HomeCimiteriIl problema “Concessione Cimiteriale” in dottrina e giurisprudenza: natura e forma dell’atto.

Commenti

Il problema “Concessione Cimiteriale” in dottrina e giurisprudenza: natura e forma dell’atto. — 2 commenti

  1. X Max,

    e perchè no? Il “RI-ciclo” responsabile, è una nobilissima arte, soprattutto se permette un impiego a rotazione e non più ad accumulo del patrimonio cimiteriale già costruito…se serve poi a rimpinguare le esangui casse comunali, meglio ancora!

    I loculi (specie quelli di vecchia concezione,) rientrati nella disponibilità del Comune, dopo un periodo 50ennale di concessione, potrebbero essere sottoposti ad una ripetuta procedura di collaudo per quanto riguarda l’impermeabilità delle pareti, la normativa antisismica o se denunciassero problemi di stabilità (lesioni murarie, crepe…).

    Se questi loculi dovessero avere dimensioni e cubature (bocca d’entrata, vano feretro, solette di divisione tra una bara e l’altra) non più in linea con le attuali disposizioni di Legge (si veda l’art. 76 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 – regolamento nazionale di polizia mortuaria ) spetterà al Comune valutare l’opportunità di riconcederli nello stato in cui si trovano, purchè sempre fruibili e sicuri almeno dal punto di vista dell’edilizia cimiteriale (qui si potrebbe ipotizzare una modulazione del canone concessorio in base ai possibili disagi o alla limitazione nel godimento dello Jus Sepulchri) o provvedere a preliminari lavori di ristrutturazione, anche alla luce dell’art. 106 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 con relativo allegato tecnico d’implementazione di cui al paragrafo 16 Circ. Min. Salute 24 giugno 1993 n. 24)

    Nella formazione dell’importo del canone di concessione, magari, contano anche altri fattori “estetici” o funzionali come, ad esempio, l’altezza da terra della fila (gli ultimi ordini, sono sempre meno appetibili, soprattutto dagli utenti più anziani, siccome implicano sempre l’uso di scale) dove si trova loculo, l’esposizione piò o meno al sole, la posizione di pregio in una certa zona monumentale del camposanto, la cura del verde circostante…

    Il prezzo di un loculo, che non può mai esser concesso sottocosto, a tariffa “politica”, giusto per ingraziarsi le simpatie del popolo elettore; salvo non incorrere nella responsabilità patrimoniale per danno erariale ex art. 93 D.Lgs n. 267/2000, può esser calcolato anche sulla base degli specifici criteri contabili enumerati, proprio a proposito di cessione in uso degli spazi sepolcrali (cioè di edifici o porzione degli stessi) dall’art. 4 comma 2, Lettere a) e b) del D.M. 1 luglio 2002 emanato ai sensi dell’art. 5 comma 2 Legge 30 marzo 2001 n. 130; altrimenti varrebbe pur sempre, in via generale, l’art. 117 D.Lgs n. 267/2000 recante le norme sulla politica tariffaria, per beni e servizi, cui ciascun Comune deve attenersi, seppur con un marcato margine di discrezionalità.

    Al di là di (miei) sofismi normativi e tecnicismi computistici, l’essenziale è che la tomba monoposto a sistema di tumulazione sia perfettamente utilizzabile, per una nuova assegnazione, alla fine della precedente concessione; l’onere di eventuali lavori di riattamento sorge naturalmente in capo al vecchio concessionario, il quale allo scadere del rapporto concessorio (solitamente quando non si ha molta propensione ad assumersi spese tanto volentieri) ha l’obbligo di riconsegnare il manufatto in condizioni di piena utilizzabilità (rimozione e smaltimento delle lapidi e dei rifiuti inerti, come accade per le necessarie smurature, e sanificazione della cella sepolcrale da eventuali percolazioni residue di liquidi cadaverici, sono voci le quali concorrono a comporre la tariffa complessiva dell’operazione cimiteriale di estumulazione.

    I loculi costituiscono pur sempre una tipologia (la più diffusa ed economica rispetto alle sontuose cappelle gentilizie o edicole funerarie) di sepolture private nei cimiteri, le quali importano sottrazione “uti singuli” (ossia a vantaggio di un singolo concessionario privato) di utilitates e beni altrimenti appartenenti ex art. 824 comma 2 Cod. Civile al demanio comunale, cioè alla comunità locale nel suo insieme, di cui l’Ente Locale è rappresentante istituzionale, per tale ragioni tutti gli interventi su una nicchia muraria sono sempre a carico del privato concessionario.

  2. Cara Redazione,

    Vorrei sapere se per i Loculi cimiteriali dai quali vengono eseguite le estumulazioni (da noi sono ordinarie quelle dopo 50 anni) il prezzo per la NUOVA concessione ad altre persone, è giusto che sia come il prezzo dei nuovi Loculi mai utilizzati e di ultima costruzione; i Loculi ri-assegnati sono stati costruiti a metà anni 60. grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.