possiamo esserLe molto d’aiuto, perché la normativa locale di polizia veterinaria, varia molto in funzione delle specifiche norme regionali varate negli ultimi anni.

  4. strazzulla marcello

    buongiorno vorrei sapere cosa occorre per avere un parere sanitario per un forno crematorio per animali da compagnia, l’asp veterinaria mi dice che per rilasciare l’autorizzazione hanno bisogno la concessione dei fumi in atmosfera, mentre l’aua che si occupa dei fumi aspetta il loro parere. posso sapere chi sta approfittando della mia situazione che è disperata?

  5. Carlo

    X Marco,

    si tratta dell’apposizione dei sigilli in cera lacca a garanzia della corretto confezionamento della cassa funebre e della redazione del relativo verbale di chiusura cofano: quest’attività necroscopica o, se si preferisce di vigilanza sul trasporto dei cadaveri ex Art. 16 comma 2 DPR n. 285/1990, conosciuta anche con la formula linguistica di “verifica feretro” è espressamente contemplata dal paragrafo 9.7 della Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24 ed è, pertanto, previsione valida ancora su tutto l’intero territorio nazionale, perchè sancita dal DPR 10 settembre 1990 n. 285 che rappresenta ad oggi, la normativa statale di riferimento per il settore funebre, necroscopico e cimiteriale italiano.

    In Regione Lazio valgono queste due ulteriori norme:

    1) DETERMINAZIONE DEL DIRETTORE 5 maggio 2008, n. 1642.
    Approvazione del modello unico di verbale di chiusura feretro per trasporto cadavere.

    2) Deliberazione Giunta Regione Lazio n. 737/2007).

    Quest’ultima, in pratica, de-medicalizza le operazioni di “verifica feretro” sollevando l’ASL da questa competenza, per spostarla in capo alle imprese funebri, con notevole risparmio di personale e risorse economiche. Ad applicare i sigilli ed a stendere il verbale non saranno, quindi, più i servizi ispettivi di vigilanza sanitaria, ma gli stessi necrofori, con una sorta di procedimento di autocertificazione anche se a dire il vero, ai sensi dell’Art. 49 DPR n. 445/2000 le certificazioni igienico sanitarie, come appunto gli atti di sorveglianza sull’azione di polizia mortuaria, attenendo alla sfera della medicina pubblica non dovrebbero/potrebbero esser surrogabili da soggetti terzi, a maggior ragione se privati.

    Ovviamente, la verbalizzazione del rispetto delle prescrizioni tecniche va eseguita in tutti i casi, indipendentemente se il trasporto interessi un unico comune o più.
    Infatti,il rispetto del dettato dell’Art. 30 DPR n. 285/1990, va controllato in relazione a “quel” tipo di trasporto e ciò costituisce l’oggetto di quel verbale (di cui l’incaricato del trasporto funebre risponde, personalmente e dirfettamente, sotto ogni profilo ex Art. 358 Cod. Penale).

  6. Marco

    Salve, vorrei sapere cortesemente se per la regione lazio il sigillo in cera lacca che va su due viti della cassa (1 in testa e 1 ai piedi) è ancora obbligatorio. Credo che la legge sia nazionale ma forse c’è differenza da una regione ad un’altra. Grazie.

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