HomeCimiteriLa fine delle concessioni perpetue? Percorsi giurisprudenziali in itinere…

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La fine delle concessioni perpetue? Percorsi giurisprudenziali in itinere… — 3 commenti

  1. X Adriano,

    ambedue le ipotesi da Lei prospettate sono verosimili e praticabili, tutto dipende dalla scelta politica di gestione cimiteriale operata dal Comune attraverso l’adozione del regolamento municipale di polizia mortuaria, unica fonte davvero sovrana in questo ambito così delicato.

    Le conseguenza di queste due possibili impostazioni strategiche nel buon governo del cimitero possono essere dissimili o addirittura divergere, con effetti a volte pure contrari, magari per eterogenesi dei fini.

    Se il regolamento comunale prevede una successibilità nella titolarità di una concessione attraverso l’istituto del subentro (con relative registrazioni amministrative) lo jus sepulchri, attivo e passivo, alla morte del concessionario primo, traslerà in capo ai suoi discendenti più diretti(jure coniugii ed in subordine jure sanguinis). Non parlerei mai di eredi, perchè la successione jure haereditatis ha sempre valore patrimoniale, regola cioè il trapasso delle sostanze dal de cuius ai suoi aventi causa, mentre il subentro cimiteriale attiene soprattutto ad un diritto (quello di sepolcro) personalissimo e vincolato alla famigliarità della fattispecie del sepolcro privato (laddove non differentemente statuito dall’atto concessorio). E’ questa l’ipotesi del cosiddetto concessionario mobile o scorrevole in cui i congiunti del de cuius assumono a loro volta la qualificazione di concessionari pleno jure con annessi diritti di gestione sulla tomba.
    Nel tempo, siccome lo jus sepulchri si trasmette per rapporto di consanguineità o vincolo coniugale avremo una aumento esponenziale delle persone portatrici dello stesso, con il concreto rischio di conflitti endo-famigliari per contendersi gli ambìti loculi, soprattutto laddove lo spazio sepolcrale dovesse raggiungere la sua naturale saturazione (esso, notoriamente, non è dilatabile all’infinito ed i loculi hanno pur sempre una capienza limitata dalle inderogabili Leggi della fisica). I vantaggi di questa soluzione sono rappresentati da un rapporto Comune/privato cittadino che si rinnova puntualmente ad ogni decesso del concessionario sino alla naturale scadenza della concessione (se questa, invece, è perpetua, il problema non si pone…almeno in questi termini).

    C’è poi un tipo di subentro intermedio, limitato all’imputazione dei soli oneri manutentivi, i soggetti subentranti, cioè non vedono ampliata la loro sfera giuridica inerente allo jus sepulchri, ma dalla Pubblica amministrazione sono considerati onerati, cioè gravati solamente dalle obbligazioni di conservazione del sepolcro in solido e decoroso stato.

    Vi sono poi regolamenti comunali che ammettono solo la figura del concessionario fisso: unico riferimento e “stella polare” per l’attribuzione dello jus sepulchri e dei derivanti oneri manutentivi è e rimane il concessionario primitivo/fondatore del sepolcro. In questo caso all’estinzione del concessionario e della sua cerchia famigliare (il diritto non si trasferisce più in capo a terzi) è più facile addivenire alla dichiarazione di abbandono amministrativo del sepolcro con sua riacquisizione nella piena disponibilità del Comune

    Di norma il sepolcro si trasforma in ereditario quando siano venuti meno i discendenti (tra le altre: Corte di Cassazione, Sez. II, sent. n. 5095 29/5/1990 e Sez. II, sent. n. 12957 del 7/3-29/9/2000). Fatte salve le previsioni del Regolamento comunale di polizia mortuaria in proposito – cioè concernenti la successione delle persone alla morte del concessionario in relazione alla concessione – dato che la concessionaria risulta non avere discendenti che jure sanguinis siano succeduti nei diritti concernenti la concessione, il sepolcro deve considerarsi trasformato in ereditario. Ne consegue che gli eredi, se previsto dal Regolamento, subentrano al concessionario defunto, quando questi non abbia disposto con atto di ultima volontà o altrimenti con atto pubblico in modo diverso. Il subentro, però, va valutato sempre alla luce del Regolamento comunale di cui ogni ente locale deve dotarsi sin dal Regio Decreto 8 giugno 1865 n. 2322, senza dimenticare gli Artt. 344 e 345 del REgio Decreto n.1265/1934, e soprattutto l’Art. 117, comma 6 III Periodo Cost., cosi some riformulato dalla Legge Costituzionale n.3/2001. IL subentro, però, nelle singole quote di Jus Sepulchri, spettanti agli eredi riguarda la titolarità della concessione, anche per gli aspetti manutentivi ex Art. 63 DPR n.285/1990, ed il diritto patrimoniale sulla “res” ossia sul manufatto sepolcrale.

  2. una concessione perpetua in cui si afferma che la proprietà della tomba o loculo e del comune e l’intestatario acquista il diritto per se e per i suoi alla sepoltura in quella tomba o loculo e inserendo nell’atto anche un grafico degli aventi diritti sino al terzo grado di parentela dell’intestatario.
    domanda: questo diritto venendo a mancare l’intestatario passa agli diretti eredi del defunto intestatario allungandosi cosi gli aventi diritti .oppure termina con l’ultimo avente diritto dell’intestatario?
    grazie

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