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Paragrafo 9.6 Circ.Min. n.24/1993: quando chiudere la cassa? — 7 commenti

  1. Si è in presenza di nulla osta rilasciato dalla magistratura ex Art. 116 comma 1 Decreto Legislativo n.271/1989, ma mancano ancora autorizzazione alla tumulazione ex Art. 74 DPR n.396/2000 e la scheda istat di cui all’Art. 103 lettera a) REgio Decreto n.1265/1934 ed agli Artt 1 e segg. DPR n.285/1990. Il cadavere può comunque essere chiuso nella doppia cassa da parte dell’impresa funebre o per poter apporre i coperchi è necessaria l’autorizzazione al seppellimento da parte dello Stato Civile?

    Secondo parte della dottrina l’Art. 74 comma 2 (acquisizione del certificato necroscopico e perfezionamento dell’autorizzazione a tumulazione/inumazione) opererebbe a prescindere dal nulla osta della Procura della Repubblica (https://www.funerali.org/?p=2411), altri commentatori, invece, possibile procedere a sigillare il feretro solo in base al criterio temporale (debbono esser trascorse almeno le 24 o 48 ore di cui all’Art.9 DPR n.285/1990

  2. E’vero l’esatto contrario, in caso di morte per malattia infettivo diffusiva può esser inibita l’inumazione.
    La cremazione è sempre possibile, tutt’al più durante il trasporto la cassa dovrà esser confezionata secondo particolari modalità dettate dall’ASL.
    Ad esempio il D.M. 7 febbraio 2007 ed il D.M. 28 giugno 2007 con cui si autorizza ex Art. 31 DPR 10 settembre 1990 n. 285 l’impiego di un manufatto plastico biodegradabile e facilmente combustibile in sostituzione della cassa di zinco si applicano agli infetti solo se quest’ultimi saranno cremati, altrimenti occorre il nastro metallico.

    La cremazione, invece, può esser vietata se il cadavere è portatore di radioattività ex Art. 18 comma 3 DPR 285/1990, e soprattitto ai sensi del D.Lgs. 9/5/2001, n. 257.

  3. In via analogica, se applichiamo l’Art. 79 DPR 285/1990, le spese spettano in primis al coniuge superstite, in secondo luogo, secondo il criterio di poziorità a tutti i congiunti di pari livello sino ai parenti di sesto grado ex Art. 74 e seguenti del codice civile.

    Altrimenti i costi per il ripristino della perfetta impermeabilità del feretro spettano al concessionario.

  4. L’operazione da Lei richiamata è il cosidetto “rifascio” (conosciuto anche con il termine di avvolgimento) espressamente previsto dall’Art. 88 DPR 285/1990 e dalla circolare ministeriale n. 10/1998 al paragrafo 4.
    La durata della cassa di zinco lungo tutto il periodo di sepoltura legale, ossia sino alla scadenza della concessione o dei 20 anni minimi contemplati dalla legge (DPR 254/2003) per concessioni che eccedano tale limite temporale deve esser assicurata in tutti i modi.
    In realtà molto dipende dalla politica della qualità adottata dall’impresa funebre fornitrice del cofano.

    Innanzi tutto ex Art. 30 DPR 285/1990 debbono esser rispettati:

    a) gli spessori minimi della lamiera
    b) le modalità di saldatura della cassa
    b) l’obbligo di applicare o le reggette metalliche o, in alternativa, la valvola depuratrice ex Art. 77 DPR 285/1990 così da scongiurare lo scoppio della cassa dovuto alla sovrappressione dei gas putrefattivi.

    Di norma dovrebbero valere le disposizioni del Codice Civile in tema di garanzia sul prodotto acquistato.

    Spesso, però, diventa particolarmente arduo dimostrare eventuali responsabilità perchè la cassa di zinco può rompersi o passivarsi per svariate ragioni tra le quali si annoverano:

    1) corrosione dovuta all’acidità dei liquaami cadaverici
    2) fessurazione della saldatura con lo stagno causata dal formarsi di cristalli pulverulenti nel materiale d’apporto (lo stagno appunto)
    3) erosione del nastro metallico provocata da correnti elettrostatiche.

    Si consiglia, per il valore fortemente didascalico, la consultazione dell’articolo reperibile al seguente link: https://www.funerali.org/?p=581

    In ogni caso il riparto degli oneri (rifascio del feretro e sanificazione del loculo) è determinato dall’ordinanza sindacale con cui si regolano le estumulazioni.

  5. non è un commento ma delle domande.
    nello specifico espongo in breve il caso: proprio oggi sono stato chiamato dal comune per una fuoriuscita di liquidi dal loculo di un parente deceduto 2 anni fa.
    ovviamente tutti i costi, per risolvere il problema, sono a mio carico. ora mi chiedo
    le casse di zinco hanno una durata minima, per cui devono essere garantite?

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