Statistiche cimiteriali e di cremazione per la Provincia di Trento

Pregevole lo studio che ISPAT (l’Istituto che a livello trentino si occupa di statistica) ha svolto per analizzare l’andamento di sepolture e cremazioni nell’intero territorio della Provincia autonoma di Trento.

Trento, ancora una volta, anticipa soluzioni che dovrebbero essere già studiate a livello nazionale dall’ISTAT, che invece è in colpevole ritardo.
Ma vediamo qualcuno dei risultati emersi, rimandando allo studio completo per analisi più dettagliate.

In otto anni le cremazioni in Trentino sono quasi raddoppiate passando dalle 2.158 del 2021 alle 4.166 del 2020. Dato più che raddoppiato se si considerano esclusivamente le cremazioni in seguito a decessi: da 1.431 a 3.713. I dati sono stati raccolti e analizzati dall’Ispat, l’istituto di statistica della Provincia, nella sua ultima pubblicazione.
Nel periodo 2012-2020 il numero dei decessi in Trentino è sostanzialmente costante, ovvero circa 5mila morti l’anno. Il 2020 mostra una crescita marcata (6.526 morti) come conseguenza del Covid-19. Le cremazioni da decesso – spiega l’Ispat – hanno subito una crescita sostanzialmente lineare, con un picco nel 2020.
Sono ancora poche le persone che scelgono la dispersione delle ceneri in trentino.

«Nel 2020 per le sepolture prevalgono decisamente le inumazioni (71,9%) a confronto con tumulazioni e trasporti fuori dal comune (circa 14,0% per entrambi). Nel caso delle cremazioni sono in maggioranza le tumulazioni con un’incidenza del 48,9% rispetto a inumazioni (25,6%), affidi familiari, trasporti fuori dal comune (circa 11,0% per entrambi) e alla dispersione delle ceneri (2,7%»)».
L’analisi ha riguardato anche i cimiteri, ch sin provincia sono stati contati in numero di 465.

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