Viaggiatori nelle città dei morti

Si segnala l’articolo di Mario Baudino, pubblicato su La Stampa del 23 agosto 2009, dal titolo “Viaggiatori nelle città dei morti”, dove si analizza il fenomeno dei visitatori di tombe nei cimiteri, non solo turismo cimiteriale. Se ne riporta un brano:

Nell’era del turismo di massa, tutti fanno gara per diventare sempre più appetibili. L’ingresso è gratuito, e quindi non è facile contare i visitatori, ma l’impressione generale è che aumentino di anno in anno. Può suonare un po’ macabro, ma siamo in un settore che non conosce le crisi: e non per i soliti motivi che provocano per lo più scherzosi scongiuri. C’è qualcosa di più, che va al di là dell’interesse architettonico. C’è la «genuinità del passato», qualcosa di molto difficile da conservare. E’ questa la tesi di Robert P. Harrison, italianista americano che insegna a Stanford, autore di Il dominio dei morti, un affascinante saggio letterario e antropologico pubblicato da Fazi qualche anno fa. «I turisti – ci spiega – vanno a cercare, questa è almeno la mia impressione, non i cimiteri ma la tombe. Se Jim Morrison, anziché sepolto al Père Lachaise, fosse stato cremato e le ceneri disperse, i giovani che vanno là in pellegrinaggio, che farebbero? In un certo senso sarebbe per loro una perdita culturale».

… leggi l’intero articolo su La Stampa

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