HomeCimiteriPlastica biodegradabile e resti mortali

Commenti

Plastica biodegradabile e resti mortali — 4 commenti

  1. Il cofano in cellulosa ai sensi degli Artt. 31 e 75 comma 3 DPR 10 settembre 1990 n. 285 è stato autorizzato con D.M. 12 aprile 2007, anche ai sensi dell’Art. 115 comma 1 lettera b) del Decreto Legislativo n.112/1998.

    La norma è valisa su tutto il territorio nazionale (si veda anche la
    Circolare del Ministero della Salute del 21.05.2002 n. 400.VIII/9L/1924), ma non in Lombardia, dove per effetto del Reg. Reg. 9 novembre 2004 n. 6 valgono per le casse i requisiti di cui all’allegato 3 del suddetto regolamento.

    Si ritiene, tuttavia che anche nei cimiteri e nei crematori della Regione Lombardia possa esser accolto un feretro confezionato con tale cofano, purchè il trasporto funebre sia partito da una regione dove il D.M. 12 aprile 2007 sia applicabile.

  2. Un’industria di Galliate produce un cofano ecologico con bordo legno (anche di aspetto decoroso) facendo riferimento ad un’Autorizzazione Ministeriale n.
    DGPREV.IV/10909/P/I.4.c.d.3 Roma 12 aprile 2007 –
    E’ credibile? Non ho trovato nessun documento con i dati riportati.

  3. Gli odori acri e pungenti sono senz’altro una fortissima criticità operativa e possono esser contenuti solo con un dispositivo meccanico a tenuta stagna (vasca + coperchio)

    In alternativa esistono, pur sempre, sul mercato degli abbattitori chimici (volgarmente definibili come “deodoranti cimiteriali”).

    Se il resto mortale viene avviato a cremazione il problema non si pone, perchè tutto il feretro è inserito nel forno e la plastica biodegradabile brucia bene.

    La cassa di zinco che alcuni continuano insistentemente ad adottare rappresenta, invece, una iattura anche perchè diversi impianti (come in Lombardia (Artt 18 e, per converso 19 comma 2 Reg. Reg. n.6/2004) non sono predisposti per ardere il metallo e filtrarne il particolato. In caso di inumazione, poi ex Art. 75 comma 2 DPR 285/1990 bisogna procedere con il taglio della lamiera.

    Spesso nella ri-tumulazione anche quando non si rileva la presenza di percolazioni cadaveriche (e non si rendebbe, quindi, necessario il rifascio) il feretro continua ad esser confezionato con la doppia cassa, oppure con la sola cassa metallica (senza, cioè, quella di legno).

    Si tratta di una prassi sì diffusa, ma illegittima, la Circolare 31 luglio 1998 n. 10 a questo proposito è molto chiara.

  4. E’ sbagliato il “rifascio” dei resti mortali con lenzuolini di plastica, anche se biodegradabili, perché impedisce la ossigenazione.
    Ci si è dimenticati dei problemi che troviamo ancora oggi per la sciagurata scelta di avvolgere i cadaveri sepolti appunto fasciati con lenzuolini, attorno a metà degli anni novanta?
    E’ senz’altro positivo il solo lenzuolino biodegradabile sul fondo del contenitore, accompagnato da soluzioni che favoriscano l’assorbimento di liquidi, come sostanze assorbenti e biodegradanti o ancora la vecchia segatura.
    Il lenzuolino è bene che non fasci, quindi che si rialzi di circa 10 cm lungo le pareti laterali del contenitore.
    Se vi sono problemi di parti molli e quindi di puzze consistenti, la situazione cambia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.