HomeCimiteriLe cause estintive delle concessioni cimiteriali: l’ABBANDONO AMMINISTRATIVO.

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Le cause estintive delle concessioni cimiteriali: l’ABBANDONO AMMINISTRATIVO. — 2 commenti

  1. Le cappelle funerarie in uso alle confraternite rientrano tra i sepolcri privati nei cimiteri in concessione ad un ente, in quanto le confraternite sono, generalmente, enti ecclesiastici (quali, oggi, regolati dalla legge 20 maggio 1985, n. 222, a seguito delle modifiche al Concordato ed ai Patti Lateranensi di cui all’Accordo firmato a Villa Madama il 18.2.1984). In quanto tali il potere di rappresentanza dell’ente spetta a chi ne abbia la rappresentanza legale (ci si scusi per la apparente ripetizione dei termini) cioè spesso il priore o altro soggetto individuato sulla base dell’atto costitutivo dell’ente ed è unicamente tale soggetto che ha titolo a compiere atti giuridici in nome e per conto dell’ente ecclesiastico. Nel caso di avvenuta soppressione o scioglimento dell’ente, la rappresentanza può essere individuata nel soggetto che sia subentrato all’ente soppresso o sciolto e, quindi probabilmente, l’autorità ecclesiastica diocesana. La soppressione deve risultare da atto autentico, così come deve essere venuto meno il riconoscimento oppure preso atto della soppressione o scioglimento dall’autorità civile, sulla base delle norme, citate, che regolano i rapporti degli enti ecclesiastici nei confronti delle autorità civili. Nell’ipotesi, come sembrerebbe anche se non risulta sia stata data prova di ciò, di scioglimento o soppressione dell’ente con contestuale subentro dell’autorità ecclesiastica diocesana nei rapporti attivi e passivi facenti capo all’ente, la rinuncia dell’ordinario diocesano potrebbe configurarsi come rinuncia, di cui il comune si limita a prendere atto, secondo le competenze esclusive di cui agli artt. 107 e seguenti D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267. Fermo restando che gli obblighi di manutenzione gravano sul soggetto titolare della cappella fino al momento in cui non sia stato preso atto della rinuncia, la rinuncia produce il trasferimento della titolarità del manufatto sepolcrale al comune, che ne può disporre per l’assolvimento della funzione cimiteriale, anche provvedendo, in conformità a quanto previsto dal piano regolatore cimiteriale, alla concessione del manufatto a terzi, concessione dell’area ed eventualmente del manufatto, una volta ripristinato, che viene regolata dal vigente regolamento comunale di polizia mortuaria. Gli oneri per assicurare l’ulteriore sepoltura delle salme, o dei resti, tumulate, per gli eventuali trasferimenti necessari per il loro trasferimento in altra sepoltura a seguito della rinuncia, così come le comunicazioni ai familiari ed ogni altra attività ed intervento che si renda necessario per liberare la cappella funeraria rinunciata, sono integralmente a carico del soggetto titolare o, già titolare della cappella funeraria. La presa d’atto della rinuncia potrà essere adottata una volta che il soggetto titolare, ed obbligato, abbia provveduto all’integrale sgombero del manufatto.

  2. Come parroco, sono il referente ultimo della confraternita sottocitata, concessionaria di una cappella al cimitero. Qualora dovesse essere soppressa la confraternita, come ci si regola con la concessione? Ognuno diventa semplicemente concessionario del singolo loculo acquisito? Ci sono altre cose ed elementi di cui tenere conto?

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