L'attività del necroforo

Diamo uno sguardo all’attività ed i compiti del NECROFORO.
Non è una materia di lavoro imprecisata e quasi banale, come accade per altre professioni che non godono di grande credito presso l’opinione pubblica, il mestiere di becchino è particolare, atipico e molto delicato In molte occasioni si arriva in questo settore così estremo perché si è praticato in passato la professione generica dell’infermiere o dell’addetto all’assistenza di base presso cliniche, ospedali o strutture protette. Spesso sono le stesse ditte di onoranze funebri ad avvalersi di personale paramedico che abbia prestato servizio nelle corsie dei diversi reparti dei nostri ospedali, magari anche per sopperire a qualche carenza del proprio organigramma, soprattutto quando si avvicinano ferie estive e festività e diventa più difficile assicurare copertura ai turni di lavoro più disagevoli, come accade per la reperibilità notturna.
Sono molti, infatti, gli infermieri che nel ritaglio del loro tempo, senza nulla togliere alla loro professionalità di dipendenti pubblici, lavorano sottobanco per imprese funebri, magari rendendosi disponibili per vestizioni ed interventi presso il domicilio del defunto, se il decesso è accaduto tra le mura domestiche. A questi operatori bisognerebbe, però, ricordare come l’infermiere e necroforo siano due universi molto distanti tra loro e difficilmente sovrapponibili, curare i malati è un compito prezioso e di grande umanità, ma trattare le salme è altra attività che richiede una particolare formazione tecniche e morale, per sapersi correttamente relazionare con il cadavere ed attraverso quest’ultimo con i dolenti. La centralità del necroforato, nel ciclo produttivo dell’impresa va assolutamente valorizzata anche perchè sono gli stessi necrofori, durante l’erogazione dei servizi funebri a rappresentare la serietà dell’azienda, la figura del necroforo, e non del semplice portantino, quindi,deve essere assolutamente rivista e messa in primo piano, in un generale processo di riqualificazione capace di coinvolgere gli stessi impresari. Tutte queste considerazioni, nei prossimi mesi, diventeranno senza dubbio oggetto per nuove e più approfondite discussioni anche per lo stesso imprenditore, che deve assolutamente ripensare il suo ruolo all’interno del sistema impresa così da doversi necessariamente mettere in discussione per affrontare un futuro destinato a cambiamenti ormai irrinunciabili. Il lavoro di necroforo, purtroppo, non viene quasi mai visto come una mansione molto edificante e come tale anche il personale che si adatta a fare tale lavoro nella maggiore totalità dei casi è di bassa elevatura sociale e culturale per non parlare di bassa manovalanza che fa questo lavoro perchè non trova di meglio proprio a causa della sua preparazione. Certo, sarebbe auspicabile trovare del personale diverso dal solito stereotipo che vuole il becchino brutto, cattivo e perverso; in effetti, occorrerebbero alle imprese collaboratori preparati, giovani, educati e, perchè no, anche in grado di sostenere moralmente i dolenti nel momento del funerale e nella ancor più dura fase della sepoltura ma, questa speranza, adesso, è ben più di una semplice illusione, è ancora pura utopia. In America, ad esempio, il direttore della casa funeraria assieme a tutti i suoi assistenti, per un singolare e non sempre condivisibile intreccio di ruoli, sa affiancare la famiglia in lutto proponendo percorsi psicologici di aiuto ed aiutando il ministro di culto ad organizzare la cerimonia religiosa. Gli addetti della casa funeraria, dunque, debbono conoscere molto bene le principali liturgie delle esequie così da muoversi con discreta disinvoltura tra Salmi del vecchio Testamento, aspersoi per l’acqua benedetta e preghiere del commiato. Quale necroforo italiano potrebbe garantire le stesse competenze’ Saprebbe forse egli suggerire qualche passo della Sacra Scrittura con cui corredare i necrologi, oppure, ancor meglio, mentre si sta allestendo la camera ardente ed i famigliari attorno alla salma recitano il santo Rosario quale operatore funebre di medie capacità avrebbe la delicatezza di sciorinare qualche ORA pro NOBIS senza cadere nel ridicolo in modo da testimoniare con un semplice gesto di buona educazione la vicinanza dell’impresa a parenti ed amici del de cuius’ La situazione, tuttavia, non è ancora sprofondata nel buio più cupo, ci sono interessanti realtà imprenditoriali, di nuova concezione, che disperatamente, contro tutti i luoghi comuni ed i facili profeti del disfattismo, cercano di portare avanti un progetto di rinascita per il necroforato italiano, puntando, come in una temeraria battaglia ideale, tutte le loro energie sulla formazione tecnica ed umana del proprio personale. Qualche lavoratore debitamente addestrato, anche grazie a stages e scambi d’informazione con l’estero è già all’opera con successo in diverse aziende, ma purtroppo, questa grande risorsa, per necessità numerica, viene riassorbita in quell’indistinta massa di mediocrità e pressappochismo di cui è formato, per gran parte, il lavoro nell’imprenditoria funeraria italiana, così, purtroppo viene svilito e dilapidato un patrimonio di preparazione e professionalità che andrebbe diversamente sfruttato. Il problema della formazione e molto spinoso e difficile per tante ragioni: il tessuto delle imprese è molto, forse troppo frammentato, fare formazione costa tantissimo in termini di tempo e denaro da investire, così molte imprese non possono attingere a quest’opportunità anche se sono state aperte sul territorio nazionale alcune scuole per gli operatori funerari. C’è poi un altro elemento di disturbo da non sottovalutare: il Italia il mondo delle onoranze funebri è maledettamente destrutturato a causa dell’irrisoria facilità con cui, dopo la liberalizzazione delle licenze, è possibile aprire ulteriori agenzie. Tanti pur bravi impresari sono colti da questo dubbio atroce: ‘Se gioco la carta di una seria ed approfondita formazione per i miei dipendenti non corro poi il serio rischio che quest’ultimi, una volta appresa l’arte si stacchino dalla mia azienda, costituiscano una nuova ditta e divengano miei spietati concorrenti proprio in virtù delle conoscenze apprese grazie a me ‘ Per uscire da questo empasse forse ci sarebbe una soluzione: se davvero le onoranze funebri, benchè gestite anche dai privati, rappresentano un servizio istituzionale e di generale utilità potrebbero esser le stesse istituzioni a finanziare iniziative serie volte alla crescita dell’intero comparto funebre. Ogni anno ci sono ricchissimi fondi comunitari, stanziati per lo sviluppo in aree deboli dell’Unione Europea, spesi per piani assolutamente velleitari ed inopportuni, soprattutto in tempo di crisi e stagnazione economica. Sarebbe auspicabile, anche per dare impulso ad un’occupazione vera e stabile la creazione di un ufficio con l’appoggio di psicologi,esperti di comunicazione preposto all’istruzione professionale per i lavoratori del post mortem e affinchè si riesca a rivalutare il profilo di pubblico servizio necroforato rendendogli giustizia. L’idea è così semplice e lineare da riuscire persino banale, chi avrà il coraggio di cogliere la sfida’

114 thoughts on “L'attività del necroforo

  1. Franco

    Salve

    sono titolare di una agenzia funebre mi hanno beccato con 2 lavoratori in nero e mi hanno fatto una multa di euro 6000, 3mila per ogni lavoratore, dal momento che mi hanno preso il giorno stesso ho regolarizzato i 2 operai con contratto intermittente, gli stessi ispettori mi hanno detto di fare un contratto a chiamata per almeno 3 mesi.

    Io faccio tutto quello che mi dicono poi a febbraio chiamano il mio commercialista dicendo che il contratto a chiamata non va bene per regolarizzarli ma bisogna fare un contratto pieno o un contratto con part time, altriemti non pago 3000 euro ma ne devo pagare 6000 perchè il contratto a chiamata non va bene.

    Dico io ma è vergognoso perchè devofare un contratto peiano o part time e non intermittente?

    se il lavoro intermittente non va bene nelle onoranze funebri ci dobbiamo suicidare e scandaloso vivere n questo paese: l’italia.

    Ditemi voi in un paese di 3000 abitanti con 20 morti l’anno io devo tenere per forza 3 mesi assunti il lavoratore con contratto pieno o part time, io a volte in 3 mesi non faccio un servizio mi dite voi come si fa

    aspetto una risposta

    grazie

    1. Lappala

      Magari fare a due cristiani un contratto decente potrebbe anche essere carino, visto che un contratto intermittente o a chiamata è una tagliola per chi lo riceve. Se non può permettersi i dipendenti ci sono un sacco di altri lavori nel mondo

  2. Carlo

    X Sandra,

    ahi! Questi aspetti di dettaglio sono, di solito, demandati al regolamento comunale.

    Chiarito come l’inumazione in capo comune non implichi né comporti nessun rapporto concessorio, che lascerebbe maggior libertà d’azione ai dolenti, ma solo il diritto d’uso della fossa (anche questo sottoposto a tariffazione, con i criteri contabili determinati dall’117 D.Lgs n. 267/2000) ed atteso che ai sensi dell’art. 1 comma 7-bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26 l’inumazione in campo comune è da intendersi come processo complessivo, sino all’esumazione ordinaria il cui punti salienti, a monte, sono:

    1) scavo della fossa,
    2) deposizione del feretro con conseguente riempimento della buca,
    3) fornitura del cippo identificativo,
    4) manutenzione della sepoltura (piantumazione del verde, sfalcio dello stesso, pulizia dei vialetti…) sino al naturale compimento del turno di rotazione.
    5) raccolta e smaltimento dei rifiuti

    le uniche norme di riferimento, applicabili in Regione Lombardia sono date dall’Art. 15 commi 2, 5 e 6 del Regolamento Regionale 9 novembre 2004 n. 6, così come novellato, in alcune sue parti (qui irrilevanti) dal Reg. Reg. n. 1/2007

    In buona sostanza, la normativa regionale, mutua quasi tutti i principi per una buona inumazione, dettati dall’Capo IX DPR n. 295/1990, così i campi comuni d’inumazione debbono esser suddivisi in quadre ed i vialetti d’ inter-fossa saranno provvisti di sistemi drenanti o fognari atti a convogliare le acque meteoriche.

    L’unica grande novità è, forse, rappresentata dallo spazio di 30 cm tra una fossa e l’altra che aumenta la capacità di ricavare nuove sepolture, cioè un numero maggiore di fosse, nei campi di terra, sfruttando maggiormente la superficie disponibile (per il DPR n. 285/1990 la distanza minima sarebbe, invece, di 50 cm).

    La cura delle tombe (es. coltivazione dei fiori) è rimessa alla diligenza della famiglia, così come l’apposizione della lastra sepolcrale, vedrei, però, bene una “normetta” ad hoc, laddove si disciplinano tipologia ed ingombri massimi dei monumenti funebri da installare, in cui specificare se sia lecito o meno stendere uno strato di ghiaino attorno al perimetro della sepoltura o nelle sue vicinanze, comportamenti contra legem, a questo punto, saranno puniti con le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’Art. 7-bis D.Lgs n. 267/2000, ossia da quelle contenute nel regolamenti comunali ed addebitando ai famigliari del de cuius (meglio se dopo diffida o certo preavviso) le spese sostenute dall’amministrazione per il ripristino dello status quo ante, anche con eventuale iscrizione a ruolo, per i più riottosi, in difetto sorgerebbe la responsabilità patrimoniale per danno erariale ex Art. 93 D.Lgs n. 267/2000.

    Rammento poi come – ad oggi – la procedura di adozione o modifica/integrazione dei regolamenti comunali di polizia mortuaria sia divenuta molto più snella e facile, in quanto con un recente orientamento del competente Ministero, formalizzato con semplice circolare (e su quest’aspetto, da purista del diritto funerario quale sono, avrei non poche rimostranze e proteste!) – è venuta meno la necessità di omologare, ex Art. 345 TULLSS, come procedimento integrativo di efficacia, i prefati regolamenti comunali di polizia mortuaria, nelle regioni che si siano dotate, autonomamente, di un proprio corpus normativo in materia funebre e cimiteriale.

    1. Sandra

      Il problema è proprio questo: che il Comune non ha espressamente vietato nel Regolamento la stesura di ghiaia intorno le fosse comuni, così che ora non ho una norma a cui fare riferimento per diffidare queste persone che si portano da casa la ghiaia e la spargono.
      Inutile precisare che il Comune non intende modificare il suddetto Regolamento.

      1. User necroforo

        X Sandra,

        Strano Comune il Suo! In effetti l’Ente Pubblico dotato di potestà regolamentare, deve parlare il linguaggio del diritto, declinando norme giuridiche, altrimenti scadremmo nell’arbitrio e nel capriccio più sfrenato.

        allora non ho capito io: dov’è il problema? Se lo strato di ghiaino (ma arreca davvero fastidio? Perché?) è parte dell’arredo funebre al pari di piante e fiori (purché, magari, non debordi eccessivamente dal perimetro della fossa) non si rilevano ragioni ostative alla sua permanenza e lo si lasci pure, altrimenti, per vietare questa pratica, secondo me, almeno, innocua, occorrerebbe pur sempre una norma scritta e valida.

        Nelle more di un adeguamento al regolamento comunale, il quale è silente su tali aspetti, avete pensato ad un provvedimento ad hoc per tamponare la situazione, come ad esempio un’ordinanza, direi anche dirigenziale, a questo punto, senza scomodare più di tanto il sindaco.

        Un’altra soluzione potrebbe esser un intervento in tal senso, cioè di proibizione (ma…cui prodest veramente?), da inserire negli strumenti d’attuazione del piano regolatore cimiteriale, di cui, ogni Comune Lombardo deve necessariamente dotarsi secondo la più evoluta normativa regionale che, in questo caso, supera lo stesso dettato del DPR n. 285/1990.

        Saluti by Carlo

        1. Sandra

          Buongiorno,
          la ghiaia è stata posata oltre i confini della fossa di inumazione e quindi interessa una buona parte del campo comune. Questo ovviamente andrebbe a costituire un procedente nel caso non si intervenisse a che chiunque possa portare materiale all’interno del cimitero e provvedere ad occupare spazi comuni o comunque non di loro concessione. Tant’è vero che i familiari di una tomba vicina hanno chiesto a questo signore di posare ghiaia anche nei pressi della sua fossa.
          Mi chiedo, a questo punto, se fosse possibile provvedere con una diffida appellandosi al fatto che il regolamento non prevede la posa di ghiaia nel campo comune (quindi un’interpretazione contraria, se vogliamo). Lei lo riterrebbe “corretto”?
          L’intento della scrivente sarebbe mantenere lo stato dei campi comuni così come li ha mantenuti il Comune, prima dell’affidamento della gestione cimiteriale alla nostra società partecipata.
          Grazie.

          1. Carlo

            X Sandra,

            un vecchio slogan liberale spesso sulle labbra di personaggi purtroppo discutibili, nel nostro panorama politico così recita: “E’ lecito tutto ciò che non è espressamente vietato dalla Legge” e poi ricorderei anche il sempiterno principio del neminem laedere, cui si deve necessariamente improntare e conformare l’azione amministrativa.

            Argomentare “a contrariis” ricavando la norma non scritta per logica deduzione negativa, può esser foriero di guai ermeneutici da cui, poi, scaturiscono facilmente contenziosi, tuttavia non credo proprio che qualcuno vi trascinerà in giudizio per un po’ di ghiaia sparsa per terra, data la pochezza intrinseca all’oggetto del contendere.

            Le fonti normative di jus positum da cui trarre ispirazione possono essere:

            1) piano regolatore cimiteriale, e suoi strumenti attuativi di dettaglio “ a cascata”, in cui solitamente si regolamenta, anche per i campi di terra dimensione e tipologia degli arredi funebri da applicare o apporre, se c’è scritto che le quadre ad inumazione debbono restar libere, solo con l’erba nelle zone non immediatamente a ridosso delle fosse, o lungo i vialetti d’inter-fossa il problema è già risolto.
            2) la stessa natura del campo comune ad inumazione che non prevede, certo, concessione, ma solo il diritto d’uso sulla singola buca. La differenza sembra sottile, ma è fondamentale, nel rapporto concessorio posto in essere, anche per i campetti, a questo punto“PRIVATI” a sistema di inumazione il concessionario vanta, infatti, diritti più ampi e compositi, tra cui una maggior libertà di scegliere le suppellettili funebri (copri-tomba, lastre sepolcrali, oggetti votivi, iscrizioni…), mentre a mente dell’Art. 62 DPR n. 285/1990 solo sulle aree avute in concessione quest’operazione sarebbe legittima, in quanto in campo comune d’inumazione dovrebbe esser distinto (salvo deroghe contemplate da regolamento comunale e piano regolatore cimiteriale e dettate da ovvi sentimenti di pietas) dal solo cippo identificativo posto ad individuare ogni singola fossa.
            3) Il regolamento municipale o quale (si spera, almeno!) di solito contiene una “normetta” lungimirante di tal tenore: “Tutti i lavori di manutenzione sulle tombe (eccetto coltivazione dei fiori e pulizia delle lapidi, naturalmente, o comunque piccoli interventi ordinari) deve esser preventivamente autorizzato dall’ufficio cittadino della polizia mortuaria”, questo per evitare che qualcuno, con spirito un po’ troppo intraprendente s’improvvisi “padrone del cimitero”, magari proprio mutando la fisionomia originaria delle parti comuni nel camposanto, quali – e l’esempio è quanto mai calzante, i campi comuni d’inumazione. Lo stesso regolamento comunale può specificare i comportamenti legittimi di cura delle sepolture, proibendone, per converso altri, perchè ritenuti, a ragione, contra legem: esempio: se sulle tombe a terra è consentita la piantumazione dei fiori, come pratica rituale è, invece, inibito piantare nei campi comuni…UNA SEQUOIA (esagero volutamente, così almeno ci capiamo!) o comunque un albero d’alto fusto che ecceda la superficie della singola fossa, i motivi sono sin anche scontati e non sto ad enumerarli.

            Con un pizzico di fantasia giuridica la questione si risolve sicuramente, la via maestra, comunque, consiste nell’adozione di una norma ad hoc, di una disposizione d’imperio, magari dotata di un proprio impianto sanzionatorio, così da scongiurare atteggiamenti eccessivamente garibaldini e libertari da parte dell’utenza.

            Attenzione, dunque, se una regolamentazione troppo lassista e lacunosa può provocare l’anarchia (male sommo ed assoluto nel governo di un bene pubblico e demaniale) anche una disciplina troppo capillare può risultare, per eterogenesi del fini, persino controproducente o a volte criminogena, si rimarca, in ultima istanza, l’importanza della funzione di sorveglianza e controllo, da parte del responsabile dei servizio di custodia su quanto avviene entro il sacro recinto cimiteriale, le situazioni anomale vanno segnalate alla competente autorità comunale, spettando a quest’ultima l’adozione di specifiche (contro-)misure, anche di diritto punitivo, ma molto, come sempre, dipende del contratto di servizio stipulato tra amministrazione e gestore dell’impianto.

  3. Sandra

    Buongiorrno,
    mi occupo dei servizi cimiteriali e desideravo sapere se esiste una qualche normativa (Regione Lombardia) che spiega come mantenere i campi comuni decennali negli spazi tra una fossa e l’altra. Il Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria e Cimiteriale non dice nulla in proposito, ma di fatto l’Amministrazione Comunale non fa alcuna manutenzione, lascia la nuda terra e se cresce erba la taglia e di conseguenza alcuni cittadini di propria iniziativa e senza chiedere alcuna autorizzazione hanno posato del ghiaietto attorno alla fossa del proprio defunto.
    Naturalmente sono stati invitati ad asportarlo, non ottemperando è stato fatto d’ufficio, e loro lo hanno rimesso.
    Io non ho trovato alcun riferimento normativo se non l’art. 15, comma 1, del Regolamento Regionale della Lombardia n. 6/2004 che non dice molto, a cui potermi appellare.
    Grazie.

  4. Carlo

    X Ettore,

    Il profilo professionale in grado di ricoprire il ruolo di operatore di sala settoria è stata individuato nel tecnico di laboratorio biomedico.

    Già a partire dagli anni ‘30 fu emanata una serie di Decreti con lo scopo di riconoscere le figure ausiliarie in ambito sanitario, ma tali norme erano prevalentemente volte a definire il ruolo di infermiere oppure ostetrica.

    Dopo tali tali decreti si sono succedute diverse norme, di differente grado gerarchico e di specialità, che hanno introdotto nuove figure professionali ancillari, tra cui quella del tecnico di laboratorio medico.

    Tra queste, la norma che ha dato un primo inquadramento organico è stata il D.M. 745 del 1948 che riconosceva nel tecnico sanitario di laboratorio biomedico “l’operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante, responsabile degli atti di sua competenza, che svolge attività di laboratorio di analisi e di ricerca relative ad analisi biomediche e biotecnologiche ed in particolare di biochimica, di microbiologia e virologia, di farmacotossicologia, di immunologia, di patologia clinica, di ematologia, di citologia e di istopatologia”.

    Più recentemente, tutte le professioni sanitarie paramediche, ed in particolare quelle ad indirizzo tecnico, sono state, ulteriormente, considerate e “messe a fuoco” con la legge n. 251 del 10 agosto 2009 e dal D.M. 29.03.2010, che specificano gli obiettivi formativi e più in generale i compiti degli operatori delle professioni sanitarie. A tali fonti del diritto si opera, pertanto, un proficuo rinvio.

    Per il rapporto di lavoro molto dipende dall’Ente che eroga il servizio necroscopico nelle strutture di medicina legale (Dipartimento di medicina legale, Clinica Universitaria, obitorio comunale…)

    1. ettore giordano

      Attualmente in italia esistono infermieri con master in infermieristica legale e forense il primo master è stato istituito nel 2006 nei maggiori atenei italiani (roma firenze milano) esistono inoltre da alcuni anni corsi universitari di perfezionamento in tecnica sanitaria autoptica (ISTITUTO DI MEDICINA LEGALE DI MILANO) e master specifico in tecnica autoptica organizzato dall’universita’ Sapienza di Roma, quindi la figura piu’ idonea per poter operare in SALA SETTORIA sia universitaria che ospedaliera e’ L’INFERMIERE LEGALE E FORENSE.

  5. Carlo

    X Monica,

    quali passaggi formali, allora, intraprendere per candidarsi alla gestione della manutenzione ordinaria di un cimitero (immagino di piccole dimensioni)?

    Ora: pulizie in generale e sfalcio del verde, almeno nelle parti comuni di proprietà demaniale ex Art. 824 Comma 2 Cod. Civile , se escludiamo le scabrose operazioni cimiteriali e la tenuta dei pubblici registri, attengono comunque ai servizi cimiteriali stessi e di solito sono prestazioni erogate dal medesimo personale cimiteriale, mentre per le tombe erette su suolo dato in concessione è il concessionario stesso ex Art. 63 comma 1 DPR n. 285/1990 a dover garantire il solido e decoroso stato del manufatto.

    Il concessionario potrebbe demandare ad impresa esterna questi compiti (come ad esempio avviene nei condomini), naturalmente in possesso dei requisiti assicurativi ed antinfortunistici e delle necessarie autorizzazioni, per poter operare in cimitero.

    In ogni caso il rapporto che s’instaurerebbe dovrebbe esser pur sempre contrattualizzato, per escludere lavori in nero o sottobanco soprattutto in un impianto di proprietà pubblica, quale è il camposanto comunale.

    Quindi il privato deve iscriversi in Camera di Commercio e ovviamente essere una impresa (individuale, società, ecc..)

    Poi occorre vedere se il regolamento comunale di polizia mortuaria preveda obblighi per le imprese che operano dentro i cimiteri (ad es. assicurazione obbligatoria minimale per eventuali danni, ecc.).

    O ancora se è richiesto dal Comune la iscrizione in un elenco degli operatori che intendono prestare la propria opera nei cimiteri.

    Ovviamente sono i cittadini i quali si rivolgono alla ditta a pagare le prestazioni, esattamente come fanno con i marmisti, i giardinieri.

  6. monica tegon

    Mi piacerebbe moltissimo dedicarmi alle manutenzione dei cimiteri ma non so s come iniziare, nel senso, posso mettere un cartello fuori del cimitero , o devo andare in comune a chiedere permesso a anche e se la cosa è individuale all’interno di esso?

  7. Carlo

    X Davide,

    chiedo, anticipatamente scusa per il RITARDO MOSTRUOSO con cui rispondo, ma mi sono accorto solo oggi del quesito proposto:

    La formazione professionale è, per Costituzione, oggetto di legislazione regionale concorrente.

    L’art. 15, comma 3 L. R. (Puglia) 15 dicembre 2008, n. 34, attribuisce ad apposito regolamento comunale la determinazione delle modalità generali e dei requisiti per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività funebre.
    Il successivo comma 5 individua alcuni di questi requisiti, che, quindi, vanno considerati come “minimi” o non derogabili. Senz’altro, accanto (o, in aggiunta) ai parametri formativi individuati dalla legge regionale, il comune può / potrebbe individuare titoli e materie “integrativi”.

    Per inciso, ho qualche perplessità, in tale comma 5, in relazione alla lett. c), dal momento che la legge regionale non affronta, neppure rinviando eventualmente a regolamento regionale, la questione della c.d. formazione professionale (che, invece, trova riscontri in norme di altre regioni, oltretutto con “livelli” di formazione del tutto differenziati (si va da un minimo di 24 ore di formazione fino a 600 ore di formazione), Ciò è incoerente perché si dovrebbe fare riferimento a norme in materia di formazione professionale di altre regioni, ma anche (materialmente) appare abbastanza poco proponibile che un titolare di attività funebre e tutto il proprio personale acquisiscano il “diplomino” di formazione professionale in altra regione, perché, tra l’altro mancherebbe una norma transitiva sulla validità del titolo conseguito presso un diverso ordinamento regionale. E’ questo (= la competenza territoriale) il limite insormontabile di una polizia mortuaria riformata su base locale.

    E’ possibile ipotizzare che la legge regionale non si sia addentrata in questi aspetti, per evitare di intervenire ” a gamba tesa” e, così, invadere la sfera di attribuzioni proprie di altra Direzione regionale (ed Assessorato), cioè di quella dedicata, specializzata in formazione professionale.

    Ad esempio, il comune potrebbe definire, con il regolamento di cui al comma 3, qualche aspetto di maggiore dettaglio su queste “sufficienti conoscenze teorico-pratiche”, ad esempio prevedendo una soglia minima di durata della formazione professionale, con l’inciso, “… anche acquisita in altra regione, e fino a ché la regione non definisca specificatamente ….”
    2) Il regolamento comunale dovrebbe (non sembri una tautologia) stabilire le norme, di rango regolamentare, proprie dei comuni (vedi, anche, l’art. 117, comma 6, terzo periodo Cost.), non può esser un surrogato di una norma primaria ancora inesistente, anche perché lo studio della materia funeraria avrebbe un senso se praticato in modo omogeneo sul territorio e non con effetti “arlecchino”, a macchia di leopardo.

  8. Davide

    salve,
    vorrei sapere se c’è una normativa che stabilisce chi può erogare i corsi in Puglia.
    grazie

  9. Giuseppe Triolo

    Qui si esagera … incominciamo a vedere cos’è il “necroforo”!

    necroforo: Il necroforo dal greco nekro “morto” + phoro “portatore”; sono in uso anche i termini becchino, beccaio o, più volgarmente, beccamorto è una persona che per mestiere si occupa della sepoltura o della cremazione dei corpi dei defunti.
    Il termine viene usato in molte accezioni metaforiche; per esempio sono chiamati necrofori anche alcuni coleotteri che depongono le uova nei cadaveri degli animali (per esempio il Necrophorus vespillo).
    Il becchino nella cultura popolare. Per il suo lavoro a contatto con i cadaveri, in alcune culture si ritiene, per superstizione, che il becchino porti sfortuna. Nel cinema celebre è il becchino di Per un pugno di dollari che opera nella cittadina di San Miguel, interpretato da Joseph Egger.
    Nel romanzo Dellamorte Dellamore il protagonista è un necroforo e tutta la storia si basa intorno al suo lavoro. Nel 2001 è stata prodotta una serie televisiva dal canale HBO negli USA, e trasmessa in Italia sul canale Italia 1, Six Feet Under (“Sei piedi sottoterra”, 2001-2005), che ha come protagonista una famiglia che gestisce una impresa di pompe funebri.
    Nel mondo del wrestling, un celebre campione di questo sport è noto con il ringname di The Undertaker (“Il Becchino”), con evidente allusione ad una sua estrema pericolosità. Per le sue lugubri connotazioni, il personaggio del becchino è anche al centro dell’interesse di quelle canzoni, tra il goliardico e il grottesco, che esorcizzano la morte descrivendo con compiaciuta insistenza improbabili vicende ambientate nei cimiteri. Un esempio celebre, in Italia è la Contently becchin’ story (inglese maccheronico per la “storia di un becchino contento”) nel repertorio de I Gufi. In milanese vi è la canzone El Beccamort di Nanni Svampa, traduzione e adattamento dal francese di Le fossoyeur di Georges Brassens (1952). Infine, anche i GemBOY parodiando la canzone degli 883 La regola dell’amico hanno composto una canzone intitolata per l’appunto La regola del becchino. Il becchino è inoltre citato nella celebre ballata “Il Testamento” di Fabrizio De Andrè.

    Quindi avendo ora capito bene cos’è e cosa fa il necroforo ritengo oltremodo inutili i corsi che sono solo frutto di guadagno economico per chi li tiene, di fatto esistono alcuni “sindacati” che si recano nelle Regioni d’Italia e profittando del digiuno, in materia funeraria, della politica abbindolano il politico di turno “suggerendo” questa figura, il necroforo ed altre ancora, affinché loro, i sindacati, possono vendere i “corsi” (da 300 euro a 900 euro circa cad.1) e così un disoccupato senza soldi o le ditte nascenti che vorrebbero entrare nel mercato funebre avranno problemi grossi perchè questi “corsi” non sono gratuiti e tanto meno, ricordiamolo, non sono riconosciuti da nessun ente di stato e tenuti solo da privati che fanno il bello e cattivo tempo !
    Rimango sempre d’accordo sul fatto che nel mestiere dell’impresario funebre ci debba essere professionalità, serietà, umanità, umiltà e discrezione … altrimenti non si va avanti si perde la clientela e l’onorabilità. Però queste doti e qualità non possono mai essere vendute e/o dettate da nessun corso … detto questo credo che il nostro mestiere, se si continua su questa strada, diventerà un mestiere per pochi ricchi che continueranno ad accrescere il loro patrimonio a scapito della popolazione che andrà a pagare molto salato il conto di un servizio funebre in barba alla libertà d’impresa!
    Bisogna fare un distinguo tra agenzie funebri e case funerarie !
    Bisogna anche capire che il trasporto funebre non può essere disgiunto dall’agenzia funebre perchè il trasporto rimane il corollario indispensabile per questo mestiere e ciò, la dove è stato disgiunto, deve essere ripristinato!
    Fare l’impresario funebre non deve essere un mestiere da ricchi e tanto meno serve una S.P.A. e non deve essere un dilemma burocratico e pieno di incombenze triplicate rispetto a fare altro tipo d’impresa!
    Già di per se ogni azienda, di qualunque genere, ivi compreso l’impresa funebre, ha sulle spalle uno zaino con dentro queste cose: lavoratori, corsi sicurezza, tasse dirette ed indirette, affitti, assicurazioni, materiali, manutenzioni e incombenze burocratiche … tutte queste cose già ce le detta lo Stato Italiano che ha anche legiferato, lo Stato, in materia funeraria attraverso il D.P.R. 285/90, però nonostante tutto alcuni “criminali” cosa fanno?
    Si recano presso le sedi Regionali e predicano sciocchezze facendo mettere un altro zaino sulle spalle delle sole imprese funebri e cioè tutte quelle leggi che esistono nell’ordinamento italiano le strumentalizzano inserendole nella legge regionale di polizia mortuaria obbligando le aziende all’acquisto di beni strumentali e perfino all’assunzione di personale !
    Tutte ingerenze che se portate davanti ad un tribunale amministrativo verrebbero immediatamente cancellate ma per essere più incisivi io consiglierei anche un esposto alla direzione distrettuale antimafia nella quale bisogna scrivere che alcuni politici e imprenditori modificano queste leggi a loro fine e interesse privato affinché restringano il mercato funebre e ciò non è giusto questo E’ UN CRIMINE si un crimine … interessi privati in atti pubblici … ditemi quale Regione d’Italia tiene i corsi gratuiti di necroforo !? Ditemi quale Comune mette a disposizione auto-funebri alle agenzie !? Nessuno … queste leggi fanno si che si creino mono-oligopoli da parte di privati .. se questa non è mafia ditemelo voi cos’è … facendo questo esposto se hanno ragione loro non succede nulla ma se, al contrario, hanno torto verranno puniti i fautori, politici e “sindacati” compresi! Vediamo chi davvero allora avrà il coraggio di fare queste cose ancora? buone feste !

  10. Pingback: Diario di un disoccupato – Tredicesima e ultima parte | RUDY RENZI

  11. Carlo

    Ora, rispetto al quesito proposto, occorre verificare, in sede locale,
    oltreché le previsioni del regolamento cui l’art. 5 D. Lgs. 12 aprile 2006,
    n. 163 e succ. modif. cui si fa rinvio, principalmente l’aspetto se le prestazioni di servizio ed eventuali opere considerate nella specifiche fattispecie in oggetto (fornitura di mano d’opera per trasporti funebri e movimentazione del feretro nell’ottemperanza del D.LGS n. 81/2008). qualora esse siano eseguite, sussistendo la natura di servizi e prestazioni proprie del libero mercato, su commessa/affidamento dei privati legittimati ad avvalersi di soggetti privati per questi lavori o prestazioni di servizio.

  12. Franca

    Bongiorno, un’impresa di servizi di necroforato ha l’obbligo di fornire il DURC all’impresa funebre che le ha commissionato un servizio? Grazie per l’attenzione.

  13. Fabio

    una sola domanda?
    ma il mestiere di scrittore di articoli su siti web rende chi lo pratica più intelligente?
    Faccio il necroforo da più di 7 anni per SCELTA, (prima ero capoturno su due tipi di rotativa e prima ancora ero responsabile di produzione in una ditta alimentare, quindi non esattamente l’ultimo degli scemi in circolazione), per poter fare questo lavoro ho dovuto fare dei corsi specifici, (necroforo, addetto al trasporto e direttore tecnico addetto alla trattazione degli affari) inoltre, quale responsabile della sicurezza sui luoghi di lavoro ho dovuto frequentare tre diversi corsi, per un totale di 45 ore. Mi relaziono con i componenti di diverse religioni e culture senza fatica, benchè chi scrive, definisce la figura del necroforo in pratica come lo scemo del villaggio, io e la quasi totalità dei miei colleghi siamo abbastanza “intelligenti” per poterci districare tra le varie pratiche burocratiche e relazionarci efficacemente con i vari, (a volte questi si ignoranti), impiegati comunali e/o forze dell’ordine, nonchè a fronteggiare brillantemente anche le richieste e le bizze di certi parenti oltre che a dover fare grandi sforzi per evitare di rispondere a tono e per le rime a certi impiegati di strutture sanitarie, parenti e sopratutto preti, (questi si arroganti e stupidi, anche se non tutti ma buona parte). Abbiamo imparato ad essere sempre cordiali con i dolenti, avere sempre una parola di conforto e il sorriso sulle labbra, (sorridere non significa ridere o fare gli scemi sia chiaro!). Credete a me, se uno pensa di fare il necroforo perchè non ha di meglio da fare, lasci perdere, questo lavoro non è per tutti!!!!!

    1. daniele

      Buongiorno, ho letto su internet che lei è un necroforo. Io sono un ragazzo di 31 anni disoccupato e volevo intrarprendere questo lavoro nella regione veneto . Potrebbe dirmi dove devo andare per avere informazioni per partecipare ai corsi ?
      Ringrazio moltissimo e saluto .

      Daniele

      1. User necroforo

        X Daniele,

        I requisiti formativi in Regione Veneto sono dettati dall’allegato “B” alla

        Deliberazione Giunta Regionale 08/11/2011, n.1807 “Legge regionale n.18 del 4 marzo 2010 Norme in materia funeraria. Definizione dei requisiti di cui all’art.2,comma2” [Pubblicato sul B.U.R. n. 89 del 29/11/2011].

        Le conviene informarsi presso enti accreditati per la formazione professionale, associazioni territoriali di piccola impresa e, perché no, presso le federazioni “storiche” del comparto funerario italiano (ASNAF &AS, FeNIOF, Feder.Co.F.It) che spesso erogano questi corsi specifici tramite le loro articolazioni locali.

        1. Marco

          Salve, vorrei avere delle informazioni a proposito delle mansioni che deve svolgere un necroforo. E anche se vi è qualche differenza tra il necroforo (volgarmente chiamato becchino?!) e colui che invece lavora per una ditta di pompe funebri
          Grazie mille

          1. User necroforo

            X Marco,

            NECROFORO, parola “strana” di derivazione dal greco antico, composta dal sostantivo “necros” (= morto) e dal verbo “fero” (= trasportare)

            sostanzialmente:

            a) il necroforo (= operatore funebre) lavora sempre sui defunti, ma prima della loro sepoltura, cioè si occupa di vestizione salme, deposizione delle stesse nella cassa e relativa chiusura del feretro, sino al trasferimento della bara in cimitero, con appositi autoveicoli.

            b) Il necroforo (= operatore cimiteriale) attende sempre alla movimentazione del feretro, ma per le operazioni di sepoltura/cremazione, e disseppellimento (ossia provvede ad estumulazioni, esumazioni e traslazioni).

  14. Carlo

    X Stefania:

    la Regione Emilia Romagna ha approvato con il punto 5 della Deliberazione Giunta Regionale Emilia-Romagna 7 febbraio 2005, n. 156 un particolare percorso formativo per chi voglia intraprendere la professione di operatore funebre, si tratta del rilascio di una sorta di “patentino” o attestato che di si voglia, ormai indispensabile per accedere al mestiere di necroforo. Conviene iscriversi ad un corso organizzato da enti per la formazione professionale a ciò preposti al fine di acquisire l’abilitazione e poi si potrà presentare il proprio curriculum presso un’impresa funebre privata o pubblica. Mi sia consentita la civetteria autopromozionale: se davvero le interessa la materia della polizia mortuaria perchè non ci viene a trovare a Ferrara il giorno 4 ottobre prossimo venturo iscrivendosi al seminario che verterà proprio sui fenomeni cadaverici e le tecniche base per ottenere una perfetta vestizione delle salme con tanto di maquillage funerario?

  15. Stefania

    Ciao!
    Qualcuno sa dirmi come posso cominciare ad intraprendere il mestiere di necroforo?
    Abito in provincia di Parma, ma non riesco a trovare info chiare su internet. Non so se dovrei rivolgermi al comune o a qualche impresa funebre!

  16. marco

    vorrei info sui corsi di formazione del cerimoniere,per casa funeraria, normative della regione piemonte, grazie marco

  17. Marco F.

    Salve vorrei intraprendere la professione di necroforo, qualcuno sa indicarmi dove posso trovare corsi in zona varese ? O magari se qualcuno a da offrirmi un lavoro sarebbe fantastico, grazie ciao

  18. maria

    ciao,io abito in liguria.Mio marito lavora in una cooperativa sociale,attualmente fa il giardiniere ma ieri gli hanno detto che da settimana prossima lo mandano a fare il NECROFORO..ma mio marito nn ha nessuna esperienza,lo stanno obbligando perchè o così o licenziato,ma nn è giusto perchè quello è un lavoro che si scegli nn che si viene obbligati.VOI cosa ne pensate????grazie
    MARIA,liguria

  19. Francesca L.

    Nella movimentazione manuale dei carichi valgono pur sempre le disposizioni del D.LGS. n.81/2008.

    Nel versire una salma, in caso di corporatura piuttosto massiccia del de cuius, il “trucco” (mi si passi quest’espressione) consiste nel far “girare” i vestiti attorno alla salma, manipolando gli arti, senza, quindi, alcun bisogno di sollevarla di peso.

    Consiglio vivamente di lavorare in posizione frontale rispetto alla salma, magari inclinando leggermente verso il basso il piano d’appoggio (= lettino rigido) per queste due ragioni:

    a) così sarà molto più facile infilare gli indumenti, partendo, ovviamente, dalla biancheria. Bisogna infatti posizionare la salma, come se essa, ancor viva, stesse scendendo da un letto, ma, è ovvio, un corpo morto non può muoversi di moto proprio, quindi è necessario puntellarlo nelle estremità inferiori

    b) la forza di gravità eviterà il reflusso esofageo di eventuali liquami gastrici che potrebbero ristagnare nelle cavità corporee.

  20. franco

    Ciao a tutti, sono un necroforo ospedaliero da pochi mesi, secondo voi questa è una mansione che si può svolgere da soli? Spesso capitano salme molto pesanti, nei vari passaggi della salma fino ad arrivare alla sala di osservazione in obitorio si fatica molto a fare tutto da solo. Tantissime volte capita che dobbiamo fare da soli questo lavoro, compresa la vestizione. Le norme di sicurezza consentono questo?
    Grazie a chi potrà darmi informazioni in materia e indicazioni normative.

  21. brigida

    operatore tecnico necroforo- necroscopo cosa ha a che vedere con questo compito ricomposizione dopo l’autopsia:
    sistemazione dei visceri nelle cavità, cucitura delle suture cutanee di apertura, pulizia esterna della salma-

    1. ettore giordano

      infatti la ricomposizione della salma dopo l’autopsia dovrebbe essere compito del tecnico di sala settoria o dell’infermiere forense che opera in sala settoria. Purtroppo nel 2016 in italia non esiste ancora una vera e propria regolamentazione riguardo questa figura professionale esiste una proposta di legge del marzo 2010 ferma in parlamento per l’istituzione della figura professionale del tecnico autoptico e relativo albo professionale.

  22. brigida

    Emilia Romagna
    l’obbligo formativo per tutti gli operatori del post mortem pubblici o privati è stabilito dall’Art. 12 comma 1 (riguardo soprattutto agli affossatori in servizio presso i cimiteri)
    e dall’Art. 13 commi 3 e 4 lettera b) punto 3
    della Legge Regionale 29 luglio 2004 n. 19
    recante disposizioni in materia di polizia mortuaria.poi implementate dal paragrafo 5.2 della Delibera Giunta Regionale 7 febbraio 2005, n. 156
    vorrei conoscere il contenuto di artt di legge e rispettiva delibera

  23. Carlo

    In Emilia Romagna l’obbligo formativo per tutti gli operatori del post mortem pubblici o privati (qui di seguito, per brevità li chiameremo “necrofori”) è stabilito dall’Art. 12 comma 1 (riguardo soprattutto agli affossatori in servizio presso i cimiteri) e dall’Art. 13 commi 3 e 4 lettera b) punto 3 della Legge REgionale 29 luglio 2004 n. 19 recante disposizioni in materia di polizia mortuaria.

    Dette norme sono poi implementate dal paragrafo 5.2 della Delibera Giunta Regionale 7 febbraio 2005, n. 156

  24. carlo torreggiani

    a Piacenza, stò cercando di sensibilizzare una cooperativa di formazione per fare corsi da NECROFORO a questo proposito stò anche interessandomi presso la regione Emilia Romagna,rispondendo a Rossano Mantegani vorrei anche sensibilizzare tutti a questo problema, non esistono corsi professionalizzanti per necrofori che vogliano operare in strutture pubbliche come Comuni ed Ospedali, se volete saperne di più contattatemi pure alla mia posta eletronica carlotorreggiani@alice.it

  25. Carlo

    x Rossano.
    Conviene rivolgersi alle associazioni di categoria presenti sul territorio lombardo (Feniof, Federcofit, Asnaf & As, Assopadana…)

  26. ROSSANO MARTEGANI

    vorrei sapere visto che nessuno sa aiutarmi dove si puop fare il corso da Necroforo in Prov. Varese.

  27. Carlo

    Il cosiddetto “tumulatore” è un necroforo, ossia un operatore cimiteriale a tutti gli effetti.

    Egli, dunque, attende alla movimentazione dei feretri, alla loro sepoltura nonchè alle operazioni cimiteriali di esumazione, estumulazione e traslazione.

    Può anche esser coinvolto, durate i momenti di pausa tra un funerale ed un altro alla manutenzione del verde cimiteriale (sfalcio dell’erba, potatura delle piante…)

    In ogni caso il tumulatore, al di là delle INDISPENSABILI norme di polizia mortuaria e di quelle sulla sicurezza (DEcreto Legislativo n.81/2008) deve conoscere il funzionamento di queste attrezzature:

    • antoni (pannelli in legno gia’ predisposti con “puntelli” per la loro stabilizzazione)
    • puntelli metallici vari
    • scale portatili a pioli per l’accesso nella fossa
    • tavole
    • passerelle e trabaldelli
    • funi e reti in PVC per l’imbragatura del feretro
    • carrelli
    • pale
    • picconi
    • cacciaviti
    • mazze
    • punteruoli, forbici e cesoie (per tagliare il nastro metallico dei feretri)
    • falcetti a mano
    • escavatori meccanici
    • carro funebre

  28. Carlo

    Non c’è nessuna Legge Nazionale, o norma unificante a tal proposito, la formazione professionale è oggetto di competenza legislativa concorrente delle Regioni ex Art. 117 Cost., così come modificato dalla Legge Costituzionale n. 3/2001.

    Dipende, quindi, dalle diverse leggi regionali per l’accreditamento degli istituti (studi professionali, associazioni, imprese…) preposti all’addestramento del personale necroforo ed al rilascio dei relativi attestati.

  29. Dino

    Salve è da un pò di tempo che cerco di sapere quale ente in Italia rilascia gli attestati o certificati per la qualifica di “operatore tecnico necroforo”, voi potete farmi un po di chiarezza in merito.

  30. Carlo

    Mah, rispondo da semplice necroforo e non da giurista.

    Innanzi tutto stiamo ragionando su voci di spesa diverse in quanto destinate a differenti soggetti (di diritto commerciale, come accade per le imprese funebri, o istituzionali (principalmente il Comune, in quanto ente pubblico, a rilevanza politica, Art. 117 Cost.) titolare della funzione cimiteriale (Artt. 337, 343 e 394 Regio Decreto n. 1265/1934, DPR 285/1990, D.M. 28 maggio 1993, Art. 13 Decreto Legislativo n. 267/2000, Art. 117 Cost,, senza, per altro, la folle pretesa di esser esaustivi.

    Quindi: gli oneri della sepoltura (Art. comma 7bis Legge 28 febbraio 2001 nn, 26) competono al Comune, in quanto titolare del cimitero (Art. 224 Codice Civile).
    Per le altre voci di spesa (fornitura cofano, confezionamento dello stesso, trasporto, somministrazione di arredi votivi, allestimento di camera ardente, disbrigo pratiche…) se non disposto diversamente, dovrebbero, in via generale, valere le norme enunciate dal Codice Civile.

  31. Mario

    Qual’è il termine di prescrizione del diritto di un impresario di pompe funebri al pagamento del corrispettivo per il servizio di trasporto della salma e, in generale, di onoranza e tumulazione? A mio parere non si applica il normale termine di prescrizione annuale relativo al contratto di trasporto di persone o cose.

  32. Carlo

    Dipende dall’inquadramento generale del Contratto di Lavoro.

    Attualmente sono diversi i CC.N.L. nel settore delle onoranze funebri.

    Sul piano meramente tariffario conviene rivolgersi ad un’associazione di categoria, a livello nazionale.

  33. Carlo

    Per sanare l’ingiustizia linguistica e la discriminazione semantica che affligge gli operatori del post mortem, proporrei di introdurre una dizione aulica, mutuata dalla nobile lingua latina.

    Siamo tutti dei VESPILLONI, ossia dei necrofori.

    Nell’antica Roma, infatti, i VESPILLONI erano gli addetti a trasporto (paradossalmente ex Artt. 23 e seguenti DPR 285/1990…molto, molto prima dell’emanazione del DPR 10 settembre 1990 n. 285!) ed alla sepoltura dei cadaveri umani.

    Anzi, in epoca paleocristiana, quando, finalmente, il Cristianesimo fu legalizzato con l’Editto di Costantino nel 313 dopo Cristo, i vespilloni si premuravano di concedere in uso, ovviamente dietro corresponsione della relativa tariffa (proprio come accade oggi) le sepolture più ambite, ossia quelle “AD SANCTOS”, cioè i sepolcri ancora liberi che sorgevano nei pressi delle tombe (prima clandestine, poi assurte a luogo di culto) in cui erano statui deposti Santi e Martiri vittime delle persecuzioni.

    L’istituto della concessione degli spazi sepolcrali, intesi come sepoltura privata e dedicata, insieme di norme dal quale origina, almeno qui in Italia, lo Jus Jepulchri assieme ad i suoi corollari, risale ai primi secoli del’Evo Cristiano, quando Roma, all’apogeo del proprio splendore onnipotente, era ancora “Caput Mundi”.

    Sinonimi di “becchino” sono anche: “necroforo”, “fossore”, “affossatore”, “seppellitore”, “tumulatore” (e… per le inumazioni come ci si comporta!???), “adetto cimiteriale”, oltre al sempre valido e, forse, un po’ snob, “vespillone”.

  34. francesco

    i miei amici stanno aprendo una nuova attivita di pompe funebri,e mi hanno fatto fare il corso x vestizione che sarebbe poi la mia mansione.
    Domanda:c’è una tabella con le tariffe di questo lavoro? Quanto è il giusto x una vestizione ecc…?

    Grazie anticipatamente x la risposta

  35. Gejar

    Per Mary dell’8 c.m

    Posso capire la necessità di molti nel cercare un posto di lavoro ma, eviterei di farmi selezionare da una persona che cerca ” tumulatore e un becchino”
    Non crede Mary di dovere usare una terminologia piu’ appropriata?

  36. Carlo

    Le principali norme da conoscere sono senza dubbio:

    Legge n. 81/2008 recante disposizioni in merito alla sicurezza sul lavoro.

    Regolamento comunale di polizia mortuaria (importantissimo!)

    Ordinanza del Sindaco su trasporti funebri ed operazioni cimiteriali

    DPR 10 settembre 1990 n. 285 (approvazione del regolamento nazionale di polizia mortuaria.

    Eventuali norme regionali (Leggi, Regolamenti e relativi provvedimenti attuativi come delibere, determine dirigenziali, declaratorie…) in tema di servizi necroscopici, funebri e cimiteriali.

    1. Ettore

      Ciao Carlo in Italia esiste la figura dell ‘infermiere di sala settoria e come e’ il rapporto di lavoro comunale universitario o in regime libero professionale?

  37. Mary

    Salve devo fare una selezione per tumulatore e becchino, vorrei sapere se c’è qualche normativa o leggi che mi può servire. Grazie

  38. leonardo

    mi mandate cortesemente dati ed eventualmente concorsi inerenti a questa professione. grazie

  39. pellecchia raffaele

    Salve, mi sono proposto per l’assunzione di tecnico operatore necroforo-neroscopo, ma mi chiedono le norme che regolano e disciplinano questo lavoro e la conoscenza degli attrezzi chirurgici.Non avendolo mai fatto non so dove apprendere questi dati .Potreste indicarmi un sito dove scricarli o un libro da comprare? Grazie cordiali saluti Pellecchia Raffaele

  40. nicola

    a breve,devo sostenere un concorso come necroforo, non ho idea su che cosa volgerà la prova scritta, e comunque dove posso trovare materiale inerente alla mansione ,alle leggi che regolano la mansione ecc.

  41. danilo

    comunque io svolgo la mansione del necroforo presso tre cimiteri e molto spesso la gente si dimentica quanto è importante questo mestiere

  42. davide

    buon giorno,le domande che vorrei fare sono molte,tra cui: si può togliere la reperibilità da un giorno all’altro senza avvisare i propri dipendenti? un’altra cosa! ho 24 anni ed e da 5 che faccio il necroforo e mai possibile rimanere sempre quinto livello,addirittura per aver toccato un mezzo essere sollevato dall’incarico di guidare???

  43. Maurizio

    Bell’articolo, io non sono brutto né cattivo e manco perverso,
    ho 31 anni ed ho precedentemente lavorato nel commercio al dettaglio e nel settore turismo, non ho esperienza come necroforo o tanatoprattore ma desidero intraprendere questa professione, c’è qualcuno disposto ad assumermi come necroforo?
    Va bene qualsiasi zona d’Italia,
    grazie

    mauro.789@virgilio.it

  44. Marco

    Salve, vorrei sapere quanto viene pagata la reperibilità settimanale più la domenica, sono un operaio di quarto livello, la formuletta la sò ,ma vorrei un esempio pratico. A me hanno proposto circa 90 euro lordo.. Può essere vero o mi aspetta di più? Grazie.

  45. Gejar

    X Mimmo,
    Ho letto il quesito, purtroppo hai messo il dito nella piaga ma, non c’è nulla da fare, in una maniera o nell’altra, si deve compensare quanto hanno perso i Comuni, pertanto ti consiglio di non accolorarti piu’ di tanto, è solo tempo perso e fegato amaro. Mi associo a quanto scritto da Carlo.
    In che regione operi? Se mi mandi la tua e-mail privata ti rispondo personalmente
    Gejar

  46. mimmo

    SCUSAMI Gejar

    ci sono stati diversi interventi in merito, puoi dare un occhiata nel forum in merito ” Diritto per rilascio di autorizzazione al trasporto funebre” UNO DEGLI ULTIMI INTERVENTI SE VEDI è DI CARLO.

    CIAO

  47. Gejar

    X Mimmo,
    Non riesco ad intuire cosa esattamente ti aspetti sul “diritto aut.” al trasporto funebre.
    Cerca di essere piu’ esplicativo che vedro di risponderti in merito.

  48. Gejar

    Per Mimmo e Stacontri,
    Ti ringrazio dell’apprezzamento rivolto alla mia risposta, ti confermo che di contratti di lavoro nel settore ne esistono altri 4 pertanto, come vedi nessuno è come dici tu prevalente. Il CCNL Asnaf & As è l’unico che prevede il lavoro a chiamata o intermittente NON C’è NE ALTRI!!! E poi dove sta scritto che uno deve adottare un contratto prevalente? Basta comunicarlo al dipendente che viene assunto con ” quel contratto” se prima era assunto con un altro ci si deve attenere a quanto percepiva prima spalmando il dovuto nella retribuzione che si andrà ad applicare con il nuovo contratto. Ti faccio presente che sono molte le Aziende che lo applicano magari qualcuna anche in modo distorto ,non attendendosi a quanto previsto dal CCNL ,purtroppo c’è sempre il solito furbetto!!!

    Seconda risposta: Per quanto rigurda l’assunzione ad intermittenza da parte di una Multiservizi, questa dovrà necessariamente adottare il contratto che prevede tale prestazione non mi sento di confermarti se è possibile applicare 2 contratti di cui uno ad intermittenza.

  49. STACONTRI

    LE AZIENDE K APPLICANO IL CONTRATTO DI MULTISERVIZI POSSONO ADOTTARE IL CONTRATTO DI INTERMITTENZA?

  50. mimmo

    x
    Gejar

    Chiarissimo sia il concetto, ( che tra l’altro tutti spero condividiamo) si il tuo modo espressivo.

    L’unico dubbio è quello relativo al tipo di contratto che non sembra sia il …… come dire………. “principale adottato in Italia” ???????

    saluti

  51. Gejar

    Per Mimmo,
    l’art. 57 del CCNL Asnaf & As ( ti faccio un sunto) dice: L’azienda che intende intrattenere un rapporto di lavoro a chiamata, deve prima disporre di almeno 5 dipendenti a tempo indeterminato per poi procedere all’assunzione a chiamata” Il perchè è ovvio, i sindacati prima di firmare l’accordo si sono voluti assicurare che l’utilizzo del lavoratore a chiamata non sia una sorta di precariato pertanto, un’Impresa deve prima avere del personale proprio dipendente per svolgere le incombenze del servizio, l’utilizzo di dipendenti a chiamata potrebbe essere utile per picchi di lavoro come: trasporti funebri in contemporanea, vestizioni, addobbi, consegna cofano ecc. ecc. se, il proprio personale non è sufficiente a coprire le necessità del momento. Questo era ed è lo spirito del lavoro a chiamata. Inoltre, lo stesso lavoratore dovrà essere assunto come necroforo in base alle normative le normative necessarie come corsi di formazione, visite mediche, legge 81 sulla sicurezza e quanto altro previsto. Una cosa è e deve essere chiara una volta per tutte, il lavoratore a chiamata non puo’ sostituire il dipendente fisso che necessariamente occorre all’Impresa funebre. Inoltre, è bene chiarire anche che il lavoro del necroforo è considerato SUBORDINATO ( visto che attende agli ordine dell’Impresario) come tale non puo’ essere OCCASIONALE o con altre forme similari.
    Mi auguro che il chiarimento sopra descritto sia di tuo gradimento.

  52. mimmo

    D’accordissimo con te, specialmente se l’impresa in oggetto deve garantire al comune che la autorizza lo svolgimento di almeno un funerale al giorno o di un recupero improvviso.

    saluti

  53. Gejar

    Rispondo sia a Mimmo che a Carlo, concordo con Carlo quando afferma che una Impresa funebre prima di ricorrere al lavoro a chiamata dovrebbe disporre di personale diretto assunto minimo a part time o full time visto che, il lavoro interinale nel settore funebre non è utilizzabile perchè comunque il dipendente che svolge le mansioni richieste dovrà essere assunto con la qualifica di Necroforo di rimando, dipendente SUBORDINATO. Inoltre, vero che esiste un contratto applicabile al settore funebre “a chiamata” ma, l’Impresa funebre prima di assumere con tale dicitura dovrà disporre di almeno 5 DIPENDENTI A TEMPO INDETERMINATO COME PREVISTO DALL’ART. 57 DEL CCNL. Purtroppo, a causa di consulenti del lavoro non proprio “Consulenti” molte volte fanno assumere del personale a chiamata incuranti delle normative da mettere in atto. Questo in caso di controlli comporterà delle sanzioni all’Imprenditore poco accorto. Si gioca tutto sul fatto che, i controlli da parte dell’Ispettorato del Lavoro, e di chi altro preposto sono totalmente carenti. Da quì la DEREGULATION!!!
    Se invece ci si attenesse alle giuste disposizioni in materia di assunzione, certe cose non avverrebero, la concorrenza sleale da parte di chi assume impropriamente cesserebbe.

  54. Carlo

    Per Mimmo: non sono un giuslavorista, ma mi sembra che questa fattispecie sia riconducibile al cosidetto “lavoro a chiamata”, previsto da qualche contratto applicato alle pompe funebri.
    In caso di sospetta irregolarichò altro non rimane se non avvertire l’Ispettorato del Loavoro per gli opportuni accertamenti.
    Certo un’impresa strutturata non può, se non per i picchi di lavoro, avvalersi eccessivamente del lavoro interinane o ad intermittenza, perchè necessita di personale a tempo pieno adeguatamente formato e disponibile.

  55. mimmo

    x
    Carlo
    Che ne pensi di imprese funebri che svolgono attività con dipendenti inquadrati ad un ora al giorno????

    saluti

  56. Carlo

    Le mansioni degli addetti all’obitorio (chiamati alle volte anche impropriamente “necroscopi” sono fissate dal contratto di lavoro.

    Esse attengono alla sorveglianza, alla tenuta dei registri di ingresso ed uscita salme e feretri nonchè alla composizione delle salme stesse, sino al loro incassamento.

  57. christian

    vorrei sapere se qualcuno può aiutarmi a farmi capire quali sono le mansioni degli operatori degli obitori fin dove arrivano i compiti di loro e dove cominciano i nostri di impresari funebri visto che in alcuni ospedali dove opero gli addetti dell’obitorio si interessano delle salme in tutto e pertutto ed invece in altri sembra che non debbano fare niente se non dietro compenso… grazie

  58. luciano

    Gentilmente, sapreste indicarmi dove si effetuano corsi per questo lavoro , possibilmente nella zona Milano,Vigevano. Grazie. Distinti Saluti.

  59. Carlo

    Innanzi tutto attenzione alla terminologia corretta, sebbene dizioni inesatte siano presenti anche sui protocolli contrattuali: “necroscopo” è il medico di cui all’Art. 74 comma 2 DPR n. 396/2000 ed Art. 4 DPR n.285/1990. Di solito con il vocabolo necroforo-necroscopo si indica l’adddetto a sorveglianza, vestizione e preparazione salme in servizio presso i servizi mortuari delle strutture sanitarie dei depositi d’osservazione e degli obitori.
    L’operatore tecnico partecipa all’esecuzione di autopsie e riscontri diagnostici.
    I dipendenti in servizio presso i depositi d’ossservazione/obitori definiti genericamente “obitoriali” indipendentemente dalle qualifiche rivestite. in sala settoria solitamente è presente altro personale (medici e infermieri).

  60. Luigi Campanile

    Dipendente di una Ausl, assunto come operatore tecnico necroforo, in ordine all’attività autoptica, è tenuto ad assicurare assistenza al medico anatomopatologo, IVI COMPRESA LA SUCCESSIVA SUTURA ?
    Qual’è la differenza di mansioni tra l’operatore tecnico necroforo e l’operatore tecnico necroscopo ?

    1. ettore giordano

      in sala autoptica operano medici legali e infermieri forensi o tecnici di sala settoria con preparazione universitaria MASTER LEGALE E FORENSE CORSI DI PERFEZIONAMENTO IN TECNICA SANITARIA AUTOPTICA.

  61. Carlo

    La movimentazione ed il trasporto dei feretri debbobo avvenire solo con mezzi omologati.

    Diversa è la questione dello spostamento del personale dipendente per l’assolvimento delle proprie funzioni.

    Di norma le imprese funebri dispongono di piccoli veicoli o utilitarie (ovviamente con logo aziendale ben stampigliato sulla fiancata) per permettere ai propri necrofori spostamenti rapidi (sempio dalla casa del de cuius sino agli uffici comunali), ma ciò non è elemento di diritto.

  62. giuseppe

    caro carlo da come ho capito la mia ditta deve fornirmi un mezzo diciamo una moto affinche io possa spostarmi

  63. Carlo

    Per il livello salariale bisogna conoscere il contratto di lavoro cui cui Tu sei inquadrato.

    Il paragarafo 5 della Circ. Min. n.24/1993 definisce il concetto di “incaricato del trasporto” come persona fisica o dipendente di un’impresa, I veicoli per trasporti funebri di salme o cadaveri debbono rispondere ai requisiti tecnici di cui all’Art. 20 DPR 285/1990.
    L’impresa funebre per esser tale deve dimostrare la disponibilità continuata di almeno un’autofunebre, è quindi l’impresa, e non il dipendente in quanto tale, a adover assicurare la presenza di tutti gli strumenti per l’attività di necroforato.

  64. giuseppe

    caro carlo sn un impiegato di onoranze funebre (4°livello)vorrei sapere la mia retribuzione sindacale è se sono obbligato a mettere il mioproprio mezzo addisposizione della ditta o è la ditta che me lo deve fornire per portare la salma da casa in chiesa…
    cordiali saluti
    giuseppe
    attendo la tua risposta 02/11/2008

  65. Francesco bersani

    Buonasera, da circa 2 mesi, sono stato assunto presso un azienda comunale al cimitero della mia citta, il contratto che mi è stato fatto è Addetto ai servizi cimiteriali (sefit).

    Siccome la mia mansione è Necroforo al 100%, volevo sapere se un contratto del genere (Visto lo stipendio), è fattibile su di una persona che fa questo tipo di lavoro.

    Che contratto andrebbe stipulato, e la mia domanda è lo stipendio base di un necroforo quanto dovrebbe essere? , in linea generale intendo.

    Grazie Mille a tutti

    Bersani F:

  66. Carlo

    La norma di riferimento è la nuova formulazione dell’Art. 32 comma 2 lettera e) del Reg. Reg. 9 novembre 2004 n. 6 introdotta con il nuovo Reg. Reg. 6 febbraio 2007 n. 1.

    Chi lavora in Lombardia anche con contratto di avvalimento deve comunque dimostrare il rispetto dei requisiti dettati dalla normativa lombarda (Legge 18 novembre 2003 n. 22 e relativi regolamenti attuativi.

    La novità introdotta nella lettera e) del comma 2 dell’articolo 32 del Reg. reg. 6/2004, ad opera del
    Reg. reg. 1/2007 concerne la sostituzione dell’obbligo di disporre di almeno quattro operatori
    (7) Art. 2602 del C.C.
    (8) Ci si può limitare alla sola messa a disposizione dell’autofunebre alla bisogna o, anche all’intero trasporto funebre
    (mezzo, addetto trasporto funebre, 3 necrofori). Nel primo caso la responsabilità dell’esercente l’attività funebre è
    praticamente totale. Nel secondo caso la responsabilità è limitata (è esclusa quella dell’addetto al trasporto funebre).
    funebri o necrofori (prima previsto con solo contratto di tipo subordinato con l’esercente l’attività
    funebre), con formule più flessibili.
    Si noti che chi richiede l’autorizzazione deve presentare dichiarazione attestante il possesso di tali
    requisiti. È il Comune che dovrà regolare come tale dichiarazione debba essere resa e quali
    documentazioni presentare a corredo, al momento della richiesta e successivamente in fase di
    verifica periodica del mantenimento in capo al soggetto autorizzato dei requisiti previsti per
    operare.
    Pertanto:
    a) permane la possibilità di ottemperare al dettato della norma (requisito essenziale ai fini del
    rilascio dell’autorizzazione) con almeno quattro persone, con la qualifica di operatore funebre o
    necroforo, titolari di contratto di lavoro stipulato direttamente con il richiedente l’autorizzazione
    all’esercizio di attività funebre;
    b) si consente di ottemperare al dettato della norma, con la disponibilità di almeno quattro
    persone, con la qualifica di operatore funebre o necroforo, titolari di contratto di lavoro
    stipulato direttamente con soggetto di cui si avvale l’esercente l’attività funebre, in forza di un
    formale contratto, nel rispetto della normativa in materia di impresa e mercato.
    c) È consentito ottemperare al dettato della norma, con la disponibilità di almeno quattro
    persone, con la qualifica di operatore funebre o necroforo, titolari di contratto di lavoro, parte
    con il richiedente l’autorizzazione, parte con il soggetto e con le condizioni di cui alla lettera b),
    che precede.
    Con locuzione sintetica, si può affermare che il requisito della disponibilità del personale operatore
    funebre o necroforo, può essere totalmente diretta dell’esercente l’attività funebre, totalmente
    indiretta e infine mista.

    Ed è altrettanto chiaro che gli operatori funebri o necrofori devono essere titolari di contratto di
    lavoro, nelle diverse forme. È del tutto ininfluente, a tale scopo, che il contratto sia stipulato con il
    richiedente l’autorizzazione all’esercizio dell’attività funebre o con altro soggetto di cui questi si
    avvale.

    La disponibilità diretta e continuativa di almeno un’autofunebre (nonché in forma congiunta o
    separata anche di autorimessa per questa) deve risultare da titolo idoneo e quindi da proprietà,
    disponibilità in locazione, noleggio di lunga durata (si ritiene almeno per la durata
    dell’autorizzazione rilasciata, secondo quanto stabilito dal regolamento comunale), comodato d’uso
    o altri titoli equipollenti che consentano di avere adeguata garanzia circa la disponibilità
    continuativa del mezzo.

  67. fiamberti fabrizio

    gentilmente si richiede vs. parere in merito alla possibilità, dal momento che noi operiamo in Voghera-Reg. Lombardia, di usufruire di prestazioni per svolgimento funerali, di agenzie operanti in Regione Piemonte.
    Normalmente la prestazione richiesta è autofunebre più 2 o 4 necrofori.
    il rapporto è regolato da una convenzione scritta.

  68. Carlo

    Traggo questo stralcio dalla Circolare SEFIT n. n. 1199 del 14.09.2007

    “[…] omissis…

    analoghe considerazioni di estraneità dall’ambito delle operazioni esenti dall’I.V.A. possono individuarsi nei casi in cui l’esercente di attività funebre si avvalga, per parti delle prestazioni commissionate alla propria impresa, di soggetti terzi dal momento che le prestazioni proprie dei servizi di onoranze funebri sono quelle che vengono fornite al committente (familiare contraente), dal momento che rimane estraneo al rapporto con questi il fatto che l’impresa commissionata si avvalga, strumentalmente e con ordinari contratti di diritto privato, di mezzi, di prestazioni, di attrezzature di soggetti terzi.
    Conseguentemente, qualora l’impresa commissionata, anche nel fornire prestazioni in connessione diretta ed attuale con le prestazioni “proprie” dei servizi di onoranze (pompe) funebri, si avvalga di soggetti terzi, il rapporto intercorrente tra questa impresa ed i soggetti terzi, in quanto strumentale, non rientra tra le operazioni esenti dall’imposta. Esempio, potrebbe essere quello dell’azienda che svolga prestazioni di onoranze funebri, quando questa, indipendentemente dalle motivazioni per le quali vi ricorra, si avvalga di un terzo soggetto per determinate prestazioni, come si potrebbe avere quando utilizzi, sulla base di un contratto di noleggio o di altra tipologia, mezzi di trasporto (e, a volte, anche personale di conduzione dei mezzi di trasporto) di terzi, oppure presti al cliente commissionante servizi e prestazioni avvalendosi di beni o prestazioni di terzi soggetti. Infatti, in questi casi, il rapporto tra impresa che fornisce le prestazioni “proprie” dei servizi di pompe (onoranze) funebri e il cliente commissionante è del tutto distinto rispetto al rapporto che possa intercorrere tra impresa commissionata e terzi a cui l’impresa commissionata si rivolga per particolari forniture o servizi, rapporto quest’ultimo che rientra nell’ordinario esercizio di rapporti contrattuali tra soggetti di diritto privato e, di conseguenza, questo rapporto rientra indubitabilmente nell’ambito della previsione dell’art. 1 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e succ. modif.

  69. carmine

    vorrei sapere se il servizio di necroforato che viene reso da una ditta di pompe funebri con propri dipendenti ad un’altra ditta di pompe funebri è esente iva ai sensi dell’art.10 comma 27 quinquies?

  70. Carlo

    Se iscritto a Federutility il contratto giusto è CCNL di Federutility Servizi funerari (notizie al Servizi lavoro Federutility http://www.federutility.it).
    Presenta le giuste figure profesisonali e problemi sindacali non ce ne sono perché è sottoscritto da tutte le maggiori sigle sindacali a livello nazionale.
    Altrimenti se la prevalenza è di lavori edili si usa il CCNL degli edili.

    Può anche essere utile sapere che:
    è possibile appaltare il servizio relativo alle operazioni cimiteriali a soggetti in possesso delle caratteristiche per poterlo effettuare (al momento: iscrizione camera commercio con specifica per lavori cimiteriali od operazioni cimiteriali).

    Con l’appalto l’incasso dei diritti è ancora competenza del Comune, che ovviamente paga (con Iva 20%) le prestazioni di servizio della ditta appaltatrice.
    Diversa sarebbe la situazione se si affidasse il servizio a terzi (si deve seguire la normativa per l’affidamento dei servizi pubblici locali di cui agli artt. 112 e seguenti del D.Lgs. 267/2000 e s.m.i..)
    In questultimo caso la fatturazione è diretta da parte dell’affidatario (e il cittadino paga la tariffa + Iva 20%).

  71. riccardo

    siamo una impresa che lavora in appalto per un comune. abbiamo applicato il contratto di multiservizi. è possibile sapere con urgenza quale tipo di ccnl devo applicare in quanto i sindacati mi obiettano l’ applicazione di questo tipo di contratto.

    grazie

  72. Carlo

    La formazione base di un buon necroforo che lavori all’interno di un presidio sanitario, non può prescindere da queste fonti normative:

    Artt. 18 e 25 DPR 285/1990 (laddove tale procedura per gli infetti sia ancora valida)

    D.M. 15 Dicembre 1990 (Elenco delle malattie infettivo diffusive)

    Legge 29 dicembre 1993 n.578 (norme per l’accertamento e la certificazione di morte)

    D.M. 22 agosto 1994 .582 (regolamento per l’accertamento e la certificazione di morte)

  73. Carlo

    Paradossalmente le uniche norme di diritto positivo riguardo al profilo professionale del necroforo sono da leggere in senso “negativo”: Emilia Romagna (Art. 10 comma 12 Legge Regionale 29 luglio 2004 n. 19) e Lombardia (Art.35 comma 2 Reg. Re. n.6/2004) escludono dalla definizione di trasporto funebre il trasferimento dalla camera ospedaliera dove è avvenuto il decesso verso il servizio mortuario ospedaliero di cui al DPR 14 genniao 1997.
    Il necroforo ospedaliero non deve limitarsi a sballottare i morti dal luogo di decesso verso le camere ardenti, egli deve esser soprattutto un professionista della vestizione per la presentazione estetica delle salme.

  74. Nadia Pacchioni

    Sono una Caposala e mi occupo di medicina necroscopica e di donazione di organi. Personalmente credo, che il necroforo dovrebbe essere un operatore altamente qualificato in grado di lavorare anche in collaborazione con il medico settore durante i riscontri diagnostici. purtroppo non riesco a trovare una normativa che mi supporti in tal senso poché l’operatore in questione non è inquadrato se non con un profilo generico. sto tentando di far acquisire mansioni specifiche a questa figura professionale che credo si meriti molto di pèiù di quanto oggi le viene attribuito. Mi potete auitare?

    1. Ettore

      Carissima nadia sono un infermiere da 24 anni ho conseguito un master in infermieristica legale e forense oltre ad un corso di perfezionamento in tecnica sanitaria autoptica concordo con te che bisognerebbe riconoscere la figura professionale dell’infermiere forense in sala settoria sia a livello ospedaliero che universitario !!!!

  75. Carlo

    L’uso dei guanti, purchè antiscivolo e non con sola funzione di bellezza ed ornamento, è consigliabile, così come le scarpe con suola a presa sicura. La normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 626/1994.

  76. pierluigi

    Salve come ho gia detto mi chiamo Pierluigi sono un lavoratore nel settore di onoranze funebri, vorrei gentilmente sapere se nell’attivita di necroforo precisamente portantino se è obbligatorio l’uso dei guanti per movimentare il feretro.
    grazie per l’attenzione dedicatami.

  77. Carlo

    Non sono titolato a risponderLe, in quanto, non sono un tecnico “giuslavorista”, esperto in diritto del lavoro, tuttavia, il caso da Lei esposto potrebbe risultare di grande interesse, anche perchè, in ambito funerario, stiamo assistendo ad un proliferare dei contratti di lavoro.

    Le chiedo un favore, con la solenne promessa di “girare” la questione ai miei superiori, in tempi rapidissimi: quale contratto Lei ha firmato? Riesce, per favore, a risalire alla sua tipologia? E’un contratto nazionale? Se sì da quali organizzazioni sindacali è stato sottoscritto?

    Grazie.

  78. Pier Carlo

    Salve, sono assunto presso una ditta di onoranze funebri da circa due anni. All’assunzione ho firmato un contratto dove veniva inclusa nella mia retribuzione il pagamento dell’indennità di reperibilità, con una formula che però non ne specificava le modalità. Per circa 18 mesi ho dato disponibilità praticamente per circa 25 notti al mese, ovviamente non tutte lavorate altrimenti non avrei potuto reggere, per supplire ad una carenza di personale che si sarebbe dovuta risolvere a breve. Il mio datore di lavoro recentemente ha integrato l’organico ma ha ripartito il carico delle reperibilità in modo disuguale tra i dipendenti, chiedendo a ciascuno una settimana di reperibilità ogni 3 tranne che a me, dicendo che io PER CONTRATTO sono tenuto a dare reperibilità praticamente per ogni notte siccome ho firmato in sede di assunzione che il mio stipendio era comprensivo del pagamento di tale indennità. Ora io invece affermo che il contratto prevedeva sì la reperibilità pagata, ma certamente non del tipo interpretato dal mio datore di lavoro. Posso chiedere quali sono i giorni previsti dal CCNL, mi pareva di aver capito fossero 7 gg al mese, ma non ho trovato riscontri. Grazie

  79. Gejar

    Tante belle parole da parte di tutti, il Sig. Bosi che gode di tutta la ns. stima, dimentica che esiste anche un CCNL sottoscritto e firmato nel 2004 proprio dalla ns. associazione lo stesso e pubblicato sul sito http://www.funeralia.net e scaricabile. Certo, le altre Federazioni non hanno interesse a pubblicizzarlo dato che non sono riusciti in tanti anni ad ottenere quanto siamo riusciti noi. E poi, basta con le solite dicerie che non è regolare che, siccome non è firmato da tutte le OO.SS non è valido, balle, è validissimo in tutte le sue parti e garantito dalla UIL FPL che oltre tutto appoggia contratti rivolti alla persona e non dalla UIL Trasporti ! Cosa ci azzeccano poi i trasportatori di ghiaia o patate con le pompe funebri dovranno pure dimostrarcelo

  80. Alessandro Bosi

    Gent.ma Sig.ra Silvana, il mio intervento, sollecitato dal moderatore del sito, doveva limitarsi a fornire una risposta chiarificatrice in materia di lavoro, essendo la Federazione della quale mi onoro di essere Segretario firmataria del CCNL in oggetto.
    Per quanto attiene a risposte inerenti ad altre tematiche, non ultima quella da Lei avanzata relativa alle visite necroscopiche, La invito ad avanzarmela privatamente (se la Sua è una impresa funebre associata a FENIOF) all’indirizzo feniof@feniof.it. Come comprenderà la nostra Federazione si sostiene unicamente grazie alle quote associative che le imprese funebri ci versano annualmente. Sarò lieto di fornirLe tutte le risposte del caso, avallate dalla necessaria documentazione, previo verifica delle Sue generalità e, ovviamente, della condizione di socio.
    Confidando nella Sua comprensione in merito a quanto sopra esposto, Le porgo i miei saluti.
    Cordialmente, Alessandro Bosi

  81. silvana

    spett. sig. Bosi vorrei sapere se le visite necroscopiche che i comuni fanno pagare sono lecite . cordialmente la saluto

  82. giuseppe

    Spett. Alessandro Bosi quanto da lei asserito trova conferma negli art. 16 e 47 del CCNL, il problema sta esclusivamente nei datori di lavoro, i quali si lamentano che il costo di un servizio funebre, gli diventa troppo caro, e quindi che tutti questi compensi che spetterebbero ai dipendenti rimangono solo delle scritte nei vari CCNL. Lo Stato purtroppo non ci aiuta, emana sempre leggi, costringendo i titolari delle imprese a fare sempre nuovi contratti di lavoro, sempre a discapito del dipendente, es. accorciare le ore di lavoro, non rispettare la 626, ecc. ecc. purtroppo mancano i controlli nella ns categoria, sono convinto che viene considerato un lavoro per stralcioni, invece è tutt’altro, le imprese avrebbero bisogno di personale qualificato, e non solo di gente che prende una salma, la mette dentro un cofano e la porta in chiesa per le relative esequie, e dopo la trasferisce al cimitero. Avrebbero bisogno di persone che sanno affrontare le famiglie quando ti rechi nelle loro abitazioni per sistemare la salma, persone in grado di espletare i documenti necessari per lo svolgimento del servizio funebre, personale in grado di fare ricordini a lutto, e tutto quello che occorre al fine di un servizio funebre. Premesso che è un lavoro che a me piace tantissimo e lo svolgo ad ampio raggio (riesco a fare tutto in maniera discreta) non voglio peccare di presunzione, spero che un giorno il ns lavoro venga apprezzato e remunerato per le cose giuste.

  83. Alessandro Bosi

    Egr. Sig.Giuseppe, quanto da Lei asserito trova conferma in quanto da me precedentemente esposto. Infatti, a fronte della disponibilità a rendersi reperibile sono previsti compensi così come indicato nell’art.47 del CCNL. Ciò a prescindere dal fatto che a fronte di tale disponibilità segua poi l’esecuzione di qualche prestazione che, in virtù di quando viene svolta, avrà invece una remunerazione specifica così come disposto dall’art.47 comma 4.
    Stiamo dunque parlando di due diverse remunerazioni: una per la disponibilità ad eseguire prestazioni fuori dall’orario di lavoro, l’altra per l’esecuzione materiale delle attività che ne conseguono.
    La precisazione resa dal Sig. Parodi trova conferma in quanto descritto nel CCNL e, confidavo, non necessitasse di ulteriori commenti. Ritengo però necessario, onde evitare fraintendimenti, fare qualche precisazione a quanto scritto dal Sig. Parodi, sempre sulla base di quanto disposto dal CCNL. In primis le prestazioni richieste al personale che percepisce l’indennità di reperibilità non presuppongano alcun “compenso prepattuito”. Le prestazione svolte a seguito della chiamata in reperibilità vengono retribuite, secondo quanto previsto dal CCNL, con un trattamento retributivo minimo di tre ore (fermo restando che solo le ore effettivamente lavorate concorrono alla formazione del monte ore di lavoro straordinario) e comunque vengono compensate con il trattamento equivalente a quello previsto per il lavoro straordinario e/o notturno e/o festivo a seconda di quando la prestazione lavorativa viene a realizzarsi. Pertanto non stiamo parlando di una indennità per ogni richiesta di intervento ma di una remunerazione per le ore lavorate fuori dall’orario di lavoro che va aggiunta all’indennità (questa sì che si chiama così) di disponibilità che viene riconosciuta a prescindere dal fatto che il lavoratore venga poi effettivamente chiamato ad eseguire prestazioni lavorative.
    In secondo luogo, le attività oggetto della prestazione lavorativa svolte nel turno di reperibilità sono il recupero salme, chiusura feretro, urgenze su richieste dei familiari e la vestizione e, come detto, non prevedono un compenso prepattuito in quanto, come sopra adeguatamente descritto, è prevista adeguata e specifica remunerazione da CCNL. Va precisato che questo vale sia per gli operai, autisti o impiegati che comunque avranno, relativamente a quanto sopra dettagliato, specifico compenso sia per la disponibilità che per l’esecuzione delle proprie prestazioni fuori dall’orario normale di lavoro (di cui all’Art.16 del CCNL).
    Cordialità.

  84. giuseppe

    spett. Giovanni Parodi e Alessandro Bosi, la reperibiltà andrebbe pattuita dalle ore 20:00 alle ore 08:00, un impiegato non può stare a disposizione del datore di lavoro senza che guadagni niente, e precisamente non può aspettare che arrivi una chiamata per andare a fare una vestizione salma per guadagnare qualcosa.

  85. Giovanni

    Spett/le Alessandro Bosi,il testo da lei riportato del CCNL relativo alla retribuzione della reperibilita’ era stato introdotto per compensare il personale operativo(necrofori)in attesa di una chiamata notturna;difatti non è sufficiente tale emolumento a retribuire questo tipo di servizio,si andava ad aggiungere al compenso pre pattuito per l’eventuale ritiro salma,vestizione,chiusura anticipata,ecc.ecc.Per gli impiegati commerciali reperibili nelle ore notturne,oltre al calcolo della reperibilità,si deve concordare un’indennità per ogni richiesta di intervento.Giovanni Parodi ex delegato UILTRASPORTI firmatario di diversi rinnovi del CCNL di categoria.

  86. giuseppe

    grazie per avermi risposto. sig. carlo se vuole farmi qualche domanda, le posso rispondere.

  87. Alessandro Bosi

    Egr. Sig.Giuseppe, con la presente sono a risponderLe in base a quanto disposto dal CCNL per personale dipendente da imprese esercenti l’attività di pompe e trasporto funebre, sottoscritto a Roma il 21 febbraio 2006 tra FENIOF/Confcommercio e le rappresentanze sindacali di FILT-CIGL, FIT-CISL e UILTRASPORTI.
    L’indennità di reperibilità è normata dall’Art.47 del suddetto CCNL il quale cita:

    1. In relazione alle esigenze di servizio, l’azienda può richiedere al lavora-tore di essere reperibile (senza vincolo di rimanere nella propria abita-zione ma con l’obbligo, in tal caso, di fornire all’impresa le notizie atte a rintracciarlo) al fine di svolgere eventuali immediate prestazioni oltre il normale orario di lavoro. L’obbligo della reperibilità deve sempre risulta-re da precedente disposizione scritta e l’azienda, nel richiederla, seguirà di norma il criterio della rotazione tra il personale interessato.
    2. La reperibilità può essere richiesta per turni giornalieri o plurigiornalieri. Ai lavoratori ai quali viene richiesta la reperibilità compete un compenso pari:
    o al 10% del minimo tabellare più contingenza, per ogni turno di reperibilità richiesto dal lunedì al venerdì di norma (per un massi-mo di 6 giorni consecutivi feriali – 5 se viene applicata in azienda la settimana corta);
    o al 14% del minimo tabellare più contingenza, per ogni turno di reperibilità richiesto nei giorni considerati festivi di norma (per un massimo di 1 turno – 2 se viene applicata in azienda la settimana corta).
    3. sono a carico delle aziende le spese per l’eventuale installazione e co-munque per l’uso di telefoni e/o apparecchiature atte a reperire i dipen-denti per le esigenze del servizio.
    4. Le prestazioni effettuate nel periodo di reperibilità vanno compensate con il trattamento equivalente a quello previsto per il lavoro straordina-rio e/o notturno e/o festivo, a seconda delle ipotesi nelle quali si ricade, e comunque non inferiore a tre ore. Fermo restando il trattamento re-tributivo minimo equivalente a tre ore, le sole ore effettivamente lavorate concorrono alla formazione del monte ore di lavoro straordinario.
    5. Nelle prestazioni superiori alle 3 ore, le frazioni di ore verranno somma-te nell’arco del mese in corso ed i residui nel mese successivo.
    6. Per prestazioni svolte nell’ambito del turno di reperibilità si intendono gli interventi riferiti a:
    — recupero salme (infortunistica);
    — chiusura feretro;
    — urgenze su richiesta dei familiari;
    — vestizione.
    7. L’arco temporale di reperibilità ha inizio dalla cessazione del turno e termina all’inizio del turno successivo. Per turno si intende quello nor-malmente praticato dall’azienda.
    8. A livello aziendale, per particolari esigenze, le parti potranno individuare forme di reperibilità diverse, nel rispetto della disponibilità espressa in-dividualmente dal lavoratore.

    – Nota a verbale –
    Esempio di calcolo per reperibilità:
    (minimo tabellare + contingenza)
    ___________________________
    173 x 10% x ore di reperibilità

    Fatto salvo quanto sopra, resta valido quanto disposto dal comma 4 in merito al fatto che le prestazioni effettuate nel periodo di reperibilità vanno compensate con il trattamento equivalente a quello previsto per il lavoro straordinario e/o notturno e/o festivo, a seconda delle ipotesi nelle quali ricade (e comunque non inferiore alle tre ore).
    Ritengo utile per rispondere compiutamente al Suo quesito, riportarLe anche quanto disposto dall’Art.18 del CCNL che riporta le percentuali che vanno aggiunte alla quota oraria di retribuzione globale ordinaria in relazione alla tipologia di straordinario (normale, notturno e festivo). Preciso altresì che tali percentuali vanno calcolate esclusivamente sulla retribuzione tabellare e contingenza.
    Art.18 Lavoro straordinario, notturno e festivo
    Qualora particolari esigenze di servizio lo richiedano, il dipendente è tenuto a prestare, nei limiti consentiti dalla legge, l’opera sua anche oltre l’orario nor-male contrattuale stabilito, sia di giorno che di notte. Il dipendente è tenuto a prestare servizio nei giorni festivi sempre che il lavoro festivo sia consentito dalle disposizioni vigenti in materia.
    E’ considerato lavoro straordinario e dà luogo ad un compenso quello disposto dall’azienda ed eseguito oltre la durata dell’orario normale contrattuale di la-voro di cui all’art. 16 (Orario di lavoro).
    Il lavoro straordinario e quello compiuto nei giorni festivi o in ore notturne de-ve esser compensato con la quota oraria di retribuzione globale maggiorata delle seguenti percentuali da calcolarsi esclusivamente sulla retribuzione tabellare e la contingenza:

    · lavoro straordinario diurno feriale 30%
    · lavoro straordinario notturno 50%
    · lavoro straordinario festivo 65%
    · lavoro straordinario notturno festivo 75%
    · lavoro compiuto nei giorni considerati festivi 50%
    · lavoro notturno 25%
    Le suddette percentuali di maggiorazione non sono cumulabili, nel senso che la maggiore assorbe la minore.
    Si intende per lavoro notturno quello compreso fra le ore 22 e le ore 6 del mattino.
    Le ore straordinarie non possono superare le 230 ore annue pro-capite.
    Il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario è inoltre ammesso in relazione a:
    a) casi di eccezionali esigenze tecnico-produttive e di impossibilità di fron-teggiarle attraverso l’assunzione di altri lavoratori;
    b) casi di forza maggiore o casi in cui la mancata esecuzione di prestazioni di lavoro straordinario possa dare luogo a un pericolo grave e immedia-to ovvero a un danno alle persone o alla produzione;
    c) eventi particolari, come mostre, fiere e manifestazioni collegate alla at-tività produttiva, nonchè allestimento di prototipi, modelli o simili, predi-sposti per le stesse, preventivamente comunicati agli uffici competenti ai sensi dell’art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come sostituito dall’art. 2, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e in tempo utile alle Rappresentanze sindacali aziendali;
    d) esigenze tecniche organizzative produttive o sostitutive previste dalla contrattazione collettiva integrativa.
    Ove la retribuzione sia composta in tutto o in parte di elementi variabili, si prenderà per base la parte fissa, col minimo in ogni caso dello stipendio mi-nimo della categoria.

    In ultima analisi, sottolineo come la risposta alla Sua domanda non possa essere immediata in quanto va in primis valutato il Suo livello di inquadramento lavorativo ed in secondo luogo come viene disposta l’attività lavorativa dall’azienda (es. settimana corta).
    Confidando di esserLe stato utile, Le porgo i miei saluti.
    Alessandro Bosi
    Segretario Nazionale FENIOF
    Federazione Nazionale Imprese Onoranze Funebri

  88. Carlo

    La invidio profondamente perchè Lei svolge il lavoro che sogno.

    Al di là delle mie personalissime frivolezze occorre sapere con quale contratto di lavoro Lei sia stato inquadrato nell’impresa presso cui presta servizio.

    Ormai, nel panorama funerario italiano si sovrappongono diversi contratti e districarsi nella jungla di tutte queste norme non è facile.

    Mi raccomando, ci contatti!

    Saluti da Carlo, giornalista-necroforo.

  89. giuseppe

    salve, sono un impiegato presso una ditta di onoranze funebri, gradirei sapere qualora ci fosse, con quale voce va pagata la reperibilità notturna, e precisamente dalle ore 20.00 alle ore 08.00, e a quale costo.
    sicuro di una vs risposta, ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.

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