Si può rinviare un’inumazione?

In questi giorni il maltempo, con i suoi improvvisi scrosci di pioggia “fantozziana”, imperversa in diverse regioni d’Italia, rendendo i campi d’inumazione pressoché simili a paludi, a causa del fango.

Ai sensi dell’Art. 49 del DPR 285/90 il comune è obbligato a disporre di almeno un cimitero a sistema di inumazione in cui accogliere i soggetti di cui al successivo Art. 50.

Se il de cuius ha titolo per esser inumato in un particolare cimitero (quello di decesso, di residenza o quello dove sussista una sepoltura privata su cui i de cuius vantasse lo jus sepulcrhi) si darò luogo all’inumazione non appena vi saranno le necessarie condizioni di sicurezza per il personale necroforo.

Nel frattempo, ai sensi dell’Art. 64 DPR n.285/90 il feretro sosterà in camera mortuaria, poiché per Legge la camera mortuaria ha proprio questa funzione, ci sono infatti situazioni per cui non si può procedere ad immediata sepoltura. Dati i giustificatissimi motivi di forza maggiore si propende per la gratuità dell’uso della camera mortuaria, altrimenti ormai ordinariamente a titolo oneroso, così come quasi tutti i servizi cimiteriali ex art. 1 comma 7bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26.

Come ha recentemente rilevato la Suprema Corte di Cassazione e’ legittima l’astensione dall’attività lavorativa in caso di mancanza sui luoghi di lavoro delle misure di sicurezza necessarie nel caso concreto a garantire l’incolumità dei lavoratori esposti a rischi. Per la Corte di Cassazione la mancata predisposizione da parte del datore di lavoro delle misure richieste dai lavoratori per essere tutelati da particolari rischi lavorativi configura un grave inadempimento contrattuale che giustifica – in virtù della corrispettività delle prestazioni sottesa al rapporto di lavoro – la controparte a sospendere il proprio adempimento (ossia la prestazione dell’attività lavorativa) ex articolo 1460 del Codice civile. Di conseguenza, avverte la Corte nella relativa sentenza (7 novembre 2005, n. 21479), è illegittimo il licenziamento per giusta causa o per giustificato intimato dal datore di lavoro al lavoratore astenutosi dall’attività lavorativa.

I necrofori potranno opporre questo motivato rifiuto ai parenti del defunto.

Ricordiamo che le operazioni cimiteriali sono di esclusiva competenza del gestore, persone esterne non possono assolutamente attendere allo scavo delle fosse, alla calata delle bare oppure alla chiusura dei tumuli.

Sarebbe possibile un intervento da parte di soggetti esterni alla direzione del cimitero solo in caso di tomba privata (esempio: cappella gentilizia costruita dal concessionario su terreno cimiteriale datogli in concessione dal comune) e se questa circostanza (invero piuttosto rara) è espressamente contemplata dal regolamento comunale.

Un’inumazione in una quadra di terra fradicia è problematica perchè il terreno a bordo fossa potrebbe franare creando un frangente di oggettivo pericolo.

I rimedi sono pochi:

1) Allestite una sorta di baldacchino che copra la fossa per evitare che la stessa si riempia d’acqua, almeno per il tempo necessario all’interro della bara (soluzione molto spettacolare, ma scarsamente efficace)
2) Per far scendere la cassa nello scavo usate un calaferetri, avendo cura di piazzarlo in modo stabile sul labbro perimetrale della buca, così da rendere superflua la movimentazione a mano del feretro in prossimità della fossa.
3) Adottate delle sagomature “a perdere” definite in gergo necroforese “sbadacchiature” per compattare i lati della fossa ed il terreno immediatamente circostante, così da impedire rischiosi smottamenti delle zolle proprio quando si sta muovendo la cassa (sarebbe l’idea migliore in termini di sicurezza).

Le sbadacchiature, ossia sistemi di contenimento delle pareti di scavo, altro non sono se non elementi scatolari utili per sagomare la terra delle pareti laterali, creando una sorta di rivestimento lungo tutto il bordo della buca. Il feretro dovrà esser confezionato tenendo conto del probabile periodo d’attesa di più giorni (un po’ come succede per le cremazioni quando le bare rimangono “parcheggiate” in camera mortuaria anche per intere settimane).

Assolutamente sconsigliabile è la doppia cassa lignea e metallica, poiché il cofano andrà inumato, prima della sepoltura bisognerebbe rimuovere o squarciare il coperchio metallico ex Art. 75 comma 2 DPR 285/90 e tale procedura non è per nulla igienica.

Molto meglio, allora, attivarsi discretamente presso l’impresa incaricata di allestire il funerale perchè predisponga la bara con un dispositivo plastico ad effetto barriera in sostituzione del nastro di zinco ai sensi dell’Art. 31 DPR 285/90 e dei relativi decreti ministeriali di autorizzazione, di competenza ancora statale, adottati ai sensi dell’Art. 115 comma 1 lettera b) D.LGS n.112/1998
Con le basse temperature di questi giorni l’involucro plastico ad effetto barriera può garantire l’impermeabilità del feretro ai miasmi cadaverici anche per diversi giorni.

In alternativa si potrebbe usare un cassone esterno munito di guarnizioni a tenuta stagna, quest’ipotesi ancorché legittima e praticabile non ci entusiasma perchè bisognerebbe pur sempre rimuovere la bara dal cassone ed i necrofori entrerebbero a contatto con il percolato cadaverico che fuoriuscirebbe dalla cassa di legno ove il cadavere è racchiuso.

Finita la buriana di questa tempestosa fine estate del 2012, quando il meteo sarà più clemente, e gli acquitrini dei campi comuni leggermente più praticabili, si potrà in tutta tranquillità seppellire la spoglia del de cuius in terra, secondo la sua volontà o quella dei famigliari.

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2 thoughts on “Si può rinviare un’inumazione?

  1. X Daniele,

    se non sono state emanate specifiche ordinanze sindacali, magari contingibili ed urgenti, dato il caso delle abbondanti nevicate del tutto eccezionali per altro, che sono sempre possibili ed, in qualche modo, persino auspicabili (ad esempio: chiusura del cimitero per motivi precauzionali) in linea generale valgono comunque le disposizioni di cui al D.LGS n.81/2008 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

    Pertanto non si procede alle operazioni cimiteriali che vengono, appunto sospese, se non possono essere garantiti gli standards minimi di sicurezza per i necrofori, stabiliti dalla Legge ed è legittima l’astensione da prestazioni lavorative oggettivamente pericolose.

    I feretri in attesa di inumazione potranno sostare nel locale tecnico adibito proprio al ricevimento delle bare, di cui all’Art. 64 DPR n. 285/1990, ossia in camera mortuaria.

  2. Come occorre comportarsi in caso di neve nei cimiteri per effettuare una inumazione; esiste una normativa a riguardo ?

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